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17.05.2006
E Governo fu
di Nencio

Finalmente, dopo 45 giorni di trepida attesa, conosciamo i nomi del già mitico "Prodi II"

45 giorni per incasellare i nomi giusti al posto giusto: per fortuna che il Professore voleva l'incarico subito dopo le elezioni, 'ché lui si sentiva pronto e diceva di avere già l'elenco in tasca.

Dunque, vediamo un po' cosa ci riserva il listone dei convocati che sono 25: 1 in più del governo uscente, 4 in più del precedente governo Prodi (e 3 in più della nazionale di Lippi). Meno male che doveva essere un governo "leggero" e blindato.

Un poltrona per tutti
Partiamo inevitabilmete dal capitolo del "cos'è questo?" e vediamo un po' le chicche della nuova nomenclatura ministeriale.

Ministero per l'Attuazione del Programma: confermato il ministero-fantasma creato da Berlusconi (e a lungo sbeffeggiato dai sinistrosi) per far tornare il conto delle poltrone. Suppongo che il ministro in questione dovrà occuparsi di vigilare sull'operosità dei suoi colleghi (come va? hai fatto i compiti? guarda che se non fai quel disegno di legge ti mando dietro alla lavagna). Per questo non bastavano i due vicepremier?

Ministero della Famiglia: detto così è roba da ventennio o al più da pastorale diocesana. Della serie: aggiungi un posto a tavola.

Ministero per le Pari Opportunità: persiste l'esistenza di questa entità il cui scopo è sottolineare che per realizzare una cosa ovvia e legalmente sancita - le pari opportunità - è necessario mettere un ministero ad hoc. Della serie: far finta di essere normali.

Ministero del Welfare: altro abominio, se qualcuno ha capito cos'è me lo spieghi, per favore. E soprattutto mi spieghi perché si deve chiamare così.

Ministeri per le Comunicazioni, l'Innovazione, le Attività Produttive: perché tre ministeri? Le comunicazioni non sono attività produttive? E l'innovazione - di grazia - dove sta se non nelle comunicazioni e nelle attività produttive? O ancora meglio, la si poteva annettere alla Ricerca, essendo stata quest'ultima giustamente scorporata dall'Istruzione.

Ministero per le Infrastrutture e ministero dei Trasporti: due ministeri al posto di uno. Altro mirabile caso di moltiplicazione delle cadreghe. Avanti, c'è posto per tutti.

Ministero per Giovani e lo Sport: una bella "sola" rifilata alla Melandri. Aspettiamo a breve l'istituzione del ministero dei Pensionati, quello dell'Infanzia, magari quello per le Attività Ludiche e i Passatempi e perché no, del ministero dello Shopping. (Anche qui, comunque, aria di ventennio: rivedremo i saggi di ginnastica allo stadio?).

Quote rosa
Si favoleggiava di una presenza femminile di almeno il 30%, ma la quota rosa si è fermata a 6 su 25 ministri (26 contando il Premier), ovviamente tutte su poltrone di secondo piano (a parte Turco alla Sanità). Anche l'Ulivo - evidentemente - ce l'ha duro.

Competenze
Non nego ci siano nomine azzeccate e forse anche coraggiose: ottima la scelta di un urbanista ai trasporti, così come di un sindacalista per il lavoro (qualcuno certo si incazzerà), o di un vero economista per il super-ministero economico; ma qualcuna, sinceramente, mi sconcerta.

Mastella, ad esempio: uno così dove lo mettiamo? Filosofo, giornalista... Perfetto per la Giustizia, diamine: dopotutto, non potrà essere più incompetente di Castelli, giusto?

Su Rutelli tralascio ogni valutazione di tipo politico. Però una domanda bisognerebbe porsela: che figura ci facciamo con un ministro dei Beni culturali che vanta come titoli la maturità classica e la tessera da giornalista? Nemmeno io sono laureato, per cui lungi da me il voler essere discriminante. Ma la Cultura, porca miseria.

Infine, questo Fioroni: ammetto la mia ignoranza e non so chi sia, ho visto oggi per la prima volta la sua faccia. Leggo che è un medico e che da quando si è dato alla politica si è sempre occupato di sanità. Quindi lo mettiamo all'Istruzione. Lapalissiano, direi.

Facce nuove
Pochi osavano sperare diversamente, ma è comunque con rammarico che leggo certi nomi. Due su tutti: Amato e Mastella.

Amato è stato braccio destro di Craxi negli anni d'oro del Psi, ministro nei governi di De Mita e Goria (uh! che referenze!), poi Presidente del Consiglio costretto alle dimissioni nel '93 a causa degli avvisi di garanzia che travolsero il suo governo.

All'epoca aveva promesso di ritirarsi dalla politica: infatti fu poi di nuovo ministro (due volte) con D'Alema e adesso rieccolo qui, piazzato sullo scranno degli Interni. Va bene che questo è il Dottor Sottile ma, caspita, si infila proprio dappertutto!

E che dire poi di Mastella? Bazzica il Parlamento dal '76 (30 anni!): ex Dc, ex Ccd, ex Cdr ed ex Udr, già sottosegretario con Andreotti e ministro con Berlusconi. Adesso chiude il Grande Slam piazzandosi alla Giustizia con Prodi. Questo al prossimo giro ce lo troviamo al Quirinale.

Poi, in fin dei conti auguro davvero a tutti loro un buon lavoro.

Ma se - come si dice - il buongiorno si vede dal mattino...

Nencio



 
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un solo appunto di tipo matematico
ffederico - 17.05.2006
6 ministri su 25 sono il 24.39%.

il 30% sarebbero stati 7.5 ministri donna.



una curiosita' invece
ffederico - 17.05.2006
perchè scrivi 45 giorni ?
non c'era l'elezione del presidente della repubblica da fare doverosamente prima ?


