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16.10.2006 Caso Farina. Chi garantisce cosa
di Il Tenente Colombo
E come previsto, purtroppo, un altro collega è stato rapito con l'accusa di essere una "spia". E dopo la sostanziale assoluzione di "Betulla" , chi li convince che non è vero? Franco Abruzzo?
Ma il giornalista rapito in Afghanistan è iscritto o no all'Ordine?, mi chiedono molti colleghi. E chi se ne frega.
Sta di fatto che dopo il buffetto ad una spia vera , "Betulla", che domenica è tornato a scrivere sulla prima pagina di "Libero", con la scusa di una "Lettera al Direttore", il free lance sfigato, e probabilmente senza contratto, rischia la cotenna con l'accusa di essere italiano, giornalista e spione.
Complimenti a Franco Abruzzo. E al suo pseudo-garantismo.
Il Tenente Colombo
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Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 16.10.2006| Questo e' sciacallaggio. | |
E LA COLPA E' DI CHI NON FA I CONTRATTI LAURA RIPANI - 16.10.2006Certamente i Talebani sono bene informati sul fatto che UN giornalista italiano era una spia...Mi pare Betulla operasse sul fronte interno, invece.
Vero, è scicallaggio quelo che leggo. Laggiù c'è un collega che rischia la pelle, poraccio ma NOI ne facciamo una questione Ordine sì o no.
La colpa, se si trova in questa condizione, non è certo di Farina. Chi lo dice è in totale malafede. E' come dire che se in Italia ci sono Biagi (o Pansa o la Fallaci) siamo tutti mostri del giornalismo.
Ragazzi, diamoci una regolata, per favore. Speriamo che si risolva tutto (per la Cantoni sono bastati 40 mila euro, e che vuoi che siano per uno Stato che ha Finanziarie milionarie). Paghiamo per la sua vita, che vale molto di più di qualche spicciolo. Magari la prossima volta, prima di partire, questi soldi siano dati a lui DAL SUO DATORE DI LAVORO, un sito molto progressista che penso proprio non gli abbia fatto alcuna assicurazione sulla vita.
Perchè possa garantirsi "cavalli" affidabili e fonti che non lo vendano per pochi spiccioli.
La colpa non è la sua. Ma di chi ce l'ha mandato, senza paracadute. | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa ivanfrance1 - 16.10.2006Non so se i Talebani siano informati di un prezzolato che si faceva chiamare "betulla" e scriveva articoli su commissione del Governo o dei Servizi (vedi i bei pezzi sul G8, pure).
Il rilievo del Tenente è possibile, tuttavia, chi è interessato alle marchette in Italia non solo non fa il giornalista nel Belpaese ma neanche si sognerebbe di rischiare la pelle come "giornalista" all'estero.
Questo i talebani possono immaginarlo. | |
Cosa c'entra? Astolfo - 16.10.2006 Torsello non è un giornalista italiano, dunque non è membro dell'Ordine, dunque se frega di Abruzzo.
Torsello non è stato rapito dai Taleban, che smentiscono ogni loro partecipazione nel sequestro.
Torsello è un free lance con base a Londra; dove si sono già mobilitati i colleghi.
Torsello è appoggiato anche da
Rsf il che potrebbe diventare un problema, se i suoi sequestratori scoprono che, come Ivan ci ha insegnato, questa Ong è in realtà una copertura della Cia.
I Taleban hanno minacciato di uccidere qualsiasi giornalista che diffonda notizie raccolte da fonti della Nato, organizzazione responsabile del comando militare internazionale in Afghanistan. Spia o non spia.
"Torsello was apparently able to phone a security official to ask that his captors learn of his “good intentions” in the region. According to news wire reports, he also wanted them to be told of his conversion to Islam, evidenced in part by his growth of a full-length facial beard". Musulmano, e pure barbuto!
Per ovvi motivi di convenienza, i servizi segreti tendono a reclutare talento locale -giornalistico o no- per ottenere materiale di intelligence, come dimostra la storia di Pham Xuan An, spia vietnamita durante la guerra con gli Usa e collaboratore di prestigiose testate americane, come l'Associated Press o il New Yorker.
Più che sciacallaggio, dunque, direi che si tratta di un pezzo e vari commenti di pura aria fritta. | |
Aria fritta col prezzemolo? Mah... Astolfo - 16.10.2006 | |
L'ignoranza di chi parla di sciacallaggio Massimo A. Alberizzi - 16.10.2006Chi parla di sciacallaggio non ha ben capito i termini della questione. E naturalmente si nmasconde dietro uno pseudonimo.
E’ chiaro che i talebani non sanno né chi è Betulla, né cos’è il Sismi e tanto meno chi sia Abruzzo.
Ma il Tenente Colombo pone un problema reale che io ho posto ben prima del sequestro di Torsello: se non si definisce esattamente un confine rigido e invalicabile tra spionaggio e giornalismo i reporter sequestrati potranno essere sempre accusati di lavorare per l’intelligence.
Sheck Sharif Sheck Ahmed il capo fondamentalista delle corti islamiche che ora si sono impadronite della Somalia nel gennaio 2005, quando a Mogadiscio fu devastato il cimitero italiano, alla fine di un’intervista per la quale ancora mi tremano le gambe per la paura, mi disse: “A me piacciono i giornalisti e non le spie”. Era chiaramente una minaccia.
Gli spiegai che in fondo facciamo lo stesso mestiere: collezioniamo informazioni; solo che le mie le puoi trovare sul giornale perché il mio referente è il pubblico, le loro sono racchiuse in rapporti segreti o quantomeno riservati, che servono a definire le strategie di un Paese.
Gli ho ricordato questa battuta e gli ho confessato la mia paura in un’intervista che mi ha concesso nel giugno scorso. Si è messo a ridere ma ha sottolineato che molti giornalisti sono spie. Era prima del caso Betulla. Gli ho risposto che queste cose in Italia non succedono. Mi sbagliavo.
E ricordo a chi parla di sciacallaggio che se i Talebani non conoscono l’italiano e non sanno né cos’è il Sismi, né Betulla, i somali parlano e leggono correntemente l’italiano, conoscono bene il Sismi, per aver avuto a che fare con lui, e molti sanno anche del caso Betulla.
E io in Somalia ci vado.
Chi parla di sciacallaggio o è in malafede o è non conosce il valore delle parole.
Massimo Alberizzi
Senza Bavaglio | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 17.10.2006Non sei l'unico giornalista italiano che opera in situazioni rischiose, ce ne sono altri che svolgono le loro missioni con umiltà. Senza darsi arie di miles gloriosus.
Che cosa c'entri il fotografo sequestrato in Afghanistan con i giornalisti italiani e con Abruzzo te lo ha già spiegato Astolfo qui sopra.
Non si sa chi lo ha rapito e come giustamente ha ricordato il ministro degli Esteri D'Alema, era stato avvertito di non andarci.
Che cosa importi a un terrorista islamico se in Italia esista o non esista un Farina lo lascio giudicare ai lettori di buon senso. Se non siamo spie, allora siamo dei crociati o figli di spie fasciste e chi più ne ha più ne metta.
