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19.11.2004 Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa!
di BananaNews
Sai di cosa scrivi? Il tormentone delle tasse volgerà a breve al naturale epilogo: nel loro complesso non si possono diminuire
Fosse per me non pagherei nemmeno il caffè al bar. Poi però faccio un'analisi costi-benefici. Se non pago risparmio 70 centesimi, ma se il barista m'acchiappa sono guai. Quindi pago.
Questo solo per dire che i sinistri come me, che vanno da Jack lo squartatore fino a Grissino-Fassino (con più empatia per il vecchio Jack), non sono così masochisti da sbavare per il desiderio di pagare le tasse. Tutt'altro.
Prima di addentrarci in una materia impervia ("Per me si va nella tassa dolente, per me si va tra la fottuta gente") una doverosa precisazione già più volte specificata.
Non si tratta di riduzione delle tasse, ma delle imposte. La differenza non è da poco, perché con la tassa si paga la prestazione, con le imposte si alimentano le entrate del Bilancio Statale. Con le imposte si finanziano le spese per la sanità, per la scuola, la missione in Iraq, le varie leggi di spesa a favore dell'industria, etc, etc.
Questo solo per evidenziare come il sentimento rispetto all'imposta, di cui non vediamo immediatamente il tornaconto, possa essere più negativo di quello rispetto alla tassa, visto che con la tassa l'individuo può verificare la soddisfazione del servizio ricevuto.
Ed ora entriamo nel vivo (si fa per dire), e cioè alla condanna a morte di ogni significativa speranza di riduzione delle imposte.
Questa condanna a morte ha un nome : Ecofin, e cioè il Consiglio dei Ministri finanziari della UE. Nell'ultimo Consiglio, infatti, è emersa la volontà di modificare il Patto di Stabilità praticamente per tutti i Paesi eccetto che per l' Italia.
Tutti comunisti i ministri finanziari, e il Commissario europeo Alumnia? No, forse nemmeno Bondi lo crede; il fatto è che i parametri fondamentali del Patto di Stabilità sono il deficit annuale, che non deve sforare il 3% del Pil, e l'ammontare globale del debito pubblico che deve tendere al 60% del Pil.
L'orientamento emerso in sede Ecofin è di alleggerire in qualche modo i vincoli del 3% a condizione che il debito pubblico non sia rilevante. Ed è proprio questo il caso dell'Italia, che ha un debito pubblico uguale a circa il 106% del Pil, a fronte di un debito pubblico francese e tedesco di circa il 65%.
Quindi, nessuna "pietà" per l'Italia che si porta dietro questo fardello.
E' ingiusto questo atteggiamento? Proviamo a spostare l'ottica sul privato. Se in banca ho uno scoperto di 10.000 euro, può anche darsi che l'Istituto, già abbondantemente arricchitosi con l'anatocismo, mi aumenti lo scoperto fino a 15.000. Difficilmente mi aumenterà lo scoperto se ho già raggiunto, e superato, i 20.000 euro.
Così, il "niet" europeo non lascia speranze di "interpretazione" (è stata per ora bocciata anche l'ipotesi della "golden rule", e cioè sterilizzare il deficit non conteggiando le spese per investimenti) e quel maledetto 3% pesa come una spada di Damocle.
E ora, tenendo presente tutto quanto è stato detto, torniamo a casa nostra, e precisamente a quel saldo netto da finanziare dell'articolo 1 della Finanziaria che è stato emendato dall'opposizione alla Camera, ma che al Senato sarà ripristinato nel suo valore originariamente determinato, per poi ripassare alla Camera, etc, etc.
Bene, quel valore è invalicabile perché, a grandi linee, rappresenta la possibilità che ha lo Stato di indebitarsi senza infrangere il 3% del Pil nel 2005. Per determinare questo valore, ovviamente, si fa riferimento a realistiche ipotesi di crescita del Pil, e su questo vigilano i diversi organismi internazionali.
A valle di questo non aumentabile valore ci stanno tutte le spese che devono avere copertura. Se non si realizza la copertura, perché le entrate (come nel caso del condono edilizio) sono minori di quelle previste, c'è necessità di una manovra correttiva per mantenere invariato il saldo netto da finanziare.
Si vedrà, quindi, come il "tappo" messo alla possibiltà di spesa faccia poi girare come un topo in trappola il Governo alla ricerca di una impossibile soluzione. Se infatti si riduce l'Irpef per tutti, bisogna trovare una copertura molto problematica penalizzando diverse categorie di persone. Ma il principio originario della diminuzione delle tasse non era quello di ottenerla "a scapito", ma di ottenerla tout court.
A questo punto ci potrebbe essere la tentazione di fregarsene dei parametri del Patto ed infrangere il famoso 3%. Si può ottenere anche sovrastimando artatamente le entrate, salvo poi, in corso d'opera, verificare il reale andamento dei conti.
Ma fare questo significherebbe semplicemente esporre il paese a rischio bancarotta, in quanto ne potrebbe conseguire un downgrade del debito italiano con conseguente aumento dei tassi che farebbe esplodere il debito pubblico. Una sorta di Argentina. Ed a questo, a manovre che facciano sforare il deficit, si è, finora, giustamente opposto il Ministro Siniscalco tirato per la giacca da ogni parte, alla ricerca di un portafoglio nascosto.
Certo, Berlusconi è stato anche sfortunato (ma si dice anche che porti jella) perché dal 2001 è successo di tutto. Però, quella di adesso è una crisi strutturale che era già iniziata nel 2000 con lo scoppio della bolla azionaria.
Questa crisi non è stata capita e le conseguenze saranno ancora lunghe e pesanti anche perché la politica monetaria di Greenspan e la politica dei tagli fiscali di Bush la sta facendo implodere.
Ma prima o poi c'è il rischio che esploda. E siccome, nel bene e nel male, ruota tutto intorno al paese a stelle e strisce, il nostro paesello rischia di esplodere più degli altri.
