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13.07.2005 Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista
di somis
Ho 15 anni e "da grande" vorrei fare il giornalista. Ma sul Barbiere in molti si lamentano. E' veramente così tragica la situazione?
Ho 15 anni, frequento il primo anno di liceo classico (a settembre sarò in seconda) e ho un sogno: “da grande” vorrei fare il giornalista.
Il Barbiere in questo mi aiuta molto, perché mi permette di leggere opinioni di “gente del mestiere” e di avvicinarmi in qualche modo a questo “mondo”.
Però ogni tanto, leggendo qua e là il barbiere, vado un po’ in depressione, pensando al mio futuro, che è il vostro presente.
Qui sul Barbiere è sempre attivo il dibattito sui posti di lavoro come redattori e sull’offerta di giornalisti, assai superiore.
Tutti (o quasi) ce l’hanno un po’ su con gli stagisti e i praticanti, che però sono anche loro sfruttati in quanto fanno mansioni che non gli competono e che competerebbero invece a giornalisti professionisti. Ma non è colpa loro.
Qualcuno propone di chiudere l’accesso ai registri di praticantato per due anni, perché il mercato è saturo. Ok, tu disoccupato (forse) trovi il tuo posto di lavoro, ma perché vuoi impedire a lui, che ha appena finito la scuola, di entrare nel mondo del lavoro? Anche lui, come te, ha diritto di lavorare.
Poi c’è Sandra R. che ce l’ha su con le Scuole di Giornalismo, e vorrebbe chiuderle, sempre per il problema dei posti di lavoro.
Luigi Conte, invece, propone, forse giustamente, di “dissuadere l’aspirante giornalista”.
Nytimes fa invece notare che per ogni posto disponibile ci sono 4 candidati.
E poi ci sono le sostituzioni estive. Nessuno ne trova, perché gli editori “per questioni di budget” usano gli stagisti o si arrangiano facendo girare i redattori che già fanno parte della redazione.
Terronzio è andato in tutte le redazioni Rai a cercare una sostituzione estiva, ma gli è stato chiesto se conosceva qualcuno. No? Allora non c’è posto.
Chen il Cinese, disoccupato ormai da mesi, ha chiesto di fare lo scaffalista notturno in luglio e agosto in un grande magazzino.
La situazione è così catastrofica? Io “da grande” vorrei fare il giornalista, ma il mondo del giornalismo è ridotto poi così male? Devo aspettarmi di essere disoccupato a vita, di fare lo stagista e prendere due lire e poi non trovare più lavoro, di fare il cococo sottopagato o di diventare un “redattore da 5€ al pezzo”? È sempre così?
Io non lo so, e mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse e mi dicesse se la situazione è veramente così tragica.
Io so solo che, se nei prossimi anni vorrò ancora fare il giornalista, non mi lascerò spaventare da tutta questa serie di cose.
Io ci proverò, ce la metterò tutta per darmi da fare e trovare lavoro, e se proprio “il giornalismo” non mi vorrà, beh, allora forse cambierò strada. Insomma, qualcosa farò. Però ci proverò.
Somis
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Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista galoppino - 13.07.2005Ma hai davvero 15 anni? Sembri più maturo di molti trentenni di mia conoscenza. Comunque: la situazione nell'ambiente giornalistico non è per niente buona, ma trovami un settore in cui lo è...
Se ti adatti, se capirai che il giornalista non è solo l'anchorman che legge il tg o la firma di prima pagina del Corriere, se la tua idea di giornalismo non coinciderà forzatamente con l'assunzione presso un grande quotidiano ma potrà "scendere" a una scrivania in una testata di provincia o alla libera professione, probabilmente riuscirai a fare il giornalista. Anche perché nessuno può dire adesso cosa sarà il mondo dell'informazione tra 10 anni, quando toccherà a te entrarci.
Ciao
Ps: anch'io decisi a 16 anni di fare il giornalista. Non me ne sono pentito, vent'anni dopo, anche se non sono assunto e non faccio il giornalista proprio come l'avevo immaginato allora | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista age - 13.07.2005| Ciao Somis, se tu hai davvero 15anni (ma ne dubito) insisti, dacci dentro e non farti scoraggiare. Questa è davvero una bella professione e vale tanti sacrifici. In bocca al lupo | |
Ho davvero 15 anni somis - 13.07.2005Grazie a galoppino e lama per le vostre risposte. Comunque a tutti e due vorrei confermare che ho 15 anni, sono nato nel 1990 e frequento il primo anno di liceo classico (farò la seconda da settembre). Davvero!
Grazie a tutti e due per l'incoraggiamento! | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista deusexmachina - 13.07.2005Ciao Somis. Hai le stessa età di quando ho cominciato io, giocando (ma non troppo) con le radio private. Se davvero hai già le idee così chiare parti in vantaggio: comincia subito, tra qualche anno avrai accumulato esperienza e sarai ancora molto giovane.
Datti da fare subito, cercati piccole collaborazioni, pagate o no ora non è importante, comincia a fare esperienza e non smettere di studiare.