Sequestri di giornalisti esistevano prima di Farina ed esisteranno, purtroppo, anche dopo che Farina verrà crocifisso, come vorresti tu e qualche altro.
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Re: appello per Saviano mimmolombezzi - 17.10.2006http://www.rassegna.it/2006/attualita/articoli/saviano.htm
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E comunque Betulla andava cacciato olmo - 17.10.2006 Personalmente ritengo che, sempre e comunque, la separazione delle carriere: quella di giornalista e quella di agente segreto (leggi pure spia), sia un atto dovuto verso la nostra professione, gia' duramente messa alla prova.
Sciacalli o no, spesso, quando si vuole spuntare la penna (o l'obiettivo) di un giornalista, lo si accusa di essere una spia.
Magari il caso Farina (alias Betulla) non e' determinante in frangenti come quelli di cui il Tenente Colombo scrive, ma certo non aiuta.
Cordialita'
Olmo | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Lorenzo Nannetti - 17.10.2006Rimanendo sulla questione del rapimento, per quanto mi dispiaccia per il giornalista rapito e spero possa tornare libero sano e salvo il più presto possibile, spero proprio che non venga pagato nulla per il suo rilascio.
Perché quando un giornalista (o chiunque altro) agisce in maniera avventata fregandosene di tutti gli avvertimenti poi a pagare sono sempre gli altri (i soldati che magari rischiano la vita per salvarlo, il paese che deve pagare il riscatto, etc...)?
Speriamo torni presto libero e che sia liberato pacificamente. Ma non tramite riscatto. Oppure lo paghi lui.
E' una questione educativa: hai il libero arbitrio sulle tue azioni, ma se sbagli paghi. Poi sei perdonato e torna tutto a posto, ma non devono essere gli altri a pagare per i tuoi errori o azzardi (e sì, andare dove non doveva è stato un suo azzardo). | |
Caro Nanneti.... Pino Nicotri - 17.10.2006...spero tu faccia lo stesso discorso per i fumatori, che si ammalano e vengono curati a spese della collettività anziché con le proprie tasche pur essendo stati imprudenti, anzi irresponsabili, e per gli imprenditori che fregandosene delle regole provocano morti "bianche" e altri gravi incidenti sul lavoro: il danno per l'intera società è valutato in non poche decine di miliardi di euro, mica spiccioli.
Insomma, spero tu sia conseguente, e che non usi due pesi e due misure.
pino nicotri
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Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 18.10.2006Infatti pare sia arrivata la richiesta dei rapitori: vogliono Rahman indietro, quell'afghano che aveva rinunciato all'Islam per il cristianesimo. Abruzzo è innocente...
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Problemi.. ivanfrance1 - 18.10.2006Vabbé Cardano il concetto ti risulta davvero ostico, lascia stare;
non si tratta del caso specifico che pure è emblematico ma di un principio di carattere generale.
Mi rendo conto pero che il Betulla lottava contro il Male comunista e faceva la guerra santa all'Islam cosicché qualsiasi porcata compiuta in nome di questi ideali tu l'ingoieresti senza batter ciglio.
Un po come il fascimo e il nazismo, no. | |
Caro Cardano, ma allora è un vizio. Pino Nicotri - 18.10.2006Vedo che Cardano insiste nelle posizioni irrealistiche, cioè basate su una realtà che non esiste, esattamente come nei commenti al mio commento sul comunicato del professor Abruzzo sui "gionalisti giacobino leninisti". All'ultimo mio commento in quella sede si è ben guardato dal rispondere, forse inchinandosi davanti al mio dire che è inutile continuare un dialogo tra sordi, implicita ammissione che lui è sordo.
In sintesi: Betulla ha collaborato al rapimento - dice Cardano - di un "probabile terrorista", il che è come dire che ha collaborato al rapimento di un "probabile non terrorista". "Probabile" non significa niente, non è una una certezza e tanto meno un sentenza, e in ogni caso le sentenze le emette la magistratura, non la Cia, perlomeno sul suolo della Repubblica italiana. Io ho fatto tre mesi di galera per lo stesso zelo di Betulla esercitato da due imbecilli padovani, convinti anche loro di dover lottare contro un terrorista (rapitore di Moro!), che uno dei due imbecilli dava per molto più che "probabile". Betulla può quindi incorrere anche lui in simili corbellerie. Se avesse collaborato contro i "probabili terroristi" all'epoca del maccartismo americano avrebbe aiutato a rapire Chaplin, qualche fisico nucleare coautore, come Oppenheimer, della bomba atomica a stelle e a strisce e via delirando.
Infine non sfugga un particolare. Vari rapiti dalla Cia è dimostrato non c'entravano niente col terrorismo. Pollari a quanto pare sta per essere rinviato a giudizio per sequestro di persona, il che vuol dire che Betulla ha fatto la sua parte attorno a un reato gravissimo, gravissimo secondo il codice penale e non secondo i deliranti come me. Il rapito per giunta è in procindo di uscire dalla galera del Cairo dove è stato scodellato dalla Cia. Credo che il buon Betulla abbia ottimi motivi per riflettere sulla scarsa eroicità delle sue imprese.
E poi, Cardano, lascia stare certi paragoni: hanno crocifisso Cristo, non cadiamo dal ridicolo al blasfemo blaterando di crocifissioni di Farina-Betulla. Nessuno si sogna, manco da lontano, di crocifiggerlo: tenetevelo ben stretto, in buona e adeguata compagnia, vezzeggiatelo, applauditelo e ingrassatevelo. La carriera dell'agente più o meno segreto e più o meno ridicolo non è affatto orribile né esecranda: la faccia, tranquillamente. Tanto paga Pantalone. Ma il giornalismo è un'altra cosa. Anche quando viene esercitato per un pubblico forcaiolo, per un direttore che loda pubblicamente il giornalismo prostituito e per fans convinti di poter calpestare la legge perché loro hanno, ovviamente, la verità e la ragione sempre in tasca. Oltre al solito "Gott mit uns!".
Un caro saluto.
pino nicotri
p.s. Ma come fa Betulla a dire che lottava per la democrazia occidentale se il giornale per il quale scrive ed è vicedirettore si fregia del titolo di Unione Monarchica pur di incassare i suoi bei milioni di euro di provvidenze pubbliche per l'editoria, cioè i quattrini di Pantalone? Che io sappia, la monarchia non è una repubblica. Va bene essere ridicoli, ma insomma... | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 18.10.2006Pino
Vero, poiche' nonostante tutto mi sei simpatico per via delle scambio di e.mail personali di qualche anno fa, dopo la tua espressione che si tratta di "un dialogo fra sordi" avevo deciso di lasciar perdere. Lo hai scritto tu, non io.
Vorrei che il tuo ipergarantismo lo riservassi anche ai terroristi islamici, invece che essere sempre a senso unico, in senso anti americano. La guerra fredda e' finita, il blocco sovietico e' caduto, possibile che non riuscite a vedere le cose con un po' di obiettivita'?