BananaNews
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Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Bds - 19.11.2004| Un caldo bentornato a BananaNews che come al solito ci spiega le cose con grande chiarezza. Bds | |
Grande, banana, si torna a parlare di cose serie. gabbiano - 19.11.2004Quello che dici è vero dalla prima all'ultima riga. Io voglio però fare alcune considerazioni, diciamo così politico generazionali.
Prima questione. Uno stato che riduce le tasse deve tagliare servizi e spese. Faccio notare che l'Argentina prima del crollo aveva sposato la scuola (di destra) liberista pura, del "meno Stato". Le Imposte sul reddito, correggetemi se sbaglio, l'ho letto da qualche parte, erano ormai ridotte a qualcosa come il 5%.
Con i casi parmalat, cirio ecc., se l'Italia fosse stata fuori dall'Euro avremmo già seguito l'Argentina.
Questo a far comprendere come la diminuzione delle imposte sia pericolosa oggi.
Ma c'è un'altro punto importante che io chiamerei generazionale: a chi far risparmiare?
Dopo quello che dirò direte che io sono sfigato.
Ebbene il debito pubblico è cresciuto enermemente, tra le clientele dei governi degli anni '80 (Craxi, Andreotti ecc) e il silenzio colpevole della sinistra (il partito della spesa pubblica), industriali interessati (Agnelli ecc) e finanza furba (Ciampi).
Cosa hanno consumato questi signori?
Hanno consumato soldi e risorse delle genereazioni successive: cioè della mia. Io ho 40 anni circa.
Dal '91-'92, anche perchè era crollato il muro di berlino e la finanza internazionale presentava il saldo dei debiti avendo vinto la guerra contro il comunismo, non c'è stata più pappa per nessuno.
Ad un certo punto in quegli anni l'Italia ha rischiato la bancarotta tipo argentina. Evitata vendendo tutto: lo stato ha accettato di essere commissariato dai poteri forti e infatti si sono susseguiti primi ministri "tecnici" garanti dei poteri finanziari.
Il brutto è che la mia generazione che proprio in quegli anni si immetteva nel mercato del lavoro ha cominciato a lavorare precariamente e a pagare imposte per: pagare le pensioni (molte delle quali "gonfiate" nei periodi di vacche grasse, il debito pubblico attraverso i titoli di stato.
In pratica che lavora da 10-12 anni si trova a ripagare con il proprio lavoro i debiti della generazione precedente e anche a pagare pensioni spropositate calcolate su redditi (degli anni del debito pubblico) non commisurati alla reale ricchezza prodotta.
Al danno le beffe. Oggi tutti continuano a parlare di pensioni che non si toccano, di ultrasessantacinquenni da sostenere in tutte le maniere. Nessuno si accorge che se si tolgono pochi pensionati al minimo la gran parte dei pensionati campa meglio delle nuove generazioni.
Ma nemmeno tanto nuove infatti coloro che sono in difficoltà non sono più solo le giovani coppie di 25 anni ma proprio coloro, fino ai 40 anni, che a tutt'oggi pur lavorando da 15 anni non si possono ancora permettere casa e famiglia.
Questo è il dramma reale di questo Paese.
A questo va aggiunto che molti di loro campano con le pensioni dei genitori e dei nonni: quando questi signori antenati moriranno questo Paese esploderà. E' quello che sta accadendo infatti in alcune zone del sud.
A tutto questo c'è da aggiungere la beffa. Avrete notato in questi anni che il leit-motiv è stato: i giovani non vogliono più fare certi mestieri. Nulla di più falso. Innanzitutto non vogliono fare certi mestieri a stipendi irrisori. Ma in realtà fanno anche questo. Il punto è che i giovani (e anche gli under 40) stanno tutti lavorando gratis per mantenere gli altri. Nessuno ha mai fatto notare che se andate di giorno in giro per qualsiasi città italiana non trovate un under 40 a spasso. Ma ve ne siete mai accorti? Altro che idioti studi filosofici sugli sms e "ultimi baci" in cui descrivono gli under 40 come degli ebeti...
Berlusconi vuoi un consiglio per fare una grande rivoluzione: bene, modula i sostegni, in maniera tale da premiare chi ha lavorato negli anni in cui il bilancio primario dello stato è stato in attivo.
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Prima di tutto, BananaNews - 19.11.2004ringrazio il Bds per il caldo bentornato anche se ero già tornato con l' insuperabile "Il raglio delle tasse". Come tutti i capolavori, visto che sembra ignorato, sarà apprezzato e valorizzato dai posteri.
Caro Gabbiano, ci offri un bell' esempio di "comma 22" in economia. Molti (ma sicuramente non tutti) pensionati oggi vivono bene per ricchezza non prodotta ed assorbono le risorse dei giovani che, o non trovano lavoro, o lo trovano precario. Però, sono questi stessi pensionati che finanziano, in quanto padri o nonni, questi giovani. Quindi, se questi pensionati muoiono ( se c'è qualche lettore pensionato si gratti i coglioni) la situazione dei giovani, che vivono con le loro pensioni precipita. Comma 22.
