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12.10.2004 Due parole per Al Jazeera
di Sandro De Rossi
Una richiesta semplicissima: consegnino all'Italia il video di Quattrocchi. O lo mettano in onda come hanno fatto con tutti gli altri: la loro linea è quella? Lo fanno con tutti? Bene: ci facciano vedere quel documento.
Leggo oggi su TGCom l'annuncio della Boniver sulla uccisione di Quattrocchi, e lo allego di seguito.
Trovo disgustoso il comportamento di Al Jazeera, e credo che in un sito come il Bds si possa dire una parola in merito.
Questa: il giornalismo non funziona in quel modo, e loro puzzano di terrorismo, o almeno di connivenza col medesimo.
Avranno anche le loro piazze da accontentare (piazze analfabete: per questo loro e le altre tv vanno forte), ma il giornalismo è un'altra cosa: consegnino quel video all'Italia, o lo trasmettano come tutti gli altri, visto che quella è la loro linea! Oppure è vero che non lo trasmettono perchè Quattrocchi muore da eroe, e alle loro 'piazze' l'occidentale che sa morire non piace?
Credo che la nostra voce -se per una volta siamo uniti su una richiesta semplicissima- potrebbe servire a qualcosa.
AL JAZEERA DIA QUEL VIDEO AL GOVERNO E ALLA MAGISTRATURA ITALIANA, OPPURE LO TRASMETTA!
Lapis
Quattrocchi ucciso da un italiano?
Boniver:"Al Jazeera consegni video"
A distanza di sei mesi dalla morte di Fabrizio Quattrocchi emergono particolari inquietanti sulla sua morte.
Nel video dell'uccisione c'è infatti una persona, che risponde in italiano ad una precisa richiesta del bodyguard, sequestrato in Iraq assieme a Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio.
Il particolare è stato rilevato dal sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver che nel suo viaggio in Medioriente ha visionato il filmato.
Nel video, ha spiegato Margherita Boniver - che ha visto la cassetta assieme all'ambasciatore italiano a Doha e al consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio Gianni Castellaneta- "si può vedere il povero Quattrocchi inginocchiato vicino a quella che sarà la sua fossa, con le mani legate in avanti e in testa una kefiah palestinese.
La prima cosa che si sente è la voce di Quattrocchi che dice: 'Posso levarmi...' e indica il foulard che ha in testa. A quel punto - aggiunge la Boniver - risponde una voce in italiano che dice: 'No' Sembra quindi seguire un dialogo nella nostra lingua.
Allora Quattrocchi dice:'Vi faccio vedere io come muore un italiano'. Poi esce un braccio dal fuori campo con una pistola che spara due colpi. L'ostaggio si accascia e viene adagiato nella fossa".
Margherita Boniver non si spiega come mai Al Jazeera continui a sostenere che nessuno oltre Quattrocchi parli in italiano nel video.
Era stato lo stesso caporedattore di Al Jazeera Imahad El Attrache a negare che ci fosse un dialogo in italiano. Per qusto motivo il sottosegretario agli Affari Esteri non capisce come mai l'emittente qatariota non voglia consegnare quel documento che sarebbe assolutamente essenziale per capire chi erano i sequestratori e gli assassini.
"Sono stata nella sede di Al Jazeera - ha aggiunto la Boniver - e ho chiesto di vedere il video, che viene tenuto nello scaffale dietro alla scrivania del direttore. Mi è stato subito mostrato ed hanno ribadito di non averlo mai trasmesso perché giudicato raccapricciante. Ed è curioso, visto che quotidianamente trasmettono immagini altrettanto cruente. Comunque, il video dura pochissimo, circa dieci quindici secondi e di raccapricciante c'è solo il vedere come si spegne una vita".
Appena tornata in Italia, il sottosegretario ha detto di esser andata dal procuratore generale Vecchione a denunciare quanto visto, per cercare di far luce su una vicenda che, più passa il tempo, più si fa complicata.
(12 ottobre 2004)
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Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 12.10.2004Interessante il silenzio in proposito di tutti i cultori del mistero, del segreto, dei servizi deviati e via dicendo. Qui siamo davanti a una tv fiancheggiatrice che sembra diretta da Tarantino per le cose orribili che trasmette, ma che diventa improvvisamente pudibonda e rispettosa dello stomaco dei suoi spettatori soltanto nel caso Quattrocchi.
Lasciando cosi un dubbio. Anzi, tanti dubbi. Il dubbio - innanzitutto - sulle circostanze, diciamo, coreografiche e di sceneggiatura della morte. Ma anche il dubbio - rilevantissimo, fondamentale - che ci sia un dialogo in lingua italiana tra Quattrocchi e almeno uno dei suoi carnefici.
Dubbi che sarebbe cosa buona e giusta sciogliere.
Che la tv fiancheggiatrice faccia il suo gioco e ovvio. Non cosi ovvio il silenzio di tutti quelli che a casa nostra sono usi battersi per la "verità". Sempre pronti a fiaccolate, cortei, sit in e via dicendo per rivendicare le "verità" che potrebbero far loro comodo, e se poi non sono verità fa lo stesso. Stavolta niente, questo video non interessa. Anzi, piu sta segreto e meglio e. Viene pertanto un altro dubbio.
Faccio un esempio. Se esistesse un video della esecuzione del povero Baldoni - non parliamo della sfortunata Ilaria Alpi - e Al Jazeera lo tenesse criptato, diffondendosi intanto le voci di un dialogo in italiano tra la vittima e i carnefici, non credo che la indifferenza nel nostro Paese sarebbe la stessa di quella che sommerge di silenzio l atteggiamento inaccettabile e oggettivamente favoreggiatore di Al Jazeera. | |
Re: Due parole per Al Jazeera ivan.callari - 12.10.2004ma per carità,
se fosse solo quello il mistero!
Alviero non farci ridere che di Baldoni manco s'è visto ancora il corpo!
Come al solito, la "reazione" a senso unico,
ste cose valle a scrivere sul sito della Folgore! | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 12.10.2004| Meno male che Alviero è il più grande nemico della dietrologia (insieme a Montecristo). Beninteso, quella degli altri. | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 12.10.2004«Se esistesse un video della esecuzione del povero Baldoni - non parliamo della sfortunata Ilaria Alpi - e Al Jazeera lo tenesse criptato, diffondendosi intanto le voci di un dialogo in italiano tra la vittima e i carnefici, non credo che la indifferenza nel nostro Paese sarebbe la stessa di quella che sommerge di silenzio l'atteggiamento inaccettabile e oggettivamente favoreggiatore di Al Jazeera».
Addirittura ora non parli più di pacifisti, comunisti e no global, ma del «nostro Paese». Il quale sarebbe colpevole di interessarsi di più a Baldoni e a Ilaria Alpi che a Quattrocchi.
Ma anche se fosse, il Paese non è libero di interessarsi a chi più gli piace? O deve adeguarsi ai gusti tuoi, di Feltri, di Ferrara e compagnia bella?
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Re: Due parole per Al Jazeera JoMontalban - 12.10.2004| A questo punto sorge spontanea una domanda: meglio Al Jazeera o il TG4? | |
Davantologia Alviero - 12.10.2004E' un fatto - e non una mia opinione - che il video della morte di Quattrocchi è l'UNICO che Al Jazeera non abbia trasmesso. Adducendo motivazioni ridicole e quindi fasulle.
Viene naturale chiedersi il perché.
Viene naturale chiederselo, soprattutto alla luce dell'indiscrezione che accredita un colloquio in italiano tra Quattrocchi e uno del commando. Sarebbe - mi pare! - di grande interesse che questa indiscrezione venisse smentita o confermata.
Tanto più adesso che è un sottosegretario di Stato italiano a rilanciarla ufficialmente. Contraddicendo la versione - già di per se ridicola - di Al Jazeera.
Tutto questo mi sembra dovrebbe destare grande interesse. E specialmente tra i cercatori di misteri. E invece il vero mistero è il disinteresse assoluto che si registra per questa vicenda in certe conventicole mediatiche e politiche, solitamente sensibilissime a ogni arzigogolo dietrologico, purché tale arzigogolo produca dividendi politici.
