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11.05.2010
La morte della cronaca giudiziaria
di Bds

Da Repubblica, di Liana Milella

 Il senatore dell'Idv Luigi Li Gotti, l'avvocato penalista che ha difeso Buscetta, Mannoia e Brusca, da settimane ormai rimprovera spesso al Guardasigilli Angelino Alfano di parlare della legge sulle intercettazioni "senza conoscerne il contenuto". E ieri, a sentire il ministro della Giustizia consigliare ai cronisti di "studiare bene" il ddl per rendersi conto che non è un bavaglio all'informazione, non si poteva che dar ragione a Li Gotti. Ma di che legge parla Alfano? Non certo di quella che porta il suo nome e che il Senato, in commissione Giustizia, potrebbe licenziare già in settimana.

Perché lì è scritto, senza alcuna possibilità di equivoco, che i giornalisti non possono in alcun modo pubblicare le intercettazioni, anche se le trascrizioni figurano per esteso in un'ordinanza di custodia cautelare che perde la sua segretezza quando viene notificata all'indagato e ai suoi avvocati. Il segreto è totale perché non potranno essere né riproposte per esteso, né tantomeno raccontate per riassunto o nel loro contenuto. Nulla. Il cronista le leggerà e dovrà far finta di non averle mai viste. Un buco nero. Neppure un rigo delle conversazioni Berlusconi-Saccà sulle veline, non uno dell'inchiesta di Firenze sulla cricca degli appalti, niente sulla clinica Santa Rita, quella dove operavano la gente solo per fare il business.

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Qualora il giornalista dovesse arrischiarsi a pubblicarle potrebbe subire una multa fino a 20mila euro. E l'editore, in base alla legge 231 del 2001  sulla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti, potrà incappare in una condanna patrimoniale da un minimo di 64.500 euro a 465mila. Le conseguenze sulla libertà di stampa sono evidenti. Ma Alfano consiglia di "leggere bene" la legge.

E andiamo avanti, allora, in questa lettura. Per scoprire che non solo le intercettazioni saranno top secret finché non si arriverà al processo, con un black out che potrebbe durare anni, ma anche sugli atti dell'inchiesta cala una cortina pesantissima. E su questo la mano del Guardasigilli è stata determinante, visto che le ultime modifiche alla legge sono state scritte proprio nei suoi uffici in via Arenula. Lo stesso relatore al Senato Roberto Centaro ha ammesso che la stretta è stata tutta "politica". Lì è stata cancellata ogni possibile apertura. Neppure "per riassunto" sarà possibile dar conto degli atti di un'indagine finché non si arriva al termine dell'udienza preliminare. Anche in questo caso ci vorranno anni prima di poter sapere.

È bastato cancellare due sole righe contenute nel ddl approvato alla Camera l'11 giugno 2009 e la cronaca giudiziaria è definitivamente defunta, nonostante le minacce di sciopero della Fnsi, le proteste indignate dell'Ordine e degli editori. Quelle righe dicevano: "Di tale atti è sempre consentita la pubblicazione per riassunto". Le aveva volute il Quirinale e le aveva imposte nella trattativa la presidente della commissione Giustizia della Camera, la finiana Giulia Bongiorno. Ora queste due righe non ci sono più. Le ha cancellate un emendamento di Centaro che la maggioranza ha già approvato in commissione, respingendo le proteste dell'opposizione. E dunque, senza alcuna possibilità di equivoci, non si sarebbe potuta scrivere una sola riga del caso Scajola, visto che l'ex ministro non è neppure indagato. Per chi viola la nuova regola ancora multe, stavolta fino a 10mila euro. E l'arresto fino a due mesi.

Muta la cronaca ma anche la storia dell'Italia quando, durante una conferenza stampa come quella tenuta da Guido Bertolaso, non gli si potrà neppure contestare un fatto che emerge dall'inchiesta giudiziaria, perché anche quel semplice quesito si risolverà nella violazione di un segreto col il rischio di multe e di cella. Ma di che parla Alfano quando consiglia di "leggere bene" la legge?




 
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La morte del minimo raziocinio
Sandro De Rossi - 12.05.2010
Ogni tre per due c'è in vista la dissoluzione della democrazia, del vivere civile, della libertà, dei diritti (qualunque cosa siano), eccetera.

Nell'altro post la tragedia della depenalizzazione del falso in bilancio si scopre una cosa mooooolto relativa, e con ogni probabilità dettata da ragioni eccellenti.

Nei mesi pari è la democrazia ad essere sul letto di morte: l'ultima volta non mi ricordo neanche il perchè. Ma Veltroni l'ha detto benissimo: non ricordo cosa ma era molto bello.

Nei mesi dispari è la libertà di stampa che è andata a farsi fottere per via del monoproprietario di tutte le tv... che continuano a sparargli contro ad alzozero e non solo ad annozero, salvo il buon Minzo che però è lì lì per essere defenestrato.

Adesso è la cronaca giudiziaria che sta esalando l'ultimo respiro.

E allora adesso vi dico cosa fa una persona normale e banale come me: manco le leggo più, queste grida di dolore. Dopo che ho sentito mille volte "Al lupo, al lupo!" ho stabilito che gli strillatori mi stanno antipatici.

Poi, per carità, magari stavolta è la volta buona (anche se ne dubito, vista la fonte) ma questi strilli hanno veramente rotto.

Forse non vi rendete conto che più gridate e più stancate. Per questo più Draquilate e meno prendete voti: è di una semplicità completa, alla portata di un bambino.

Ma niente. E' stupefacente. No, meglio: è puerile. E' il nuovo Aventino di questi tempi un po' miserabili, per dirla tutta.

Lapis


Re: La morte della cronaca giudiziaria
Bruno Stucchi - 12.05.2010
Giornalisti randagi (scusate, "freelance") sognano da una vita di fare uno scuuuup, varietà Watergate, che li liberi almeno per una volta da un imbarazzante e non retribuito anonimato. Quello che più li preoccupa è, comprensibilmente, la non-retribuzione.
Chissà, forse potrebbero farcela andando in galera per qualche mese (come fece, senza menarla più di tanto, Guareschi). Per loro, ricopiare intercettazioni più o meno pertinenti, ma -si spera- vagamente lascive, è ossisgeno puro; cercate di capirli: si tratta di sopravvivenza. Non ci sono pasti gratis.


ReColpito
Luigi Irdi - 13.05.2010
Sono sinceramente colpito. Da un lato dall'insensatezza del commento di Stucchi, ma quello lo sappiamo, dall'altro dall'inconsapevolezza del commento di Lapis.

Del primo non vale discutere. Del secondo invece sì. Ciò che mi colpisce, in particolare, è l'approccio di Lapis alla faccenda. Dice: boh, non ci credo tanto ma vediamo come butta, si grida sempre al lupo al lupo e poi non succede nulla.