Think Pink, Romano
Astolfo - 17.05.2006
"Come presidente della commissione Ue ho messo una quota del 30% di donne, si doveva introdurre immediatamente anche in Italia. Dieci anni fa pensavo che se potesse fare a meno ora credo che
senza le quote non avremo piu' donne in politica neanche tra 50 anni"

(Romano Prodi, 15 marzo)

"E' facile profetizzare lo scenario post elettorale: nel migliore (se vogliamo chiamarlo cosi') dei casi, il governo sarà presieduto da un exneoveterocriptopostsemidemocristiano, e si reggerà su una maggioranza (se vogliamo chiamarla cosi') che si estenderà dal Mitico Favsto (marxista perverso polimorfico) a Mastella (cattolico tendenza reazionaria), e nel gioco dei veti incrociati, del non disperiamo le basi, del salvaguardiamo l'ala centrista, del bisogna mantenere rapporti fluidi con la Cei, del convochiamo una verifica, sai chi saranno le prime dimenticate?"

(Astolfo, 14 gennaio)




Ps , sempre sessuale
Astolfo - 17.05.2006
E con Rosy Bindi alla Famiglia, prevedo il matrimonio gay in comune fra due settimane.


Se il 30% sono 7,5 ministri...
Nencio - 17.05.2006
... Si poteva fare 8, o no? Anche perché il 30% era indicato - da Prodi stesso - come la "soglia minima". E in ogni caso il "peso" dei ministeri in rosa mi pare abbastanza siginficativo di quanta considerazione godano le donne (anche) in questa maggioranza, considerando tra l'altro che almeno due ministeri sono stati appositamente inventati al solo scopo di piazzare un paio di donne in più nel governo.


sono imbelvita
madame p. - 17.05.2006
come un panda in gabbia


45 giorni
Nencio - 17.05.2006
In effetti c'è un errore: i giorni trascorsi dalle elezioni sono 35.
Rimane il fatto che - indipendentemente dal fatto che nel frattempo si è eletto il Presidente della Repubblica - è dal 12 di aprile che Prodi sa di essere il nuovo Presidente del Consiglio (ed è da 6 mesi che sa di essere il candidato premier della sua coalizione): il fatto che abbia definito la lista dei ministri la notte prima del conferimento di incarico mi lascia piuttosto perplesso sulla sua capacità/possibilità di gestire questa maggioranza.


E non sei la sola, Madame
Astolfo - 17.05.2006

(ANSA) - ROMA, 17 MAG - La presenza femminile nel nuovo esecutivo e' un classico esempio da ''bicchiere mezzo vuoto e bicchiere mezzo pieno''. Il numero di ministre donne e' triplicato rispetto al precedente governo (il bicchiere mezzo pieno) ma non c'e' soddisfazione diffusa: le aspettative erano diverse, le nomine 'rosa' sono inferiori all'attesa, appena il 24% dell'intero governo.

E poi, quasi fosse un coro unanime, c'e' un punto indiscutibile: solo una ministra (Turco, alla salute) su cinque ha avuto un ministero di peso. Per le altre (Pollastrini, Bindi, Melandri, Lanzillotta, Bonino), solo dicasteri senza portafoglio. A destare mortificazione sono soprattutto le posizioni di Bonino, Bindi, Lanzillotta.

Critiche che giungono a Prodi sia da destra sia da sinistra. L'amarezza piu' significativa e' della neoministra per le pari opportunita', Barbara Pollastrini: ''Avrei voluto piu' donne. E' chiaro che la qualita' c'e' ed e' indiscutibile ma capisco anche perche' serva ora piu' che mai il ministero delle Pari opportunita'...''. Punta il dito contro il premier anche il ministro uscente, Stefania Prestigiacomo, per la quale sono state ''disattese'' le promesse sulla qualificata presenza femminile nel governo Prodi.

Deluso anche il sindaco di Roma Walter Veltroni: la questione donne ''e' l'unica cosa in cui questo governo avrebbe potuto meglio corrispondere alle attese''. ''Prodi continua a prendere in giro le donne - tuona la presidente di Arcidonna, Valeria Ajovalasit - L'unica cosa che ci rimane da fare e' andarcene da questo paese in cui ancora vige il manuale Cencelli''. Critiche dalla Fondazione Bellisario: ''E' vero che Prodi in campagna elettorale aveva promesso almeno sei donne, ma si pensava per incarichi di peso, non a ministeri senza portafoglio. E' una cosa indecorosa - sostiene la presidente Lella Golfo - aver confermato il ghetto delle donne assegnando loro i problemi sociali e della famiglia. Cos'ha di meno Lanzillotta rispetto a Di Pietro e Mastella? Per Bindi, poi, un'altra mortificazione, doveva andare alla sanita', poi all'istruzione, e' andata a finire alla famiglia''.

''Dove sono le donne nel governo Prodi?'' si chiede ironicamente Elettra Deiana, di Rifondazione comunista. Adriana Poli Bortone, coordinatore di An in Puglia, sottolinea la mancanza di ''credibilita' e sostanza'' negli incarichi assegnati alle donne e la ''mortificazione'' di Emma Bonino a un ''ruolo secondario''. ''Prodi non ha mantenuto le promesse - afferma Wanda Montanelli dell'Idv - Ma del resto, erano tutti uomini a trattare''. Va bene l'aumento del numero delle donne ma hanno dicasteri ''leggerissimi'', per Isabella Rauti, consigliera nazionale di parita' del ministero del lavoro.

Franca Chiaromonte, presidente di 'Emily', invece ringrazia Romano Prodi ''per aver mantenuto l'impegno di avere un cospicuo numero di donne nel governo, anche se avremmo voluto che la presenza femminile fosse maggiormente valorizzata''.