Nel frattempo avrai capito se questa professione andrà verso lo sfacelo, o se invece la situazione cambierà e si apriranno nuovi spazi. | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista - 13.07.2005Vai via dall'italia.
L'idea di fare il giornalista non è male. Il consiglio che ti do è quello di fuggire da questo paese appena puoi.
Fatti lasciare in eredità dai nonni o dai genitori due stanzine per le vacanze estive e poi vai all'estero. Impara lì a fare il giornalista e resta altrove.
Non tornare.
Fra venti anni ricorda queste parole e vienimi a cercare: mi ringrazierai sinceramente.
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Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista Chen il Cinese - 13.07.2005Dai retta a Duilio! Vai all'estero, UK o Usa (con le borse di studio, da loro sono più seri) impara a pensare in inglese più qualche altra lingua, studia (non solo giornalismo). Non saranno fiori e sorrisi, ma potrai dimostrare sempre cosa sai fare.
sempre che non abbia parenti o sponsor per farti raccomandare, perché allora il discorso qui da noi è meno complicato.
ps: domani avrò un colloquio come garagista, come scaffalista non ho convinto (eppure ho la 56 di giacca...) | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista nytimes - 13.07.2005| Sì, provaci. Non sarà facile, ma ne vale la pena. | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista Simona Marabese - 13.07.2005Caro Somis,
nelle tue parole ci sono tanto entusiasmo e tanta voglia di fare. Questo è bello! I sogni bisogna averli, mai smettere di sognare. Putroppo, e io non sono una persona negativa, anzi vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, quello del giornalismo è un mondo difficile, un mondo dove servono anni di gavetta, dove servono conoscenze, spinte e tanta forza e coraggio.
primo perchè davvero ci sono giornalisti professionisti che sono a spasso dopo aver lavorato per anni come capi redattore e che, dopo aver anche frequentato corsi di "aggiornamento" per cercare di rientrare nel giro, si adattano a lavori precari o diventano stagisti a vita. E' giusto che un professionista si riduca a questo? Questa è l'Italia caro Somis, questo è il nostro sistema, questo è il futuro che ti si presenterà davanti, come anche per altre professioni, ma per questa, credimi, non è un futuro roseo. Anche io ho fatto per anni la gavetta, sono stata all'estero a lavorare (conosco la lingua russa come quella italiana), ho collaborato con riviste russe, ho pubblicato dei saggi, eppure, è difficile, davvero difficile, a meno che riesci a vivere con quei pochi soldi che ti danno a "pezzo" (io non posso e mi sono dovuta adattare a fare un lavoro diverso)..ma anche in questo caso la frustrazione è tanta, che alla fine cercherai, non te lo auguro per carità, delle alternative, come hanno fatto anche molti miei colleghi, che ritengo validi professionisti del settore.
Io, per esempio, continuo a pagare la quota dell'Ordine, ma quello che guadagno scrivendo ogni tanto, non mi permette nemmeno una cena al mese (per questo ho un lavoro diverso).
Ma cosa si vive a fare se a quindici anni non ci si può permettere di sognare? io sognavo di fare questo mestiere già a sei anni figurati. quindi vai avanti, continua, fai di tutto, perchè poi chi semina alla fine qualcosa raccoglie. Ma preparati ad affrontare un mondo duro, un mondo fatto di compromessi (a volte) e di falsi ideali, un mondo dove non vince che merita, forse chi insiste tanto, ma soprattutto chi ha tanta fortuna di conoscere....questa è la mia opinione. Però ripeto, vai avanti con questo obiettivo. Magari tra qualche anno le cose cambieranno (dubito miglioreranno), e non perderti mai d'animo. Alla tua età è giusto lottare per raggiungere il proprio obiettivo. E vedrai che se insisti.....lo raggiungerai. Sappi solo che hai scelto una professione bellissima ma "tortuosa". in bocca al lupo!
Simona | |
Impossibile... Zak McKracken - 13.07.2005A quanto pare è impossibile essere giovani e non desiderare di fare il giornalista.
Provaci pure, caro Somis, ma tieni presente che la maggior parte di chi (soprav)vive di questo mestiere riesce a comprarsi una Fiat Punto di seconda mano a 40 anni e mettendo insieme una quantità di collaborazioni.
Se accetti una dritta ti suggerisco di proporti ad una redazione non appena ti diplomi, potrai così coltivare la tua passione mentre frequenti l’università. Ma per l’amor di Dio, stai alla larga dalla facoltà di Scienze della comunicazione e dalle scuole di giornalismo: se decidessi di compiere questo passo scellerato i colleghi anziani ti terrebbero nella stessa considerazione che rivolgono alle piante da ufficio; aspiranti collaboratori e biondini vari ti odierebbero perché tu, stagista, gli porteresti via le misere possibilità che hanno di occupare una scrivania; agli esami di abilitazione saresti trombato (a quanto mi dicono è il modo in cui l’ordine dei giornalisti ha deciso di risolvere la brutta gatta da pelare rappresentata dai praticanti delle scuole) e, ultimo ma non ultimo, avresti il sempiterno biasimo di Sandra R.
