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20.04.2004 "Ma questo non lo scriva". Col cavolo!
di Ansia News
Massimo D'alema parla con Luca Telese collaboratore di "Batti e ribatti" e si ritrova "un'intervista" dello stesso Telese su Il Giornale
Massimo D'Alema ha inviato una lettera al
Direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo e, per conoscenza, a Pier Luigi Battista, conduttore della trasmissione "Batti e Ribatti" che ieri ha ospitato il presidente dei Ds:
"Gentile
Direttore, nel pomeriggio di ieri su invito di
Pierluigi Battista ho registrato una breve intervista per il programma 'Batti e Ribatti'. Quale collaboratore della Rai si è
presentato nel mio ufficio il giornalista Luca Telese con il quale ho avuto un breve scambio di battute a cavallo della registrazione. Pur avendo invitato il collega a considerare il nostro colloquio per quello che era, una chiacchierata informale e privata, ho sgradevolmente ritrovato il tutto, arricchito da fantasiose malignità, in una 'intervista-verità' su Il Giornale.
L'episodio suscita numerosi interrogativi.
Quali rapporti di tipo commerciale sussistono
tra la Rai e Il Giornale? Le pare ragionevole che un professionista che si intrufola nell'ufficio di un uomo politico
accreditato come un collaboratore Rai, si riveli poi essere intervistatore di altra testata? Non le pare che chi lavora per il servizio pubblico sarebbe tenuto ad una discrezione e
correttezza del tutto particolare? Non le sembra che la commistione tra interesse pubblico e interesse privato abbia raggiunto in questo caso un livello non tollerabile? Attendo
fiducioso da parte sua un chiarimento in proposito".
Flavio Cattaneo non ha ancora risposto, Luca Telese, consulente di Batti e Ribatti e redattore de Il Giornale, invece si':
''Finito il collegamento con 'Batti e
Ribatti', come gia' accaduto altre volte, sono rimasto a discutere per oltre 40 minuti con l'onorevole D'Alema e ho trascritto fedelmente le cose interessanti che mi ha detto,
peraltro annunciando che avrei scritto quelle cose, come chiunque ha letto l'intervista puo' constatare".
Telese ricorda di aver riportato nell'intervista gli inviti
di D'Alema a non scrivere (''questo non lo scriva altrimenti la sommergo di querele''', ''stia attento. Il suo giornale lo
querelo sempre volentieri'').
'' Ho anche citato la mia risposta , e cioe' :"se fosse un giornalista lei lo scriverebbe''.
Per Telese, insomma, D'Alema era al corrente del fatto che ''stava parlando con un giornalista, e con un giornalista de Il
Giornale" che aveva concluso la sua prestazione professionale per la striscia informativa di Raiuno e aveva indossato nuovamente i panni di redattore politico de Il Giornale. E
aggiunge: "Non c'e' nessun contatto tra Batti e Ribatti e Il Giornale".
Ansia News
Dopo di che Il Barbiere ha fatto una telefonata supplementare a Luca Telese in cerca di qualche chiarimento in più. Eccola.
Telese, ma che è successo?
“Questa è una questione di metodo, io sono per il giornalismo concorrenziale e non pattizio, di circostanza, quello dell’ io ti faccio una domanda e tu rispondi, e magari ti faccio anche leggere il pezzo prima che venga stampato, un modello che sembra convenire a tutti. D’Alema, che non smentisce una riga di quello che è scritto, sapeva con chi stava parlando, c’ è un brano dell’ intervista che lo conferma”.
Beh certo le vostre non sono domande e risposte rituali. Però se D’Alema sapeva con chi stava parlando, forse non si aspettava di veder pubblicata l’intervista. Anzi, dice che ti ha chiesto di non scrivere una riga.
“E io gli ho risposto che avrei scritto. E poi non era una chiacchierata confidenziale e privata, gli ho chiesto di Zapatero, abbiamo parlato di Iraq e Palestina, mica gli ho chiesto come sta la famiglia”.
