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14.04.2006 Messaggero alla Napoletana
di NNNNN
Da www.dagospia.com. Un esempio molto significativo di come si è ridotto il giornalismo italiano
Se passavate ieri sera verso le 21.00 per Via del Tritone a Roma, da sotto le finestre del Messaggero si sentivano urla, risate, frasi del tipo “gli sta bene”...Il motivo? Un servizio strepitoso di “Striscia” con il classico fuori-onda rivelatore che ha avuto protagonista Roberto Napoletano, neo direttore del quotidiano romano.
Il video si riferisce alla notte di lunedì 10 aprile, Roberto Napoletano è ospite di Emilio Fede al Tg4. Tra un collegamento e l'altro, Napoletano ha il problema del titolo di prima pagina. La Casa delle Libertà in quel momento sembra prevalere e il direttore si vanta di averlo previsto. “c... o, il mio fiuto politico…sono l’unico in tutto questo palazzo che da 7 giorni lo dice…ho il precedente di Gava.
Quando stavo a Napoli 20-25 anni fa, non trovavo nessuno che votava Gava ma era sempre il primo eletto, 130 mila preferenza, Pomicino era a 60 mila voti ma ufficialmente non lo votava nessuno. Il ceto medio non dice ma va lì e vota.
Ho avuto telefonate da Torino, Genova da amici miei perché con questi faccia a faccia tutti ti chiamano e dicono io ho votato a destra ma non lo dichiara perché ha paura. La gente ha paura del regime. Ma leggete i giornali? Sono tutti schierati, tranne il Messaggero, tutti che votano il centrosinistra”.
Poi Napoletano ribadisce che in un giornale comanda solo il Direttore: “Chi è che ha deciso di fare l’intervista a Veltroni? Chi lo ha deciso? – chiede irritato Napoletano parlando con la sua redazione - Non vi permette mai più di prendere un’intervista senza dirlo prima a me, levatelo dalla testa. Abbiamo 50 giornali e dobbiamo fare l’intervista a Veltroni e Bettini? Voi siete pazzi proprio”.
La parola Veltroni lo manda in tilt. Mulinella i telefoni. Non si ferma più e afferma: “Al Senato dovrebbe rivincere perché Veltroni chiede un’intervista, vuol dire che sa qualcosa di positivo. Per ora è avanti il centrodestra…questo è il punto decisivo”.
Il tempo passa e non c'è ancora la prima pagina. Napoletano strapazza i collaboratori. Ma poi arriva il momento clou: arriva la telefonata di un personaggio misterioso: “Per ora abbiamo un titolo interlocutorio, abbiamo fatto “l’Italia divisa: testa a testa CDL-UNIONE”. Su di voi ho ci sono tutte le aperture, ho fatto fare un fondo di Cusenza, per ora non c’è un titolo in prima pagina sull’UDC. Nel fondo di Cusenza ho fatto mettere che c’è una destra moderata e che l’Italia non si vergogna di votare. Adesso lo ripigliamo da qualche parte…”.
Il personaggio misterioso è qualcuno legato all'UDC. E Napoletano lo ha rassicurato sullo spazio dato al partito dei Pierfurby. Ma lo avrà accontentato abbastanza? Nel dubbio si macera e parla con la redazione: “Da qualche parte dobbiamo far venire fuori questa roba dell’UDC, ricordatevelol anche voi, non fate ricordare sempre tutto a me, basta mettere un niente…”.
Eh sì, l'UDC in prima pagina va fatta entrare per forza, perbacco! D'altra parte l'editore del Messaggero è Caltagirone, il suocero non ancora regolarizzato di Casini.
Urge richiamare Mister UDC. “Volevo dirti che dentro ho fatto fare una valanga di commenti ai nostri editorialisti dove tutti sottolineano i valori moderati dell’UDC. Comunque abbiamo fatto “L’UDC raddoppia i consensi, vicino al 7%, se c’è pareggio si rivota, questo è il titolo dentro”. E insiste! “ho solo un’esigenza, questa UDC metterla un poco meglio, vorrei mettere meglio che esplode l’UDC se no domani…”.
Se vi siete persi il servizio, è reperibile su: www.striscialanotizia.it.
www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2006/04/12/video_3400.shtml?adsl
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Domanda fuor d'articolo ivanfrance1 - 14.04.2006Qualcuno ha avuto il piacere di vedere "Alice nel paese del Trash" ieri sera?
