Il Barbiere della Sera

| BARBA E CAPELLI | UNA SPIA IN REDAZIONE | DIRITTO DI REPLICA | TRENTARIGHE | DESK POLITICO | TRE PALLE UN COLUMNIST | QUALCOSA CHE VALE |
| SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE? | SCARTOFFIE UTILI | CDR | BACHECA | CURRICULA | SALA STAMPA | MANDA IL TUO PEZZO |
Ultime notizie


RSS


 

 
Si accomodi in poltrona

Login
Login Utente
Password


Brevetta la tua firma! Registrando il tuo pseudonimo potrai scrivere sul Barbiere. Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!

Cerca nel retrobottega

Finanzia la Bottega

Google

05.11.2006
Satiromachia moderna
di Rina Brundu

I satiri del nostro tempo, così come i loro illustri colleghi mitologici, continuano ad essere figure amanti del ricco vivere, della gozzoviglia e delle belle ninfe

Non sono mai stata femminista. Ho sempre pensato che esserlo significasse ammettere una disparità che non aveva ragione d’esistere. Credo che tale prezioso imprint mi sia stato regalato, alla nascita, ai piedi della Grande Montagna* che, tra i suoi molti mali endemici, non ha mai annoverato però quello di crescere donne dopate da una visione ideale dell’altra metà del Cielo.

Col passare del tempo mi sono naturalmente resa conto che le cose della Sardegna interna, nel bene e nel male, contavano poco nell’universo abitato, ma questo non ha mutato di tanto la mia impostazione mentale. Così come non l’ha mutata l’apprendere le ragioni forti che hanno portato le donne di tutto il mondo a combattere, persino a morire, per conquistare quella libertà che a noi nate nel sessantotto o giù di lì, ovvero a “cose fatte”, pare oggi condizione imprescindibile.

Assolvendo il mio peccato di omissione (di non partecipazione, di distacco da una crociata comunque importantissima) con l’idea che ognuno può combattere solo le battaglie del suo Tempo e quelle a cui si sente di poter partecipare (inutile dire che i tempi sono quelli che sono e che io stessa dovrei usare le mie energie positive in maniera più proficua!), non ho difficoltà ad ammettere che, più delle grandi battaglie ideali passate, più delle tante questioni di principio, a catturare la mia attenzione sono, spesso e volentieri, le schermaglie, purtroppo insignificanti, e per lo più fine a se stesse (o a scopo pubblicitario, s’intende) che caratterizzano le pseudo-gigantomachie di questi giorni.

Nello specifico, la satiromachia è la battaglia che oppone il moderno satiro italiano, per lo più un professionista di grido (non importa in quale campo), reputato per la sua cultura, alle ninfe più potenti dei nostri giorni, per la maggior parte femmine arrivate, pronipoti delle sessantine impegnate, attentissime a non venire catalogate nella sub-categoria delle veline, ma che, complice il contesto sociale immutato e immutabile, non riescono a liberarsi delle frustrazioni che porta con se quella difficoltà originale, ovvero l’essere nate donne, appunto!

Che simili problematiche esistano ancora in tutto il mondo occidentale è cosa nota, ma che la questione sia di fatto patologica nel Bel Paese delle Pupe e dei Secchioni è pure assodato. Basta guardare alla Politica e paragonare il mortificante contesto italiano alle cose di una Germania che vanta un suo Cancelliere donna, o a quello degli Stati Uniti di una Condoleeza Rice fiero Segretario di Stato afro-americano, per non parlare dei numeri che possono mettere sul tavolo i paesi nordici.

Ma, naturalmente, le disgrazie non vengono mai da sole! Men che meno in Italia! Adesso, per esempio, ci si mette anche la televisione che, da un po’ di tempo in qua, pare essere scesa in campo quale nuovo elemento perturbatore e tutt’altro che equidistante.

