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10.10.2005
Avviluppati nella porpora
di Bastiano.B.Bucci

Particolare allarme suscita, nelle menti più laicamente consapevoli ed aperte, l'intervento della Chiesa su tematiche che si ritengono essere proprie della politica o su compiti attinenti l'attività normativa dello Stato

La totalità dei commenti trascura però il fatto che ogni singola istanza del vivere sociale raccoglie in sé quasi tutte le spinte che si agitano nel tessuto della società stessa e le ripresenta in modo morfologicamente coerente con le proprie caratteristiche.

Basta, tuttavia, un pò di attenzione per disvelare cosa ci sia dietro. Ogni fenomeno può costituire, se opportunamente indagato, una chiave di lettura per l'intera texture della società.

Ritengo che la religione, come tutte le attività umane (lo so che per i credenti è cosa diversa, ma mi picco di fare una speculazione minima e uso metodo scientifico..) presenti molteplici aspetti, ed essendo ideologia onnicomprensiva può, a volte, palesare stridenti contraddizioni.

Vero che ci sono ottimi esempi di abnegazione e di fedeltà al messaggio evangelico che, per sua natura, (è o non è il Dio che si è fatto uomo?) è il più umano: Una com-passione che prescinde da premi nell'aldilà e che rifugge persino da rigide regole. L'unica sembra essere quella della condanna di chi mente per il potere e di chi fa mercato dello spirito e dell'umanità.

Checché ne possa pensare Benedetto XVI, Cristo dice "amatevi come io vi ho amato" non "amatemi come vi ho amato" ed è questo ciò che accomuna il senso della solidarità sociale sotto ogni bandiera. E' questo che rende il messaggio cristiano degno del rispetto anche dei non credenti (ateo non è una gran definizione, perché per negazione presuppone l'esistenza dell'essere supremo).

La Religione di oggi riflette gli umori della società odierna, una civiltà pacchiana, prona ai dettami di chi sfrutta l'umanità a proprio uso e consumo. Una civiltà che condanna inesorabilmente ogni libertà intellettuale, con una scuola che si preoccupa più che altro della propria produttività in termini economici e, ritiene suo fondamentale compito quello di addestrare i ragazzi al lavoro ed alla competizione.

Una politica autoreferenziale che bolla come antipolitica ogni pensiero diverso, aspirazione o semplice manifestazione di autonomia da parte della società civile. Una gestione dello Stato che, pur nell'alternarsi delle coalizioni, dissimula, dietro la sacralità di casta, le più becere corruttele.

Lo spirito di libertà dei cittadini è ristretto da rigidi vincoli morali coerenti con le ideologie delle classi dominanti, che in molti casi, (vedi querelle sul Darwinismo) fanno premio sulle stesse verità scientifiche, con metodo non molto diverso dal tanto vituperato "realismo socialista".

Oggi si inventano nuovi peccati, che vengono poi additati come fenomeni di particolare allarme sociale. Si estende la morale più bacchettona verso universi che non le competono, in quanto oggetto di ricerca del futuro sviluppo delle possibilità umane e quindi terreno precipuo delle scienze.

Chi detiene il potere, è così terrorizzato di perderlo da porre pesanti ipoteche anche sul futuro dell'uomo e su come sarà la sua morale in riferimento a problematiche ancora solo ipotizzabili.

I cittadini presi tra la Scilla della enorme quantità di informazioni e la Cariddi di una rigida ed organizzata ideologia sociale retta dalla suprema logica del profitto, non trovano più spazi di confronto e di autonomia espressiva. Si rifugiano così nei più inusitati fideismi: dalla fatua adorazione dell'immagine e del successo, fino alle più bislacche tendenze mistiche.

I modelli ci sono tutti, basta sceglierne uno, sarà sempre funzionale al potere, o mediante l'omologazione, o attraverso un ribellismo individuale disperato e grottesco che varrà, comunque, a rafforzare le aspirazioni conformiste della maggioranza delle persone.

La religione di oggi è quella relativa ad una società affluente, ma bachettona e maleodorante ad un tempo, che non può far appello all'amore fra gli uomini, né additare una compartecipazione razionalmente solidale. Semplici indicazioni della tradizione cristiana, che assumerebbero, nel contesto, valenza sovversiva. Molto più funzionale adagiarsi sul beghinismo più vieto.

Una religione fatta, sul piano spirituale, (come abbondantemente documentato in TV) di miracoli, di Padri Pii, di Madonne piangenti, di sincretismi mistici giustapposti a condanne di ogni relativismo, che non disdegna, sul piano politico economico, sordide avidità che traggono la ragion d'essere nel mantenimento degli equilibri sociali.

La chiesa, come tutti, fa la politica che le conviene, non quella che la sua stessa morale detterebbe.

Vengono alzate alte barricate contro l'embrionicidio (non esiste neanche la parola..) e si lascia che solo qualche povero missionario, dimenticato da Dio e da Santa Madre Chiesa, si occupi dei bambini costretti a compiere stragi, massacrati e stuprati nel corpo e nell'animo.

Il Cristo pensava prima di tutto a sfamare gli uomini, questi non disdegnano, secondo tradizione curiale, di offrire la loro fattiva solidarietà agli affamatori.

Non dovrebbe meravigliare troppo questa nuova pervasività della religione.

Quarant'anni fa l'intelligenza critica collettiva aveva sviluppato alcune consapevolezze e i cittadini pensavano di possedere la titolarità di diritti fondamentali.
Nella chiesa avevamo i Papa Giovanni XXIII e i Don Milani, in politica i Kennedy e i Kruscev. Oggi Abbiamo i reality ed il maggioritario, i Bush e gli Schwarzenagger coi relativi pendant terroristici, perché dovremmo farci mancare le lezioni di Ruini, i Padri Milinghi e le ricerche del Santo Graal?

