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08.11.2004
Il ritorno della spesa proletaria
di Domenico Ciardulli

Libri, musica, pc, generi alimentari all'insegna del "saperi e sapori per tutti"

Ho seguito alcuni telegiornali ieri sera (6/11, ndd) ed ho visto come essi hanno trattato la notizia della grande manifestazione nazionale di Roma del mondo del precariato.

Mentre alcuni telegiornali del pomeriggio l'hanno ignorata, Il Tg3 nazionale ha dato circa dieci secondi, mentre quello del Lazio ha fatto un servizio leggermente più lungo ma, al momento di dire i numeri dei partecipanti è stata detta esattamente questa frase: "alcuni dicono duemila altri trentamila".

Inoltre l'iniziativa di massa di "esproprio proletario", avvenuta durante la mattinata al supermercato "Panorama" di Pietralata e durante il pomeriggio alla libreria Feltrinelli, è stata tenuta riservata fino a tardi dai media nazionali.

Eppure queste notizie avrebbero dovuto avere una risonanza immediata dal punto di vista giornalistico, con interviste in diretta sulle reazioni della gente che, all'uscita del supermercato, riceveva questi doni inaspettati, "presi gratis" dagli scaffali del supermercato.

Una pensionata che riceve biscotti e pasta e ringrazia il giovane disobbediente baciandolo, o una mamma che lavora come domestica e che accetta "in dono" alcune paia di scarpe per bambini...

Chissà, forse tra politici di destra e di sinistra, inizia a farsi strada qualche timore sul significato della riuscita di questa grande manifestazione della Precarietà e dei due episodi di "spesa proletaria". Qualcosa sembra riportare la storia agli anni 76 e 77. Di certo le reazioni, a mio avviso, semplicistiche, scomposte e bigotte di esponenti della Margherita e di Forza Italia fanno pensare.

Ma rimane comunque un segnale forte di qualcosa di nuovo che avviene e che il mondo politico ignora per quanto è abbissale la distanza tra, da una parte, le nuove frontiere del lavoro flessibile, dei senzacasa e senzareddito e, dall'altra, la bambagia del Parlamento dove in un solo giorno i nostri politici consumano migliaia e migliaia di euro per la sola carta igienica.

Probabilmente, perchè "Loro" hanno un foro diverso dal nostro.

Domenico Ciardulli



 
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Re: Il ritorno della spesa proletaria
columella - 08.11.2004
Eppure queste notizie avrebbero dovuto avere una risonanza immediata dal punto di vista giornalistico, con interviste in diretta sulle reazioni della gente che, all'uscita del supermercato, riceveva questi doni inaspettati, "presi gratis" dagli scaffali del supermercato. dice l'articolo.

Non commento l'esproprio proletario. Spero, però, che l'eventuale telecronista che dovesse accogliere, per i casi futuri, l'idea dell'intervista in diretta, abbia l'avvertenza di non rendere riconoscibili gli intervistati che accettano i regali. Qualche P.M., se no, potrebbe farsi venire certe idee.


voi siete peggio della dittatura
gabbiano - 08.11.2004
Prima premessa: Forse i parlamentari non ci entusiasmano ma voi siete peggio della dittatura.
Seconda premessa: sono un giornalista ma ho mie famigliari che hanno una attività commerciale. Se qualcuno di voi viene a fare espropri proletari io gli sparo. Davvero. Non per scherzo. Gli sparo con la mia pistola. Non mi interessa farmi qualche mese di galera. Io vi sparo e basta. non mi hanno spaventato, nella mia vita, criminali e delinquenti comuni, figuriamoci se mi spaventano quattro figli di papà in vena di coglionate.

Perchè questo siete. E sapete da dove lo capisco? Dal fatto che colpiate qualche piccolo commerciante. Siete in linea con la tendenza disonesta di voler accreditare alla filiera commerciale i problemi del ridotto potere d'acquisto.
In un Paese dove la forbice tra gli stipendi normali si amplia clamorosamente: dove i ricchi ono più ricchi e nel vortice delle difficoltà economiche sono risucchiati tutti coloro che stanno sotto i 100 mila euro, dove manager disonesti che fanno fallire le aziende vengono sempre più pagati, dove un presidente della repubblica guadagna in unj anno quello che un impiegato laureato guadagna in tutta la vita, dove un calciatore guadagna in un giorno quello che io giornalista guadagno in anno, chi si indica come untore?
Il commerciante, l'agricoltore di zucchine, il pizzaiolo...
Eccoli sono loro il male del mondo...
E il braccio armato di quasta furba intellighenzia altolocata chi si scopre essere?
I finti no-global, disobbedienti alle leggi ma guarda caso obbedientissimi all'ex banchiere Ciampi, che aveva invitato i commercianti ad abbassare i prezzi di fatto indicandoli al pubblico ludibrio...

Ve lo ripeto: non vi fate vedere dalle mie parti ciardulli....


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Chiara - 08.11.2004
Gabbiano, sono d'accordo con te al 100%. Atti di questo genere hanno un nome solo: furto. Atti come scassare bancomat e distruggere vetrine ne hanno un altro: vandalismo. Oltre al fatto che farsi riprendere mentre si distribuisce merce RUBATA a gente bisognosa è un atto meschino.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
montecristo - 08.11.2004
Caro Domenico, qui non si scherza.
1) Quei prelievi erano furti
2) Coloro i quali hanno accettato quei “regali” (pur con tutta la comprensione per alcuni, solo alcuni, di loro) andrebbero denunciati per ricettazione
3) I due onorevoli onorevoli che hanno plaudito all’”esproprio” andrebbero denunciati per apologia di reato
E’ abbastanza chiaro il concetto?
Questo fermo restando tutte le altre vergogne nazionali, nonché i privilegi dei parlamentari etc etc.


