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19.08.2004
Ammazzate il collaboratore
di Anonimo

Voglio vederlo sparire dalla faccia della terra

Ha dell'incredibile. Ho appena finito una sostituzione estiva e io, free lance un po' disoccupato, ho tratto un' unica gratificazione dopo tre mesi d'esperienza: non dovrò mai più leggere fino al prossimo anno nemmeno una riga dei collaboratori.

La prossima volta che uno di loro oserà lamentarsi sul Barbiere perchè fanno carriera solo i raccomandati o che non c'è spazio per le giovani penne sappia che, a furia di leggerlo, ormai lo riconosco per stile e refusi, vado a prenderlo a casa e lo bastono.

Analfabeti logorroici, insulsi cretini presuntosi che pretendono pure di essere pagati (5 euro a pezzo? Meno! Molto meno meriterebbero, anzi dovrebbero pagare per scrivere).

Che osino provare a lamentarsi. Finalmente capisco perchè qualcuno si considera un genio del giornalismo mondiale. Nel pianeta del nulla lo è.

Un collaboratore pentito



 
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Re: Ammazzate il collaboratore
Puntero - 24.08.2004
Per la serie "E' sempre bene non generalizzare", vi abbiamo presentato la prima puntata, dal titolo "Collaboratori a perdere". Per le prossime puntate avanzo qualche proposta in ordine sparso: "I milanesi sono tutti polentoni", "I padani sono tutti razzisti", "Gli africani puzzano", "Napoletani camorristi", "Mafiosi di Sicilia" e "Americani guerrafondai". Andando avanti di questo passo, si potrebbe battere in volata perfino Beautiful. E sì che sono soddisfazioni...


Re: Ammazzate il deskista cretino
Valentina Maltese - 24.08.2004
Di sicuro non sei quello che fa titoli geniali ai miei articoli e riesce a condensare 60 righe in 20, senza banalizzare la notizia . E neppure quella che ha trasformato dieci minuti di mio confuso racconto telefonico in un pezzo straordinario, e ci ha pure messo la mia firma.
Se tu non fossi disoccupato, scommetterei che sei quello che mi ha fatto prendere un esposto all'ordine dei giornalisti perché ha fatto un titolo che diceva l'esatto opposto di quanto avevo scritto nell'articolo. O quella che ha scritto una cazzata enorme in un pezzo che è uscito con la mia firma. Ma tutti e due hanno il posto fisso, anche se, per fortuna, la seconda continua a figliare e non lavora mai, con grande beneficio della bilancia demografica, dei disoccupati che la sostituiscono, dei suoi colleghi e soprattutto dei lettori. Quasi quasi mi apposto io col bastone sotto casa di certi deskisti...


Re: Ammazzate il collaboratore
Puntero - 24.08.2004
Brava Valentina, guarda come sono stato tenero... Dimenticavo anch'io quel deskista che mi ha tagliato il pezzo senza rispettare neanche la più elementare regola del soggetto-predicato-complemento oggetto, trasformando un pezzo a MIA firma in una SUA collezione di orrori grammaticali. E poi non ho citato quell'altro (sempre stipendiato, s'intende) che ha titolato un mio pezzo scrivendo "una chanche", mentre bastava aver letto il pezzo per accorgersi che si scrive "chance", con una sola "h". E poi... Basta, basta così. O no? Se ne volete ancora, basta chiedere.


barbiere perfido
Terronzio - 24.08.2004
... ovviamente sapevate le reazioni che questo pezzo poteva scatenare. Apposta lo avete messo in prima. Perfidi :)

Ai colleghi perche' non raccontate le "chicche" piu' assurde? Gli strafalcioni compiuti da qualche deskista ignorante? Sarebbe divertente.


Re: Vuoi le chicche?
Pippo jr - 24.08.2004
Eccone un paio.

Un incontro di pugilato si trasforma nel titolo in "un incontro di box": praticamente due scatole che si danno appuntamento; per tagliare la frase "pali in cemento e cavi in acciaio" il bravo deskista mi ha fatto inventare i "cavi in cemento". Geniale, no? Un'opera d'arte "esposta a Montecitorio" mette in agitazione il personaggio che mi telefona per chiedermi "ma sto 'Montecitorio è la camera dei deputati? Quella di Roma? Sei sicura?". E ancora "miglia di mare (acqua) e chilometri di costa (terraferma)" diventano improvvisamente "miglia di costa". Ti bastano?
Kisses


pippo ha cominciato
Terronzio - 24.08.2004
A chi si lamenta della vita dura del giornalista... Ma quale altro lavoro da' delle soddisfazioni del genere????

Per carita' continuate. Allietate le ore di quelli che devono stare attaccati al pc... e toglietevi qualche sassolino...