Quindi io non faccio dietrologia alcuna. Sottolineo semplicemente che su questa vicenda gli abituali “cercatori di verità” sembrano avere lo scopo opposto a quello abitualmente perseguito, ovvero lo scopo di seppellire questa vicenda sotto una coltre di oblio.
Altro che dietrologia. In questo caso non si fa nemmeno davantologia. Ed è legittimo chiedersi perché. Io ho posto una questione. Mi aspettavo argomentazioni. Sono arrivati i soliti insulti e una serie di rimproveri.
Infine, è stanchevole dover sottolineare l'ovvio. Quousque tandem, Mile? Quando la finirai di prestidigitare le mie parole? Perché non posso pensare che tu creda che l'«indifferenza NEL nostro Paese» sia la stessa cosa dell'«indifferenza DEL nostro Paese». Perché con te devo sempre perdere tempo a fornire interpretazioni autentiche non già del mio modesto pensiero, ma di quello che avevo intelligibilmente scritto e che tu ritocchi e deformi nei punti dove ritieni opportuno intervenire per meglio farmi fare la figura che piace a te?
Quanto a Callari, se costui riconvertisse l'inarginabile tracotanza in spirito critico, rigore di analisi, rispetto per la verità e magari - chiedo troppo? - anche per gli altri, saprebbe che il corpo di Baldoni si è visto eccome. L'ho visto anch'io, su un sito web poi oscurato. Ne hanno parlato tutti i giornali, fornendo anche l'indicazione del sito. Ma Callari non ha tempo per leggere i giornali e quindi per irrobustire le sue giupiterine invettive con argomentazioni sempre corrette e veritiere. DI tempo ne ha invece per andare in crescendo con gli inviti nei miei confronti a sloggiare da questo forum: siamo al secondo in poche ore.
Faccia pure. Egli non può aver idea di quanto mi diverta far venire fuori, senza nemmeno sforzarmi troppo, la sua vera natura. | |
Re: Due parole per Al Jazeera ivan.callari - 12.10.2004E vabbé sono anch'io un'integralista che vuole impedirti di esprimere la tua sacrosanta opinione!
Comunque ti faccio notare che il corpo di baldoni l'ho visto anch'io: "in televisioneeeeeee".
Che fai? ti lamenti delle precisazioni pignole ma taglienti di milo e poi mi cadi sulla necessià di dover specificare il significato, peraltro lapalissiano, di un espressione sintetica?
Quel vedere era naturalmente inteso come "RIAVERE IL CORPO DI BALDONI, POTERLO VEDERE QUI IN ITALIA!!!
Adesso t'è chiaro?
O vogliamo dare la colpa alla dittatura culturale e terminologica comunista?
Per quanto riguarda l'invito a scrivere sul sito della Folgore,
ti giuro che non implicava alcuna mia insofferenza nel vederti qui!
Sono contentissimo di discutere e,
a volte, resto sorpreso dal tuo argomentare.
Per questo tuo "saper argomentare", su un sito come quello dei folgorati, potresti metter su un partito! | |
Terroristi de noantri Grullo - 12.10.2004Lapis, Alviero, c'è qualcosa che mi sfugge.
Nel caso ci fosse effettivamente qualche italiano, più probaile che sia di "Un ponte per.." o del SISMI?
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Non c'è nessun accenno all'accento del presunto sequestratore italofono. Avesse un'inflessione straniera, non credo che la Boniver avrebbe negato di riferire il dettaglio.
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E' proprio necessario rispondere a come mai non è ancora stata organizzata alcuna fiaccolata in seguito ad una notizia di oggi?
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Prima della dichiarazione della Boniver, chi avrebbe dato credito ad una notizia ancor meno credibile delle rivendicazioni su un forum pubblico del rapimento delle "due Simone" (vabbeh, escludendo buona parte della stampa italiana) senza timore di essere tacciato come dietrologo?
In realtà anche a Ballarò se n'è parlato. Ma il mistero che circondava l'indiscrezione ha portato ad una comprensibile cautela.
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Insomma, Al Jazeera a chi farebbe un favore non diffondendo il video?
P.S. a proposito di insulti, sarebbe effettivamente bello abbassare un po' il tono | |
Apostrofando Alviero - 12.10.2004Proprio perché cerco di essere preciso, non mi lamento di «precisazioni pignole». Mi lamento quando pignole non sono e anzi quando non sono precisazioni ma travisamenti.
Continuo a pensare che la tua esclamazione su Baldoni fosse equivocabile, se non addirittura equivoca o errata rispetto al tuo pensiero reale. Del quale prendo atto, ma che non contribuisce alla soluzione del problema da me posto.
Mi rallegra la tua rassicurazione sulla natura puramente retorica dei perentori e ravvicinati inviti a sloggiare. Se tale rassicurazione difettasse di un ulteriore mio accostamento suggestivo alla Folgore, ambiente a me estraneo e di cui nulla conosco, sarebbe quasi perfetta.
Per discettare satireggiando di «dittatura culturale e terminologica comunista», infine, io sommessamente preferirei scrivere «vabbe'» con l'apostrofo e «un integralista» senza.
E' uno dei vostri, d'altra parte, che ha detto una cosa da me condivisissima: «Chi parla (e scrive) male pensa male». | |
Re: Due parole per Al Jazeera pota - 12.10.2004Alviero, è tutto così chiaro: l’italiano che parlava italiano nel video era Baldoni, che lavorava per AlJazeera in cambio di figa. Invece, come nei migliori film di spionaggio, è stato eliminato perché sapeva troppo e perché, avendo visto come muore un italiano, era pronto per imitarlo.
Le due Simone, invece, le han lasciate andare quando hanno capito che erano solo due frescone pacifiste che non avevano capito una beata fava.
Che AlJazeera stia al progetto terrorista come Fede sta a Berlusconi, è sotto gli occhi di tutti: non fiancheggiatori, ma terroristi tout court. Che c’è da scoprire ancora? è la cospirazione islamica, che abbraccia la dinastia saudita, il regime pakistano, quello indonesiano passando per Cat Stevens e Alì Clay.
Quattrocchi gliel’ha fatto vedere lui come muore non UN italiano, ma L’italiano. Al pari di tutti quegli eroi che quotidianamente lavorano senza protezione alcuna perché così costa meno – e quotidianamente almeno uno ci lascia le penne esclamando con orgoglio: “Guardate come sa morire un lavoratore italiano!”.
Eroi, per caso o per sbaglio.
Tranquillo Alviero: la via o la piazza gliela dedicheranno quanto prima, con tutte le amministrazioni di Destra che governano in Italia.
A Quattrocchi, non ai caduti sul lavoro.
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Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 12.10.2004| O Alviero, tu pensi che il nostro governo sia all'oscuro quanto noi dello svolgimento dei fatti? Se il governo ci tenesse a sapere e a farci sapere, come mai la televisione e i giornali non hanno mai intervistato Agliana, Cupertino e Stefio sulla loro cattura, prigionia e liberazione? Come mai Vespa non li ha invitati alla sua trasmissione una sera sì e una no? | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 12.10.2004Perchè, secondo te, Al Jazeera avrebbe secretato il video di Quattrocchi? Se pure in quel video ci fosse «un dialogo in lingua italiana tra Quattrocchi e almeno uno dei suoi carnefici», come bisognerebbe interpretarlo?
Mi pare che tu non lo abbia ancora spiegato.
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Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 12.10.2004Quando finisce la musica della banda, quando si spegne il crepitio dei petardi, quando i giocolieri rinfoderano i birilli e il venditore di pianeti col cocorito sulla spalla lascia la piazza, si scopre - disturbante - il torvo malanimo di chi non si dà pace del persistere di una disomogeneità rispetto al proprio sentire.
Dire «con tutte le amministrazioni di Destra che governano in Italia» è infatti qualcosa di molto diverso dal dire «in una qualsiasi delle amministrazioni di Destra che governano in Italia». Tradisce il superno dispitto di chi pensa che ce ne siano troppe, di quelle amministrazioni, rispetto ai parametri ribonucleici di un Paese civile. Ma è solo questione di tempo e anche scarso, manca poco e ce ne saranno sempre meno, il Paese guarirà e il sol dell'avvenir risorgerà.