Una persona a cui la liberà di stampa interessa davvero, io credo, si sarebbe peritata di leggere per intero il testo della legge e ricavarne autonome conclusioni. Invece no. Anche Lapis, come putroppo la stragrande maggioranza delle persone, non è che si mette lì a cercare di capire come stanno davvero le cose, andando alle fonti prime delle informazioni, come sono ad esempio in questo caso i testi parlamentari, ma aspetta alla finestra di vedere come va a finire.
Ora che lo faccia il portiere di casa mia, lo posso anche capire, ma che lo faccia un giornalista o comunque un cittadino a cui interessano le sorti della vita civile, questo proprio non lo capisco.


Tieniti forte: la faccenda è molto semplice
Sandro De Rossi - 13.05.2010
Invece è semplice, Luigi. Dopo un po' di grida "Al lupo, al lupo" in cui non ho visto nessun lupo, mi sono stufato di verificare (infatti nell'altro post mi sono proprio sforzato di vedere quella faccenda -sostanzialmente inesistente- della depenalizzazione del falso in bilancio).

A questo punto ho capito che chi strilla continuamente "Al lupo" è poco credibile, e ho stabilito che statisticamente è una perdita di tempo dargli retta. Ogni tanto a scanso di errori, vado a controllare. Ma ogni tanto, giusto per non correre il rischio di non stare a sentire proprio la volta che c'è il lupo.

L'ultimo controllo l'ho fatto con la depenalizzazione di cui sopra, ed è di nuovo stata una conferma dei miei sospetti.

Quindi è un fatto statistico e scientifico: ottimizzo l'uso delle mie modeste capacità di analisi.

Tu dici: "ma come? quando si tratta di argomenti così gravi bisogna impegnarsi a capire".

Allora non mi sono spiegato: se la fonte è farlocca, casca proprio il presupposto. Perchè è lei -la fonte farlocca- che parte dal presupposto che sono così gravi. Il suo presupposto è già un giudizio di merito, ovviamente.

Ma adesso tieniti forte: questo è ciò che facciamo tutti, necessariamente, continuamente e su qualunque argomento. Ci facciamo dei riassunti della vita e dei segnali che ci trasmette. E quando una fonte è farlocca...
:-)

Guarda che è per questo motivo che succede la cosa più semplice del mondo: i giornali strillano in un modo, e la gente vota in un altro. Poi i media farlocchi dicono che è colpa del fatto che Berlusconi ha le televisioni. Ed è da morir dal ridere, perchè i media farlocchi si autofottono da soli, esattamente come fa quella là del Draquila. E infatti -ma guarda un po'- chi ha vinto di più l'ultima volta non è nemmeno quel pover'uomo di Berlusconi, ma la Lega. Che controlla ancora meno di niente.

Paese reale / Pasese apparente. Una faccenda così. I segnali dal Mondo Apparente emozionano solo lui e quella là del Draquila.

Ed è grave? Non è forse pericoloso? E se davvero una volta arriva il Lupo e nessuno ascolta l'allarme? Certo che può capitare, ma è appunto per questo che gli strillatori dovrebbero smetterla.

Lapis


Re: La morte della cronaca giudiziaria
milo calaferro - 13.05.2010
Caro Lapis,

scusami se ti faccio questa domanda, ma dalla risposta che mi darai dipende anche il tuo
grado di attendibilità in un dibattito come questo. E poi soddisferesti una mia, credo legittima, curiosità.

Ma tu sei berlusconiano o no? O, comunque, come ti poni rispetto a Silvio?

No, perchè, se ben ricordo, tu ti sei sempre dichiarato di sinistra. Addirittura in qualche occasione hai rivendicato di essere più di sinistra di tanti che oggi si professano tali. E hai spesso parlato di partigiani nella tua famiglia.
Però la mia impressione era (ed è ancora) che tu fossi di destra e magari preferivi proclamarti di sinistra perchè fa più chic o perchè più apprezzato sul Bds o non so per quale altro motivo.


Anche l'ultima volta che ho avuto occasione di leggerti (era un post al pezzo di F. Bernardini "Caro Silvio, questa volta non mi hai fatto ridere") mi è sembrato di capire che non voti per Berlusconi (infatti dicevi: "Questa cosa del giudicare Berlusconi (o non Berlusconi) da una frase qui e una battuta là, mi ha proprio riempito i tubi. (...) E fate conto che la prossima volta voto il Berlusca. Così i riempitori di tubi hanno guadagnato un altro punto. In discesa. E la prossima fesseria che leggo, convinco pure mia moglie, così, tanto per farmi un favore").

Ma allora perchè Astolfo scrive, proprio sotto al post appena citato, che il tuo "prosilvismo é pubblico, notorio e sbandierato ad ogni occasione"?

A me, questo "prosilvismo sbandierato ad ogni occasione" non risulta.
Mi è sfuggito qualcosa?


Re: La morte della cronaca giudiziaria
Luigi Irdi - 13.05.2010
Confermo il mio stupore.

Prendo atto che secondo Lapis la depenalizzazione del falso in bilancio è sostanzialmente inesistente. A me non pare, ma sarà questione di punti di vista.
Io leggendo la legge ho avuto un'impressione diversa.

Forse, per quanto riguarda le intercettazioni, non mi sono spiegato io. Se tu consideri Liana Milella una fonte farlocca, padronissimo, puoi facilmente ottenere il testo della legge in discussione al senato sul sito www.senato.it e giudicare da solo. E' questo che non fai, ed è questo che io trovo grave per uno che si interessa di simili faccende.

Quanto ai riassunti della vita forse ti sei perso una puntata. Per capire, non c'è che andare a cercare da soli. La televisione non spiega una mazza e i giornali sono spesso incompleti e schierati. Fai uno sforzetto e cerca da solo, è anche divertente.

Sempre che te ne freghi qualcosa, beninteso.


Per capirci dovremmo intenderci su una parolina: 'sinistra'
Sandro De Rossi - 13.05.2010
Come mi pongo verso Silvio ??????
Boh. Io non mi pongo verso Silvio. Non lo conosco, non so che tipo sia, non ho mai nemmeno avuto occasione di parlargli per farmene una minima idea.

'Mi pongo' al massimo verso le cose che vuol fare. Per esempio: vuole ridurre le tasse, e io credo che questo sia un grande obiettivo di sinistra -secondo i miei vecchi schemi mentali- perchè significa ridurre il peso della cleptocrazia che grava su chi lavora.

Oppure: trovo magnifico che voglia ripartire col nucleare; dico 'magnifico' non solo perchè è economicamente indispensabile, quanto perchè è un modo intelligente di contrastare una incultura pauperista di chi si inventa tabù sempre più assurdi.

Per dirti la verità non volevo neanche votarlo, perchè vedo come cresce in fretta la schiera di cortigiani ladri che lo circondano; capita in tutti i regimi, ma qui mi irrita non poco. Poi invece indirettamente l'ho votato perchè in lista alle regionali c'è un mio amico, che è persona affidabile.

Sennò stavo a casa mia. Ma adesso probabilmente voto Lega, non so. Questa 'sinistra' no di sicuro, perchè è troppo scema per i miei gusti: statalismo, distanza astronomica dalla gente che lavora, cretinate su Draquila (che voleva fare, quella là: come l'Irpinia?), strilli irrazionali ogni tre per due... 'Sinistra' irriconoscibile, aventiniana, piagnona, antioperaia. Ecco, cose così.

