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25.02.2005 Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere
di LAURA RIPANI
Toni Capuozzo dal Foglio di oggi
Giorni fa, dopo il video che ritraeva Giuliana Sgrena, si è innescato un profetico dibattito sulle pagine internet di un sito-bandiera del giornalismo politicamente corretto, il Barbiere della Sera. Uno dei frequentatori si è chiesto se non fosse il caso, in risposta a quel passaggio in cui Giuliana invitava i giornalisti italiani a non venire in Iraq, di ritirare i reporter, se non era possibile ritirare le truppe, in un gran gesto da refusnik, da dissidenti, da coraggio civile. I fatti hanno preso alla lettera l'auspicio, e il Palestine è deserto".
Vale la pena di leggere il pezzo completo perché ne ha davvero per tutti. L.R.
RESISTENZE
L'Iraq che cambia, i cronisti "ritirati" e la miopia del santone del sindacato giornalisti
E adesso chi glielo dice, a quel vecchio compagno che è intervenuto nel dibattito, in una sala di provincia, per dire che appare sospetto tutto questo sequestrare giornaliste di sinistra e pacifiste, chiediamoci a chi giova, non è che dietro c'è la Cia?
Chi glielo dice che Raida al Wazan, 36 anni, non è di sinistra e pacifista, e si limita a condurre l'edizione regionale di Mosul del telegiornale Al Irakiya? Chi glielo dice, alle donne in nero, che il fatto che sia stata sequestrata mentre guidava l'auto con a bordo la figlioletta di dieci anni, dovrebbe farci sentire tutti a lutto?
E chi dice a Bifo di immaginare quale disperazione possa aver armato la forza dei decapitatori, e chi avverte Giorgio Bocca che l'incompresa resistenza irachena ha aggiunto un nuovo fiore all'occhiello delle sue imprese? Chi fa notare ai commentatori delle elezioni truffaldine del 30 gennaio che il coraggioso Zapatero ha raccolto alle urne, nel referendum europeo, meno concorso del disincantato e pauroso elettorato iracheno?
E chi chiosa i titoli - l'avevamo detto noi... -sulla sharia destinata a diventare unica fonte di un governo oscurantista, adesso che c'è un dibattito, uno scontro politico che non pretendiamo appassionante, ma che è autentico, nella candidatura alla premiership tra Ibrahim Al Jaafari a Yiad Allawi?
Giorni fa, dopo il video che ritraeva Giuliana Sgrena, si è innescato un profetico dibattito sulle pagine internet di un sito-bandiera del giornalismo politicamente corretto, il Barbiere della Sera.
Uno dei frequentatori si è chiesto se non fosse il caso, in risposta a quel passaggio in cui Giuliana invitava i giornalisti italiani a non venire in Iraq, di ritirare i reporter, se non era possibile ritirare le truppe, in un gran gesto da refusnik, da dissidenti, da coraggio civile.
I fatti hanno preso alla lettera l'auspicio, e il Palestine è deserto.
A chi giova? Alla Cia, che così eviterà fastidiose ricostruzioni della battaglia di Fallujah o analisi attente alla minaccia sciita, o interviste anticonformiste ai leader degli ulema?
0 giova a una resistenza, chiamiamola pure così, se l'Anpi non ha niente da ridire - che non ha mai invitato un giornalista a raccontare un solo straccio di programma, a mostrare un solo asilo o una sola scuola in un villaggio liberato, che non ha mai dimostrato di voler prefigurare nella lotta, e nei metodi di lotta, un solo assaggio del mondo nuovo, non fosse per quei tre incauti rivenditori di alcol messi alla gogna nella Fallujah libera dove si organizzavano i sequestri, dove le vittime venivano appese ai ponti, dove l'unica bandiera era quella del terrore per il terrore, condito da un po' di nostalgia per i fasti di Saddam, e da un po' di versetti del Corano recitati prima della decapitazione di turno?
Ora e sempre, questa resistenza che non vuole giornalisti tra i piedi, scomodi o pronti a raccogliere le loro testimonianze, che vogliono bene al popolo iracheno aggredito da Bush, o che vogliono bene al popolo iracheno, e alle donne e ai bambini, anche quando vengono straziati dalle autobomba del terrore.
Un pensiero a Quattrocchi
E chi glielo dice al santone del sindacato dei giornalisti che, è vero, noi giornalisti non amiamo venir arruolati, ma prima ancora non amiamo venir sequestrati, e gradiremmo di poter fare il nostro lavoro senza essere reclutati da nessuna bandiera, neanche quella arcobaleno-che censurò, da Assisi alle visite guidate da Un ponte per..., lo scandalo di Oil for food - oltre a quella a stelle e strisce, che pure lasciò trapelare le vergogne di Abu Ghraib, e l'esecuzione a freddo di Fallujah?
E chi dice a quel ragazzo benedetto, il figlio di Enzo Baldoni, che la morte dell'assassino di suo padre non è stata una vendetta che priva noi tutti di un processo giusto, ma un'azione della polizia irachena, che non può portare sollievo e neppure soddisfazione, ma che ci deve far registrare che ci sono iracheni che si battono contro il terrore? In attesa che le truppe d'occupazione se ne vadano, come reclamano ora e subito i cartelli nelle manifestazioni in cui non c'è un solo cartello che reclami, chieda, implori la restituzione del corpo di Enzo? E chi ha il coraggio di ricordare adesso, le parole di Fabrizio Quattrocchi?