La porpora ecclesiastica torna ad avviluppare la società in un afflato che sostiene o surroga, a seconda delle necessità, e con tutti i compromessi necessari, l'impianto del potere.

Perché non dovrebbero offrire il loro alto magistero i responsabili ecclesiastici, quando, da più parti ed in riferimento a diverse questioni, si ciancia di democrazia contraddicendone gli stessi fondamenti, quando si fa pressante l'incauto appello alla funzione educativa o addirittura etica dello Stato, quando la stessa uguaglianza fra cittadini è subordinata a giudizi morali sui loro comportamenti?
E Perché gli uomini politici, ormai privi di contenuti che li leghino ai cittadini, non dovrebbero servirsi di questo comodo viatico per aumentare il proprio prestigio e la propria popolarità?

Non sarà certo la dottrina cattolica che salverà la società. Forse il contrario.
Se riusciremo ad avere una società più giusta e consapevole, la Chiesa stessa, magari, sarà sollecitata a tornare nell'alveo della spiritualità e della solidarietà che avrebbe dovuto sempre contraddistinguerla.

D'altro canto, lo sbandierato laicismo spinge pochissimi a tentare di porre argini alla tracimazione ecclesiale, meglio cavalcare l'onda. Si può sempre tacitare la coscienza chiudendo una scuola mussulmana.

Bastano.B.Bucci



 
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Solo una precisazione e qualche domanda...
Astolfo - 10.10.2005
...anche perchè mi sono appisolato un paio di volte mentre cercavo di arrivare alla fine del pezzo.

Prima, la precisazione: checchè ne dica Bastano B. Bucci (un nome di poetica alliterazione), Gesù ha detto: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: amerai il prossimo tuo come te stesso. Su questi due comandamenti si fonda tutta la Legge e i Profeti" (Matteo, 22, 38-40). Nè credo che il saggio Joseph abbia cambiato a mia insaputa questa parte del Vangelo.

Poi, le domande: "ogni singola istanza del vivere sociale raccoglie in sé quasi tutte le spinte che si agitano nel tessuto della società stessa e le ripresenta in modo morfologicamente coerente con le proprie caratteristiche". Scusa ma, cosa vuole dire? Sinceramente, non ho capito.

"Oggi si inventano nuovi peccati, che vengono poi additati come fenomeni di particolare allarme sociale. Si estende la morale più bacchettona verso universi che non le competono, in quanto oggetto di ricerca del futuro sviluppo delle possibilità umane e quindi terreno precipuo delle scienze". Se la morale è l'assiologia del compartamento umano, quali sono gli "universi" del comportamento umano che "non le competono"? E perchè? E chi lo decide?

"Vengono alzate alte barricate contro l'embrionicidio (non esiste neanche la parola..) e si lascia che solo qualche povero missionario, dimenticato da Dio e da Santa Madre Chiesa, si occupi dei bambini costretti a compiere stragi, massacrati e stuprati nel corpo e nell'animo". Non ho capito. Chi è che ha inviato li' il poevro missionario? Chi paga le missioni? Ero convinto che fosse la Chiesa, attraverso la ben nota Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, uno dei "ministeri" del Vaticano....

"Perché non dovrebbero offrire il loro alto magistero i responsabili ecclesiastici, quando, da più parti ed in riferimento a diverse questioni, si ciancia di democrazia contraddicendone gli stessi fondamenti, quando si fa pressante l'incauto appello alla funzione educativa o addirittura etica dello Stato, quando la stessa uguaglianza fra cittadini è subordinata a giudizi morali sui loro comportamenti?". Appunto, perchè non dovrebbero?

"Non sarà certo la dottrina cattolica che salverà la società. Forse il contrario.
Se riusciremo ad avere una società più giusta e consapevole, la Chiesa stessa, magari, sarà sollecitata a tornare nell'alveo della spiritualità e della solidarietà che avrebbe dovuto sempre contraddistinguerla". Ossia la società che salva la dottrina cattolica. Bellisimo ragionamento, senza ovviamente alcun appiglio alla realtà dei fatti, ma vabbè. E poi non ho capito perchè l'"alveolo" che "contraddistingue" la Chiesa dovrebbe essere "la spiritualità e la solidarietà". Chi l'ha detto? Chi lo ha deciso?

Checchè ne dica il Bucci, ricordo che Gesù avverti': "Non pensate che sia venuto a portare pace sulla terra, non sono venuto a portare la pace, ma la spada" (Matteo, 10, 34)
Se poi qualcuno che a Dio non crede e alla Chiesa non appartiene vuole stabilire quello che gli piace o no della dottrina cattolica o del comportamento dei suoi sacerdoti, per me non c'è alcun problema, ma resta il mio dubbio di base. Ossia: chissenefrega?


Re: Avviluppati nella porpora
Bastiano.B.Bucci - 12.10.2005
E' chiaro che qualsiasi credo religioso presupponga un rapporto fra l'individuo e la divinità.
Però, se mi ricordo bene, la novità della dottrina del Cristo e quindi la sua eventuale valenza sociale, nonché il potenziale realmente rivoluzionario del cristianesimo (come insegna la storia), stava proprio nell'indicare quale dovesse essere il comportamento di ciascuno nei confronti del suo prossimo. Senza pretese legislative però!

Mi pare che la Croce sintetizzi questo, sennò a che pro un Dio avrebbe dovuto sacrificare sé stesso.
L'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, secondo te, sarebbe omologo al normale sacrificio, di un capro o di una vergine per ingraziarsi il dio di turno, come nelle religioni arcaiche?