Taccuino in mano?
“No, appena finita la chiacchierata mi sono messo a scrivere, come accade nel 90% dei casi a un giornalista politico. C’erano altri giornalisti con me, ho chiesto conferma solo per una frase che non ricordavo esattamente”.
Guarda, non si sarebbe incazzato così tanto se non ci fosse stata l’intervista esclusiva che ha pubblicato oggi Repubblica. Forse a Repubblica gli hanno fatto notare qualcosa e lui è partito. Ma questo non lo scrivere!”
Ecco, un giornalista lo scriverebbe, come hai detto ieri a D’Alema. Io lo scrivo.
“Già (ride). Ma dico anche che io preferisco il D’Alema così”.
Anche così minaccioso? Qualcuno si è lamentato per quel “gli spezzo le ossa” e “lo prendo a calci nel sedere” riferito a un ipotetico giornalista “che fa il furbo” (pratiche indicate come alternative alla telefonata al direttore).
“Diciamo che non lo considero un attentato alla libertà di stampa”.
Bds
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Re: 'Ma questo non lo scriva montecristo - 20.04.2004| Bei pezzi. (mi viene in mente un certo ritrattino di D'Alema...) | |
Ma ce la fate leggere l'intervista? Vero Nick - 20.04.2004| sai com'e', non sono lettrice abituale del giornale... | |
Re: Interdizione Valentina Maltese - 20.04.2004| I politici che fanno dichiarazioni ai giornalisti e poi fanno le povere vittimine che non sapevano di finire sui giornali andrebbero interdetti dai pubblci uffici. Se D'Alema non sa gestire i rapporti con la stampa è ora che cambi mestiere | |
Re: per Vero Nick Valentina Maltese - 20.04.2004| L'intervista è su Dagospia. Purtroppo Il Giornale non ha un sito Internet e io non ho lo scanner. | |
Gustatevi questa disputa tra colleghi... Max Stirner - 20.04.2004In relazione all'intervista con Massimo D'Alema, pubblicata sul Giornale, e alle successive puntualizzazioni del presidente Ds, alle quali il giornalista Luca Telese ha replicato, confermando che ha 'trascritto fedelmentè le cose dettegli dal leader politico, il presidente dell'Associazione Stampa parlamentare, Enzo Iacopino, ha diffuso la seguente dichiarazione: «Anche noi giornalisti attendiamo fiduciosi un chiarimento da parte dell'onorevole D'Alema. L'idea di una giustizia sommaria che passa per 'ossà che lui si riserva di 'spezzarè personalmente ai giornalisti, prima di prenderli a 'calci nel sederè, fa parte delle 'fantasiose malignita» che avrebbero 'arricchitò la 'chiacchieratà informalè che ha avuto con il collega Telese?
La replica. «Massimo D'Alema si dice «stupito»
per le dichiarazioni del presidente dell'Associazione stampa parlamentare, Enzo Iacopino, sulla querelle che vede contrapposto il presidente dei Ds e il giornalista Luca Telese.
D'Alema invita il presidente dell'Asp a difendere, piuttosto, i giornalisti che, al contrario di Telese, non godono dei «privilegi» che hanno certi «giornalisti di regime». «Mentre resto in attesa di una risposta da parte del direttore generale della Rai, registro con stupore, oltre alle scontate dichiarazioni di alcuni esponenti politici della maggioranza di destra del governo, le dichiarazioni - premette D'Alema - del collega Enzo Iacopino presidente della Asp». «Io non ho nulla da chiarire - prosegue D'Alema - avendo già chiarito di non aver rilasciato nessuna intervista al giornalista Luca Telese. Pertanto non mi sento responsabile di giudizi che egli ha riportato in modo frammentario e distorto in una finta intervista-verità. Ciò che dovrebbe, invece, preoccupare il rappresentante della stampa parlamentare è che
vi siano giornalisti di regime che, grazie a contratti con il servizio pubblico, possono intrufolarsi in uffici nei quali non verrebbero mai invitati, per lavorare in realtà per le loro testate. Questo - conclude il presidente dei Ds - - mi pare dannoso per tutti quei colleghi che non godono di questi privilegi e dei quali Iacopino dovrebbe tutelare gli interessi».
