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13.01.2006 Ragazze, ci si vede al Pirellone
di Marina Cosi
Sabato 14 a Milano la manifestazione "Usciamo dal silenzio" parte dal piazzale della stazione centrale. Il ritrovo delle giornaliste (ma anche dei giornalisti) è davanti al palazzo della Regione
Da tutta Italia anche le giornaliste hanno aderito alla manifestazione nazionale "Usciamo dal silenzio" che si tiene sabato 14 gennaio a Milano in difesa delle legge 194 e, come recita lo slogan, della libertà femminile all'origine della vita.
Oltre cento fra loro hanno inoltre sottoscritto la lettera aperta alle colleghe con cui ci si impegna a che i temi della manifestazione abbiano, sulle pagine e nelle trasmissioni da loro curate, la più ampia informazione possibile.
Moltissime parteciperanno anche di persona al corteo, che si muoverà alle ore 14 da piazza Duca d'Aosta (davanti alla stazione Centrale) e che, dopo aver percorso via Vittor Pisani, via Turati e via Manzoni, confluirà in piazza del Duomo.
Qui, sul palco, andrà in scena la parola che esce dal silenzio: messaggi, appelli, memorie, ironie scritte da donne di ogni età e cultura e lette da attrici, scrittrici, giornaliste.
E' una manifestazione delle donne, ma fatta di donne e di uomini, di cittadini di ogni età, sesso, colore che hanno a cuore il rispetto delle libertà.
Alle colleghe, ma anche ai colleghi, che chiedono indicazioni logistiche la Cpo della Federazione nazionale della Stampa dà appuntamento per le ore 14 in piazza Duca d'Aosta, ossia nel piazzale antistante la stazione Centrale, all'altezza del Pirellone.
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Ragazze, fatevi capire Sandro De Rossi - 13.01.2006Per favore, mi spieghi che cosa significa che la libertà femminile è "origine di tutte le libertà"?
Suona benissimo, ma mi sembra un rebus. Un gioco di parole per coprire vaghezza di contenuti?
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Non prenderla come una polemica. E' proprio curiosità. | |
Dios me guarde y me libre! Astolfo - 13.01.2006| "andrà in scena la parola che esce dal silenzio: messaggi, appelli, memorie, ironie..." | |
Re: Ragazze, ci si vede al Pirellone giolli - 14.01.2006"Moltissime parteciperanno anche di persona al corteo".
ANCHE? Come anche?!
Giolli | |
Ragazze di tutti i colori, unitevi Sandro De Rossi - 14.01.2006P.S. - Poi, quando avete fatto, a titolo di resoconto ci dite quante "moltissime" eravate, e quanti moltissimi cittadini di ogni età, sesso e colore si sono aggiunti a voi. E di quali colori erano.
E come avete fatto a indovinare la notizia prima che cominciasse.
:-) | |
In bocca al lupo Terronzio - 14.01.2006Il fatto che i primi tre commenti siano giunti tutti da una parte ben determinata forse dimostra (per non citare i virulenti corsivi dell'Osservatore Romano e i distinguo di tanti politici) la bontà dell'idea.
Mi sembra, per come questa iniziativa è nata e si è sviluppata (tam tam telematico), un bell'esempio di "democrazia dal basso", anche se purtroppo, in caso di successo, c'è da scommettere che in tanti se ne vorranno assumere la paternità. | |
Arieccoci Sandro De Rossi - 14.01.2006Scurricolato, io ho fatto una domanda e una battuta. Lascia pure stare la battuta, ma prova tu a rispondere alla domanda. Senza chiamarla 'commento'.
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La cosa buffa è che hai deciso che i commenti "arrivano da una parte".
In una pagina vicina hai lanciato alti lai per il fatto che in questo povero paese bisogna per forza etichettare la gente.
Mettiti d'accordo.
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Pregiudizi (miei ed altrui) Astolfo - 14.01.2006 Il fatto che il quarto commento a questo comunicato venga da un parte ben definita mi permette di intuire una certa acriticità di parte, del resto ampiamente prevedibile.
Sono personalmente abbastanza allergico alle manifestazioni di piazza. Come ho scritto a una collega che mi annunciava via e mail la sua partecipazione all'inizitiva milanese, con tanto di nuovo golfino rosa, "credere che un punto di
vista diventa più valido e attendibile se scandito a voce alta da molte persone in uno spazio pubblico mi è sempre sembrato un ragionamento decimononico" ma questo, direbbe l'Oplita, è forse effetto del mio snobismo da anacoluto ossimorico di bell'effetto.