Ma sai, tutto dipende da che significa per te e per me la parola 'sinistra'.

In qualche post devo averlo scritto, che quando ho fatto il militare i miei vecchi (comunisti rigorosissimi, ex partigiani e persino ex garibaldini di Spagna) mi hanno fatto i complimenti (perchè pareva che il partito mi volesse far riformare per non perdermi un anno), mentre un 'sinistro' odierno va in giro con la bandierina della 'pace' a dire che dobbiamo aprire il dibattito anche con Hamas.
Capisci che stiamo parlando di 'sinistre' molto diverse? La mia è ancora quella là che sa sparare ai delinquenti.

Vedi, se vieni con me nella centrale di Trino -che ho visitato qualche mese fa- ti faccio vedere sui muri le foto degli operai che la costruivano: tecnologie costruttive da anni '60, impalcature di legno da far paura, eppure una grinta, un orgoglio, una voglia di costruire con le proprie mani un futuro tutto da scoprire... Mentre i 'sinistri' di oggi -perlopiù intelettualoidi che non hanno mai lavorato- manco un treno ti lasciano più fabbricare.
Ecco: di quale 'sinistra' mi stai parlando, tu?

E, soprattutto, di quale "attendibilità" dovrei dare prova io a te?
:-)

Lapis





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Caffé Scorretto - 13.05.2010
Una delle notevoli fregature della nostra storia post liberazione è stata il costume rigorosissimo di stabilire, a priori, che qualsiasi cosa di buon senso detta da persona di opposta fazione era comunque da respingere. Questo vizio o vezzo, era particolarmente forte nella sinistra più rigida, per ovvi motivi di dogmatismo ideologico vittorioso.
Caduti la sinistra e il dogmatismo, il vizio o vezzo si è rianimato sulle note di controsilvio o prosilvio e, cosa ancor più deleteria, si è incancrenito perché ormai più legato ad una sconfitta della quale non ci si sa dare ragione, del tipo ma come è possibile signoramia, gli italiani sono popolo bue, c'è una nuova dittatura, la TV ha rincretinito tutti, etc etc. E quindi tutto è opportuno motivo per gettare allarmi apocalittici, grida del fondo del baratro, denuncie all'"intelligente" opinione pubblica del mondo intero, con richiesta di voti al parlamento europeo, pagine comprate su giornali esteri, e chi più ne ha più ne metta.
Recentemente ho postato un pezzetto sulla ridicola questione della collocazione dell'Italia nella classifica di buoni e cattivi in merito alla libertà di stampa. Commenti pochi, disinteresse diffuso, ed ecco che la Milella (farlocca o meno, non è questo il punto, semplicemente "nel trend") ci viene a dire che "la morte della libertà di stampa e di cronaca è vicina". Scusate, ma ci si può scaldare perché viene annunciata la morte di un cadavere di cui almeno dodici volte l'anno viene celebrato il funerale?
Il problema è tutto qui. Per quello che ho capito della legge in questione, alcuni punti sono problematici, ma certo non tutti. La cronaca giudiziaria è nata prima delle intercettazioni e delle soffiate, ed ha campato piuttosto bene e con prestigio. Personalmente ho la nausea dei processi sulle pagine dei giornali e non ritengo che un'informazione di questo tipo sia corretta. Poi, certamente, voglio sapere chi è rinviato a giudizio e per che cosa, ma l'esperienza (vedi calciopoli) insegna che l'uso a tappeto di intercettazioni, illazioni, luoghi comuni giornalistici e non, la complicità perversa tra indaganti e strombettanti, spesso lascia da parte quello che non piace, quello che indebolirebbe le tesi che piacciono di più, quello che scoprirebbe altri altarini che non interessano chi ha un obiettivo, di volta in volta, ben preciso e selezionato.
Per chiudere, sul nucleare sono anch'io perfettamente d'accordo, avendo trovato ridicolo, a suo tempo, il mantra di sinistra sul "nucleare limitato e reversibile", che, dopo Chernobyl, si trasformò in una specie di rito apotropaico contro il male assoluto, con il fiorire di cartelli "Comune denuclearizzato", che indicano, probabilmente luoghi dove non vengono praticate TAC, risonanze magnetiche o quant'altro, perché se saltasse una qualsiasi delle centrali che ci circondano, hai voglia a denuclearizzarti!
E nel frattempo, la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma non quella italiana che era alquanto all'avanguardia, paghiamo l'energia più cara d'Europa o quasi, e guardiamo con moderato raccapriccio il golfo del messico che ogni giorno si tinge più di nero, perché è lontano, perché non ci riguarda, perché da noi non può certo capitare (?!?) e quasi quasi scriviamo un'ode al petrolio condito da energie alternative che sono impraticabili ed antieconomiche in un'ottica nazionale (vedere alla voce Germania) e che pure andranno più diffuse in determinati contesti, ma non succederà fino a quando i pannelli fotovolatici continueranno a costare una tombola e ad essere ammortizzabili in più di dieci anni. Per questo sono di destra? Ma mi faccia il piacere!


Nucleare? Sì grazie, ma lontano
BananaNews - 13.05.2010
Personalmente non sono molto favorevole al nucleare, anche se le obiezioni varie del tipo : in Francia ce ne sono tante, ce ne stanno anche in Slovenia, etc, etc. Si potrebbe obiettare anche a questo, ma il punto è un altro. Zaia in seno al Consiglio dei Ministri (era Ministro dell' agricoltura prima di diventare Governatore del Veneto) approva la scelta nucleare. Diventato Governatore del Veneto dice : una centrale nucleare va benissimo, ma non nel Veneto. Beh, non male. Poi qualcuno mi sa dire che fine hanno fatto le famose scorie nucleari che dovevano essere interrate a Scansano Jonica e non lo furono per le proteste della popolazione? Si sono "denuclearizzate" da sole o il problema è stato accantonato? Mi risulta che le centrali da realizzare siano ancora quelle della terza generazione, cioè quelle che producono una notevole quantità di scorie


Refuso
BananaNews - 13.05.2010
Scanzano jonico


Approposito di 'sinistra'. Una postilla... letteraria
Sandro De Rossi - 13.05.2010
Approposito di 'sinistra', trovo su un blogo questa lunga citazione di un pezzo apparso su L'Unità:

L'Unità - 3 maggio - Francesco Piccolo (scrittore):

“La sinistra italiana dà l’impressione di essere ormai la parte più reazionaria del paese. In pratica, ha cominciato a fare resistenza al malcostume, alla degenerazione, e pian piano questa è diventata la sua caratteristica principale, che è tracimata anche sul costume, su ogni forma di cambiamento, di accadimento.

"Ha trasformato il “resistere, resistere, resistere” in una tignosa resistenza a tutto. Che è diventata senso di estraneità. Dà l’impressione, al resto del paese, di giudicarlo male qualsiasi cosa provi a fare; di essere scandalizzata, a volte inorridita. Alla sinistra italiana, nella sostanza, non piacciono gli altri italiani. Non li ama. Sente di essere un’oasi abitata dai migliori, nel mezzo di un paese estraneo. Di conseguenza sente di non avere nessuna responsabilità.