Provaci pure, caro Somis, e appena compi 40 anni fammi un colpo di clacson con la tua Punto fresca di mercatino dell’usato, che scendo e ci facciamo una birra ghiacciata ridendo e pensando alle scelte della vita.
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Io mi ricordo... LAURA RIPANI - 13.07.2005Avevo la tua età quando decisi di fare la giornalista. Mi dissero le stesse cose. E considera che in Provincia sebbene ci siano più occasioni per fare il collaboratore a 2,5 euro a pezzo (5 mila lire, forse hai frainteso...) entrare in una redazione è un miracolo.
Ma ebbi fortuna, grinta e tenacia. Come te dissi che avrei superato ogni ostacolo. Cominciai a seguire una squadretta di basket. E in pochi mesi il Carlino mi chiamò perché questa era salita in serie C.
Poi a 19 anni entrai nella redazione del Corriere Adriatico, e aggiungevo a questa la Tv (circuito Cinquestelle) che era soltanto un piano di scale sotto. Poi venne il contratto con il Corriere, poi tante tantissime altre cose come l'inviato di guerra, la docenza al seminario dell'Ifg, l'editorialista per la testata più letta della Provincia (un sito Internet) approcci con il Corriere della Sera (direzione De Bortoli) l'Indipendente, il Giornale, che dirti...Con la mia esperienza...Non mollare mai.
Ma hai scritto qui perché volevi sentirti dire questo... Ecco fatto! | |
Caro Somis, BananaNews - 13.07.2005| vai tranquillo, anzi tranquillissimo. Segui la tua passione senza incertezze. Te lo dice uno che non fa il giornalista e che non ha mai desiderato fare il giornalista. Sinceramente, leggendo il barbiere da diverso tempo, ho le scatole piene dei piagnistei di tanti giornalisti e free lance che lamentano il proprio triste destino. Costoro si guardano intorno? Credono che fuori dal mondo del giornalismo sia tutto rose e fiori? Quale è il futuro di un giovane fuori dal mondo del giornalismo che voglia affrontare, com' è il tuo caso, studente del liceo classico, il lavoro "intellettuale" (mi raccomando le virgolette). Vuoi fare il medico? Benissimo, prima devi riuscire ad entrare all' università, poi, laureato, entrerai in un mondo di soprannumerari (Old, come medico, ne sa più di me). Ti laurei in legge per fare l' avvocato? Se non hai il padre con studio, sconsigliabilissimo. Passerai anni sfruttato gratis da qualche studio per affrontare una professione soprannumeraria essa stessa. Vuoi fare il magistrato? Auguri, l' esame è durissimo. Vuoi fare l' ingegnere? La crisi picchia duro e le aziende, se sei molto bravo, ti assumono con difficoltà e ti pagano poco. Vuoi entrare nel pubblico impiego? Blocco del turn over da anni, e progressiva esternalizzazione del lavoro della P.A. Ora, non posso affrontare tutti i campi, ma trovare lavoro è durissimo in qualsiasi professione. L' allungamento dell' età pensionabile crea il conseguente ritardo per i giovani dell' entrata nel mondo del lavoro. Aggiungi la progressiva precarizzazione di ogni rapporto di lavoro per tutto il fiorire di contratti a termine, a progetto, etc, etc, ed avrai chiaro il panorama di oggi. Ti dico tutto questo per farti capire che la tua scelta non è tra "l' inferno" dell' incertezza della professione giornalistica ed "il bengodi" della certezza di un lavoro, non amato, ma ben pagato. No, l' alternativa, nel tuo caso, è tra "l' inferno" dell' incertezza giornalisica e "l' inferno" dell' incertezza delle altre professioni. Inferno per inferno, scegli senza esitazione quello che ami. Lo affronterai con più determinazione. SEi già molto fortunato ad avere, alla tua età, una passione così chiara.Ciao e auguri. | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista galoppino - 13.07.2005| Sottoscrivo in pieno quanto detto appena sopra. Sinceramente non ho ancora conosciuto una categoria che non si lamenti e non sconsigli vivamente il proprio lavoro alle future generazioni (ma lo cambiassero, dico io, se gli fa tanto schifo). I giornalisti non fanno eccezione, purtroppo. Leggendo il Barbiere qualche volta mi vergogno: faccio il free lance, guadagno discretamente (non da arricchirmi, ma da viverci sicuramente sì), non devo lavorare la domenica o la notte per pagare l'affitto, a Natale e Pasqua mi permetto il lusso di qualche giorno senza lavorare e in agosto vado pure in ferie. Sarò anormale io? Sono un caso speciale? Non credo. Forse la differenza è tra chi a 30 anni capisce che potrà fare onestamente questo lavoro senza diventare famoso e si adatta alle opportunità che gli si presentano e chi, a 40, è ancora lì che cerca di sfondare nel grande quotidiano, o bussa in Rai per un posto che non potrà mai avere. | |
Per Somis Il Confessore - 13.07.2005| Caro giovane amico, BananaNews ha ragione: segui senz'altro i suoi consigli. Non mollare, ce la farai. In bocca al lupo. | |
Il popolo del Barbiere ha vaticinato Zak McKracken - 14.07.2005Caro Somis,
finora hai beccato:
un “probabilmente ce la puoi fare”;
due “dacci dentro, ce la puoi fare”;
un “comincia subito”;
due “scappa dall’Italia che è meglio”;
un “continua, ma preparati ad affrontare un mondo duro”;
un “comincia appena diplomato, ma metti in conto di dover essere costretto a cambiare obiettivo”;
due “non mollare mai”;
un “vai tranquillo, anzi tranquillissimo (tra parentesi io non faccio il giornalista; non conosco la vita dei giornalisti; mamma, che cos’è un giornalista? )”;
e infine un “sottoscrivo in pieno quanto detto appena sopra”.