Resta il fatto che anche se il Vile Camillo in persona mi invitasse ad una manifestazione in onore alla Madonna e il Cristo Re, anticipandomi che potro' seguire dal palco "la parola che esce dal silenzio" (da non confondere con la parola che esce dal rumore, I presume) con tanto di "messaggi, appelli, memorie, ironie", sono certo che troverei un alibi indiscutibile (forse un ritiro spirituale in un monastero trappista, forse una improrrogabile novena in omaggio a Escrivà de Balaguer) per starmene a casa.
Siccome sono a chilometri luce dai Navigli, poi, non potro' nemmeno concedermi il lusso di osservare le masse femminil-femministe che investono il centro di Milano, all'ombra della più nota fra le mamme locali, ossia la Madonnina. Sicchè leggero' i resoconti, che profetizzo ipertrionfali, sui giornali. | |
X Lapis Terronzio - 14.01.2006| Lapis guarda che se sei sinceramente convinto delle tue opinioni hai il sacrosanto diritto di esprimerle (anche se non sono così sicuro che, per esempio, sul sito di FI a me lascerebbero la stessa libertà o che sui forum di Panorama non mi arriverebbero un paio di vaffa). Se lo fai solo per provocare invece è un altro paio di maniche, ma quelli sono fatti tuoi. | |
Re: Ragazze, ci si vede al Pirellone abigaille - 14.01.2006| Capisco scherzare, ma questa volta c'è poco da scherzare:la manifestazione c'è stata , è stata bellissima, affollata, superiore alle aspettative, con le veterane degli anni '70 un po' commosse e le ragazzine un po' emozionate, con i vecchi slogan riadattati alla bisogna -"Ruini, babbeo, beccati sto corteo..." - e tanta fantasia. Tanti uomini, anche, e poi bambini,cani , biciclette, allegria...E' vero che una cosa non diventa giusta perchè la strillano in tanri, ma trovarsi per una volta uniti, anche tra persone tanto diverse, a chiedere una società più libera fa bene al cuore... siamo tornate davvero... non fate ironie, semmai ci sarebbe da ironizzare su quei patetici ministri che si permettono di bollare come carnevalate le civili manifestazioni di centinaia di migliaia di cittadine/i | |
Re: Ragazze, ci si vede al Pirellone giolli - 14.01.2006Meraviglioso. E oltre a passeggiare tutti insieme, che si è detto d'interessante?
Giolli | |
Cara Abigaille Astolfo - 14.01.2006 Non scherzo nè ironizzo, dico semplicemente che a me tutto questo sembra inutile. Posso anche spiegarti perchè: fra qualche settimana ci saranno elezioni politiche in Italia, e tutto lascia presagire che, qualsiasi sia il nuovo govorno che nascerà dal voto, non cambierà praticamente nulla per le donne italiane, nè per quanto concerne i temi legati al sesso/riproduzione, nè per quelli legati alla politica stessa.
Cosi' come è stato facile profetizzare cronache trionfaliste delle manifestazioni di oggi -la tua non è neanche la prima che leggo online- è facile profetizzare lo scenario post elettorale: nel migliore (se vogliamo chiamarlo cosi') dei casi, il governo sarà presieduto da un exneoveterocriptopostsemidemocristiano, e si reggerà su una maggioranza (se vogliamo chiamarla cosi') che si estenderà dal Mitico Favsto (marxista perverso polimorfico) a Mastella (cattolico tendenza reazionaria), e nel gioco dei veti incrociati, del non disperiamo le basi, del salvaguardiamo l'ala centrista, del bisogna mantenere rapporti fluidi con la Cei, del convochiamo una verifica, sai chi saranno le prime dimenticate?
Poi c'è anche il caso meno migliore (se vogliamo chiamarlo cosi') e ci ritroveremo con un governo presieduto da un presunto aspirante al centrismo democristiano che si reggerà su una maggioranza (se vogliamo chiamarla cosi') che si estenderà dai "culattoni" di Calderoli ai guanti di pizzo della Prestigiacomo, e nel gioco dei veti incrociati, del meglio non fare onde, del salvaguardiamo l'ala centrista, del bisogna mantenere rapporti fluidi con la Cei, del convochiamo una verifica, sai chi saranno le prime dimenticate?
Riporre le proprie speranze nella classe politica italiana -qualsiasi sia la sua tendenza di appartenenza- è una scommessa perdente in generale, ma lo è ancor di più per le donne, come dimostra la storia di questo paese. Dopodichè, ovviamente, scandalizzate dal consolidamento della destra reazionaria o dal tradimento della sinistra progressista, convocherete una nuova manifestazione.... e sarà ancora una volta un successone.
Contenta te, contenti tutti. | |
X Astolfo Terronzio - 14.01.2006Tu che cosa faresti/proporresti? Perché, se si esaltano le manifestazioni negli altri paesi da noi debbono essere considerate delle fesserie?