Nel vecchio testamanto il Dio comandava, nel nuovo si fa Uomo perché gli uomini capiscano (e pratichino..)il senso dell'Amore Divino.

Ma dio mio a sti credenti bisogna insegnare proprio tutto...

Ovviamente non è questo l'aspetto che mi interessa.
Il significato di quello che scrivevo sta tutto nella frase che dici di non aver bene inteso.

So di non essere un fine scrittore, però magari alla prossima, prima di leggermi fatti un caffettino..

Quello che intendevo prendere in esame è come la religione, specie nelle sue manifestazioni istituzionali, sia determinata dai rapporti che si creano nella società e come la sua dottrina risenta pesantemente delle ideologie e degli assetti di potere che si generano in un determinato periodo storico.
In epoche, come quella attuale, nelle quali si compiono pesanti manipolazioni sulle libertà, sui diritti dei cittadini e si incide a fondo nel loro essere sociale razionale, con la specifica finalità di mantenere certi rapporti, prevale, anche in campo religioso, una dottrina aggressiva, che non si pone a disposizione ed all'ascolto delle difficoltà e dei problemi di tutti. Offre, invece, modelli fideistici arcaici come quelli che puntano sul rusticano stupore per fenomeni da prestidigitazione o peggio sale in cattedra, con lezioni perentorie da vecchio testamento.
E tutto questo (la compromissione col potere temporale è innegabile..) senza disdegnare un reale appoggio, molto ben remunerato, a chi manovra nella stanza dei bottoni.

Guardo il fenomeno da un punto di vista esattamente complementare al tuo, non sto affatto dicendo se sia o meno giusto che i prelati intervengano pesantemente sulla vita politica, ho, sostenuto che questo fenomeno è un aspetto della prevaricazione che si compie nei confronti dei cittadini che anziché essere interrogati come si converrebbe in un democrazia vengono catechizzati e le norme alla base della convivenza civile, anziché essere quelle più generalmente condivise,
nascono da scelte etiche partigiane e strumentali.

Non è che Ruini non possa dire quello che pensa in merito a questioni morali, è che in uno stato geloso delle sue prerogative di libertà e quindi di laicismo, non dovrebbe avere alcuna importanza né effetto per chi non fosse credente.
Altrimenti si passa dalla libera espressione del pensiero di ciascuno alla prevaricazione, nei confronti di qualcuno.

In periodi normali questo sarebbe un discorso ovvio (infatti non ritenevo necessario neanche doverlo fare..), nell'ambito della medioevalizzazione della società che si sta tendando di porre in essere, diventa un assunto del tutto incomprensibile.

Come mostra molto bene la tua risposta.

Ps.: Non mi pare che Gesù fosse un guerrafondaio, e quando scriveva quelle cose, forse, pur nella sua lungimiranza, non stava vaticinando lo scontro per l'OPA sull'AntonVeneta.
Suppongo che la guerra a cui faceva riferimento avesse una valenza interiore, contro il peccato, contro l'indolenza, contro gli egoismi. Appunto!






Caro Bastiano
Astolfo - 12.10.2005
(Ho seguito il tuo consiglio e ho preso il caffé prima di leggerti. E funziona! Sono arrivato sveglio alla fine del tuo post. Meraviglioso!)

Anzitutto, come la volta scorsa, un po' di catechismo della domenica, che non fa mai male. Mi dici, in riferimento alla mia citazione finale del Vangelo di Matteo: "Suppongo che la guerra a cui faceva riferimento avesse una valenza interiore, contro il peccato, contro l'indolenza, contro gli egoismi".
E sbagli nella tua supposizone, come dimostrano le frasi seguenti dello stesso testo (Matteo 10, 35-37): "Sono venuto, infatti, a separare l'uomo dal padre, la figlia dalla madre e la nuoracdalla suocera; i neici dell'uomo saranno i suoi stessi familiari. Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me; e chi ama il figlio e la figlia più di me, non è degno di me".
Nessuna "valenza interiore", dunque, ed una chiara conferma del "più grande e primo comandamento" di cui parlavo prima.
Dici anche che "la novità della dottrina del Cristo e quindi la sua eventuale valenza sociale, nonché il potenziale realmente rivoluzionario del cristianesimo (come insegna la storia), stava proprio nell'indicare quale dovesse essere il comportamento di ciascuno nei confronti del suo prossimo. Senza pretese legislative però!".
E sbagli ancora: la novità della Buona Novella è il Compimeto dell'Antica Promessa, è la Risurrezione del Cristo. Come scriveva Paolo (fra parentesi: Paolo scriveva, Gesù no, contrariamente a quanto sembri credere) "se Gesù non è risorto, allora mangiamo e beviamo, tanto dommani morremo".
Ovviamente se compariamo il contenuto di questa novità -la conferma dell'annuncio dei Profeti, la Nuova Alleanza che non abolisce ma completa quella abramo-mosaica, il Messia che attendevano gli ebrei che non solo arriva ma muore e risorge per il perdono dei nostri peccati- con la sua eventuale e necessariamente secondaria "valenza sociale" capiamo facilmente in che cosa si basa l'originalità teologica del cristianesimo. E non è quella da te indicata.
In quanto alla tua domanda "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, secondo te, sarebbe omologo al normale sacrificio, di un capro o di una vergine per ingraziarsi il dio di turno, come nelle religioni arcaiche?", questa "omologazione" (orribile vocabolo) non è mia, ma di Gesù stesso, che descrive sè stesso come Agnello di Dio, come vittima sacrificale della Nuova Pasqua, ribadendo cosi' i due concetti teologici essenzali che ti ho elencato poc'anzi: la filiazione diretta fra l'Antico e il Nuovo Testamento (come Abramo sacrifico' suo figlio e poi un agnello, ora Dio sacrifica il suo proprio Figlio, cioè l'Agnello di Dio) nonchè il carattere centrale ed essenziale della Passione, Morte e Risurrezione del Cristo, ben più importante di qualsiasi "risvolto sociale" che tu voglia menzionare.
Detto questo, non capisco a che cosa ti riferisci quando sostieni che "la sua dottrina (della Chiesa) risenta pesantemente delle ideologie e degli assetti di potere che si generano in un determinato periodo storico". In che modo gli assetti di potere e le ideologie che si sono alternati negli ultimo duemila e passa anni hanno pesantemente influito nel corpus essenziale della dottrina della Chiesa, che ho appena riassunto a tuo beneficio?
Sono invece d'accordo con te sul fatto che "la compromissione col potere temporale è innegabile", e infatti sono fortunato, in quanto cattolico, perchè vivo in un'epoca nella quale questa comprimissione è stata denunciata e criticata da dentro alla Chiesa stessa, portando tra l'altro al processo di "purificazione della memoria" che è stato uno dei molti aspetti rilevanti e storicamente senza precedenti del magistero del compianto Giovanni Paolo II.