Dicevano che aveva promesso la prova che un fascista sa morire a modo suo. Disse che mostrava come muore un italiano. Fu visto con sospetto, e in qualche caso con derisione. Il sospetto era legittimo, perché non è vero che così muoiono gli italiani.
Così è morto un italiano, un soldatino male in arnese, da Grande Guerra, e gli italiani sono di tutto un po': i diciannove di Nassiriyah, Vanzan e Baldoni, l'elicotterista e le due Simona, Giuliana Sgrena e noi e voi, che chissà come ci comporteremmo, nell'ora della verità, quando non c'è da lasciare Baghdad, ma da lasciare la vita.
Quando ancora attendiamo il ritorno di Giuliana, rivolgiamo un pensiero, da non dire a nessuno, al congedo asciutto di un italiano qualunque, al gesto fascista dì un italiano che ha imitato l'antifascismo dei condannati a morte di una resistenza europea, davanti alla resistenza irachena.
Toni Capuozzo
25 febbraio 2005
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Toni e Laura Ragazza del Bar - 25.02.2005Siete fatti l'altra per l'Uno. E ti posso garantire, Lauretta, che ne vale la pena.
Gaudeamus igitur.
La RdB benedicente
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Ma come si fa a non ridere anche nella disperazione? Ragazza del Bar - 25.02.2005 | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere deusexmachina - 26.02.2005E chi glielo dice, agli spettatori del TG5, che il Capuozzo (anzi, CapuoSSo) che li informava quotidianamente dall'Iraq è così fazioso?
Comunque, caro BdS, colpa tua se i giornalisti sono stati fatti allontanare da Baghdad e dintorni, mentre a militari e miliziani avrebbero fatto così comodo! Appuntati sul petto questa immeritata stella.
Nel merito, mi sembra che a tratti CapuoSSo abbia scritto di getto, un pò obnubilato, forse, dal dolore per il forzato rientro. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Paul Olden - 26.02.2005Certo che da militante di Lotta Continua a giornalaro fogliante che si emoziona per l'eroico gesto patriottico di un soldato di ventura il salto non è breve. Complimenti per l'agilità a Capuozzo.
Quanto alla presenza dei giornalisti, Capuozzo, che è un professionista di una certa esperienza, dovrebbe saperlo bene che in guerra i giornalisti indipendenti non li vuole mai nessuno.
Per quanto ne so io, in questo momento l'ingresso dei giornalisti a Falluja è proibito tassativamente dai militari americani.
Si dice che ci sia troppa puzza di cadaveri per organizzare le visite guidate dell'unico giornalismo accettato, cioè quello embedded.
Anche se i giornalisti fossero rimasti in Iraq, Falluja non l'avrebbero vista lo stesso.
In ogni caso i giornalisti vanno via per un motivo piu' che semplice: restare è pericoloso.
Colpa della resistenza assassina, certo, ma anche della piu' grande potenza militare del mondo che è incapace di garantire un minimo di sicurezza nel territorio occupato d'Iraq.
E questo , Capuozzo ne converrà, qualcosa vorrà pur dire. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Gianluca Lombardi - 26.02.2005Nessuno tocchi Capuozzo.
Uno, perchè è in assoluto il miglior giornalista in circolazione.Due, perchè scrive in maniera che io vorrei saper scrivere la metà e mi basterebbe. Ma sarebbe sufficiente solo il fatto che Tony Capuozzo è uno dei pochi, pochissimi, giornalisti che porta il proprio deretano laddove le notizie nascono e non dove le notizie passano, ossia dalle camere degli alberghi.Se poi qualcuno è infastidito dalla loquace ed appasionante prosa assolutamente "verista" di Capuozzo, che credo nasca da una infinita passione per questa professione ma passi per una criticità che solo gli uomini (ed i giornalisti) liberi possono permettersi...beh, problema suo.
Così scrive un giornalista.Come lui, non come me.Ovviamente. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Paul Olden - 26.02.2005Oddio, l'analisi letteraria della prosa di Capuozzo io non avevo intenzione di farla.
Mai detto che scrive male, anche se , a voler essere puntigliosi, una decina di paragrafi col punto interrogativo su un testo breve non sono proprio il massimo dell'eleganza stilistica.
L'idea poi che , quando uno è bravo non si possa mettere in discussione ciò che dice, pena il reato di lesa maestà, mi pare francamente degna di un fan club di provincia. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere OldNoGlobal - 26.02.2005E' merito di chi ha riportato il pezzo di Capuozzo sul Barbiere averci fatto conoscere tanta eleganza di stile e pensiero. Ciò almeno per me che non acquisto la stampa di regime. Che venga o meno dai movimenti extraparlamentari, scusate la franchezza, fa comunque veramente schifo, e forse commettiamo un errore a dargli dignità di commento.
Senza offesa.
OldNoGlobal | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Gianluca Lombardi - 26.02.2005Il fun-club, di cui peraltro sono unico "socio" (almeno per quanto mi è dato sapere), è effettivamente di provincia ma non credo (ed anzi spero) che questa circostanza sia da deridere, come mi pare di intendere.
Io, mentre lo leggo, sento. Sento la sua voce, mi sembra di sentirlo parlare.Che poi sia d'accordo con quanto sostiene nella circostanza è del tutto relativo.
Ma se è vero che non c'è peggior sordo di chi non voglia sentire, par anche vero che non c'è peggior cieco di chi non voglia leggere.
