Il Barbiere della Sera

| BARBA E CAPELLI | UNA SPIA IN REDAZIONE | DIRITTO DI REPLICA | TRENTARIGHE | DESK POLITICO | TRE PALLE UN COLUMNIST | QUALCOSA CHE VALE |
| SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE? | SCARTOFFIE UTILI | CDR | BACHECA | CURRICULA | SALA STAMPA | MANDA IL TUO PEZZO |
Ultime notizie


RSS


 

 
Si accomodi in poltrona

Login
Login Utente
Password


Brevetta la tua firma! Registrando il tuo pseudonimo potrai scrivere sul Barbiere. Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!

Cerca nel retrobottega

Barber Shop

Finanzia la Bottega

Google

14.09.2004
Ma Giuliano ''gna' fa'''
di Ariel

Da un pezzo Ferrara è alla guida del suo Bradley tascabile e ora che anche maggioranza e opposizione marciano insieme con le armi al piè, l’identificazione del nemico è più urgente che mai

Lunedì 13, sul Foglio rosa, è apparso un articolo in cui Giuliano Ferrara ci spiega perché il suo è diventato un giornale di guerra e in guerra.

In guerra non solo contro il radicalismo islamico che conculca le libertà civili conquistate nei secoli dall’Occidente ma anche contro coloro che Ferrara chiama quelli del “né sì né no” (“Né con l’America né con il terrore”?), epigoni della nefasta equidistanza casalinga tra Stato e Br.

Da un pezzo Ferrara è alla guida del suo Bradley tascabile e ora che anche maggioranza e opposizione marciano insieme con le armi al piè, l’identificazione del nemico è più urgente che mai. Così uno ci si mette a pensare e scopre che non è mica tanto facile.

Dall’11 settembre 2001 a oggi il volto del nemico è infatti cambiato molte volte. In principio fu Osama bin Laden, quindi i Taliban dell’Afghanistan contro i quali si mosse guerra, e che furono liquidati con urgenza. Erano (sono) obiettivi abbastanza chiari, bersagli fisicamente individuabili con facce e barbe.

Poi, rapidamente, l’identità del nemico è cambiata. E’ diventato “il terrorismo internazionale”.

Molti storici e molti politici, sull’onda dell’urgenza, hanno dimenticato velocemente le dotte analisi sulla fragilità dei confini tra terrorismo e resistenza su cui si sono a lungo esercitati (basti pensare alla vasta letteratura sull’attentato di via Rasella che portò alla strage nazista delle Fosse Ardeatine) e hanno consacrato l’identità del nemico del terzo Millennio. Non è questa la sede per riprendere la discussione e dunque accettiamo il passaggio.

Il nemico dunque è diventato il terrorismo e tutte quelle organizzazioni che piazzano autobomba e sequestrano ostaggi. Al Qaeda, Hezbollah, Hamas, L’esercito Islamico, quelli che uccidono Baldoni, sequestrano le due Simone, sgozzano Nicholas Berg e fucilano i poveri operai nepalesi che non sapevano nemmeno bene dove eran capitati.

Sono le organizzazioni che nutrono le famose cellule dormienti di cui leggiamo sulle gazzette, quelle che si svegliano per piazzare il plastico sul treno e poi se ne tornano a dormire come niente fosse.

Indicare il terrorismo internazionale come nemico è naturalmente giusto, ma pone anche un problema. Per scegliere il modo più efficace per fare la guerra a un nemico, la prima regola è contarlo.

E allora, quante divisioni ha il terrorismo? Quanti sono? Mille? centomila? tre milioni? Chi è in grado di stimare la dimensione dell’esercito del terrore? In altre parole, quanti bisogna ammazzarne?

La questione non è di poco conto poiché sul nemico si può dimensionare anche l’arma con cui sconfiggerlo e i relativi necessari investimenti. Gli americani hanno tentato di risolvere il vitale problema aritmetico della guerra identificando il terrorismo con l’Iraq di Saddam Hussein, e più in generale introducendo il concetto di “stato canaglia”.

Ma nessun esperto, nessun Rumsfeld, nessun Kagan, nessun Wolfowitz, nessun Tenet ci ha mai offerto un’analisi fondata sulle forze del nemico, quasi che il nemico definito come “terrorismo internazionale” abbia assimilato alla perfezione gli insegnamenti di Sun Tzu. Sparire, non esserci.

Eppure, per altri terrorismi questa stima è stata fatta. I brigatisti rossi e affini erano alcune migliaia.

I complottardi neri un po’ di meno, forse. Si aveva, insomma, un’idea, di quante persone dovevano essere neutralizzate e che sono state neutralizzate. Oggi non è così. O meglio lo è in alcuni contesti geografici circoscritti (Israele, per esempio), dove infatti l’antiterrorismo si nutre (anche) di eliminazioni fisiche mirate.

In assenza di un corpo terroristico definibile e dunque di un nemico valutabile nelle sue forze, si è dunque reso necessario (necessario?) il salto culturale. Il nemico non è più il terrorismo, bensì la sua ispirazione, indicata nell’Islam radicale, o, come dice Ferrara “le avanguardie della Umma” islamica.

Vabbè, ma quanti saranno questi islamici radicali? Impossibile dirlo e per valutare davvero il nemico conviene considerare queste avanguardie, per l’appunto, come avanguardie, una èlite leniniana di un movimento di massa che è l’Islam, senza star lì a menare il torrone se si tratta di Islam moderato (con cui dunque è possibile convivere) o radicale (da estirpare fisicamente ovunque).