Ma, ti diro', ho come la strana sensazione che a te di tutto questo non te ne puo' fregare di meno. Antica o Nuova Alleanza, comandamento dell'Amore o compromissione della Chiesa con il poeter temporale sono per te argomenti dialettici decorativi, che dovrebbero servire di appoggio alla tua tesi, secondo la quale -se ho ben capito- il Vile Camillo fa parte di un sistema abbietto la cui caratteristica principale è la "prevaricazione che si compie nei confronti dei cittadini che anziché essere interrogati come si converrebbe in un democrazia vengono catechizzati e le norme alla base della convivenza civile, anziché essere quelle più generalmente condivise, nascono da scelte etiche partigiane e strumentali".
Sinceramente, ignoro quali sono queste norme "generalmente condivise" che sarebbero lasciate di lato a favore di "scelte etiche partigiane", ma immagino che tu lo saprai, e immagino anche che se risultano cosi' generalmente condivise e poi viene fuori che non sono applicate, prima o poi la gente si incazza. Non credi?
O forse il problema per te è che "in uno stato geloso delle sue prerogative di libertà e quindi di laicismo, (l'opinione di Ruini) non dovrebbe avere alcuna importanza né effetto per chi non fosse credente"? E io ti chiedo: scusa, perchè che importanza ha per i non credenti? Per esempio, tu sei un non credente e sei al corrente delle opinioni del Vile Camillo. Che importanza o effetto hanno su di te?
Ma inoltre: e se viene fuori che un non credente, per i motivi che siano, è d'accordo con il Vile Camillo su un determinato argomento, che succede? Non puo'? E' proibito? E' moralmente disdicevole? E perchè?
Insomma non ho capito se quello che ti disturba è che chi crede in "modelli fideistici arcaici" (ad esempio me, o il Vile Camillo) possa avere un'opinione e perfino la sfacciataggine di esprimerla in pubblico, oppure che quando ci permettiamo di avere una opinione e di esprimerla in pubblico essa sia successivamente presa in considerazione da altri, fra i quali anche dei non credenti?


PS. Resto in attesa di tuoi chiarimenti sugli "universi" del comportamento umano che sfuggono alla morale (e, dato cruciale, chi decide quali sono) nonchè sul "povero missionario abbandonato da Santa Madre Chiesa". Noto che nella tua risposta non ne parli....


Re: Avviluppati nella porpora
Bastiano.B.Bucci - 13.10.2005
Bene questa interpretazione autentica delle Sacri Scritture e della venuta del Redentore è davvero consolante..

Questo Signore viene, ci conferma tutto quanto scritto nel vecchio testamento, risorge (era venuto per fare solo questo, (ma pensa un pò! Poteva tranquillamente risparmiarsi tutta la sofferenza..) ah si, anche per dichiarare la guerra fra gli uomini; specie tra quelli legati da vincoli familiari.
Non ti riesce di leggere cosa voglia dire mettere padre contro figlio? La ritieni una chiamata alle crociate? Non avrà forse il senso di uno sconvolgimento di quanto si è creduto finora, un'affermazione di qualcosa che trascende le cose terrene, persino quelle più sacre e che quindi non può essere una chiamata alla lotta?
Pare che nella vita di Gesù questi intenti bellicosi non ci siano mai stati, anzi Egli sembrava amare tutti, specie i peccatori.
Che non fosse questa la "guerra"? Lo scandalo del non rispetto delle convenzioni in nome di qualcosa di superiore che viene elargito (amatevi...) agli uomini e del quale nel vecchio testamento non c'è traccia.
L'unica guerra che risulta avesse combattuto era contro chi profanava il tempio coi propri traffici e contro gli esegeti ipocriti del vecchio testamento (attento a te..) che lui ovviamente era venuto a "confermare"...

Quello che sembra sfuggirti completamente è il senso di una divinità che si fa uomo e si sacrifica.

Sarà il caso che tu smetta di leggere e cominci un attimo a ragionare su quello che leggi, può darsi che si operi il miracolo di una minuscola levitazione al di sopra della catechesi da monachella di campagna che hai tratteggiato negli interventi precedenti.

Per quanto riguarda la parte politica, che è quella che mi interessa, o mi esprimo maladettamente male o forse ti ci vuole qualcosa di più del caffé.

