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23.01.2004
L'Ordine lombardo sanziona il Corriere: non si fa Carosello!
di Franco Abruzzo

Commistione informazione-pubblicità. Al Corriere della Sera sanzionato caporedattore. L'Ordine di Milano citerà in giudizio l'editore per i danni all'immagine della professione giornalistica

Dopo aver constatato quattro casi di commistione informazione-pubblicità al supplemento "Corriere Economia" (Osservatorio Hi-Tech) del "Corriere della Sera", il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia ha deliberato:

1) di sanzionare con l'avvertimento (articolo 52 legge n. 69/1963) il giornalista professionista Edoardo Segantini (redattore capo del supplemento "Corriere Economia"), che viene richiamato all'osservanza dei suoi doveri fissati negli articoli 2 e 48 della legge professionale nonché nell'articolo 1 (terzo comma) e 44 del vigente Cnlg;

2) di agire in sede giudiziaria civile, con il patrocinio dell'avv. Remo Danovi del Foro di Milano, contro l'editore del "Corriere della Sera" per le responsabilità emerse a suo carico nel corso dell'istruttoria.

3) di sottoporre in futuro all'esame del Tribunale civile di Milano eventuali analoghi comportamenti di altri gruppi editoriali lombardi.

La delibera è stata trasmessa alla Fnsi e alla Fieg firmatari del Cnlg 2001/2005, che sul piano deontologico detta principi irrinunciabili della professione giornalistica agli articoli 1 (terzo comma) e 44. Gli articoli 2 e 48 della legge professionale enunciano le regole deontologiche dei giornalisti, mentre l'articolo 1 del Cnlg ancora l'autonomia della professione alla deontologia fissata per legge. L'articolo 44 del Cnlg pone, invece, i paletti tra informazione e pubblicità, che devono essere distinte e separate in maniera chiara e inequivocabile.

I fatti

Il Consiglio ha preliminarmente esaminato le pagine dell'Osservatorio Hi-Tech collocate all'interno del supplemento "Corriere Economia" del 16 dicembre 2002; del 31 marzo, del 14 aprile e del 16 giugno 2003. Edoardo Segantini è il responsabile della redazione che cura detto supplemento. Nelle edizioni citate dell'inserto appaiono questi servizi in un contesto chiaramente e indiscutibilmente pubblicitario:

1) 16 dicembre 2002. Intervista a Vincenzo Novari, numero uno di H3g. L'intervista è incastonata a pagina 11 tra due inserzioni pubblicitarie di H3g in cima e in fondo alla pagina; la pagina 14 ospita una inserzione di H3g di una pagina.

2) 31 marzo 2003. Intervista all'amministratore delegato della Siemens Fausto Plabani: due piccole inserzioni Siemens in cima e una pubblicità su 9 colonne in fondo alla pagina 21. Una pagina di pubblicità Siemens a pagina 24.

3) 14 aprile 2003. Quattro pagine (21, 22, 23 e 24) dedicate alla BenQ con sei inserzioni pubblicitarie (una di una pagina e un'altra di mezza pagina). Intervista a Giorgio Bagnoli, amministratore delegato di BenQ Italia.

4) 16 giugno 2003. Pubblicità Benq alle pagine 21, 22 (metà pagina) e 23 (pagina intera). Intervista a Enrico Mercanti, responsabile marketing di BenQ Italia.

La motivazione

Le pagine dedicate all'Osservatorio Hi-Tech nel contesto del supplemento appaiono, come sono, un contenitore pubblicitario. Queste scelte normalmente vengono decise ai massimi livelli editoriali e gestite dagli uffici Marketing/pubblicità delle aziende editrici con le strutture di vertice del giornale. Segantini era ed è il vertice del supplemento "Corriere Economia" con una rivendicata libertà "totale" di azione. Dall'istruttoria è emerso, per pacifica e leale ammissione dell'incolpato, che lo stesso Segantini sceglieva in piena autonomia gli argomenti dei singoli numeri dell'Osservatorio e che poi nell'Osservatorio veniva collocate (dall'Ufficio Marketing/pubblicità) le inserzioni "in sintonia" perfetta con i temi giornalistici trattati via via. Tale convivenza o commistione informazione/pubblicità, che non può essere casuale e che fa una "brutta impressione", "non piaceva per niente" a Segantini: "neanche a me piace questa cosa qua. Non mi piace per niente. Cioè avrei preferito che ci fossero più investitori, che ci fosse non so la pubblicità della Nutella".