"Se l’essere umano di sinistra sentisse una correità, non penserebbe di voler andare a vivere in un altro paese, più degno di averlo come cittadino. Però, a quel paese che non le piace, che non può amare, del quale non sente di far parte, e che osserva inorridita ed estranea, che mette in soggezione di continuo e al quale ricorda che se potesse non ci conviverebbe mai, la sinistra italiana a ogni elezione, è costretta a chiedere il voto. Vuole, cioè, che quella parte di paese che disprezza, si affidi alle sue cure. Ciò che puntualmente non avviene.

"E poiché non avviene, la sinistra italiana si indigna di più, si estranea di più e ritiene di essere ancor meno responsabile di questo paese di cui non sente di far parte”.

Lapis

P.S. - Va da sè che questa è la 'sinistra' che parla e scrive e declama e filma. E' la sinistra dei salotti. Specie romani.


Lapis
Madame Psychosis - 14.05.2010
A me di quelli che gridano al lupo non me ne frega un cazzo. Il che ovviamente non vuol dire che mi posso occupare delle medesime questioni di cui si occupano loro. Mi faccio una mia opinione, non credo che me lo possano impedire i lupetti di turno, che ci siano o meno.

Il fatto è che ci sono questioni irisolte. E da qualsiasi pulpito arrivino le perimende, resta il fatto che che le questioni sono irrisolte. E forse non solo perché ci sono dei lupetti che rompono i coglioni, è che sono irrisolte davvero. Che ci sia qualcosa che non va è noto a molti, e non solo ai rompicoglioni cronici. Ecco io su questa cosa, che non va, voglio avere un pensiero comunque. Poi non so se assimilabile a questo o quello, ma un'opinione cerco di farmela, per i cazzi miei.

Anche laicamente.

Non batto ciglio se c'è da appoggiare Fini e la sua battaglia sulla cittadinanzia per ius solis. O comunque di un percorso meno delirante di quelli che sono nati qui e studiano, a 18 anni perdono un diritto di soggiorno e ne dovrebbero acquisire un altro, o meglio la cittadinanza, se non hanno lasciato l'Italia, nei loro 18 anni di vita, per oltre 4 mesi. Fanno la domanda, e ci possono volere otto anni prima di una risposta definitiva. E allora fanno l'università senza neppure potere fare un Erasmus, perché dura più di quei 4 mesi che ancora restano in vigore, per tutti gli otto anni che ci mettono a rispondere.

Ho assistito, e partecipato, alla battaglia contro la legge 140, sfiorata da un referendum e abbattuta dai ricorsi, oggi la legge 40 non esiste nemmeno più per i passaggi che a suo tempo sollecitarono il referendum, talmente era assurda. Da quella volta Rutelli non mi deve neanche comparire davanti.

Laicamente, a me Berlusconi mi ha rotto le palle. Figuarsi che mi ritrovo con un padre berlusconiano, già giovanissimo partigiano, ma con gli osovani, non con la osoppo, i garibaldini. Da allora non tollera i comunisti ("c'era chi combatteva per la libertà, e chi per il comunismo") ma si ritrova con me che pietosa protesto: ma non ti rendi conto del fatto che quest'uomo rappresenta il contrario di tutto ciò che mi hai insegnato per educarmi? Berlusconi è il contrario della mia vita.

Sulla legge 40 mio padre (che casualmente è un medico), il partigiano, è dalla mia parte. E anche sullo ius olsis, e tante altre cose. Incredibilmente? Non siamo di destra o di sinistra. Casomai siamo di generazioni diverse: lui adolescente ha vissuto fascismo e resistenza, io il punk. Ma siamo entrambi laici (lui più di me: oltre ai comunisti odia i preti, per le medesime ovvie ragioni) con l'abitudine di far riferimento a deontologie più che a ideologie.

Allo stesso modo, guardo a questa legge, oggetto del pezzo. Ne vedo i limiti ideologici (mica li hanno solo quelli che si oppongono) e oppongo la deontologia. Non i lupetti, Lapis: la deontologia. Piedi per terra, insomma.

Con stima, MP


ps
Madame Psychosis - 14.05.2010
Poi se non vuoi iscriverti a Facebook hai tutta la mia solidarietà.


Ius solis, ius sanguinis, ius pueris... Madame, permetti una domanda ?
Sandro De Rossi - 14.05.2010
Adesso una domanda la faccio io, a Madame. Se ha un momento per rispondere.

Comincio da qui:
"Berlusconi è il contrario della mia vita"

Non riesco a capire come si concilia una frase del genere con una dichiarazione di laicità. Lo conosci di persona? Ma lo conosci bene bene? Meglio della Veronica, dico per dire?

Perchè, sai: dire "le scelte politiche di Berlusconi su questo e su quell'altro mi fanno schifo", è una cosa. Trasferire a un logo, un'immagine, un'icona, le tue avversioni... non mi pare molto laico. E' come farsi un santino del diavolo e sputargli sopra ogni momento.

La debolezza di questo atteggiamento la si vede anchge dopo (e arrivo alla domanda): quando non ti spaventa dare ragione a Fini sullo ius solis.

Neanche a me, per carità, se ci credessi. Ma la nuova Icona della Destra Moderna si è inventata questa minchiata, tra le mille altre che di sicuro sono gli ultimi problemi del mondo che dobbiamo affrontare in questa fase di merda, per scostarsi sempre da quel Berlusconi che è il contrario della tua vita e della vita di tanti altri. Mossette, manovrine, minchiate da cardinale della politica: la Nuova Icona sta fabbricando santini fatti di parole, e su questi santini cerca colleghi ora di sputo, ora di adorazione. Icone. Santini. Minchiate.

La Nuova Icona della Destra Moderna è infatti lo stesso Fini pieno di Valori che per fare il moderno poco fa ci ha scassato i cabasisi con l'esattissimo contrario del solis: lo ius sanguinis, per cui bisognava dare il voto agli italiani all'estero, qualunque cosa significhi ormai la parola 'italiani', a generazioni e continenti di distanza. E aprendo la strada alle truffe e alle ciulate che tutti abbiamo visto... solo in minima parte.

E non a caso (sempre a proposito di queste storie di ius, che sono semplicemente storie di ampliamento della platea elettorale), contemporaneamente la Nuova Icona della Destra Moderna amoreggia con i Leader della Nuova Sinistra Postmoderna che stanno già affacciando l'idea del voto ai minorenni. Si stanno inventando lo ius pueris (?) o una fesseria simile, ma in ogni caso un altro pezzo della serie apocalittica e infinita dei "diritti" di cui sempre più si vaneggia.

La domanda, partendo occasionalmente da tutti questi ius, è: ti dice niente, questo meccanismo sistemico di (apparenti) contraddizioni? Non ti viene in mente che sia un gioco di apparenze parolaie, sotto il quale ci sono spinte materiali ben diverse?

Attendo con piacere la tua risposta, se vorrai. Nel frattempo ti anticipo i termini della mia successiva osservazione: non basta dire "laico" per essere laico. Quel "laico" lì è un laicismo vuoto di valori autonomi, sostituiti da icone. Ma queste icone (pro o anti berlusconiane non importa) poco hanno a che fare con la realtà. E con la laicità, che è razionale o non è.