Il popolo del Barbiere ha vaticinato: Somis, tu sarai giornalista. All’estero o in Italia, squattrinato o benestante, fortunato o con una sfiga della Madonna in corpo tu, o amichevole Somis, sarai giornalista. Punto.
Fregnacce a parte, come avrai notato ognuno ha da dire la sua. Fai a 30 persone la stessa domanda e otterrai 30 diverse risposte. Prova per esempio a chiedere a 30 passanti “cosa ne pensi del matrimonio?” e vedrai. Il cornuto ti dirà che è un inferno, l’uomo felicemente ammogliato ti suggerirà di trovarti subito una brava donnina per dormire felice, un altro tizio ti risponderà: “sposati, vai tranquillissimo (tra parentesi io non sono sposato; non conosco persone sposate; mamma che cos’è il matrimonio?)”
Detto questo, caro Somis, ascolta i consigli di tutti, ma poi decidi con la tua testa. La cosa migliore è che tu metta piede in qualche redazione per renderti conto con i tuoi occhi di cosa è questo mestiere. Poi esci dalla redazione, guardati attorno e capisci che trovare un buon lavoro è dura per tutti. Tutte le strade sono in salita, Somis. Ma tu sei in gamba. In bocca al lupo!
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Re: Somis, Giulia Smith - 14.07.2005provaci e non farti frenare da chi ti dice che non ne vale la pena e tende a scoraggiarti. Te lo dice una che a quindici anni voleva fare il medico e alla veneranda età dei trent'anni, dopo una breve gavetta, si prepara ad entrare nello strano mondo del giornalismo.
Se hai le capacità, se saprai fare valere le tue qualità e la tua bravura, se hai passione per questo strano mestiere, ci sarà qualcuno che se ne accorgerà. Solo un consiglio: riuscirai davvero solo se abbandonerai una visione eccessivamente "romantica" del mestieraccio, e saprai accettare, oltre alle rose, anche le spine.
In bocca al lupo | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista madame psychosis - 14.07.2005Questo commento, anonimo, l’ho trovato nel desk. Lo metto qui ma lo faccio solo per Somis: per registrarsi serve un attimo, le istruzioni sono in home page, per mandare un commento anche, quindi, perché non farlo? Buh.
Entra nel giornalismo. Ma sempre con l'avvocato vicino.
Ti consiglio di intraprendere la professione facendo la gavetta, subendo inenarrabili umiliazioni, e abituandoti ad avere rapporti con gente incompetente. Tu parli di sogni da realizzare, di inchieste, di interviste, di rendere un articolo giornalistico argomento di discussione, di informare la gente sui veri fatti; gli altri (tuoi superiori e chi ti paga) pensano al redazionale, alla pubblicità, a come inserire all’interno di un elaborato giornalistico i nomi di quella impresa piuttosto che di quell’altra. Non se ne fregano minimamente della tua passione e della tua voglia di cambiare la cose partendo magari da un piccolo articolo.
Ti do un consiglio: dal primo giorno che esce un tuo articolo sul giornale, conservalo. Fai questo con costanza. Tutti i tuoi elaborati potrebbero diventare preziosi. Purtroppo, in questa professione, rimane altissimo il rischio che il tuo tempo libero si trasformi in “tempo legale”.
Mi spiego: potresti trascorrere molte ore in studi di avvocati, uffici del giudice di pace, aule di tribunale per vederti riconosciuto il lavoro fatto e non pagato dagli editori. Molti di quelli che diventeranno, poi, tuoi colleghi saranno pronti a dire: “non l’ho mai visto in redazione”, “non c’era nessun rapporto quotidiano di corrispondenza tra me e il signor...”, “non posso venire a testimoniare in tuo favore perché rischio di perdere il posto”, “sai quanti anni sono passati prima che io cominciassi a guadagnare qualcosa?”.