Mi pare abbastanza ovvio che la chiesa in quanto autorità morale di riferimento solo per i credenti, non dovrebbe avere la pretesa di imporre i propri imperativi sul piano legislativo, visto che le leggi debbono servire per tutti ed investono ambiti di diritti sanciti dalla Costituzione, che è cosa un tantino diversa dalle Sacre Scritture.

Sarò più chiaro: Il matrimonio è un sacramento e quindi indissolubile per chi ci crede, non si può impedire che altri vogliano regolarsi in modo difforme. La fecondazione, (omologa eterologa o quello che altro vuoi) per molti ha una valenza profondamente diversa dal portare a compimento un disegno divino.

Una legge di uno stato democratico deve tener conto di questi aspetti, il porre la questione secondo la propria etica è perfettamente lecito, quello che non è lecito è pretendere di escludere ope legis che altri possano comportarsi in modo difforme.

Mi spieghi ove sarebbe la differenza con quanto vanno affermando gli stati teocratici mussulmani?
Solo nel fatto che non si condannano (ancora) a morte i peccatori e non si pratica l'infibulazione?

Penso comunque caro Astolfo che sia abbastanza inutile continuare questa discussione.
La risposta alle domande che mi fai te la sei data da solo.

Tu come alcuni cattolici, (fortunatamente non tantissimi) confondi la morale cristiana con la morale tout court e ti regoli di conseguenza.
Così ti rimane difficile capire che non debbano esserci disposizioni morali per questioni non ancora in essere: Iddio o chi pensa di poterlo interpretare, conosce il futuro così avrà già preparato le norme a cui attenersi quando avremo la clonazione, o quando la scienza, cattolici permettendo, avrà imparato a riprodurre la vita con metodi non naturali, anche se la cosa non è peccaminosa, sappiamo che lo potrà diventare e quindi procediamo alla condanna preventiva ed operiamo acché tutto ciò non avvenga..

Se il vostro Dio, che tutto può, consente che tutto questo accada, forse non è così spaventato di queste cose come lo siete voi, magari sta gà provvedendo, e forse può anche fare a meno della vostra ermeneutica

Via, dategli un pò di fiducia! :)




Aricaro Bastano
Astolfo - 13.10.2005
(questa volta provo a scrivere MENTRE bevo il caffè, perchè non posso raccogliere il tuo invito ad usare qualcosa di più forte...guarda come è andata con il povero Lapo)

Anzitutto, un ringraziamento seguito da una sconfortate ammissione: grazie per avermi dato della "monachella di campagna", magari avessi la fede solida e ingenua, quasi infantile di quelle donne, che Gesù tanto amava e poneva come modello, e che tu invece sembri disprezzare con senso di superiorità. Sono invece un maschio urbano, "a pilgrim and a stranger/walking through this wearsome land" (per citare una vecchia canzone religiosa), un laico perso nel secolo, un semplice peccatore.

Tralascio inoltre i tuoi goffi tentativi di lettura "alternativa" dei Vangeli, la Teologia e la Tradizione, perchè per porti in alternativa a Paolo, Agostino, Tommaso e qualche altro non disponi nè della conoscenza nè sopratutto dell'intimo amore della Scrittura -ergo, della Rivelazione- che solo puo' dirigire il cammino dell'uomo che cerca la verità. Ti manca anche, ed è cruciale, la non meno essenziale umiltà. Tu infatti non cerchi la verità: ce l'hai.
In quanto al tuo appunto secondo il quale "mi pare abbastanza ovvio che la chiesa in quanto autorità morale di riferimento solo per i credenti, non dovrebbe avere la pretesa di imporre i propri imperativi sul piano legislativo", questo mi sembra non solo ovvio ma sopratutto evidente e sotto gli occhi di tutti: è quello che succede infatti nella società alla quale tu appartieni, come dimostra il caso del divorzio o quello dell'aborto. La Chiesa ha un'opinione, ma essa non è imposta all'intera società. O sbaglio?
Ma sedcondo te io "come alcuni cattolici, (fortunatamente non tantissimi) confondi la morale cristiana con la morale tout court e ti regoli di conseguenza": vorrei anche vedere! Ossia che se uno crede che esiste un Dio unico, Creatore e Giudice Finale della Storia, che ha definito chiaramente quale è la virtù e quale il peccato, non dovrebbe associarsi con quella morale e considerarla la morale tout court? Sarebbe il contrario (ossia, ad esempio, essere cristiani e credere che la morale cristiana sia solo una fra mille disponibili nel vasto supermarket dell'ideologia contemporanea) a stupirmi. A te no?
Infine, credo anch'io che questa discussione non abbia alcun senso, perchè tale non è: il tuo pezzo non voleva affatto aprire un dibattito, voleva anzi impartire una lezione, la solita e vecchia manfrina "laica" (?) secondo la quale se sei cosi' stupido da essere un credente si tollererà la tua patetica esistenza di oscurantista feticista primitivo solo a tre condizioni: a) la tua fede è, per definizione, "un fatto privato". Ossia, stai zitto; b) la tua fede deve esprimersi esclusivamente nella "vena sociale". Ossia, visto che credi in questi cazzate almeno renditi utile, pulisci il culo della società che ti tollera; e c) le tue opinioni etiche, come ogni opinione etica, ha lo stesso valore nel grosso calderone del relativismo morale contemporaneo. Ossia zero.
Questa visione del fatto religioso, lo ammetto, ha un suo "charme désuet", un po' come i ninnoli che le nostre nonne mettevano in bella mostra nelle vetrinette del salotto: del resto questo non puo' stupire, giacchè è prodotto diretto del scientificismo decimononino, del positivismo riduzionista, nonchè dell'anticlericalismo radicale mazziniano e massonico. In altre parole, di cose vecchie, ammuffite, appartenenti a un'altra epoca, un altro mondo.
Che poi ricompaiono intatte al giorno d'oggi e -suprema ironia- come idee "moderne" che si oppongono al "nuovo medioevo"!!! Bellissimo!!
Per citare George Bernanos, "continuiamo a testimoniare insieme di quello che dura, dinnanzi a coloro che testimoniano di quello che fa finta di durare". E aggiungo: non per molto. Dopo tutto, siamo nel secolo XXI, no? Hai solo due secoli di ritardo, e la Santa Madre oltre venti di anticipo.
Buona fortuna comunque nella tua opera pedagogica. Ne avrai bisogno.