John Wayne alla Tiburtina
Sailor - 08.11.2004
Gabbiano, purtroppo per te non vivi in Nebraska, così non puoi iscriverti alla National Rifle Association e non puoi votare per Bush.

Purtroppo per la collettività, a quanto scrivi possiedi una pistola, e quindi immagino qualche scriterato ti abbia anche concesso il porto d'armi.

Facci un piacere: dicci quali zone del mondo frequenti, così cercherò di cambiar strada.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
stefanomil - 08.11.2004
Caro Ciardulli,
si potrebbe parlare di spesa proletaria se si verificasse un episodio di rivolta popolare sullo stile dell'assalto ai forni di manzoniana memoria...Ma Casarin e compagni sono "proletari"? Ma non diciamo fesserie! Definisci un atto di vero e proprio teppismo "un segnale forte di qualcosa di nuovo che avviene". Ma siamo matti? sabato scorso stavo andando casualmente da Feltrinelli. Vederla sbarrata da un plotone di celerini mi è sembrato una prova generale di dittatura sudamericana. Questo è quanto casarin e compagni riusciranno a ottenere. Infine, al di là del fatto che da Feltrinelli si trovano anche libri a bassissimo costo, vorrei ricordare che a Roma ci sono decine di biblioteche comunali dove è possibile leggere gratis ciò che si vuole. E' una conquista, ormai decennale, frutto di battaglie democratiche, non certo degli espropri proletari. Non spariamo stronzate sui libri come bene accessibile solo a pochi.


porto d'armi?
gabbiano - 08.11.2004
Chi ti ha detto che ho un porto d'armi?
Io ho detto che ho una pistola, non un porto d'armi...


Re: Il ritorno della spesa proletaria
pinkerton - 08.11.2004
Strano, ma se vado dal pizzicagnolo e rubo una zucchina perchè la mia famiglia ha fame mi piglio 5 anni di galera e me li faccio tutti, se quattro personaggi, mascherati da "oppositori politici" (molto generica come definizione) svaligiano un negozio di un povero disgraziato che fa di tutto per mantenere i suoi figli diventano "i ragazzi disobbedienti" (altrettanto generica come definizione) che hanno "dimostrato" qualcosa. Ma che cosa? Che con la prepotenza di qualche decina di imbelli un disgraziato che lavora 12 ore al giorno è costretto ad accettare di farsi fregare tutto? E' un pò come il nonnismo in caserma, dove quattro prepotenti mettono sotto la recluta. Che facciano i prepotenti con gli ufficiali e poi vediamo come riusciranno a ripetersi, da qualche carcere militare.


Vedi caro sailor
gabbiano - 08.11.2004
Vedi caro sailor dove ci volgiono portare gli espropri proletari... a chi ha la bocca di fuoco più potente, alla legge della giungla...
Lo capite che le leggi sono la migliore garanzia per i deboli...


mente parigina
gabbiano - 08.11.2004
Caro sailor io invece vedo che tu frequenti parigi, non ti preoccupare io mi attesto solo tra il tiburtino e il prenestino....


Re: Domenico, ma ti paga Silvio?
Valentina Maltese - 08.11.2004
La rapina (perché di questo si tratta) di domenica è un tremendo danno all'immagine del movimento antiliberista e un po' di tutta la sinistra. A volte sospetto che a voi Disobbedienti vi paghi Berluska per fargli pubblicità e dargli valide scuse per la repressione (avete pure scelto la libreiria del suo maggior concorrente).
Ma poi leggo i vostri proclami, vedo le vostre facce da imbecilli e capisco una cosa: Non siete abastanza intelligenti per vendervi. Silvio vi pagherebbe per il bene che gli fate ma voi lo fate gratis.


Dalla Tiburtina a Parigi
Sailor - 08.11.2004
Gabbiano, adesso vivo a Parigi, ma conosco bene la Tiburtina e la Prenestina. E pure Torbellamonaca e il Trullo, se è per questo.

E le pistole non mi piacciono.


Le due biciclette
Alviero - 08.11.2004
Anche io penserei che questi qua li paga il governo (col forforoso nazzareno di Marghera, in fondo, è già successo, solo che a pagarlo era il governo di sinistra) perché fanno il suo gioco. Poi però, anche qui, vedo che c'è gente che li applaude e che li giustifica, e allora i conti non mi tornano. Per il resto, mi viene in mente la storia dell'operaio comunista che possedeva due biciclette e voleva mettere in comune tutto tranne le due biciclette perché quelle erano sue e non si toccavano: non fa ridere perché è vecchia, ma anche tutto quello di cui si parla in questa discussione è vecchio e non fa ridere.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 08.11.2004
Bellissimo questo dibattito che ha fatto bollire il sangue a qualcuno fino a spingerlo a minacciare di sfoderare la sua pistola. Ed è proprio la pistola il simbolo dei tempi, oltre ad essere simbolo sessuale. Pistola di Bush, pistola che ammazza in un bar di Napoli, pistola che ammazza Carlo Giuliani e Giorgiana Masi.
Il problema del reddito e della precarietà e dei prezzi e dei consumi essenziali esiste. Il gesto eclatante di oggi, per quanto illegale, ha prodotto pagine intere di repubblica del corriere della sera ecc, il suo effetto sulla riflessione l'ha avuto.
Le reazioni dei frequentatori della barberia dimostrano che il tema tocca i nostri cuori e le nostre "pistole". Purtroppo però i problemi sollevati non saranno risolti scongiurando l'avvicinamento di chi ha fame delle nostre proprietà con le pistole. Bisogna confrontarsi e dialogare. Bisogna saper mettere il dito nella piaga e vedere anche chi sono oggi i grandi ladri che affamano la terra.
(PS. sia chiaro: io non apologizzo nessun reato ma confondere l'ipermercato Panorama con un piccolo negozio fa cadere il latte alle ginocchia per chi fa giornalismo)


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Chiara - 08.11.2004
Confrontarsi e dialogare vero? Ci vai tu a dialogare con quell'imbecille ignorante e capra di Casarini?