Certe cose credo si debbano fare anche per sentirsi cittadini. Che poi tu sia d'accordo o no è ovviamente una scelta personale. Ripeto. Tu che cosa faresti? Insomma 100.000 persone convocate quasi soltanto attraverso Internet sono un evento politico, o no? | |
Re: Ragazze, ci si vede al Pirellone giolli - 14.01.2006D'accordo oppure no con che cosa? In questo caso particolare, dov'è la proposta 'politica' dei 'passeggianti'?
Giolli | |
Terronzio Astolfo - 14.01.2006 Scusami ma non capisco la domanda. Io cosa farei riguardo a questa manifestazione? Come ho già detto prima, la questione non si poneva nemmeno, sono a molte ore di aereo da Milano. E inoltre sono un notorio oscurantista clericaloide sessualmente repressivo. Cosa farei riguardo alle manifestazioni in generale? Come ho già detto prima, non partecipo.
Anzi, ti diro' di più: l'ultima volta che ho partecipato ad una manifestazione di strada senza essere pagato per coprirla, ossia che l'ho fatto per volontà esplicita di manifestare pubblicamente e insieme ad altri una mia posizione politica, è stata oltre vent'anni fa, in un altro paese di un altro continente, e in circostanze storiche incomparabili. Se vuoi fare un parallelo, è come se tu avessi partecipato ai festeggiamenti dopo la Liberazione.
In tutti questi anni, l'unico altro momento in cui, pur essendomi accodato al corteo come giornalista e per scrivere al riguardo, non ho potuto non sentirmi commosso dalla folla che mi circondava, e sopratutto dal suo silenzio impressionante e degno sotto una pioggia battente, è stato a Madrid, sul Paseo de la Castellana, all'indomani delle bombe di Atocha, Santa Eugenia e El Pozo. All'epoca abitavo a Lavapies, a circa 400 metri dalla stazione di Atocha: le colonne di fumo dei treni esplosi le ho viste dalla finestra della mia cucina, meno di mezz'ora dopo gi attentati. Sono arrivato al piazzale davanti alla stazione un'ora dopo il massacro: non ti potevi avvicinare, ma vedevi i feriti evacuati, i tassisti diventati ambulanzieri volontari, ho incontrato un collega spagnolo che mi ha parlato delle decine di cellulari che squillavano a vuoto intorno ai binari... Questo era giovedi' mattina, e alla sera di venerdi' mi sono ritrovato in mezzo a un milione e mezzo di persone, forse due, che sfilavano in silenzio ed inzuppati dalla pioggia, senza un solo striscione. Allora ho capito, e ho condiviso.
(NOTA A MARGINE: In testa a quel corteo, del resto c'erano anche Prodi e il Berlusca, sicchè anche dal punto di vista della militanza politica credi non conti)
Certo che è una scelta personale. E' una questione di sensibilità. A me tante persone insieme mi fanno sempre un po' senso, perfino a un concerto rock (e infatti da anni non vado a un concerto che superi le poche migliaia di spettatori), e poi vedo i cortei come un meccanismo arcaico di dimostrazione di potere: a cosa serve essere capaci di portare centinaia di migliaia di persone in piazza, come per esempio ha fatto il P.C.I. per decenni, se poi non ce la fai a vincere le elezioni? OK, c'hai la bella foto della piazza gremita, tanta gente che torna a casa contenta perchè altra gente la pensa come loro, e allora?
Capisco che andare tutti insieme a Versailles incazzati come delle iene contro Luigi XVI perchè non c'è pane a Parigi abbia avuto un senso, all'epoca, ma credo che in una società democratica esistono altri mezzi di espressione della propria opinione e di canalizzazione delle proprie rivendicazioni più efficaci ed affidabili del marciare giù per la strada dicendo tutti la stessa cosa a voce molto alta. E poi alla fine anche quei giustificatissimi manifestanti "sans culottes" si sono sentiti dire che se non c'era pane tanto valeva che mangiassero brioche, no?
Detto cio', per carità, le manifestazioni sono un diritto simbolicamente importante e un rito sociale ormai di fatto obbligatorio, come gli scioperi, l'occupazione dei licei o le veglie stradali con le candeline, e non propongo di abolirle o renderle illegali. Semplicemente non contate su di me. Tanto, cosa vuoi che conti un povero fesso in più o in meno in una fiumana di gente che occupa la piazza? | |
ma madame p. - 15.01.2006
come siete tristi e complicati.
andate ben fuori a divertirvi ogni tanto | |
Re: Ragazze, ci si vede al Pirellone giolli - 15.01.2006Quindi, se capisco bene il tuo commento, Madame, quando si esce di casa, e se ci si vuole divertire, bisogna andare a passeggiare in un corteo. Ho visto le immagini, con tutti gli striscioni ben disposti e le bandiere al vento avete lottato per la libertà. Come vi invidio. Pensa che invece io, da autentico clericale oscurantista, ho fatto tardi sciupando il mio tempo con degli amici e, ancora più incredibile, mi sono talmente divertito che sono rientrato solo alle quattro di mattina passate da un pezzo. Roba da vergognarmi, eh?