La tua analisi è più che corretta. Fu con il craxismo che il debito pubblico esplose arrivando a superare 1l 120% del Pil. Il deficit spending keynesiano divenne lo spending del deficit spending. Ma quello che è stato ancora più grave della "quantità" di debito fu la sua "qualità". Infatti, l' indebitamento fu creato per spese improduttive (strade che finivano con un ponte che non collegava niente, tanto per fare un esempio) e non per investimenti che avrebbero creato ricchezza reale. Insomma, si trattò soprattutto di elargizioni che oggi bisogna restituire. Con tutto quello che ne consegue. | |
Re: 2 domande Gian Paolo Locatelli - 19.11.2004| Scusa Banana, ma di economia ho sempre capito poco. Per cortesia potresti rispondere a ste due questioncelle? La prima: cos'è il downgrade? La seconda in che modo la politica economica Usa sta facendo implodere, o farà implodere, il sistema Ue? Grazie gpl | |
Glocale JoMontalban - 19.11.2004| Allo scenario perfettamente dipinto da Banana, occorre anche aggiungere l'elemento implosivo delle imposte e delle tasse locali. Il progressivo taglio dei fondi per gli enti locali, il federalismo in embrione (autonomia vorrà anche dire: "meno fondi statali e arrangiati come puoi") sono fattori fortemente destabilizzanti per il futuro. | |
Caro Gpl (benzina niente?) BananaNews - 19.11.2004Il downgrade significa una retrocessione, sancita da organismi internazionali e agenzie di rating, del debito. Lo classificano meno sicuro e cioè, man mano che lo retrocedono, a rischio di insolvenza per i creditori. La retrocessione, o downgrade, comporta il fatto che l' emissione dei titoli costa di più all' emittente. In pratica, l' Italia, il Tesoro, per piazzare i propri titoli dovrà pagare di più chi li acquista. In soldoni, se adesso al Tesoro il bot lo piazzi al 2%, con il downgrade rischi di piazzarlo al 3% e anche più. Pensa allora che sfacelo per il debito pubblico! Maggior rischio, dato dal downgrade = maggior debito pubblico.
Quanto all' altra domanda, è espressa non correttamente, in quanto è l' implosione del sistema americano che rischia di far esplodere l' America stessa e, di conseguenza, l' Europa. Quindi, non implosione dell' UE, ma esplosione, nel senso di nera recessione. Se rileggi il mio pezzo, ti accorgerai che questo avevo scritto.
In realtà, la domanda più corretta, ma alla quale sarebbe lunghissimo rospondere, è perché ho parlato di attuale "implosione" dell' economia americana. E' questo che spiega tante cose di oggi, tra cui anche, in parte, la guerra in Iraq. Ma dovrei scriverci sopra un altro articolo e non è il caso. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Bds - 19.11.2004| E' il caso, e' il caso. Bds | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! pinkerton - 19.11.2004| Vedi scelte sul tasso di cambio USA-UE e mantenimento dello stesso. Scelte monetariste sull'immissione di circolante (debito dello stato) non possono essere attuate (parametri UE) e, ripeto, non siamo in periodo di recessione ma di stagflazione (vedi pezzo "Per qualche punto in meno"), crescita inflattiva e stagnazione economica. Uscirne? Difficile, forse con il crollo degli acquisti e ripercussioni sull'economia reale interna si può bloccare il caro-vita e piazzare minori imposte che abbiano l'effetto reale di offrire aria alle aziende (che crolleranno dietro i mancati acquisti). La cosa grave sta nelle proiezioni di crescita economica (unico metodo per il quale lo stato può rifinanziare il suo debito interno) che non sono ottimali per cui, a fronte di uno sfacelo monetario interno, l'alternativa rimane il debito pubblico (Ecofin e soci permettendo). Ci indebiteremo di più (attenzione: l'indebitamento non parte dallo stato ma dai cittadini) per rilanciare l'economia e saremo fregati ancora; perchè tra 5 anni saremo messi ancora peggio. Il rischio di default paese dovrebbe essere contenuto (augurandoci che Ecofin intervenga prima) ma c'è da giurarci che, senza manovre di protezione interna sulla produzione, svenderemo anche il colosseo per ripianare il debito interno. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Gian Paolo Locatelli - 19.11.2004| Banana, la benzina costa e proseguo con il Gpl, per il resto grazie! gpl | |
Ha ragione Pinkerton, BananaNews - 19.11.2004la stagflazione c'è già stata, solo che grazie all' assurdo paniere istat non è stata rilevata. Ha ragione anche sul progressivo e destabilizzante debito dei privati (ieri su "La Repubblica" c' era un interessantissimo articolo proprio su questo tema). A questo punto, però, la situazione di stagflazione non rilevata può sfociare in una prossima deflazione, malgrado il costo del petrolio. La gente non ha soldi e questo può influire sul livello dei prezzi. Ma una diminuzione dei prezzi creerà anche minori introiti per lo Stato a titolo di imposte indirette. Quindi, ulteriore aggravio per i conti pubblici.
Come vedete, come si mette, si mette male. Se c'è qualcuno che ha da spendere una parola di speranza si faccia avanti adesso o mai più. Trascorsi 5 minuti di silenzio informatico, vado a farmi una canna anti-depressiva. | |
io la soluzione ce l'ho! gabbiano - 19.11.2004La soluzione è troppo di sinistra per essere accettata da questo Paese e da qualsiasi altro Paese.
Ecco i cardini.
Rimodulazione delle tasse:
0% fino a 15.000 euro
30% fino a 50.000 euro
60% oltre.
Ristabilimento della legalità nel paese. Eliminazione del terzo grado di giudizio, fortissima campagna "tolleranza 000000" contro lavoro nero, economia nera ecc ecc.".
Riduzione dei passaggi burocratici (che non sono quelli della pubblica amministrazione che in questi 20 anni è stata massacrata bensì sono i guadagni di notai e civilisti.... Esempio: per vendere una macchina o una casa basta un atto tra privati e una fila all'ufficio del catasto.
Taglio spese inutili dello stato: Eliminazione delle Province (con personale trasferito ai comuni), privatizzazione immediata Rai (preferirei 1 e 2) ed altri enti inutili, abolizione sostegni diretti (imprese e persone) ma solo a progetto.
Tassazione su casa e auto esponenziale rispetto al numero. Ad esempio Ici e bollo auto gratis per la prima, pari ad x per la seconda, pari a 2 x per la terza, pari a 4 x per la quarta, pari a 8 x per la quinta...
