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07.12.2005 Wikipedia è irresponsabile
di anonimo
Wikipedia cambia le regole dopo le accuse del giornalista Usa John Seigenthaler
(Astro9colonne) - New York, 7 dic - Regole più strette d’ora in avanti per l’inserimento di contenuti sull’enciclopedia on-line Wikipedia, basata sul concetto di libera partecipazione di qualsiasi utente del web.
Il caso attorno all’enciclopedia “di tutti” (frequentata da milioni di navigatori in tutto il mondo) è scoppiato quando il giornalista americano John Seigenthaler è incappato in un articolo riportato appunto su Wikipedia, che lo metteva in relazione agli omicidi della famiglia Kennedy.
Seigenthaler, infuriato, ha chiamato il fondatore del sito internet, Jimmy Wales, e definendo l’articolo incriminato “falso e malizioso” ha chiesto di poter risalire all’autore dello scritto.
Cosa impossibile, almeno fino a poco tempo fa: proprio in seguito al caso Seigenthaler, infatti, gli amministratori di Wikipedia hanno inserito un form di registrazione da compilare obbligatoriamente prima di inserire qualsiasi nuovo contenuto, anche se è ancora possibile modificare articoli inseriti da altri senza dover lasciare i propri dati.
Secondo Wales, i provvedimenti presi non potranno evitare che gli utenti inseriscano false informazioni, ma spera comunque che la prassi sia scoraggiata. E ciò dovrebbe di conseguenza facilitare il lavoro dei 600 volontari che curano l’editing dei contenuti on-line.
Ma il caso non ha mancato di sollevare un polverone negli Stati Uniti circa la libera pubblicazione di articoli su internet. Lo stesso Seigenthaler in un articolo pubblicato la scorsa settimana da Usa Today, giornale di cui il 78enne è stato il primo direttore editoriale, ha dichiarato che solo una cosa nella sua biografia di Wikipedia era giusta, il fatto che è stato assistente amministrativo di Robert Kennedy all’inizio degli anni ’60:
“Questa libera enciclopedia on-line – ha scritto il giornalista statunitense – non è altro che uno strumento di ricerca imperfetto e irresponsabile”.
07/12/05
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Molto interessante Astolfo - 08.12.2005 La vicenda Wikipedia dovrebbe interessare il pubblico bidiessante a doppio titolo: perchè concerne la libertà di espressione online, di cui la Barbieria è un esempio più che rappresentativo, e perchè pone il problema della responsabilità editoriale nei media interattivi, questione che al Bds si è vissuta in modo non del tutto teorico, come ci ricorda l'avvertenza in fondo alla pagina.
Dunque credo che sia meglio documentarsi sul caso:qui c'è la denuncia di John Seigenthaler su USAToday, che ha fatto scoppiare la polemica.
Polemica che ha portato Wikipedia a cambiare le sue regole di edizione online, come ci racconta qui il Guardian, segnalando en passant un'altro problema collegato con l'interattività dell'nciclopedia, ossia il "vanity editing": prendi la scheda che ti rappresenta e la migliori per farti più bello, come ha fatto un volto noto della tv britannica.
Alcuni continuano comunque a criticare Wikipedia sostenendo che anche le nuove regole non sono abbastanza rigorose, mentre altri dicono che è Seigenthaler che non sa stare al gioco del Net: invece di denunciare il sito, sostengo, avrebbe dovuto semplicemente editare l'articolo su di lui per correggerlo, come appunto Wikipedia chiede di fare ai suoi lettori.
E questo sembra ragionevole, ma cosa fare se (come in questo caso un'altro giornalista, australiano questa volta), vede la sua scheda costantemente cambiata da "vandali online" malgrado abbia corretto le loro affermazioni ingiuriose diciannove volte?
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Re: Wikipedia è irresponsabile columella - 08.12.2005Bella l'analisi di Astolfo.
Seigentthaler avrebbe ben potuto in prima battuta adeguarsi alle regole di Wikipedia e di buona parte del web ed editare le notizie che riteneva errate, senza pretendere l'apertura di una caccia alle streghe.
Ben diverso il caso australiano dove per 19 volte vengono date notizie scorrette.
Il mio parere, però, è che anche se vanno puniti gli eccessi, va difeso ad oltranza il diritto del mondo web di essere la libera espressione del parere di tutti, salvo, ovviamente, il diritto alla rettifica.
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Re: Interessante, ma piuttosto falso Massimo Spiga - 09.12.2005Il caso dell'Australiano è una bufala. Afferma che la sua pagina è stata vandalizzata 19 volte in 4 giorni, dal 2 al 6 dicembre, e che lui la ha corretta al volo.
Ma nella pagina della Storia dell'Articolo (http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=John_Laws&action=history) si nota chiaramente che la pagina è stata modificata solo 7 volte e possiamo supporre che John Laws l'abbia corretta 3 o 4 volte.
Quindi i terribili attentati alla sua immagine sono solo 3, il che non mi sembra sufficiente per svilire l'intera Wikipedia.
Ergo, John Laws è un cretino ed un permaloso. | |
complimenti astolfo il lacustre - 13.12.2005Hai descritto, meglio di come avrei potuto fare, i due punti fondamentali.
Vorrei soffermarmi sul primo. "Temo" che la libertà di espressione sul web vada garantita a qualunque costo, qualsiasi cosa si scriva. Trovo intollerabile (ammesso e non concesso che sia vero) che in alcuni paesi dell' UE, sia vietato scrivere alcune cose, o che i governi chiedano ai motori di ricerca di inibire alcune parole. Poi ognuno si prende le responsabilità penali di quello che scrive. Quanto a quelle civili, troppo spesso, almeno in Italia, usate come randello contro la libertà di espressione penso sarebbe ora di rifletteri sopra. | |
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