Per Erminia Mazzoni, vice segretaria dell'Udc, ''Prodi ha gia' tradito gli italiani con le sue promesse mancate. Vorremmo sapere cosa pensano della presenza femminile nel governo le colleghe Francescato, Bonino, Binetti e Finocchiaro, che nelle scorse settimane erano intervenute, minacciando battaglia se l'impegno non fosse stato mantenuto''. Le donne nel governo ''sono ridotte ad una nota di colore'' per Carolina Lussana, responsabile donne della Lega, che segnala: ''Persino la Bonino, che in passato era stata candidata per essere presidente della Repubblica si deve accontentare oggi delle politiche comunitarie''.

''Le donne al governo? Speravo di piu'', afferma Marina Sereni, vicepresidente del gruppo dell'Ulivo alla Camera. Anche per il neoministro dell'Universita', Fabio Mussi, ''sarebbe stato meglio se ci fossero state piu' donne nel governo. Sei su 25 sono sono un numero non indifferente, sono comunque un piccolo passo avanti''. Una spiegazione forse c'e' e la da' Achille Occhetto che, avvicinato dai giornalisti, alla domanda come mai ci sono poche donne nel governo ha risposto: e' un aspetto della logica ''di partiti fatta col bilancino. Sono stato segretario di partito e so quanto questa logica ti costringa''. (ANSA).


cosa vuoi astolfo
madame p. - 17.05.2006
che copincolli qui la mia casella mail? quall'ansa è la millesima parte, solo la più nota


Laurea
Biglietto - 17.05.2006
Oh Nencio, per piacere, basta con quella manfrina sulla laurea, mi sembri mio padre.
La Cultura, la Cultura... pietà.
Sai cosa c'entra la laurea con la cultura ? Sopratutto se hai smesso di leggere all'Università (per non dire di quei laureati che hanno smesso di leggere al Liceo perché non avevano più tempo).
E poi lo dici tu stesso che non hai una laurea !
Non pisciare controvento.
Parla male di Rutelli e non ti dirò niente (forse); ma la laurea è un problema -come l'acne- giovanile.


E' vero!!! C'è anche Ciccio Bello!
Astolfo - 17.05.2006
Che siccome è bello va ai Beni Culturali, un pò come la Melandri per i ggggiovani, e per compensare la cattolicissima Bindi alla Famiglia abbiamo il primo ministro dichiaratamente bisessuale della Storia della Repubblica: il Pecorario Scano all'Ambiente.

Poi mi piace molto la prevedibilmente poco conflittuale convivenza fra Baffetto e la Bonino (forse di potrebbero già prevedere le dimissioni di Emma...) in materia di politica estera, nonchè la nota perizia strategico-politica globale di Parisi che ne fanno il nome ideale per la Difesa.

Mastella alla Giustizia mi sembra una gag da toghe rosse, e poi ho una domanda finale e se mi rispondete non la faccio mai più: ma chi à 'sto Santagata e che ci fa nel governo?


Re: un consiglio semplice semplice.
cavallopazzo - 17.05.2006
lo rivolgo a tutti i colleghi che si occupano di politica. se dovete prendere ferie fatelo subito perchè in pieno agosto rischiate di essere richiamati urgentemente al lavoro. Capito mi hai?


Le Avventure del Primo Governo dell'Anno Zero (segue)
Astolfo - 18.05.2006
Tutti che parlano del Grande Expostneocripto Vittima di Turno al momento della distribuzione delle poltrone -stavolta è toccata a Violante, e Fassino non cela qualche "rammarico", ma è di copinione- ma la più bella e sintomatica delle sorie di esclusioni dal gabinetto è quella di Orlando, narrata qui dall'Ansa:

"Anche l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando sarebbe stato cancellato all'ultimo minuto. Per lui era previsto il ministero degli Italiani all'estero, quello che nel governo Berlusconi era ricoperto da Mirko Tremaglia (AN). Ma anche lui sarebbe stato fatto fuori in extremis.

In cambio, all'Italia dei Valori che ha già il suo leader Antonio Di Pietro alla guida delle Infrastrutture, avrebbero promesso tre sottosegretari, più la presidenza di una commissione permanente.

Un accordo che però non avrebbe soddisfatto l'ex componente della Rete visto che due senatori dell'Italia dei Valori a lui vicini, Fabio Giambrone e Sergio Di Gregorio, hanno già lanciato il loro avvertimento: per il voto di fiducia a Palazzo Madama, se gli "equilibri" non cambiano, noi ci sentiamo con le mani libere.."

Proprio l'Alba di una Nuova Era, no?


Le Avvenuture del Primo Governo dell'Anno Zero (more and more)
Astolfo - 18.05.2006
Mi sa che la prossima volta che mi imbatto con un collega dell'Ansa mi tocca pagargli da bere.

Sentite questa:

''Appresa la composizione del Governo Prodi che con 25 ministri e circa 55 tra sottosegretari e viceministri non vede nessuna rappresentanza del Partito e della lista de 'I Socialisti' che con i loro 130.000 voti, traghettati dal centrodestra al centrosinistra, hanno determinato la vittoria di Romano Prodi'', il presidente dei Socialisti, Saverio Zavettieri, afferma:

''Il governo Prodi parte male se parte con le discriminazioni politiche e personali. La nomina di Bobo Craxi a sottosegretario di Stato, gia' candidato e non eletto nella lista dell'Ulivo, non puo' che essere intesa a titolo personale e comunque a carico dell'Ulivo, come ripetutamente e' stato fatto notare ai partiti della coalizione.

''La segreteria dei Socialisti, in vista della formazione del Governo, aveva inviato al presidente Romano Prodi e agli onorevoli Fassino e Rutelli, a firma congiunta del Presidente on. Saverio Zavettieri e dell'on. Bobo Craxi, una lettera in cui si precisavano le proposte gia' anticipate verbalmente dai socialisti e che riguardavano:

1) Il recupero di Bobo Craxi come deputato per riparare una ferita inferta allo stesso, oltre al danno arrecato alla lista dei Socialisti assente anche nella regione Lombardia;
2) La nomina a sottosegretario di Stato del sen. Franco Crino' e dell'on. Vincenzo Milioto, parlamentari uscenti, candidati senza paracadute, nella lista ''I Socialisti''.

