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11.10.2005
Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
di Mario Adinolfi

Cronaca di un'occasione perduta

Poteva essere un'occasione per raccontare, con il dramma di una persona, il dramma di un paese. Il paese che incatena il suo destino ad un capitalismo familiare ormai insensato, il paese in terrificante crisi di classe dirigente, il paese assurdo che vive di sballo per non pensarci più.

E invece aprite oggi i giornali: l'unica preoccupazione è quella di far uscire il Regal Rampollo il meno peggio possibile da questa vicenda, triste e farsesca insieme.

Cercherete le parole chiave della vicenda nei titoli dei giornali: cocaina, transessuale, inadeguatezza, omertà. Non ne troverete traccia.

Sul quotidiano di famiglia, la Stampa, riescono nell'incredibile risultato di non mettere mai nei titoli neanche la parola "droga".

Quattro gli articoli. In prima pagina, taglio basso: "Lapo Elkann in come per una overdose". Di che? Di cocomero?. Titoli interni, tre articoli: "I medici, Lapo è grave ma si salverà"; "Una vita ad alta velocità affrontata col sorriso"; "L'ansia della famiglia, il dolore di Martina".

Non c'è il racconto della notte, di Lapo che alle tre del mattino va a citofonare allo squallido appartamento di un transessuale che si chiama Lino, ha cinquant'anni, è barese e si fa chiamare Patrizia. Che Lapo e Lino-Patrizia si frequentano da qualche mese. Che sono in quattro a farsi di cocaina e altre schifezze (sì, si può dire schifezze o non è "à la page"?), perché la noia è tanta e i soldi pure.

Poi al mattino Lino-Patrizia prova a svegliare l'amico importante, lo scuote, ma lui resta immobile e allora scatta il panico, la corsa all'ospedale Mauriziano di Torino, il tentativo di nascondere la notizia. L'omertà.

Non troverete traccia sui giornali del comunicato con cui l'ufficio stampa Fiat ancora nel primo pomeriggio definiva "destituita da ogni fondamento" la notizia del ricovero di Lapo. E poi invece si cominciava a parlare di "insufficienza respiratoria" e altre cazzate. Tutto per evitare di raccontare che l'inadeguatezza dei giovani rampolli dell'Italia con i soldi fatti da padri e nonni produce, non può che produrre, questo.

Non si tratta di voler fare moralismo o di sciacallare su una disgraziata vicenda. Si tratta dell'ennesima occasione perduta per raccontare come sta davvero questo paese, per regalare un affresco di verità.

E invece sui giornali che trovate? L'articolo su Martina Stella che scarica Lapo (Titolo: "Siamo ex da mesi, strade diverse", Corsera, Maria Laura Rodotà); quello su nonno Gianni (Titolo incredibile: "L'Avvocato lo adorava, gli prestava anche le giacche", Corsera, Maria Latella); quello su quanto è figo essere Agnelli (Titolo: "Donne, sport e tirocinio in azienda, le storie diverse dei giovani Agnelli", Corsera, Aldo Cazzullo...droga no, con i giovani Agnelli non c'entra niente, vero?);

su quanto sia un manager affidabile (Titolo: "L'ultima festa di compleanno: vado a letto, domani si lavora", Repubblica, Vera Schiavazzi); sulle sue grandi intuizioni di marketing (Titolo enorme: "Felpe e stampa rosa, l'outsider Fiat: il suo sogno, svecchiare il marchio dell'auto di Torino", Repubblica, Maurizio Crosetti); sulla lite Alain Elkann-Bruno Vespa ("Lo screzio con Vespa, poi la pace", Corsera); su Alex Del Piero ("E' un amico, andrà tutto bene", Corsera).

Troverete articoli su tutto ciò che immediatamente può rimettere in pista l'immagine deturpata del Regal Rampollo.

La storia del trans Repubblica la racconta, ma facendo attenzione a titolare: "Nella casa della tragedia" e nell'occhiello si parla di un generico "inquilino dell'appartamento in cui si trovava il giovane manager". Persino Dagospia ha voluto solo accennarla in un titolo ("Sic trans gloria mundi").

La vicenda della colossale topica dell'ufficio stampa Fiat, che spiega meglio di mille dissertazioni come funziona la comunicazione in questo paese, non merita una riga da nessuna parte.

Ma soprattutto nessuno definisce Lapo per quello che è: una persona vittima della sua inadeguatezza palese, che non si copre con un po' di cipria (o altra polvere) e qualche smile.

Il giornalismo italiano dimostra ancora una volta quello che è: il nulla asservito ai propri padroni. I tre principali quotidiani ve li ho raccontati: tra le righe troverete qualche accenno, di chi avrebbe voluto tanto raccontare tutto, ma non ha potuto.

All'ospedale Mauriziano di Torino, in quella sala rianimazione, accanto a Lapo c'è Andrea. Andrea, senza cognome. Ha l'età mia, 34 anni, fa l'operaio. E' agonizzante, probabilmente non ce la farà.

Mario Adinolfi



 
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Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
nytimes - 11.10.2005
Mi sembra una polemica un po' eccessiva.
La notizia di Lino-Patrizia, almeno con le dovute conferme (dagospia parlava di trans già ieri pomeriggio, e la voce circolava nelle redazioni, ma dagospia può spararla grossa invece prima di scrivere - signor Fiat o no - bisogna avere la controprova che evita querele), è uscita solo questa mattina. La prima agenzia, una Adnkronos, è delle 9.34.

I siti internet di Repubblica e Corriere oggi parlano apertamente di transessuali e lo fanno anche nella titolazione. Immagino che domani lo faranno anche i quotidiani in edicola. La Stampa online invece effettivamente continua a non parlarne in maniera aperta. Ma penso che anche Media Quotidiano userebbe qualche cautela in più se si trattasse di raccontare una storia che riguarda Mario Adinolfi


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Mario Adinolfi - 11.10.2005
La questione dei trans è marginale e nel pezzo scrivo con chiarezza che Repubblica ha raccontato, pur con mille cautele nella titolazione. Il tema assai più interessante per chi fa informazione è: è tollerabile che l'ufficio stampa Fiat mandi un comunicato ufficiale in cui definisce la notizia del ricovero "destituita di ogni fondamento" e poi, dopo il caos di ieri, nessun giornale ne dia conto e addirittura Dagospia cancelli dall'elenco dei lanci di agenzia sulla vicenda proprio quello su questa clamorosa falsificazione dei fatti?