Tutte cose che devi mettere in preventivo non perché tu le debba subire (non ci devi stare), ma perché ti servano per entrare a far parte di quella nuova schiera di giornalisti che dovranno mettere al primo posto la propria dignità e la parola data. Essere uomini di parola significa, poi, mantenerla la parola data. Chi è perbene nella vita come nella professione lo deve far capire immediatamente al proprio interlocutore (direttore responsabile, editore, direttore editoriale, altri colleghi).
Mentre lavorerai in questo settore non tralasciare di aggiornarti sempre sugli aspetti legali della professione sia per quanto riguarda la parte giornalistica vera e propria sia per quanto riguarda la tua tutela del professionista in caso di soprusi di ogni genere.
Per entrare in questo mondo devi essere preparato e far capire subito a furbi e lestofanti che non hanno di fronte uno sprovveduto.
Vai avanti! | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista Mimmo Pelagalli - 14.07.2005Carissimi,
L'idea che qualcuno nato nel 1990 voglia fare il giornalista mi mette allegria ed una certa nostalgia...
Mi fa sentire anche un pò papà, anche se difficilmente ormai lo sarò.
Le righe di Somis sono il segno che la vita comunque continua, e che ci saranno sempre testate e giornalisti: essi insieme sono l'olio nel motore delle democrazie.
E' bello sapere che c'è qualcuno che a 15 anni prova le stesse emozioni che provai io a 17...al primo articolo beccai la prima querela.
Mi torna in mente che mio padre fu chiamato in caserma dai Carabinieri al mio posto (il brigadiere era nostro vicino di casa e sapeva che io ero minore): ma non ci fu nessun processo per diffamazione, anzi.
Il mio pezzo scatenò una vasta operazione anti inquinamento lungo le sponde del fiume Volturno, e ci fu il primo processo per violazione della legge Merli (il corpo di norme che all'epoca presiedeva alla tutela delle acque) nella pretura di Capua: avevo sollevato un problema del quale nessuno fino ad allora aveva voluto, potuto o saputo scrivere...
Vai Somis, chiunque tu sia...corri...ce la farai, ma ad una condizione: ci devi credere e tanto, e ci devi soffrire un pò: non c'è minestra buona senza sale...Che poi dovrai arrangiarti perchè la vita di un giornalista è dura...che importa? Sarà la tua vita...solo la tua Somis...e solo tu puoi viverla, sceglierla, e darle un senso.
Un abbraccio paterno
Mimmo Pelagalli | |
GRAZIE! somis - 15.07.2005Grazie a tutti, di cuore.
Grazie a Galoppino, Lama, Deusexmachina, Duiliodelbarone, Chen il Cinese (come è andato il colloquio per garagista?), Nytimes, Simona Marabese, Zak McKracken, Laura Ripani, BananaNews, Il Confessore, Giulia Smith, Anonimo (e Madame Psychosis per aver messo qui il commento) e Mimmo Pelegalli.
Grazie veramente a tutti per l'incoraggiamento, per i consigli e per avermi regalato un pochino della vostra esperienza di quando siete entrati nel "mondo del giornalismo": il primo articolo, le prime collaborazioni...
Grazie! | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista Alessandra - 15.07.2005Se mio figlio (che ha più o meno la tua età) mi facesse le tue stesse domande io cercherei di dissuaderlo con tutta la mia energia. Gli spiegherei che il mercato editoriale italiano e' in profonda crisi, che i contratti flessibili, precari e privi di ogni beneficio di quello che dovrebbe essere uno Stato sociale, sono una regola. E sono comunque un privilegio, una conquista dopo molti anni di gavetta in nero o 'a pezzo'.
La professione oggi e' iper-sindacalizzata, ultra-corporativa, si tende a tutelare i diritti dei vecchi a costo di eliminare quelli dei piu' giovani. Si sciopera per gli scatti di anzianita' e non per l'uso dei Co.Co.Co. o degli stagisti nelle redazioni.
La figura romantica del giornalista-cronista-inviato-standuppista e' tramontata. I Pino Scaccia o i Toni Capuozzo sono rare eccezioni, quasi uniche. Fare il giornalista oggi non e' ne piu' ne meno che fare un qualsiasi impiegato d'ufficio. Ore al desk a passare comunicati o pezzi dei collaboratori. E questo in caso di ex articolo 1, nella migliore delle ipotesi, dopo dieci anni di precariato.
Io se fossi in te caro giovane aspirante collega, punterei i miei orizzonti su altro: una laurea in economia, ingegneria, un master. Come non consiglierei a nessuno oggi di scommettere sull'insegnamento scolastico o universitario, farei lo stesso con te caro Somis. | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista camillo - 15.07.2005probabilmente io, come te, sono uno di quelli che ancora parla con molta naturalezza di sogni, ambizioni e progetti.
Credo che un sogno sia qualcosa di talemtne bello che vale la pena inseguirlo in ogni caso, a prescindere da tutto.
Feltri, Mentana, Fede(?),Santoro sono professionisti unici ed arrivar al loro pari livello, almeno come inquadramento, è cosa ardua e non correlata alla semplice abilità tecnico-giornalistica.