''Tale proposta, ritenuta ragionevole ed accettabile dai maggiori leader dell'Ulivo - sottolinea Zavettieri - alla fine e' stata totalmente ignorata e disattesa, senza spiegazione alcuna e senza alcuna controproposta, alla luce della decisione arbitraria ed unilaterale assunta dai leader della coalizione.

''Non vogliamo credere che nell'Ulivo sia prevalsa la voglia matta di chiudere la partita con i socialisti, adottando semplicemente un nome blasonato come quello di Bobo Craxi, perche' cio' sarebbe inaccettabile e non farebbe altro che allontanare dall'Unione i voti socialisti che con tanta fatica vi sono stati indirizzati.

''Nessuno puo' impedire a Bobo Craxi, conclude Zavettieri, di accettare la nomina a sottosegretario, sconfessando peraltro se stesso, ma nel momento in cui dovesse farlo, deve sapere che in tal modo taglierebbe in radice i legami con la formazione dei socialisti che ha contribuito a fondare''.(ANSA).

Domanda ideologica socialista: Amato, che ne pensa?


Re: E Governo fu
Gerolamo Cardano - 18.05.2006
Molti dei ministri non sono laureati, D'Alema non e' laureato. Fassino, che non e' stato fatto ministro, se l'era presa 3 anni fa.


secondo me invece
ffederico - 18.05.2006
ce la possono fare.

1. i ministri sono solo le teste di ponte. chi fa realmente sono dal vice in giu';

2. ci sono molti volti noti, cioe' molti che si sono esposti tanto, durante la campagna elettorale. non sono sicuro che siano tutti disposti a giocarsi la faccia tanto facilmente;

3. ieri sentivo che per prendere la "pensione" ci vogliono almeno 2.5 anni. non la ignorerei come cosa;

aggiungo una frase di Giovanni Sartori:
"potranno restare in carica anche per 5 anni, ma non e' detto che riusciranno a governare per 5 anni. Come del resto ha fatto il governo Berlusconi ..."


nencio
ffederico - 18.05.2006
sulle percentuali la mia era solo una riflessione di tipo matematico, ma

rispetto alle quote rosa, a me pare che il bicchiere possa essere visto con dell'acqua all'interno, che è megli che quasi vuoto.
Comunque, io sto fatto delle donne al governo come "conquista" non la vedo. Secondo me la parità NON dovrebbe aiutare il genere femminile, dovrebbe solo NON ostacolarlo.

Circa la lista dei ministri, credo che l'errore di Prodi sia stato fatto a monte.
I 35 giorni di cui dici non ci sono se non rispetto ad un errore: Prodi non conoscendo il "peso" di ogni partito, NON doveva sbilanciarsi durante la campagna elettorale (resta che non sappiamo quale fosse la sua lista iniziale e mai lo sapremo).

Ricordiamoci che con questo sistema elettorale, i partiti portavano voti che avevano un significato anche rispetto al programma presentato.
Per esempio, votare per la Margherita voleva dire avere un'idea meno "estrema" verso i pacs rispetto per esempio a Rifondazione.

Scegliere i ministri anche in base al successo delle elezioni, non mi pare così strano.


Re: E Governo fu
Nencio - 18.05.2006
> Biglietto e Gerolamo
Non piscio controvento e, come ho precisato, non discrimino chi non ha una laurea: sono concorde sul fatto che una laurea sia ben poca cosa (io ad esempio mi ritengo persona colta e raffinata pur non essendo laureato :-)).
Tant'è che altri ministri di questo governo non hanno il "pezzo di carta", ma credo anche che a livello istituzionale sia bene avere un minimo di attenzione anche per la "forma": quello è Ministro dei Beni Culturali, per cui si occuperà di storia, arte, cultura e avrà a che fare quotidianamente con la crema intellettuale del nostro paese (e non solo). Non voglio dunque mettere in dubbio le attitudini di Cicciobello (che pure mi lasciano perplesso), ma mi chiedo quale autorevolezza potrà avere dinanzi ad un accreditato guru di storia antica o a una commissione di super-esperti di archeologia. Tutto qui.

> ffederico
Anch'io credo che la parità non sia data dal garantire a tutti i costi una presenza femminile, tant'è che ho apertamente criticato l'esistenza dell'anomalo - a mio avviso - Ministero per le Pari Opportunità.
Ma sono stati "loro" - Prodi e la sua parrocchia - a sbandierare il vessillo delle "quote rosa", della centralità e dell'essenzialità di una forte e significativa presenza femminile nel Governo, facendone uno dei punti fermi della campagna elettorale, promettendo ruoli determinanti per questa o quell'altra bella signora.
Bene, abbiamo visto com'è poi andata: le donne in questo governo sono poco più che medaglie appuntate sul petto, messe lì solo per poter dire "visto quante ce ne sono?". Ma si renderanno presto conto che le donne, quando si incazzano, si incazzano davvero. E il modo migliore per farle incazzare è prenderle in giro e tradire la loro fiducia.
Per dire: in casa mia ci sono tre donne, tre donne che hanno votato "quelli lì", tre donne che hanno già detto - ieri sera - io questa gente non la voterò mai più. Prodi la maggioranza dei consensi l'ha già persa, bruciata nel tempo di pronunciare 25 nomi.

