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24.06.2004 Che silenzio su Ligresti al Corsera. No bbuono...
di Anonimo
Il costruttore Salvatore Ligresti ce l'ha fatta ad entrare tra i padroni del vapore di via Solferino. Ma ha le carte in regola? La storia del quartiere Le Terrazze dice di no.
Dunque Salvatore Ligresti dopo un lungo assedio ce l'ha fatta, è entrato in via Solferino tra i padroni dell'ammiraglia della stampa italiana.
Francamente, c'è di sbiancare se non da vergognarsi. In particolare, per i giornalisti di Milano.
Ligresti con la sua Premafin è infatti il costruttore del quartiere diestrema periferia milanese noto con il sussiegoso nome "Le Terrazze". Sì,proprio il quartiere dove l'Inpgi ha comprato ben 104 appartamenti, in due palazzi, riuscendo ad avvitarsi nel ben noto tormentone giudiziario scatenato da Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei giornalisti di
Milano, e concluso con un nulla di fatto solo per questioni di cavilli.
L'unica cosa certa, ammessa anche dalla Corte dei Conti che alla fine ha mandato tutti assolti, è che quegli appartamenti sono costati più del
dovuto, e non poco.
Ligresti, cioè, ha incassato più del dovuto dall'Istituto pensionistico dei giornalisti. Sì, proprio quello che riscuote i contributi anche dai colleghi del Corriere della Sera e paga le pensioni anche ai suoi ex.
Già questo NON è elegante per uno che diventa coeditore proprio del Corriere, mica di Topolino. O no? Se poi ci aggiungiamo che lo scandalo dei "palazzi d'oro" dimostrò, per ammissione dello steso ingegner Betti, capintesta della Premafin, che le tangenti correvano a fiumi quando si trattava di vendere i palazzi agli enti pubblici, beh, allora c'è da chiedersi dove cavolo siamo andati a finire.
Milano da bere, una volta. E oggi Topolino da inghiottire. Forse ricordo male, ma non era Milano la città
dove negli anni '90 i tecnici comunali del settore edilizia finivano in galera a frotte per intrallazzi vari anche con la Premafin? Todos
caballeroso? Buono a sapersi. Ah, miracoli a Milano...
Ma non è finita. Il quartiere Le Terrazze a tuttoggi, cioè dopo ben 13-14 anni dall'insediamento abitativo, NON è affatto completo. Le opere di urbanizzazione secondaria, obbligatorie e a carico del costruttore (Premafin-Ligresti), NON sono ancora terminate. E come se non bastasse è appena iniziata la costruzione di un ennesimo palazzo! In modo da poter usufruire ancora di una proroga per il completamento delle famose opere di urbanizzazione secondaria...
A Napoli parlerebbero di presa per i fondelli. A Milano invece siamo alla presa del Corriere.
Intanto la gente, compresi gli inquilini dei 104 appartamenti dell'Inpgi, compreso mi pare qualche collega del Corriere e più in generale della RCS,
vive in un eterno cantiere a cielo aperto, con eterno via vai di benne, escavatrici, camion carichi di terra, ecc. Pagano cioè le tasse, ma vive come fossero in un pianeta a parte. E ora qualcuno si ritrova il responsabile di tanta bellezza, buon incassatore di danaro Inpgi, perfino come editore.
E non è finita ancora! Leggo sul giornalino di quartiere "Milanosud" che il gruppo Ligresti sta facendo, o ha fatto fino a ieri, i salti mortali conricorsi su ricorsi per evitare che la zona agricola circostante diventi finalmente parco agricolo come da tempo deciso dal Comune. Il tutto per poter invece costruire ancora palazzi, palazzi, palazzi...
C'è da notare
però che Le Terrazze hanno ancora ben quattro grandi palazzi torre, in vetro-cemento-alluminio, quasi completamente vuoti! E allora perché cavolo
questa nuova colata di cemento?
Che a parlare di queste faccende siano solo i giornalini di quartiere anziché la grande stampa, Corriere della Sera in testa, è evidentemente
molto grave. Così come è grave che nessuno ricordi neppure, per esempio, come l'enorme palazzone oggi adibito a residence chiamato Arcobaleno sia stato per anni e anni sotto sequestro giudiziario per irregolarità varie.
Tutto sanato? Bene. E come?
Razza padrona, una volta: e veniva svergognata da Scalfari. Ma quando< diventano editori, del Corriere!, padroni milanesi di questa razza... beh, c'è di che preoccuparsi. Specie se tutti stanno zitti anziché imitare< Scalfari nel mettere in un libro le belle gesta di 'sta bella gente.
Cari colleghi del Corsera, auguri.
Pino Nicotri
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c'è dell'altro. con domanda finale ace - 24.06.2004Milano da bere: 16 luglio 1992, cinque mesi dopo l’arresto di Mario Chiesa, Ligresti viene portato in una cella di San Vittore, che è costretto a dividere con un tossicodipendente. È accusato di corruzione per aver comprato a suon di tangenti, per la sua società di costruzioni Grassetto, gli appalti della metropolitana milanese e qualche terreno pubblico. Nel 1993 è accusato di aver fatto ottenere alla Sai (tramite mazzette) un superaccordo che unisce Eni e Sai, a cui è affidata la gestione di tutti i contratti assicurativi dell’ente petrolifero. E quando i magistrati di Milano s’imbattono in una megatangente da 21 miliardi pagata a Craxi da una misteriosa società estera chiamata All Iberian, pensano che dietro ci sia Ligresti. Scopriranno che invece c'è Silvio Berlusconi. questa è un'altra storia (o no?)