La controreplica. «Il collega Massimo D'Alema,
presidente dei Ds, avrebbe potuto rispondere all'interrogativo che gli avevo posto con semplicità: smentendo di aver detto (poco importa a me e ad altri se in una intervista o in una
'chiacchierata informalè) che si riserva di 'spezzarè le 'ossà ai giornalisti prima di prenderli 'a calci nel sederè. Lo afferma il presidente della Associazione della stampa parlamentare, Enzo Iacopino, che così prosegue la sua replica al leader della Quercia: »Invece, registra 'con stuporè una domanda, rivoltagli per altro con un garbo che non è a lui abituale, e mi detta compiti di polizia che non appartengono al
presidente della stampa parlamentare«. »Le sue affermazioni su Telese e sui 'giornalisti di regimè - osserva ancora Iacopino - sono sconcertanti quanto scoprire che per quelli che lui considera tali è facile 'intrufolarsi in
uffici nei quali non verrebbero mai invitatì. Basta usare il lubrificante delle telecamere Rai. Ma questo è problema suo. Il mio è tutelare i giornalisti, tutti, e non quelli di un elenco
messo a punto dall'onorevole D'Alema«. | |
Telese... more - 21.04.2004| Neppure io sono per il giornalismo "pattista" del "ti faccio leggere prima di pubblicare"... ma neanche per quello "onnipotente" dell'"ho il tesserino e faccio come cacchio mi pare"... una giusta e corretta via di mezzo sarebbe auspicabile, ma sembra che l'autocritica e l'oggettività dei fatti oggigiorno siano merce rara. | |
Re: Attento, Incommunicado Bds - 21.04.2004| E' stato cancellato un commento di Incommunicado che, come sarebbe ovvio tra persone civili, non puo' permettersi di distribuire insulti a nessuno. Alla prossima, account cancellato. Bds | |
Scusa Iacopino Barbiere di Siciglia - 21.04.2004| Mi sembra che la dichiarazione di Iacopino sia un po' tartufesca. Chiunque conosca Telese sa che è sua abitudine lavorare nascondendo il tesserino di riconoscimento mentre è in transantlantico, cosa che fanno molti altri ma poi non pretendono di dare lezioni di giornalismo a nessuno. In più è evidente che il Giornale se vuole pubblicare un'intervista con D'alema deve trattare anche le virgole, vorrei ricordare che stiamo parlando del giornale del capo del governo che riporta frasi non registrate del leader del principale partito d'oppossizione: in qualsiasi paese al mondo questo non avviene se non dopo aver ampiamente concordato il tutto. E' chiaro che il Giornale ha tutto l'interesse a sputtanare D'alema, e niente da perdere.Stiamo parlando del giornale che ha titolato "Dini sotto inchiesta per Telekom Serbia" peccato che l'inchiesta non sia sulle tangenti ma sul fatto di aver risposto alla Commissione Parlamentare. | |
Intimidazioni di D'Alema LAURA RIPANI - 22.04.2004| La lettera scritta da D'Alema è una chiara intimidazione. Si chiede in sostanza la testa di Telese alla Rai. E in maniera subdola. Viva il Giornalismo libero, invece. Speriamo che i vertici della tv pubblica non abbocchino. Poi se dovesse vincere la sinistra alle prossime elezioni, certamente il collega farà la fine di Biagi. Sarà il primo della lista. Chiamasi politica dell'alternanza. Meglio, dello staff. Ma sarebbe bene realizzarlo in maniera serena. Non con la coscienza (sporca) di epurazioni o vendette in italian style | |
telese, che fa rima con Borghese! Lucifero di Aiace - 22.04.2004Evvai Telese... costui, la cui penna ci diletta in modo indescrivibile, deve sicuramente essere un personaggio vicino politicamente, e filosoficamente, agli uomini della Repubblica Sociale: essi erano eroi di fede sincera, eroi romantici - come anche Telese deve essere - che credevano ancora nell'Ideale quando tutto era ormai perduto (un pò come sta succedendo ora, che il Governo B. si sta sbriciolando)... Ecco allora una penna berluschina, che non perde mai occasione di bacchettare i DiSinistra. Forte. Deve essere sicuramente fascistone.