Re: Comunque
Pippo jr - 24.08.2004
se faccio un esame di coscienza, non posso dare tutti i torti al deskista ammazzacollaboratori. Son io la prima che, talvolta, non rileggo il pezzo dopo averlo scritto e dio solo sa cosa ci sia finito dentro. Oppure mi capita di avvilupparmi intorno ad un concetto e mi aggroviglio. Ed in quel caso è il distacco e la competenza di chi sta al desk ad aiutarmi. IN altri casi, invece, il deskista è un castigo divino. Ma probabilmente, in quell'occasione, diventiamo l'uno la giusta punizione dell'altro.
Kisses


un po' di terzismo...
Sailor - 25.08.2004
Ho già fatto di tutto in questo mestiere, e quindi anche il collaboratore free-lance, il corrispondente, il deskista, ecc. ecc. Dall'altro capo del filo del telefono o dello schermo del computer si possono trovare ottimi professionisti o dei somari assoluti, senza distinzioni di contratto (o di mancanza di).

Ho avuto anch'io la mia dose di pezzi distrutti da deskisti pigri, ho bestemmiato contro collaboratori ignoranti, incapaci di scrivere una unica frase senza qualche sgrammaticatura (anzi, collaboratrici: per qualche ragione, sono quasi sempre donne), ho avuto voglia di prendere a schiaffi qualche collega articolo 1 più somaro di un mulo. Ma tante volte ho anche ringraziato i colleghi che, al desk, avevano beccato una svista, corretto un nome, fatto un titolo azzeccato ad un pezzo spedito in fretta dall'altro lato del mondo. Quando scrivevo per La Stampa, una dozzina d'anni fa, non finivo mai di stupirmi per l'alta qualità del loro lavoro di desk.

In altre parole: i buoni giornalisti sono davvero merce rara. E quando ne incontri uno, lo riconosci subito. Pare che il WWF li abbia dichiarati specie protetta, in via d'estinzione.


Re: Maleducazione
Gian Paolo Locatelli - 25.08.2004
Caro Sailor, non solo diventa difficile trovare dei bravi professionisti, collaboratori o aspiranti tali. Diventa sempre più difficile trovare anche le persone educate, civili e rispettose delle altrui fatiche. L'anonimo che fimra questa valanga d'insulsi insulti, prima di scrivere la prossima volta ci pesi tre volte e dopo ci pensi una quarta, o almeno abbia il coraggio di firmarsi. Troppo comodo celarsi dietro all'anonimato per dileggiare o lanciare accuse o minacciare di bastonare qualcuno. Saluti gpl


Re: Maleducazione
Gian Paolo Locatelli - 25.08.2004
Caro Sailor, non solo diventa difficile trovare dei bravi professionisti, collaboratori o aspiranti tali. Diventa sempre più difficile trovare anche le persone educate, civili e rispettose delle altrui fatiche. L'anonimo che ha buttato sul desk questa valanga d'insulsi insulti, prima di scrivere la prossima volta ci pensi tre volte e dopo ci pensi una quarta e infine abbia il coraggio di firmarsi. Troppo comodo celarsi dietro all'anonimato per dileggiare o lanciare accuse o minacciare di bastonare qualcuno. Saluti gpl


Re: Ammazzate il collaboratore
Guinness - 26.08.2004
Pensa la gioia, immensa, dei collaboratori che non dovranno più avere a che fare con te. Fortunati!


Re: Ammazzate il collaboratore
dibo - 27.08.2004
quando ero collaboratore non scherzavo con il grande con i capelli lunghi e la barba e gli occhiali...anche se prima o poi gli metterò le mani addosso e avremo una storiaccia di nera


Re: Ammazzate il collaboratore
Enomao - 28.08.2004
Mah, io sono stato da tutte e due le parti della barricata e mi stupisco che nessuno faccia quello che facevo e ancora oggi faccio abitualmente: mandavo a quel paese il collaboratore cretino e mando a quel paese il deskista o caposervizio cretino. La stupidità è un male inestirpabile e i giornalisti non ne sono immuni. Ma la domanda resta sempre la stessa: perchè, chi può, i collaboratori non se li sceglie bravi e cassa gli incapaci? Come free lance so benissimo che il mio ambiente è pieno di idioti e ignoranti. La loro insipienza danneggia anche me. Del resto è un problema antico e più volte dibattuto: chiunque può aspirare a fare il giornalista e spesso ci riesce. Selezione zero, anche per colpa dei deskisti che tollerano. E per colpa del fatto che 5 euro a pezzo sono pochi anche se a reclamarli è un cretino. Se invece il compenso minimo obbligatorio fosse di 50 euro, l'editore, il direttore, il caposervizio o il deskista ci penserebbero due volte a "eleggere" al rango di collaboratore in primo volonteroso che gli capita a tiro. Viceversa, se il "prezzo" da pagare per ottenere la qualifica di giornalista fosse più alto dei miseri sessanta insignificanti articoletti, sarebbero in tanti a rinunciare prima di fare danni...
Saluti,

Enomao


Re: Per Enomao
Valentina Maltese - 01.09.2004
Caro Enomao,
non ho capito, secondo te dovrei andare da un caposervizio e dirgli: " con le parole volgari che hai aggiunto al mio articolo hai offeso a morte qualche migliaio di persone, mi stanno piovendo lettere d'insulti".
Pensi che il mio contratto a termine verrebbe rinnovato? D'altronde non posso rispondere ai lettori offesi, come si fa a scusarsi dell'inescusabile? E come ci si può aspettare che qualcuno creda che qiuello che viene stampato con la tua firma non l'hai scritto tu? Oggi ho voglia di cambiare mestiere.





 

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