Limitazione del reddito percepibile in qualsiasi ente dello stato, o comunque pubblico o a partecipazione pubblica a 100 mila euro. Innalzamento del reddito minimo e proibizione assoluta del doppio lavoro.
Istituzione della pensione standard uguale per tutti gli over 65: 750 euro. Cifra comunque ottenibile semplicemente dividendo le risorse stabilite ogni anno per la previdenza con il numero dei pensionati over 65.
Di contro le misure attive: imponente piano di edilizia agevolata per tutti coloro che non hanno casa, asili e scuole nido completamente gratuiti, istruzione obbligatoria a 20 anni,
sanità completamente gratuita per tutti coloro che guadagnano meno di 50mila euro, Piano per la ricerca, costruzione di 10 centrali nucleari e chiusura di tutte le centrali a combustibile fossile, periodo di formazione continua e obbligatoria ogni due anni per tutti....
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Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Sailor - 19.11.2004Bentornato, BananaNews. Prometto che, se un anno di questi mi fanno capo di qualcosa, ti assumo come analista di macroeconomia.
La tua analisi è tecnicamente impeccabile. Da un punto di vista politico, aggiungerei che, a naso, Berlusconi finirà per suicidarsi per eccesso di fondamentalismo.
Mi spiego meglio. È abbastanza chiaro che: 1) se il governo non concretizza il "miracolo" della riduzione delle tasse, Berlusconi e la CdL nel 2006 (o prima) tornano a casa; 2) il taglio delle tasse, così come è stato proposto, proprio non si può fare (come BananaNews ha perfettamente spiegato).
Comma 22? Si, però. Qui entra in gioco il fondamentalismo ideologico di Berlusconi. Infatti, a occhio (bisognerebbe controllare le cifre, magari BananaNews ne avrà voglia lui) sarebbe forse possibile abbassare di forma sensibile le imposte per i ceti medio-bassi (diciamo sotto i 35.000 euro -- ossia la maggioranza dei lavoratori dipendenti italiani) se, allo stesso tempo, venissero adottati alcuni provvedimenti quali: 1) aumento progressivo delle aliquote per i redditi più alti, arrivando a livelli svedesi (intorno al 60%) per chi supera i 100mila euro); 2) lotta spietata e senza quartiere contro l'evasione e l'elusione fiscale, il lavoro nero, ogni tipo di informalità; 3) una patrimoniale dura per i patrimoni superiori ai 750mila euro.
Si tratta, evidentemente, di cose che Berlusconi non può fare, perchè contrarie al DNA suo e della sua coalizione. Chissà se Prodi, quando (o se) toccherà a lui, ne avrà il coraggio. | |
Bravo sailor! gabbiano - 19.11.2004Cazzarola, sailor: anche tu dici cose serie.
Ma allora volete vedere che queste proposte sono la maggioranza nel Paese?
Facciamo un partito del Barbiere: presidente del consiglio Banananews, sailor ministro e io... direttore della rai... | |
siamo si maggioranza gabbiano - 19.11.2004Scherzi a parte credo che quello che stiamo più o meno scrivendo è davvero quello che la maggioranza del Paese vorrebbe.
Il punto è che quei bei pezzi da novanta che comandano i giornali e le banche, i partiti e le cordate, le tv e le chiese, hanno fatto un grande capolavoro facendoci credere a noi di esser pochi.... | |
Re: Gabbiano primo ministro Gian Paolo Locatelli - 19.11.2004| Altro che contratto con gli italiani, gabbiano perché non ti proponi tu come candidato premier? Magari vengo a votare pure io. Ciao gpl | |
Bene, BananaNews - 19.11.2004| constato con piacere che non devo essere stato l' unico a farsi una canna. Una annotazione per Sailor quando parla del fondamentalismo di Berlusconi e della sua coalizione. In realtà, il dna di Berlusconi e di Forza Italia è diverso da quello di An. Nel dna di An c'è lo Stato centralista, il ruolo primario e fondamentale dello Stato totalmente negato dalla devolution. Anche il liberismo (che poi liberismo non è assolutamente) di Berlusconi cozza contro la forte componente più attenta al sociale di An (Alemanno). Il problema è che i vertici di An sembrano molto più interessati alle poltrone che al proprio Dna. Però rischiano di pagare un prezzo salato appiattendosi su Berlusconi. Ad esempio, se passa l' ipotesi di finanziare la riduzione delle imposte bloccando il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, Storace se la sogna la vittoria alle prossime regionali del Lazio. | |
DNA e canne Sailor - 19.11.2004| Caro BananaNews, sono d'accordo con la tua precisazione. La tensione tra le due tendenze della Cdl è quella che descrivi. La contraddizione apparentemente insolubile per Fini e i suoi fascisti ripuliti è che (almeno per ora, e chissà sino a quando) per arrivare al governo, e rimanerci, hanno bisogno del nano di Arcore (con le sue tv, i suoi soldi, i vari clientes assortiti: Lega, Udc, ecc.), ma che per correre dietro al nano rischiano di perdere i loro consensi naturali. Allo stesso tempo, però, il nano non può scaricare Fini e i suoi, e quindi l'impasse continua. | |
Ecco, appunto, BananaNews - 19.11.2004| se ci riescono devono essere loro ad uscire dall' impasse. Non li deve aiutare Rutelli con le sue solite dichiarazioni. | |
Qualità della canna BananaNews - 19.11.2004| Estratto di vecchio toscano macerato in "Aprile" di Nanni Moretti. | |
ragazzi siete in gamba! gabbiano - 20.11.2004| ragazzi siete in gamba. | |
Gabbiano... golda - 20.11.2004| ... Ho riletto il tuo programma di governo: ti voto anch'io! Ciao! | |
Mio Dio, come siamo caduti in basso! BananaNews - 21.11.2004| Che Berlusconi voglia tagliare le tasse solo per le promesse elettorali va bene (per modo di dire), che Fini abbia l' orgasmo e veda cicisbeamente solo il suo incarico è anche comprensibile (si fa per dire), che Bossi non sappia neanche cosa è l' euro, è capibile (sempre per dire), che Casini faccia un po' la manfrina per poi probabilmente accodarsi è spiegabile (ancora, ancora per dire), ma che il Presidente del Senato Pera, che non perde occasione per adeguarsi al suo cognome, inviti sostanzialmente il Governo a fottersene del Patto di stabilità è fatto di gravità estrema. Il Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, invita, se questi pallosi paesi europei non dovessero ascoltarci, a non rispettare delle norme, quelle del patto di Stabilità. In un contesto democratico, che Pera richiama sempre a dimostrazione della superiorità dell' Occidente, vige il principio della legittimità, del rispetto delle leggi, principio secondo cui le norme si possono benissimo cambiare, ma non infrangere perché sgradite. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! mammaconpupo - 21.11.2004Oltre al voto a gabbiano, scontato, vorrei insinuare un'ideuzza che mi gira in testa da un po': ma sta riduzione delle tasse sarà mica, alla fine, un bel favorone alle banche?