La voglia di fare il giornalista non permette di scegliere, è una piccola vocazione simile a quella di voler fare il medico, è la professione stessa che sceglie te e non tu che scegli lei, per cui impegnati, studia (che serve sempre, a dispetto di chi non lo ha fatto e dice che è una cosa superflua) e cerca di formarti un etica tale da affermarti come persona olre che come professionista.
e poi...allenati qui sul Barbiere | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista riccardo orioles - 15.07.2005Bello. Però attento, il giornalista ormai non si fa più nei giornali e nelle Tv ma fuori. Devi diventare editore di te stesso, farti il tuo "giornale".
Cosa sarà un "giornale" fra dieci anni (quando tu ne avrai 25)? Non lo so. Un blog con un aspetto web e uno su carta? Una serie di clip? Una specie di...
Boh. Non lo so, ormai nessuno sa piu' cosa succedera' nel nostro settore fra due anni. Comunque qualcosa di buono, perchè la tecnologia è "democratica" e la gente può parlare sempre di più.
Il tuo lavoro nei prossimi tre anni consiste dunque nel prepararti culturalmente e come mentalità a cavalcare qualunque mutamento. Comincia subito. Dovrai informare ed essere onesto coi lettori. Ma come farlo, devi prepararti a impararlo daccapo ogni due-tre anni.
Questo sarà il tuo lavoro. Dovrai farlo da solo, come imprenditore di te stesso o con amici nelle tue stesse condizioni, perché le grandi testate ormai servono a creare consenso e non c'entrano affatto più col giornalismo.
Evita i "corsi di giornalismo", dentro e fuori l'università, perché sono truffe. Evita le grandi testate, per il motivo che ti ho detto. Impara qualcosa dai giornalisti, ma sappi che i giornalisti con meno di quarant'anni in Italia ormnai non sono giornalisti, ma un'altra cosa.
Non per ragioni etiche, ma perchè ogni cento-duecento anni il giornalismo cambia completamente e la versione vecchia di solito si trasforma in propaganda del re.
Insomma, fa' il giornalista ma non l'impiegato. E' bello. Può darsi che quando sarai grande tu ci si potrà anche campare.
Segui fin d'ora blog (impara a scegliere accuratamente i blog; non farne tu ancora, per non essere banale) in almeno due-tre lingue.
Leggi: "Uno yankee alla corte di re Artù"; "I Siciliani"; "La fattoria degli Animali"; "Siciliani/Giovani"; qualunque cosa di Kapucinskij e quasi qualunque di Hemingway; Erodoto; "Avvenimenti" 1989-93 (quello di ora non c'entra niente): "L'Alba"; "La Catena di san Libero".
Per leggerli devi trovarli, e questa è già una prima ricerca che puoi fare. Buon lavoro, fratellino.
riccardoorioles@libero.it | |
se mio figlio.... Terronzio - 15.07.2005| ....mi dicesse che vuole fare il giornalista, gli toglierei la paghetta, gli bucherei le ruote del motorino versandogli zucchero nel serbatoio. Lo tumulerei in casa per due mesi e gli righerei tutti i cd maledicendo l'avverso destino che ha dato agli altri un figlio drogato e a me un figlio pazzo....ma in fondo sarei orgoglioso di lui.... | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista NNNNN - 15.07.2005Caro Somis, leggiti l'ultimo di Beha
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Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista NNNNN - 15.07.2005| dimenticavo Pierlsurpino Diaco, cult tra le giovani leve del giornalismo italiano | |
ma anche.... Terronzio - 16.07.2005| .....Tiziano Terzani, Ettore Mo, Anna Politovskaia, Bartolomaeus Grill, Bob Woodward. E su. Non abbiamo il diritto di togliergli i sogni a 15 anni solo perché abbiamo certi esempi sotto gli occhi. | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista riccardo orioles - 16.07.2005"Ho quindici anni e voglio fare il giornalista" tanti anni fa me l'ha detto un ragazzino simpatico che si chiamava Pierluigi Diaco.
Somis, tu diventa un giornalista però, non una puttana. Sennò stavolta torno indietro nel tempo e faccio come Erode. | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista cronista innamorato - 18.07.2005Vuoi fare il giornalista? Allora fai bene a provarci. L'importante è che tu sappia,però, che, nel giornalismo,come in tutti gli altri lavori, non si fanno solo le cose che piacciono.
Immagino che tu voglia fare il giornalista perché ti piace scrivere e perché speri, facendolo,di poter cambiare qualcosa.
Sappi, allora, che lavorare in una redazione vuole anche dire passare (ossia correggere) i pezzi degli altri, spesso collaboratori al limite dell'analfabetismo di ritorno, ammesso che l'andata ci sia mai stata, o ottuagenari che scrivono ancora come a inizio secolo (XX... ovviamente) disegnare le pagine in cui altri scriveranno, fare i titoli.
