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14.01.2004 Perchè Castro castra Internet
di Mauro Cherubino
A seguito del pezzo di Montecristo "Cuba imbavaglia Internet" - pubblicato dal Barbiere della Sera - vorrei spiegare qualcosa
Il pezzo pubblicato dalle pagine della Barberia "Cuba imbavaglia Internet" - a firma Montecristo- contiene molte inesattezze, ma sopratutto è privo di analisi e della ricerca di comprensione dei perchè il governo dell' Havana abbia deciso di porre al bando internet.
Cerchiamo di comprendere le motivazioni del governo cubano e facciamolo per diritto di informazione e con onestà intellettuale.
"L'analisi" sviluppata da Montecristo riconduce il tutto a motivazioni di carattere censorio. Scrive Montecristo: "Qui si tratta di richiudere tutti in una prigione mentale. Ma ci rendiamo conto? Credo che oggigiorno nessun regime possa arrivare a tanto in nessuna altra parte del mondo (qualche eccezione c’è, ma forse dove Internet non era mai arrivato). Eppure a Cuba è così."
Non e' esatto, non e' corretto. L'analisi e' piu' complessa.
Si e' svolto a Ginevra - il 12 e 13 dicembre - presso la sede delle Nazioni Unite il World Summit on the information Society.
Moltissimi non sanno assolutamente di cosa si tratta. Cosa sia l'ITU. Questo organismo avrà in futuro una importanza fondamentale per Internet. Nel 2004, sentiremo probabilmente affrontare il problema con maggiore attenzione. Se ne discuterà in preparazione del prossimo incontro fissato per il 2005 a Tunisi.
Ma di cosa si e' parlato? Del governo di Internet, di come questo influirà sulla nosta organizzazione sociale. Il problema fondamentale e' la gestione, il controllo e l'assegnazione dei domini. Attualmente sono gestiti da un ente di controllo chiamato Internet Corporation for Assigned Names and Numbers con sede in California.
Questo ente e' stato spesso al centro di forti polemiche per il modo nel quale controlla i domini. Molti sono i Paesi che affermano che tale gestione viene operata favorendo gli interessi di multinazionali americane.
Essendo gli indirizzi "nelle mani" di un unico organismo- L'Icann appunto - vi e' un difficile controllo su questo organismo. I Paesi politicamente in conflitto con gli Stati Uniti d'America o loro concorrenti economici sentono particolarmente la problematica.
Il summit ITU, aveva tra i suoi primari obiettivi lo studio di una alternativa. Le proposte piu' accreditate sono state quelle di affidare il controllo - oggi affidato all'Icann - allo stesso organismo dell' International Telecommunication Union o quello di creare un'apposito organismo ONU.
Si e' anche discusso di spamming, pornografia via rete, riequilibrio fra Paesi occidentali ed orientali nell'accesso alla rete, creazione di fondi per aiutare lo sviluppo della rete in paesi del Terzo Mondo.
E' in questo quadro che il tutto accade. Nel quadro del fallimento di un summit che ha veduto paesi come Cuba,l'Arabia Saudita e la stessa Cina, che hanno avanzato la proposta di statalizzazione della rete.
L' Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, che non ha alcuna intenzione di cedere una gestione nella quale - evidentemente -si muovono grandi interessi economici e militari (?) ed "ovviamente" i Paesi che hanno richiesto fondi per la creazione della rete per uso didattico sono stati del tutto ignorati dai "grandi", mentre positivi risultati sono stati raggiunti nell'ambito di progetti di scuola on-line nelle aree depresse.
Ora la partita politica si giocherà tutta in previsione del prossimo incontro di Tunisi del 2005 e molti Paesi - per motivi di conflitto politico o di concorrenza economica - chiederanno di togliere il controllo di Internet agli Stati Uniti d'America.
La vicenda insomma e' leggermente piu' complessa ed attualmente nel mondo - per motivazioni differenti tra loro - molti governi proibiscono l'accesso alla rete: Cina, Vietnam, Cuba, Corea del Nord, Arabia Saudita, Siria, India, Tunisia, Oman.
A Cuba di fatto e' già da molto che internet e' "imbavagliata". Ammesso che un cubano riesca ad acquistare un Pc ed un modem, la connessione e' di qualità scadente e costa cinque dollari l'ora.
Metà di uno stipendio mensile. Ma come avrete compreso le motivazioni che hanno indotto Cuba ad imbavagliare la rete sono di natura politica, nell'ambito dell'attuale controllo monopolistico che degli Stati Uniti d'America hanno su internet.
Mauro Cherubino
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Re: Un bel pezzo, un titolo discutibile Eric D. Smith - 14.01.2004“L’ultimo dei cattivi sulla terra ed il solito banalissimo commento” - ho pensato -
“L’ennesimo pezzo su Castro che Castra”
Invece no, questo è un articolo interessante, ben scritto ed esplicito, molto al di là dei luoghi comuni, della pochezza delle ovvietà ripetute su Cuba.