Lapis


Re: Lapis,
milo calaferro - 14.05.2010
allora, ti ripeto: in calce al pezzo "Caro Silvio, questa volta non mi hai fatto ridere", ho criticato i prosilvici travestiti da antisilvici. Non posso dire che mi siano simpatici i prosilvici dichiarati, ma almeno questi non hanno l'aggravante dell'ipocrisia.

Siccome in quel dibattito di sospetti ipocriti ne avevo individuati più di uno, tra cui Astolfo, costui mi ha contestato dicendo che in quel dibattito la categoria dei prosilvici camuffati era assente, visto che l'unico prosilvico intervenuto eri tu e non eri affatto in incognito, essendo il tuo prosilvismo «pubblico, notorio e sbandierato ad ogni occasione».

Ora, quello che mi premeva sapere da te non era se sei di sinistra o a «quale "sinistra"» fai riferimento, ma se questa affermazione di Astolfo sul tuo conto è vera, cioè se il tuo «prosilvismo é pubblico, notorio e sbandierato ad ogni occasione».

Te lo chiedo perchè a me non risulta affatto, da parte tua, tutto questo sbandieramento ad ogni occasione del tuo prosilvismo.

Anche nel tuo ultimo post mi hai confermato che, pur condividendo alcune posizioni di Silvio, non hai mai votato per lui. Anzi, essendo deluso dalla sedicente sinistra attuale, tendi addirittura ad astenerti dal recarti alle urne.
Ho ragione io o ha ragione Astolfo?

Inoltre, quando dico che "dalla tua risposta dipende anche il tuo grado di attendibilità in un dibattito come questo" voglio dire che se una difesa di B. è fatta da un Sandro Bondi ha un grado di attendibilità, mentre se è fatta, poniamo, da un Marco Travaglio, ne ha un'altra. Non so se mi spiego.

Insomma, uno il cui «prosilvismo é pubblico, notorio e sbandierato ad ogni occasione» rischia di sembrare prevenuto, e perciò, meno credibile quando dibatte dell'«amor nostro» (come dice(va) l'Elefantino).

O sbaglio?


Lapis
Madame Psychosis - 14.05.2010
Dovrei stupirmi del fatto che la proposta (finiana ma non solo) dello ius sanguinis è anche "un gioco di apparenze parolaie, sotto il quale ci sono spinte materiali ben diverse"? Tutte le proposte di legge lo sono, volendo. Ma lo ius sanguinis, come altre proposte di legge, o leggi, dai pacs all'aborto alla legge 40, riguardano anche la vita della gente. Allora io o ogni volta sto a farmi le pippe sulle spinte materiali ben diverse (che beninteso ci sono e vanno conosciute) oppure comincio a pensare che succede alla vita civile quando l'apparato passa il tempo a ragionare di teoria per tralasciare la pratica.
Ci sono decine di migliaia di persone che non meritano il trattamento che stanno ricevendo, sono la seconda generazione, molti di loro saranno comunque parte della classe dirigente di questo Paese, prima o poi, oltre che elettori, spero.
E non è l'unica cosa più importante e urgente della legge sulla stampa da approvare, credo.

ps Berlusconi è il contrario della mia vita era solo una sintesi, è evidente che stavamo parlando si etica politica e non di approccio personale. Non fare il furbo.


Re: La morte della sincerità
milo calaferro - 14.05.2010
Approfitto della presenza di Caffè Scorretto per porre una domanda anche a lei.

Cara Caffè, tu hai scritto un pezzo, "La dittatura è una cosa seria", destinato a tutta quella gente che, come dice Astolfo, «urlando costantemente "Regime! Regime!
Regime!" ridicolizza la democrazia italiana».

In questo pezzo fai l'identikit del dittatore tipo per dimostrare la distanza abissale che separa un vero dittatore da Berlusconi.

Però, tra i commenti, ne hai letto uno (mio) che faceva l'identikit di Berlusconi.
E tu non hai avuto niente da ridire su tale identikit, confermando la sua perfetta aderenza al modello originale.

Ora, si dà il caso che quel ritratto da me presentato come ritratto del nostro attuale primo Ministro, in realtà fosse un ritratto di un altro primo Ministro, che ha governato alcuni decenni or sono, e che risponde al nome di Benito Mussolini.
Quel ritratto è stato tracciato da Elsa Morante nel 1945, dunque non sospettabile di essere stata influenzata dall'aspetto del suo omologo attuale.

Come mai, mi chiedo e ti chiedo, hai scambiato Benito per Silvio, se sono così incommensurabilmente diversi l'uono dall'altro?


Caro Milo
Caffé Scorretto - 14.05.2010
se ti vai a riguardare i post seguenti al tuo commento, io non ho avuto da ridire su nessuno degli intervenuti, semplicemente perché, avendo lanciato un tema ed avendo quindi detto la mia e non amando i ping pong a base astolfiana (spero comunque che torni presto), lascio ognuno poi argomenti quanto e come vuole, senza ribadire le mie tesi, e c'è stato parecchio argomentare.
Se però vuoi una risposta a posteriori ti dirò che la tua descrizione mi era parsa sovraccarica di astio, poco obiettiva, malovola anche verso il popolo italiano di cui tu, io e molti altri facciamo parte e che non è basato sul principio della prevalenza del cretino.Adesso che mi citi l'autrice originale e l'obiettivo antico di tale descrizione tutto è più comprensibile, dovendo la Morante, come svariate migliaia di altri intellettuali e non solo, rifarsi una verginità, essendo stata legata, in qualche caso molto legata, a svariati esponenti del fascismo senza mai manifestare le sue savonaroliane idee, che invece emergono, guarda caso, nel 1945. C'è in proposito un libro di Pigi Battista, alquanto ameno. Non parla della Morante, ma se te lo dico, è perché lo so da fonti (dell'epoca) certe. Fattene una ragione e ricordati che l'unico vero vizio del popolo italiano, in ambito politico, è quello di correre sempre in soccorso del vincitore. Flaiano docet.
Per quanto riguarda il tema originario di questo dibattito, vorrei dire che - nulla io sapendo di certo su Anemone e soci, esattamente come voi- se sento dire al TG che la lista dei nominativi relativi ai lavori fatti (cosa che reputerei normale per qualunque imprenditore) era "custodita" (?!) in un pc in casa sua, beh, mi fermo un momento a riflettere se non ci sia nulla di forzato in una tale espressione, e mi allarmo anche, perché anche io, come credo tutti voi, se lavorate come free lance, "custodite" una lista dei lavori fatti nel vostro PC. E' una cosa sospetta?, sarà un reato? E' sensato rincorrere e pubblicare tutti i nomi come se, sicuramente, anche se non dimostratamente, ci deve essere qualcosa di losco? Ecco, di questa "cronaca giudiziaria" io ho un certo ribrezzo, che durerà fino a quando la magistratura avrà chiarito dove c 'è o non c'è del marcio. Ma per allora, comunque vadano le cose, si staranno probabilmente pubblicando già altre liste o altre "indiscrezioni" o altre notizie fatte filtrare ad arte, perché la cronaca giudiziaria che, ci dice la Milella, vogliono uccidere, somiglia ormai sempre più a un romanzo con tanti, tantissimi personaggi, di cui però non interessa arrivare alla fine. Finisce bene? finisce male? Chissene!