Non è per spaventarti, anche perché non è che siano cose tremende. E' solo perché tu sappia che,oltre all'idea romantica che puoi avere,c'è anche, come dappertutto la routine:ci sono giornate in cui non scrivi un pezzo che "senti davvero", in cui praticamente, fai lavoro d'ufficio.
Però, prima di perderti d'animo, pensa anche che c'è gente che lo fa tutta la vita,lavoro d'ufficio.
E pensa,soprattutto, che il giornalismo è un lavoro che ti permette di crescere, perché, per farlo con coscienza, sapendo che hai una grande responsabilità per le mani, che va usata al meglio, è necessario essere sempre disposti ad imparare. E' necessario avere sensibilità,perché una cosa scritta nella maniera sbagliata,può fare male,molto male. Ed è necessario sapere essere duri anche se, dentro, si è la persona più dolce del mondo.Perché, se una cosa va scritta, va scritta anche se non fa piacere a qualcuno e si deve essere pronti ad affrontarlo, quel qualcuno. Anche con durezza e cattiveria, se serve.
E' necessario, soprattutto, avere passione, perché gli articoli e le inchieste che "senti" veramente, non finiscono in orario d'ufficio. Anzi, spesso,soprattutto nei giornali non enormi, se sono inchieste lunghe e complesse, si è obbligati a farle fuori orario. Però, quando, alla fine, vedi che quello che hai scritto è stato utile a qualcuno, o è servito a dimostrare che una ingiustizia è,appunto, una ingiustizia, la soddisfazione è tanta.
Sappi, infine, che il giornalismo ti porterà a fare orari strani, che non sempre la persona che avrai accanto potrà capire, o sopportare.
Infine, non prendere mai esempio da quei colleghi che è dieci anni che non alzano il culo dalla scrivania, ma giudicano e criticano tutto e tutti, salvo poi tirare via il lavoro per andare a casa alle sette. Prendi esempio da chi si sforza, da chi fa un po' di fatica in più, da chi, se deve stare in redazione due ore in più per studiarsi una legge, o una sentenza,prima di scrivere, lo fa per essere sicuro di scrivere la cosa giusta, senza danneggiare nessuno.
Ecco, secondo me sono queste le cose che devi sapere, in primo luogo. Poi, la difficoltà a trovare lavoro, beh, quella c'è,però,come ti ha già scritto qualcuno prima di me, dov'è che non c'è?
Io credo che tu, in primo luogo, abbia bisogno di sapere se, quello che,nella tua visione, è un mestiere un po' "magico" e speciale, nella realtà lo sia davvero. Io, che non sono vecchio (ho 27 anni) ma neppure ho iniziato a collaborare da ieri (sono redattore di nera e giudiziaria da 4 anni,professionista), ti dico: un po' di magia c'è, ma costa tanta, tanta fatica. E non c'è tutti i giorni.Però c'è... | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista fc - 19.07.2005Anch'io vorrei diventare giornalista e ho più o meno la tua età (3 anni in più, per la precisione). Ma, c’è da dire, avevo 16 anni quando ho iniziato a lavorare per uno di quei giornali cosidetti locali (anche se adesso “abbraccia” due regioni), per una radio che dallo scorso anno ha deciso di farmi fare un programma (di circa 30 minuti) tutto mio e per un mensile cattolico. Nonostante comunque queste tre collaborazioni la scuola per me rimane la cosa principale. Tant’è vero che ho deciso di proseguire il mio percorso di studi scegliendo come facoltà universitaria “Scienze della Comunicazione” sperando naturalmente, poi, di entrare (cosa super difficile, a quanto so) in una scuola di giornalismo e diventare così un professionista. E’ vero che oggi il mondo del lavoro è quasi inaccessibile ma desidero a tutti i costi realizzare il mio sogno …
Ciò che mi da ancora speranza, sappi - caro Somis -, è “la prima grande legge di gravitazione umana” messa a punto dall’“Archivista di palazzo” (alias Filippo Ceccarelli – la Repubblica): “Le terze file diventeranno sempre le seconde. E le seconde un giorno o l’altro, per quanto possa sembrare incredibile, in Italia, guardandole in faccia, diventano sempre prime”. L’importante è crederci … | |
Non stare ad ascoltare i gufi! De Luchis - 26.07.2005Vai Somis, comincia ora che hai 15 anni. Bussa, sfinisci i caporedattori dei giornali locali della tua provincia o della tua regione. O sfinisci i direttori delle tv locali. Non metterti in testa che non c'è strada: tu la tua costruiscila con furbizia e passione. Le esperienze insegnano, sul campo è un'altra cosa. E non pretendere mai di sentirti più bravo di altri: fai il tuo lavoro! Chi ti parla è uno di quelli delle scuole di giornalismo (Ifg), uno di quelli "da cancellare". Non è così tragica come dicono! Basta saper fare gli step giusti! Queste Cassandre nere in realtà non digeriscono il fatto che oggi esistano anche le scuole di giornalismo: non tollerano che anche questa professione possa essere riordinata dopo il caos in cui è finita dal 63 in poi. E siccome la maggior parte di questi ha ormai superato gli ...enta, si morde i gomiti per non potersi iscrivere a un Ifg!