Così, dalle improbabili, ma fondamentalmente ludiche, e quindi forse scusabili, performances che il “fortunato” telespettatore può applaudire in programmi quali La Pupa e il Secchione (perché non La Secchia e il Bamboccione?), e passando per i vari telegiornali dove l’opzione anchorwoman (ammettiamolo, il sospetto ci sfiora, nonostante le indubbie capacità delle giornaliste, loro malgrado costrette ad essere sempre più brave dei colleghi!) è spesso vista come il toccasana vincolante per curare le fitte di satiriasi (appunto!) dell’uditorio maschile, si è arrivati ormai fino al vero e proprio insulto in programmi che tutto dovrebbero fare tranne promuovere una qualunque forma di discriminazione.

Personalmente, quando questo accade, non mi interessa trovare il capro espiatorio, così come non mi trovo d’accordo con quei giornali che riportano questo genere di notizie con troppa enfasi con il chiaro intento di creare “il Caso” a tutti i costi. Va da sé, per esempio, che nessuno può mettere un bavaglio sulla bocca di nessuno durante un programma in diretta, anche perché, se queste accadesse ,molto probabilmente non saremmo qui a discuterne.

Ma trovare il capro espiatorio non mi interessa soprattutto perché sono purtroppo convinta che i commenti inappropriati che può lasciarsi sfuggire l’incauto Satiro di turno, a proposito di questa o di quell’altra Ninfa, lungi dall’essere l’eccezione che conferma la regola, sono, il più delle volte, solo riflesso palesato dei veri pensieri degli altri suoi simili.

In altre parole, in Italia la discriminazione tra i sessi (palesata nei modi e nelle maniere più diverse) è la prassi. E, paradossalmente, è la prassi soprattutto tra le classi culturalmente più evolute, o supposte tali.

Questa è pure il motivo per cui io parlo di Satiromachia (per analogia con Gigantomachia, l’epico scontro tra i titani e gli dei), ovvero un termine che, a mio modo di vedere, ben descrive la guerra infinita che combattono, giorno dopo giorno, nell’omertà più assoluta, centinaia di donne capaci ma fondamentalmente helpless di fronte alla portata del problema.

Ripeto, più che le ineccepibili ragioni delle grandi battaglie ideali passate, mi colpiscono, a volte, le nefandezze delle piccole schermaglie moderne. E mi danno da pensare.

Per esempio, mi ricordano che, prima di incontrare Poseidone, la Medusa, lungi dall’essere una “Gorgone senza testa”, in date leggende, era considerata semplicemente una bella donna. Magari pure intelligente. Sia lei che le sorelle.

Anche per questo, nonostante non ami l’idea delle cosiddette “Quote Rosa” perché convinta che ciascuno di noi, uomo o donna che sia, il suo obiettivo, pure politico, lo debba raggiungere per meriti propri e non in virtù di questo o di quell’altro escamotage di corridoio, non posso che approvare il progetto. E, quindi, invitare ogni Ninfa (le Ninfe, ognuna nel suo piccolo, siamo tutte noi) ed ogni Satiro (anche barbierista) di buona volontà (ci sono, ci sono!) a sostenerlo.

Quando non è possibile cambiare una testa (e il cerchio si chiude), l’unica possibilità che resta, per quanto laboriosa, è, infatti, quella di tentare di cambiarne cento.

Rina Brundu Eustace

* Il Gennargentu

Dublin, 04/11/2006



 
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare?
E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.
 
Per inviare un commento devi essere registrato e fare LOGIN
Re: Satiromachia moderna
Mauro Benedetti - 06.11.2006
Mi perdonerai se confesso di non aver capito niente?


Mab
Astolfo - 06.11.2006
Siamo già in due. Appena lo legge Cardamo siamo in tre e possiamo fondare un club. Al quarto, scatta lo scopone.


Vai tranquilla...
Rina Brundu - 06.11.2006
sei perdonata. In verità, non occorrono reduci dal progetto ENIGMA per decriptare. Ma non era questo lo scopo. Speriamo che il messaggio arrivi dove doveva arrivare. Il problema è che appunto, per vizi suoi e per vizi altrui, non lo farà.


Okay Astolfo...
Rina Brundu - 06.11.2006
e dopo il gioco non dimenticare di portare teco Topolino per un'ora di sana lettura.