Farina ha fatto il suo dovere di cittadino,per quanto ne posso sapere io (e non credo che tu ne possa sapere gran che piu' di me) percependo un contributo spese, non un salario, dai servizi segreti. Non e' stato lui che ha sequestrato quel "presunto" terrorista, ha collaborato a un'azione volta a salvaguardare la sicurezza nazionale.
Riprendendo il discorso dell'altro post, se tu sapessi che vi e' chi sta organizzando degli attentati contro la popolazione civile, tipo strage di Bologna, non collaboraresti con i servizi segreti al fine di sventarla? lasceresti che la portino a compimento perche' sei iscritto all'albo dei giornalisti?
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Farina-Cardano: perché stupirsi? Dino Giarrusso - 18.10.2006Sconsiglio di continuare i dibattiti con Cardano, che -pura scuola Feltri-Ferrara- non si preoccupa nemmeno di che cosa possa essere la verità, e dice la sua strepitando come fosse un tifoso della curva milanista per cui rossonero è sempre meglio che nerazzurro. Il problema grave, è che in Italia ci si è -da tempo- messi a ragionare di politica e di società in termini di tifosi ciechi. E la politica e la società italiana sono ben più importanti delle beghe curvaiole. Purtroppo, però, la linea Ferrara è passata ed ha stravinto, dobbiamo ammetterlo e tutti chiedercene il perchè. Così è normale dire che i giudici di Tangentopoli abbiano invaso il campo della politica (come se un giudice che indaga su degli ingegneri che hanno commesso reati invadesse il campo dell'ingegneria), è possibile dire che Craxi fu vittima (un uomo condannato nove volte, tre per tre gradi di giudizio da tribunali italiani, pagati da me e da voi con le nostre tasse, e parte essenziale dell'equilibrio dei poteri), è possibile dire che Farina sia un "patriota". Quest'ultima bestialità, se vogliamo, è la più ridicola di tutte, specie in ambiente giornalistico. Ma se uno dei politici italiani più importanti, ieri presidente del consiglio ed oggi capo dell'opposizione, ha avuto sperticate parole di elogio per Farina, perchè stupirsi che anche un Cardano le abbia? Forse dovremmo innalzare il livello dell'indignazione, non tanto fra di noi quanto fra una cittadinanza mai così sorda, disinteressata e qualunquista.
Dino | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa ivanfrance1 - 18.10.2006No ma figurati:
in fondo lo decidono Cardano e Feltri e qualche idiota che finge di lavorare per la sicurezza nazionale se un tizio lo dobbiamo sequestrare ed inviare in Egitto oppure lasciare a piede libero.
quasi 2800 anni di diritto buttati al cesso.
Di gente come Cardano o Farina o Ferrara o Feltri ce ne vorrebbero in tutte le epoche..
sai quante riflessioni in meno e sudore sprecato. | |
Per Gerolamo Cardano che citava a Suffragio le posizioni di Cossiga Persio - 18.10.2006COSSIGA: PER GOVERNO CORRETTO INTRECCIO DIGOS-CIA?...
(Agi) - Il governo ritiene "del tutto normale e corretto" nella vicenda Abu Omar "l'intreccio tra polizia italiana e non solo servizi di polizia ma addirittura gli agenti della piu' importante agenzia di intelligence del mondo, la Cia, cui era stata affidata la gestione del piano di "extraordinary renditions" e quindi il rapimento-esfiltrazione del cittadino egiziano". Lo chiede il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una interpellanza.
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Pardon, nel titolo è scappata una maiuscola di troppo... Persio - 18.10.2006 | |
Abu Omar Persio - 18.10.2006ABU OMAR, AVVOCATO: PROSSIMO MESE FUORI DALLA PRIGIONE EGIZIANA
Il Cairo, 18 ott (Apcom) - "E' possibile che Abu Omar sia libero il prossimo mese". Lo ha riferito ad Apcom Mortassem Al Zayat, avvocato di Hassan Mustafa Osama Nasr, detto Abu Omar, ex imam della moschea di viale Jenner, a Milano. Dopo la notizia, diffusa ieri da alcuni organi di stampa, di un rilascio immediato, Al Zayat ha confermato che il suo assistito "si trova ancora nella prigione cairota di Tora", ma che ci sono "possibilità concrete per una soluzione rapida". Al Zayat non ha voluto chiarire in che condizioni di salute si trovi l'ex imam né se abbia richiesto un visto per l'Italia tramite il proprio legale, lasciando intendere che questi sono giorni decisivi per il rilascio. Hassan Mustafa Osama Nasr, conosciuto come Abu Omar, ex imam della moschea di viale Jenner a Milano, è stato rapito nel capoluogo lombardo il 17 febbraio del 2003 nelle vicinanze di casa, in un'operazione condotta dalla Cia e al centro dell'attenzione dei giudici italiani. Secondo quanto raccontato dallo stesso interessato, un uomo dal forte accento americano, sceso da una macchina di colore bianco, gli ha chiesto carta d'identità e passaporto, facendolo poi immobilizzare da altri due uomini. Obbligato a salire sull'auto, Abu Omar è stato condotto in una base militare americana, poi trasportato in aereo in Egitto, dove è stato imprigionato e torturato. Lo scorso mese di luglio, dopo tre settimane di libertà condizionata, Hassan Mustafa Osama Nasr è stato nuovamente rinchiuso nella prigione di Tora, alla periferia del Cairo, perché considerato "pericoloso per la sicurezza dello Stato". In virtù delle leggi di emergenza rinnovate dal parlamento egiziano all'inizio di maggio, la carcerazione preventiva è rinnovabile ogni 45 giorni senza limiti e i tribunali militari possono processare i civili per direttissima. Entrate in vigore dopo l'assassinio di Anwar Sadat il 6 ottobre 1981, le norme sono state costantemente prorogate fino ad oggi con cadenza triennale; ora è allo studio una legge anti-terrorismo che tramuti le disposizioni d'emergenza in parte integrante della legislazione.
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Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Lorenzo Nannetti - 18.10.2006Caro Nicotri, (a proposito, Nannetti con 2 t) non uso due pesi e due misure...
Inoltre chi si ammala di cancro perché fuma 1) se l'è cercata anche lui (e lo dico avendo un familiare che soffre in questo modo, quindi non sono insensibile verso questa situazione) 2) non mette a repentaglio la sicurezza degli altri.
Il giornalista che viene catturato (o si lascia catturare? lo sapremo mai?) invece mette a repentaglio molto di più... la vita di qualcun altro, o addirittura un'intera nazione (se ad esempio c'è uno scambio di prigionieri con terroristi). | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Lorenzo Nannetti - 18.10.2006Ah, e giusto per evitare confusioni, quello che ho scritto sopra significa che curare chi soffre è ok perché non mette a rischio gli altri, incoraggiare i rapitori pagando riscatti invece mette a rischio gli altri...
e questo non l'ho inventato io ma è la prassi delle forze dell'ordine con qualsiasi rapimento... non si tratta perché bisogna far capire che il rapimento non paga. Che poi a volte comunque i riscatti vengano pagati... beh in fondo la giustizia non funziona sempre, no?? | |
Il giornalista non deve andare... Nanetti sei impazzito? Massimo A. Alberizzi - 19.10.2006Caro Nanetti,
sei impazzito? Ma cos'è per te il giornalismo: passare le notizie ufficiali che ti dà la Farnesina o il Sismi? Dai, ti prego, ragiona un po'. Il mio mestiere è in gran parte andare dove non si deve andare. O meglio dove qualcuno dice che non si deve andare perchè vuole che nessuno ci vada.