E’ il titolo che è cretino, l’ha scritto l’autore? Non credo, è una sensazione.
Mi pare che al di là delle festicciole e delle feste danzanti in embrione che probabilmente servono a risolvere le polemiche o forse tentano di coprire la delusione, la capacità d’ironia e intelligenza si sia un po’ persa per strada.
Mi ero allontanato a settembre, c’era uno sciopero in corso qui nel barbiere.
Le questioni? Controllo sui pezzi, commenti imbecilli, perfino articoli a commento dei commenti, scarsissima qualità.
Prima di Natale, ripassando da queste parti, era esploso nuovamente il malcontento e la nuova aria era sempre meno respirabile. Per una Valerie Solanas che dice addio, c’è sempre una Ripani che avanza.
Non ci guadagna il sito in qualità, ma non sembra questo un problema, è di soldi che avete bisogno e di festeggiamenti.
Deserto del Kippur, 14 gennaio 2004
Eric D. Smith
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Vedi, Cherubino... montecristo - 14.01.2004Caro Cherubino, a parte il fatto che il mio pezzo non contiene affatto "inesattezze", davanti a una simile notizia - non fraintendermi - non sono importanti le motivazioni, non è importante il "perchè" Cuba abbia messo al bando Internet. Fosse Internet anche il male assoluto, resta il DATO DI FATTO che il regime, d'ufficio, ha oscurato tout court il diritto dei cubani di 'guardare' al resto del mondo, di guardare anche le 'cose sbagliate' del resto del mondo. Questo è e resta un atto di suprema e totale censura. Detto questo, chiacchiamo pure su tutto il resto.
p.s. inutile ripeterti - mi sembra tu sia refrattario a percepire - che se tale ignobile atto censorio fosse stato compiuto da un regime di destra, o da un qualsiasi governo, sarebbe stata esattamente la stessa cosa. | |
A Cuba è censura violenta e repressione di regime, altro che chiacchiere! Nero Wolfe - 14.01.2004L'articolo di Mauro Cherubino ed il commento di Eric D. Smith ben figurerebbero su "Granma", il quotidiano ufficiale del regime cubano. Peccato che non esista più la sovietica "Pravda", ma si potrebbe provare con gli organi ufficiali del governo cinese o di quello nordcoreano.
Cherubino scrive: "Molti governi proibiscono l'accesso alla rete: Cina, Vietnam, Cuba, Corea del Nord, Arabia Saudita, Siria, India, Tunisia, Oman". Ecco, il commento si appalesa già in quest'elenco: trattasi di Paesi non democratici, retti da regimi che spaziano dal totalitarismo all'autoritarismo, all'oscurantismo. L'unica eccezione è costituita dall'India, dove però non si può dire che i parametri di democrazia siano elevatissimi.
Cmq è inutile dissertare di motivazioni tecno-politiche per la censura a Cuba. La censura esiste, è reale, è concreta. A Cuba manca la libertà di pensiero e di parola, e proprio qualche giorno fa il più importante quotidiano italiano ci ha ricordato che decine di giornalisti marciscono in galera per REATI DI OPINIONE.
Il vergognoso embargo che gli Stati Uniti esercitano da decenni su Cuba, strangolandone l'economia, non giustifica la sclerotica, repressiva e violenta sopravvivenza del regime castrista.
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Re: Perchè Castro castra Internet giolli - 14.01.2004Sintetizzando, se i cubani non possono utilizzare internet é colpa degli americani. Complimenti.
Giolli
P.S.
E' lo stesso Mauro Cherubino che strillava scandalizzato a proposito di Marcella Ciarnelli, "offesa" da Berlusconi, lo stesso Mauro Cherubino che vorrebbe mandare Rete 4 sul satellite, lo stesso Mauro Cherubino che elogia il libro di Fassino, "Per passione", libro che riuscì nella straordinaria operazione di ricevere un premio "ante pubblicazione". Di nuovo, complimenti.
Giolli | |
Incredibbbbbile!!! kevin keegan - 15.01.2004| Sono d'accordo con Giolli! Sara' per l'estrema sintesi? (escluso il PS) | |
Re: Perchè Castro castra Internet Gerolamo Cardano - 18.01.2004Non e' vero che in Cina, Vietnam e India vien proibito l'accesso in rete. Non posso dire per gli altri paesi.
Per Cina e Vietnam vien monitorato e se uno scrive qualche cosa che non piace ai boss, si puo' sentir bussare all'uscio di casa nel cuore della notte. E' il libero arbitrio on line, puoi scrivere quel che ti pare, ma se sbagli ti becchi vent'anni di galera (Falun Gong, creazione di un sindacato indipendente, separatismo, Taiwan libero e indipendente ecc).
In Corea del Nord e' vero, ma non solo internet anche l'accesso alla radio e' controllato, e Cherubino qui ha ragione...lo fanno per motivi politici.
Le radio e le televisioni in vendita non hanno la modulazione di frequenta quindi ti puoi sintonizzare solo sulle trasmissioni da Pyongyang.
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