Somis vai, tira dritto e non guardare in faccia nessuno! Fai il tuo gioco, fino in fondo! | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista Enomao - 26.07.2005Caro Lomis,
ho seguito a distanza, con curiosità, il prevedibile dibattito che il tuo post ha scatenato.
Per cominciare, scusa il tono da maestrino, ti consiglio di cassare dal tuo lessico l'espressione "avercela su", che è un aborto senza capo nè coda.
Detto questo, come avrai capito ognuno la pensa a modo suo. Tu però non hai specificato cosa intendi davvero per "diventare" giornalista. Perchè se intendi ottenere l'iscrizione all'elenco dei pubblicisti, tanto per avere un titolo da scrivere sotto al nome sul biglietto da visita, l'impresa è risibile e ce la farai di sicuro anche se di mestiere diventerai un medico, un avvocato o un finanziere. Se intendi invece diventare professionista in senso sindacale (cioè assunto e integrato in una redazione, oppure un libero professionista che ha superato l'esame), la vedo già parecchio più difficile, ma con perseveranza, parecchie delusioni, senza troppe ambizioni, con un po' di culo e magari qualche padrino ce la puoi fare (oppure avendo un culo sfacciato, capita anche questo). Se infine intendi diventare ciò che all'esterno la professione giornalistica sembra rappresentare (visibilità, prestigio, considerazione sociale, spirito missionario, una certa aura di eroismo, editoriali di fuoco, etc.), allora la vedo malissimo.
Frequentando l'ambiente scoprirai che la maggioranza dei colleghi (non tutti, eh) sono scroccatori, millantatori, profittatori, abbastanza incapaci, sottoacculturati, furbetti, avidi, maldicenti: insomma, gente comune con tendenza al peggio. Ti accorgerai che intelligenza, capacità di scrittura, buona preparazione culturale, intuito, disponibilità, ingegno, dinamismo e insomma tutti quelli che tu ingenuamente consideravi i requisiti principe per fare il giornalista valgono al massimo il 5% di quello che ti viene richiesto: cioè scaldare la seggiola, non rompere, far finta di non capire le porcherie che ti passano sotto il naso, adulare il capo e i superiori, allinearti alla mediocrità generale, assecondare il gregge, non essere mai dissonante rispetto alla vulgata conformista, non alzare mai la cresta nè la voce se non costo di una perenne emarginazione.
In tal modo ti guadagnerai il quieto vivere e imparerai a dedicherai le tue migliori energie ad altre cose, più serie rispetto al tuo lavoro un tempo tanto agognato.
Perdonami la franchezza e, naturalmente, in bocca al lupo.
Enomao | |
un atroce dubbio Terronzio - 28.07.2005"E siccome la maggior parte di questi ha ormai superato gli ...enta, si morde i gomiti per non potersi iscrivere a un Ifg! ..."
Io che non ho più vENTA anni, ma non ancora quarENTA o peggio ancora cinquENTA, sarò una Cassandra nera? Ho fatti altri "step" che contemplavano lo studio della lingua italiana (e di altre). Non ho mai chiamato i colleghi "questi" e non credevo a 25 anni di sapere tutto della professione oltre a non fraintedere il concetto di concorrenza con quello di "passare sopra i cadaveri degli altri". Mi chiedo: avrò sbagliato? | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista CarloMaria Peracchio - 19.08.2005| Lascia perdere , ormai e' sempre meglio lavorare | |
Re: Ho 15 anni, vorrei fare il giornalista althea - 20.08.2005Erano pagine che il direttore mi restituiva con disprezzo: i refusi, l'occhiello sbagliato, la frase che lui voleva e che io non avevo inserito.... segni rossi. Ma avevo meno di venti anni, lavoravo, ovviamente a nero, in una redazione di un giornale a tiratura provinciale. Da mezzogiorno a mezzanotte. A trenta chilometri da casa mia. Sacrifici. Tanti. Mi alzavo alle sei di mattina e studiavo gli esami per l'università. E la notte sognavo un contratto che, "là", non è arrivato mai. Chiusure, giri di nera, coperture e le fughe dalla porta secondaria quando arrivavano gli ispettori del lavoro....ma sai Somis? Ho insistito. Oggi di anni ne ho venticinque ma mi sento giornalista solo ora, molto di più di quando sedevo ad una scrivania che mai sarebbe stata mia. Ho insistito. Non ho ancora vinto ma ho fatto un gigantesco passo in avanti, ricominciando a scrivere e ad imparare. Te l'avranno detto in mille ma ancora una volta quello che conta in questo mestiere è si la faccia tosta ma anche tanta, tantissima umiltà....
in bocca al lupo! | |
Quante pippe! cerasio giada - 27.08.2005| Caro Somis, basta guardare il dibattito che hai saputo scatenare. Dai retta a me: tu sei già un giornalista. Fatto e finito | |
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