Sulla composizione del Governo so benissimo che è andata così per i motivi che tu hai elencato. Ma anche qui le premesse erano altre. Prodi aveva promesso un governo "leggero", con pochi ministri "forti", nomi "pesanti" e ministeri "blindati". Invece si è trovato a moltiplicare le poltrone, calcolare le spartizioni in modo equosolidale, sottostare al ricatto di partituncoli-foruncoli che forti dell'unovirgolaqualcosa percento lo tengono per le palle. Se veramente si propone un premier e si dichiara di averne fiducia e di sostenerlo, non lo si dovrebbe poi ricattare per uno strapuntino in più in un palazzo romano. si dovrebbe - in nome del programma comune sottoscritto e condiviso - sostenere le scelte del leader e aver fiducia nelle persone che lui sceglie.
Alrimenti a cosa servono le primarie e a cosa serve una coalizione? Questa è la peggior specie di partitocrazia.
Davvero, che tristezza...


Re: E Governo fu
ivanfrance1 - 18.05.2006
Quanta ipocrisia!
ma davvero pensavate che di punto in bianco e dopo una legge elettorale orrenda (che en passant ha espropriato il cittadino di qualsiasi controllo sulle candidature) si potesse avere qualcosa di meglio di quello che ci hanno presentato?

E infine che cazzo c'entra la laurea con la funzione di Ministro dei Beni Culturali?
Il Ministro svolge una funzione politica di indirizzo non va mica a fare le conferenze sull'archeologia e l'arte bizantina.
Nencio, d'accordo che non sei laureato, ma datti un'occhiata alla costituzione!
Il miglior Ministro dei Beni Culturali degli ultimi cinquant'anni è stato Veltroni, un non laureato, i risultati dei suoi due anni sono ancora visibili.


In estrema sintesi
Astolfo - 18.05.2006
La legge elettorale non c'entra una mazza, il problema è POLITICO. Questo governo rispecchia la coalizione che lo ha costituito, la cui principale caratteristica è appunto la totale inesistenza di un progetto POLITICO (al di là della comune volontà di pensionare il Silvio, si intende).

Dunque -su questo non ci piove- non c'è affatto da stupirsi, ipocritamente o ingenuamente. Anzi, e in questo Ivan ha ragione, c'è da stupirsi che ci si stupisca.


Re: E Governo fu
pinkerton - 18.05.2006
hanno lasciato fuori letta, uno di quelli che, pur per chi non vota prodi, rappresenta una tra le migliori teste pensanti della coalizione. Mah, in compenso abbiamo due vice, tre vicevice, sei auito-del-vicevice e una pletora di sotto-aiuto-del-vicevice. A questi aggiungiamo i sottosegretari i sotto-sottosegretari e i sotto-vice-sottosegretari. Ancora un paio di incarichi e arriviamo al sotto-vice-aiuto-del-sotto-sotto-sottosegretario (forse saranno donne, per mantenere le quote rosa). Hai voglia a stampare i biglietti da visita, devono farglieli in formato A4.


Ivan...
Nencio - 18.05.2006
Non è questione di ipocrisia, ma di onestà e coerenza. E la legge elettorale-porcata non può essere un alibi per giustificare questi tristi giochini di potere.
Io ho votato questa coalizione perché mi aveva promesso certe cose, ma sono già partiti male. Ho fatto male a crederci? No, han fatto male loro a promettere cose che poi non faranno. Quindi ho tutto il diritto di incazzarmi.

In quanto alla Costituzione, Ivan, stai tranquillo: ce l'ho qui in libreria, proprio dietro le mie spalle, edizione economica ricevuta alle elementari in occasione dei 40 anni dalla sua entrata in vigore. L'ho letta, la leggo e la leggerò.
E so benissimo qual'è il compito di un ministro.
Il senso del mio appunto sul ministro non laureato se lo vuoi capire è abbastanza chiaro.
Tra l'altro tu mi citi Veltroni: forse (forse) è stato il miglior ministro della cultura, ma questo non significa che sia stato un bravo ministro e che lui fosse la persona giusta per quel ruolo. Anzi, il fatto che Veltroni sia stato il migliore spiega benissimo a che livello sta la cultura in Italia (con tutto il rispetto per Veltroni che ritengo persona intelligente e squisita, nonché bravo amministratore).
La cultura - questo è il mio modestissimo parere - non è fatta di cinefestival e notti bianche.
E nemmeno di ministri giovani, bellocci o piacioni ma comunque tutt'altro che colti.

E infine non mi tirar fuori la storia del ministro che fa solo il politico: se un ministro è solo un politico ed è incompetente nell'ambito assegnatogli, i casi sono due: o ha un culo della madonna perché tutti quelli intorno a lui sono bravi buoni e onesti, oppure è solo un fantoccio che non sa un cazzo di quello di cui si occupa e che non avrà il controllo di niente. E per avere il controllo serve anche autorevolezza, e credo che nel settore culturale sia difficile avere autorevolezza senza una adeguata formazione con relativi titoli. Tutto qui.


Nencio
ivanfrance1 - 18.05.2006
Sono deluso anch'io.
Abbiamo a che fare con un centrosinistra pieno di incapaci nella migliore delle ipotesi!
stavano riuscendo a perdere anche dopo cinque anni di disastri economici berlusconiani e le condanne per mafia e corruzione di strettissimi collaboratori del Governo per non parlare della situazione giudiziaria e dei bilanci personali del Capo del Goverono in carica.

Questo detto, non ho alcun pregiudizio verso Rutelli ai Beni Culturali e penso anzi che farà molto bene (pur detestando Cicciobello), il tuo discorso potrebbe esser valido solo nel caso del Ministero dell'Università e della Ricerca e li....
Comunque le competenze che tu invochi appartengono alla pubblica amministrazione con i direttori generali e via discendendo non al Ministro.


Nencio
ffederico - 18.05.2006
non sono daccordo quando dici che il ministro deve essere un "tecnico", cioè uno che deve conoscere la materia di cui tratta.

Pensaci un attimo. Prova a iterare il discorso in questa direzione e credo che prima o poi scompaiono tutti, non solo quelli di oggi ma anche quelli di ieri e ieri l'altro (e tra tutti chi ha fatto bene deve pur esserci. o no ?).