La commistione pubblicità/informazione appare una risposta miope e sbagliata da parte degli editori, che non si pongono il problema di difendere anche l'immagine della testata, della professione giornalistica e dei loro redattori. Nessuno avversa la pubblicità, ma la si vuole soltanto corretta. Il Consiglio non può (sentenza n, 11/1968 della Corte costituzionale) e non intende giudicare gli articoli, che accompagnano le inserzioni pubblicitarie apparse sui 4 numeri dell'Osservatorio Hi-tech presi in esame. Gli articoli sono estranei a questo giudizio disciplinare, ma sono e appaiono funzionali alla pubblicità ospitata nel "contenitore".

Il Consiglio afferma che pertanto il comportamento tenuto dal giornalista professionista Edoardo Segantini (e dall'editore) presenta indubbi profili di illiceità, in quanto contrario agli articoli 2 e 48 della legge 3 febbraio 1963 n. 69, alla Carta dei doveri dei giornalisti e all'articolo 44 del Contratto collettivo nazionale dei giornalisti.

Recita la Carta dei doveri: "I cittadini hanno il diritto di ricevere un'informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli". Proclama l'articolo 44: "Allo scopo di tutelare il diritto del pubblico a ricevere una corretta informazione, distinta e distinguibile dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli, i messaggi pubblicitari devono essere chiaramente individuabili come tali e quindi distinti, anche attraverso apposita indicazione, dai testi giornalistici".

Segantini, per pacifica ammissione, non ha fatto nulla per impedire, dopo la prima coincidenza del 16 dicembre 2002, che gli episodi spiacevoli si ripetessero. Non ha protestato con i vertici aziendali come garante della correttezza e della qualità dell'informazione del supplemento "Corriere Economia". Segantini aveva e ha sul piano deontologico ed operativo una funzione di supplenza del direttore per quanto riguarda l'ambito del supplemento a lui affidato.

Il Consiglio ha affermato in diverse delibere che esiste una strategia precisa degli editori secondo la quale la pubblicità deve presentarsi come informazione e/o frammista all'informazione. Si punta a collocare il messaggio pubblicitario in maniera sempre più diretta all'interno dell'informazione. Questa strategia finisce per inquinare la figura del giornalista professionista. La nuova frontiera della pubblicità, che sta invadendo l'informazione, mette in discussione l'autonomia professionale del giornalista con ricadute lesive sull'immagine del giornalista, dell'Ordine e della professione.

Il Consiglio ritiene che l'editore del "Corriere della Sera" abbia tenuto una condotta illecita tale da generare una responsabilità civile poiché "la violazione delle norme interne della categoria professionale è sufficiente per qualificare il fatto compiuto come ingiusto" (in tal senso sentenza del Tribunale di Udine del 23 febbraio 1998 in Resp. civ. prev., 1998, 1500). L'esistenza di un fatto ingiusto obbliga al risarcimento del danno ex art. 2043 del Codice Civile. Conseguentemente il Consiglio ha deliberato di agire in sede giudiziaria civile, con il patrocinio dell'avv. Remo Danovi del Foro di Milano, contro l'editore del "Corriere della Sera" per le responsabilità emerse a suo carico nel corso dell'istruttoria nonché di sottoporre in futuro all'esame del Tribunale civile di Milano eventuali analoghi comportamenti di altri gruppi editoriali lombardi.

Il testo integrale della delibera disciplinare si trova nel sito www.odg.mi.it

e nel sito www.francoabruzzo.it

Franco Abruzzo



 
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L'Ordine lombardo sanziona il Corriere: non si fa Carosello!
giannifossati - 27.01.2004
Certo, la commistione informazione-pubblicità può rappresentare un fenomeno da censurare. Tuttavia Sappiamo che questo " fenomeno " è sotto gli occhi di tutti e non da oggi....soprattutto nei supplementi che per loro natura vengono in parte preconfezionati. Vedere in ogni caso anche Repubblica del 26 gennaio u.s.( supplemento di economia ) dove nella sezione " Rapporto/ lavoro flessibile ", a pag. 38 troviamo un quarto di pagina della società Elan International e, in quella accanto una breve intervista al suo a presidente. Accostamento casuale ?





 

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