Re: Il ritorno della spesa proletaria
montecristo - 08.11.2004
no, chiara, permettimi, gli insulti e le offese no.
a domenico basta ricordare che - pur consapevoli e attenti ai problemi sociali, enormi, che ci sono - il furto è furto, sia all'ipermercato che alla bottega sotto casa


Chiara
Ragazza del Bar - 08.11.2004
Nonsonolesbica, ma ti amo...mio dio, l'hai tratteggiato al meglio con poche, ma musicali parole! Questa sì che è capacità di sintesi. Personalmente, visto che non so mediare mai, ci avrei aggiunto anche qualche insulto a livello di deficit cerebrale. Meglio così. Sposo il tuo commento in toto.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Chiara - 08.11.2004
Montecristo hai ragione, ho offeso la capra paragonando ad essa Casarini.


effetto mediatico
gabbiano - 08.11.2004
L'effetto mediatico lo ha avuto sì: quello di costringere i milioni di commercianti italuiani a scegliere tra una destra che li affama e una dinistra che (grazie a Paolo cento e qualcun'altro) li deruba...
Voi chi scegliereste?
E poi, per la prima volta in Italia si parla di tasse: la sostanza delle cose. Perchè 'sta gente non scende in piazza per dire che le tasse vanno abbssate a quelli che guadagnano meno di 50-60 mila euro all'anno invece che a quelli che ne guadagnano di più? Mi sembra che questa vicenda abbia oscurato semplicemente una vicenda nodale del governo in carica e del futuro dei nostri portafogli
E ancora il nemico è il piccolo supermercato di quartiere? E' il commercio? Sapete benissimo che si parte da panorama e si finisce agli espropri ai franchising...
Oppure il nemico da battere è il grande potere economico, i grandi capitali...

Io ricordo solo una cosa: i terroristi in italia hanno ucciso, operai (rossa, ecc), impiegati, giornalisti, poliziotti, politici, tabaccai, carabinieri ma non hanno mai toccato i grandi capitalisti e i grandi banchieri: cazzo ma allora le Sim (il famoso stato imperialista delle multinazionali) da chi era comandato? Dal carabiniere placanica?


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Valentina Maltese - 08.11.2004
A me fa venire il latte alle ginocchia chi non capisce cose elementari, per esempio che dietro le casse di Panorama non ci sta il padrone e accanto agli scaffali di Feltrinelli non ci sta la signora Inge. Avete terrorizzato delle povere criste che guadagnano, quando va bene, 800 euro al mese, magari con contratto flessibile e che, quindi, se il negozio resta chiuso, ci perdono la giornata di paga. Il danno al padrone è irrisorio, perché le grandi catene considerano il taccheggio un costo di produzione come un altro. Il danno ai lavoratori è molto peggiore: chi ha subito un crimine violento sa cosa si prova.
Il problema non è che Gabbiano voglia sparare in testa ai disobbedienti, il problema è che non riuscirà mai a centrare l'unico neurone che vaga desolato nel loro cranio, galleggiando sull'acido e i fumi di canna;


Re: Il ritorno della spesa proletaria
il giardiniere - 08.11.2004
Ciardulli farnetica, ma anche Gabbiano con questa sua fantomatica pistola mi sembra proprio che esageri. Ma possibile che i giornalisti (cioé noi) debbano sempre esagerare, da una parte o dall'altra? Proprio non conosciamo le mezze misure? Condanna per gli assurdi furti venduti per espropri popolari, ma pistole nel fodero, per carità. Anzi, nel bidone dell'immondizia. Altrimenti caro Gabbiano (e te lo dice uno che non è certo di sinistra) vattene davvero in America.


Riprendo dal sito dei VERDI
Domenico Ciardulli - 08.11.2004
Penso che le iniziative di sabato abbiano avuto il merito di riportare l'attenzione sulla questione del reddito, delle garanzie e dei diritti nel mondo del lavoro (o non-lavoro). Non mi stupisce che le posizioni più criminalizzanti
vengano da alcuni settori che la precarietà e la flessibilità l'hanno fino ad oggi glorificata, incensata, e quel che risulta più grave, istituzionalizzata e normata, con una serie di leggi ad hoc. Le scene "argentine" fuori dal
Panorama pongono con immediatezza alcuni problemi, che non possono essere svicolati con la più classica delle risposte date ai movimenti sociali ed ai conflitti che essi esprimono. Così facendo, perchè non mettere in galera
(come vorrebbero in molti, a dx come a sx), oltre ai "ladri" precari, anche i "ricettatori"? Quei vecchietti che a fatica arrivano a fine mese sono altrettanto colpevoli di essersi riappropriati di una parte di reddito di
cittadinanza (o meglio, di sopravvivenza, visto come stanno le cose) tanto quanto i co.co.co., i lavoratori intermittenti, a chiamata, a progetto,
del precariato cognitivo ecc. (scusate, ormai ho completamente perso la bussola sulle mille forme della precarietà). Qualche tempo fa, ascoltando
il GR, ho sentito una dichiarazione di Tiziano Treu che diceva che, forse, si era arrivati all'eccesso di flessibilità e precarietà. Grazie tante.
Allora, se quella di sabato era un'azione dimostrativa, come dichiarato dagli stessi manifestanti, perchè non aprire un dibattito serio, cercando risposte serie ai problemi posti? Mi auguro che ci sia un'inversione di tendenza e che, per una volta, si smetta di guardare il dito, ma la luna.
Ciao


