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12.03.2006
Ars gratia artis
di Rina Brundu

Polemica Baricco-Citati-Ferroni a parte, non sono pochi i grandi artisti che, in ogni tempo, hanno avuto vita dura a causa delle astiose esternazioni del guru letterario di turno

Marcel Achard, per esempio, amava ricordare: “Ho avuto la critica più breve che sia mai stata pubblicata. Diceva: Ieri sera al teatro è stato rappresentato Domino. Perché?”

Premetto che non ho mai letto Alessandro Baricco, così come non conosco i vademecum del mestiere (Reviewing Baricco’s Books For Dummies, o simili, immagino) scritti dai critici letterari di cui si parla nella lettera pubblicata da Repubblica e ripresa da Il Barbiere.

Allo stesso modo, non so nulla del personaggio-Baricco, né dei personaggi Citati-Ferroni, non so come si propongono sul palcoscenico artistico italiano (se si propongono), né quale sia il posto che occupano (se lo occupano) nell’immaginario collettivo.

Non vi é alcun merito nel confessare ignoranza delle cose (qualunque esse siano), neanche quando a nostra discolpa si potrebbe invocare un vivere a latitudini differenti, dentro culture fisicamente ed idealmente molto distanti da quella di riferimento; vero è però che questa non conoscenza del dettaglio, se da un lato deve per forza indurre ad una maggiore cautela nell’esprimere giudizi, dall’altro, e in maniera paradossale, aiuta non poco ad estrapolare significato da dentro le trame oscure di una vicenda fosca, per molti versi risibile e sicuramente povera.

Povera di contenuti ed argomentazioni, proprio come la lettera che è cagione (l’arcaismo ci sta, ci sta tutto!) di tanto strepito! Tali sono infatti le sue mancanze intrinseche e formali, che c’é da chiedersi come, una simile missiva, possa avere prodotto questo scompiglio. Certo è che, su un oceano senza storia, basta un soffio di vento a creare la parvenza di un’onda, mentre l’impressione dello sciabordio vive, sempre, almeno per un istante, prima che si faccia di nuovo silenzio.

Detto questo, nulla mi impedisce di raschiare comunque il fondo del barile! Leggendo e rileggendo la bolla incriminata, non posso fare a meno di interrogarmi su quale miopia e quale mancanza d’accortezza possano avere portato uno scrittore affermato ed un valido artista (perché così lo immagino!), ad offrirsi carcassa da spolpare (o mite agnello al macello!) tra le fauci delle molte iene affamate.

Questo perché, è proprio quando si prendono per buone le tesi epistolari che hanno innescato questa pseudo-querelle che le domande si fanno pregnanti, mentre la necessità di trovare una risposta diventa pure sempre più urgente. Personalmente, confesso che non avrò pace fino a quando qualcuno non chiarirà (ecco l’importanza dei vademe***** di cui sopra!), quale è il numero canonico di righe che un onesto critico letterario dovrebbe sentirsi in dovere di buttare giù a giustificazione del suo stroncare questo o quel lavoro, questa o quella carriera. Non so per Baricco ma, a mio modo di vedere, un inciso è più che sufficiente!!

A conforto d’ogni altra anima creativa in pena (ignorata, bistrattata, incompresa, vilmente derisa da un establishment indegno!), occorre aggiungere però che nessuna stroncatura, (e la storia insegna che ce ne sono state di clamorose!), ha mai impedito ad un capolavoro, o ad un vero artista, di palesarsi come tale davanti ai posteri e ai contemporanei (si, persino davanti a quelli!).

Per quanto mi riguarda, il problema sta alla radice, e si manifesta quando l’arte, che è l’essenza dell’artista-uomo, tende a confondersi troppo con i pensieri minimi dell’uomo-artista. E’ questa, infatti, una pericolosa comunione d’intenti che occorrerebbe accuratamente evitare; meglio sarebbe poi se i poeti si limitassero a cantare i loro versi strani, i pittori spiegassero il mondo con i soli colori, e la voce di ogni racconta-storie si perdesse, fino a zittire, tra quelle dei suoi characters immortali.

Perché i critici zelanti fanno i buoni scrittori, ma i demoni, i geni maledetti della scrittura (e non solo!) se ne fregano dei critici zelanti. Ars gratia artis. Appunto!

Rina Brundu Eustace

Dublin 08/03/2006



 
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Gerolamo Cardano - 13.03.2006


Re: Ars gratia artis
Rina Brundu - 08.05.2006
Acc... non mi ero accorda che il Barbiere avesse osato tanto
Ma a settimane da tanta creazione anche io mi domando: perché?

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