E' accettabile il modo con cui i grandi giornali hanno trattato la notizia? Tutto quel pullulare di pezzi su nonno Gianni e quanto lo ritenesse bravo al punto da regalargli le giacche...

Fosse capitato a me, poi, a Media Q i miei cari amici e collaboratori avrebbero provveduto a inviarmi cioccolatini, che peraltro avrei gradito, ma non avrebbero raccontato di quanto belli siano stati i tempi passati...avrebbero raccontato i fatti.


il succo del discorso è:
Thai Ler Dar Den - 11.10.2005
Fatti, non parole!

E lasciate che sia il lettore a scegliere se si tratta di un verbo imperativo o di un sostantivo plurale.

Thai Ler Dar Den


Come spararci a dosso da soli e vivere contenti
Mimmo Pelagalli - 11.10.2005
Caro Mario,

Francamente la fai un pò troppo grossa. Il giornalismo italiano ha sicuramente molti mali, ma anche tanto entusiasmo e voglia di raccontare i fatti. Non credo proprio, lasciamelo dire, che sulla vicenda Lapo oggi si sia scritta una pagina nera del giornalismo nazionale.
Ogni articolo (detto pezzo) può essere scritto meglio. E racconta un pezzo di verità, per l'appunto. Come qualcuno ha scritto la Verità la sa solo Dio.
Occasione perduta per parlare di droga e di questa società e del senso di inadeguatezza?
Andiamo: le dipendenze sono sempre esistite (dall'invenzione del vino in poi), il senso di vuoto è sempre stato il male delle classi dirigenti dall'evo antico ad oggi. Da Nerone ai nostri moderni manager, spesso dipendenti dalla cocaina.
Mica le scopriamo noi ste cose? Dico: il germe della follia albergava in quasi tutte le case regnanti d'Europa, così come le malattie ereditarie, una certa propensione all'autoesaltazione senza valori è una costante della storia. Altrimenti non navremmo avuto il delirio di onnipotenza di un Hitler ( che a dir la verità pare non fosse nemmeno drogato.)
Le cose preoccupanti sono le cose piccole, quelle che non fanno notizia, che solo quando diventano fenomeno travolgono le prime pagine: fame, guerra, immigrazione, problemi ambientali, criminalità.
Macro probelmi che spesso non sappiamo leggere in tempo, e che dovremmo imparare a guardare con occhio più distaccato ed al tempo stesso capace di analizzarne la portata storica.
Questa è la sfida.
Far discendere da un caso di un singolo, per di più biondo ricco e famoso, un dibattito sul sistema sociale è un modo consunto per fare il giornalismo. Oggi abbiamo bisogno di altro.
Solo ieri proprio su questo sito si temeva il linciaggio del povero Lapo, che invece non vi è stato. Così come è giusto. Oggi tu parli di occasione mancata. E neanche. La via maestra è giusto nel mezzo: nè linciaggi, nè analisi da padreterni a partire dal caso di un singolo.
Ricordo quello che accadde con il caso Maradona: genio e sregolatezza, e fu un valzer di luoghi comuni.
Sarebbe oggi intelligente ripercorrere, invece, ad esempio, la strada coraggiosa di un mensile di qualche anno fa. Somministrò un questionario ad un significativo campione di manager italiani. Molti ammissero di utilizzare cocaina almeno in maniera saltuaria per aumentare le prestazioni professionali. Ecco, se proprio non vogliamo perdere un'aoccasione come dici tu partiamo da questo. Facciamo un lavoro così. E poi dopo ogni commento è buomo. Il titolo è: quanto è drogata la nostra economia? Poco, tanto, molto; non si sa, si vede cosa esce dal test, poi si prova a parlarne con degli esperti. Certo una cosa del genere non si organizza sin un'ora e con la notizia calda dell'evento Lapo.
Il fenomeno deve diventare il vero protagonista del nostro mestiere: personaggi ed eventi passano, devono stre nelle brevi per intenderci, i fenomeni durano, dovrebbero tenere banco nelle aperture.
O no?


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
mimmolombezzi - 11.10.2005
Cari colleghi vi segnalo che se vi saltasse in
mente di proporre il format "L'isola dei fumosi"
ambientato in Colombia con l'accoppiata Calissano e Lapo e la collaborazione dell'"Union de los
Cocaleros del Rio Magdalena", beh ci ho già pensato io e ho brevettato l'idea alla camera commercio di Medellìn.
Copia della presente è già stata inviata in copia a Giorgio Gori acciocchè mi compri il Format
(...gli sono molto simpatico!)


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Mario Adinolfi - 11.10.2005
Mi fate passare per moralista...


Zerbini...
linguaccia - 11.10.2005
Parole sante, Adinolfi.
Come diceva un passaggio del rapper nostrano? Zerbini con i potenti, prepotenti con i più deboli...
Lapo Elkann ha tirato su anche la polvere del tappeto finendo in ospedale, perché la cocaina è sostanza nota e abusata in certi ambienti. Tale considerazione non è frutto del solito perbenismo bacchettone, ma emerge da molte inchieste giornalistiche che da mesi spiegano come la cocaina scorra a fiumi anche tra gli operai e non soltanto tra i figli di papà.
Eppure, questa volta si parla di un intoccabile e, dunque, da quei bravi servi (scusate il plurale, ma anche chi scrive fa parte della schiera) che stiamo diventando, è tutto un proferir di inchini. Il rampollo della dinastia Agnelli ha ripetuto, più o meno, le gesta dei suoi avi e noi non troviamo di meglio che farlo passare per la vittima innocente di una società che macina l'individuo, spesonalizzante e alienante, salvo poi buttarla in chiave romanzata partendo per l'ennesima volta dalla storia del fondatore della Fiat (e che palle!!!). Molto meglio sarebbe stato fare della buona cronaca, dire semplicemente quello che è accaduto. E magari, dato che di overdose si è trattato, spiegare alla gente, con la dovuta pietas che il signor Lapo Elkann è semplicemente un povero tossico, come tanti altri, e che merita la stessa attenzione. Nulla di più, nulla di meno.




Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Gabian - 11.10.2005
Quando c'è tanto cianciare in redazione, da me, arriva sempre l'urlo bestiale: "E basta!!!" a cui ne seguono altri, in forma di eco, per dire " ebasta davvero!"... con le battutine facili facili, con il moralismo o con la strafottenza. Ma quel che più mi ha sconvolto è stato scoprire che Lapo è l'immagine dell'Italia. Posso dissentire? posso dire che questa battuta è peggio dei congiuntivi dell'illustre?
Omertà?
ma davvero?
manca solo di vedere com'è Lapo con il tubo e la mascherina. PEr il resto, in meno di 24 ore abbiamo visto tutto il dramma.
E basta!


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Mario Adinolfi - 12.10.2005
"E basta" ci sarebbe da dirlo e urlarlo per altre questioni...


Re: Una lancia per Lapo
galoppino - 12.10.2005
Lungi da me l'idea di difendere Lapo in quanto ricco e potente. Anzi. Però da due giorni mi chiedo: raccontare che era nell'appartamento di un transessuale non è violazione della privacy? Ma non esistono i dati sensibili (tra cui, mi pare, le preferenze sessuali)? Potendo scegliere, non lo so se avrei pubblicato la faccenda dei transessuali, perché mi sembra che non aggiunga niente alla notizia - già devastante in sé e ben riassunta nei commenti precedenti - di una classe dirigente allo sfascio. So benissimo che in quanto personaggio pubblico, Elkann ha diritto a meno privacy di un impiegato qualsiasi. Però... Però mi resta il dubbio. Voi che ne pensate?
Ribadisco: nessuna intenzione di coprire la notizia, ma più spazio al fatto che una delle speranze dell'industria italiana (siamo messi bene...) finisce in ospedale per overdose di cocaina e meno alle abitudini sessuali del suddetto.


Galoppino...
golda - 12.10.2005
... Il problema non è dire che fosse a casa di un trans (non l'hanno trovato sotto un cavolo e l'allarme non l'ha dato una formica), ma come questo genere di notizia venga trattata e sviscerata in un modo per me davvero stomachevole (come stomachevole è stata del resto per anni la posizione prona di una certa stampa nei confronti della Fiat, e non solo in questa squallida storia). Lapo è un pistola. Di lusso, noto, ma sempre pistola resta. Però, per quanto mi riguarda, l'umana pietà (nella quale rientra la scelta di non scadere nella prurigine raccontando i fatti) non si dovrebbe negare a nessuno. Ciao!


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Paul Olden - 12.10.2005
Però resta insondata una irresistibile curiosità giornalistica, ovvero: Nel rapporto col trans cinquantenne pugliese (io lo immagino con l'accento alla Lino Banfi), il nostro Lapo era attivo o passivo?
La questione è importante, potrebbe fare la differenza nella promozione del "brand" FIAT.

P.s. - sono andato alla presentazione della nuova Punto. Per prima cosa, come fanno tutti, ho provato ad aprire e chiudere una portiera per ascoltare il il classico clack di chiusura.
Be', la portiera rimaneva incantata e per chiuderla ho dovuto ammollare tre manate secche che hanno fatto risuonare il salone.
Nel silenzio che si è subito creato in sala, lo "sblengg!" della portiera difettosa è risuonato come un requiem.


Trans/forma
Dust - 12.10.2005
Attivo
lapo, felpa, punto, FIAT
Passivo
sono lapato, è/viene felpato (se imperativo: sii felpato/ che tu venga felpato), sono puntato, FACTASIT


Clamoroso errore di interpretazione: l'intera stampa italiana ci è cascata
Dust - 12.10.2005
"Transcinquantenne" stava in realtà, nel classico burocratese da carabinieri, per "persona che ha superato i 50 anni di età"


Condivido adinolfi e sbaglia golda....
- 12.10.2005
Adinolfi ha ragione da vendere.
Sbaglia Golda... "lapo è un pistola e va bene ma..."
cara Golda niente "ma..."
Il problema che Lapo è uno degli esponenti di spicco della classe dirigente di questo paese. Conta più lui del premier.
L'italia lo segue.
E' l'unico Paese al mondo dove i contributi rottamazione per le auto te le danno non se "rottami" l'auto ma se ne ricompri una nuova...
E' il Paese dove il presidente Ciampi due giorni fa ha ripreso il suo motto per dire che bisogna comprare "italiano"...

E poi lui compra la droga dai nigeriani?
Tutta la vicenda, al di là dell'evidente dramma che non rallegra nessuno, ma dimostra il valore, le contraddizione, la pochezza, e, oserei dire la fessitudine di questa classe dirigente.
Lo sanno anche i polli che se vuoi trombare tranquillo devi cambiare città. Per uno che ha miliardi cosa costava pagare un appartamentino a saint moritz a un amico trans?

Faccio notare che le banche italiane erano e sono esposte con fiat. Il titolo è calato fortemente.

Da oggi in poi non mi venite a dire che la Fiat è una cosa seria e non me ne fate un caso nazionale. Meglio una fabbrica straniera che ha i miei valori che una fabbrica italiana che voglia trasformarci in finocchi tutti...





sono indignato
oplita armato allaleggera - 12.10.2005
ma come? L'uomo immagine dell'ultima grande industria italiana si sputtana e la stampa italica, anzichè versare benzina sul rogo della pubblica indignazione, minimizza?
Davvero da non credere!


Caso di studio
EN - 12.10.2005
Credo proprio che "Il Caso Lapo" dovrebbe diventare un caso di studio nelle scuole di giornalismo, sul tema: differenze tra giornali internet e giornali stampati.
Stesso titolo, stesso editore, stessa notizia, svolgimento mooooolto diverso: per esempio, La Repubblica. Repubblica.it quasi scandalistico, La Repubblica su carta compassata e, quasi, timorosa.
Oggi il sito pubblica le foto del/dei trans: domani sicuramente non troveremo le stesse foto sull'edizione stampata.


Finalmente qualcuno che trae la lezione morale del caso
Astolfo - 12.10.2005
"Meglio una fabbrica straniera che ha i miei valori che una fabbrica italiana che voglia trasformarci in finocchi tutti...".

Fa-vo-lo-so! Comprati la Mercedes, sfigato, che è una macchina con due coglioni cosi'...