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 08.11.2004
Il guaio montecrì, secondo me, sai qual'è? Siamo arrivati ad un punto di deformazione e assuefazione che ormai aborriamo per i furti ai supermercati e riteniamo normali i furti legalizzati con le depenalizzazioni, le truffe delle coop edili, quelle delle banche con i bond. Insomma è più facile sputare fango contro quattro gatti capelloni che contro gente in doppio petto dal quale dipendono i posti di lavoro.


giardiniere
gabbiano - 08.11.2004
Cara giardiniera mi sembri quel famoso comico a cui piaceva essere sempre equidistante per non scontentare nessuno...
Io sto solo dicendo che c'è una parte di gente di sinistra, come me, che vede come il fumo neglio occhi quello che è accaduto ieri ed il messaggio deve arrivare chiaro a tutti: a casarini come a ciampi, a paolo cento come a fassino...
Primo perchè queste teste di callo si definiscono di sinistra.
Secondo perchè colpiscono gente che lavora, come me.
Terzo perchè fanno del male. Non tutta la gente di sinistra è disposta a porgere l'evangelica guancia. Anzi sono disposto a difendere quel pò che ho anche con la forza.
Detto questo sono incensurato anche se provengo dai quartieri popolari... Ma vorrei che il messaggio passasse a questi personaggi: attenti, c'è una parte di società esasperata, con chi li governa, ma anche con i provocatori...
L'equidistanza non mi interessa giardiniera e ricordati che la pistola comparirà a prescindere da quello che farò io: lo abbiamo visto a genova. E ricordati che placanica è stato anche assolto...


via nazionale
gabbiano - 08.11.2004
Cominoromanord o come cavolo ti chiami: ripondi a questa domanda.
Ma perchè cazzo non vi ho mai visti dimostrare davanti alla sede della Banca d'Italia, o della consob, o della massoneria, o di confindustria?
Perchè non rubate l'auto privata di uno di questi signori?
Perchè non ho mai visto un banchiere contestato da disobbedienti in Italia?


Re: Il dito egocentrico
Valentina Maltese - 08.11.2004
Il fatto è che i subumani alla Casarini, i fancazzisti da centro sociale che non hanno mai provato a lavorare un giorno da precario, che non hanno nella loro vita mai costruito una sola cosa bella o utile, al massimo sporcato i muri con le bombolette spray, che chiedono il reddito di cittadinanza per stare tutto il giorno a farsi le canne, hanno un solo obiettivo: portare l'attenzione su se stessi e le loro iniziative, per illudersi che il loro esistere abbia un senso.
La rapina non serve a far discutere del precariato, serve, secondo me intenzionalmente, a far parlare dei rapinatori. Spero che la prossima volta la Polizia li carichi di manganellate e che facciano tanti anni di galera. Io farò di tutto perché il mio giornale non parli di Casarini & C. ma la vedo difficile: è un giornale di destra.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 08.11.2004
Gabbiano, non sai quanto mi sei simpatico ma vorrei pregarti di non confondermi con i disobbedienti nella tue acre stomacale reazione all'esproprio.
Se leggi le cronache vedrai che poco tempo fa i disobbedienti hanno dimostrato davanti alla banca d'italid i via nazionale ed hanno occupato le palazzine di proprietà della banca d'italia che stanno vicino piazza vittorio.
Inoltre ti ricordo che la famosa gettata di escrementi di fronte a palazzo grazioli è finita sulle testate di tutto il mondo.
Ciò non significa che faccio parte del gruppo disobbediente ma se dovessi per caso incontrarli i peli non mi si rizzano più di quando dovessi incrociare Rutelli, Schifani, De Mita, Vespa, Miccichè, Previti, Calderoli, Bobo, ecc ecc


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Gian Piero Bersani - 08.11.2004
Caro Ciardulli hai proprio ragione, sia nel tuo pezzo sia nel tuo ultimo commento, mi spiace che il solito ragliare abbia impedito un dibattito più serio.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 08.11.2004
Bobo Maroni


Re: Il ritorno della spesa proletaria
oplita armato allaleggera - 08.11.2004
A parte l'ovvia considerazione che sono tra i più clamorosi coglioni degli ultimi 20 anni, potrebbe essere che non li ha foraggiati il berlusca, ma il duo Fassino Rutelli per poi dissociarsi e rafforzare l'immagine di sinistra moderata e riformista.


No, il sessantottese no
Alviero - 08.11.2004
Quando vedo definire il furto e la rapina “riappropriarsi di una parte di reddito di cittadinanza” mi sembra che il tempo sia passato invano. Magari fosse così.


Dal Corriere della Sera
Domenico Ciardulli - 08.11.2004
"....È questa la strada giusta, commenta Luciano Ummarino, attivista del centro sociale «La Strada» alla Garbatella e consigliere del municipio XI, lo stesso dove la maggioranza di centrosinistra ha bandito la Coca-Cola dalle macchinette distributrici di bevande. «Non è stata spesa proletaria quella di sabato - spiega Ummarino - Piuttosto un’azione simbolica, a volto scoperto, per segnalare la necessità di sconti metropolitani nei negozi contro il carovita. Alla Garbatella, presto, nascerà un gruppo d’acquisto municipale per garantire a tutti almeno i beni primari».
A proposito: oggi stesso, alle 17.30, nella sala del consiglio dell’XI municipio, via Benedetto Croce 50, ci sarà un faccia a faccia tra Nicola Raffa, direttore relazioni esterne di Coca-Cola Italia, con Edgar Paez, portavoce del sindacato colombiano Sinal Trainal, che ha denunciato violenze e intimidazioni da parte delle società imbottigliatrici nei confronti dei lavoratori.
Battaglia su tutti i fronti. A tutti i livelli.


noi raglianti
gabbiano - 08.11.2004
Caro polistirolo: quì ce spazio per tutti. Lascia perdere noi raglianti e approfondiscila tu la discussione vediamo cosa c'è dietro le vostre strategie proletarie...
Vediamo dove porta la vostra immensa strategia...