Altro che aumento dei consumi: tutti coloro che guadagnano più di un tot , ogni soldo in più lo useranno per fare investimenti, mica per comprarsi la quarta lavatrice. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! ciccione viaggiatore - 22.11.2004| Banana News...ben tornato...ci mancavi.... | |
Re: Emuli Gian Paolo Locatelli - 22.11.2004| Scusa Banana, ma il "nostro caro" Pera (chissà che macedonia ne verrebbe fuori mischiandovi) è stato semoplicemente preso da spirito emulativo: il suo capo dice, davanti alla Gdf, che è giusto evadere il fisco e lui non poteva esimersi dal dire che il Patto di stabilità va infranto. Ti pare? Hasta la victoria siempre conpanero gpl | |
Se ci sei batti un colpo. BananaNews - 22.11.2004| Ringrazio l' amico Ciccione sperando per lui che di questi tempi abbia molto da viaggiare. Rifiuto categoricamente di macedoniarmi con una Pera avariata/o. Ha parlato Casini, ha blaterato Pera e rimbomba il silenzio di Ciampi. Forse è troppo occupato a far suonare e cantare l' inno per poter far sentire la sua voce, quale massima carica istituzionale, sulle sovversive dichiarazioni di Pera. | |
Povero Carlo Azeglio, non prendertela con lui... Red - 22.11.2004Caro Banana, non te la prendere con il vecchio Carlo Azeglio. Fa quello che può e, credimi, non è poi tanto. Un colpo lo ha battuto già in altre occasioni, come con la legge Gasparri. Ma non è che sia servito a molto. Purtroppo, l'Europa ha perso credibilità, consentendo a Francia e Germania di sforare il 3% e i berluscones hanno buon gioco a parlare di "alibi". Glielo ha consentito Tremonti, è vero, ma intanto è andata così.
Certo, Ciampi può sempre dire che con il nostro debito pubblico abbiamo poco da emulare francesi e tedeschi, ma non potrà andare molto oltre. E difficilmente potrà essere lui a dire a Berlusconi che le tasse non si possono tagliare. Qualcosa dirà, ma con molta prudenza. Ci tiene ad apparire al di sopra delle parti e non lo fa per un vezzo personale. Se si schiera le corazzate berlusconiane non massacrano solo lui, ma il Quirinale intero. E' l'ultimo baluardo di legalità nelle nostre Istituzioni, teniamocelo stretto. Il suo mandato scade fra meno di due anni: credo che ci mancherà. | |
ciampi poverino? gabbiano - 22.11.2004Caro red,
sei troppo "realista".
Non è mica un male se il nostro ciampino si scontra un pò con qualcuno e si "consuma" anche lui?
Se fosse l'ultimo baluardo della legalità dovrebbe scontrarsi pesantemente invece mi pare che non abbia mai fatto mancare la sua firma...
Infine cosa faceva Ciampi di mestiere quando il debito pubblico è schizzato a livelli fantascientifici?
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Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Red - 22.11.2004Gabbiano, accetto la critica, ma ho l’impressione che tu sia invece un po’ semplicista. Vedo che sei stato candidato e un po` frettolosamente votato alla presidenza del Consiglio: auguri. Ho l’impressione che se davvero ti candidassi brandendo fra i punti del programma la lotta senza quartiere all’evasione fiscale prenderesti molti meno voti di quanto credi.
Il Paese in cui viviamo è molto più complesso di come lo vedi tu e pensare che un rispettabile signore, solo perché siede al Quirinale, possa arginare più di tanto lo strapotere berlusconiano è, più che sbagliato, ingenuo. Berlusconi è a Palazzo Chigi perché ce lo hanno messo gli italiani e il Capo dello Stato, al di là della ‘moral suasion’, per limitare i danni, non può andare.
E’ ingiusto dire che la firma Ciampi l’ha sempre messa. Sulla Gasparri l’ha rifiutata, poi ha dovuto ingoiare il rospo. Non è nel suo ruolo fare barricate: rispedire indietro un testo approvato dal Parlamento è un potere che può esercitare solo a determinate condizioni. Ho l’impressione che, da toscano, non risparmierebbe neppure una frecciata a Berlusconi. Non lo fa perché crede nelle Istituzioni che è chiamato a rappresentare e che vuole, per quanto possibile, proteggere.
Concludo: tirare in ballo Ciampi per la crescita del debito pubblico è altrettanto ingiusto. Nelle sue relazioni annuali da Governatore Ciampi tuonò più volte contro la politica di Craxi, Andreotti e Pomicino. Può sbagliare, ma è una persona per bene ed è estremamente capace, e non è poco. Quando non volevano che entrassimo nell’euro, era l’unica persona con cui i tedeschi accettavano di trattare.