Duilio...
golda - 12.10.2005
... Premetto che non ho mai comprato Fiat, anche perchè mi fa morire dal ridere che oggi, forti anche del megafono di Ciampi, i Kennedy de noantri ti chiedano di «comprare italiano» quando loro si sono tagliati fuori da soli dal mercato producendo per anni macchine praticamente di plastica (da qui e non solo dai luoghi in cui vanno a cercare “compagnia” si evince tutta la mole della loro fessitudine e la loro pochezza, a mio parere). Senza contare l'apertura mordi e fuggi in perfetto stile locusta di stabilimenti all'estero per avere una manodopera a costi inferiori e chiedere a me e a te di pagare a loro la cassa integrazione in Italia. Il mio "ma" era semplicemente rivolto a quel “dramma che non rallegra nessuno” - come scrivi tu - e alla forma di sciacallaggio che si sta facendo sul rampollo. Fosse stato qualsiasi altro figlio la situazione mi avrebbe messa nello stesso se non in un maggiore disagio. Fermo restando che per me - e credo che EN condivida quello che sto per scrivere ;-))) - restano validissimi nella maggior parte dei casi metodi educativi di tipo anche invasivo: qualche ceffone in più, meno pistola in giro. Purtroppo il metodo funziona solo nei casi in cui il rampollo d'alto o basso bordo ha una famiglia alle spalle, e non solo un blasone nemmeno troppo nobile. Ciao!


Per Astolfo minchia che mente che hai... cambia spacciatore...
- 12.10.2005
Caro Astolfo...
... come cazzo hai indovinato che avevo la Mercedes?
A Tirana ce l'abbiamo tutti.
Tu che ami gli immigrati (ti leggo spesso sai) prova a chiedere ad un albanese perchè a Tirana circolano solo Bmw, Mercedes e Audi.

Poi mi devi spiegare una cosa.
Ti premetto che io non sono affatto sfigato. Nel senso che fino ad oggi ho avuto abbastanza fortuna nella mia vita. Lo ammetto e ringrazio chi so io.

Sono un tipo che sta benissimo e potrebbe stare ancora meglio se il resto del mondo non avesse sposato un sistema sociale di merda che ti impone di competere con ogni coglione che hai intorno. La cose che mi fanno felice non si comprano con i soldi. La natura è stata generosa fornendomi un martello pneumatico che pesa più di tutta la tua testa.

Detto questo vorrei capire se tu davvero credi che il termine sfigato sia una offesa.
Sfigato è uno che non ha avuto fortuna nella vita. Immagino che quei bimbi Tanzaniani che pesano 3 chili a due anni siano sfigati. Immagino che lo siano quei poveri bimbi pakistani sotto il terremoto. Immagino che lo siano i 3 miliardi di poveri che questo mondo di merda conta. Una volta feci il conto che berlusconi possiede (26 mila miliardi) quanto il Prodotto interno lordo della Tanzania (40 milioni di persone.

Questi sono gli sfigati. Io mi dovrei offendere perche mi paragoni a loro? Il tuo linguaggio è figlio di questa cultura di merda, Un linguaggi che ha persino la coerenza di individuare i deboli non nei peggiori (perchè in realtà non è così infatti, i ricchi non sono realmente migliopri dei poveri) ma in chi non ha avuto fortuna. Bene: avevano ragione i romani. In nomine sunt sostantia rerum...



E noto anche che te la prendi tanto perchè non dimostro "tatto" (?) nei confronti di un potente del mondo! Strano: uno che fa finta di difendere gli immigrati (ma in realtà vuole l'emigrazione la deportazione delle masse. A te interessa il fenomeno della disperazione, non i disperati) poi se la prenda così tanto perchè uno attacca Lapo.
Questa gente ci ha imposto un mondo a cui nemmeno loro credono.
Questa gente ci vuole rovinare la vita. Permetti che personalmente riservi la mia pieta per le cose serie....



No, beh dai, ragazzi!
Ragazza del Bar - 12.10.2005
Ho letto che "l'Italia lo segue"...beh, non espandiamoci! L'Italia è assolutamente altrove e forse sarebbe ora che chi fa il giornalista si degnasse di restituirle un briciolo di dignità.

A differenza di Elkann padre io non mi vergogno per nulla di essere italiana. C'è una parte del mio Paese che pensa in modo diverso dal mio, ma (esclusi i soliti noti) è una parte che lavora e vive come quella parte che la pensa in modo più simile al mio (esclusi i soliti noti) che lavora. E sono queste due parti di Paese che ci permettono (a tutti, soliti noti inclusi) di mantenere una famiglia, di avere un tetto, di non confonderci - ancora e per il momento - con quanti arrivano in Italia per sopravvivere alla miseria.Non ci fosse questa parte d'Italia probabilmente nessuno cercherebbe fortuna in Italia, caso mai noi salperemmo - come abbiamo già dovuto fare- per altri lidi!

Di queste due fette d'Italia (che sono la gran parte) non parliamo mai su i nostri giornali.

Ora, nel caso specifico, è inutile nascondersi dietro un dito: un cretino cosi' è difficile da immaginare. Sarebbe cretino pure se fosse mio figlio, credo che tutti noi lo definiremmo cretino. Sarebbe cosa buona e giusta liquidare la faccenda sui giornali chiamando la cosa col suo nome. Un cretino (che ecc. ecc.)non sapendo che cavolo fare della sua stupida vita (ecc. ecc.) ha creato un certo imbarazzo a un'Italia che lavora per i seguenti motivi:
1) Una buona fetta d'Italia che lavora e mantiene le famiglie comunica ufficialmente che ai vertici dell'immagine dell'azienda ha o ha avuto un cretino
2) Tutta l'Italia che lavora e paga le tasse adesso prende atto che per un secolo circa ha mantenuto (anche coi suoi soldini) un'azienda che non ha saputo trovare niente di meglio che un cretino come direttore del marchio.
3) Ci si consola leggendo le notizie dal momento che, sarò cretino io che lavoro, pago le tasse e se mi prendo una sbronza al sabato mi rompono le scatole per una settimana (se mi becca la moglie con una puttana chiede il divorzio), ma guarda un po' che cretino s'è beccato in eredità la Fiat!

Per cui - un colpo al cerchio e uno alla botte - riportiamo tutto a una dimensione umana: il povero Lapo è un vero cretino, leggiamoci i resoconti sulla cretineria, ma non dimentichiamoci che esiste anche un'Italia che non è fatta solo di deficienti. Se sbaglio e non ci fosse, possiamo tranquillamente preparare tutti le valigie ed emigrare....