Che senso ha la frase: "La Farnesina ha detto che era pericoloso andarci". La Farnesina fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro che prevede - tra l'altro - di non ascoltare i consigli della Farnesina.
E' funzione fondamentale del giornalista cercare le notizie dove è difficile trovarle per verificare, tra l'altro, se quelle ufficiali sono vere o false.
Inoltre pago le tasse e se mi succede qualcosa vorrei che il mio paese facesse qualcosa per me. Sì, anche pagare un riscatto. Ma non siamo ridicoli. Il riscatto viene pagato sempre, soprattutto se i rapitori sono dei banditi.
Anche per i recentemente rilasciati due sequestrati in Niger. Se scopro quanto è stato pagato posso scriverlo o devo nascondere la notizia in nome di una ragione superiore. Non scherziamo, per favore.
Caro Nanetti, mi sembri come i preti che pontificano di famiglia e sesso e non hanno famiglia, non possono fare sesso e (beffa sublime) vengono chiamati padre anche se non possono fare gli esercizi per aver figli.
Guarda in Iraq: non c'è più nessuno a documentare cosa succede realmente laggiù. Ti pare una bella cosa Nanetti? A me no!
Massimo Alberizzi
Senza Bavaglio | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 19.10.2006Persio
L'interrogazione di Cossiga e' rivolta all'attuale governo, non al precedente. E' un tentativo, secondo me, di farli uscire allo scoperto con una diretta provocazione. Resta la sua denuncia contro i giudici che hanno arrestato gli agenti del Sismi.
Dino Giarruso
Tanti slogan, frasi fatte, mezzi insulti. Fatti? nulla. Qualunquista e' la tua ultima parola, che ti piazza in una certa scuola di pensiero. By the way, non sono milanista, ne' mi piace Farina, disprezzo Feltri, ma questa e' una questione di principio. Se Farina avesse scritto sul Manifesto o sull'Unita' e avrebbe agito come ha agito, ora non saremmo qui a discutere. Non ne sei convinto?
Non credo che gli egiziani lasceranno andare facilmente Abu Omar, a meno che il pasticcio creato con la sua estradizione li mettera' in tale imbarazzo da mollarlo. Basta leggere la traduzione delle sue prediche e osservare la sua opera di vicino per capire che e' un terrorista, o un potenziale terrorista. Non e' un qualsiasi rag. Rossi: predicava la Jihad con mezzi violenti e senza l'intervento della Cia ora starebbe in galera o sarebbe gia' stato espulso.
Il problema e' pero' sempre quello solito della sinistra italiana: ragionare per schemi mentali superati e manzanza di spina dorsale (facile tirar calci agli Usa ma piano con gli islamici perche' quelli menano sul serio).
Avete letto l'inchiesta promossa da Micro Mega qualche mese fa quando aveva chiesto a vari intellettuali di sinistra la loro opinione sullo sgozzamento di Hina Saleem?
Nessuno ha risposto con una condanna pura e semplice, ma sempre con tanti "si' ma.." "pero', gli islamici vanno capiti" ecc..
Acrobazie da circo. Addirittura Lidia Ravera ha risposto facendo risalire la colpa a Marcello Pera, perche' e' lui che vuole a tutti i costi difendere i valori dell'Occidente, ergo: "E' un invito alla Crociata, pane per i denti dei terroristi islamici. Nutrimento e alibi per il padre di Hina"
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Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 19.10.2006Alberizzi
E in Korea del Nord chi ci sta a documentare quello che vi sta succedendo? che e' mille volte piu' grave di quanto succede in Iraq, eppure questo non ti toglie il sonno, vero? | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 19.10.2006Pino
L'esempio che hai fatto del fumatore non calza, come ti ha fatto gia' notare Nannetti. Se io fumo nonostante che il ministero alla Salute faccia scrivere sui pacchetti che provoca il cancro e poi me lo becco, una parte delle spese per le cure saranno a mio carico.
Il Giappone, in queste situazioni, dopo che ti hanno salvato ti mandano a casa una parte del conto da pagare. E questo solo per la parte monetaria, per quanto riguarda la vita che vien messa a repentaglio da chi deveve venire a salvarti, quello e' un altro discorso. Sgrena docet.
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Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa ivanfrance1 - 19.10.2006Infatti il Dott. Calipari è stato fatto fuori da una pattuglia americana. Sgrena docet.
Si sprofonda nel ridicolo... | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 19.10.2006E che ci faceva Calipari a fianco della Sgrena su un'auto lanciata verso l'aereoporto di Bagdad?
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fatti e parole Dino Giarrusso - 19.10.2006Cardano. Insulti non te ne ho rivolti, nè interi, nè a metà. I fatti non sono zero, sono tanti. Nel caso in specie è uno: Farina ha tradito la deontologia professionale (e le regole dell'Ordine) prendendo soldi dai servizi segreti per scrivere cose false. Ha cioè influenzato il proprio lavoro (informare i lettori) in cambio di denaro. Questo è un fatto, non una chiacchiera nè un luogo comune, ed è un fatto gravissimo. Non mi risulta che nessun giornalista del Manifesto, nè de L'Unità, nè del Secolo d'Italia abbia fatto niente di simile. Se lo avesse fatto, su qualunque giornale avesse scritto, sarebbe stato giusto indignarsi e punirlo. Di questo sono convinto.
Sono altresì convinto che quando il presidente dell'Ordine scrive testualmente "Nella Repubblica democratica non hanno cittadinanza alcuna i giacobini/leninisti Alberizzi e Nicotri.", compia un atto grave e lesivo non solo dei due giornalisti cui si rivolge, ma anche dell'Ordine e di se stesso. Infatti Abruzzo usa parole di fuoco e fuori luogo (chi stabilisce il diritto di cittadinanza della Repubblica? Franco Abruzzo? A che titolo?), rendendosi dunque un po' ridicolo, ma -ciò che è più grave- lo fa solo perchè due iscritti all'ordine hanno criticato il suo operato. Diventa quindi proibito criticare, come nei peggiori regimi? Chi critica non è degno del "diritto di cittadinanza"?
Non credo che queste nefandezze siano frutto della fantasia di qualche comunista matto. Credo, lo ribadisco, che ci siamo abituati (assuefatti?) alle nefandezze, e che oggi si possa dire di tutto senza pagarne le conseguenze. E' un dato di fatto che -negli ultimi dodici anni circa- vi è stata una campagna mediatica ottimamente orchestrata e gestita che ha fatto diventare vittime alcuni criminali e criminali alcuni uomini che hanno fatto il proprio dovere di inquirenti. Nessun luogo comune, dunque, solo fatti. Verità. Così come una verità è che molti italiani (in Sicilia, in Campania, in Lombardia), hanno sgozzato e ucciso, incaprettato, sciolto bambini nell'acido e compiuto analoghe atrocità. Non per questo, credo, ciascun italiano è un atroce criminale. Il padre di Hina Saleem è un atroce criminale, ma non per questo lo sono tutti i musulmani.