P.S. per Milo
Caffé Scorretto - 14.05.2010
Come è evidente, non sono io che scambio Mussolini per Silvio, sei tu che scambi Silvio per Mussolini.


Per Milo & Madame, ma... sempre su di Lui
Sandro De Rossi - 14.05.2010
Milo: bah. Io resterei all'idea che la 'difesa' o la critica a Berlusconi o a chicchessia dovrebbe essere valutata nel merito. Comunque forse non mi sono spiegato: l'ultima volta io l'ho votato indirettamente perchè alle regionali nel Pdl c'era un mio amico che è persona seria. Ho anche detto che se si votasse oggi voterei la Lega. Eccetera.
In questo momento però ho un afflato d'amore per Berlusconi: mi piace la sua risposta ai corrotti. Magari domani cambio idea, non so. Domani vedo.
In una parola: a parte cosa voto io, che è cosa che del tutto insignificante e che annoia anche me, queste cose ho scritto perchè ti suggerisco l'emozione di decidere di volta in volta (compreso il non votare, come infatti ho fatto). Io ci ho messo tanti anni ad assaporarla, questa minima emozione. E' un sollievo piccolissimo, microscopico, assolutamente poco significativo. Ma è simpaticissimo. Ti fa sentire meglio: non per il risultato (anche se è vero che sono proprio i pochi che cambiano voto ad essere più determinanti di tutti), ma per il piccolo senso di libertà che dà. Gratis, per di più.

Madame: vabbè. Non capisco (cosa c'entri l'etica politica e in che modo Lui, Egli, Silvio, il Cav, il santino da sputacchiare, sia così terribile su questo punto) ma mi adeguo.
:-)


Re: Cara Caffè,
milo calaferro - 15.05.2010

che io scambi Silvio per Mussolini (o Mussolini per Silvio, che è la stessa cosa) è normale: io non ho mai detto che i due siano diversi. Sei tu che hai perfino scritto un pezzo per dimostrare l'enorme differenza che c'è tra i due. Quindi dovresti essere tu a spiegare come mai li hai scambiati, se sono così diversi come volevi farci credere.

Quanto alla Morante e al suo (presunto) ravvedimento tardivo, questo è un rischio che corre chi sta dalla parte del dittatore (finchè questi è in auge), non certo chi, come me, è defilato fin dalla prima ora.


Re: Caro Lapis,
milo calaferro - 15.05.2010

se capisco bene quanto mi dici, il tuo "afflato d'amore per Berlusconi" nasce solo oggi, in conseguenza dell'ottima impressione che ti ha fatto la "sua risposta ai corrotti".
Infatti, a quanto pare, non avevi mai votato Berlusconi, ma ora, dopo aver constatato quanta importanza dia B. all'etica pubblica, forse comincerai a votare per lui.

Ma allora, se hai cominciato ad apprezzare B. solo oggi, come poteva Astolfo, in data 16.02.2010, dire che il tuo «prosilvismo é pubblico, notorio e sbandierato ad ogni occasione»?


Milo
Caffé Scorretto - 15.05.2010
Il giochino cui forse abboccherebbe Astolfo con me non funziona. Se hai la blanda conoscenza dell'italiano che auspico, potrai leggere che avevo trovato il tuo "ritratto" falso, esasperato, malovolo. Poiché quindi, per me non rispondeva al riferimento Berlusconi, e poiché tu lo hai invece postato convinto che lo raffigurasse, sei tu che continui a confondere Berlusconi con Mussolini, nonostante, in quel pezzo, io avessi evidenziato ciò che veramente un dittatore fa e che Mussolini ha fatto e che Berluscono non fa e che Di Pietro non può fare. Vai in pace.


Milo
Sandro De Rossi - 15.05.2010
Noooooo. Ma se ti ho detto che alle regionali ho votato il Pdl. Poi l'altro giorno mi è venuto il ritorno di fiamma. Ma l'altra volta prima non sono andato a votare, e adesso mi girerebbe per la Lega, e robe così.

Ora io non so perchè Astolfo pensa che io pensi così come pensa lui. Chiediglielo a lui, mica a me.

Elettoralmente io penso su base stagionale. Anche se è vera un'altra cosa, che ho sempre scritto: alcune cose del programma del Berlusca (ho citato la riduzione delle tasse, il nucleare, meno minchiate ideologiche su energia e ambiente, ecc.) secondo me sono (a) molto di sinistra, molto importanti per la gente che lavora e molto sensate, e (b) assolutamente strategiche & necessarie. Su questo non ho mai cambiato idea: il voto dipende anche da considerazioni più tattiche. Per esempio: dò per scontato che sul carro del vincitore di solito salgono legioni di parassiti; oltre una certa soglia però non lo considero più un fatto fisiologico, e in questo momento sto cercando di capire se i parassiti attorno al vincitore (Berlusconi) hanno superato la mia soglia di sopportazione. Che è poi anche la soglia in cui lo paralizzano... e quindi vanificano quello che c'è scritto nei programmi.

Ora il fatto che Berlusconi abbia i tacchi, il cerone o i suoi difetti, sai chemmi frega. Dal mio punto di vista lui deve governare bene, e finchè prova a fare quelle cose mi va comunque benissimo, anche se magari non vado a votare o scelgo il Senatur o qualcun altro.
Guarda: mi andrebbe bene pure un D'Alema, anche se è uno che non ha mai lavorato. Se dicesse cose concrete e sensate lo voterei pure. Ma ovviamente sto parlando per assurdo, visto il tipo e visto il fatto che dice cose insensate e lontane mille miglia dai problemi di chi lavora. Come Fini, tanto per dire.

Scegliere in base ai programmi. Valutare se ce la fa. Il tutto mi pare di una semplicità assoluta, no?

Guarda che il solo fatto che voi continuate a parlare di "pro Silvio" o di "berlusconiano" (o del contrario) è già in una logica ideologica distante anni luce da una (qualunque) logica razionalmente politica. Voglio dire: finchè ragionate con quelle categorie non capirete come funziona la testa mia (e fin qui chissenefrega) e di un sacco di gente.

Lapis


Re: Lapis,
milo calaferro - 16.05.2010
che tu fossi prosilvico l'ho sempre saputo, come lo sanno tutti, qui sul Barbiere (e tu non puoi non sapere che lo so). Solo che una volta, mi par di ricordare, eri più restìo ad ammetterlo. Tant'è vero che non facevi che proclamare il tuo essere di sinistra (!?) e le tue ascendenze partigiane.

Evidentemente hai cominciato a prendere più coraggio nel periodo in cui sono mancato dal sito. Questo spiegherebbe la sicurezza di Astolfo nel definire il tuo prosilvismo "pubblico, notorio e sbandierato ad ogni occasione".