Re: Attenzione Ivanfrance
Bds - 12.10.2005
E' stato cancellato un commento di Ivanfrance. Ao', ma che ci vuoi far querelare da Previti? Guarda che a noi la Cirami o la ex Cirielli mica la applicano. Bds


No, beh dai, ragazzi!
Ragazza del Bar - 12.10.2005
Ho letto che "l'Italia lo segue"...beh, non espandiamoci! L'Italia è assolutamente altrove e forse sarebbe ora che chi fa il giornalista si degnasse di restituirle un briciolo di dignità.

A differenza di Elkann padre io non mi vergogno per nulla di essere italiana. C'è una parte del mio Paese che pensa in modo diverso dal mio, ma (esclusi i soliti noti) è una parte che lavora e vive come quella parte che la pensa in modo più simile al mio (esclusi i soliti noti) che lavora. E sono queste due parti di Paese che ci permettono (a tutti, soliti noti inclusi) di mantenere una famiglia, di avere un tetto, di non confonderci - ancora e per il momento - con quanti arrivano in Italia per sopravvivere alla miseria.Non ci fosse questa parte d'Italia probabilmente nessuno cercherebbe fortuna in Italia, caso mai noi salperemmo - come abbiamo già dovuto fare- per altri lidi!

Di queste due fette d'Italia (che sono la gran parte) non parliamo mai su i nostri giornali.

Ora, nel caso specifico, è inutile nascondersi dietro un dito: un cretino cosi' è difficile da immaginare. Sarebbe cretino pure se fosse mio figlio, credo che tutti noi lo definiremmo cretino. Sarebbe cosa buona e giusta liquidare la faccenda sui giornali chiamando la cosa col suo nome. Un cretino (che ecc. ecc.)non sapendo che cavolo fare della sua stupida vita (ecc. ecc.) ha creato un certo imbarazzo a un'Italia che lavora per i seguenti motivi:
1) Una buona fetta d'Italia che lavora e mantiene le famiglie comunica ufficialmente che ai vertici dell'immagine dell'azienda ha o ha avuto un cretino
2) Tutta l'Italia che lavora e paga le tasse adesso prende atto che per un secolo circa ha mantenuto (anche coi suoi soldini) un'azienda che non ha saputo trovare niente di meglio che un cretino come direttore del marchio.
3) Ci si consola leggendo le notizie dal momento che, sarò cretino io che lavoro, pago le tasse e se mi prendo una sbronza al sabato mi rompono le scatole per una settimana (se mi becca la moglie con una puttana chiede il divorzio), ma guarda un po' che cretino s'è beccato in eredità la Fiat!

Per cui - un colpo al cerchio e uno alla botte - riportiamo tutto a una dimensione umana: il povero Lapo è un vero cretino, leggiamoci i resoconti sulla cretineria, ma non dimentichiamoci che esiste anche un'Italia che non è fatta solo di deficienti. Se sbaglio e non ci fosse, possiamo tranquillamente preparare tutti le valigie ed emigrare....


Riposto le scuse
ivanfrance1 - 12.10.2005
Pardon BDS me ne sono reso conto dopo del cognome di troppo.
Quanto a Micciché testuale: "peccati di gioventu".
Repubblica on line ha cambiato di nuovo il titoletto sulle foto di Patrizia, adesso sono le "Foto della persona che ha chiesto aiuto".
Naturalmente, non vuol dire niente ma è un titolo più diplomatico e rispettoso.


Segni & Simboli
kevin keegan - 12.10.2005
Sara',ma a me sembra assai sensato scrivere di lapo senza parlare di droga, perche' con tutto il rispetto e nessuna ironia verso elkann, la notizia non e' che esiste l'overdose di cocaina (lo si sa gia' da pulp fiction, e forse anche da un po' prima). La notizia vera e' che qualcuno ha rifilato ad un agnelli della roba maltagliata. E a saper leggere bene, e' una notizia terrificante, perche' decreta il crollo irreversibile dei valori su cui questo paese si e' retto dall'unificazione in poi. ora si',davvero, puo' succedere di tutto.


Giù le mani da Quentin!!
Astolfo - 12.10.2005
Scusa Kevin, ma devo correggerti: in "Pulp Fiction" l'overdose (e successivo risveglio traumatico) di Mia (Uma Thurman) è causata dall'eroina, e avviene perchè la giovane moglie del boss Marsellus (Ving Rhames), nota cocainomane, assaggia senza sapere di cosa si tratta l'eroina cinese specialmente potente che Vincent Vega (John Travolta) ha appena comperato al suo pusher Lance (Eric Stoltz), che poi dovrà appunto affrontare il guaio serio che lui stesso ha provocato, seppur indirettamente, per evitare che Marselluls si incazzi con lui, con le prevedibili conseguenze ("I'm a-get medieval on your ass").

Personalmente, l'antecendente cinematografico più remoto che ricordi in materia di overdose di cocaina risale al 1987. Si tratta di "Death Wish 4 - The Crackdown", (di J.Lee Thompson) quarto capitolo della saga di Paul Kersey (Charles Bronson), l'architetto niuyorchese diventato incarnazione vivente della giustiza fai-da-te.
Nel film Kersey va a vivere in California e si fidanza con tale Karen Shedlon (Kay Lenz), la cui figlia teen ager, Erica (Dana Barron) muore appunto a causa di un'overdose di cocaina, il che scatena ovviamente una iperviolenta, sanguinaria ed ennesima vendetta armata da parte del personaggio di Bronson.


Kevin
Ragazza del Bar - 12.10.2005
Un genio come te non ritorna mai più! Speriamo di reincontrarci presto.Scambio risotto ai porcini con patè.

Con quell'infame di Moder (che querelerò) ho discusso tutta la sera, non ovviamente di Lapino, ma proprio sul tema da te sollevato.

La domanda finale è stata: ma qualcuno capirà? La risposta è no.


Kevin
Ragazza del Bar - 12.10.2005
Un genio come te non ritorna mai più! Speriamo di reincontrarci presto.Scambio risotto ai porcini con patè.

Con quell'infame di Moder (che querelerò) ho discusso tutta la sera, non ovviamente di Lapino, ma proprio sul tema da te sollevato.

La domanda finale è stata: ma qualcuno capirà? La risposta è no.