Mi sfugge comunque dove e quando avrei auspicato l'intitolazione di una via a Quattrocchi, per giunta tassativamente alternativa a una ai caduti sul lavoro!, vista la paterna rassicurazione rivoltami dal sig. Pota, inteso forse come terza persona singolare del presente indicativo di un verbo agronomico e non nell'accezione a me più gradita.
Penso tuttavia di dover essere io a rassicurare lui: difficile che «l'ex fornaio» (così sprezzantemente definito su taluni media gauchisti, quanto classismo negli anticlassisti...) abbia vie o piazze, nemmeno nella sua città dove nel segno della pace e della giustizia si meditano - come in molte parti d'Italia e del mondo - ben altre e più meritate iniziative toponomastiche.
Difficile che Quattrocchi abbia una via nella sua città, anzi non sua perché - tra le altre cose che gli sono state rinfacciate - era anche un meteco; insomma, un terrone e quindi un poco di buono. Il tutto, badate bene, detto da sinistra.
Difficile insomma che Quattrocchi abbia una via nella città dove era arrivato da terrone e il cui sindaco ha disertato i funerali, dopo aver saputo che Rifondazione non avrebbe gradito.
Si sa come va il mondo: quelli come lui, una volta - ma chissà se solo una volta, da tanti segnali mi sembra che stia tornando quell'arietta frizzante degli anni formidabili, compresa la facilità con cui si marchia come “fascista” chi la pensa diversamente - ucciderli non era un reato. Quindi se muoiono non vanno pianti. Figuriamoci cosa importa sapere come sono morti. | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 12.10.2004«Quando la finirai di prestidigitare le mie parole? Perché non posso pensare che tu creda che l'"indifferenza NEL nostro Paese" sia la stessa cosa dell'"indifferenza DEL nostro Paese"» (Alviero).
Non vorrei perder tempo con queste quisquilie, ma mi ci tiri per i capelli.
Ti dispiacerebbe indicarmi dove ti avrei attribuito la locuzione «l'indifferenza DEL nostro Paese»?
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Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 12.10.2004Solo una piccola precisazione: ho letto qualcuno che dice che il video dell'uccisione di Quattrocchi "è l'unico che Al Jazeera non ha fatto vedere".
In realtà al Jazeera si comporta normalmente cosi', autocensurandosi.
Ci sono decine di video di uccisioni di camionisti turchi e altri poveri cristi che Al jazeera non ha ritenuto di trasmettere.
Non mi risulta che Al-Jazeera abbia mai mandato in onda decapitazioni ed esecuzioni cruente, qualcuno puo' smentirlo?
Quale esecuzione sarebbe stata mandata in onda da Al-Jazeera?
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Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 12.10.2004La Repubblica, 04/06/2004
di Bonini Carlo
In tv il sottosegretario Mantica aveva detto: le indagini chieste al Qatar impongono riservatezza
Quattrocchi, il video è segreto per una rogatoria mai partita
L´altro sottosegretario agli Esteri, Boniver, conferma che a Doha l´ambasciatore non ha ricevuto nulla da girare ai magistrati locali La procura ha avviato la pratica un mese fa, chiedendo tempi rapidi. Ma il fascicolo è ancora sul tavolo del ministro Castelli
ROMA - Cosa è stato fatto per diradare le artificiose opacità in cui sono stati annegati gli ultimi istanti di vita di Fabrizio Quattrocchi? Per rendere evidente ciò che, nel video mai trasmesso dalla tv "Al Jazeera", risulta non essere mai stato pronunciato (le parole di un fantomatico "italiano" che, alla richiesta di Quattrocchi di liberarsi dalla kefiah che gli copre il volto, risponde «neanche per sogno»)? Qualcuno ha davvero compiuto dei passi per acquisire copia di quelle immagini? Ha avuto interesse a farlo? E quando? E chi?
Sono domande che conviene tornare a porre. Non solo e non tanto perché da ieri, dopo che Repubblica ha sollevato il caso, la manipolazione del contenuto di quel video diventa oggetto di dibattito politico. Con i Ds che depositano un´interrogazione per conoscere «quali iniziative il governo intende assumere o ha assunto». Con la Margherita che, attraverso Giuseppe Fioroni, chiede «come sia possibile che la quinta potenza mondiale non riesca a farsi dare una cassetta». Ma perché, almeno da mercoledì sera, esiste una prima spiegazione abbozzata dal governo. «C´è una rogatoria in corso da parte della magistratura italiana coperta da segreto istruttorio - ha spiegato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica alla trasmissione tv Ballarò -. Dunque, i funzionari della Farnesina che hanno avuto modo di prendere visione delle immagini (Gianni Castellaneta, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, l´ambasciatore italiano a Doha, Buccino Grimaldi, il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver-ndr) sono tenuti a un doveroso riserbo».
La spiegazione sembra chiudere il discorso. Esiste una rogatoria in corso, dunque il governo ha ritenuto di sacrificare esigenze di trasparenza pubblica a quelle dell´inchiesta della Procura di Roma. Se non fosse che i fatti - per come accertati attraverso quattro fonti qualificate e indipendenti della Procura di Roma, del ministero di Grazia e giustizia e della Farnesina - raccontino il contrario. Che il governo non ha ancora inoltrato alcuna rogatoria al Qatar. Che l´incarto Quattrocchi, con la richiesta di copia del video, non ha ancora neppure lasciato gli uffici del ministero di Grazia e giustizia, dove giace da un mese. Vediamo.
La Procura di Roma deposita formalmente la richiesta di rogatoria nella prima settimana di maggio al ministero. I pm Franco Ionta e Pietro Saviotti chiedono che la pratica venga istruita, che il ministro Castelli firmi il decreto necessario a renderla ricevibile dalle autorità del Qatar, che l´intero incarto sia quindi trasmesso alla Farnesina perché possa interessare il nostro ambasciatore a Doha. E´ faccenda da sbrigare con una certa sollecitudine. Per ragioni rese evidenti non solo dall´oggetto della richiesta, ma anche dall´assenza di trattati di cooperazione bilaterale con il Qatar. Prima il ministero evade la pratica, prima si può sperare in un´attenzione affidata alle prassi della "cortesia internazionale".
Agli inizi di maggio, il nostro ambasciatore a Doha viene avvertito dalla Farnesina di prepararsi a ricevere la rogatoria da consegnare al ministro degli esteri del Qatar. Ma è un sussulto senza seguito. Perché, da quel momento in poi, Roma tace. A metà maggio, rientrata dal Qatar, dove, tra il 17 e il 18, ha avuto modo di vedere le immagini dell´esecuzione di Quattrocchi «in forma privata», il sottosegretario Boniver riferisce alla Procura di Roma che, a quel che le consta, il nostro ambasciatore a Doha non ha ricevuto alcuna richiesta di rogatoria dalla Farnesina. E dice il vero, perché in quei giorni la pratica Quattrocchi giace ancora negli uffici della Direzione Affari penali del ministero. Il magistrato Augusta Iannini, che quella direzione dirige, spiega: «Abbiamo completato l´istruttoria una decina di giorni fa. Nell´ultima settimana di maggio. Giorno più, giorno meno. E l´abbiamo quindi girata all´ufficio di Gabinetto del ministro». Da dove non si è più mossa. Perché?
Settembrino Nebbioso, capo di Gabinetto del ministro Castelli, raggiunto telefonicamente ieri nel suo ufficio, in cinque successive occasioni ha ritenuto di non dover raccogliere le chiamate e dunque di lasciare inevasa la domanda. Di non dovere insomma alcuna spiegazione sui motivi per i quali, al 3 giugno, a un mese dalla richiesta della Procura di Roma, il ministro Castelli non abbia ancora provveduto alla firma dell´incarto istruito dalla Direzione degli Affari penali del suo ministero. Resta dunque un nudo e semplice fatto. A ieri, la rogatoria di cui ha parlato il sottosegretario agli esteri Mantica ancora non esiste.