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Valentina Maltese - 08.11.2004
L'azione dei disobbedienti era preannunciata. La polizia avrebbe potuto impedirla facilmente. se gliel'hanno lascita fare, è perché il governo aveva ben presenti i vantaggi: adesso possono legittimare la repressione. e non è la prima volta che le tute bianche fungono da utili idioti. A Genova è successa esattamente la stessa cosa. è gente che andrebbe cacciata dal movimento, perché tolgono spazio agli Zanotelli, ai Gesualdi e a tanta altra gente che non è famosa come Casarini ma che davvero porta alanti lotte serie e ogni tanto, ottiene pure qualcosa.


come ciampi e berlusconi
gabbiano - 08.11.2004
Eccoli qui: "per segnalare la necessità di sconti metropolitani nei negozi contro il carovita"
esattamente il feticcio che vogliono i potenti...
La colpa è dei negozianti... scannatevi tra poveri...
la colpa della povertà è vostra... e non delle politiche liberiste e folli di governo e dei banchieri...
la rivoluzione è fregare il prosciutto cotto dal negozietto del vecchietto in piazzetta...
se questa è la rivoluzione... io starò dall'altra parte della barricata e altro che pistole... cannonate...

p.s. avete notato che in uno dei carrelli una delle ragazze puzzolenti di questi disobbedienti aveva tutti dolci prodotti di marca: non c'era pane ma mister day, cibo per gatti, briochine, cracker dietetici, ciococream ecc. ecc.
come vi manderei a lavorare le zucchine per un mese....


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Ragazza del Bar - 08.11.2004
Io vorrei poter scrivere di anni e anni di giornalismo al seguito di alcuni (e ribadisco alcuni) disobbedienti. Non posso farlo perchè mi è mancata o la telecamera o il registratore. Ma quanto ho visto e sentito mi basta per rendermeli incredibili, nel senso di non credibili. Scrivo se costretta, riporto, non commento nulla. Mi spiace scrivere perchè è ciò che vogliono (visibilità, francamente sprecata e più che strumentabilizzabile), riporto pensieri a livello zero e frasi fatte virgolettate, e per natura mi astengo dal commentare. Ossia mi sfango la giornata. Solo su richiesta della testata. Sennò ignorarli è cosa buona e giusta, al limite dell'impegno politico. E aggiungo: di sinistra.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
il giardiniere - 08.11.2004
Caro Gabbiano, qui il comico mi sembri tu: sbraiti che sei pronto a tirar fuori la pistola, poi gridi al complotto. Questi sono dei ladri, punto e basta. Manovrati? peggio per loro. E comunque da quello che dici ti roderebbe che venissero a rubare anche dai tuoi parenti commercianti. E allora, gli spari subito o vai a sparare a palazzo Chigi?
Bell'esempio da sinistra. Pensate piuttosto a costruite un'opposizione migliore e cacciate Berlusconi. Io sto a destra, una destra moderata, ma preferirei una sinistra equilibrata piuttosto che l'attuale governo. Detto questo, mi auguro che nessuno tra i poliziotti in futuro tiri fuori la pistola ed esploda nemmeno un colpo contro questi poveri disgraziati: ma si meriterebbero una raffica di calci nel sedere, questo è sicuro. Rubano in nome di non si sa cosa: vanno cacciati a calci.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
montecristo - 08.11.2004
caro domenico, con me capiti male, se hai letto qualche mio pezzo su malcostume, corruttela, ladrocinio 'nazionale'.
comunque ne riparliamo il giorno che ti ritroverai (ma ovviamente non te lo auguro) la tua macchina (comprata magari a rate con anni di sacrifici) sfasciata da qualche "disobbediente".


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Grullo - 09.11.2004
Strana sensazione, leggere dalle stesse persone considerazioni condivisibilissime ed altre che mi fanno correre più di un brivido dietro la schiena.
Mi colpisce in particolare la leggerezza con cui si giustifica una violenza o se ne minaccia in risposta una maggiore.
Spero sian solo parole.

Quanto ai disobbedienti, almeno evitassero di parlare a sproposito di disubbidienza civile..
Non capisco questa azione, che ha come risultato sicuro quello di alienarsi molte simpatie. Altre iniziative almeno avevano un netto significato simbolico o un'utilità immediata (occupazione di spazi abbandonati, protesta contro i treni di guerra o i cpt).


..ma con tutti i simboli dell'impero possibili, perché proprio Feltrinelli?


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 09.11.2004
Montecristo, conosco le tue virtù e so che hai un profilo etico. La differenza tra me e te è che io, non essedno disobbediete come te, conosco i disobbedienti e non ho paura che mi sfascino la macchina. Che i disobbedienti sfascino la macchina della gente o rubino qualsiasi negozio che incontrino è un pregiudizio simile a quello contro i neri dell'800 nelle città americane.
Essere professionisti dell'informazione significa non assolutizzare ma indagare sulle sfaccettature della realtà che non è bianco o nero, pistola o ramoscello, gabbiano o d'erme.
La realtà è complessa e prima di essere valutata va conosciuta e non da dietro le scrivanie di una redazione. ciao Monte


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 09.11.2004
corrige: "non essendo disobbediente come non lo sei tu..."