Ripeto: fra poco toglierà il disturbo e ho l’impressione che lo rimpiangeremo.
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.azzo se doveva parlare! BananaNews - 22.11.2004| Ciampi doveva parlare sulle parole di Pera, il quale è la seconda carica dello Stato. Ora agli italiani viene detto da una carica istituzionale, e non dalla coalizione di Governo, che queste regole dell' euro sono regole del cavolo che si possono infrangere. Che confusione hanno gli italiani se una carica come quella di Presidente del Senato, anch' essa ontologicamente super partes, dice che le regole possono andare a puttane perché la priorità è la riduzione delle tasse!Ciampi non deve parlare a favore dell' Ulivo, deve dire che cosa significa stare in Europa. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Red - 22.11.2004| Banana, capisco perfettamente ciò che vuoi dire. Ma purtroppo i forzisti hanno un argomento forte: Francia e Germania dei parametri se ne sono altamente fregati (fra l'altro grazie a noi), Gran Bretagna e Paesi Bassi potrebbero fare lo stesso e perché noi italiani dovremmo essere più virtuosi? L’unico argomento a favore di Ciampi sarebbe il debito, ma converrai con me che non è quello il problema: il 3% o lo si sfora o no. La voce di Ciampi in favore del rigore potrebbe farci piacere, e io credo che qualcosa dirà. Ma non rischierà il Quirinale per questo. E per lasciarlo a chi, poi: a Pera o, magari, allo stesso Berlusconi? Il tuo invocare Ciampi sembra più quello di uno spettatore che non vede l’ora di godersi una bella rissa che quello di chi vede nell’intervento del Capo dello Stato una soluzione. | |
Re: Follini un ummo per tutte le dichiarazioni Gian Paolo Locatelli - 22.11.2004«Siamo stati definiti un "residuo inerziale", ma domenica parlava un focoso militante di Forza Italia. Si tratta di un giudizio militante, non proprio istituzionale». Il segretario dell'Udc Marco Follini, nel discorso d'apertura del congresso nazionale del partito, restituisce al mittente (il presidente del Senato Marcello Pera, di Forza Italia) le accuse di «faziosità» dirette contro il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (Udc) sul ruolo e i vincoli dell'Unione europea sul taglio delle tasse del governo italiano. (Corriere della sera)
Non ci ha pensato Ciampi a bacchettare Pera e arriva Follini. Saluti gpl
Ps la macedonia di pere e banane è comunque buona. | |
Nonee! BananaNews - 22.11.2004Sorvolo sul fatto che per la Gran Bretagna, non avendo l' euro, (a meno che ciò non sia accaduto nelle ultime ore) infrangere il 3% del deficit ha tutt' altro valore rispetto ai paesi che hanno la moneta unica e conosco benissimo l' Ecofin in cui l' Italia si schierò "furbescamente" a favore dello sforamento di Germania e Francia (con l' appoggio esterno della Gran Bretagna). Ripeto però, per l' ultima volta, che le affermazioni di Pera sono da ribattere in quanto negano il principio dell' obbligo di osservanza delle norme. In pratica viene negata la certezza del diritto. Ciò non significa che il diritto non può essere cambiato, ma che, fino a quando esiste una norma, questa deve essere osservata. Quindi, il discorso trascende addirittura l' euro. Se poi il discorso è che Ciampi è quanto di meglio offre il mercato, vabbè, teniamocelo pure. Ma senza entusiasmo. Come nella famosa barzelletta :" e chisto tengo".
PS : non amo fare lo spettatore nelle risse. Per i miei trascorsi da pallanuotista preferisco farle. | |
Sinee! Red - 22.11.2004Caro Banana, l’early warning la Commissione lo spedisce anche a chi non aderisce all’euro, dunque anche alla Gran Bretagna, se serve. Questo perché Maastricht lo hanno firmato tutti e prescinde dalla moneta unica. Ma hai ragione: nel caso della Gran Bretagna il peso è diverso. I Paesi Bassi e il Portogallo, però, sai bene, aderiscono come Italia, Francia e Germania all’euro. E tutti e cinque hanno un approccio “a Pera”, diciamo così, a Maastricht.
Soggiungo sommessamente che a me le affermazioni di Pera (e in genere Pera) fanno ribrezzo.
Il punto non è questo. Ciampi potrebbe intervenire agevolmente se l’Europa fosse rigorosa come lo è stata fino a qualche tempo fa. Purtroppo, grazie a Tremonti, ma anche grazie a Chirac e Schroeder, l’Europa sul rigore si è sputtanata. Fino a ieri c’era ancora la Commissione Prodi a difendere Maastricht, da oggi c’è Barroso, e ho detto tutto.
Dunque Ciampi che dovrebbe fare: abbaiare alla luna mentre mezza Europa gli ride dietro? Certo, potrebbe bacchettare Pera, noi saremmo tutti qui ad applaudire. Ma Pera avrebbe buon gioco a rispondere (o a far rispondere dalle corazzate berlusconiane) che i presidenti di Francia e Germania si sono ben guardati dal criticare il governo perché rischiava di sforare il 3%. E avrebbe ragione. Berlusconi potrebbe far partire una campagna per dire che non abbassa le tasse perché Ciampi non vuole e salvarsi in corner. Potrebbe anzi mettere la "Tassa Ciampi". E' questo che vuoi?
Prendertela con il presunto numero uno (il cosiddetto Capo dello Stato) può farti sentire grande, importante e coraggioso. Ma il numero uno è, disgraziatamente, qualcun altro.
PS: Ciampi non è solo quanto di meglio offre il mercato: è soprattutto una persona capace e per bene.
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Ammazzete oh! BananaNews - 22.11.2004" Prendertela con il presunto numero uno (il cosiddetto Capo dello Stato) può farti sentire grande, importante e coraggioso. Ma il numero uno è, disgraziatamente, qualcun altro".