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Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 12.10.2004Nota di colore:
evidenzierei "Settembrino Nebbioso, capo di Gabinetto del ministro Castelli"
Un nome, un'atmosfera... | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 12.10.2004Io veramente di interviste ai tre ne ho lette a valanga. Perché non abbiano parlato della liberazione mi sembra semplice: sono vincolati alla riservatezza per via dell'inchiesta in corso alla Procura di Roma. Capisco che sia fuori moda da anni, ma il segreto istruttorio vige ancora e talvolta viene perfino rispettato.
Non vedo poi il motivo per cui tu chieda a me perché Al Jazeera abbia secretato quel video, solo quello, con pretesti risibili. Vorrei saperlo anch'io e mi sembrava di averlo detto. Lo ridico.
Verificare l'esistenza del dialogo in lingua italiana sarebbe solo il primo passo. Poi ci sarebbe da capire se fosse uno straniero che parlava italiano o proprio un italiano. Comunque, ci sarebbero da capire molte cose. Perciò non mi spiego, come ho detto, il generale disinteresse degli abituali esperti di dietrologia. Domanda per domanda: tu, questo comprovato disinteresse, come te lo spieghi? Per rispondere alla tua, confesso che non ho un'opinione solida.
Infine. L'espressione «...non credo che la indifferenza nel nostro Paese...» designa chiaramente un'indifferenza non unanimistica.
Usando l'espressione «...del «nostro Paese». Il quale...» mi si attribuisce invece una considerazione unanimistica, con tutte le conseguenze del caso.
Ecco. Dici che sono quisquilie e poi sottilizzi sui caporali.
Comunque grazie. Non fosse stato per quell'incipit vocativo, finalmente il tono civile che preferisco. Si può discutere anche aspramente, ma senza deragliare. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 12.10.2004Grazie Olden. Ma resta il fatto che l'autocensura di Al Jazeera, meno rigida in altre vicende, su questa resta assoluta. Tanto da richiedere una rogatoria.
Settembrino Nebbioso sta in via Arenula, ma al Viminale sai chi è il direttore del Dipartimento per gli affari interni e territoriali? Il prefetto Sabato Malinconico. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 12.10.2004Roma. Dopo le dichiarazioni del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver sul mancato rilascio da parte di Al Jazeera del filmato dell'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi, oggi ''C'e' Diaco'' aprira' con un'intervista al portavoce di AL Jazeera, Jihad Ballout, che a proposito della rogatoria si e' detto ''non a conoscenza di alcuna richiesta da parte del governo italiano per quanto riguarda il video''.In studio, a commentare l'intervista, ci saranno il Presidente della Commissione Esteri della Camera, Gustavo Selva, il Sen. Massimo Brutti, il vice-direttore di ''Panorama'' Pino Buongiorno. In collegamento l'inviato di ''Repubblica'' Bartolomeo Ponte. (Pab/Opr/Adnkronos)
12-OTT-0415:31
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Comunque, non so se è corretto dire che l'atteggiamento di Al-Jazeera è stato piu' rigido del solito. Bisognerebbe informarsi, perchè puo' essere che questa sia la loro prassi per tutti i casi di questo tipo. In pratica non consegnano le cassette se non c'e' una rogatoria internazionale.
Se ci pensi bene, non è poi cosi' assurdo: con tutti gli agenti sotto copertura che circolano in zona, il rischio di consegnare una cassetta ad un impostore è alto.
Si dirà, potrebbero consegnare una copia. Ma poi si dovrebbero sorbire le accuse di aver tagliato cose che nell'originale ci sarebbero, di aver manipolato ecc.
Loro invece aspettano regolare rogatoria e poi consegnano, ma attenzione, non al richiedente ma alle autorità qatariote, che poi provvedono a consegnare al richiedente.
In questo modo Al-Jazeera non corre alcun rischio. Se le cose stanno cosi', a me non sembra un atteggiamento sbagliato per niente, direi che è solo massima cautela. | |
La verità è che - 12.10.2004io darei non so cosa per avere quel video. Come giornalista, come giudice, come investigatore, come politico, di destra e di sinistra.
E non posso fare a meno di chiedermi com'è che la Boniver lo ha visto, e altri (qualificati: non vorrei certo vederlo al Tg4, o allegato come gadget a Libero!) no. o almeno così dicono.
Le uniche testimonianze che ho su quel video sono inaffidabili, non per le qualità personali bensì professionali di chi le ha prodotte. Vorrei sapere di più.
TgCom: La prima cosa che si sente è la voce di Quattrocchi che dice: 'Posso levarmi...' e indica il foulard che ha in testa. A quel punto - aggiunge la Boniver - risponde una voce in italiano che dice: 'No'. Sembra quindi seguire un dialogo nella nostra lingua.
Si sono fatti consegnare gli hard disk, la memoria, di un sito, o più precisamente di una ventina di siti in altrettanti Paesi, frequentati da centinaia di migliaia di persone, e ancora non si sa perché, pare per dei reati di opinione (e senza tanti "fiaccolate, cortei, sit in", alviero non esagerare), ma non si può sequestrare, anche lasciando agli attuali proprietari opportune copie, una cassetta con quei 15 secondi? O almeno guardarli.
La domanda è solo: perché Al Jazeera non consegna il video? Che ci vuole? Che ci sarebbe di male?
Di quel che fanno i "cultori del mistero, del segreto, dei servizi deviati e via dicendo" me ne importa nulla.
Sempre per Alviero: se fosse esistito un video dell'omicidio di Ilaria Alpi, ho il triste sospetto che avrebbe fatto la stessa fine dei suoi taccuini, o delle videocassette di Miran Hrovatin. Quale fine? Non si sa.
- leggo ora Olden, la cui spiegazione trovo assolutamente serena e convincente. La domanda diventa allora: c'è o no 'sta rogatoria? Che hanno detto da *****? | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 13.10.2004No, dico, qui siete un mucchio di giornalisti.
Fate il vostro mestiere, indagate! ;-)
( e poi scrivete pezzo in forma rigorosa di "indagine giornalistica vecchio stile") | |
Re: Due parole per Al Jazeera ivan.callari - 13.10.2004
Alviero,
come al solito la dietrologia, alla fine, l'hai fatta tu!
dopo aver scritto qualche centinaio di parole su un interrogativo legittimo, condito dalla solita menata "antipacifista",
siamo qui, grazie ad Holden,
a discutere sulla volontà di sapersi tenere informati;
quella che, per farla breve, tu mi rimproveravi, quando ahi ahi ahi (si scrive cosi?) avevo scritto "vedere" al posto di "riavere".
Non solo dietrologia ma anche presunzione,
il nostro bravo Alviero che parla di Unione Sovietica per la strage di Bologna, spara sentenze su Al Jazeera che non mostra (che bastardi!) il video del camerata Italiano.
Ma perchè non lo mostra?
Te lo ha spiegato con dovizia di particolari Paul Holden, che immagino faccia il giornalista come si deve.
Prova a farlo pure te!
credo ci sia poco da aggiungere alla discussione,
se non le mie scuse contrite per aver messo l'apostrofo su "un integralista"! vabbé!
potrei, pero, dirti che nessuno mi assicura tu sia un uomo! | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 13.10.2004Poco fa ho letto sul Cds che Massimo Brutti, missino in gioventu e adesso esponente DS del Copaco, ricorda che la mancanza di trattati di collaborazione giudiziaria tra Italia e Qatar rende inutile qualsiasi rogatoria.
Percio le chiacchiere stanno a zero.
Per il resto, quel che scrissi di Bologna lo ricordo perfettamente e lo riscriverei perche lo penso. Perche se tu ti autoabiliti a parlare di "doppio stato", "strategia della tensione" e via discorrendo, non vedo perche non possa farlo anche io, ragionando su un piano semplicemente utilitaristico, sulla base degli effetti sociopolitici di Bologna e non solo di Bologna. Su Bologna, tra l altro, i primi a fare dietrologia sono stati quelli che tu adori, mettendo una bella lapide con la firma dei bombaroli senza nemmeno aspettare la sentenza di primo grado, e allora mi spieghi chi e che fa dietrologia.