Embedded o non embedded, il coraggio civile, fisico e morale di Toni Capuozzo mi pare fuori discussione ed è quello che fà la differenza tra lui ed altri: se poi disturda che certe cose le dica uno che viene da Lotta Continua, allora forse disturberà ulteriormente sapere che chi con lui è pianamente d'accordo proviene dalla riva opposta. Molto opposta.
Buona domenica. | |
Comunista! Grullo - 26.02.2005| Sarebbe curioso sapere quand'è stato che Capuozzo, già inserito nelle liste di proscrizione dei giornalisti comunisti, ha smesso di essere comunista. E giornalista. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Grullo - 26.02.2005Scusate la battutaccia, ma come si fa a resistere ad un "Leggete, perché ne ha davvero per tutti"?
Si, tutti quelli che si distinguono anche solo di una virgola dalle parole d'ordine della propaganda di guerra.
Con giudizi infondati, suoperficiali ed incuranti del falso (già, adesso sarebbero i pacifisti che se ne fregano di Baldoni..)
Che ferocia contro chi sta nella stanza dei bottoni, eh! Si volge al giornalismo come cane da guarda per il potere | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Paul Olden - 26.02.2005x lombardi: hai scritto Fun [buffo] anzichè Fan.
Lapsus freudiano? ;-) | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Ragazza del Bar - 26.02.2005Se per questo ha scritto anche disturda!
Io avrei una proposta da fare. Stendere un pietoso velo su questo scritto. Il marito ha riconosciuto il corpo della giornalista irakena decapitata rapita con la figlia. Una che lavorava sul posto. Sul serio.
Vedete, embedded e non, è molto difficile saper riconoscere i protagonisti veri delle tragedie. Sono gli irakeni, ma questo un affetto da manie di protagonismo non lo capirà, al Palestine o a Milano.
Non è solo Capuozzo (che comunista non lo è mai stato, neanche quando militava in LC), siamo in tanti. Non la Sgrena, che da sempre ha prestato se stessa per raccontare gli altri. Tutti o tanti di noi che appariamo, dal più piccolo cronista di provincia alla grande firma.
Su Capuozzo si potrebbero scrivere volumi, ma non è il solo. A Udine, sabato scorso, ha pubblicamente affermato che al Palestine si mangia male e che deve prepararsi la cena da solo. Adesso avrà qualcuno che gliela cucina meglio, magari perderà qualche chilo di troppo. Ma, ribadisco il concetto, non è il solo.
Il guaio è che si discute non di informazioni utili per farsi un'opinione, ma di opinioni utili per disinformare.
Bye
RdB | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere carotene - 26.02.2005
Scusate, non vorrei essere troppo
intrusivo.
Ma c'è qualcuno degli autorevoli commentatori che
puo' riassumere il significato del pezzo di Capuozzo? Mi bastano un paio di righe, veramente non l'ho capito.
Sarà perché vivo all'estero da troppo tempo? O
che sono troppo stupido?
L'unica cosa chiara è che difende la memoria
di Quattrocchi. Poi più nulla.
Grazie.
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Tacete Sandro De Rossi - 26.02.2005Una delle cose cha ha fatto Capuozzo è stata quella di ricordare un uomo che ha affrontato la morte guardandola negli occhi. E sul quale, dopo le pallottole, si sono scaricate le infamie di tanti imbecilli.
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E' sicuro che gli imbecilli non possano capire un gesto del genere.
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Credo però che Capuozzo sbagli, se pensa che la mobilitazione per Giuliana Sgrena sia qualcosa di più vero rispetto alle infamie su Quattrocchi.
Io credo che l'infamia abbia usato Quattrocchi in un modo, quanto usi la Sgrena in un altro.
Capuozzo sbaglia, perchè pensa che si possa essere disumani in un caso e 'umani' nell'altro. Sbaglia, perchè l'insensibilità degli imbecilli è sempre strumentale.
Più precisamente: è sempre miserabile.
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Quando si dice un'altra occasione persa... Ragazza del Bar - 26.02.2005Lapis dice tacete. Idea ottima, Lapis. Comincio io o tu?
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Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Paul Olden - 26.02.2005Lapis non dice solo "tacete", dice anche "imbecilli". E ottiene solo il risultato di passare automaticamente dalla parte del torto, senza passare dal via.
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Info x RDB LAURA RIPANI - 26.02.2005| Credo tu non abbia seguito le ultime vicende. La notizia della giornalsita decapitata è stata smentita. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere deltaforce - 26.02.2005aiutatemi a capire:
il fatto che quella giornalista, una certa sgrena mi sembra, abbia sempre parlato male degli americani, abbia sempre difeso i partigiani della resistenza irachena, si pensava che in una zona di guerra godesse di qualche speciale lasciapassare?
Credo che la guerra sia solo morte, da un parte e dall'altra. Se uno non vuole trovarsi né da una parte, né dall'altra, se ne rimane comodamente seduto sulla poltrona di casa.
La morte non sorride a nessuno, arriva e basta.
Quando si leggono i libri di storia, o si legge la storia moderna, capita spesso di conoscere giornalisti o reporter o cameramen che hanno perso la vita nell'esercizio delle proprie funzioni.
Non ricordo però fiumi di persone in piazza per i sacerdoti o suore rapite e successivamente giustiziati in Africa o in altre parti del mondo.