PS Senza togliere nulla a Topolino che comunque adoro


Okay, Rina
Astolfo - 06.11.2006
Ma Topolino non l'ho mai potuto vedere, meglio Paperino. O il mio vero eroe pennuto, Daffy Duck!

A proposito, quando ti rendi conto della scarsa efficacità dei messaggi che invii e poi non arrivano a chi dovrebbero, non ti sei mai chiesta se non c'è un problema con il tuo format di trasmissione? Perchè la linea, sai, funziona benissimo.


Tu quoque Astolfo fili mi
Rina Brundu - 06.11.2006
Caro Astolfo,
io invece preferisco Paperone…

Per quanto riguarda il resto, ammetto che c’è del vero in quello che dici. Il BDS ti potrà confermare che io spesso accompagno i miei articoli da una nota, dove chiedo loro di verificare che il pezzo in questione sia adatto al contesto (ovvero ai lettori del Barbiere). Se il pezzo passa il loro giudizio per me tanto basta! La ragione per cui accompagno, di solito, i miei articoli con una nota è perché io non sono una giornalista comunque (non per ora!). Il mio background è senz’altro differente. Inoltre, se fossi una giornalista probabilmente non mi occuperei di cronaca ma sarei piuttosto un columnist (particolare, s’intende!). Credo che concorderai che l’orizzonte d’attesa, e di conseguenza lo stile scritturale, di un columnist e di un autore che si occupa di cronaca sono e debbano essere diversi; anche perché chi scrive guarda ad un pubblico diverso. Tu mi insegni anche che alla cronaca si adatta meglio uno scrittura che denota (per intenderci quella tanto cara ai vecchi direttori del SOGG +VERBO + COMPLEMENTO e se bisogna aggiungere un avverbio, parliamone!), mente un columnist non può proprio definirsi tale se non è capace di connotare (se vuoi, indorare) il suo pensiero allo scopo di dargli altro significato che non sia solo quello visibile immediatamente. A me non interessa che i miei articoli siano leggibili da tutti (eresia!). Particolarmente, questo articolo! Non intendo neppure scrivere un saggio a corredo per dimostrare che ogni frase ha una sua ragion d’essere e una sua logica. Ritengo comunque che, per chiunque sia abbastanza aggiornato sugli ultimi accadimenti (anche quelli minimi, come è scritto nel pezzo!) lo stesso non presenti alcun mistero. Non ho mai pensato che questo articolo sarebbe diventato una hit... avevo però indovinato la scarsa intenzione che avrebbe ricevuto. In altre parole, l’universo di riferimento (lo so, lo so, vedo il fumo, acqua, acqua!) si è fondamentalmente riconfermato per come lo ho descritto. Questo però non mi ha impedito di usare carta penna e calamaio, così come il fatto che il gist dei miei pezzi non arrivi direttamente al tuo pensiero, non mi impedirà di scriverne altri.
Con tutto l’affetto del mondo, con immutata stima, vivissima considerazione etc etc…


Come te pare, Rina
Astolfo - 06.11.2006
Resta che siamo già in due a non carpire affatto il gist del tuo pezzo. Se poi questo è dovuto al fatto che non siamo abbastanza ben informati da comprendere a cosa alludi.... Contenta te, contenti tutti.



Le mie scuse Alfonso
Rina Brundu - 06.11.2006
Molto probabilmente hai ragione tu.
Non parliamone più. E poi ho l'impressione che la specifica questione minima che aveva ispirato questo pezzo sia stata già accortamente imboscata. Mentre il tema più generale della discriminazione tra sessi, come le foglie morte d'autunno, non fa più notizia. With my regards.


Quando si dice la combinazione Astolfo...
Rina Brundu - 06.11.2006
A proposito dell'idea minima che aveva ispirato questo pezzo, ho appena visto un flash di Striscia...
Che te debbo dire, guardala stasera, magari ti illumina!!!