Se poi vuoi portarmi come esempio Castelli, hai ragione. Ha fatto male anzi malissimo.
Ma anche Stanca ha fato male.
Ed anche Tremonti.

Senza contare quei ministeri dove scegliere il tipo di compenteza non è immediato: al ministero della pari opportunità chi ci va ? Una sociologa ?

E poi, il presidente del consiglio, che tipo di competenze dovrebbe avere ?


Re: E Governo fu
Gerolamo Cardano - 18.05.2006
"L'ignoranza non e' mai stata d'aiuto a nessuno"

Karl Marx


Re: ffederico
Sturmtruppen - 18.05.2006
"...non solo quelli di oggi ma anche quelli di ieri e ieri l'altro (e tra tutti chi ha fatto bene deve pur esserci. o no ?)."

Il fatto, ffederico, che tra i ministri di ieri e di oggi ce ne sia qualcuno che ha svolto bene il suo lavoro, è l'eccezione che conferma la regola.Se come tu dici le competenze in un dato settore non sono necessarie per svolgere il ruolo di ministro, mi spieghi allora come mai per fare il bidello ( professione rispettabile ) o il netturbino ( professione rispettabilissima, operatore ecologico per chi si sente offeso da netturbino ) mi chiedono come minimo una licenza media superiore???

E io non dovrei pretendrere che un ministro della Repubblica sia almeno laureato???

Questa me la dovete proprio spiegare.



Nihil obstat quominust ministro sint.
Gerolamo Cardano - 18.05.2006
In un regime democratico decide il cittadino, se viene eletto un analfabeta, quell'analfabeta può diventare ministro.



Quominus non Quominust
Gerolamo Cardano - 18.05.2006


No, non lo credo possibile..
ivanfrance1 - 18.05.2006
ma davvero c'è ancora qualcuno in questo paese che crede che la laurea sia sinonimo di cultura e preparazione.

Non voglio parlare degli analfabeti che ho incontrato all'esame d'avvocatura e negli stessi tribunali, persone che sfiguravano di fronte a un fruttivendolo, ma mi limito a citare un caso come il Commendator Ciarrapico, detto er Ciarra, laureato, se non erro, proprio in legge.
Tra l'altro anche Ricucci pare si sia comprato una laurea.
Laureato è Castelli e pure Calderoli, laureato è il Caimano estremamente comptente nei propri interessi.
Come ho già avuto modo di rilevare al ministro non è richiesta la competenza nella materia specifica, per quella c'è l'Amministrazione Ministeriale; il ministro deve avere un progetto politico e una capacità di sintesi, altrimenti pensioniamo la politica e lasciamo il compito di governare la collettività a un élite di tecnocrati.


Sturmtruppen
ffederico - 18.05.2006
adesso dico una cosa "forte" e strana.

Le lauree esistono per insegnare i progressi che qualcuno precedentemente ha fatto, scoperto, inventato e non so cos'altro e magari nella speranche che qualcun altro riesca ad andare oltre (vedi la ricerca universitaria).

Quello che poni tu è un falso problema.

La licenza media inferiore o quella superiore non ti insegnano a fare ne il netturbino ne il bidello.

E sinceramente non so quanti poeti o pittori famosi si siano laureati.

Questo cosa della laurea secondo me è una bufala enorme.

Il che non giustifica Cicciobello sia chiaro.



Infatti ffederico
Astolfo - 18.05.2006
Lo so che che, in quanto non laureato, la mia risposta risente del mio conflitto di interessi, ma il fatto di essere laureati o no non c'entra una sega.

Il problema con Cicciobello ai Beni Culturali (nonchè alla vicepresidenza del governo, remember?) non è nè dovuto al suo curriculum nè alla legge elettorale: si tratta di un problema prettamente politico. Lui non è lì per le sue competenze: è lì "in quota". Punto.

O vogliamo scordarci che Cicciobello è stato anche lo sfidante del Berlusca, ossia il dirigente prescelto come potenziale premier alle penultime elezioni?


Re: E Governo fu
Sturmtruppen - 18.05.2006
Il fatto che la laurea non doni l'intelligenza ( così come i diplomi del resto ) non esclude comunque la mia domanda, come mai per accedere ad una qualsiasi professione sono richiesti dei requisiti minimi, mentre ( come sottolineava Cardano ) basta essere analfabeti e prendere i voti per essere chiamati a governare uno stato??

Non sarebbe il caso che anche i candidati debbano avere dei requisiti minimi?? Che so, almeno parlare l'italiano??



Re: E infine che cazzo c'entra la laurea con la funzione di Ministro dei Beni Cult
cavallopazzo - 18.05.2006
come sarebbe a dire? se c'è da finanziare un qualsiasi restauro e la parola finale spetta al ministro "competente" mi sai dire con quale "competenza" decide se occorre e in quale maniera (come spesa) procedere al restauro? I beni architettonici sono un qualcosa di molto ma molto professionale per essere lasciati nelle mani di chi non ha una cultura specifica.
Qualcuno potrà dire che questo vale per qualsiasi ministero, d'accordo ma provvedere alla manutenzione e conservazione di quanto i secoli ci hanno consegnato non può in nessuna maniera essere lasciato nelle mani di un qualsiasi diplomato ....se lo è.


Re: E Governo fu
pinkerton - 18.05.2006
Sturm: perchè l'essere votati non presuppone requisiti minimi e non è presupposto per un lavoro. (che lavoro fai? Il politico - cioè non lavori). Se mettessero la laurea come presupposto per fare politica di livello ai voglia: in 10 giorni in italia tutti dottori (come non si sa) e più nessun artigiano (mestiere ben più nobile del politico...)


il problema e' costituzionale
ffederico - 18.05.2006
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.


cavallopazzo
ffederico - 18.05.2006
come sarebbe a dire? se c'è da finanziare un qualsiasi restauro e la parola finale spetta al ministro "competente" mi sai dire con quale "competenza" decide se occorre e in quale maniera (come spesa) procedere al restauro?