Forse è vero, la pace vera non passa dalla ragione dell'uomo ma dalla redazione de: Il Manifesto. | |
Ma davvero porta jella 'sto Barbiere...E' delle 16,40 LAURA RIPANI - 26.02.2005ANSA: (ANSA) - ROMA 26 FEB - Raida Al Wazan, la giornalista irachena rapita a Mossul, e' stata uccisa, secondo voci diffuse da emittenti tv italiane che citano il marito. Ma Razi Feisal, il direttore dell'emittente irachena per cui lavorava la giornalista, ha detto di non essere stato informato della sua uccisione. La reporter e' stata rapita domenica scorsa nel centro di Mossul, assieme a sua figlia di dieci anni. La bambina e' stata rilasciata il giorno stesso.
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No, non porta jella Ragazza del Bar - 26.02.2005Solo capita che tra una pausa e l'altra qualcuno legga anche le notizie antecedenti alle 16 e 40 sul sito di Repubblica. E' veramente incredibile come i giornalisti, pur lavorando, riescano qualche volta a dare anche un'occhiata al lavoro altrui...Da non credere!
Laura, solo perchè sei tu, ti rivelo un segreto. Io tengo aperti un paio di siti. Scrivo o telefono o esco o faccio quello che devo fare e poi butto l'occhio su cosa ha scritto nel frattempo qualche collega. Non commenti, quelli quasi mai, non ho molto tempo. Notizie. Mi dicono sia utile. Pensa che al mattino faccio addirittura una cosa cretina come dare un'occhiata (frettolosa, è vero) a tutti i principali quotidiani.
Quando lavoravo in una redazione collegata alle agenzie avevo l'assurdo vezzo di tenerle aperte. Mi mancano molto. Non perchè le copii, solo per consuetudine. E poi è così divertente, dopo averle lette, sentire alcuni giornalisti televisivi che le recitano... | |
Noto LAURA RIPANI - 26.02.2005Infatti noto come questa di Capuozzo l'hai data tu per prima...
Inoltre noto come tu sia brava a riprenderti per i capelli, compliemnti davvero. Io preferisco non dar retta a voci qui e lì. Quella delle due Simone sgozzate l'aveva addiritura battuta la Reuter... E la faccenda della giornalista irakena è un paio di giorni ke, purtroppo, gira tra conferme e smentite. Come avrai letto dalla mia Ansa il marito continua a negare, mentre tu basavi l'informazione sulla sua testimonianza. Dico solatnto una cosa: speriamo abbia ragione lui. Converrai, no? | |
P.s. LAURA RIPANI - 26.02.2005| Io so (anche dai miei studi) ke i giornali e i giornalisti sono detti "fonti secondarie". E prima di passare quello ke altri hanno scritto o detto, è meglio verificare con fonti primarie. Più ufficiali sono e meglio è. E' QUESTIONE BASILARE nella professione! E ogni buon cronista deve averne di proprie, vagliate negli anni. Scopiazzare il lavoro degli altri può portare al telefono senza fili. Ci giocavi da bambina? Ecco, io sono cresciuta... Con stima. | |
E allora vi spiego Sandro De Rossi - 26.02.2005Capuozzo ha fatto una riflessione bellissima -e con grande penna- che ci ha ricordato l'impressionante diversità di toni e commenti in funzione delle... caratteristiche politiche della persona vittima della violenza.
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Semplifico: il povero Quattrocchi ucciso da dei criminali, e sbeffeggiato ("mercenario") da degli imbecilli. Ben altra cosa la compassione che invece si vede nei casi "politicamente opposti". (Che -aggiungo io- è solo compassione apparente)
***
Capuozzo ha colto in modo struggente queste differenze, e l'incultura che ne sta alla base. E con amarezza vede che questa incultura (immoralità, insensibilità...) oggi dice di essere "di sinistra". E che chiama "di sinistra" la barbarie.
Capuozzo, insomma, come me e come tanti, è anche ferito proprio in quei valori che tanti cercavano di mettere al primo posto.
***
Capuozzo ci ha anche regalato un flash impressionante, ricordandoci il parallelo tra il grido disperato e fiero del povero Quattrocchi, "fascista", e quelli dei resistenti (veri) condannati a morte dai nazisti.
Il "fascista" che si comporta come quelli che abbiamo sempre chiamato eroi.
E i "resistenti" che si comportano come le bestie che stavano per sopraffarci.
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Ecco perchè solo gli imbecilli non capiscono. Essendo prigionieri delle proprie puerili scatole mentali (puerili e scandalosamente amorali non a caso), non possono capire. E confondono il bene con il male, i valori con l'orrore.
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Qualcuno si offende, se parlo genericamente di un gran numero di imbecilli in circolazione?
E perchè mai?
Uno basta che prende quello che ha scritto per Quattrocchi, e quello che ha scritto per Baldoni, e se scopre differenze sa subito di essere un povero imbecille.
Vedete, però: io non do dell'imbecille a nessuno. E' tutto scritto. E autocertificato.
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Re: Lapis Gabriele Porri - 26.02.2005non mi sembra che definire una persona "mercenario" sia un'offesa, di fatto è così che si chiama chi si reca in zona di guerra senza divisa e armato per difendere interessi di qualcuno che a diverso titolo è presente in zona di guerra. Detto ciò, non è certo il paragone corretto (in quanto Quattrocchi non era un soldato invasore anche se di fatto era così visto dagli iracheni) ma anche in Italia nella II guerra mondiale i resistenti hanno ucciso i nazisti...e come qui per un tedesco uccidevano dieci italiani, anche in Iraq il numero dei morti tra i locali è molto più grande di quello delle forze americane con gli alleati.