Tu devi essere libero di guardare dietro la sostanza delle cose e gli altri no, spiegami perche. E intanto Montecristo e ancora li che aspetta che tu gli citi una sola sentenza definitiva che dia fondamento concreto al tuo strologare.
Per il resto, continua pure a insultare, come ho detto certi toni qualificano soltanto chi li usa. Mi sorprende pero che uno come te si rifugi in una specie di malinteso machismo, io sono un uomo e tu no, certi argomenti lasciali a Tremaglia. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 13.10.2004Credo che la rogatoria internazionale vada fatta comunque, anche in assenza di accordi bilaterali.
Si fa la rogatoria, poi , se esistono accordi bilaterali il governo ricevente li applicherà, diversamente si atterrà esclusivamente alla propria discrezionalità e cortesia verso il Paese richiedente.
Ma senza la rogatoria chiedere la consegna di una prova di reato ( perchè di questo si tratta, ricordiamolo) , è tecnicamente scorretto.
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Re: Due parole per Al Jazeera ivan.callari - 13.10.2004Ma quale machismo!!!
perfavore,
la sentenza definitiva sulla strage di Bologna?
puoi solo vergognarti! | |
Re: Due parole per Al Jazeera ivan.callari - 13.10.2004Gli effetti sociopolitici?
il delirio allo stato puro!
quali sono Craxi e gli anni ottanta,
la dissoluzione del PCI,
il liberismo che ha caratterizzato quust'ultimo ventennio!
ma dove vivi sulla Luna?
o nella sociopolitica del giardino di casa tua?
Finiamola qui. | |
Re: Due parole per Al Jazeera pota - 13.10.2004Alviero, difenderò anche con la morte il tuo diritto a pignolare sulla interpretazione dei tuoi scritti – affiancata alla libera interpretazione di quelli altrui. Cioè, non polemizzo sui tuoi speciosi travisamenti e arzigogoli cosmicomici. Solo una segnalazione per tutte: non mi risulta di aver scritto che sarà la sua città ad intitolare una via a Quattrocchi.
Giusto per citare una delle tue forzature.
Medice …..
Sul resto, grazie a tutti coloro che hanno fornito preziose informazioni, precisazioni e richiami.
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Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 13.10.2004E' un dato di fatto che la lapide alla stazione di Bologna venne messa molto prima della sentenza definitiva.
Sentenza definitiva che, anche a prenderla per oro colato, non inquadra comunque tale atto in uno scenario di “doppio Stato” e di “strategia della tensione”.
Effetti sociopolitici. Puoi girarci attorno quando vuoi, ma a quei tempi là ogni bomba produceva chiare e concrete conseguenze sociali e politiche. Prova ne sia che il PCI in quegli anni arrivò al 34%, suo massimo storico mai più raggiunto. Chi si ritiene autorizzato a parlare a casaccio di “doppio Stato” e di “strategia della tensione”, deve lasciare liberi gli altri di partire dalle sue stesse premesse per trarre deduttivamente conclusioni logiche, visto che è implausibile che qualcuno mettesse bombe per farsi ghettizzare, concedere al nemico non solo la possibilità di dissimulare il suo reale “doppio Stato” (la sudditanza stabile all'URSS e la presenza di una struttura militare segreta, confermata da Alberto Franceschini fondatore Br, Otello Montanari ex dirigente PCI e tanti altri) ma anche la patente di martire spendibile comizialmente e quindi elettoralmente. Può farlo la prima volta, ma quando vede cosa succede la pianta lì. E invece no, a sentire te c'era chi continuava a mettere bombe contro se stesso. A me non sembra logico.
Può darsi che urlacchiare «nessuno mi assicura tu sia un uomo!» non sia un rigurgito machista. Se non lo è, è qualcosa di peggio.
Non capisco poi la classificazione della «dissoluzione del PCI» come «delirio allo stato puro». O forse la capisco, perché proprio dall'altro ieri il senile vitalismo di Prodi sta producendo di fatto la ricoagulazione del caro vecchio partito, con l'aggressivo massimalismo di correntone Ds, PdCI, PRC e Verdi a soverchiare quel che resta del riformismo a sinistra. Perciò forse hai ragione quando dici che la «dissoluzione del PCI» non è più realtà.
Infine ritengo irricevibile l'invito a vergognarmi. Ognuno di noi nella vita ne ha plurimi motivi, ma non in questo caso. | |
Città Alviero - 13.10.2004Per Pota.
Scrissi: «difficile che «l'ex fornaio» (così sprezzantemente definito su taluni media gauchisti, quanto classismo negli anticlassisti...) abbia vie o piazze, nemmeno nella sua città...».
Tanto più che «la sua città», come tu saprai, non è governata da una di quelle amministrazioni col campanellino alla caviglia che tu disdegni. | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 13.10.2004Alviero, non è la stessa cosa se dici: «...non credo che la indifferenza nel nostro Paese sarebbe la stessa...», oppure se dici, per esempio: «...non credo che la indifferenza della sinistra italiana sarebbe la stessa...».
Nel primo caso il rimprovero riguarda comunque il Paese, visto che non chiarisci meglio il soggetto dell'indifferenza. Quella indifferenza potrebbe essere trasversale alle classi sociali, ai partiti politici, e potrebbe riguardare il 40 come il 90 per cento della popolazione. Mentre nel secondo caso ti riferiresti esclusivamente alla sinistra italiana, che potrebbe anche costituire una piccola percentuale non rappresentativa del carattere degli italiani.
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Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 13.10.2004La mia affermazione presuppone un dato storico inconfutabile, che una volta reso esplicito spero chiarisca a sufficienza quel che ti era oscuro: viviamo in un Paese dove è consolidata la maggiore capacità organizzativa e logistica di una parte politica rispetto alle altre nelle plateali mobilitazioni di piazza, nel fare da megafono a se stessa, nel cantare «siamo tantissimi» molto prima di Forza Italia, nel coagulare masse anche eterogenee dietro a cause apparentemente universali, ovvero universali in assoluto ma nello specifico piegate a esigenze generali. Se a quella parte una cosa non è indifferente, sta' tranquillo che il clangor di buccine si sente.
E' una storia vecchia, tanto vecchia che avrebbe permesso allo stesso Pietro Nenni, il 19 aprile 1948, di commentare sconsolato così l'esito del voto del giorno precedente: «Piazze piene, urne vuote». | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 13.10.20041) «E' un fatto - e non una mia opinione - che il video della morte di Quattrocchi è l'UNICO che Al Jazeera non abbia trasmesso» (Alviero).
Come ti ha dimostrato Paul Olden, era una TUA opinione. Dio mio, Alviero, ne azzeccassi una.
«Adducendo motivazioni ridicole e quindi fasulle. Viene naturale chiedersi il perché» (Alviero).
«Adducendo motivazioni ridicole e quindi fasulle» di una colpa che non esiste? Che fervida fantasia.
2) Secondo Alviero Al Jazeera non ha trasmesso il video della morte di Quattrocchi, per coprire qualche organizzazione italiana, naturalmente di sinistra, collegata con il terrorismo iracheno. Lui dirà che gli metto in bocca cose da lui non dette. Ma se non le ha dette esplicitamente, le ha dette implicitamente. Mi pare improbabile infatti che parli della destra quando dice: «l'indiscrezione che accredita un colloquio in italiano tra Quattrocchi e uno del commando [...] dovrebbe destare grande interesse. E specialmente tra i cercatori di misteri. E invece il vero mistero è il disinteresse assoluto che si registra per questa vicenda in certe conventicole mediatiche e politiche, solitamente sensibilissime a ogni arzigogolo dietrologico, purché tale arzigogolo produca dividendi politici. Quindi io non faccio dietrologia alcuna. Sottolineo semplicemente che su questa vicenda gli abituali “cercatori di verità” sembrano avere lo scopo opposto a quello abitualmente perseguito, ovvero lo scopo di seppellire questa vicenda sotto una coltre di oblio». Ora, se la sinistra («gli abituali cercatori di verità») ha «lo scopo di seppellire questa vicenda sotto una coltre di oblio», evidentemente ha qualcosa da nascondere. E che cosa, se non il fatto di essere collusa e implicata nell'attività dei terroristi iracheni?