Ragazzi, finalmente ci siamo. Il nostro nemico è valutabile in un oltre un miliardo di persone e mi sa che Ferrara “gna’ fa’”.

Ariel



 
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare?
E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.
 
Per inviare un commento devi essere registrato e fare LOGIN
Re: Ma Giuliano ''gna' fa'''
Paul Olden - 14.09.2004
E' una delle migliori analisi che io abbia letto ultimamente. E giuro che ne leggo molte.


Re: Ma Giuliano ''gna' fa'''
Sergio Ferraris - 15.09.2004
Ottima l’analisi. La mia personale opinione è che non si voglia dimensionare il problema sia a livello temporale, sia a livello quantitativo. È storia vecchia e nota, quella di utilizzare i conflitti, meglio se esterni al proprio territorio, per fini interni e la crisi di questi ultimi tre anni non fa eccezione. Se mai c’è una novità in più.

Il conflitto permanente contro gli stati canaglia diventa uno strumento per la politica internazionale, per ridefinire i rapporti di forza tra gli stati in previsioni di crisi ben più gravi di quella terroristica come le emergenze energetiche e climatiche (a questo proposito potete vedere il rapporto del Pentagono sulle emergenze ambientali che trovate qui: http://www.greencrossitalia.it/ita/pdf/pentagono_ita.pdf ).

In questo quadro è corretta, dal punto di vista di Ferrara naturalmente, l’analisi che stima tutto il miliardo di persone di religione islamica come dei potenziali terroristi. Un numero così grande è praticamente infinito ed astratto ed è proprio sull’impossibilità di definire, in termini reali, la minaccia che si basa questo tipo di politica. Un nemico invisibile, sconosciuto e inconoscibile è quanto di meglio si possa avere: se non ci fosse bisognerebbe crearlo (come le ormai famose armi di distruzione di massa).


Re: Ma Giuliano ''gna' fa'''
pota - 16.09.2004
Ariel, Lucio Caracciolo dei poveri

Analisi incompleta, Mr. Ariel: lei si ferma al miliardo di musulmani, ignorando il miliardo e mezzo di cinesi. Quelli che già ora stanno minando alla radice la nostra economia con la concorrenza sleale e la nostra salute con i ristoranti cinesi.
Noi, bianchi civili occidentali cristiani, siamo circondati da questi due miliardi e mezzo di lupi famelici che sbavano all’idea di farci la festa – peraltro senza motivo alcuno.
Ma io, scarpe grosse cervello fino, ho qui in mio culo la soluzione finale per quella manica di assatanati: mettere gli uni contro gli altri armati - affidando il tutto agli inglesi, che hanno una tradizione storica in materia (cfr. Lawrence d’Arabia: “I sette pilastri della saggezza”, ovvero come gli albionici sfruttarono gli arabi per segare le gambe al Turco).
I russi (nu poco incazzatelli con gli islamici) vendono le armi ai cinesi – e noi europei ai musulmani (e già che ci siamo, Mediaset venderà anche il know-how a Al Jazira).
Risultato: quelli si scannano, si riducono di numero, si indeboliscono - e noi ci arricchiamo e viviamo felici e contenti. Alla corte del Grande zio Sam.
Questo mio è uno scoop coi maroni, che glielo volevo vendere a Mangiafuoco Giuliano, il von Clausewitz dei poveri.
Poi mi son detto mandiamoglielo a quegli straccioni del BDS, che vendere quelle quattro copie in più magari gli fa piacere.


neppure huntington
db - 16.09.2004
superi persino le ultime dieci pagine di huntington. è raro trovare un'ipotesi di prospettiva così scheletrica ed essenziale. la domanda è solo una: cina contro arabi, chi farà i conti col vincitore? in bocca al lupo.


Re: Ma Giuliano ''gna' fa'''
Paul Olden - 16.09.2004
Scherzi a parte, dal punto di vista di chi ci comanda ( e non sono i politici, sia chiaro) , i cinesi non sono una minaccia, bensi' una ghiotta opportunità.


Re: Ma Giuliano ''gna' fa'''
pota - 16.09.2004
I musulmani (no ‘gli arabi’, ocio!) hanno Allah dalla loro; i cinesi sono atei: col bipbip che si fanno scannare a ciocche senza nemmeno la prospettiva delle 72 vergini! Quindi, vincono i musigialli, magari ai rigori, ma se ne perde per strada almeno la metà.
A quel punto, i giapponesi spostano le loro armate sulla Cina.
Parte la guerriglia comunista.
I russi vendono armi ai guerriglieri rossi, gli europei ai giapponesi.
Nel frattempo, gli USA cementano sotto un’unica bandiera tutti gli ex stati arabo-musulmani, sigla USA (United States of Arabia).
Gli ulema scatenano l’Ummagumma integrale, alla quale Bush nipote risponde con l’operazione
“Careful, With That Axis!”, affiancata da una raffinata operazione della CIA (“Saucerful of Secrets”).
I russi vendono armi agli americani, gli europei agli arabi.
Morale: fin che c’è vita, c’è speranza.
Per l’industria bellica.





 

© 2000 - Se copiate, è gradita la citazione della fonte.
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare? E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.


Occhio: Il Barbiere della Sera non assume alcuna responsabilità in relazione ai commenti in calce agli articoli. Ogni responsabilità, civile e penale, ricade sugli autori dei medesimi. E in ogni caso, il Barbiere si riserva di eliminare i commenti giudicati inopportuni per forma o contenuto. Quindi comportatevi bene. Bds

Free software Phpnuke - Credits: Mokadom