Tu dici che a sinistra si usano due pesi e due misure, ma hai visto le copertine di Libero e del Giornale sbeffeggianti le due Simone e la Sgrena, hai mai letto lo strisciante "far pesare" agli oppositori di Berlusconi il loro chiedere aiuto al governo per i sequestrati, come se il governo di uno stato democratico debba aiutare i propri connazionali in difficoltà all'estero solo se elettori o simpatizzanti delle forze di maggioranza? Come se la protezione civile in Asia avesse dato assistenza solo agli italiani vittima dello tsunami che hanno votato cdl...?? | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Gabriele Porri - 26.02.2005"Uno basta che prende quello che ha scritto per Quattrocchi, e quello che ha scritto per Baldoni, e se scopre differenze sa subito di essere un povero imbecille.
Vedete, però: io non do dell'imbecille a nessuno. E' tutto scritto. E autocertificato."
Lapis, perché dai dell'imbecille a Feltri, Belpietro e compagnia bella?
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Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Paul Olden - 27.02.2005Lapis, dovresti smetterla di dare dell'imbecille agli altri. Non ti accorgi che così espliciti solamente la debolezza delle tue opinioni?
Che bisogno ci sarebbe di dare dell'imbecille a chi la pensa diversamente da te se i tuoi argomenti avessero la forza necessaria per imporsi?
L'insulto è solo una scorciatoia per deboli di carattere. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere milo calaferro - 27.02.2005«Uno basta che prende quello che ha scritto per Quattrocchi, e quello che ha scritto per Baldoni, e se scopre differenze sa subito di essere un povero imbecille» (Lapis).
Non può che riferirsi agli autori del Giornale, di Libero e del Foglio e a lui stesso, visto che in questi stessi post, il suo interesse, il suo rispetto, il suo scattare sull'attenti, la sua compassione, la sua ammirazione, la sua solidarietà, vanno solo a Quattrocchi. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere ivan.callari - 28.02.2005Lapis:
una domanda innocente:
Quattrocchi era un soldato di ventura, altrimenti detto un mercenario, rischiava, sparava, uccideva, operazioni in armi in paesi stranieri (reato per il codice italiano). Nessuno contesta la libera scelta di questo uomo che tra l'altro veniva abbondantemente pagato per i rischi che correva ed il sangue freddo necessario a farli correre ad altri.
Costui era, inoltre, entrato in Irak in totale clandestinità, vale a dire senza dichiararsi ad alcun organo consolare.
In un contesto di questo genere, sei consapevole di avere un nemico e di essere nemico.
Di fronte a tutto cio, si puo sapere di quale cazzo di eroismo stiamo parlando?
Un discorso simile vale anche per l'elicotterista ucciso, il quale pero non era un infiltrato ed era sottoposto all'obbligo di missione, oltre ad essere pagato relativamente di meno.
Francamente mi disgusta questa faziosità, per cui degli irakeni chissenefrega, civili compresi, se poi, pure ci ammazzanno un mercenario oppure un soldato, grida di sdegno, retorica da operetta e ipocrisia del soldato-evangelista.
La guerra come ad Holliwood.
deprimente. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere EN - 28.02.2005Trovo sinceramente ben curioso come, per certi giornalisti, Quattrocchi sia un eroe (quel suo: "vi faccio vedere come muore un Italiano" che eccita e sollecita orgogliosi commenti da parte della Destra nostrana, è il giusto corollario dell'"Eravamo in pochi a chiamare Patria l'Italia, oggi siamo la maggiornanza" dei cartelloni di AN in giro per l'Italia in questi giorni), e Baldoni, per le stesse persone, sia al meglio un Turista fai da te, al peggio un povero coglione andato a morire per la sua insana passione per il giornalismo.
Trovo anche curioso che sia così facile affibbiare la qualifica di "eroe" a chi muore, sia pur in maniera tragica, facendo ben poco di eroico, a meno che non si voglia dare la qualifica di eroe a tutti coloro che muoiono facendo il loro lavoro: in questo caso, tutti i poveri disgraziati che muoiono sui cantieri di tutt'Italia riceveranno la loro bella medaglia al valor civile.
Infine, per la Sig.ra Ripani: ho il massimo rispetto per le sue opinioni, che anzi mi piace leggere per mettere alla prova le mie idee. Non sopporto però la pigrizia che la spinge ad utilizzare il K al posto del CH: è un pò come se tutti scrivessero in dialetto romanesco, pè risparmià un pò de letté. Signora, faccia uno sforzo! | |
sic! Pjotr - 28.02.2005...sito-bandiera del giornalismo politicamente corretto...
?!
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Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere milo calaferro - 28.02.2005Non vi sono dubbi che scegliere spontaneamente di partecipare a scontri o a conflitti armati richieda già di per sè una buona dose di coraggio. Non si può fare, credo, i poliziotti, i vigilantes, i soldati, i mercenari, i «manovali» della mafia e della camorra, senza coraggio. Però una cosa è il coraggio, altra cosa è l'eroismo.
Eroe è chi sacrifica la propria vita per una causa particolarmente nobile: il bene dell'umanità, della patria, della collettività, del prossimo.
La scelta di Quattrocchi di arruolarsi, invece, non era funzionale ad alcun ideale, se non quello di poter raggranellare una somma di danaro sufficiente per poter aprire casa e metter su famiglia. Obiettivo certo di tutto rispetto e non esente da qualche nobiltà. Ma non al punto, credo, da dare alla sua presenza in Iraq una connotazione eroica.