Ok. Supponiamo che il nostro ministro sia un ottimo restauratore di quadri per esempio. Come la mettiamo se, durante gli scavi di un'autostrada vengono fuori dei reperti archeologici ?
Il nostro ministro dovrebbe essere anche un bravo archeologo ?
E se invece si tratta di rimettere in sesto il Colosseo ? O la scala ?

In generale, questo nostro ministro, quante competenze dovrebbe avere per fare il ministro dei beni culturali ?

E siamo sicuri che pure avendole, sarebbero le migliori su piazza ?


Vabbé Cavallo Pazzo
ivanfrance1 - 18.05.2006
Credo tu non abbia neanche una vaga idea di come funzione l'amministrazione di uno Stato un tantino più avanzato di una tribu.
Con un piccolo sforzo e data la tua residenza fuori dall'Amazzonia potresti comunque intuirlo.


Infatti
Astolfo - 18.05.2006
Siccome l'Italia è un paese "un tantino più avanzato di una tribu", in cui si possiede un'idea ben più sofisticata della politica, abbiamo Mastella alla Giustizia e Parisi alla Difesa.

Certo che nell'Amazzonia sti primitivi sono fessi prorpio. Mica come noi sviluppati...


L'Amazzonia
ivanfrance1 - 18.05.2006
Il riferimento, caro Asti, non è razzista.
Come immagino tu sappia, la Pubblica Amministrazione, anche per le competenze che gli sono attribuite nell'organizzazione economico-sociale di una comunità di qualche milione di individui, ha degli strumenti necessariamente più sofisticati del Consiglio Tribale e questo, con tutto il rispetto per l'istituzione sociale del Consiglio Tribale li dove possono permettersela.

Ne consegue che il funzionamento ivi compreso il potere decisionale sono un po più complessi e meno automatici di quello che crede Cavallo Selvaggio.


Infatti, Ivan
Astolfo - 18.05.2006
Solo un meccanismo politico molto più complesso e sofisticato può portare Mastella alla Giustizia o Parisi alla Difsa.

Ogni tribù, insomma, ha lo stregone che si merita. Dentro o fuori l'Amazzonia. Dove immagino che i laureati devono essere, anche lì, poco rappresentati nelle strutture di potere.


Curiose le critiche di Asti
ivanfrance1 - 18.05.2006
Il nostro si improvvisa censore, per di più scandalizzato, quando in due anni di frequentazione del Bds non mi pare abbia mai aperto bocca sull'ex Ministro Castelli (ogni commento è superfluo) o sul buon Martino, uno in grado di dire a Porta a Porta che Baghdad era ormai diventata una metropoli come tutte le metropoli occidentali dove forse mancava ancora qualche semaforo (l'ho sentito con le mie orecchie).
ed ecco che l'Astolfo ci salta fuori con Parisi e Mastella!

Come no, un uomo di sinistra!


Infatti, Ivan
Astolfo - 18.05.2006
Di sinistra, e non "di sinistra", come appunto Parisi e Mastella. Vedo che cominci a capire il concetto...


Caro Asti
ivanfrance1 - 18.05.2006
Il concetto l'ho capito da un po.

Il mistero sulla tua valutazione negativa ed il tuo sconcerto rispetto a Mastella e a Parisi (perchè Parisi poi??) quando non mi pare tu abbia mai commentato campioni quali Castelli e Martino, permane immutato.
E dire che Ministro della Difesa del Primo Governo del Caimano era un tale Cesare Previti corruttore di giudici.

Come non mi pare tu abbia mai denunciato le promesse non mantenute del caimano dato che adesso ti periti tanto a farlo per le quote rosa di Prodi.

Scusami è solo un problema di equilibrio e coerenza.


Ultimo appunto sull questione
Astolfo - 18.05.2006
(Perchè ancora una volta tendi ad allontanarti dal tema in discussione per derivare verso la astolfobiografia, e dunque già vedo il Vile Camillo dietro l'angolo)

Se hai l'impressione, come sembra, che ero un fan del governo Berlusca e dunque per questo sono adesso un critico del governo Prodi beh, che ti devo dire, rileggimi.

Perchè non hai proprio idea di quello che dici.


Re: IVAN IL SUPERBO
cavallopazzo - 18.05.2006
io non so nulla. Tu invece sai tutto. Perfetto. E' per questo che questa merda di paese non potrà mai andare avanti.
Non esiste mettere le persone giuste (competenti) al posto giusto ma solo e sempre una spartizione di poltrone. Solo adesso che ci sono i sinistri DEVE andare per forza tutto bene. Chiaramente Castelli era uno stupido incompetente mentre Mastella tanto per fare un nome a caso capisce e sa tutto di giustizia.
Se i signori nostri dipendenti si limitassero a firmare le carte passate loro da esperti dei vari ministeri mi potrebbe pur stare bene ma il fatto è che si piccano di capirne e vogliono avere loro l'ultima parola. E qui sono uccelli senza zucchero per tutti.


Re: per 2 FF
cavallopazzo - 18.05.2006
Dalla tua risposta si comprende benissimo che di arte non sai un ...fiammifero. Altrimenti non mi avresti dato una risposta a cacca di cane.
Sai quante menti eccellenti abbiamo in Italia che possono con dovizia di particolare districarsi in ogni campo dell'arte. Certamente non lo sai.
L'unica cosa che importa è difendere chi sta adesso al governo e chi è stato messo a quel tale ministero. Se poi i problemi resteranno insoluti o peggio andrà tutto a farsi fottere non importa. E' essenziale occupare quanto più a lungo possibile quelle poltrone.


cavallo
ffederico - 19.05.2006
forse sono stato infelice io nell'esprimermi e sicuramente, come dici tu, non capisco un fiammifero d'arte.