Re: Avviluppati nella porpora
Bastiano.B.Bucci - 14.10.2005
ti ringrazio davvero moltissimo per la preziosa opera di esemplificazione del mio scritto iniziale.

Siccome non uso fare lezioni, ma butto giù delle cose che mi pare di percepire nel mondo che mi circonda, tu con tutti gli interventi a seguire hai confermato la giustezza delle mie ipotesi, palesando in maniera inequivoca tutti i limiti di una visione confessionale che, fortunatamente, non appartiene a tutti i cattolici, e pare decisamente aliena anche dall'insegnamento della Chiesa

Ovviamente non posso paragonarmi a cotanta sapienza esegetica, così, molto più modestamente, mi affido a quello che dicono fonti autentiche che evidentemente (anche loro) non reggono il confronto con la sovrana conoscenza dei sepolcri imbiancati che ambirebbero alla umile fede delle monachelle di campagna, palesando la spocchiosa vanità di chi "conosce".

Allora da Google... per non avere il dubbio di aver cercato quanto, nella sterminata cultura cristiana, mi facesse comodo, il primo, ma proprio il primo, dei documenti autentici che salta fuori..

" L'unione filiale di Gesù col Padre si esprime nel perfetto amore di cui egli ha fatto anche il principale comandamento del Vangelo: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti» (Mt 22,37s). Com'è noto, a questo comandamento Gesù ne affianca un secondo «simile al primo», quello dell'amore per il prossimo (cf. Mt 22,39). E di questo amore egli si propone come esempio: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato». Egli insegna e consegna ai suoi seguaci un amore esemplato sul modello del suo."

A questo amore si possono veramente applicare le doti della carità elencate da san Paolo: «La carità è paziente,... benigna,... non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia,... non cerca il suo interesse,... non tiene conto del male ricevuto,... si compiace della verità,... Tutto copre,... tutto sopporta» (1Cor 13,4-7). Quando, nella sua lettera, l'Apostolo presentava ai suoi destinatari di Corinto una tale immagine della carità evangelica, certamente nella mente e nel cuore era pervaso dal pensiero dell'amore di Cristo, verso il quale desiderava orientare la vita delle comunità cristiane, sicché il suo inno della carità può considerarsi un commento al precetto dell'amarsi sul modello di Cristo amore (come avrebbe detto, tanti secoli dopo, santa Caterina da Siena): «(così) io vi ho amato» (Gv 13,34).

San Paolo sottolinea in altri testi che il culmine di questo amore è il sacrificio della croce: «Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio»... «Fatevi dunque imitatori di Dio... camminate nella carità» (Ef 5,1-2). Per noi è ora istruttivo, costruttivo e consolante considerare queste proprietà dell'amore di Cristo.

L'amore, con cui Gesù ci ha amati, è umile e ha carattere di servizio. «Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45). La vigilia della passione, prima dell'istituzione dell'Eucaristia, Gesù lava i piedi agli apostoli e dice loro: «Vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi» (Gv 13,15). E in un'altra occasione li ammonisce: «Chi vuole essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo fra voi sarà il servo di tutti» (Mc 10,43-44)


Sembra inoltre che l'amore reciproco sia il segno distintivo dei seguaci di Cristo: infatti il comandamento nuovo continua: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" .


Non sono credente come Fassino, né vado interrogandomi come Bertinotti, tuttavia, come tutti i non credenti, nutro una punta di invidia per chi, specie nei momenti di più intensa fatica del vivere, può far riferimento ad una fede che offre speranze o almeno consola.

In certi casi invece, non mi fa nessuna invidia il povero Cristo che qualcuno si porta dentro e che usa spudoratamente come creatore di certezze prét à porter per alimentare il suo complesso di superiorità.

Del resto L'Altissimo è da sempre abusato (I buttiglione e i Formigoni sono solo gli ultimi di un'eletta schiera, in molti lungo la storia degli umani si sono vantati che "Gott mit uns").

Ti ringrazio per gli auguri che non contraccambio, perché suppongo tu non ne abbia bisogno avendo attinto uno stadio perfezione che non richiede alcun altro sforzo, posso solo farti i complimenti.
Davvero un mirabile spirito evangelico!






E mo' pure l'esegesi laica (che me tocca sta' a soffri')
Astolfo - 14.10.2005
Esiste qualcosa di più divertente di un laico agnostico mangiapreti fustigatore etico del Vile Camillo che imparte lezioni internettiche di esegesi evangelica, sostenendo senza il minimo accenno di autoironia che le mie lezioncine di catechismo parrocchiale della domenica su Passione e Risurrezione del Cristo risultano "aliene anche dall'insegnamento della Chiesa"? La risposta, ovviamente, è si': molte cose in questo mondo sono più divertenti. Nonchè interessanti, o semplicemente razionali.