PS
Inutile dire che questo post chiarificativo non me lo perdonerò mai. Mai Mai Mai Mai
E come se un qualcuno determinato a fissare la luna, per un attimo si distraesse, e abbassasse gli occhi per guardare il dito puntato verso quella. Basta!


Materialmente impossibile
Astolfo - 06.11.2006
Per me vedere Striscia, intendo.

E aggiungo: hamdoulillah


Beh questo non è poi un male...
Rina Brundu - 06.11.2006
ripeto l'argomento era fondamentalmente minimo.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/11_Novembre/05/rula.shtml

Sul problema di fondo non rido però.
Ciao

PS Ma stai all'estero anche tu? Non hai satellite?


Sono all'estero e ho al sateliite
Astolfo - 06.11.2006
Solo che per mie strette disposizioni ovviamente guarda dall'altra parte.


E comunque ti segnalo che è da due giorni che in Barberia si discute della "gnocca senza testa", e del resto non potrei ignorarlo, giacchè sono stato io a portare il tema al dibattito (anche se nel disordine crescente dei commenti non è immediatemente visibile).

Solo che senza allusioni mitologiche greche, o Pupe & Secchioni, o Grandi Montagne, o altri artifici narrativi che rendono il tuo pezzo opaco, per non dire totalmente indecifrabile. (Per non infradocumentati, of course)

Cheers.


E si é proprio un problema di denotazione e connotazione
Rina Brundu - 06.11.2006
In altre parole, a me non interessa scrivere un articolo su quella questione minima... a me interessa trarre delle conclusioni e porre in evidenza un fenomeno!
Concordo che il pezzo sia fondamentalmente opaco perché in realtà per sviluppare un simile argomento un articolo non è sufficiente... ma dissento sull'idea di fondo. E, se mi permetti, oltre a puntare la parabola alla sinistra del Domine, dovresti spostare pure il cannocchiale dal dito verso la luna. Aiuta ad allargare la visione dell'universo. Appunto.
All the best.


Materialmente impossibile (again)
Astolfo - 06.11.2006
Non ho un telescopio e, in cambio, ho una miopia galoppante, dunque la luna la vedo sempre sfuocata.

E comunque hai tutto il diritto di scrivere articoli su quello che ti pare e nello stile che ti pare. Semplicemente non ti stupire se poi i tuoi lettori (quelli, dunque, per i quali dovresti scrivere) non capiscono una mazza di quello che dici.

E sopratutto non dire che la colpa è loro, che non sono informati. Subito dopo, scorda il dito, scorda la luna, e concentra dunque il tuo sguardo nello specchio.


M'illumino d'immenso!
Rina Brundu - 06.11.2006


No, Rina
Astolfo - 06.11.2006
Ti ho detto di guardare dall'ALTRA parte..


La citazione di Ungaretti...
Rina Brundu - 06.11.2006
era naturalmente riferita alla visione allo specchio.
Questione d'importanza minima però.
In quanto alle e-mail dei miei lettori... si, ne ho una discreta collezione. Non posso lamentarmi.
Solo una cosa però:non dirmi mai che io non sia capace di fare autocritica... perché non penso che sia questo ciò che i miei post raccontino di me! A si biri a bae cun deusu.


Infatti..
Astolfo - 06.11.2006
...era la possibilità che la citazione di Ungaretti si riferisse all'immagine nello specchio che mi preoccupava veramente. E non sono d'accordo: è della massima importanza.

Ma vedo che non capisci ancora una volta lo stesso misero circoscritto messaggio che ripeto per quarta volta, sicchè desisto. E poi devo andare a vedere un film che prevedo molto interessante.

Dopo tutto, come diceva Bob, you're a big girl now.

Te logo.



It is mainly a communication problem!
Rina Brundu - 06.11.2006
La facezia su m'illumino d'immenso era ovviamente facezia e per tutto il resto mi arrendo.
Propongo al Barbiere un taglio di tutti questi posts.
Rgs


"The Strange Love of Martha Ivers"
Astolfo - 06.11.2006
(1946) di Lewis Milestone, con la grandiosa Barbara Stanwick, il mai deludente Van Heflin, la ingiustamente dimenticata Lizabeth Scott... senza contare il debutto cinemtografico di un giovanotto chiamato Kirk Douglas.