I processi e le condanne: per Eni-Sai, 3 anni e 6 mesi, limata in appello a 2 anni e 4 mesi e confermata in Cassazione. Niente carcere, affidamento ai servizi sociali. Ma la pena ha un risvolto bizzarro: secondo il codice, una condanna definitiva fa venire meno i requisiti di "onorabilità" necessari per guidare le compagnie d’assicurazione (per questo il pregiudicato Ligresti ha dovuto lasciare tutte le cariche sociali). A sostituirlo, almeno per la legge, sono i figli: Jonella, 35 anni, presidente della Sai, vicepresidente di Premafin e unica donna a sedere nel consiglio d’amministrazione di Mediobanca. Giulia, 34 anni, designer di borse e accessori in pelle, che commercializza con il marchio Gilli (chi abita a milano e bazzica dalle parti di via melchiorre gioia avrà visto qualcosa di interessante a questo riguardo). Paolo, 33 anni, è presidente di Sai International e vicepresidente di Atahotel, la società che controlla gli alberghi del gruppo. L'hotel Quark, gruppo Atahotel, ha vinto la commessa per l'organizzazione del calciomercato serie A-B-C1-C2(anche questa è un'altra storia).
Ora: perché un pregiudicato che ha perso i requisiti di onorabilità necessari per guidare una volgare compagnia d’assicurazione può sedere al tavolo più importante di via solferino? colleghi più esperti di me sulla questione, attendo riscontri. gracias.
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Re: Che silenzio su Ligresti al Corsera. No bbuono... Gian Piero Bersani - 24.06.2004Ma questo "Salvatore" non è stato implicato anche nell'incedio della camera iperbarica di una clinica di sua proprietà?
Se mi sbaglio mi corrigerete... ha detto un tale molto importante del Vaticano | |
L'importante è prendere il topo Alviero - 24.06.2004Stavolta sono convinto che non ci sarà levata di scudi, né scioperi, né niente. E sapete perché? Perché l'evoluzione degli assetti sul ponte di comando del Corriere, con l'ingresso nell'azionariato di controllo di almeno due imprenditori-finanzieri legati l'uno a D'Alema e l'altro ai postDC di sinistra, promette bene. Bene, s'intende, secondo il punto di vista di tutti quelli che vorrebbero un Corriere “repubblichizzato”. E quindi ben venga anche un pregiudicato, se si aggrega coi suoi capitali in via rafforzativa a chi possa riportare il Corriere sulla retta via.
Vecchia storia. Il ricco fa schifo, ma se si dice di sinistra fa un po' meno schifo o non ne fa per nulla. Berlusconi fa schifo, Agnelli De Benedetti e Montezemolo sono maestri di vita. Se la Sicilia vota in un certo modo, la mafia vota DC o Berlusconi. Se Leoluca Orlando prende il 75% dei voti, ecco la “primavera di Palermo”. Se il 61 a 0 alle politiche ottenuto solo per volontà di Cosa Nostra scricchiola, è il Sud onesto che si ribella ai gattipardi. Il conflitto di interessi di Berlusconi è un cancro per la democrazia, quelli di Soru Illy Cecchi Gori no. E se mai andassero in porto le prove tecniche di trasmissione dell'asse DS-Murdoch a cui stanno lavorando certi colonnelli del sottobosco dalemiano, avremmo fatto... Bingo. No, pardon: il Bingo lo avevano già fatto, gli stessi personaggi, ma non gli era riuscito bene.
Vecchissima storia. Vecchia come quello là, che diceva ben venga il gatto bianco o nero o grigio, purché prenda il topo. Ora vanno bene anche i gatti pregiudicati. | |
Re: Che silenzio su Ligresti al Corsera. No bbuono... montecristo - 25.06.2004| gulp !! | |
Risposta a Polistirolo e poco altro titius - 25.06.2004| Quello della clinica incendiata non è lui, ma il fratello; curioso notare che quando avvenne il fatto si scoprì che non esistevano le minime misure di sicurezza necessarie in un ospedale. Buon sangue non mente. Altra piccola gemma: il residence Arcobaleno (quello descritto da Nicotri, nel quartiere le Terrazze, sottoposto a sequestro per tanto tempo) è stato alla fine acquistato dalla Atahotel, Gruppo Ligesti. La cosa curiosa è che è stato scelto come albergo per le trasferte in blocco a Milano in occasione delle operazioni degli uomini della Guardia di Finanza. Chissà se i finanzieri lo sanno di chi è l'albergo dove vanno a dormire... | |
difetti e no ace - 25.06.2004| Bene. ora abbiamo un quadro completo della situazione: quest'uomo non potrebbe partecipare neanche a un concorso pubblico per l'assunzione a tempo determinato di un operatore ecologico (lavoro nobilissimo, peraltro, non fraintendetemi). Confesso che ho trovato il punto di vista di Alviero non privo di un certo interesse (dunque ligresti sarebbe una testa di ponte per berlusconi? ho capito bene?), benché troppo sprezzante per i miei gusti. Resta dunque una domanda ancora senza risposta (la stessa di prima, solo che adesso ne ha originata un'altra): perché un pregiudicato per reati contro il patrimonio può occupare un ruolo di cotanto prestigio e importanza quando invece il sottoscritto (che è incensurato, maledizione) non può fare altro che tirare a campare? è solo un difetto di questo paese o siamo in buona compagnia? | |
teste di ponte Alviero - 26.06.2004| Testa di ponte per Berlusconi non so, per se stesso sicuramente. Gli altri, di certo per se stessi e contro Berlusconi. | |
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