Ripeto, se Alviero non dice esplicitamente questo, lo lascia chiarissimamente intendere. Tuttavia quando gli chiedo: «Perchè, secondo te, Al Jazeera avrebbe secretato il video di Quattrocchi?», lui fa lo gnorri e risponde: «Non vedo il motivo per cui tu lo chieda a me. Vorrei saperlo anch'io e mi sembrava di averlo detto. Lo ridico. Ci sarebbero da capire molte cose. Perciò non mi spiego, come ho detto, il generale disinteresse degli abituali esperti di dietrologia. Domanda per domanda: tu, questo comprovato disinteresse, come te lo spieghi? Per rispondere alla tua, confesso che non ho un'opinione solida».
Se non avesse avuto una opinione solida, perchè tanto sarcasmo sul presunto «disinteresse assoluto che si registra per questa vicenda in certe conventicole mediatiche e politiche» e sullo scopo degli abituali «cercatori di verità» che «sembra essere quello di seppellire questa vicenda sotto una coltre di oblio»? | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 13.10.2004Quel video è l'unico che non sia stato trasmesso, tra quelli degli ostaggi al centro di un ricatto. L'unico che non sia stato trasmesso per il presunto contenuto efferato, quando è una revolverata e stop. Ed è l'unico che non sia stato trasmesso nonostante specifiche richieste. Se poi mancava il bollo a secco, nessuno più si lamenti delle sentenze di Corrado Carnevale.
Detto questo, quanta cattiva coscienza.
Ammessa, peraltro, nella frase «Lui dirà che gli metto in bocca cose da lui non dette. Ma se non le ha dette esplicitamente, le ha dette implicitamente».
Perché? Perché sì. Le ha «dette implicitamente» perché io so leggere nel pensiero. Uno che ragiona così, mi fa paura. Figuratevi averlo non a distanza, da un pc all'altro, ma - come spesso si sogna - lui il pm e io l'imputato.
Io non ho tratto conclusione alcuna. Ho soltanto posto il problema dell'atteggiamento contraddittorio dei cercatori abituali di verità, di solito insonni e sull'attenti perfino davanti a fatti ovvi e chiari nella loro evidenza, purché li si possa lavorare nel loro proprio interesse.
Uno per tutti, noto all'universo mondo, tanto per restare alla città adottiva di Quattrocchi: la morte dell'assaltatore del defender. Lì me lo spiegate che mistero c'era, visto che per fortuna del carabiniere c'erano più telecamere e macchine fotografiche in piazza Alimonda che nella casa del Grande Fratello? Eppure passa il tempo, le versioni di parte si consolidano per via dell'effetto reiterativo, e così se parlate a un non addetto ai lavori di quell'episodio, vi dirà che è un «mistero», che «ancora troppe cose ci sono da spiegare», «chissà chi ha sparato veramente» e via blaterando.
Ecco. Per ogni episodio che possa portar acqua al solito mulino, ci sarà sempre almeno un “comitato verità e giustizia”, anche quando i fatti sono inequivocabili nella loro evidenza. Poi però i “cercatori di verità” diventano inspiegabilmente letargici davanti al mistero delle circostanze della fine di Quattrocchi. Un episodio che indubbiamente presenta più di un punto oscuro. Perché?
La mia è una domanda, non contiene alcuna risposta. Mi piacerebbe avere risposte, anziché condanne della domanda. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 13.10.2004Alviero, mi dispiace insistere, ma forse la memoria ti inganna.
Al-Jazeera ha trasmesso diversi video degli ostaggi italiani, ricordi Agliana, Stefio e Cupertino che mangiavano di gusto?
Ora, quello che non ha trasmesso è solo quello dell'esecuzione di Quattrocchi.
Io dico che Al-Jazeera non ha mai tramesso video di esecuzioni sui suoi schermi.
Forse ti confondi con i tanti video di decapitazioni e uccisioni varie che hanno circolato, ma nota bene che tutti quei video erano stati diffusi sul web e non tramite Al-Jazeera!
Ti invito a segnalarmi quale esecuzione Al-Jazeera avrebbe trasmesso, perchè io non ne ricordo nemmeno una.
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Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 13.10.2004| Ti ringrazio per le precisazioni. Resta il dubbio della riluttanza a trasmettere quel video. Resta il dubbio del perché solo quel video non sia accessibile. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 13.10.2004Alviero, forse non mi sono spiegato bene.
Tu dici "solo quel video non è accessibile". Cosa vuoi dire?
A quanto mi risulta Al-jazeera non ha mai mandato in onda NESSUN video di nessuna esecuzione.
Se ha consegnato qualche video di esecuzioni alle autorità del Paese coinvolto, con tutta probabilità lo ha fatto su richiesta del proprio governo, a seguito di una rogatoria internazionale.
Ora , il caso del video di Quattrocchi cosa avrebbe di anomalo rispetto alla prassi seguita da Al-Jazeera?
Secondo me nulla, se sbaglio spiegami tu. | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 13.10.2004E' inutile, Paul, non capirà mai. Tu continui a ripetergli che Al Jazeera non ha mai tramesso video di esecuzioni sui suoi schermi, e lui continua a risponderti: «Ti ringrazio per le precisazioni. Resta il dubbio del perché solo quel video non sia accessibile».
Come si fa a parlare con uno così?
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Nossignori, i video Al Jazeera li trasmetteva eccome. Almeno uno Alviero - 13.10.2004C'era, qualcosa che non mi tornava. C'era. A forza di sentirmelo dire, pensavo di essermi sbagliato io. Magari hanno ragione, forse i video sono stati tutti diffusi da mezzi diversi, esempio Internet, e Al Jazeera come dice Olden non ha mai trasmesso esecuzioni.
Ma il dubbio mi restava. Anche se avevo ringraziato per una precisazione che continuava a sembrarmi poco convincente.
Poi è arrivato il castigamatti, a metterla come al solito sul personale, a compatire senza averne motivo (anzi), a fare lo spiritoso senza esserne capace.
E allora sono andato a fare qualche ricerca e pochi secondi su google (impostando “video”, “Jazeera”, “esecuzione”) mi sono bastati per trovare (http://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/esteri/iraq26/ostaggiousa/ostaggiousa.html) quanto segue:
29 giugno 2004
DUBAI - I sequestratori hanno annunciato di aver ucciso il soldato americano catturato in Iraq. Lo riferisce la televisione Al Jazeera. La televisione satellitare del Qatar ha trasmesso un video che mostra quella che viene presentata come l'esecuzione di un soldato americano catturato in Iraq nell'aprile scorso.
Il filmato mostra un uomo vestito con una tuta verdognola, ripreso di spalle in una stanza in penombra. Si vede un uomo armato che gli spara un colpo e il corpo cade in un buco. Secondo Al Jazeera, un comunicato, di un gruppo finora sconosciuto, "l'Implacabile potere contro il nemico di Dio e del Profeta", afferma che il militare è stato ucciso a causa della politica degli Stati Uniti in Iraq. Nell'aprile scorso era scomparso in Iraq un soldato americano di nome Keith Maupin, catturato in aprile durante una imboscata a ovest della capitale irachena, a quanto riferiscono riferiscono fonti del Pentagono.
I sequestratori di Maupin avevano chiesto in aprile il ritiro delle truppe americane dall'Iraq. I funzionari del Pentagono sottolineano che nel video non è possibile identificare che si tratti effettivamente di Maupin perché la vittima dell'esecuzione è sempre mostrata di schiena. Che si tratti del soldato americano Maupin viene affermato in un messaggio di accompagnamento al video diffuso dai presunti sequestratori del militare dell'Ohio del quale da aprile non si avevano più notizie.
Responsabili della Difesa americani hanno detto che la famiglia del soldato Keith Matthew Maupin, 20 anni, è stata informata dell'esistenza del video, ma che non vi è conferma che egli sia stato ucciso. Secondo un alto funzionario, che ha chiesto di restare anonimo, ai familiari di Maupin è stato detto che c'era "una voce secondo cui Al Jazeera o un'altra rete araba poteva avere un nastro di un'esecuzione, ma non sappiamo se si tratti del loro figlio o no".