Risulta già di per sè stesso comico l'ammissione del metodo di ricerca teologica del buon Bastano: teologia cristiana? aspetta che faccio una ricerca su Google!!!!
Guarda che se ti avvicini alla chiesa più vicina al tuo domicilio (siamo come la Cia, presenti dappertutto, a ogni angolo di strada) ti procurano aggratis un'edizione completa dei Vangeli, e ti risparmi cosi' di dover citare documenti -del resto non meglio precisati: l'unica cosa che è chiara è che si tratta del primo che è saltato fuori sul tuo schermo: ah, la Ricerca Mistica della Parola!!- che evidentemente non capisci, verificando con i tuoi propri occhi razionalisti e positivisti, per esempio, il testo reale del Vangelo secondo Matteo, sul quale evidentemente non sei molto ferrato.
Capiresti cosi' (ma mi domando: lo capiresti?) che "dare la propria vita in riscatto per molti" non significa necessariamente promuovere una "valenza sociale" (per usare il tuo primitivo vocabolario concettuale), nonchè potresti cominciare a comprendere (ma mi domando: lo comprenderesti?)il significato del Sacrificio dell'Agnello di Dio ("Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio", per citare Paolo citato da te che citi un testo non meglio specificato, il primo che ti ha dato Mr. Google)
come "sangue dell'Alleanza nuova ed eterna, versato per la remissione dei nostri peccati" (citazione del rito comune della Messa cattolica, anche quello te lo danno aggratis in parrocchia, e non temere: non cercheranno di importi la cresima) o perfino ad intuire (ma mi domando: lo intuiresti?) che cosa significa il Sacro Mistero dell'Incarnazione, un concetto che apparentemente ti sembra solo rilevante se promuove le famose e sempre non specificate (come i tuoi documenti dal Google) "valenze sociali" che tanto ti stanno a cuore.
Hélas, temo non sarà cosi', temo che continuerai ad allucinare inesistenti versioni taglia e cuci della Buona Novella che confortino il tuo vetusto e puerile paleorazionalismo decimononico (un po' come Ernest Renan, ma con un secolo e mezzo di ritardo e senza il talento letterario), nonchè inesistenti e vasti settori della Chiesa e della Cristianità che te le confermano pienamente, ed applaudono al tuo curioso concetto della "società che riformerà la Chiesa". E' molto triste, è vero, ma anche ampiamente prevedibile. Per non dire del tutto scontato.
Comunque hai ragione, l'Altissimo è da sempre abusato da chi se lo "porta dentro (usandolo) spudoratamente come creatore di certezze prét à porter per alimentare il suo complesso di superiorità", e non sarà ovviamente una ridicola e strumentale pseudoesegesi evangelica, rudimentaria, goffa e googliana, portata avanti da un infradocumentato tardoveteroradicalcarducciano (cultura di avanguardia, come vedi) a costituire un'eccezione a questa regola, da stesso enunciata.



PS. E il "povero missionario abbandonato da Santa Madre Chiesa"? E chi decide quali parti del comportamento umano non sono tangibili dalla Morale (forse qualche esimio scienziato, tipo il laicissmo dottor Mengele)? E gli aspetti della "dottrina" della Chiesa che "risentono pesantemente delle ideologie e degli assetti di potere che si generano in un determinato periodo storico"? Non mi dire, caro positivistissmo Bastano, che erano solo polvere negli occhi, bla bla bla demagogico buttato li' a caso per argomentare una tesi interpretativa abbastanza rozza e discutibile? Non me lo sarei mai aspettato da un paladino del libero ed empirico dibattito razionale...


Re: Avviluppati nella porpora
Bastiano.B.Bucci - 19.10.2005
Pling: "affondato"!

Spiace dover rilevare il miserevole vicolo cieco in cui ti sei cacciato, nel voler a tutti i costi evitare la discussione sulle tematiche, molto modestamente proposte, che tendevano ad aprire una dialogo senza nessuna pretesa di insegnare niente ad alcuno.

Ti sei incartato per amor di vuota polemica.

Con tutta la modestia del caso, avevo citato una fonte inequivoca (il fatto, da me dichiarato e motivato, che la si trovasse su google niente toglie alla sua autenticità).
Certo che al tuo cospetto impallidisce anche il povero Papa autore della mia citazione ed oggetto della tua vaniloquente critica:

"una ridicola e strumentale pseudoesegesi evangelica, rudimentaria, goffa e googliana, portata avanti da un infradocumentato tardoveteroradicalcarducciano (cultura di avanguardia, come vedi) a costituire un'eccezione a questa regola, da stesso enunciata."

Come ho sempre sostenuto sono un laico e, lungi da me l'idea di possedere la verità in campo teologico, ho solo tentato di tratteggiare quello che della religione mi piace e ritengo degno di rispetto, contrapponendolo a quanto, storicamente determinato, attiene in particolare le fenomenologie di personaggi del tuo stampo.

Alle mie affermazioni, per carità, sempre criticabili e discutibili, hai contrapposto una logorroica congerie di neologismi spocchiosi e inutili.

Niente ci hai detto, viceversa, della tua altissima ed inarrivabile concezione religiosa: L'unica affermazione positiva da te fatta è quella di un Cristo armato di spadone che mena fendenti a destra e a manca.

Se non mi credi rileggiti tutto ciò che hai scritto.

Mi scuso con te e con tutti i lettori, ma sinceramente non dispongo di tempo da dedicare a questi vuoti esercizi di retorica, per cui ti ringrazio dell'attenzione e ti cedo ben volentieri tutto lo spazio che la (eccessiva) benevolenza del Barbiere ci mette a disposizione.