LEGGIAMO LA RISPOSTA DEI DISOBBEDIENTI.....
Domenico Ciardulli - 09.11.2004
"In tanti si sono scandalizzati per quello che è successo a Roma, e adesso vogliamo raccontare loro qualcosa che ci sembra uno scandalo quotidiano e diffuso: semplicemente la vita di chi ha partecipato e condiviso quelle iniziative, che è anche la condizione di 7.000.000 di persone in Italia.
Milano, per fare un esempio, è diventata la capitale della precarietà.
I nostri contratti sono perennemente a tempo determinato, e interinali: da 490 a 600 euro al mese.
Spesso lavoriamo solo nelle fiere per pochi giorni al mese molte ore al giorno, senza nessuna garanzia né diritto: senza ferie, senza malattia, senza maternità. E se contestiamo le nostre condizioni di lavoro, veniamo picchiati dalla polizia, che si diverte a sfoggiare delle mazze da baseball (è successo un mese fa, durante le proteste nei giorni di modadonna).
Gli affitti di Milano sono i più cari d’Europa.
Solamente un letto in una casa, che può ospitare fino a otto o dieci studenti, può costare fino a 300 euro. E molti di noi per non vivere in casa con i genitori fino a 35 anni si devono occupare una casa (le famiglie in occupazione nella nostra città sono più di 3.000, e quasi 10.000 stanno richiedendo un aiuto per il contributo all’affitto).
I nostri padri e le nostre madri non se la passano meglio.
Sempre più sono quelli che vengono licenziati anche se oltre i cinquant’anni, e allora vanno alla ricerca quasi impossibile di possibilità dignitose di ricollocazione. Se scioperano per cercare di evitarlo, e come noi fanno scioperi reali - anche se i sindacati confederali li chiamano selvaggi - , bloccano i flussi delle autostrade o sputano sulle macchine di chi li licenzia in nome del comune o della regione, vengono ugualmente criminalizzati e denunciati, come è successo all’Alfa Romeo e all’ATM.
I nostri nonni lottano contro una sanità a pagamento e una pensione in via di scomparsa, i più combattono con 400 euro al mese, e si vedono arrivare richieste di affitto di 350.
Le nostre famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese, e sono tra le più indebitate d’Europa.
Per tutte queste ragioni siamo stati alle iniziative di Roma, e, dopo la nostra manifestazione, abbiamo sentito le molte dichiarazioni, di destra e di sinistra – incredibilmente tutte uguali, che gridavano allo scandalo (Mastella, Tajani, Di Pietro, Bocchino, Veltroni, Pisanu, Castelletti, Maroni, Sacconi, Bonelli, Billè tra gli altri…).
Queste dichiarazioni sono venute da gente che non ha da far quadrare i conti della propria famiglia. Da chi spende in un giorno per i propri onorevoli capricci quello che per le nostre famiglie è il reddito di un anno. Da chi non deve cercare il prezzo più basso o il supermercato con le promozioni, perché la spesa gliela fa la scorta e gliela cucina la cuoca, se non sono in parlamento a mangiare gratis.
Sono critiche di chi per fare la guerra, da dieci anni contro il nemico numero uno di turno taglia le spese sociali, strangola gli stipendi ed indebita le famiglie. Sono gli stessi che parlano di legalità e fanno parte di quelli che hanno sulle spalle processi per corruzione, concussione, evasione, circonvenzione, associazione mafiosa. Il totale dei soldi in ballo nei processi di questi signori è di svariate centinaia di migliaia di euro di soldi rubati. Nei corridoi, con le bustarelle, all’interno di istituzioni che dovrebbero essere di tutti noi.
Ma dopo le iniziative di Roma poco ci interessano le loro dichiarazioni. Negli occhi e nella memoria portiamo invece la gioia di tutti quelli che hanno potuto cercare sugli scaffali il taglio migliore di carne e non il prezzo più basso. Di tutti quelli che non si dovevano più privare di quei beni altrimenti inaccessibili, essendo arrivati al limite dei prestiti a 18 o 36 rate. Di quelle che portavano via interi carrelli di pannolini, e non di sottomarca. Di quelli che dicevano che era ora!
Quello che è successo è stato un momento naturale di contrattazione sociale e ridistribuzione collettiva fra centinaia di famiglie di tutto quello che ogni giorno ci viene tolto. Una festa contro la precarietà e il carovita, un momento di lotta e di denuncia, uno scandalo solo per chi pensa che queste condizioni di vita siano giuste, o si sente responsabile per le politiche che ha deciso negli ultimi anni.
Dopo le nostre iniziative la condizione di precarietà esistenziale di questi 7.000.000 di donne e uomini nel nostro paese è posto all’attenzione di tutti, così come la disponibilità alla disobbedienza e alla ribellione per praticare i diritti che vengono loro negati.
Sappiamo che quando gli efficienti contabili avranno precisamente terminato i loro calcoli ci sarà chi partirà con la nuova crociata per la difesa dei sacri e legali diritti della catena commerciale che ha ospitato questa iniziativa. Ci sarà chi cercherà una soluzione militare e penserà di controllare con magistrati e tribunali questa dinamica sociale, ritardando invece quella soluzione politica che sta nelle cose, sta nella condizione generale del continente di cui facciamo parte, sta nell’attenzione anche di quei deputati che vorranno rendersene conto.
Sulla bilancia invece noi mettiamo i diritti di tutti, quei diritti che tutti i giorni vengono compressi, ignorati, violati, e che a volte si difendono anche contro le leggi e i regolamenti.
La nostra città, per fare un esempio, è la città dei grandi scioperi come dei grandi movimenti della lotta antifascista di liberazione, la sua maschera è il Meneghino che sa stare dalla parte del popolo quando insorge, il suo patrono è Ambrogio che denuncia il furto che la ricchezza rappresenta ai danni dei poveri, il suo popolo quello che quando deve dà l’assalto ai forni o si protegge nelle strade. Una città di lotte gioiose e rivendicazioni determinate, condotte sempre alla luce del sole e a viso scoperto.
Così ci hanno insegnato i nostri nonni in montagna, i nostri padri alla guida dei mezzi pubblici, le nostre madri alla catena di montaggio. Così abbiamo fatto noi oggi, e così continueremo a fare domani, per i diritti nostri, e dopodomani per quelli dei nostri figli.
Perché le trasformazioni sociali passano sempre per momenti di protesta forte e capace di comunicare, legittima anche se scandalosa. E quello che ieri era scandalo oggi è legge e quello che oggi è scandaloso domani sarà diritto, checchè ne dicano gli autorevoli responsabili dello sfascio della generale condizione di vita nel nostro paese. "