Maupin, di Batavia (Ohio), soldato di prima classe, apparteneva alla 724/a compagnia di trasporti, una unità logistica di riservisti. Il 16 aprile i suoi sequestratori avevano mandato un video ad Al Jazeera in cui compariva il soldato americano.
Il comunicato del gruppo afferma che l'ostaggio è stato ucciso, oltre che a causa della politica Usa, come vendetta per quello che è successo ai "martiri" in Iraq, Arabia Saudita e Algeria.
Dall'aprile scorso, guerriglieri e militanti iracheni hanno sequestrato diversi militari della Coalizione e lavoratori stranieri impegnati in vario modo nella ricostruzione del Paese e nella collaborazione con le Forze armate Usa.
Domenica scorsa, un video trasmesso da Al Jazeera ha mostrato un marine americano davanti ai suoi sequestratori. Questi hanno minacciato di decapitarlo, senza indicare una scadenza temporale, se non fossero stati rilasciati prigionieri in Iraq. Le Forze armate hanno confermato che il caporale dei Marines Wassef Ali Hassoun, di origine libanese, risultava scomparso dal 21 giugno scorso, ma non hanno confermato che fosse stato rapito.
E adesso come la mettiamo?
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Al mittente Alviero - 13.10.2004| «E' inutile, non capirà mai». «Come si fa a parlare con uno così?». | |
E se non basta Alviero - 13.10.2004Doha, 13 giugno 2004
La televisione al Jazira ha trasmesso il video con l'esecuzione dell'americano Robert Jacob, ucciso martedì a Riad in un attacco rivendicato da al Qaida. Nelle immagini si vede il corpo di un uomo cadere a terra pesantemente, mentre si sentono diversi colpi d'arma da fuoco, in un garage nel quale è parcheggiato un fuoristrada.
Il filmato è apparso su uno dei siti islamisti utilizzato da al Qaida per assumersi la paternità non solo della morte di Jacob, ma anche dell'assassinio avvenuto ieri di un connazionale e del rapimento di un altro cittadino statunitense. Nel video "l'americano ebreo Jacob" viene descritto come "una spia del gruppo Vinnell". La società Vinnell è in Arabia per un progetto di addestramento della Guardia nazionale saudita. | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 13.10.2004«Resta il dubbio del perché solo quel video non sia accessibile» (Alviero).
Il fatto che Al Jazeera abbia trasmesso due video non significa che li abbia trasmessi tutti meno quello di Quattrocchi, come tu ancora ti ostini ad affermare.
Del resto io personalmente non mi sono mai pronunciato sul numero di video trasmessi da Al Jazeera. Ho solo notato che Olden ha dovuto ripetere una dozzina di volte le sue precisazioni, perchè tu ogni volta, dopo averlo ringraziato, tornavi imperterrito alla tua tesi iniziale. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 13.10.2004| Significa che non è vero che non ne ha mai trasmessi e allora vengono meno le riserve estetiche che determinano la censura. E allora le riserve sono di altro genere. Punto. Io mi fidavo di Olden quando diceva che nessun video era stato trasmesso. Non era vero. E quindi il problema da me posto: perché Al Jazeera con Quattrocchi non trasmette e sente il bisogno di dire che lo fa per non turbare la digestione degli spettatori? Excusatio non petita, con quel che segue | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 14.10.2004Calma, calma. Io non "dicevo" , ma "chiedevo".
Avevo detto di non ricordarne nessuno, ma di certo non ero sicuro.
A questo punto resta la spiegazione che danno sempre quelli di Al-Jazeera, cioe' che loro non mostrano certi filmati perchè li ritengono troppo cruenti.
Adesso che ne hai parlato mi è venuto in mente di averli visti, quei due filmati.
Devo dire che non si vedevano scene particolarmente forti, non c'era l'immagine del colpo di pistola col sangue che schizza ecc.
Il video di Quattrocchi, presumibilmente, mostrerebbe l'ostaggio in primo piano mentre gli viene sparato in testa.
Forse siamo troppo abituati alle scene dei film d'azione per pensare a cosa succede alla testa di un uomo quando gli sparano da distanza ravvicinata.
A volte il sangue schizza anche a 3 metri di distanza, a fiotti.
Per fortuna mai visto di persona, ma ho letto referti medici e atti processuali che raccontavano questo tipo di ferita mortale.
Molto spesso è molto piu' devastante di quello che siamo abituati a pensare.
Al-Jazeera sostiene che quel video è troppo cruento per essere mostrato in tv. Potrebbe essere vero. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 14.10.2004Ho fatto qualche ricerca anch'io.
Da quello che ho trovato si evince che Al-Jazeera ha ricevuto spesso video cruenti, anche con decapitazioni , ma non li ha mai voluti mandare in onda, per via della loro eccessiva crudeltà.
In un caso, quello di un ostaggio coreano, il video della decapitazione è stato mandato in onda solo per metà, togliendo la parte della decapitazione.
Ricorederi inoltre che anche la foto di Enzo Baldoni ucciso non è stata messa in onda dall'emittente qatariota. | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 14.10.2004Stando alle parole della Boniver e alla descrizione giornalistica degli altri due video, l'ipotesi del contenuto più raccapricciante dell'esecuzione di Quattrocchi rispetto alle altre due mi sembra fragile.
Torniamo a capo. Al Jazeera ha trasmesso esecuzioni, su questo ormai siamo d'accordo. Ce n'è una che si rifiuta di trasmettere, anche di fronte a precise richieste formali e/o informali. Normale, quasi doveroso chiedersi perché.
E il fatto stesso che sia io che tu fossimo informati non perfettamente su questa vicenda dimostra che se ne parla poco. Quasi nulla. Qui magari non è doveroso chiedersi perché, ma nemmeno stravagante.
Ciao | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 14.10.2004Alviero, tu dici che c'e' una esecuzione che al-jazeera non ha voluto trasmettere, cioè quella di quattrocchi.
Io invece dico che ci sono moltissime esecuzioni che non sono state trasmesse, a partire da quella di Nick Berg fino a quella di Baldoni, passando per qualche decina di camionisti turchi.
Ecco , i camionisti turchi. Di quelli sì che veramente non gliene frega a nessuno. | |
Re: Due parole per Al Jazeera ivan.callari - 14.10.2004Al Jazeera
avrebbe decine di video,
allo stato dei fatti ne ha trasmessi solo due,
dicono che tutti gli altri sono più cruenti!
Quei due video trasmessi dimostrano bene la ferocia e la crudeltà degli assassini,
non è vero?
il video di quattrocchi è insieme ai tanti altri video non trasmessi!
Vorremmo vederlo ma,
di qui a dire che non lo trasmettono per recondite ragioni di fiancheggiamento terrorista ce ne passa!
Permettimi di dire inoltre,
a margine,
che il 34% venne raggiunto dal PCI solo dopo la morte di Berlinguer!!!
gli anni ottanta furono per il PCI un vero disastro!
Questo Alviero ci prende per degli idioti,
e poi si lamenta che uno si incazza! | |
Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 14.10.2004| Un conto e la maggioranza relativa, un conto e il 34. Per il resto, requiem per i camionisti turchi, ma e palese che il caso e diverso. Altrimenti, diversita per diversita, parliamo pure di ostaggi "buoni" e ostaggi "cattivi" fino alle vittime che non contano, come le due di Dronero. Ieri Battista sulla Stampa e oggi Cazzullo sul Magazine hanno scritto cose squillanti sul tema, andatevele a leggere | |
Re: Due parole per Al Jazeera Paul Olden - 14.10.2004Che hanno scritto i due autorevoli commentatori?
Che è scadaloso che i pacifisti non manifestino per il ritorno in vita delle due ragazze?
Suvvia, siamo seri. C'e' la guerra.
Vuoi mettere un camionista turco contro un contractor italiano?
Non foss'altro che per la denuncia dei redditi, mi pare giusto.
Insomma, c'e' la guerra.
E la guerra va male, ecco il punto dov'e'.