Tuttavia se allora le tue cautele erano maggiori, oggi non sono certo scomparse. La tua ritrosia nel rispondere alla mia domanda, il tuo tergiversare, il tuo rifiuto della definizione di "prosilvico", infatti, sono il segno evidente del persistere in te del timore di comprometterti con etichette di cui potrebbe essere difficile liberarsi nel malaugurato caso di un rovescio di fortuna per il nostro aspirante dittatore.

Dunque, per quanto mi riguarda, Astolfo aveva ragione ma io non ho torto.


Milo, la tricoteuse in pectore!
Caffé Scorretto - 16.05.2010


Milo, come al solito
Sandro De Rossi - 16.05.2010
Hai capito un tubo.

Lapis


Definizione “generale”
Rina Brundu - 16.05.2010
prosilvico [pró-sil-vì-co] s.m. (f. -vica)
• • Chi, spacciandosi per suo detrattore, vota, nel segreto della cabina elettorale, per Silvio || sinonim. franco tiratore, barbierista incauto || contrar. Milo Calaferro
• • sec. XXI

prosilvismo [pró -sil-vì-smo] s.m.
• 1 Modo di vivere fortemente avversato da Milo Calaferro
• 2 Impegno politico generalmente sconfessato dal calaferrismo.
• • a. 2010

Non sia mai che quando serve….


Re: Lapis
milo calaferro - 17.05.2010
"Ogni tre per due c'è in vista la dissoluzione della democrazia, del vivere civile, della libertà, dei diritti (qualunque cosa siano), eccetera.
Nell'altro post la tragedia della depenalizzazione del falso in bilancio si scopre una cosa mooooolto relativa, e con ogni probabilità dettata da ragioni eccellenti".
(Lapis)


Che la depenalizzazione non riguardasse TUTTO il falso in bilancio ma SOLO la fattispecie che interessava a Berlusconi, e quali fossero le ragioni che l'hanno dettata, non è mai stato un mistero. Salvo, beninteso, per te, Lapis, che sei pure, incredibilmente, giornalista.
Comunque eccoti una notizia fresca di giornata (del 2005) che colmerà finalmente la tua lacuna informativa.

"Il processo All Iberian 2 si è definitivamente concluso con l’assoluzione di Silvio Berlusconi (con formula perché il fatto non costituisce più reato in seguito alla riforma del diritto societario del Governo Berlusconi) emessa dal Tribunale di Milano il 26 settembre 2005".

Come vedi, sul fatto che la legge è stata "dettata da ragioni eccellenti" ci hai preso in pieno.
E siccome hai scritto: "In questo momento ho un afflato d'amore per Berlusconi: mi piace la sua risposta ai corrotti", voglio darti un altro paio di notizie che forse ti erano sfuggite:

1) di queste leggi dettate da ragioni più che eccellenti il Cav. se ne è fatto fabbricare, fino ad oggi, 38. Ma molte altre ne sono in cantiere;

2) l'oggetto del tuo amore ha corrotto (o, se vuoi, ha fatto corrompere da suoi emissari) giudici, politici (tra cui il più illustre è il suo amico Bettino), Guardia di Finanza, un testimone (l'avvocato Mills) che lo ha salvato da una sicura grave condanna, inoltre era stato condannato egli stesso per falsa testimonianza ma l'ha sfangata grazie ad una amnistia.

Certo, ti fa onore il tuo apprezzamento per le risposte del cavaliere ai corrotti. Normalmente li paga. Qualche volta li porta in Parlamento, o li fa ministri.

E poi dicono che "la democrazia (è) sul letto di morte", che "la libertà di stampa è andata a farsi fottere", che "la cronaca giudiziaria sta esalando l'ultimo respiro".

Ma chi è quel cretino che mette in giro baggianate simili?


L'etica politica, per Lapis
Madame Psychosis - 17.05.2010
Sai Lapis, litigo spesso con gli amici, su questo punto. Che il Silvio è bravo. Loro negano, non mi capiscono. Il fatto è che io i libri di Travaglio & c, e non solo, li leggo davvero, e non nascondo vi sia un certo fascino ch subisco nelle narrazioni di lui che in svariati cda irrompe con decisioni controcorrente e osteggiate, le difende e le impone, e ci ha ragione, poi lo si vede. La questione è il paradigma. Ho una bizzarra teoria in merito: se in un paese di mafiosi ti comporti come tale, avrai successo. In un paese di ladri idem , ma pure nel paese dei cachi (elio dixit). Dipende da che paese vuoi. Io ne vorrei uno un po' più europeo. Senza disconoscere nulla ad alcuno, questo è.


Madame, tu offro una... CITAZIONE VIETATA AI MINORI
Sandro De Rossi - 18.05.2010
Madame, verrebbe tutto meglio se invece di parlare di "Silvio", cioè di un'icona, si parlasse delle cose che fa. Cioè dei fatti. Cioè giudicandoli uno per uno, indipendentemente se sono stati generati da uno alto o basso, col parrucchino o senza. Giacchè egli è da noi pagato per fare cose e sono quelle che innanzitutto a noi devono interessare.

E verrebbe tutto meglio se ogni tanto si riflettessse:
(a) sul fatto che in democrazia i voti sono tutti uguali e non è che quelli diversi dal tuo sono di imbecilli, anche perchè è evidente (e certo non mi riferisco a te!) che chi disprezza i suoi simili è solo un povero idiota che finisce col disprezzare -appunto- la democrazia;
(b) sul fatto che se i voti degli 'altri' sono più dei tuoi un motivo ci sarà e probabilmente non è Emilio Fede;
(c) sul fatto che è tecnicamente, unamamente, statisticamente, scientificamente impossibile che uno le sbaglia proprio tutte, come invece fa il vostro santino del diavolo persino quando ripara un terremoto a tempo di record.

E così, tanto per mostrare quanto sono democratico e laico, stavolta ti cito Obama, cioè quel magnifico presidente americano che ha triplicato i soldati in Afghanistan, che si guarda bene dal chiudere Guantanamo come vi ha fatto credere, e che non passa giorno che non bombardi i talebani anche in Pakistan, che ufficialmente non c'entra niente.

Ecco, pagliacciate a parte (in questo caso il santino è stato stampato pure dal Nobel, Grande Pagliacciata Propagandistica Planetaria), forse uno dei motivi è questo, che ti porgo amichevolmente come riflessione, solo esonerandone Milo perchè è roba troppo forte per lui:

CITAZIONE VIETATA AI MINORI E A MILO

"...Così, se sei uno che legge solo la pagina degli editoriali del New York Times, prova a dare un'occhiata alla pagina del Wall Street Journal, ogni tanto. Se sei un fan di Glenn Beck o Rush Limbaugh, prova a leggere alcune colonne sul sito Huffington Post. Questo ti può far ribollire il sangue; il tuo pensiero non può essere modificato. Ma la pratica di ascolto degli opposti è essenziale per la piena cittadinanza. È essenziale per la nostra democrazia". (Barack Obama, 1.5.2010)

Qui in originale: http://www.whitehouse.gov/the-press-office/remarks-president-university-michigan-spring-commencement

Lapis



Re: La morte della cronaca giudiziaria
milo calaferro - 18.05.2010
"la pratica di ascolto degli opposti è essenziale per la piena cittadinanza. È essenziale per la nostra democrazia". (Barack Obama, 1.5.2010)

Caro Lapis, questa bella massima dovresti forse ricordarla a B., più che ai suoi avversari, che lo combattono, fondamentalmente, proprio per la sua antidemocraticità. E non solo a lui, ovviamente, ma a tutti i prosilvici.