8 novembre, di ritorno da Roma, le compagne ed i compagni di ACTIon – Milano.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Chiara - 09.11.2004
Questa dichiarazione è una cosa vergognosa. La sua altezzosità, la pretesa di essere dalla parte del giusto e di avere fatto un'opera pia è uno schifo. Mi chiedo come mai i soldi per andare a tutte le manifestazioni in giro per il mondo con l'immancabile casa di birra li hanno però.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Wobi Madaondo - 09.11.2004
Mi sembra che qua si sia tutti d'accordo sul definire gli "espropri proletari", oltre che un reato, una sciocchezza controproducente.
Ma è stato divertente vedere come perdono facilmente le staffe certi perbenisti da Internet, come si liquefano facilmente le maschere di cera dei vecchi arnesi reazionari, quanto facilmente l'aria rarefatta del club esclusivo si trasformi in aria da giungla.
La malafede (nel definire "piccolo commerciante" un ipermercato), la danza degli insulti (imbecille, ignorante, capra), l'armamentario desolante del perbenismo da salotto (l'acido, le canne, le ragazze sporche), le battute giurassiche sull'unico neurone, la voglia di manganello, la pistola come virile ostentazione, gli inviti a dedicarsi alle attività agricole, la pelosa solidarietà con le povere commesse spaventate, il rancore contro "i figli di papà" ( è noto che qui si sono tutti fatti da soli, rifiutando anche il latte materno pur di dimostrare una precoce indipendenza). Nulla ci è stato risparmiato.
Tutti integerrimi custodi della moralità pubblica, infaticabili lavoratori, inflessibili fustigatori dei costumi nazionali, scandalizzati dall'empietà dello spinello e dall'assenza del deodorante. Infatti è noto che fra i frequentatori del Barbiere non c'è alcuno che non avvampi di rossore al pensiero della cicca buttata a terra o dell'auto in divieto di sosta.
Qualcuno, piu' credibile di questa banda di virtuosi, disse una volta: "Chi e' senza peccato scagli la prima pietra". E non risulta che in quell'occasione pietre siano volate. Ma qui e' stata una sassaiola scatenata. Quando il bersaglio è facile, la lapidazione è il gioco prediletto dai tartufi. Tutte immacolate mammolette che, a forza di "quotare" e di "postare", hanno dimenticato il significato delle parole italiane. Soprattutto di una: "ipocrisia".



Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 09.11.2004
Non me ne vogliate, Gabbiano, Valentina, Chiara..... se mi viene di condividere il pensiero di Wobi piuttosto che il vostro.


calci nel sedere!
Pjotr - 09.11.2004
Come gran parte dei cittadini di questo Paese appartengo al cosiddetto ceto medio-basso e la maggioranza dei miei parenti e amici sono lavoratori dipendenti, impiegati, operai, semplici manovali.

Tutta gente che, chi più chi meno, “ha da quadrare i conti della propria famiglia” e che “cerca il prezzo più basso tra le offerte nei supermercati”.

Le frasi che ho sentito da loro a commento delle “iniziative” e dei proclami dei sedicenti “compagni” di ACTIon o come cavolo vogliono farsi chiamare, sono state tutte del tipo:
“Fannulloni, li prenderei tutti a calci nel sedere!!!!”,
“in galeraaaa!”
“a zappare la terra!”
“se uno di loro passa per di qua lo prendo a badilate!”.

Non ho sentito nessun commento positivo e i commenti più ostili provenivano da operai.

Mi ritengo offeso dai richiami ai “nonni in montagna, i nostri padri alla guida dei mezzi pubblici, le nostre madri alla catena di montaggio” e alla “lotta antifascista di liberazione”: il proclama riportato da comiromanord è una pernacchia alla gente che lavora onestamente per vivere e a chi crede nei principi di solidarietà.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Chiara - 09.11.2004
Bravo Wobi, la tua occupazione ("qualunque basta che sia improduttiva") spiega tutto. Alla faccia della retorica.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 09.11.2004
Al gentile Piotr vorrei dire che la sua testimonianza non spiega molto. I meccanismi per cui i più poveri hanno votato il più ricco d'europa sono gli stessi. Oppure si guradi il film di laura comencini dove la violenza più diretta viene esercitata dai colleghi (in sostituzione del datore di lavoro).


Re: Il ritorno della spesa proletaria
prem - 09.11.2004
sono produttivo, produttivissimo, ve lo può assicurare chiunque tra i miei clienti, eppure non posso che essere in sintonia con quanto scrive wobi.

sono cresciuto al cep, quartiere non propriamente bene, e non mi ha mai meravigliato vedere quanto possano essere reazionari gli operai o gli impegati,

l'esproprio proletario è una stronzata, lo era già quando veniva fatto da pifano, lo è ancor di più oggi con la "sinistra" che ci ritroviamo, ma quello accaduto sabato non era un esproprio proletario e dei professionisti dell'informazione, specie quelli di "sinistra" dovrebbero saperlo.

a proposito di carovita ecco quello che riesce a scrivere un giornalista non certo di sinistra

" il ministro del Tesoro (ripetiamo: il ministro del Tesoro, non un Piepoli o Pagnoncelli qualunque), ha detto testualmente: “le famiglie non arrivano alla fine del mese e questa non è certo una leggenda metropolitana”.
In qualsiasi altro Paese queste parole avrebbero avuto l’effetto della bomba di Hiroshima. Nella Penisola dei “famosi”, dove l’elettroencefalogramma è sempre più piatto, l’annuncio di Siniscalco è passato come l’acqua sulla pietra. "



salute a tutti



Re: Il ritorno della spesa proletaria
Paul Olden - 09.11.2004
L'esproprio proletario , se lo fanno i proletari, è un atto politico. Condivisibile o condannabile, ma puo' meritare considerazione politica.
Pero', in questo caso, la domanda è: questi sono proletari?