Penso che la puntata entrerà di diritto e di traverso nella storia della Rai.
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Re: Messaggero alla Napoletana NNNNN - 14.04.2006Per i curiosi, Napoletano rassicurava Roberto Rao, portavoce di Pierferdinando Casini. E per dovere di cronaca, aggiungo che ieri sera, nel corso di una assemblea di oltre tre ore, e' stato stilato e votato un documento che verrà pubblicato sul giornale e nel quale si rivendica al direttore e all’editore ''la propria autonomia, credibilità e indipendenza, sottolineando anche la scorrettezza del programma di Antonio Ricci che ha leso la dignità della redazione''.
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Re: Ivanfrance mimmolombezzi - 14.04.2006Si' l'ho visto e sto cercando soci nel settore alimentare per
lanciare sul mercato la "RICOTTA ALLA PROVENZANO".
E' importante che finalmente il giornalismo alei il coperchio
( anche in senso letterale) sul ben noto Terzo Livello di
Cosa Nostra : quello caseario.
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Re: Messaggero alla Napoletana nytimes - 14.04.2006«...la propria autonomia, credibilità e indipendenza, sottolineando anche la scorrettezza del programma di Antonio Ricci che ha leso la dignità della redazione».
«Autonomia, credibilità e indipendenza» fanno un po' a pugni con l'immagine di un direttore che concorda al telefono con l'uomo di Casini i titoli della prima pagina di uno dei principali quotidiani italiani.
E non vedo come Striscia possa avere leso la dignità della redazione. Ha mandato in onda qualcosa di non vero? No. E allora se la redazione ha una dignità se la prenda con il direttore, non con chi ha svelato il suo filo diretto con la politica. | |
Va sempre meglio... linguaccia - 14.04.2006Affermare che la professione deve recuperare dignità appare sempre più un vuoto esercizio di retorica. Giornali schierati a destra e a sinistra, colleghi che sembrano gli addetti stampa di qualcuno o altri che fanno i presentatori in trasmisioni che nulla hanno a che fare col giornalismo, notizie trattate alla stregua di frattaglie da vendere tanto al chilo.
Non so onestamente che dirVi.
La redazione del Messaggero farebbe bene a sentirsi offesa non dalla trasmissione fuori onda di Striscia la Notizia (a volte sembra davvero che siano loro a fare giornalismo, con le inevitabili conseguenze del caso), quanto dalla figuraccia del direttor che ha sporcato la figura di tutti quanti lavorano in quel quotidiano.
Capita così, quando incontro per strada la gente cercando di fare il più onestamente possibile il mio lavoro, che in molti si sentano in diritto di chiedermi senza troppi riguardi per chi tiro la carretta e che alla mia risposta che cerco di essere indipendente, mi rispondano con un mezzo sorriso di sufficienza.
Auguri di Buona Pasqua | |
Re: NNNN ffederico - 14.04.2006hai sentito anche tu che quest'anno i voti per la cdl valevano 50 euro ?
ne sai niente ? ci dobbiamo sempre far riconoscere oppure è comune in altre città ? | |
Re: Messaggero alla Napoletana deusexmachina - 14.04.2006Linguaccia, non sono d'accordo sul fatto che Striscia faccia giornalismo, almeno in questo caso. Certo, alcune inchieste sono meritorie, ma in generale in quella trasmissione aleggia un clima populistico-manganellatore che non mi piace affatto.
Trasmettere un fuori-onda è, secondo me, quasi sempre scorretto. E' un'invasione nel "backstage" (per dirla con Goffman) che dovrebbe invece rimanere luogo privato a cui ognuno di noi ha diritto, potente o nullatenente, onesto o disonesto che sia.
Poi, finisse in un veloce sputtanamento, pazienza. Invece no, la storia va avanti per giorni: tapiri, inseguimenti, nuove puntate. A volte anche il peggiore dei guaritori ciarlatani finisce per ispirare pietà, quando la pena inflitta da Ricci & Co. si dimostra perfino spropositata rispetto alla colpa. | |
Uno, due tre LAURA RIPANI - 14.04.2006Uno, i fuorionda sono vietati dalla Carta dei doveri del giornalista. Ma lo fa uno che non lo è, triscia, quindi chisenefrega, direte voi. Io non sarei così contenta sputtanino così la cetegoria, con questi mezzi. Se ci sono panni sporchi, si lavino in casa. Il collateralismo è il vizio principale del giornlaismo italiano. Dai tempi del Crispi per non andare ancora indietro. Complimenti a chi se ne è accorto soltanto ora, un'aquila!!!