Sicuramente ti sarà capitato di imbatterti in qualche forum di fans berlusconiani. Ebbene, ricordi di avervi letto (solo per citare l'ultimo caso in ordine cronologico) anche un solo post che non vomitasse addosso a Gianfranco Fini le accuse più atroci e infamanti accompagnate dagli insulti e improperi più feroci, solo per aver osato esprimere un proprio parere o propri suggerimenti sulla linea politica del partito di cui è cofondatore? Questa è la vostra "pratica di ascolto degli opposti essenziale per la nostra democrazia"?

Ma voi di libertà sapete solo riempirvi la bocca. In realtà, nel concetto di democrazia del vostro capo (concetto da voi condiviso) la libertà si identifica con la SUA libertà personale, a discapito di quella di tutti gli altri.
Se non fosse il ciurmatore che è, avrebbe dovuto chiamare il suo partito non "Popolo della Libertà" bensì "Popolo della Libertà di Silvio". "Tutti sono liberi di pensarla come me", dice il Cav. in una vecchia vignetta di Altan.

Questo vorresti, Lapis, che fossimo tutti obbligati a pensarla come lui, e come te? Non credi, invece, che il termine Democrazia implichi che io sia libero di dissentire e di criticare chiunque, compreso un tale che, benchè oggetto di fanatica idolatria da parte di schiere di fans, per me rimane (come obiettivamente è) un primo ministro come ce ne sono in ogni paese del mondo, avendo semmai più degli altri solo un curriculum talmente farcito di reati e nefandezze da far accapponare la pelle a qualunque persona onesta rimasta ancora in circolazione su questa Italia.

E il fatto che un personaggio come lui goda in Italia di tanto favore non lo legittima sotto alcun punto di vista. Non lo legittima neanche a governare, pensa. Infatti, fin quando non ci sarà una legge che dica: chi vince le elezioni ha diritto a governare anche se ha commesso reati, il tuo Silvio non sarà legittimato a governare. Il popolo lo ha votato? E che significa? Il voto non è un lavacro, e la Costituzione non gli assegna (al popolo) un potere assolutorio riguardo ai reati eventualmente commessi dai candidati. Il potere giudiziario spetta ancora, se Dio vuole, ad altri (oddio, è vero che la Lega, per esempio, ha proposto che anche i magistrati debbano essere eletti dal popolo (!). Ma, ripeto, fin quando ci sarà QUESTA Costituzione, la competenza dei processi rimarrà alla magistratura).

"in democrazia i voti sono tutti uguali e non è che quelli diversi dal tuo sono di imbecilli, anche perchè è evidente (e certo non mi riferisco a te!) che chi disprezza i suoi simili è solo un povero idiota che finisce col disprezzare -appunto- la democrazia" (Lapis).

Questi discorsi illustrano meglio di una lectio doctoralis l'involuzione culturale pianificata e realizzata in Italia dalla televisione di S. B.. La frase di Lapis è un'accozzaglia di luoghi comuni, di paralogismi, di equazioni e di principi buttati lì a seconda di come torna utile nel discorso. Tutto, naturalmente, in perfetto stile silviano.

Certo, lo sappiamo tutti che "in democrazia una testa un voto". Ma questo non significa che le teste siano tutte uguali. C'è di tutto, puoi trovare una testa geniale come quella di Einstein come troverai tante, tantissime teste di Capezzone. Anche se, lo riconosco, non è detto che queste ultime votino tutte per Silvio.

Quanto alla presunta evidenza del principio secondo cui "chi disprezza i suoi simili è solo un povero idiota che finisce col disprezzare -appunto- la democrazia", io sono dell'avviso che se non ci fossero il disprezzo, la disistima, e perfino il tanto (falsamente e strumentalmente) vituperato (da Berlusconi) odio, non ci sarebbero neppure l'apprezzamento, la stima, l'amore.
Del resto tra il reputare qualcuno imbecille o povero idiota, come fa Lapis, non è che vi sia tanta differenza (fermo restando che io non ho ancora definito nessuno "imbecille").

Dice Lapis: Chi disprezza l'elettore di Silvio disprezza la democrazia. Ma quando mai. Io non disprezzo nessuno a priori. Ma il principio di Lapis non ha senso.
Disprezza la democrazia chi contesta il principio secondo cui chi prende più voti governa, non chi critica la scelta della maggioranza, che non è necessariamente la scelta migliore. Non apprezzare la scelta non significa contestare la legittimità del risultato.

"se i voti degli 'altri' sono più dei tuoi un motivo ci sarà e probabilmente non è Emilio Fede" (Lapis).

Ah, certo che un motivo ci sarà: a tutto c'è un motivo. Bisogna solo vedere qual è questo motivo. Secondo te, Lapis, qual è, che Berlusconi è innocente di tutti i reati di cui era (ed è) imputato? Abbiamo già visto che non è così.

Il motivo è che B. è il miglior governante che potesse esprimere l'Italia in questo momento?
La democrazia, caro Lapis, non garantisce che l'eletto sia il migliore di tutti, ma solo che non è peggiore, o più stupido, di chi lo ha votato.
La maggioranza non ha necessariamente ragione, come non è necessariamente più intelligente, o più informata (questo è fondamentale, nel nostro caso) rispetto alla minoranza.
Il sistema democratico purtroppo ha di questi inconvenienti. Ma, come diceva Churcill, è "il peggior sistema, esclusi tutti gli altri".

"è tecnicamente, umanamente, statisticamente, scientificamente impossibile che uno le sbaglia proprio tutte, come invece fa il vostro santino del diavolo persino quando ripara un terremoto a tempo di record" (Lapis).

Riguardo al terremoto, più che RIPARARE a tempo di record, mi sa che la Protezione Civile ha RUBATO a tempo di record (vedere irrefrenabile ilarità di certi avvoltoi travestiti da imprenditori nella notte del disastro). Ma il tempo è galantuomo e ci dirà la verità sulla ricostruzione (anche se molto è già venuto fuori).

Per quanto riguarda il resto, effettivamente qualcosa di buono il tuo beniamino e i suoi leccaculo lo hanno fatto: una colossale operazione di bombardamento mediatico, di propaganda, di persuasione occulta delle masse che per livello scientifico e intensità non ha niente da invidiare, quantomeno, ai famosi apparati propagandistici del Duce e del Fuhrer.

Il marketing, la propaganda, lo spot, costituiscono la forma e la sostanza della filosofia politica del "più grande venditore del mondo" come Montanelli definiva B.. E i politici che lavorano per lui sono tutti guitti più o meno bravi scritturati dalla sua compagnia di giro per recitare il suo brutto copione e la sua gigantesca, criminale sceneggiata.





 

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