Dai retta a me, è un grande film.


Sergei Eisenstein
Rina Brundu - 06.11.2006
Grazie,
ma preferisco il suddetto. Per quanto riguarda la parte ludica (insomma, dove il cervello può ricevere senza elaborare) amo invece le grandi epiche caricate di effetti speciali (The lord of the rings, Star Wars, etc).
Ma ti ringrazio... perché la tua indicazione mi ha fatto trovare questa bellissima tesi di laurea
http://win.pikasus.com/Tesi%20Anna%20Olmo.htm e mi piacerebbe saperne di più.
Proprio a proposito di analisi del linguaggio...

Chissà, magari il leggerlo mi illuminerà!
Già mi redimo, già mi sento meglio: abbasso le metafore stile "Gorgone senza testa"!

Ah... LE VENT SE LEVE, IL FAUT TENTER DE VIVRE!


fa un pò te
Astolfo - 06.11.2006
ti perdi un dio di film, comunque


Alla prossima! See ya!
Rina Brundu - 06.11.2006


Il quadro non e' tondo!
Gerolamo Cardano - 07.11.2006
Quando la questione diventa (il cerchio e' quadrato e a volte anche triangolare) arrapata, allora non e' piu' possibile sorvolare sui dettagli di partenza (che erano e restano) fondamentali nella loro interezza paralipomenica.

Lhasa, Tibet

Quarto Oggiaro
Gerolamo Cardano


Re: Satiromachia moderna
Mauro Benedetti - 07.11.2006
E dopo 472 post, continuo a non aver capito una mazza.

Se il tuo scritto era, come dici, rivolto a qualcuno, avresti fatto maglio a mandargli una e-mail.

Magari girandogli anche una delle numerose di stima che ricevi: casomai avesse dubbi che davvero non si capisce una mazza, mentre invece sarà stato lui, poveretto, a brancolare nel buio.


Re: Satiromachia moderna
Gerolamo Cardano - 07.11.2006
E se per disgrazia fosse una gnocca e uno se la porta fuori a cena?

Poi a un certo punto lei se n'esce fuori con uno di sti' pezzi. Ebbene, si passera' la serata in maniera alternativa, chiedendo: che? ma che vuoi dire? scusa non ho capito, puoi tradurti, puoi spiegarmi? con tutta quella buona volonta' che uno mette sempre con le gnocche sconosciute. Cercando di scoprire significati reconditi, conoscenze esoteriche, visioni astrali profondissime.

Stesso potrebbe succedere con Ivanfrance, solo che lui mai piu' lo inviteremo a cena, non essendo certamente una gnocca, ne' tantomeno una gnocca sconosciuta.





Re: Gerolamo, ricordi Nietzsche?
Mauro Benedetti - 07.11.2006
In fondo anche Rina è un po' poeta...


La questione dei ruoli direttivi
LAURA RIPANI - 07.11.2006
Tempo fa, a proposito di quote rosa, discutevo con mio padre. Pensionato, ex 8 livello del Comune. Insomma, non proprio un ignorante. "Se in Parlamento ci sono poche donne - diceva - è perchè sono poche quelle eccellenti". Ora, considerato il livello medio dei nostri politici, ho risposto che, a parità di deficienza, vorrei altrettante donne imbecilli sui banchi.
Il punto è sempre lì. Dobbiamo dimostare di essere due volte più brave di un uomo, per ottenere gli stessi risultati. E, se ce la facciamo, è perchè abbiamo un amante di rilievo, un marito arrivato ecc...Cosa, spesso, indispensabile davvero. Gli dobbiamo stare un passo indietro. Sennò si deprimono.
Noi abbiamo lauree, titoli, master e così via. In redazione comandano ancora i diplomati praticoni. Io sono la prima donna giornalista professionista della mia città. Un po' pochino, direi. A fronte di 10 maschi.
Oggi il problema non sono le pari opportunità. Quelle ci sono. E' nei ruoli direttivi che non ci siamo ancora. Soltanto in Italia nessuna donna fa editoriali sul quotidiano più diffuso, il Corriere della Sera. Soltanto quando accadrà, potremo dirci soddisfatte.