Pero' se leggi grammaticalmente il tuo pensiero ti accorgi che parli al plurale.
Cioè dai a più persone le competenze che dovrebbe averne una sola, il neo-ministro Cicciobello.

E' esattamente quello che intendevo dire: continui a dire che il ministro debba essere "uno che ne capisce" e vuoi accreditare ad un singolo uomo le capacità di tutte quelle "menti eccellenti" che abbiamo in Italia.

Forse a noi elettori potrebbe essere sufficiente che, così come tu sei in grado di valutare che ci sono "menti eccellenti", lo sappia fare anche lui -Cicciobello- e servirsene all'occorrenza.

ps: tra queste menti eccellenti chiaramente speriamo non ci siano Urbani o Sgarbi.


Re: RISPONDO A 2 FF
cavallopazzo - 19.05.2006
non sicuramente urbani o sgarbi. Almeno non era a loro che mi riferivo.
Quando scrivo di "persone" lo faccio perchè "conosco" più soggetti in grado di ricoprire un tale incarico ed OGNUNO di queste persone SINGOLARMENTE prese hanno a mio giudizio una conoscenza talmente ampia e completa del mondo dell'arte da poter prendere in ogni occasione le decisioni migliori.
Quindi non UNA persona che vada ad inaugurazioni o faccia aprire in orari notturni musei per il suo semplice piacere, ma qualcuno che SALVI il patrimonio artistico dalla rovina o incuria.
UNA persona che sappia rispondere con cognizioni di causa alle scempiaggini di qualche sovrintendente e così via. Ti ripeto ci sono per fortuna soggetti in grado SINGOLARMENTE di operare e bene e che SINGOLARMENTE possono prendere qualsiasi tipo di decisione nel campo dell'arte. Purtroppo però sono tutti soggetti che nulla hanno da spartire con i nostri tristi dipendenti politicanti e che non si presterebbero ai loro giochetti di favori. Ecco perchè non vengono nemmeno presi in considerazione. Povera Italia.


quindi
ffederico - 19.05.2006
stai mettendo le mani avanti: il problema non è che Cicciobello non ne capisce, è che lui è un pessimo politico e non sarà in grado di ricorrere all'aiuto delle persone che conosci poichè si dedicherà soprattutto a fare il piacione.

E' un punto di vista. Neanche io stimo Cicciobello. Comunque starei a vedere prima di tirarne le somme. Hai visto mai ....

Resto della mia idea che un ministro non debba necessariamente essere un tecnico.


Re: E Governo fu
ivanfrance1 - 19.05.2006
Purtroppo Cavallo Selvaggio,
in un sistema politico e amministrativo funzionante il ministro non dovrebbe mai essere un tecnico.
Il tecnico opera in base alla sua conoscenza specifica che sebbene vasta è necessariamente limitata.
La sua natura di tecnico potrebbe indurlo a non servirsi come occorre dell'amministrazione e dei funzionari addetti all'informazione e all'esemplificazione delle attività ministeriali.
Un buon ministro è colui che sa servirsi del suo Ministero ed è colui che sa prendere le decisioni sulla base degli elementi che il suo apparato gli mette a disposizione indirizzando politicamente la sua attività.
Questo è anche il primato della politica che ha una storia, anche qui, un tantino più complessa rispetto alle tue elementari presunzioni.


Re: per 2 FF
cavallopazzo - 19.05.2006
"Resto della mia idea che un ministro non debba necessariamente essere un tecnico".

Molto facile risponderti in proposito: ...è per tali convincimenti che questo paese NON ha futuro.
Poi non metto le mani avanti ma...ancora non hai compreso il mio pensiero.
NON CI DEVE ESSERE CICCIOBELLO. Il Prodi della situazione avrebbe dovuto se è vero che il paese rischia il collasso se è vero che siamo in emergenza se è vero che bisognerà moralizzare il paese se è vero questo e tant'altro avrebbe dovuto formare un governo SOLO di persone GIUSTE ai posti GIUSTI senza alcuna spartizione di poltrone.
Così si risana una paese. ma si sa che viceversa in Italia si fanno solo chiacchiere che probabilmente vanno bene a chi la pensa come te a proposito dei tecnici al governo.






ok cavallo
ffederico - 19.05.2006
alle politiche giovanili e allo sport io ci metterei Ronaldo, mi sembra un buon compromesso tra le sue competenze sportive e il suo essere giovane.

Ai trasporti metterei Giancarlo Fisichella che di motori ne capisce.

Alla famiglia ce ne dovrebbero essere almeno 2 (per la parità dei sessi si capisce) e comunque con una carretta di figli "dimostrabili" (i gemelli valgono di meno).


Re: BEATO TE FF
cavallopazzo - 19.05.2006
sai una cosa FF, t'invidio. Si per la forza che hai d'ironizzare su un qualcosa che viceversa è di estrema serietà e purtroppo senza speranza di soluzione. Ribadsico: povera Italia.


cavallo, l'ironia ancora non è tassata
ffederico - 19.05.2006
spero comunque tu non ce l'abbia con me perchè la penso in maniera differente dalla tua ?

:-)


Re: Nencio
mimmolombezzi - 19.05.2006
Ottimo pezzo Nencio. Aggiungerei solo la voce "EROI".Tra le occasioni mancate del governo e di Veltroni .
A Natale Morea, il barbone gay che si fece ammazzare di botte per difendere 5 ragazze (lui solo e anziano contro le spranghe di due bastardi di 25 e 30 anni) andava dedicata subito una strada. Molto piu' meritata - secondo me - di quella dedicata a Quattrocchi che certo ebbe cuore e coglioni ma differenza di Morea fu un coraggioso - molto coraggioso - ma non un eroe.
Rischiare la vita per gli altri é qualcosa di piu' di un atto di
orgoglio per nobile che sia.







 

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