Giolli | |
Re: Ragazze, ci si vede al Pirellone Terronzio - 15.01.2006Bé (ovviamente sono due cose distinte), ma io da giovane ho partecipato alle manifestazioni spontanee dopo la morte di Falcone e Borsellino. Erano contro la mafia. Anche quelle, se vogliamo, lasciavano il tempo che trovavano (la mafia non la vuole nessuno). A volte si scende in strada anche solo per esserci, per contarsi, per vedere che ci sono altri che la pensano come te. Fare politica è anche questo.
Ovviamente preferisco la dimostrazione di ieri a quelle del I maggio con concerto annesso.
La mia domanda ad Astolfo non era: "se tu fossi pro o contro "questa" manifestazione", il tuo punto di vista lo hai espresso. Chiedevo invece se, per un caso qualsiasi, tu sentissi che qualcuno vuole andare a mettere in discussione dei diritti (qualunque essi siano) in cui tu credi, che cosa faresti? Oggi in tv, in Italia, non ti permettono di andare a parlare serenamente di 194. Lo puoi scrivere, ma non hai sufficiente visibilità. Io la demo di ieri l'ho vista rilanciata su molti canali internazionali. Da questo punto di vista (mediatico) è stata un successo.
Dal punto di vista politico quelle donne rappresentano un patrimonio elettorale non piccolo. E anche su questo bisognerebbe farci un pensierino. | |
Per carità, Terronzio Astolfo - 15.01.2006 Ti ritrovi con gli amici, passeggi con gente che la pensa come te, esci rafforzato nelle tue opinioni perchè tanta gente sembra condividerle, e con un po' di fortuna dopo ti vedi su una foto o nelle immagini di un telegiornale, in una sorta di "ciao mamma" mediatizzato (come quando c'è il maxischermo sul palco e l'inevitabile telecamera sul pubblico: l'immagine ti da l'illusione per un attimo che sul palco ci sei anche tu: ma non è vero) e vabbè. Sempre meglio che passare un sabato a farti le pipe di crack e rubare borsette alle anziane signore, ovviamente.
In quanto all'efficacia politica di tutta l'iniziativa, pero', permettimi di dubitarne fortemente. Se la motivazione dietro alla marcia milanese era, come dici, che "oggi in tv, in Italia, non ti permettono di andare a parlare serenamente di 194" non ho capito in che senso l'obiettivo prefissato sia stato ottenuto: ieri in tv si è parlato serenamente della 194? E oggi? E domani? Qualche cittadino particolarmente distratto, vedendo gli striscione, si è battuto la fronte è ha detto "Ma certo, ma è ovvio, ma come non lo ho capito prima!!!"?
(E poi non credi che via una certa contraddizione fra il denunciare che non si "parla serenamente" di una questione e il decidere che per compensare questa mancanza la soluzione sia andare a gridare in mezzo alla via. Serenamente, of course?)
O non sarà che quelli che la pensano come te continuano a pensarla come te, rincuorati perchè a pensarla come te sono in tanti, e quelli che non la pensano come continuano a non pensarla come te, e quando vedono le immagini al telegiornale si radicalizzano nel loro convincimento (vedi il sintomatico "culattoni" del Calderoli)?
Il vero punto, come tu ben segnali, è che siamo in piena campagna elettorale e "dal punto di vista politico quelle donne rappresentano un patrimonio elettorale non piccolo" e credo che in molti ci hanno già fatto un pensierino, per esempio partecipando al corteo di Milano, o iscrivendosi "clamorosamente" all'Arcgay di Roma, o appunto denunciando i "culattoni". E su questo punto ho già messo in guardia le gentili signore/signorine femministe, avvertendole del pericolo della manipolazione partitica, anche alla luce della storia recente del paese.
Ma, come è logico e naturale, loro faranno quello che je pare, decidendo da sole e senza dover tener conto del mio punto di vista, giacchè sono un maschietto e non sta a me agire in loro nome.
(E' come quando hai una cara amica che si innamora di un fesso: sai benissimo che se glielo dici mentre è innamorata non ti crederà e penserà che sei geloso, dunque stai zitto e aspetti. E quando finalmente anche lei capisce che è un fesso, fornisci la spalla-spugna, la scatola di Kleenex, il whisky e la seduta parapsicoanalitica notturna. Perchè le vuoi bene, e appunto per questo le cose non le puoi decidere per lei) | |
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