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24.02.2005 Il sottogoverno delle amministrazioni straordinarie
di columella
La stampa complice o in funzione di stimolo critico?
C'è un fenomeno economico tutto italiano: la gestione delle Grandi imprese in crisi.
Si tratta di una quarantina di gruppi industriali con un giro vorticoso di danaro e almeno 20 mila dipendenti. Sono regolati da quello strano mostro a due teste che è l'amministrazione straordinaria (legge Prodi e decreti Marzano) che assegna un ruolo preponderante al Ministero delle attività produttive ed uno subalterno ai Tribunali fallimentari.
La grande stampa, anche quella economica, tende a trascurare questo fenomeno. I casi Parmalat e Cirio vengono esaminati soprattutto per i riflessi finanziari, lasciando abbastanza in ombra gli aspetti industriali e gestionali.
Si tralascia quanto c'è di più pericoloso: il formarsi di un sottobosco di professionisti (sempre gli stessi), contigui al potere politico e a quello finanziario delle Grandi Banche che possono gestire bene o male,situazioni economiche complesse, sempre con scarsissimi controlli.
Il Pubblico Ministero di Potenza Woodcock, aveva
fatto effettuare intercettazioni da cui risultava secondo l'accusa che una giornalista molto nota aveva accettato regali costosi proprio dai individui accusati di essere i maggiori profittatori di questo sottobosco.
L'ordine dei giornalisti del Lazio aveva iniziato un procedimento disciplinare, poi insabbiato in attesa dei tempi biblici del procedimento giudiziario.
Sulla stampa poi silenzio totale, rotto solo da qualche articolo sul web o su una rivista specializzata, autorevole solo nella sua piccola nicchia: Spazio Rurale.
Ora è addirittura l'Espresso a dedicare due articoli al problema del malgoverno delle aziende in crisi. Ne esce un quadro preoccupante: professionisti che pagano tangenti stratosferiche per aggiudicarsi i posti migliori, imprese cedute a prezzi stracciati, con grave danno di creditori e lavoratori.
Il tutto confermato da una lettera scritta, addirittura dal Capo Ufficio del Ministero delle Attività Produttive e, sembra, dalla Relazione degli Ispettori del Ministero della Giustizia. Anche la Procura della Repubblica di Perugia ha reso pubblico che l'inchiesta sul Tribunale Fallimentare di Roma, che ha visto anche l'arresto di un magistrato, coinvolge anche la Cirio, che pure sembrava il migliore esempio di salvataggio, dal punto di vista industriale di una Grande impresa in crisi.
L'iniziativa dell'Espresso ha avuto una immediata eco a livello parlamenta: un senatore di Rimini, preoccupato soprattutto delle anomalie nell'amministrazione straordinaria Giacomelli, ha presentato una interrogazione al ministro della Giustizia.
L'auspicio, ora, è che anche la restante stampa italiana dedichi la dovuta attenzione a queste tematiche.
Columella
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