All'Unità non serve concordare i titoli con l'editore" o suoi rappresentanti. Al Corriere della Sera l'avviso di garanzia a Berlusconi (quando hai una notizia bisogna darla, concordo, ma anche questa è una violazione etica, vanno pubblicati soltanto dopo che l'interessao ne sia venuto a conoscenza) non l'ha portato l'uccellino...
Doppiopesismo. Ecco la malattia che non serve stigmatizzare con fuori onda e con mezzi del tutto leciti. Basta aprire gli occhi. Ecco, con questa storia c'è chi lo fa soltanto ora. Buongiorno, mammolette!!! | |
P.s. ABBIAMO VINTO! LAURA RIPANI - 14.04.2006Ci sono un po' di refusi tipo chissenefrega e Striscia...
Il bello è che, l'altro giorno ho salutato un collega dicendo: "Ciao come va?".
"Abbiamo vinto!!!" mi ha risposto. Certo, non è il direttore...Ma "ABBIAMO" capito? In risposta ad un cortese saluto, c'è da portarlo alla neuro o, più verosimilmente, rende l'idea che nessuno scagli la prima pietra. | |
Re: laura non c'e' ... ffederico - 14.04.20061) Non era un avviso di garanzia, ma un invito a comparire, cioè un atto dovuto per legge, visto che si rendeva necessario interrogare urgentemente il premier. A suo carico, infatti, erano emersi gravi indizi di complicità nelle tangenti Fininvest alla guardia di finanza e nel depistaggio delle indagini attivato da Massimo Maria Berruti (ex ufficiale della guardia di finanza, poi passato al gruppo Berlusconi come avvocato, e oggi deputato di Forza Italia) subito dopo una visita a palazzo Chigi. L’urgenza derivava dalla necessità di sentire Berlusconi e Berruti separatamente ma contemporaneamente su quell’incontro cruciale.
2) In quel momento a Napoli non si teneva alcun vertice del G7 (tenutosi nel mese di giugno), ma una conferenza internazionale sulla criminalità, che inizialmente Berlusconi contava di inaugurare soltanto nella prima giornata, lunedì 21 novembre, per poi rientrare a Roma in serata. Questo almeno risultava ai carabinieri, che infatti, incaricati dal procuratore Borrelli di recapitargli il plico, si recarono a Roma e non a Napoli. A palazzo Chigi appresero che Berlusconi aveva cambiato idea, trattenendosi a Napoli un altro giorno. Allora lo chiamarono al telefono e in tarda serata riuscirono a leggergli parte dell’invito a comparire, che conteneva tre capi d’imputazione. Dopo il secondo, però, il premier buttò giù la cornetta infuriato.
L’indomani il Corriere della Sera riportò soltanto due dei tre capi d’imputazione: guardacaso quelli che Berlusconi conosceva. Il che, come ha ripetuto di recente, dimostra che la fuga di notizie al Corriere della Sera partì dall’entourage del Cavaliere, e non dai pm o dagl’investigatori, che le accuse le conoscevano tutte e tre per intero.
3) Il Corriere non preannunciò dunque un bel nulla al premier, la mattina di martedì 22 novembre; dalla sera prima Berlusconi sapeva di essere indagato per corruzione. Ciononostante decise di presiedere anche quel giorno il forum sulla criminalità. Ergo fu lui, e non la procura di Milano, a esporre l’Italia al ludibrio internazionale, pur di dirottare l’attenzione generale sulla (inesistente) violazione del segreto investigativo, anziché sulla vera notizia grave: il premier italiano coinvolto nelle tangenti pagate da tre sue aziende alla guardia di finanza.
da MicroMega | |
Re: Messaggero alla Napoletana nytimes - 15.04.2006Laura, a parte quanto ti è stato già risposto qui sopra sulla tempistica di quell'avviso a comparire del '94, mi sembra che ti sfugga la differenza che passa tra un direttore che concorda i titoli con un esponente politico (o chi per esso) e la pubblicazione di una notizia vera che magari ha avuto effetti sulla vita politica ma che sarebbe stato dovere di ogni giornalista pubblicare. Se l'avessi avuta in mano tu, che avresti fatto? L'avresti tenuta nel cassetto?