Inoltre, scusate, non per sminuire la figura di Quattrocchi, ma solo per amore di verità: la frase "vi faccio vedere come muore un Italiano" non indica, in se stessa, nè eroismo nè coraggio. Dell'eroismo ho detto. Quanto al coraggio, non può essere indicato da una frase del tutto ininfluente sullo svolgimento futuro della realtà, come è, appunto, la frase di Quattrocchi. Il coraggio può essere evidenziato e significato solo da un atto o da una decisione o da una frase che può mutare il corso degli eventi: atti, decisioni o parole che comportino, o rischino di comportare, un sacrificio, una rinuncia, un dolore. Ma la frase del povero Quattrocchi, detta o non detta, in che modo avrebbe potuto influire su quanto già stabilito e decretato, cioè la sua morte?
Al più, le sue fiere e orgogliose parole avrebbero ottenuto l'effetto di richiamare l'attenzione dei presenti sull'atteggiamento virile, e non da femminuccia tremante e supplicante, col quale aveva deciso di guardare in faccia la morte.
Beninteso, queste precisazioni solo per rispondere alle montature strumentali e alla bieca propaganda di Lapis e dei fascisti al governo, montature maldestre e caricaturali delle quali, sono certo, avrebbe riso per primo il povero Quattrocchi. | |
Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Fangiongi - 28.02.2005Infatti, dovremmo innanzitutto chiederci quali sono le motivazioni che hanno spinto i soldati del contingente italiano, i diciannove di Nassiriyah, Quattrocchi, Stefio, Agliana e Cupertino, Vanzan e Baldoni, l'elicotterista Cola e le due Simona, Giuliana Sgrena e Tony Capuozzo ad andare in Iraq.
Poi, se lo ritenete importante, si può anche dare a qualcuno dell’eroe.
Certamente non a chi cerca di svolgere il proprio dovere professionale o a chi, mettendo a rischio la propria vita, lotta per difendere il diritto alla vita di altri meno fortunati.
E questi ultimi a Hollywood non fanno mai gli eroi! | |
Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Fangiongi - 28.02.2005| La mia era una provocazione, anche se preferisco giudicare chi sacrifica la propria vita per il bene dell'umanità, della patria, della collettività e del prossimo soltanto un uomo dai sani principi e non un eroe. Il termine eroe non mi ha mai entusiasmato, forse per colpa di Hollywood. | |
Soltanto uomini (e donne) LAURA RIPANI - 28.02.2005Io credo ke al fondo, la motivazione di ognuno, sia stata quella di fare (bene) il proprio lavoro. Per il bene dell'umanità, per mettere su famiglia, magari per lo scoop della vita o, semplicemente per non farsi raccontare da altri quello ke succede laggiù.
Le due Simona, Quattrocchi, la Sgrena e Baldoni. E anche ki pontifica da dietro la scrivania, se lo fa perché ci crede, per fare soltanto il suo lavoro, va lodato. Essere eroi non significa fare cose straordinarie, quello è il mito, la leggenda e Hollywood. Essere uomini e donne, realizzare la propria vocazione invece, è una fatica quotidiana. Abbiamone, tutti, rispetto | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Claudio Calzolari - 01.03.2005Ho passato un' oretta a sguazzare felice nel sito dei Tolkieniani, e posso confermare che qualcosa di sospetto c' e': non hanno in catalogo la versione originale del Signore degli Anelli. Una vera indecenza.
Per il resto la Societa' Tolkieniana e' la versione italiana della Tolkien Society. So che non ci crederai, Indyano, ma pare che non siano covi di nazional-socialisti o, peggio, di cattolici. Si direbbero invece delle associazioni con finalita' letterarie.
Indubbiamente pero' se un socio e' di destra, o se organizzano incontri con un centro culturale di matrice cattolica, ne consegue che l' intera associazione e', appunto, "sospetta". Del resto in uno dei giornali Tolkieniani (che si chiama Minas Tirith, e non La gazzetta di Adolf) appare l' articolo "Tolkien lettore di Chesterton". Chesterton = Padre Brown, Padre Brown = Cattolicesimo, Cattolicesimo = nazismo. Quod erat demonstrandum. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere indyano - 01.03.2005dixit: copincollo
non è mia intenzione sostenere che la società tolkeniana sia un covo di nazi, ho ripreso quel pezzo giusto per dare l'idea delle frequentazioni e dell'amore della Ripani per l'anticomunismo new wavw berlusconiano.
della Ripani, mi perdoni, me ne può fregare di meno, mi interessa piuttosto far rilevare come una vasto fronte di quell'ossimoro che è la "cultura di destra" degli anni naneschi, sia in realtà una rete di gente unita da cointeressenze tattiche e da una visione oscurantista e manichea.
Capuozzo non è che un pedone messo sulla prima linea mediatica a randellare, tutto qui. | |
Grazie topo, tu sai perché. Bella, Kalin... LAURA RIPANI - 01.03.2005 | |
Ho fatto un po' di pulizia topo gigio - 01.03.2005di chiacchiere, insulti e insultini, chatterie e sciatterie. Ci sara' andato di mezzo anche chi ha risposti correttamente a qualcun'altro poco corretto, ma tant'e'.
Ma e' tanto chiedere di non insultarvi? Peraltro discettando ognuno dal calduccio della propria postazione su chi e' morto giusto e chi no.
Come ricordare a tutti che siamo nel merdone piu' totale in patria e fuori e che c'e' una donna che in questo momento sta molto piu' nel merdone di noi?