C'è qualcuno che conosce il percorso di impegno civile (leggasi anche "politico") del suddetto Telese? Vorrei esserne edotto! | |
doppiezza Alviero - 22.04.2004Nessuna simpatia per Telese, un altro dei tanti furbacchioni che nascono a sinistra e poi scoprono che non c'è nulla di più conveniente che presentarsi a destra con un pedigree di sinistra. Tanto a destra c'è un editore che quando non si lamenta a fini elettorali dell'eccesso di “rossi” nelle redazioni altrui, al momento di assumere o far assumere nelle redazioni sue riserva ai “rossi” tutte le corsie preferenziali del mondo.
Sì, perché se il sig. Lucifero si prendesse la briga di saperne qualcosa di più su Telese, anche soltanto consultando google, finirebbe molto lontano da Salò e da Gianna Preda, anzi.
Ma gli insulti a Telese sfocano il problema. E il problema è ricorrente, per non dire il solito, e si chiama doppiopesismo.
Se un uomo pubblico non di sinistra dice cose politicamente scorrette davanti a un giornalista che poi le riporta, succede che il politico fa una pessima figura e nessuno si perita di sindacare l'atteggiamento del giornalista. Ma se il medesimo episodio riguarda un politico di sinistra, allora il giornalista diventa un mascalzone. Anzi, per usare gli alati termini luciferini: «personaggio vicino politicamente, e filosoficamente, agli uomini della Repubblica Sociale», «penna berluschina» e infine «sicuramente fascistone». In compenso, nulla da osservare rispetto a un ex presidente del consiglio che promette calci nel culo e ossa spezzate ai giornalisti non allineati. Quando si dice il doppiopesismo, anzi la doppiezza. Magari togliattiana. | |
Alvaro chi? Alviero - 22.04.2004| Guarda che all'ortografia del mio nick tengo almeno quanto a restare, in questa discussione, su un piano di serietà. | |
Re: milo calaferro - 28.04.2004Stupenda l'immagine di "Alvaro" e Lucifero, in camicia nera e tipico copricapo fascista, avvinghiati in un truce tango argentino, mentre il berluschino Telese dedica strazianti sviolinate al Berluscone Silvio che gli infila manciate di spiccioli nel cappello.
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Re: Ryunio - 24.05.2004| D'Alema sbaglia e dovrebbe prima o poi far pace con la categoria e smetterla di guardarci dall'alto in basso sottintendendo ogni volta "tanto lei non può capire...". Ma, a parte lo snobbismo d'alemiano e il normale sentimento di chi difende la propria categoria, avete presente di chi si parla? Io sento di dover difendere il nostro lavoro anche da quei colleghi arrivisti e, soprattutto, superficiali. Telese è uno che ha scritto un libro su Cofferati copiandone un altro, tra l'altro scritto anche molto meglio. Sul suo secondo libro, che dire? Affascinata dalla figura di Lula, eletto da poco, ho chiesto in libreria se c'erano libri che ne ripercorrevano la storia. Mi si presenta il commesso con in mano il libro di Telese che si chiama "Be bop a Lula", mi sono rifiutata di leggerlo! E ho fatto bene, soprattutto dopo che sono venuta a sepere che Telese in Brasile non c'è mai stato se non il primo maggio quando, appena eletto, Lula ha invitato i nostri leaders sindacali. Preferisco fermarmi qui. | |
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