Qui rischia di andare a rotoli tutto il sistema. Dico quello con la benzina che c'ha il 70% di tasse sopra, che non si sa bene il perchè.
Dico, abbiamo il 70% di tasse sul formaggio? E sulla pasta? E sulla frutta?
No. Ce l'abbiamo sui petroliferi, l'accisa.
Temo che l'accisa sia madre dell'accidia.
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Re: Siparietto alvieriano milo calaferro - 14.10.2004Alviero - 12.10.2004
E' un fatto - e non una mia opinione - che il video della morte di Quattrocchi è l'UNICO che Al Jazeera non abbia trasmesso. Viene naturale chiedersi il perché.
Paul Olden - 12.10.2004
Non mi risulta che Al-Jazeera abbia mai mandato in onda decapitazioni ed esecuzioni cruente, qualcuno puo' smentirlo?
Alviero - 12.10.2004
Grazie Olden. Ma resta il fatto che l'autocensura di Al Jazeera, meno rigida in altre vicende, su questa resta assoluta.
Paul Olden - 12.10.2004
Non so se è corretto dire che l'atteggiamento di Al-Jazeera è stato piu' rigido del solito.
Alviero - 13.10.2004
Quel video è l'unico che non sia stato trasmesso.
Paul Olden - 13.10.2004
Alviero, mi dispiace insistere, ma forse la memoria ti inganna. Ti invito a segnalarmi quale esecuzione Al-Jazeera avrebbe trasmesso, perchè io non ne ricordo nemmeno una.
Alviero - 13.10.2004
Ti ringrazio per le precisazioni. Resta il dubbio della riluttanza a trasmettere quel video. Resta il dubbio del perché solo quel video non sia accessibile.
Paul Olden - 13.10.2004
Alviero, forse non mi sono spiegato bene.
Tu dici "solo quel video non è accessibile". Cosa vuoi dire? A quanto mi risulta Al-jazeera non ha mai mandato in onda NESSUN video di nessuna esecuzione. (...) se sbaglio spiegami tu.
milo calaferro - 13.10.2004
E' inutile, Paul, non capirà mai. Tu continui a ripetergli che Al Jazeera non ha mai tramesso video di esecuzioni sui suoi schermi, e lui continua a risponderti: «Ti ringrazio per le precisazioni. Resta il dubbio del perché solo quel video non sia accessibile».
Come si fa a parlare con uno così?
Alviero - 13.10.2004
Nossignori, i video Al Jazeera li trasmetteva eccome. Almeno uno.
C'era, qualcosa che non mi tornava. C'era. A forza di sentirmelo dire, pensavo di essermi sbagliato io. Magari hanno ragione, forse i video sono stati tutti diffusi da mezzi diversi, esempio Internet, e Al Jazeera come dice Olden non ha mai trasmesso esecuzioni.
Ma il dubbio mi restava. Anche se avevo ringraziato per una precisazione che continuava a sembrarmi poco convincente.
Poi è arrivato il castigamatti, a metterla come al solito sul personale, a compatire senza averne motivo (anzi), a fare lo spiritoso senza esserne capace.
E allora sono andato a fare qualche ricerca e pochi secondi su google mi sono bastati per trovare quanto segue:
"29 giugno 2004 - DUBAI - I sequestratori hanno annunciato di aver ucciso il soldato americano catturato in Iraq. Lo riferisce la televisione Al Jazeera. La televisione satellitare del Qatar ha trasmesso un video che mostra quella che viene presentata come l'esecuzione di un soldato americano catturato in Iraq nell'aprile scorso".
E adesso come la mettiamo?
Alviero - 13.10.2004
Al mittente.
«E' inutile, non capirà mai». «Come si fa a parlare con uno così?».
Alviero - 13.10.2004
E se non basta.
"Doha, 13 giugno 2004 - La televisione al Jazira ha trasmesso il video con l'esecuzione dell'americano Robert Jacob, ucciso martedì a Riad in un attacco rivendicato da al Qaida".
Alviero - 13.10.2004
Io mi fidavo di Olden quando diceva che nessun video era stato trasmesso. Non era vero.
Paul Olden - 14.10.2004
Calma, calma. Io non "dicevo" , ma "chiedevo".
Avevo detto di non ricordarne nessuno, ma di certo non ero sicuro.
A questo punto resta la spiegazione che danno sempre quelli di Al-Jazeera, cioe' che loro non mostrano certi filmati perchè li ritengono troppo cruenti. [Nei due filmati da te citati] non si vedevano scene particolarmente forti.
Paul Olden - 14.10.2004
Ho fatto qualche ricerca anch'io.
Da quello che ho trovato si evince che Al-Jazeera ha ricevuto spesso video cruenti, anche con decapitazioni , ma non li ha mai voluti mandare in onda, per via della loro eccessiva crudeltà.
Alviero - 14.10.2004
Torniamo a capo. Al Jazeera ha trasmesso esecuzioni, su questo ormai siamo d'accordo. Ce n'è una che si rifiuta di trasmettere, anche di fronte a precise richieste formali e/o informali. Normale, quasi doveroso chiedersi perché.
Paul Olden - 14.10.2004
Alviero, tu dici che c'e' una esecuzione che al-jazeera non ha voluto trasmettere, cioè quella di quattrocchi.
Io invece dico che ci sono moltissime esecuzioni che non sono state trasmesse, a partire da quella di Nick Berg fino a quella di Baldoni, passando per qualche decina di camionisti turchi.
Alviero - 14.10.2004
Requiem per i camionisti turchi, ma è palese che il caso è diverso. Altrimenti, diversità per diversità, parliamo pure di ostaggi "buoni" e ostaggi "cattivi" fino alle vittime che non contano, come le due di Dronero. | |
Re: Due parole per Al Jazeera milo calaferro - 14.10.2004Aspetto con ansia i fulmini di Alviero insieme alle accuse di disonestà intellettuale per i miei taglia e cuci, sforbiciate e zap zap.
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Re: Due parole per Al Jazeera Alviero - 14.10.2004| Tieniti l'ansia. Oppure piglia un Prozac. Saluti | |
Prima che rispunti il Bar Mandara Alviero - 14.10.2004Prima che rispunti il Bar Mandara, tra gente che sosteneva che esecuzioni non ne erano mai state trasmesse, altri che sostenevano che erano state trasmesse tutte le altre, altri ancora che fanno i pm, ricapitoliamo.
1) Al Jazeera ha trasmesso altre esecuzioni non meno cruente di quella di Quattrocchi - a detta della Boniver che l’ha vista - né si astiene dal pulp, se giova alla causa islamica.
2) L’esecuzione di Quattrocchi viene censurata perché sarebbe truculenta.
3) Un sottosegretario italiano la vede e non la giudica truculenta.
4) Il sottosegretario italiano afferma che nel video c’è un dialogo in italiano tra la vittima e uno dei carnefici. Con ciò - attenzione, il passaggio è fondamentale - contraddicendo Imahad El Attrache, il caporedattore di Al Jazeera, che aveva negato tale circostanza. O mente la Boniver o mente El Attrache, non ci sono vie di mezzo.
5) Al Jazeera, di fronte a un esponente di governo straniero che accusa l’emittente di aver mentito su un documento in proprio possesso, rinuncia a dimostrare di aver detto la verità, preferisce tenersi l’accusa di mendacio e continua a non trasmettere il video, iniziativa che consentirebbe di respingere al mittente le accuse.
Mi sembra che ci sia sufficiente materia per chiedersi perché. Per il resto, le chiacchiere stanno a zero.
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Olden, Battista e Cazzullo Alviero - 14.10.2004Caro Olden, sei un fenomeno. Ti segnalo due articoli a mio avviso interessanti e tu, senza averli letti, alluvioni di sarcasmo sia gli autori («autorevoli commentatori») che me che te li segnalavo, azzardandone un contenuto da barsport.
A me sono parsi interessanti. Tu li liquidi senza averli letti. Supponendo contengano boiate, quindi dando indirettamente del farlocco a me che li ho apprezzati.
E allora almeno quello di Cazzullo dovresti leggerlo, perché riguarda proprio modi di fare come il tuo in questo specifico frangente. | |
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