Non so piu' chi non ricordava il suo nome...Si', ti pareva bene: si chiama Giuliana Sgrena e se ancora non lo sai tocca che rivedi le tue posizioni sul modo di informarti. O "fedeggi"? Non lo sai che non si fedeggia mai gratis? Almeno fatti pagare :-)
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Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere Grullo - 01.03.2005Ok, siamo arrivati a parlare di Tolkieniani e Chavez (che, pur riconoscendo che è demonizzato molto oltre i suoi reali demeriti da un'opposizione che conta elementi che non ispirano alcuna fiducia, non sta per nulla simpatico neanche a me, "delinquente noglobal", anzi mi stupisce che certi modi autoritari possano raccolgiere consensi).
Interessante, certo, ma forse vale la pena di parlare anche del punto fondamentale del pezzo, tra le palate di fango agli oppositori della retorica di guerra: i servizi hanno colto la provocazione del barbiere, invitando i giornalisti a lasciare l'Iraq. Scelta comprensibilissima, dopo tutto quel che è successo.
Un conflitto senza fonti secondarie. Questo converrebbe soprattutto ai terroristi: a me pare un'ipotesi un po' ardita, di più non so dire.
(P.S. ho visto la puntata di Terra! cui fa riferimento indyano: da manuale della propaganda. Quel che mi rode di Capuozzo, a differenza di tanti altri "ex" o Ferrara o Feltri, è che ha classe: la merda che spala quasi profuma di gladiolo.) | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere deltaforce - 01.03.2005Per me quattrocchi è stato uno con le palle, sapeva di affrontare la morte e l'ha affrontata con l'orgoglio di chi sapeva di essere nel giusto, di chi non aveva torto un capello a nessuno e di chi stava in quel posto per guadagnare qualche soldo in più e migliorare la sua posizione sociale senza tutte le agevolazioni che hanno i giornalisti(accrediti, inviti a pranzo, sfilate, prime cinematografiche ecc.) Qualcuno ha visto quel video? Se nessuno di voi ha visto quel video è inutile continuare a parlare di quel ragazzo. Primo perché sarebbe un vero scoop giornalistico per quei pansoni dietro la scrivania scoprire le vere parole dette da Quattrocchi, secondo perché per lui solo infamia e nessuna processione con candele accese, per quantro riguarda gli altri vorrei dire che se un kamikaze non ha il rimorso di uccidere con il suo corpo imbottito di tritolo bambini, giovani, donne, anziani e tutti gli altri per quale motivo dovrebbe farsi scrupolo nel seghettare la testa alla Sgrena?
SOno dei barbari assassisini. Sono trogloditi che non rispettano la vita di nessuno. Sono incivili che non meritano la democrazia ma dittatori come Saddam che usava bersagli umani per testare i suoi fucili da caccia. Bravi, continuate a fare demagogia sulla morte e sulla vita di gente che soffre (famiglia quattrocchi) e che sta vivendo una grandissima angoscia (famiglia sgrena). Tanto che vi importa, l'importante è che l'ordine dei giornalisti vi tuteli sempre lo stipendio, poi parlate di pace voi che dentro le redazioni state in guerra l'uno con l'altro e che per fare carriera siete disposti a tutto anche a far licenziare. | |
sottopancia Terronzio - 01.03.2005Deltaforce, senza nessuna polemica, esiste anche dignità della disperazione. Pure nel braccio della morte ci sono i detenuti che all'ultimo si fanno la pipì addosso e quelli invece che si stendono sul lettino "apparentemente" tranquilli.
Il mio intervento è però rivolto a Sky. il sottopancia messo al video della Aubenas "Appello della collega rapita Aubenas per la Sgrena", che cazzo significa? Quando mai ha citato la collega? Il video durava un minuto scarso. Colleghi fatevi la prova del palloncino prima di mandare certe boiate in onda... | |
Deltaforce, ma che dici? Sailor - 01.03.2005ma come diavolo puoi scrivere che quel poveraccio di Quattrocchi era uno che aveva "l'orgoglio di chi sapeva di essere nel giusto, di chi non aveva torto un capello a nessuno e di chi stava in quel posto per guadagnare qualche soldo in più"?
A differenza di Baldoni o della Sgrena, Quattrocchi era entrato in Irak armato fino ai denti, per andare a lavorare come security officer - che è un modo inglese più simpatico di definire un mercenario - e quindi probabilmente non aveva ancora torto un capello a nessuno, e va sottolineato l'ancora, ma era sicuramente pronto a strapparne molti, di capelli...
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Meglio così Sandro De Rossi - 01.03.2005sito-bandiera del giornalismo (?) politicamente immaturo...
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Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere ivan.callari - 02.03.2005Credo che di troglodita ci siano solo i concetti espressi da questo deltaforce, il quale è evidentemente rimasto allo stadio intellettuale di TOp Gun o per l'appunto "Deltaforce" un film per sottosviluppati, di cui anche un minore di cinque anni avrebbe saputo trovare la ridicolaggine.
Ma venendo a noi, e più seriamente, scusa Sailor ma che ne sappiamo che Quattrocchi non aveva ammazzato nessuno? per caso in Irak esiste un casellario giudiziario? per caso Quattrocchi era registrato da qualche parte? o il suo mestiere escludeva questo incoveniente?