Ah, Cardano, non ho mai creduto che tu fossi milanista. Speravo infine che capissi come l'esempio del milanista per cui l'interista ha sempre torto fosse un esempio astratto, una metafora. Ma forse era chiederti troppo...
Dino | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 19.10.2006Se dici che era troppo chiedere che io capissi, come scrivi, e non lo chiami un mezzo insulto, allora dico che tu non sai quel che scrivi.
Nessuno ha mai detto che si trattava di condannare tutti i musulmani per l'assassinio orrendo commesso da uno, lo stai dicendo ora tu. Si trattava di condannarne uno, senza mezzi termini, senza se, senza ma. Neanche tu lo sai fare. Vedi anche le righe prima dove tendi a spalmare le colpe, non ad andare diretto, come invece faresti nel caso d'un crimine "fascista".
Farina e' gia' stato condannato secondo le regole dell'ordine che Abruzzo ha ben illustrato. Tempo di voltar pagina.
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Il mercante di pietre. Dino Giarrusso - 19.10.2006| Vengo a sapere oggi, con somma soddisfazione, che Fini ha stroncato il film "Il mercante di pietre", bollandola come propaganda becera e pericolosa, che fa di ogni arabo un terrorista. Plaudo pubblicamente al segretario di AN per la sua presa di posizione, vieppiù coraggiosa in quanto espressa durante una proiezione organizzata dai colonnelli del suo partito Gasparri e La Russa. | |
ironia e insultini Dino Giarrusso - 19.10.2006Cardano, c'è una gran bella differenza fra l'ironia e il mezzo insulto, non credi? Saperla riconoscere è un bene.
Non capisco quali siano le righe in cui "spalmerei" le colpe. Riguardo l'abbassarsi della soglia di decenza, in Italia, ho già detto che ritengo Ferrara l'eccellente comunicatore che ha intessuto questa operazione. Il fatto che molti si siano buttati a capofitto in una scuola di pensiero talmente sofista da vedere in Giancarlo Caselli (un giudice che ha combattuto seriamente la mafia) un pericolo per la democrazia, è triste. Credo che tutto ciò sia stato possibile soprattutto per la immensa potenza economica di un editore-politico, per cui per molti professionisti è stato economicamente molto più fruttuoso mettersi al servizio di una certa scuola di pensiero che non rifutarla. Penso a Renzo Foa, che è passato da L'Unità al Giornale, scrivendo da un giorno all'altro l'esatto cotnrario di quello che scriveva prima. Il problema di una presenza editoriale così imponente sarebbe grave di per sè, il fatto che l'editore in questione si sia anche messo in politica ne fa un caso unico al mondo di conflitto d'interessi, tuttora irrisolto. Farina prendeva soldi "al nero" dai servizi. Cosa, a mio parere, da condannare senza appelli. Centinaia di altri giornalisti, però, prendono soldi direttamente dall'uomo di cui devono parlare male o bene. Non è bizzarro? Sì, infatti tutto il mondo ne parla, ne ride, se ne indigna. Siamo un caso unico, per chi non lo sapesse. Spero di non avere "spalmato" alcunchè, adesso.
A proposito, non mi pare proprio che nessuno degli intervistati da Micromega abbia "salvato" il padre di Hina Saleem. Certo è che le cosiddette guerre al terrorismo non hanno fatto altro che inasprire il livello dello scontro, incattivire i terroristi rendendoli più attivi, e dunque aumentare il terrorismo. Al di là di ogni dietrologia (le guerre in realtà si fanno per...), questo fallimento è un dato di fatto evidente. Che si tenta di tenere nascosto. Immagino che la Ravera intendesse questo indicando in Marcello Pera un pericoloso predicatore. Non dimentichiamoci, comunque, che il padre di Hina non era affatto un terrorista, ma un musulmano integralista. Se si lottasse contro ogni integralismo, anzichè prendersela con gli arabi come se fossero tutti uguali, si sarebbe fatto un passo avanti.
Ma tutto questo che c'entra con Abruzzo e Farina? Come può Abruzzo dire "Nella Repubblica democratica non hanno cittadinanza alcuna i giacobini/leninisti Alberizzi e Nicotri.", senza essere spernacchiato a vivo volume da tutti gli iscritti all'ordine? Questo mi dà da pensare. Da malpensare, direi... | |
martinelli carlotos - 19.10.2006Marco Martinelli è un grande regista che ha fatto un grande film.
Fini è un pessimo politico (che ha distrutto un partito) e che si improvvisa critico cinematografico!
Forse farebbe bene a farsi dire dai suoi collaboratori di cosa stanno occupandosi, invece di andare al cinema, perchè pare che quelli che lo circondano sono in ben altre faccende affacendati....
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Qualche precisazione fattuale Astolfo - 19.10.2006 Non esiste un regista cinematografico chiamato Marco Martinelli.
Renzo Martinelli, invece, è un pessimo regista, già autore del mediocre "Vajont", sulla tragedia avvenuta nel 1963 nella valle omonima, che Franceso Russo, in Tempi Moderni, definì "un’operazione d’indagine stratificata, svolta purtroppo con poca coerenza: dottrinale con un imbarazzante senso di mistificazione", giudizio che si può applicare paro paro all'ancora peggiore "Piazza delle Cinque Lune" ("l’intento di Martinelli è uno dei meno riusciti nella storia del cinema. Quei pochi che si sono documentati sul perché di quella strage attraverso libri sul caso, erano già riusciti a dare tutte le spiegazioni plausibili, la pellicola non aggiunge niente di interessante": Marco Massaccesi su FilmFilm.it) sul caso Moro.
Non ho visto "Il mercante di pietre", ma ecco una breve citazione dalla recensione di Variety, la bibbia del show business americano: "del tutto criticabile il ritratto che Martinelli fa di tutti gli altri musulmani (oltre al personaggio di Harvey Keitel) come pericolosi tagliagola con barbe e perfino pelle molto scure, a volte anche nere: i peggiori stereoptipi possibile, per quanto possano essere vestiti chic dal costumista Silvia Nebiolo".
Gianfranco Fini riuscì a prendere il Movimento Sociale Italiano, piccolo e marginale partito neofascista fuori dall'arco costituzionale e transformarlo in Alleanza Nazionale, partito di destra con risultati elettorali al di sopra dell'11% dalla sua fondazione undici anni e forza di governo durante i due periodi di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, e che dunque può essere considerata la fazione di maggior successo, in termini poltici e di voto, dell'ultimo decennio di storia italiana.
(Con l'unica possibile eccesione, ovviamente, di Forza Italia) | |
Re: Alberizzi e le concessioni Mauro Benedetti - 19.10.2006Di tutta la diatriba, francamente, m'importa poco. Mi intriga invece, come ogni volta che la leggo, l'espressione "mi ha concesso un'intervista"... La trovo umiliante.