Scusa duilio
Astolfo - 12.10.2005
L'ordine cronologico dei commenti è andato a farsi benedire e dunque leggo solo ora il lungo e terribile post che mi hai rivolto. E devo confessare che sono molto perplesso.
Ti spiego: nel mio post precedente la frase "Comprati la Mercedes, sfigato, che è una macchina con due coglioni cosi'..." non era una frase che pronunciavo io verso di te, raccomandandoti l'acquisto di una determinata marca tedesca e dandoti dello sfigato.
Si trattava, come dire, di un commento parodico-esagerato di quello che mi aveva stupito nel tuo commento ("meglio una fabbrica straniera che ha i miei valori che una fabbrica italiana che voglia trasformarci in finocchi tutti") e cioè che quello che più ti aveva colpito in tutta la vicenda non era stato il fattore Agnelli o il fattore coca o il fattore Martina ma piuttosto il fattore FINOCCHIO.
Questa dichiarazione viscerale sapeva, odorava, nella mia sensibilità personale, di maschilismo accerchiato, paranoico e preoccupato, ed era in questa chiave, se vuoi, che inventavo una sorta di narratore parodico che diceva "Comprati la Mercedes, sfigato, che è una macchina con due coglioni cosi'", cercando appunto in queto modo esagerato -il riferimento diretto ai genitali- riappropiarsi della sua mascolinità ferita.
Dunque i tuoi riferimenti al traffico automobilistico albanese, a questo mondo di merda, il tuo "martello pneumatico che pesa più di tutta la tua testa" (ops, un'altro commento di compensazione virile, e anche questo in chiave genitale), a questo mondo di merda, alle tue ardite comparazioni fra il budget della Tanzania e quello del Silvio, a questo mondo di merda, o a discussioni filologiche sul significato di "sfiga" credo risultino del tutto innecessari.
Oh, quasi scordavo: ovviamente puoi dire tutto il male che ti pare di tutti potenti di questo mondo di merda. Ti pare che ci offendiamo per cosi' poco?


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Paul Olden - 13.10.2005
Oh, ma tornando al topic: c'è stato qualche giornale che ha titolato con un sacrosanto "LAPO ELKANN IN COMA PER OVERDOSE DI COCAINA DURANTE UN'ORGIA CON TRANSESSUALI DI MEZZA ETA'" ?

Cmq io a questo punto consiglierei ai vertici FIAT di affidare il brand promotion del marchio al trans Patrizia , che ha dimostrato grande savoir faire con la stampa e ha saputo intelligentemente negare l'evidenza esordendo con un geniale e spudoratissimo "noi trans non facciamo uso di droghe".

Uno così faccia tosta , con un po' di allenamento, potrebbe anche riuscire nell'impresa di dire "noi della FIAT facciamo auto di qualità" senza farsi scappare da ridere.


Povero Lapo?
Gerolamo Cardano - 13.10.2005
Spero che lo metteranno in galera appena si sara' ripreso, non centro di riabilitazione, galera, San Vittore.

Ha avuto una vita di privilegi, un'educazione di primissima qualita', ora merita d'essere rinchiuso a vita in una latrina a meditare, perche' quello e' il posto che gli compete. Avrei tollerato questo comportamento in una persona povera e che non ha potuto studiare, ma in lui no, non ha scusanti, non merita pieta'.
Basta tolleranza da psicoanalisti.

Del male che fa alla FIAT ne parlano in pochi, basta che appaia Montezemolo a dire che va tutto bene e gli dobbiamo credere, ma c'e' tutto il mondo che sta ridendo. Gli operai e gli impiegati di quella fabbrica, che ci lavorano, con modestia, serieta', amore, sperando che in futuro dara' il pane anche ai propri figli, non ne parla nessuno. Tanto poi se la Fiat va in vacca, chi paga e' il contribuente italiano.
Tutti sotto al povero ciccin lapin, a sperare che ce la faccia. Lo stesso trattamento di favore veniva riservato ai suoi zii, Biagi e tutta la stampa che li temevano e li leccavano, eppure chi li ha conosciuti da vicino li ha sempre definiti gente arrogante, senza dignita' e rispetto per il prossimo, che ha sempre creduto di comprare tutto e tutti con i propri denari, e a quanto pare ci sono riusciti.

Forse aveva ragione Mussolini quando ci defini' un popolo di "lacche', di sarti e di calzolai".



Mussolini dixit
ivanfrance1 - 13.10.2005
e infatti qualcuno che ci governa lo ha brillantemente interpretato.


E infatti e' successo l'impossibile
kevin keegan - 13.10.2005
E cioe' che ho sbagliato la citazione di Tarantino. Ha ragione Astolfo al cento per cento, e me ne scuso. L'incredibile non e' che il sottoscritto abbia commesso un errore (non mi chiamo Fonzarelli) ma che abbia dimenticato un dettaglio che concerne Uma Thurman, essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, al quale sono devoto e che occupa un posto sul podio (o trinita') del mio pantheon personale. E temo che sia solo l'inizio.


Scusa Kevin
Astolfo - 13.10.2005
Ma allora mi obblighi a farti la domanda: nel tuo podio olimpico della femminiltà cinematografica, chi occupa gli altri due spazi liberi nella Trinità?

Spiacente, ma non ti accompagno in materia di Uma, malgrado il notevole sforzo della biondina nella parte della Sposa Insanguinata: l'ho sempre trovata slavata e non una grande attrice, pur apprezzandola molto in films come "Beautiful Girls" -che faceva parte delle mie raccomandazioni di Dvd estivi- o nella versione gillianesca delle avventure del buon barone Munchausen. Inoltre -ti offro questo gossip come un regalo avvelenato- una mia amica che ha lavorato alla produzione di "The Truth About Cats and Dogs" (sorta di rilettura giovanilista post grunge di Cyrano de Bergerac, di Michael Lehmann, 1996) mi ha detto che Uma è un'isterica post-hippie insopportabilmente viziata e intrattabile.


Podio trinitario
kevin keegan - 13.10.2005
cosi', a bruciapelo... Nicole Kidman (e qui siamo d'accordo, credo), e un omaggio vintage a Kathy Bach, indimenticabile originale Daisy Duke.


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Mario Adinolfi - 13.10.2005
Emmanuelle Béart, Liz Taylor, Silvana Mangano


trinita' allargata
kevin keegan - 13.10.2005
Gong Li


calembour geniale che eco e bartezzaghi insieme mi fanno un baffo..
kevin keegan - 13.10.2005
come parlare di lapo senza parlare di gianni

(eh, eh, ma chi sono? ma dove arrivero'?)