Da morire dalle risate
Astolfo - 20.10.2005
Il tuo esilarante pseudo commento finale, Bastano mio, è in linea con le tue illogiche argomentazioni o con il tuo curioso uso delle onomatopee: nè vi fu incartamento o vicolo cieco (del resto volevo domandarti: cos'è esattamente un vicolo cieco "miserevole"?), nè hai argomenatto alcunchè e ovviamente è difficile immaginare una nave che affonda e fa pling!.

Fra i tuoi molti e patetici errori, che si accavalanno in una sorta di processione del nonsense militante, ci tengo a sottolineare i seguenti:

1. Se citi il Papa, dillo. E inoltre, se citi il Papa soffermati a leggere quello che dice. E inoltre, se citi il Papa soffermati a leggere quello che io ho detto su quello che lui ha detto. Tre cose che non fai, tre gradi di ignoranza plateale che accumuli progressivamente, e a partire dai quali concludi curiosamente che esiste una contraddizione fra quanto da me esposto e la Dottrina della Chiesa.
Esilarante, appunto.

2. Dieci giorni fa ti ho chiesto, in riferimento a una delle molte affermazioni arbitrarie e senza senso del tuo "pezzo" (le virgolette sono de rigueur): "Se la morale è l'assiologia del compartamento umano, quali sono gli "universi" del comportamento umano che "non le competono"? E perchè? E chi lo decide?". Il tuo silenzio assordante mi permette di dedurre che non sai di cosa parli, che lanci al vento affermazioni gratuite e poi, dovendo giustificarle, semplicemente ti dimentichi di averle pronunciate. Comicissimo.

3. Il famoso povero missionario abbandonato dalla Santa Madre Chiesa. Idemo come prima, e dunque con effetto ridanciano amplificato e ricorrente.

4. Il non meno famoso "alveo della spiritualità e della solidarietà che avrebbe dovuto sempre contraddistinguere" la Chiesa. Chi ti ha detto che è cosi? Chi ha deciso che la Chiesa deve dedicarsi solo a quello cose che secondo te dovrebbero contraddistinguerla? E sopratutto, se tu (ateo non credente fuori dalla Chiesa) decidi che questo e non quello deve contraddistinguere l'opera della Santa Madre, chissenefrega? Che importanza puo' avere? Zero risposta, zero argomenti, zero totale ovviamente, come al punto 2 & 3, e ormai siamo alla risata a crepapelle.

5. "La sua dottrina (della Chiesa) risente pesantemente delle ideologie e degli assetti di potere che si generano in un determinato periodo storico". Altra azzardata tesi storico interpretativa che butti li' come se fosse un postulato accettato da tutti, quando risulta palesemente senza fondamento. E infatti appena ti chiedo di fondamentare, cadi nuovamente nell'amnesia selettiva (modalità patologica attraverso la quale dimentichi quello che hai appena detto, evitando di dover ammettere che è una cazzata col botto). La risata diventa ormai convulsa, temo per il mio apparato respiratorio.

6. "Tu come alcuni cattolici, (fortunatamente non tantissimi) confondi la morale cristiana con la morale tout court e ti regoli di conseguenza." Resto dunque in attesa di dati statistici complementari sui cattolici (fortunatamente tantissimi, secondo te, e dunque facili da identificare) che NON credono che la morale cattolica sia la morale tout court, facendo dunque affidamento ad altre morali (islamiche? shintoiste? animiste? laico-renaniane?) E qualcosa mi dice che l'attessa sarà moooolto lunga. Anzi, probabilmente hai già scordato averlo detto (vedi sopra).

E la smetto qui perchè il concetto si capisce facilmente: nel tuo indigesto pezzo (devo essere stato uno dei pochi che è riuscito a leggerlo per intero) sostenevi con tronfia sicumera ed una evidente ignoranza dell'argomento una serie di luoghi comuni pseudolaici anticlericali per arrivare alla (scontata) conclusione che la Chiesa deve occuparsi della sua "valenza sociale" del suo "alveo spirituale" e non rompere i coglioni ai cittadini con le sue vetuste ed arcaiche posizioni morali. Punto di vista puerile e deprimente, nato evidentemente dalla maldigerita, cocente e ahité recente batosta referendaria, che evidentemente ha causato "allarme" nelle "menti più laicamente consapevoli ed aperte" (ossia te stesso: il modo in cui ti descrivi è già di per sè stesso comico).

Dovendo giustificare almeno parzialmente le tesi strampalate che deducevi da concezioni infantili e maldocumenatte del Vangelo e la Tradizione della Chiesa, non hai potuto che appoggiarti a Mr Google, un mezzo palesemente insufficiente a coprire gli insondabili abbissi della tua ignoranza. E infatti hai dovuto dimenticarti della metà di quello che hai detto, ed arrampicarti goffamente sugli specchi di una pseudo interpretazione evangelica che, lo ripeto, risulta ridicola in estremo e senza alcun valore, nemmeno come pretesto per una discussione al bancone del bar. Per poi concludere (la risata diventa apoteosi) che mi sono messo IO in un vicolo cieco, e fare partire l'autoapplaudo d'obbligo!!!GRANDE!!!

Senti Bastano, è molto semplice: hai deciso da molto tempo quale è la Verità (e il fatto che tu la possiedi, of course), ed evidentemente sei ormai impermeabile non solo ad ogni argomento ma anche a ogni dato fattuale ed empirico che possa mettere in dubbio le tue convinzioni. Come molti pseudolaici che denunciano il "fideismo arcaico" dei cattolici, sei ben più dogmatico, ideologico ed intollerante di coloro che accusi, e dunque QUALSIASI dialogo con te è per definizione impossibile.

Torna a casa tranquillo. Hai vinto. Vinci sempre, del resto. Per decisione previa della giuria, riunita nella tua mente.





 

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