Ma va'? Ti ha "concesso"... ma che buono lui....
Dal De Mauro:
con|cè|de|re
v.tr., v.intr. (io concèdo)
FO
1 v.tr., accordare per favore, generosità e sim.: c. favori, benefici, aiuti; c. la grazia, il perdono; c. un aumento di stipendio... | |
Infatti Terronzio - 19.10.2006Io NON voglio che mi venga concessa un'intervista. Quando desidero parlare con qualcuno lo appiccico al muro e gli dico: "rispondi bastardo!".
Mab non si dice anche nel linguaggio corrente "chiedere è obbligo, rispondere è cortesia?". Dà retta, le umiliazioni per un giornalista sono altre. | |
Astolfo Persio - 19.10.2006Due o tre precisazioni. Martinelli non sarà Rosi, e nemmeno Elio Petri. Ma ha il merito di aver fatto un film coraggiosissimo, Porzus, sul tema delle Foibe. Nel 1997, ben prima quindi della trilogia (anzi quadrilogia) revisionista di Pansa.Ma tu lo ignori o lo trascuri di proposito.
Secondo, per quanto riguarda i meriti effettivi di Gianfranco Fini al riguardo della trasformazione del vecchio Msi in An, il vero artefice dell'intuizione fu Pinuccio Tatarella, insieme ad un manipolo di studiosi, tra cui Fisichella e Domenico De Napoli (mio professore, tanti anni, fa di Storia dei partiti politici).
Non è un caso che dopo la scomparsa di Tatarella tanto Fini, quanto il partito abbiano iniziato a brancolare nel buio, ondeggiando tra coccinelle ed elefantini vari, ed il supino vassallaggio nei confronti del piduista di Arcore.
Il deputato pugliese (originario di Cerignola - amava ricordare - proprio come Peppino De Vittorio) era purtroppo impresentabile per molti versi nell'epoca della politica dell'immagine (ad esempio di sovente girava con cravatte macchiate di sugo), ma aveva un cervello ed un fiuto politico di primissim'ordine. Per conferma, domandare a personaggi diversi tra loro come D'Alema, Gianni Letta, Veltroni, Maroni. O allo stesso Berlusca. Alcuni parlamentari di An mi raccontarono una volta un aneddoto relativo alla sua abilità nelle trattative, ed alla sua finta "morbidezza" e bonomia (è passato alle cronache come il ministro dell'armonia). Si discuteva di canditature elettorali in Puglia, dove Pinuccio aveva già il presidente della Regione ed il sindaco di Bari. Per i seggi al Parlamento, nel 1996, i conti nella Cdl non tornavano. Berlusconi, estenuato da quel muro di gomma sbottò: "Insomma, non puoi considerare la Puglia come il tuo feudo intoccabile!". Al che Tatarella di rimando si limitò a dire: "Non è mica il mio feudo: è solamente casa mia. Un po' come la Fininvest per te". Pare non abbia avuto bisogno di aggiungere altro. Il Cavaliere capì subito che non era il caso... Ci provasse oggi, Fini, a fare qualcosa del genere...
"Il buon politico - teorizzava ai più giovani - dev'essere come la pesca (liscia e morbida fuori, ma guai ad azzannarla fino in fondo), enon come la noce (solo apparentemente dura)".
Per finire, Tatarella (che purtroppo non ho mai conosciuto personalmente, e che da vivo non apprezzavo per uno stupido pregiudizio) è anche colui che nella famosa estate del 94 rilasciò la famosa intervista contro i poteri forti che volevano la fine del Governo Berlusconi, e l'artefice di quella mediazione sulla legge elettorale per le regionali che i denigratori liquidarono come Tatarellum (proporzionale con elezione diretta del presidente), ma che a tutt'oggi resta la migliore insieme a quella dei sindaci.
Fosse sopravvissuto ancora la storia del suo partito, ma anche quella dell'intero centrodestra, sarebbe stata diversa...
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Cinefilo Persio Astolfo - 19.10.2006 Su Martinelli non fingo, ignoro proprio: non ho visto "Porzus", ma ho visto "Piazza delle cinque lune" e "Vajont", e dalle recensioni della sua ultima fatica (anche scordandoci di quella di fini) posso dedurre che la mia diagnosi sul regista è pienamente confermata : non solo non è Rosi, non è manco Vanzina.
In quanto a Fini, mi limitavo ad annotare che sostenere che "ha distrutto un partito", quando ha fatto esattamente il contrario mi sembra semplicemente assurdo. Il contributo di Tatarella o di Fisichella sarà stato decisivo, ma il leader è stato lui. Da Forza Nuova alla vicepresidenza del Consiglio e la visita in Israele, non mi sembra un percorso particolarmente catastrofico. E guarda che lo dico 'da fuori': mai votato An in vita mia.
Tutto qui. | |
Caro Gerolamo... Pino Nicotri - 19.10.2006Cardano, se io sapessi quello che ipotizzi tu o altre cose gravi, collaborerei con la magistratura. Non capisco questa fissazione del voler scavalcare i magistrati per collaborare invece con i servizi segreti. Vabbè vedere troppi film, ma qui si esagera. A suo tempo, nel 1973, si scoprì che la polizia di Padova aveva fatto sparire testimonianze tempestive e forse decisive riguardo la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Ogni tanto si scopre che i carabinieri dimenticano di dire ai magistrati qualcosa sulla mafia o cose di questo genere, e via di questo passo. Ecco perché ritengo che l'unica soluzione sicura sia andare dai magistrati. Collaborare coi "servizi" non ti dà mai la certezza di fare una cosa giusta, legale e non strumentalizzata. C'è sempre l'atroce possibilità di essere usato. Se permetti, non è cosa da poco.
Non so da dove ti viene anche la fissazione del senso unico antiamericano. Certo, mi preoccupano di più gli errori dei miei vicini che quelli di chi mi è più lontano, e mi pare comprensibile.
Oltre ai Farina-Betulla, ci sono anche i giornalisti che per "patriottismo" filo occidentale hanno avvalorato balle colossali - compresa la produzione di bombe atomiche in Iraq! - per facilitare l'invasione, con le tragiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, ormai ammesse perfino dalla Cia. Il problema è che a crepare sono gli altri, non i nostri colleghi "patriottici", che in realtà sono stati solo dei grandi mascalzoni, perfino peggio di un Appelius del Corsera durante la seconda guerra mondiale.
E poi ti ripeto: il patriota quando viene beccato in castagna non frigna, non si autoassolve, non accampa scuse, ma paga volentieri anche con la vita.