Some like it chic
Astolfo - 13.10.2005
Greta Garbo, Audrey Hepburn, Anouk Aimée.

In zona Top Ten: Antonella Lualdi, Grace Kelly, Gene Tierney, Romy Schneider, Nicole Kidman, Lucia Bosé, Carole Lombard.

Gusto molto soggettivo: Annabella Sciorra, Natalie Portman, Zohra Lampert, Rosanna Arquette, Bridget Moynahan, Claire Forlani, Gina Gershon.

Fuori categoria (non è attrice): Christie Turlington.


Caspita, Andy!
golda - 13.10.2005
Se io fossi un uomo e amico tuo, probabilmente per le donne donne finiremmo con il litigare (soprattutto per Audrey e a parte la Kidman). Très touchée... Ciao!


Infatti, Golda.....
Astolfo - 13.10.2005
Con i miei amici non andiamo affatto d'accordo in materia di bellezza femminile: loro mi dicono che Romy Schneider era cicciottella, io rispondo che Julia Roberts fa quasi impressione, loro mi dicono che Greta Garbo era un uomo, io rispondo che Kim Basinger mi da un'impressione di scarsa igiene personale, loro mi criticano con la mia fissazione con la Sciorra (per esempio nel ruolo di Gloria Rizzo, la venditrice di Mercedes suicidaria che ossessiona Tony Soprano nell'eponima serie tv) e io ricordo loro i pippotti che ho dovuto sorbire a causa di attricette come la Penelope Cruz o miti ai quali non ho mai creduto come Ava Gardner, loro mi dicono che Audrey Hepburn era magra, io dico loro che Melanie Griffith è grassa, ecc...
Ma restiamo amici perchè ognuno si illude che in questo modo la propria dama non sarà concupita dagli altri...


Classifica con la coca
ivanfrance1 - 14.10.2005
Milena Vukotic, Rossy de Palma, la Sora Lella e infine Uma Thurman ex modella new yorkese, figlia di una psicoterapeuta svedese e dell'altrettanto celebre Prof. Thurmann (primo americano ordinato monaco tibetano) con infanzia passata in India e figlioccia del Dalai Lama che, gli amici dicono, essere una post-hippie insopportabilmente viziata (toh, non l'avrei mai detto).
Per Kevin: Uma era sposata con Ethan Hawke, attore e scrittore newyorkese (di lui si ricordano "l'attimo fuggente e Gattaca) un amico m'ha detto che è una star viziata che tira coca.
Si sono separati un anno fa, Kevin fatti sotto


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
galoppino - 14.10.2005
Michelle Pfeiffer e Cameron Diaz?
Ps: ma che c'entra con Lapo? (in tutti i sensi, viste le compagnie del caso)


Galoppino
Astolfo - 14.10.2005
In quanto ai due nomi da te proposti:

La Pfeiffer -è orribile dirlo, ma è cosi'- è invecchiata de brutto e non fa un grande film dgli anni '90, sebbene parmane nella nostra mente cinefila il ricordo indimenticabile della sublime contessa Olenska ne "The Age of Innocence" di Scorsese (1993) nonchè della sua impressionante incarnazione di Cat Woman in "Batman Returns" (Tim Burton, 1992): "I am a lady, and a lady should not be taken for granted!". Roba che il patetico tentativo di Halle Berry di risuscitare il personaggio un decennio dopo fa proprio ridere.
Cameron è un caso più complesso, perchè è una biondona della Madonna -remember la scena del gioco di Guglielmo Tell in costume intero nero con cui si apre "A Life Less Ordinary" (di Danny Boyle, 1997)?- che avevo già notato dai tempi di "The Mask" (Chuck Russel, 1994), cosi' naturalmente e magneticamente incantevole che nessuna persona sana di mente puo' pensare che gli venga preferita Julia Roberts (l'alternativa che sta alla base della trama di "My Best Friend's Wedding" di P.J. Hogan, 1997), senza dimenticare che è lei la vera principesssa Fiona nei due (e imperdibili) "Shrek", ma, ma....
Ma la nostra mente libidinale (e libidinosa) possiede gusti, percorsi, capricci, tabù e manie che non si possono veramente spiegare o comprendere, e che bisogna semplicemente imparare a conoscere ed accettare. E a me Cameron -bella figa, brava attrice, donna fenomenale e dotata di un grande senso dell'umorismo(*)- mi lascia del tutto freddo. Sono sicuro che se andassi a cena con la Diaz mi divertirei un sacco (dopo tutto è fan dei Metallica, abbiamo tema di discussione assicurato) ma se ci penso bene non è che invidi Justin Timberlake più di tanto. Vai a capire....


(Angeline Jolie l'ho eliminata perchè è pessima attrice e se l'è chiavata Brad Pitt, Gwyneth Paltrow perchè non solo se l'è chiavata Brad Pitt ma inoltre dopo si è pure sposata con quel fesso dei Coldplay. Imperdonabile.)

Cosa c'entra tutto questo con Lapo? Beh, il nesso più ovvio è quello che tu stesso indichi. Ossia, a che serve essere il supermanager della superfamiglia della superindustria della super jet-set con superstage formativo da Kissinger e supercarriera superassicurata, se poi finisci a parti le strisce alle quattro del mattino con un travestito ultracinquantenne e le sue amiche? (Potremmo chiamarla, se vuoi, la Sindrome Lewinsky)
Ma sono tutte balle, of course. Il fatto è che, come molte volte in Barberia, evidentemente ci siamo stufati di parlare di una questione che dopo un po' ci sembra noiosa (il caso Lapo) e ci siamo messi a parlare di argomenti che non sono MAI noiosi. Del resto, questo mini dibattito-nel-dibattito mi ha suggerito l'idea di un pezzo, poi vedo se ce la faccio a scriverlo questo fine settimana...


(*) "I didn't realize 'The Mask' was a fairly large film that I was a part of. Halfway through I was going, 'Is there any place that my mom and dad can see this film?' and they're going, 'Cameron, at the theatres.' I had no idea. Durrrrrrr. I'm blonde. I'm allowed."


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
Saverio Tommasi - 14.10.2005
"Spero che lo metteranno in galera appena si sara' ripreso, non centro di riabilitazione, galera, San Vittore.