Il paragone con l'Unità, poi, non regge: l'Unità non è più «organo» del Pci, come si definiva una volta, ma è un giornale che riceve i finanziamenti per l'editoria di partito come quotidiano dei gruppi parlamentari Ds-Ulivo. Il Messaggero, invece, non risulta essere il giornale dell'Udc.
Napoletano ha inoltre una figura davvero bischera perché se hai una telecamera davanti non puoi comportarti come se fossi nella privacy totale del tuo bagno di casa. Lo sanno anche i bambini ormai che i fuori onda - che essendo onde radio travalicano i muri e quindi diventano di fatto di pubblico dominio, basta saperle intercettare - possono essere «catturati» e poi ritrasmessi. Se non lo sa il direttore di un grande giornale, allora è davvero grave. | |
Adesso Cristo è pure morto di freddo LAURA RIPANI - 15.04.2006| Beh, fortuna che domani risorge. Auguri a tutti!!! | |
La negazione del giornalismo pirsig - 18.04.2006Striscia e, in generale, le trasmissioni che amano confondere spettacolo e informazione sono la negazione del giornalismo e la sublimazione del populismo becero. Stupisce che proprio chi parla del berlusconismo in senso spregiativo e propone dichiaratamente la necessità di una deberlusconizzazione del Paese possa poi giudicare positivamente queste manifestazioni di moralismo un tanto al chilo, frutto avvelenato della televisione più sottilmente commerciale.
Hanno ragione i giornalisti del Messaggero a manifestare la propria indignazione, perché dalle conversazioni rubate a un Direttore si fa discendere apoditticamente un giudizio sul giornale e su chi vi lavora, un giudizio che, invece, deve trovare ragione nel prodotto finale, che è sempre frutto di una dialettica tra tutti quanti contribuiscono alla sua fattura.
E' moralismo sciocco pensare che un Direttore non debba dialogare con il suo editore. Certo, è tutto semplice nei giornali in cui le posizioni dell'editore sono omogenee a quelle dei giornalisti. Qui i moralisti non intervengono, perché non c'è neanche bisogno di una telefonata: la linea politica è già definita aprioristicamente.
Avviene invece più spesso che alla linea editoriale non corrisponda univocità del corpo redazionale. Questa è la normalità nelle testate maggiori, dove, non foss'altro per il loro numero, i giornalisti hanno tendenze politiche diversificate. Sta al Direttore, appunto, dialogare con l'editore, se gli riesce (altrimenti le dimissioni sono sempre possibili) e con la Redazione per assicurare ai lettori, che possono comprare o non comprare il giornale, un prodotto che sarà sempre di mediazione, cioè giornalistico, se è vero che il compito degli strumenti di informazione è mediare tra ciò che avviene e il pubblico. | |
Re: Messaggero alla Napoletana nytimes - 18.04.2006| Non era al telefono con l'editore ma con l'addetto stampa di un politico. Che poi è il "genero" dell'editore. Ma in ogni caso non è l'editore. | |
Re: Precisazione accolta, ma... pirsig - 18.04.2006| la sostanza rimane quella descritta. | |
Chi nega chi? Baba Lacreme - 19.04.2006| "Striscia e, in generale, le trasmissioni che amano confondere spettacolo e informazione sono la negazione del giornalismo e la sublimazione del populismo becero"... Forse è vero, chissà... Però, mi chiedo, ma cosa sarà mai questo mitico "giornalismo"...? | |
Re: Messaggero alla Napoletana Anonimo corsivo - 21.04.2006Pienamente d'accordo con NY Times. Del resto non c'è nulla di nuovo. Giornalismo e politica in Italia sono tutt'uno. Sorprende lo scandalo degli addetti ai lavori: dovrebbero conoscere bene una situazione che si vive quotidianamente.
Mi fa poi sorridere il servizio di Striscia che vorrebbe tirare le orecchie al sistema quando, proprio il programma di Ricci, è stato e resta una delle clave mediatiche preferite dal berlusconismo. | |
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