Farina può essere assolto dal prete, che gli farà lo sconto visto che è di Comunione e Liberazione, ma finché non dice pubblicamente "Ho sbagliato. Chiedo scusa", non può essere né scusato néperdonato dal pubblico, cioè dalla società, compresi noi giornalisti che ne facciamo parte. Vabbè il perdonismo e il mammismo, ma per perdonare qualcuno bisogna che questo qualcuno ammetta di avere sbagliato e il perdono lo chieda ad alta voce. Altrimenti sparisce l'elementare concetto della responsabilità. Le persone serie le responsabilità se le addossano, non le scaricano e non si autoassolvono: "Siccome ero convinto di far bene, allora non mi sento in colpa". Purtroppo si può sbagliare anche quando si è convinti di far bene, come fecero i due imbecilli gaglioffi che provocarono il mio delirante arresto nel 1979. Perciò non basta essere in pace con se stessi, cosa importante ma che resta nella sfera privata, bisogna anche essere in pace con la società. E i rapporti con la società passano per l'assunzione delle proprie responsabilità, non per l'assoluzione impartita dal prete o da Feltri o da Ferrara o altri bei tipi di questa fatta, e neppure per quella elagita dal papa in persona.
Spero di essermi finalmente spiegato. Non c'è nessuno che ce l'ha con Farina, che vada tranquillo per la sua strada, magari anche fino al parlamento pro Berlusconi. Ci sono invece molti che hanno a cuore la professione giornalistica. E che desiderano la "separazione delle carriere", la distinzione cioè tra il giornalismo e lo spionaggio. Personalmene ritengo più grave la tendenza a minimizzare di cui fa mostra il professor Franco Abruzzo che quanto combinato da Betulla. Non vedo con che faccia d'ora in poi l'Ordine di Milano potrà radiare qualcuno, se per essere radiato non basta neppure avere collaborato a lungo con i servizi segreti, per giunta anche su un atto criminale. Mi chiedo anche con che faccia abbiano radiato qualcuno in passato, visto l'andazzo odierno.
L'unico modo con il quale un giornalista può fare "la spia" è scrivere sul suo giornale quello che sa, quale che sia l'argomento e specie se si tratta di cose gravi.
Un saluto.
pino
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Cardano veggente Massimo A. Alberizzi - 20.10.2006Cardano o sei un veggente o sei un fanatico. E chi ti ha detto che non mi toglie il sonno! Io disprezzo chiunque viola i diritti umani. Anche se fosse mio fratello. Tu invece, mi pare da quello che scrivi, giustifichi gli amici e condanni i nemici.
Massimo Alberizzi
Senza Bavaglio | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 20.10.2006E no, Alberizzi, bisogna mantenere una equità in quel che si dice e si scrive. Sulla stampa di sinistra il silenzio sui massacri e i morti per fame fatti dal tiranno di Pyongyang non
esistono. Non basta dire che si è contro tutte le violazioni dei diritti, bisogna dimostrarlo. | |
manifesto Dino Giarrusso - 20.10.2006| Cardano, sbagli. Il Manifesto critica spesso, ed aspramente, la Corea di Kim Jong Il. Basterebbe leggerlo... | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Gerolamo Cardano - 20.10.2006Vero. Non lo leggo il Manifesto, ma di tanto in tanto leggo stampa di "centrosinistra". Onore al Manifesto, allora.
Su Rai 1/2/3 non si vede molto pero'.
Nulla di paragonabile all'Iraq, dove ripeto, le cose stanno 1000 volte meno peggio che a Pyongyang.
Caselli e' un giudice che ha speso cifre enormi per arrivare all'assoluzione di Andreotti, stesso livello di un Violante e dei suoi fantomatici golpe bianchi. Non li rimpiange nessuno.
Abruzzo ha sbagliato a definire i due colleghi con quei termini e dovrebbe scusarsi. Specialmente, per quanto mi riguarda, con Pino Nicotri che leggo da anni, e pur condividendo poco di quel che scrive, so che e' una persona coerente e degna del massimo rispetto. Forse gli e' saltato il nervo ad Abruzzo, oppure, come dici tu stava facendo dell'ironia...
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Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa ivanfrance1 - 20.10.2006Il regista che ha fatto una porcata come Vajont, film pessimo in tutti i sensi (non ultimo quello dell'immondo spreco di risorse di cui manca cronicamente il cinema italiano) non merita nemmeno d'esser chiamato "regista".
Non ho visto "Piazza delle cinque lune" ma da quel che si dice in giro, Astolfo è stato fin troppo buono nel giudizio.
Quanto a Porzus, direi che un film non è buono o meno buono se tratta temi originali o poco conosciuti, per quello ci sono i documentari (e pure li ci sarebbe sempre bisogno di un buon documentarista).
Per il "Mercante di pietre" dato la nausea che ha provocato urbi et orbi mi chiedo da "cinefilo" ma chi cazzo ha dato i soldi a Martinelli? vuoi vedere che qust'ultima vaccata ha avuto pure il finanziamento prima dello Stato, poi della RAI che se l'è comprato in culla...
e il cinema italiano?
sempre peggio... | |
Un'ultima precisazione ivanfrance1 - 20.10.2006Il senatore Andreotti per i suoi rapporti con Cosa nostra è stato riconosciuto responsabile, fino al 1980, del reato di associazione a delinquere (l¹associazione mafiosa, con l¹articolo 416 bis, è stata introdotta solo dopo i fatti contestati). Per le accuse successive alla primavera del 1980, la Corte d¹appello conferma i fatti, confermando però anche l¹assoluzione: ai sensi dell¹articolo 530 secondo comma del Codice di procedura penale, che ricalca la vecchia insufficienza di prove. Tutto ciò diventa definitivo con la sentenza finale dalla Cassazione, il 15 ottobre 2004. Ecco dunque i fatti accertati nelle sentenze Andreotti.
Caselli ha contribuito a svelare un bel capitolo degli intrecci mafia-politica basta leggersi la sentenza che Cardano evidentemente non ha letto. | |
Martinelli, persio, astolfo e fini carlotos - 20.10.2006Renzo Martinelli è un grandissimo regista. Astolfo per stroncarlo usa aggettivi e commenti di altri. Mi piacerebbe sapere uno dei suoi giudizi. I
n realtà Piazza delle cinque lune è il film che sintetizza perfettamente ciò che è stato il caso Moro. In un Paese a Dignità non Limitata sarebbe mostrato nelle scuole. In Italia lo nascondono, del resto finchè dalla Francia Astolfo e Ivan trasmettono ordini (di altri) e qualcuno in Italia obbedisce è un casino....
la cosa che tra l'altro a molti non piace di Martinelli è: ma perchè non si fa capire se è di sinistra o di destra. La sua libertà mette in difficoltà i burattini italiani.
Su Fini. Persio ha ragione. ma andrei oltre. Fini ha preso un partito che alle europee dell'84 aveva il 6,5% e ale europee del 2004 ha preso l'11,5%. E' cresciuto di qualche punto percentuale. Niente di fronte alle opportunità che ha avuto in una fase clamorosa della storia del Paese. Se fosse stato sveglio avrebbe potuto ereditare il patrimonio di voti della dc (invece Forza Italia, nata in 3 mesi l'ha condannato a ruolo di eterno delfino), avrebbe potuto chiedere al centrodestra più spazio negli enti locali (essendo un partito ben diffuso sul territorio al contrario della Lega e del partito virtuale di Forza Italia). E invece si è sempre accontentato di sistemare i suoi colonnelli romani e ha ceduto sindaci, presidenti di province e di regioni. La più grande città governata oggi da An in Italia è Lecce. Roba da ridere. Ha paura che dal territorio vengano idee e persone più svelte.