Confesso una cosa
Persio - 07.11.2006
vivo per il giorno in cui Laura potrà finalmente scrivere un editoriale sul Corriere


Gerolamo
Persio - 07.11.2006
Immagino la scena tra te e Rina: una cena a lume di candela... lei, una figa stratosferica (gelere Gardini, che tutt'oggi, nonostante le mistiche politico-religiose, e le topiche, mi intriga anzicheno...), che ti fissa e senza tirare il fiato dice:
"Col passare del tempo mi sono naturalmente resa conto che le cose della Sardegna interna, nel bene e nel male, contavano poco nell’universo abitato, ma questo non ha mutato di tanto la mia impostazione mentale. Così come non l’ha mutata l’apprendere le ragioni forti che hanno portato le donne di tutto il mondo a combattere, persino a morire, per conquistare quella libertà che a noi nate nel sessantotto o giù di lì, ovvero a “cose fatte”, pare oggi condizione imprescindibile.

Assolvendo il mio peccato di omissione (di non partecipazione, di distacco da una crociata comunque importantissima) con l’idea che ognuno può combattere solo le battaglie del suo Tempo e quelle a cui si sente di poter partecipare (inutile dire che i tempi sono quelli che sono e che io stessa dovrei usare le mie energie positive in maniera più proficua!), non ho difficoltà ad ammettere che, più delle grandi battaglie ideali passate, più delle tante questioni di principio, a catturare la mia attenzione sono, spesso e volentieri, le schermaglie, purtroppo insignificanti, e per lo più fine a se stesse (o a scopo pubblicitario, s’intende) che caratterizzano le pseudo-gigantomachie di questi giorni.

Nello specifico, la satiromachia è la battaglia che oppone il moderno satiro italiano, per lo più un professionista di grido (non importa in quale campo), reputato per la sua cultura, alle ninfe più potenti dei nostri giorni, per la maggior parte femmine arrivate, pronipoti delle sessantine impegnate, attentissime a non venire catalogate nella sub-categoria delle veline, ma che, complice il contesto sociale immutato e immutabile, non riescono a liberarsi delle frustrazioni che porta con se quella difficoltà originale, ovvero l’essere nate donne, appunto!"



e guarda che prosegue...



link su Elisabetta
Persio - 07.11.2006
http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9012/901210.htm


in quella foto è particolarmente sexy...
Persio - 07.11.2006


Astolfo, invece, sono certo le risponderebbe...
Persio - 07.11.2006
magari raccontandole con dovizia di dettagli perché le teorie complottistiche sull'11 settembre sono tutte cazzate...

e poi le citerebbe a memoria (ed in lingua originale) una bella poesia di Eliot o di Rilke...

però alla fine, ne sono certo, se la farebbe...

:-)))


Ma guarda Persio
Astolfo - 08.11.2006
Che io sono un fan della Gardini da tempi politicamente non sospetti (e delle sue opinioni politiche me ne scatafrego).

Non potrei ahimè citarle Rilke in versione originale perchè non so il tedesco. Del resto, vedersi proibire l'accesso all'opera dei grandi poeti è una delle conseguenze più terribili del non parlare una lingua (dopo il tedesco, il mio rimpianto più forte è l'arabo).

Ad esempio:

Schließlich zerschlugen sie dich, von der Rache gehetzt,
wahrend dein Klang noch in Löwen und Felsen verweilte
und in den Bäumen und Vögeln. Dort singst du noch jetzt.

O du verlorener Gott! Du unendliche Spur!
Nur weil dich reißend zuletzt die Feindschaft
verteilte, sind wir die Hörenden jetzt und ein Mund der Natur.

(dal sonetto 26 dei "Sonetti a Orfeo", 1922)


foto di Rina
Persio - 08.11.2006
per chi (come me) è più curioso di una scimmia...