Ha avuto una vita di privilegi, un'educazione di primissima qualita', ora merita d'essere rinchiuso a vita in una latrina a meditare"

Naturalmente è incostituzionale, lo sai? Fare uso di droghe non è reato penale.
Esattamente come la "clandestinità", ma ugualmente ti rinchiudono in un Cpt.
Almeno sei coerente - Gerolamo - pugno di ferro con drogati e immigrati.
A me, però, permettimi di essere schifato, e non certo da drogati e immigrati.
Senza offesa.


Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
galoppino - 14.10.2005
A me la Diaz piace per il contrasto tra l'aspetto angelico e le parti carognescamente perfide (vedi "Cose molto cattive") che interpreta talvolta. Però Uma la vedo più completa, come attrice, al momento. Giudizio da emerito ignorante in materia. Tant'è vero che mi ci è voluta mezz'ora per ricordarmi il titolo - Ladyhawke - in chi la Pfeiffer è al meglio, a mio parere, e non parlo di recitazione. Era a quella, più che all'attuale Michelle, che pensavo quando l'ho citata. Una ventina d'anni fa mi pare.


Cameron
Astolfo - 14.10.2005
"Ladyhawke", di Richard Donner, è infatti del 1985, vent'anni fa (pazzesco, no?) e a me non mi è piaciuto per un mio pregiudizio estetico verso il genere "fantasy", ma sono completamente d'accordo con te, Galoppino, sulle capacità professionali della Diaz, basate anche su quella nozione di contrasto che ricordavi.
Non solo era bravissima in un ruolo inatteso in "Vey Bad Things" (di Petere Berg, 1998), ma come dura propietaria della squadra di football americano in "Any Given Sunday" (Oliver Stone, 1999), o Jenny la ladra di "Gangs of New York" (Martin Scorsese, 1999) o perfino nel suo cammeo nella pessima versione cinematografica di "Fear and Loathing in Las Vegas" di Hunter Thompson (Terry Gilliam, 1998) la sua bionda presenza magnetica sullo schermo riesce a dare una boccata di ossigeno a pellicole che evidentemente rasentano l'asfissia...


Oulapo
Dust - 14.10.2005
"Scrivere di Lapo senza scrivere di droga" è ovviamente un gioco linguistico. Consiste nel comporre un testo che "by nature" richiederebbe la trattazione di un certo argomento senza mai citarlo direttamente o evitandolo proprio.
Esempio elementare: "Scrivere di Lapo" diventa "Scriver i la", avendo eliminato "d,o,p,e". Esempi più complessi sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti.
Questo diffuso gioco oggi trova un'appropriata denominazione ufficiale: lapogramma.


ulteriori riflessioni lacaniane
kevin keegan - 14.10.2005
Grazie al sempre profondo Dust per avere introdotto la chiave di lettura piu' appropriata al caso-lapo, quella lacaniana. mi permetto di segnalare due ulteriori elementi.

- "La Lapa", nuova verisone dell'Ape Piaggio, e' stata chiamata cosi' per sottolineare una continuita' con Lapo.

- Lapo e' stato chiamato cosi' per predisporlo alla continuita' con Gianni.

Credo che chiunque di noi si sarebbe fatto un'overdose.


Oulapo?
Astolfo - 14.10.2005
Grande, Dust! Raymond sarebbe fiero di te...

Senza scordare la Lapponia, la "bomba-lapa" (dispositivo usato spesso dall'Eta, collocando l'ordigno esplosivo con una ventosa sotto un veicolo), la laparoscopia, il Lake Afton Public Observatory ("part of The Fairmount Center for Science and Mathematics Education at Wichita State University") o il Pterois Ruselii, specie ittica della famlglia degli Scorpaenidae (pesci scorpioni) presente nelle acque oceaniche indopacifiche e detto appunto Lapo dai pescatori indonesiani.

Lapopatafisica!


Panta lapei...
golda - 14.10.2005


vi batto quando voglio, a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!
- 14.10.2005
LAPOTTA

Sapete cosa significa in Toscana: la potta?



Re: Come scrivere di Lapo senza scrivere di droga
nytimes - 14.10.2005
«Oh, ma tornando al topic: c'è stato qualche giornale che ha titolato con un sacrosanto "LAPO ELKANN IN COMA PER OVERDOSE DI COCAINA DURANTE UN'ORGIA CON TRANSESSUALI DI MEZZA ETA'»

Non c'è stato, innanzitutto perché il topic è stato scritto all'indomani del ricovero, quando già erano state diffuse le notizie circa Lino-Patrizia e le prime mezze ammissioni sulla cocaina (anche se i medici ufficialmente non ne hanno parlato). I pezzi (e i titoli) dei giornali che Adinolfi ha letto al mattino e che tanto lo hanno scandalizzato sono invece stati scritti il giorno prima, il giorno stesso del ricovero.

Che ci fossero di mezzo droga e transessuali nelle redazioni lo si diceva. Ma non c'erano conferme ufficiali. Tuttavia della droga si parlava già nei pezzi. E se vogliamo anche nei titoli perché se scrivi Lapo in coma per overdose il concetto è chiaro e non ti riferisci certo ad un abuso di cocomero.

Nello stesso giorno in cui Adinolfi sparava il suo pistolotto morale, i siti internet dei principali quotidiani parlavano apertamente nei titoli e nei pezzi di droga e transessuali. E all'indomani nei giornali cartacei c'erano anche le interviste al transessuale.

In ogni caso la notizia era che Lapo Elkann era in coma per overdose, non certo i transessuali. Perché la cosa avrebbe potuto succedere anche nella villa di famiglia con al fianco Martina Stella e la notizia non sarebbe cambiata. Tranne che per una certa stampa trash - l'unica su cui forse sarebbe finito il titolo che Olden definisce "sacrosanto" - di cui si potrebbe decisamente fare a meno.


E che cazzo NY.
ivanfrance1 - 14.10.2005
NY times
qui si parla di cinema e dive, nonché si pasteggia con cinefilia spermozoica.
Vuoi venire a rompere ancora i coglioni co sto Lapo?


Senza dubbio alcuno
oplita armato allaleggera - 14.10.2005
Edwige Fenech, Annamaria Rizzoli e Nadia Cassini. Chi più di loro ha attentato alle diottrie dei nati negli anni 60'?