Peggio di lui An, come segretario, non poteva avere. Ad Astolfo basta che abbia chinato la testa a Gerusalemme... se io fossi della destra italiana sarei incazzatissimo di tutte le scelte di fini.... altro che chiacchiere.
Aggiungo soltanto che negli ultimi mesi tutti i suoi collaboratori sono stati trovati a guazzavigliare nella marmellata... lui non si è accorto di nulla. Minchia che genio!!!!
Infine attenti. Nella sua vita già ha fatto la sua cazzata più grossa per un film... ora vuole ripeterla.... a dimostrazione che di cinema non ci capisce niente.
A Bologna decise di militare a destra (nonostante un nonno comunista) perchè era andato a vedere Berretti Verdi e i comunisti non lo avevano fatto entrare.... Roba da barzellette... e questi governano (o meglio governavano) l'Italia!!!
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Giancarlo Martinelli e Renzo Fini Astolfo - 20.10.2006 Scusa Carlotos, pensavo non te ne fregasse niente della mia opinione personale su Martinelli, e dunque ho citato la critica, che come il pubblico (in Italia e all'estero) considera pessimi i suoi film.
Ma certo che posso dirti come la penso io: Martinelli è un regista di serie C, tecnicamente non molto superiore alla media dei registi di telefilm americani (che copia), e che cerca di supplire la sua palese indigenza formale e la sua radicale mancanza di un barlume anche minimo di creatività cinematografica o di originalità artistica scegliendo per i suoi film soggetti di attualità presuntamente "scomodi" (foibe, Vajont, Moro, jihadismo) per creare un qualche interesse del pubblico verso le sue opere. E non ci riesce proprio, come dimostrano la critica e il botteghino, in Italia come all'estero (non è che li nascondono, Charlotton: la gente non va a vedere i suoi film... e li capisco)
(PS ci sono grandi registi di destra e grandi registi di sinistra e grandi registi apolitici o sopra le parti. Poi ci sono registi mediocri, nelle stesse categorie. Martinelli è uno di questi)
Su Fini inutile insistere: come ho già detto, da quando ha preso le redini del suo partito lo ha emanciato da una marginalità durata mezzo secolo, ha aumentato il suo elettorato di almeno sei punti percentuali a livello nazionale, come tu stesso ricordi, e lo ha portato due volte governo. Se questo è quello che chiami affondare un partito, beh, non conosco partito al mondo che rifiuterebbe di colare a picco in questo modo. | |
distribuzione... carlotos - 20.10.2006Io per vedere piazza delle cinque lune ho dovuto fare cose stranissime. Nessuna videoteca lo vende. Una l'affittava in una intera provincia....
Tecnicamente mi pare bravissimo. Dice cose documentatissime e le rende anche avvincenti e romanzate. Non scade nell'estetica fine a se stessa ma la fotografia è bella. I film scorrono e ti tengono incollati allo schermo....
Quando hanno dato in tv Piazza delle cinque lune io non ero in Italia e mi hanno telefonato in cento per dirmi che l'avevano visto...
Su Corrado Fini... contento tu...
a me pare proprio un genio sopravvalutato! | |
Caro Carlos ivanfrance1 - 20.10.2006Ci sarà una ragione perchè Piazza delle cinque lune non si trova in videoteca?
o pensi che i gestori di videoclub siano masochisti.
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Beh Carlotos Astolfo - 20.10.2006 Io ho comperato il Dvd delle "Cinque Lune" in Marocco quest'estate (a un euro la copia, se po' fà) e l'ho visto insieme a cinque amici che lo hanno trovato tutti pessimo. La diagnosi era più o meno la stessa: formalmente è un telefilm genere thriller, la presunta "sorpresa" finale del plot l'avevamo annunciata mezz'ora prima, il personaggio di Sutherland era assolutamente inconcepibile nella realtà, e le presunte rivelazioni sul caso Moro si limitavano a vaghe speculazioni cospirazioniste (forse per questo ti è piaciuto).
Comunque non trovi il film in giro perchè, come ti ho detto prima, è stato un disastro di pubblico e critica nelle sale. E nel pezzo di "Variety" che ti ho citato prima si dice che anche "Il mercante di pietre", dopo lo scarso successo in Italia e l'inesistente successo in Usa, sarà un altro caso di "straight to Dvd": film troppo mediocri per il mercato reale, che possono contare solo su quello del nolleggio per cercare di sopravvivere. Ma, secondo quanto mi dici, nemmeno li' funziona. | |
vaghe ipotesi cospirazioniste? carlotos - 20.10.2006Non inventa nulla il film. Sono tutti documenti parlamentari e atti ufficiali.
Artisticamente può non piacere ma è la sintesi della realtà.
A me è piaciuto ed è un punto di riferimento.
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Scusa Carlotos Astolfo - 20.10.2006 Allora non stiamo parlando dello stesso film: vuoi dirmi che credi seriamente che le immagini che si vedono in "Cinque Lune" dei "filmati segreti" del sequestro di Moro sono un documentario?
Ti prego, dimmi di no. | |
Re: Caso Farina. Chi garantisce cosa Lorenzo Nannetti - 20.10.2006Mi spiego brevemente un'ultima volta e poi lascio per evitare di alzare troppo i toni (comunque ancora civili da parte di tutti).
Alberizzi, io capisco che essere giornalista significhi anche "andare dove ti dicono di non andare".
MA
La Farnesina fa il suo lavoro dicendoti di non andare. E' il suo lavoro, come dici tu.
Il giornalista (o chiunque altro, s'intenda!) ci va fegandosene delle conseguenze (o magari no, ma comunque le considera subordinate o pensa sbagliando che in fondo interessino solo lui), perché è il suo lavoro. Ok.
E se ti dicessi che il mio lavoro è andare a rischiare la vita salvando gli imprudenti che si avventurano dove non dovrebbero? Parlerei ancora a sproposito? Se mi ordinassero di andare a salvare Torsello perchè i negoziati sono falliti, ovviamente lo farei, al massimo delle mie capacità. Ma permetti che possa pensare che era meglio se Torsello (o chiunque altro nella sua situazione) là non ci andava. O almeno sperare (poiché è questo quello che dico nel mio primo commento) che la sua liberazione avvenga in altro modo.
Perché così non dovrei pagare io, rischiando la mia vita, per lui. Anche se lo farei.
Quindi sono d'accordo che il denaro non è mai troppo per salvare una vita. Che se è tuo dovere farlo, rischiare la vita per salvarne un altra è accettabile.
Ma esserne felici e sperarlo? Proprio no...
Ecco perché, ripeto per l'ultima volta, quello che spero è che sia liberato al più presto, e torni sano e salvo. Ma senza riscatto, senza blitz, senza un costo per altri. Se poi così non dovesse essere, mi consolerò pensando che almeno è stata salvata una vita. Ed evito commenti sulla possibile gratitudine (o mancanza della stessa) del salvato - vedi casi precedenti. | |
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