è Rina?
http://www.modulazioni.it/Salotto/Recensioni/rina-brundu-eustace_scalia.htm



Caro BDS...
Rina Brundu - 08.11.2006
che ne dici di cancellare tutti i post in calce a questo articolo?
Direi che non sono affatto degni del nostro cenacolo illuminato!

Persio, in quanto alla tua curiosità antropomorfica... non é che hai proprio scoperto l'acqua calda: si, quella sono io, ma non è la mia migliore!
Tuttavia, dato che sei arrivato sul bellissimo sito di Franco e su quello specifico articolo, ti consiglio di concentrarti sullo stesso. E magari di acquistare il libro di Turi Scalia, di leggerlo e di riflettere sui temi che propone. Chissà che tutto il nostro cenacolo non ne tratta vantaggio da questa tua lettura. Con ogni rispetto d'intenti, s'intende!


A dirti il vero Rina,
Persio - 08.11.2006
sono assai più incuriosito dal tuo giallo legato al territorio (sono un appassionato del genere), che da Scalia...


spero in ogni caso che le nostre facezie non ti abbiano offesa opltremodo: l'ironia si limitava all'articolo non alla tua persona...


ps

per il poco che si vede dalla foto ti trovo molto carina... hai alluso ad altre che ti valorizzano addirittura meglio: se volessi soddisfare la mia irrefrenabile curiosità, te ne sarei grato....



ps: la mail la trovi sul nick
Persio - 08.11.2006


Caro Persio,
Rina Brundu - 09.11.2006
Ti dirò… ciò che mi preoccupa di più è il fatto che accanto al tuo nick (immagino, si tratti appunto di nick! E’ fondamentalmente quello che fa la differenza!) ci sia scritto, professione: giornalista.
Mi preoccupa! Lo confesso! E, pur concedendo che SATIROMACHIA MODERNA non sia una delle mie creazioni più felici (in quanto si tratta di operazione ibrida incompiuta!), continuo a rimanere perplessa. A preoccuparmi è soprattutto la tua convinzione (la deduco da ciò che scrivi) che offendere un articolo sia meno importante che offendere una persona. In altre parole, tu mi stai dicendo che quando scrivi non è il tuo IO che scrive, ma uno spirito di passaggio che si è temporaneamente impossessato del tuo corpo. Lo ammetto, potrebbe essere una scusa valida da presentare all’occasione ad ogni direttore o capo redattore impigrito, ma ti confesso che mi fa pensare… E mi presenta altri interrogativi che spero di riuscire a definire meglio più avanti. Del resto, è proprio per questo che mi sono avvicinata a questo sito: per rispondere a date domande in merito ad un professione che mi interessa e per cui ritengo di essere naturalmente portata. Chissà perché…più il tempo passa, più resto convinta che giornalisti si nasca, non si diventi.. Cosa diversa sono gli inciucci per ottenere un tesserino! Ora, dico io, se uno NON nasce giornalista, non basteranno 40 anni di inutile carriera in questo o in quell’altro importante quotidiano per farmi pensare che quello sia un giornalista. Per esempio, durante l’ultimo Halloween, io ho volenterosamente tentato di far passare la mia gatta per un asinello sardo, ma quella…sempre gatta sembrava. Immagino, che lo stesso accada con l’asino… D’altro canto, se uno nasce giornalista (e, come direbbe Totò, io lo nacqui!) … non sarà un articolo non riuscito a rovinargli la carriera! Ti posso assicurare, e provare, che i miei pezzi pubblicati sul Barbiere mi hanno procurato diverse offerte di collaborazione con giornali e riviste, anche importanti… offerte che, se non ho rifiutato, non ho mai neppure avuto il tempo di sfruttare al meglio. Dico questo per dire che in verità non potrebbe fregarmene di meno di tutto lo sh*** pubblicato in coda a questo specifico articolo, mi dispiace più che altro che non sia arrivato il messaggio (e faccio mea culpa!). Così come mi dispiace che lo spazio messo a disposizione dal Barbiere venga usato in questo modo (vedi http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16223)! A dirla tutta, penso pure che un autore non dovrebbe mai postare commenti in calce ai pezzi che scrive perché quando la sua creatura (non parlo del suo baby) si stacca da lui/lei dovrebbe significare che è anche abbastanza matura per fronteggiare le insidie del mondo e quindi per prendersi plausi o sberleffi a seconda di quel che viene. Se però ho scelto di intervenire sul Barbiere, senza nick, senza se e senza ma è perché vedo il valore didattico di questa esperienza (in ogni caso non uso mai i nick perché ho già passato il periodo della pubertà e l’odore del latte mi infastidisce!). Allo stesso modo, ho delle idee ben precise sulla natura di Internet come motore divulgativo (non come editore di riferimento, vedi http://www.nonsoloparole.com/paroledicarta/rinabrundu.htm) ed intendo continuare a studiarne le possibilità. In tutto questo, comprendo benissimo che il “cazzeggio” (come direbbe OplitaArmatoallaLeggera:)) è componente impossibile da evitare e a volte, come ho fatto in questa occasione, non vedo perché dovrei tirarmi indietro. Ma, di sicuro, so sempre dopo tracciare la linea di confine, così come so fare il retrieving di un IP address se proprio debbo… Questo solo per chiarire… dato che la mia ironica allusione alle altre foto è stata male interpretata. Mi permetto, con il dovuto rispetto, sia che tu sia più piccolo o più grande di me, di suggerirti di guardare dentro la scorza più o meno “carina” (come dici tu) delle persone, sono sicura che ne trarresti maggiore beneficio… Mentre se cerchi altre esperienze, per carità, perfettamente legittime, dovresti navigare in altre siti… Internet è appunto bello perché è vario. Molto vario. In breve, si, ti sei dannato da solo, ma vedo che ti stai anche autoflaggellando: infatti, non riesco ad immaginare una pena più severa di una eventuale lettura di Tana di Volpe! Direi amici come prima e… voltiamo pagina. E’ meglio.