E io che credevo che esercitare il diritto di critica nei confronti di chicchessia, sia esso Presidente della Repubblica o Presidente del Consiglio, non comportasse il fatto di sentirsi grande, importante e coraggioso! Compiaciuto del supremo sprezzo del pericolo che dimostro io e gli altri che osano criticare, ti auguro una buona serata. Evidentemente abbiamo idee diverse non solo su Ciampi ma anche sulla grandezza, l' importanza e il coraggio.
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Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! Sailor - 22.11.2004La questione del patto di stabilità è, come si suol dire, complessa. O per meglio dire: è un bel casino, politicamente ed economicamente.
Sono di quelli che non trattano i parametri di Maastricht come le tavole della legge, né hanno in gran stima né simpatia la BCE, le sue eccessive rigidizze, l'ossessione con un'inflazione inesistente. E che ritengono che il 3% non sia la linea del Piave, ma che andrebbero piuttosto adottati criteri ciclici e anticiclici (l'economia tira? ridurre il tetto massimo di deficit, o puntare ad un avanzo primario crescente; l'economia ristagna? spendere un po' di più).
L'anno scorso, alla vigilia dell'annuncio che la Francia avrebbe sforato il tetto, andai a pranzo con un conoscente, diretto collaboratore dell'allora ministro dell'economia francese. Al caffé, parlando del tetto del 3%, mi disse più o meno: si tratta di una decisione politica, se volessimo potremmo rientrare sotto il tetto con alcuni tagli, ma per farlo dovremmo sacrificare alcuni progetti prioritari nel campo delle infrastrutture, della difesa e della politica estera. E quindi non lo facciamo.
Questa è una cosa. Ben altra, ma proprio ben altra, la politica di Berlusconi (e di Pera): il progetto è uno solo, cercare di sfangarla e rimanere ad ogni costo al governo. E quindi tagliamo comunque le tasse, anche se questo affonderà il paese. Tanto, a lui che gli frega?
Per l'opposizione è complicato assai attaccare il nano su questo e, allo stesso tempo, dire cose ragionevoli e non talebane su Maastricht. Ma tant'è. | |
Anvedi! Red - 22.11.2004| Non te la prendere, Banana. Se ti interessa, mi piace come scrivi e sono d’accordo con te su molte cose. Non volevo offenderti, volevo dire che talvolta la tentazione di sparare alto, tipo verso il Quirinale, può dare qualche ebbrezza di troppo e far perdere di vista il problema reale, che non è Ciampi, almeno in questo caso. Capita anche ai migliori. | |
Caro Sailor, BananaNews - 22.11.2004| la politica anticiclica del Bilancio dello Stato la inventò Keynes dopo la crisi del 29. Grazie al "deficit spending" che infranse il principio del pareggio di Bilancio si riuscì ad uscire da una crisi drammatica. Quindi, nessuna preclusione a ridiscutere i parametri del patto di Stabilità (il 3% non si riferisce però solo al Bilancio, ma all' indebitamento della P.A., e cioè un concetto molto più ampio). Si potrebbe, pertanto, adottare la "golden rule", e cioè togliere le spese per investimenti dal calcolo dell' indebitamento. Ma in realtà è quello che noi già stiamo facendo con la creazione di spa, garantite però dallo Stato, proprio per fuggire dal famoso 3%. E' il caso di Infrastrutture spa. Insomma, anche artatamente (ora è la volta di far uscire l' Anas dal perimetro della PA) si eludono, o si cercano di eludere i parametri. E' anche questo è motivo di preoccupazione perché comincia ad essere tutto un po' falsato. Perché, alla fine, è sempre lo Stato che dovrà garantire la bontà degli investimenti e delle spese. | |
Finalmente... Max Stirner - 22.11.2004Finalmente una discussione seria e non seriosa sulle tasse. Alla quale aggiungo poche cose, per arricchire le comuni conoscenze. Giulio Tremonti, in un appunto riservato del 6 maggio scorso che come talvolta capita ai giornalisti mi è finito tra le mani, aveva ben chiari tre fatti:
1) l'Italia rischia un downgrading
2) il taglio fiscale per avere effetto deve essere di almeno un punto di pil (13 miliardi)
3) il tetto del 3% va sfondato, come da accordi dello "Statement" G7 del 23-24 aprile 2004
Ora, non chiedetemi cosa sia questo Statement di cui scriveva Tremonti perché non lo so. Sappiamo tutti però che di lì a poco si è dovuto dimettere. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! ivan.callari - 23.11.2004Apprezzo l'enorme competenza e preoccupazione riguardo il bilancio dello Stato italiano ed il rischio di sforamento.
Da profano e cittadino pero, permettetemi di intervenire in merito al quoziente politico della decisione invocata dal Nano.
Il sostrato politico della riduzione della tasse e dell'eliminazione netta del principio di progressività delle imposte è di stampo chiaramente iperliberista, a favore delle classi elevate e, di una deresponsabilizzazione dello Stato nell'equilibrio sociale.
Al di là dei conticini, materia da addetti ai lavori, c'è un significato politico oltre che economico in questa manovra.
La "GGENTE" se ne frega del bilancino dello Stato, se i conti tornano o meno, quello che deve dire la Sinistra è "quali sono le conseguenze politiche e sociali di questa riforma".
Ho paura, cari barbieromani, che le lezioni del passato ancora non siano state assimilate.
Quando sento i burocrati del Centrosinistra che contestano la decisione berlusconiana in virtù di un probabile sforamento dei conti, ho quasi l'orticaria!
Fanno passare Il Nano per il vero paladino dei cittadini e, loro stessi per i grigi revisori dei conti che, come d'abitudine, ricordano lacrime e sacrifici.
Basta! basta perfavore con questa cazza di economia sbandierata supinamente come argomento di opposizione politica!
La politica è fatto di PROGETTI SOCIALI, l'economia seguie a ruota ma, SEGUE!
