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14.07.2004 Accoglienza o permanenza? Decidetevi
di madame psychosis
L'esatta e ufficiale denominazione è Centri di permanenza temporanea.
Così vengono chiamati in tutti i documenti istituzionali, dalla legge che li ha istituiti, o meglio formalizzati (Turco-Napolitano) a quella che li ha evoluti (Bossi-Fini).
Ma i media si ostinano a chiamarli Centri di accoglienza, che sono tutta un'altra cosa. Non è un'approssimazione, ma un grossolano errore.
E' così che si arriva all'assurdo di un'Ansa (di ieri) che titola "MICCICHE' (VERDI) TRASCORRE NOTTE CENTRO ACCOGLIENZA" parlando di un deputato che si è chiuso dentro il Centro di permanenza temporanea dove sono stati trasferiti i 37 della Cap Anamur. Miccichè protestava perchè i 37 non erano stati portati in un Centro di accoglienza.
E così si prosegue con un'altra Ansa (di oggi), sempre a proposito dei 37: "lasceranno entro le 14 di oggi il Centro di permanenza temporanea di Agrigento per essere trasferiti al Centro di accoglienza 'Pian del Lago' di Caltanissetta".
Peccato che quello di Pian del Lago a Caltanissetta sia un Centro di permanenza temporanea.
Certo ai media non può essere addossata l'intera responsabilità dello strafalcione: non è così facile procurarsi presso il ministero degli Interni un completo e dettagliato elenco dei Centri di permanenza temporanea del nostro Paese.
In tali centri del resto non è neppure così facile entrare, se non siete deputati (con apposita circolare il ministro Pisanu ha escluso lo possano fare persino i consiglieri regionali). Se poi siete giornalisti, non se ne parla proprio. Neanche in galera, funziona così.
La stessa denominazione, vero, è piuttosto ambigua: in altri Paesi infatti si chiamano Centri di detenzione temporanea. Da noi non è possibile: non è infatti prevista detenzione per i reati di tipo amministrativo, quale l'immigrazione clandestina. Se l'assurdo giuridico c'è, è evidentemente eccessivo esplicitarlo nelle definizioni.
A cosa servono i Centri di Permanenza? Ufficialmente, a rinchiudere stranieri senza permesso di soggiorno per procedere alla loro identificazione e successiva espulsione verso il Paese d'origine, per un massimo di 60 giorni.
In realtà vengono utilizzati anche per altri motivi, per esempio per rinchiudervi detenuti a fine pena che escono dal carcere e vanno espulsi, in attesa di trovare un volo disponibile. Ecco che incensurati (sono poi parecchie le storie di stranieri erroneamente rinchiusi in tali Centri, ultimamente di alcune ha reso conto la trasmissione "Chi l'ha visto") vengono messi nello stesso luogo di permanenza coatta insieme a pluripregiudicati.
Quanti sono i Centri di permanenza in Italia? Quanta gente vi è rinchiusa? Quanti dei trattenuti vengono poi effettivamente espulsi, quanti rilasciati? Quanti gli atti di autolesionismo, quante le evasioni? Quanto costano? Non è dato saperlo. La Prefettura, se volete sapere che succede nel Cpt della vostra città, non risponde. A volte neppure ai deputati.
La materia è oscura e difficile.
Ma forse proprio per questo, sarebbe bene fare maggiore attenzione.
Madame Psychosis
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Uno degli Adynata di Eco kevin keegan - 14.07.2004| La permanenza temporanea mi ricorda l'"urbanistica nomade" o le "istituzioni di rivoluzione", cattedre presenti nel corso di Laurea in Adynata della facolta' di Ossimorica, secondo Umberto Eco (che ogni tanto ne diceva qualcuna carina). | |
Re: Accoglienza o permanenza? Decidetevi Paperolibero - 15.07.2004| C'è stato anche in proposito un bellissimo numero di Reporter su RAI3, ma anche loro non riuscirono ad approdare a nulla di preciso se non alla conclusione che c'è anche chi ci guadagna sopra. Uno su tutti il fratello "gemello" del ministro Giovanardi che oltre che essere il direttore di un reparto dell'ospedale di Modena è anche il direttore del locale centro di detenzione e che non ha mai saputo rispondere alla domanda di quanto costa mandare avanti un Centro come il suo !!!! | |
Re: Accoglienza o permanenza? Decidetevi Giuseppe Spezzaferro - 15.07.2004E' l'ennesima prova che in Italia il giornalismo d'inchiesta lo si può fare soltanto sulla nuova relazione della velina. Quando uno di noi riesce a fare un'inchiesta vera è perché è funzionale ad una "ala" del Palazzo (soprattutto quello di giustizia). Non resta che sperare in una lotta tribale che spinga una delle parti in causa a "chiamare" il cronista e dargli le informazioni.
E' una vita che ci combatto. Non mi rassegno. Ma è davvero triste che l'accesso a uffici documenti etc. sia regolato tuttora con criteri... regali. Siamo in Repubblica ma la lesa maestà è il reato più difficile da compiere. | |
Re: Accoglienza o permanenza? Decidetevi olmo - 20.07.2004Bene per la puntualizzazione. I giornalisti sono tecnici della parola e con le parole devono essere precisi. Cosi', e non per spirito polemico, ricordo a Madame Psychosis e a quanti potra' essere utile, che si deve scrivere Ministero dell'interno e non 'interni' come spesso si legge. E' un errore comune, indotto per analogia (e pigrizia mentale) dal Ministero degli (affari) esteri. Ma l'Italia non e' un condominio e non ci sono 'interni', solo un 'interno'. Oggi mi sento tanto una 'maestrina dalla penna rossa'!
Ciao a tutti. | |
Ciao Olmo dalla penna rossa madame psychosis - 20.07.2004Comunque si scrive ministero dell'Interno :-)
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