Ho visto, diversi documentari sui cosiddetti addetti alla sicurezza al soldo delle aziende straniere in Irak; proprio su Arte, una settimana fa, intervistavano un italiano che era stato compagno di Quattrocchi; questo ragazzo onestamente e intelligentemente parlava di una scelta fatta per soldi e bisogno di adrenalina, era sempre col fucile spianato e non escludeva alcuna reazione armata nei confronti di qualsiasi attegiamento ostile; è il suo lavoro, diverso beninteso da chi è in Irak disarmato, inoffensivo cme poteva essere Baldoni oppure la Sgrena.
Inoltre al nostro Rambo Delta bisognerebbe chiedere quali sono gli scrupoli di chi scarica tonnellate di bombe su case e villaggi popolati da civili inermi, vedi Falluja.
Spiegacelo oppure prova a progredire ad uno stadio un tantino più avanzato. | |
Ivan, hai ragione Sailor - 02.03.2005non sappiamo se Quattrocchi abbia ammazzato qualcuno, prima di finire ammazzato lui stesso - cose che per un mercenario è, come dire, un incidente professionale da mettere in conto al momento di accettare un ingaggio.
Ma per quel che ricordo, lui e gli altri intrepidi aspiranti rambo di periferia vennero praticamente subito dopo l'arrivo, e quindi probabilmente non avevano ancora avuto il tempo di sparare a nessuno...
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Maturità politica... Pjotr - 02.03.2005| Evidentemente i contributi di Lapis (quello che si è formato con il libretto di Mao …) non sono sufficienti a mantenere il livello di maturità politica di questo sito ad un livello di riguardo… | |
Sui rapiti, e gli atteggiamenti ultrà Grullo - 02.03.2005Seperare il giudizio su pensieri ed azioni dal sentimento di compassione per le sorti tragiche delle persone che quei pensieri ad azioni hanno pronunciato e compiuto: non è sempre facile, ma è sempre possibile.
Personalmente, ad esempio, penso che definire Quattrocchi, Stefio, Agliana e Cupertino "semplici lavoratori" sia una mancanza di rispetto verso tutti i lavoratori che cercano di tirare avanti, privi di qualsiasi amore per l'adrenalina e senza nemmeno prendere in considerazione l'idea di andare a collaborare all'occupazione di un paese straniero. La crititca feroce nei confronti di molte loro opinioni non mi impedisce di provare schifo al sentir dire "gli sta bene, se la son cercata".
Disgusto uguale a quello per le speculari offese ad Enzo Baldoni o alle cooperanti di un Ponte per.. sentite nei bar di periferia o lette su alcune testate nazionali.
Mi chiedo se chi starnazza odio (per le persone prima che per le idee) sia solo una sparuta ma chiassosa minoranza, o indice di una tendenza diffusa.
Il dignitoso silenzio, l'umanità dei messaggi su cartelli e striscioni nel corteo per Giugliana Sgrena mi fanno sperare nella prima ipotesi.
D'altronde, perché sottilizzare tanto? E' tutto così semplice:
La forza della Libertà
I pilastri della Libertà sono:
Fede e Patriottismo.
La Fede è una emanazione visibile della grandezza di Dio, dove gli Uomini, identificandosi nel Cristo, si verticalizzano nella comprensione di Dio.
Il Patriottismo è l’emanazione visibile della grandezza della Nazione, dove gli Uomini, identificandosi nella Bandiera, si verticalizzano nella comprensione del Mondo.
Queste due verticalizzazioni, assumono l’immagine di due pilastri che supportano il peso della Libertà.
La Fede ed il Patriottismo sostengono la Libertà, ne sono elementi fondanti e necessari.
Vi invito a commentare questo mio pensiero, ritenendolo utile alla crescita culturale di una visione neocon per l’Italia, o meglio neopat (neopatriottica).
Salvatore Stefio
http://salvatorestefio.splinder.com/archive/2005-02?from=10
Posso affermare che leggendo la sottile prosa del "consulente per la sicurezza" l'unica cosa che mi si verticalizza è una grassa, amara, risata, senza che l'umana pietas per ciò che egli ha passato debba far tacere ogni dissenso?
Ma in fondo son tutte cazzate, mentre Giuliana, Florence e Hussain sono ancora là, assieme a tanti senza nome. | |
Re: Il Palestine è deserto. Colpa del Barbiere ivan.callari - 02.03.2005L'universo degli addetti alla sicurezza, angeli eroici che difendono la democrazia è composto, oltre che da neofascisti italiani (Quattrocchi vi apparteneva, Stefio vi appartiene ancora), da molti ex militari dell'esercito sudafricano pre-Mandela razzisti conclamati, criminali amnistiati etc etc; si aggiungono a costoro gli ex specialisti (potete immaginare di cosa) dei servizi di sicurezza sovietici e mercenari americani, inglesi e francesi di lungo corso.
Un mix di campioni del patriottismo e della fede appunto.
Ce ne saranno di integerrimi non esaltati e sinceramente democratici ma di qui ad equipararli a lavoratori normali come lo possono essere dei giornalisti o degli operatori umanitari o anche i miltari stessi ce ne passa e molto! | |
delta force e sublimi pagliacci crescono indyano - 03.03.2005
l'incredibile stefio, forse proprio deltaforce, ha preso gusto al blog.
SS e' un neofita e non aveva idea di cosa l'attendesse, ma sta imparando, gli servirà a crescere, i blog sanno essere formativi
Dopo un certo articolo, e numerose prese per i fondelli, ha addirittura smesso di firmarsi "comandante delta 15" e ha corretto le firme che aveva gia apposto ai suoi capolavori.
Tra un 15/16.000 anni, se tiene duro, sarà un cittadino quasi normale......... | |
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