PS La mail non è necessaria, il discorso è nato qui. Deve morire qui. Anzi, è già morto.

Sedulo curavi humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere.
Benedictus de Spinoza (1632 – 1677)


Le comiche continuano...
Gerolamo Cardano - 09.11.2006


Come non detto Rina...
Persio - 09.11.2006
Ribadisco, mi spiace che tu ti sia offesa, e non è mia intenzione disilluderti in merito alle tue qualità di scrittura.
Ma credimi, se la tua intenzione è quella di fare questo mestiere, penso che dovresti cominciare a modificare il tuo stile: quello giornalistico è assai meno soggettivo del letterario e risponde a poche, ma ferree regole.
Ed è solo per questo che il tuo articolo, che definisci incompiuto, ha suscitato qualche ironia, mia e di altri frequentatori della Barberia. Per esser più chiari ti sconsiglierei di proporre un pezzo scritto in quel modo all'esame da professionista...

ps
lungi da me l'intenzione di rimorchiarti: speravo solo di dare un volto a quella forma di scrittura...


Come al solito si parte a parlare di fiori e si arriva alla geofisica di marte...
pinkerton - 09.11.2006
...ma che succede qui?...noto una certa vena di nervosismo poco salutare per tutti...torniamo a parlare di "noi"...fa bene agli uomini...


Al contrario, Pinkerton esq.
Gerolamo Cardano - 09.11.2006
Il pezzo era sulla geofisica di Marte e si e' finito a parlar di fiori.


per quello, come spesso succede negli ultimi tempi...
pinkerton - 09.11.2006
...nei post non ci ho capito una mazza...


ma dai Pinkerton,
Persio - 09.11.2006
si tratta di consueti omaggi a Pindaro...


ps
Persio - 09.11.2006
in ogni caso, se è solo nei post che non hai capito una mazza, sono io ad omaggiare te...(per la tua capacità di "intelligere")


Più che pindaro...
pinkerton - 09.11.2006
...qui i commenti volano come cavallette impazzite...mah...speriamo bene per il futuro..