Socialmente cosa significherà la riduzione delle imposte?
Questo dobbiamo chiederci!
E,
a che cazzo servono le imposte? | |
Progetto BananaNews - 23.11.2004" Ahò, annamo a magnà, a beve' e a trombà!"
" E chi paga, che nun ciavemo 'na lira?"
" Nessuno, cazzo te frega!" | |
sto con banananews gabbiano - 23.11.2004Penso che l'approcio di Banana sia giusto. Berlusca è un personaggio a capo di uno schieramento e fa politica: sbagliata, ma fa politica. E' ciampi il garante del paese (in tutti i sensi) e a lui, che ha anche avuto un ruolo nell'ingresso all'euro, che tocca intervenire per chiedere che le regole siano rispettate.
Detto questo ritengo che ognuno faccia delle scelte. Quando ciampi vuole si espone anche al di là del suo ruolo: vedi la vicenda sofri.
Quando invece fa comodo si sta zitti.
Tra i miei primi interventi parlavo del cappio generazionale che oggi viviamo. Bene io non so chi oggi può intervenire ma ai miei figli voglio lasciare un Paese meno strozzato di quello che è stato lasciato a me.
E' così osceno?
Ciampi se ne frega? E infatti non mi sembra nemmeno che il Paese si stracci le vesti per lui... In fondo se si esponesse un pò di più cosa potrebbe accadergli? Gli tolgono la pensione? A Cossiga non l'hanno tolta quando si toglieva i sassolini...
Ha poco potere? Non ci credo... anzi a me pare l'uomo più vicino a quel "numero uno", al vero padrone, di cui parlate voi...
In realtà a questo Paese occorrerebbe un uragano di pulizia: a casa tutta la gerontocrazia, idee nuove, e un pò di sana redistribuzione della ricchezza.... | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! ivan.callari - 24.11.2004No Banana,
forse non mi sono spiegato, ma, a monte, sarebbe utile ricordare a cosa servono le imposte.
I problemi di bilancio sono importanti e meritano tutto il rispetto.
sta di fatto che, come il Berlusca dimostra, passa più il significato sociale di certe operazioni politiche che non la presunta impossibilità economica.
Converrai, che dei cosiddetti conti pubblici al Presidente del Consiglio non gliene puo fregar di meno.
Abbasserà l'IRPEF come ha promesso e poi le conseguenze non dovrà neanche giustificarle, visto che questo abbassamento verrà prodotto giusto a fine mandato, un enorme spot pubblicitario per una sinistra perdente che invece non ha fatto che proclamarne l'impossibilità.
Se dunque, non integriamo il ragionamento economico con un progetto politico il Berlusca finirà per vincere anche le prossime elezioni.
Le imposte saranno abbassate, statene certi!
non c'è economia che tenga alla volontà politica, Francia e Germania hanno già sforato Maastricht, e gli elettori non si sono per questo strappati i capelli; in politica il ragionamento a lungo termine ha, purtroppo, dei forti limiti.
Ci sono tanti cittadini che sentono puzza di bruciato, riguardo al taglio dei servizi, riguardo alla discriminazione sociale, riguardo alla macchina ideologica che corre dietro un'operazione di questa portata!
Le vogliamo dire queste cose, oppure, vogliamo continuare a trincerarci dietro un'Europa che esiste solo a casa nostra?
PS: Lascia perdere il romano non è il tuo dialetto! | |
E ordunque, BananaNews - 24.11.2004| premesso che il romano non è il mio dialetto, ma la mia lingua in quanto tesserato alla Lega di Centro (l' italiano lo sto studiando con profitto al Cwepu ai corsi acelllerati di italiano), movimento nato al grido di "Pontedilegno ladrone!" ti dirò che il problema, come giustamente sottolinei, è che Berlusconi se ne frega dei conti pubblici. Ergo, siccome non sono conticini, ma conticioni quelli del Bilancio dello Stato, qualcuno se ne deve preoccupare. Se a lui non gliene frega un cazzo, se l' opposizione non deve fare il piagnisteo con l' equilibrio dei conti, chi si deve preoccupare? No, lui potrà fare anche una irrisoria ( soprattutto per i ceti bassi e medi) riduzione delle tasse, ma questa volta i giochi sono molto più complicati perché, purtroppo (dico "purtroppo" perché ci andiamo di mezzo tutti) la situazione è grave, con buone prospettive di precipitare. Quando si parla di Bilancio dello Stato parliamo di una cifra che si aggira sui 670.000.000.000 euro(leggila tu, io non ci riesco.) Questa somma che rappresenta il totale delle entrate pareggia con le spese. Bene, di questa cifra poco meno della metà è rappresentata da accensioni di prestiti, dovuti all' enorme debito pubblico che abbiamo. Ed è questa la ragione per cui lo sforamento del 3% ha una valenza del tutto diversa da quella di Francia e Germania. Insomma, noi viviamo sul ciglio del burrone, loro no. Ed è per questo che la preoccupazione è oggi, più che mai, valenza politica. Gli italiani non lo capiscono? sarà bene che lo capiscano. | |
Re: Mi tassa, non mi tassa, cazzo mi tassa! ivan.callari - 24.11.2004Banana,
anche se magnàa, bèvee e trombàa, restano tra le mie maggiori preoccupazioni,
quando torno da Ariccia, non soo cosi becèro da non sentire una certa angoscia per il futuro; in questo, credo tu non mi abbia capito.
La preoccupazione per i conti dello Stato è sacrosanta ma, non possiamo opporci al Nano solo con questo argomento, il quale, a contrario, dovrebbe diventare il volano per sviscerare ben altri contenuti "politici".
Dunque, ho apprezzato enormemente il tuo articolo, mettendovi in guardia pero, da un'eccessiva autoreferenzialità insita nel dibattito.
Mi scuso se ho utilizzato un linguaggio troppo "viscerale".... | |
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