I proletari, quelli veri, non hanno tempo di recarsi a fare l'esproprio proletario, perchè fanno due lavori, tirano la carriola, sono sfruttati.
I proletari veri non fanno azioni estemporanee: spesso stanno buoni, ma quando si incazzano davvero fanno sul serio.
Queste, invece, mi sembrano pagliacciate degne dei tempi del "6 politico" a scuola e compagnia bella.
Ah, chi se li ricorda quelli dei favolosi '60 che inventavano queste fantasiose manifestazioni?
Oggi qualcuno sta a "Il foglio", qualcuno su mediaset , parecchi in Forza Italia...


continuate a fare operazioni di copertura...
gabbiano - 09.11.2004
Quello che questi personaggi, dico quelli del barbiere, fanno finta di non capire è che questa scelta è contro gli interessi degli stessi deboli.
In una società dove ci sono i forti e i deboli a chi giova metterla sulla violenza e sulla forza?
Si: la strada è l'esproprio proletario, il caos: il risultato sarà la paura sociale, i commercianti che chiuderanno o si armeranno. Gli operai e i deboli isolati da quelle classi che appena appena potranno permettersi di non fare gli espropri. Deboli contro deboli e i ricchi che felicemente imperano e stabiliscono dove portare la pace sociale...
Si chiama strategia della tensione e del caos. in Italia l'abbiamo avuta negli anni '70: ha funzionato perfettamente e ha permesso ad una classe dirigente corrotta di durare altri 20 anni.
Se davvero vogliamo cambiare l'Italia cominciamo dal non votare (la maggioranza degli italiani) il più ricco del Paese. Perchè questo è l'Italia.
Quello che mi colpisce però è che questo caos arriva nel momento in cui Berlusca perde 7 a 0 alle suppletive e sembra che la sinistra voglia unirsi alle prossime politiche. Guarda caso forse qualche miliardario potrebbe andare a casa giungono a perfezione questi personaggi.
E questi sospetti vengono esaltati dal vedere come tutte le trasmissioni mediaset e del presidente del consiglio danno abbondante spazio a questo "esproprio": certo che l'effetto mediatico l'ha avuto eccome....


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Valentina Maltese - 09.11.2004
la battuta sull'unico neurone risale agli anni '70. nel contesto di un esproprio proletario mi pare appropriata.
Ho capito che Ciardulli e Wobi condividono lo stesso "pensiero". e non capiranno mai quoanto sono dannosi.


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Domenico Ciardulli - 09.11.2004
Valentina, può darsi che io e Wobi siamo dannosi. Ma occorrerebbe approfondire: a chi e a che cosa arrechiamo danno?
Il tuo linguaggio mi ricorda un presidente che professa la religione cristiano battista e che, in nome del danno e del pericolo, ha messo in fiamme tutto il medio oriente.


x comiromanord
prem - 09.11.2004
per chiarirti qualche dubbio leggi questo

http://italy.indymedia.org/news/2004/11/675411.php

non penso ti farà cambiare idea, forse ti darà da pensare

ho vissuto la stagione delle occupazioni, delle autoriduzioni, venivano anche le casalinghe a far la spesa con noi, quando abbiamo incominciato a fare le rapine, magari alle armerie sul lungotevere, ci siamo ritrovati soli,
poi sono arrivati gli sfavillanti anni '80......


Re: Il ritorno della spesa proletaria
Pjotr - 09.11.2004
Gentile comiromanord
Non sono così ingenuo da ignorare che la solidarietà tra lavoratori non è automatica e che le classi privilegiate mantengono i loro privilegi mantenendo in conflitto tra di loro le classi meno abbienti.

In proposito ti invito a meditare sul perché mai un manovale, un’operaia o un camionista, che si rompono il culo per campare (e devono tante volte anche combattere contro l’egoismo e la stupidità dei compagni di lavoro o dei superiori, come giustamente hai fatto notare), perché mai costoro dovrebbero approvare un gruppo di giovanotti che gioca a fare la rivoluzione

arrecando un danno economico relativamente piccolo a qualche supermercato,

arrecando un fastidio relativamente medio ai passanti

arrecando un danno di immagine relativamente grande ai movimenti di sinistra donando un assist fantastico ai suonatori della grancassa di regime.

Faccio notare che al manovale, all’operaia e al camionista non frega una benemerita pippa degli arrecati effetti collaterali qui esposti, gli fa semplicemente incazzare da morire vedere che qualcuno prende per pretesto la loro sofferenza per giustificare una trasgressione commessa per scacciare la noia.

Ringrazio Wobi per avermi ricordato la parola che non riuscivo a ricordare, ma che mi sembra opportuna per descrivere chi fa Robin Hood senza che nessuno glielo abbia chiesto: “ipocrisia”.


caro pijotr
gabbiano - 09.11.2004
Caro Piotr mi fa davvero piacere che tu la pensi come me.
Mi fa piacere perchè il tuo nome l'ho sempre in mente: qualche mese addietro si discuteva di qualcosa, forse comunismo o forse cecenia, o non so cos'altro, e ricordo che un tuo intervento mi fece pensare che anche tu come me dovevi essere un trinariciuto come me.
Sono comunque dell'opinione che alcune lezioni della storia italiana forse sono state comprese... leggendo i commenti a questa vicenda...