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05.11.2006
Satiromachia moderna
di Rina Brundu

I satiri del nostro tempo, così come i loro illustri colleghi mitologici, continuano ad essere figure amanti del ricco vivere, della gozzoviglia e delle belle ninfe

Non sono mai stata femminista. Ho sempre pensato che esserlo significasse ammettere una disparità che non aveva ragione d’esistere. Credo che tale prezioso imprint mi sia stato regalato, alla nascita, ai piedi della Grande Montagna* che, tra i suoi molti mali endemici, non ha mai annoverato però quello di crescere donne dopate da una visione ideale dell’altra metà del Cielo.

Col passare del tempo mi sono naturalmente resa conto che le cose della Sardegna interna, nel bene e nel male, contavano poco nell’universo abitato, ma questo non ha mutato di tanto la mia impostazione mentale. Così come non l’ha mutata l’apprendere le ragioni forti che hanno portato le donne di tutto il mondo a combattere, persino a morire, per conquistare quella libertà che a noi nate nel sessantotto o giù di lì, ovvero a “cose fatte”, pare oggi condizione imprescindibile.

Assolvendo il mio peccato di omissione (di non partecipazione, di distacco da una crociata comunque importantissima) con l’idea che ognuno può combattere solo le battaglie del suo Tempo e quelle a cui si sente di poter partecipare (inutile dire che i tempi sono quelli che sono e che io stessa dovrei usare le mie energie positive in maniera più proficua!), non ho difficoltà ad ammettere che, più delle grandi battaglie ideali passate, più delle tante questioni di principio, a catturare la mia attenzione sono, spesso e volentieri, le schermaglie, purtroppo insignificanti, e per lo più fine a se stesse (o a scopo pubblicitario, s’intende) che caratterizzano le pseudo-gigantomachie di questi giorni.

Nello specifico, la satiromachia è la battaglia che oppone il moderno satiro italiano, per lo più un professionista di grido (non importa in quale campo), reputato per la sua cultura, alle ninfe più potenti dei nostri giorni, per la maggior parte femmine arrivate, pronipoti delle sessantine impegnate, attentissime a non venire catalogate nella sub-categoria delle veline, ma che, complice il contesto sociale immutato e immutabile, non riescono a liberarsi delle frustrazioni che porta con se quella difficoltà originale, ovvero l’essere nate donne, appunto!

Che simili problematiche esistano ancora in tutto il mondo occidentale è cosa nota, ma che la questione sia di fatto patologica nel Bel Paese delle Pupe e dei Secchioni è pure assodato. Basta guardare alla Politica e paragonare il mortificante contesto italiano alle cose di una Germania che vanta un suo Cancelliere donna, o a quello degli Stati Uniti di una Condoleeza Rice fiero Segretario di Stato afro-americano, per non parlare dei numeri che possono mettere sul tavolo i paesi nordici.

Ma, naturalmente, le disgrazie non vengono mai da sole! Men che meno in Italia! Adesso, per esempio, ci si mette anche la televisione che, da un po’ di tempo in qua, pare essere scesa in campo quale nuovo elemento perturbatore e tutt’altro che equidistante.

Così, dalle improbabili, ma fondamentalmente ludiche, e quindi forse scusabili, performances che il “fortunato” telespettatore può applaudire in programmi quali La Pupa e il Secchione (perché non La Secchia e il Bamboccione?), e passando per i vari telegiornali dove l’opzione anchorwoman (ammettiamolo, il sospetto ci sfiora, nonostante le indubbie capacità delle giornaliste, loro malgrado costrette ad essere sempre più brave dei colleghi!) è spesso vista come il toccasana vincolante per curare le fitte di satiriasi (appunto!) dell’uditorio maschile, si è arrivati ormai fino al vero e proprio insulto in programmi che tutto dovrebbero fare tranne promuovere una qualunque forma di discriminazione.

Personalmente, quando questo accade, non mi interessa trovare il capro espiatorio, così come non mi trovo d’accordo con quei giornali che riportano questo genere di notizie con troppa enfasi con il chiaro intento di creare “il Caso” a tutti i costi. Va da sé, per esempio, che nessuno può mettere un bavaglio sulla bocca di nessuno durante un programma in diretta, anche perché, se queste accadesse ,molto probabilmente non saremmo qui a discuterne.

Ma trovare il capro espiatorio non mi interessa soprattutto perché sono purtroppo convinta che i commenti inappropriati che può lasciarsi sfuggire l’incauto Satiro di turno, a proposito di questa o di quell’altra Ninfa, lungi dall’essere l’eccezione che conferma la regola, sono, il più delle volte, solo riflesso palesato dei veri pensieri degli altri suoi simili.

In altre parole, in Italia la discriminazione tra i sessi (palesata nei modi e nelle maniere più diverse) è la prassi. E, paradossalmente, è la prassi soprattutto tra le classi culturalmente più evolute, o supposte tali.

Questa è pure il motivo per cui io parlo di Satiromachia (per analogia con Gigantomachia, l’epico scontro tra i titani e gli dei), ovvero un termine che, a mio modo di vedere, ben descrive la guerra infinita che combattono, giorno dopo giorno, nell’omertà più assoluta, centinaia di donne capaci ma fondamentalmente helpless di fronte alla portata del problema.

Ripeto, più che le ineccepibili ragioni delle grandi battaglie ideali passate, mi colpiscono, a volte, le nefandezze delle piccole schermaglie moderne. E mi danno da pensare.

Per esempio, mi ricordano che, prima di incontrare Poseidone, la Medusa, lungi dall’essere una “Gorgone senza testa”, in date leggende, era considerata semplicemente una bella donna. Magari pure intelligente. Sia lei che le sorelle.

Anche per questo, nonostante non ami l’idea delle cosiddette “Quote Rosa” perché convinta che ciascuno di noi, uomo o donna che sia, il suo obiettivo, pure politico, lo debba raggiungere per meriti propri e non in virtù di questo o di quell’altro escamotage di corridoio, non posso che approvare il progetto. E, quindi, invitare ogni Ninfa (le Ninfe, ognuna nel suo piccolo, siamo tutte noi) ed ogni Satiro (anche barbierista) di buona volontà (ci sono, ci sono!) a sostenerlo.

Quando non è possibile cambiare una testa (e il cerchio si chiude), l’unica possibilità che resta, per quanto laboriosa, è, infatti, quella di tentare di cambiarne cento.

Rina Brundu Eustace

* Il Gennargentu

Dublin, 04/11/2006



 
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Re: Satiromachia moderna
Mauro Benedetti - 06.11.2006
Mi perdonerai se confesso di non aver capito niente?


Mab
Astolfo - 06.11.2006
Siamo già in due. Appena lo legge Cardamo siamo in tre e possiamo fondare un club. Al quarto, scatta lo scopone.


Vai tranquilla...
Rina Brundu - 06.11.2006
sei perdonata. In verità, non occorrono reduci dal progetto ENIGMA per decriptare. Ma non era questo lo scopo. Speriamo che il messaggio arrivi dove doveva arrivare. Il problema è che appunto, per vizi suoi e per vizi altrui, non lo farà.


Okay Astolfo...
Rina Brundu - 06.11.2006
e dopo il gioco non dimenticare di portare teco Topolino per un'ora di sana lettura.

PS Senza togliere nulla a Topolino che comunque adoro


Okay, Rina
Astolfo - 06.11.2006
Ma Topolino non l'ho mai potuto vedere, meglio Paperino. O il mio vero eroe pennuto, Daffy Duck!

A proposito, quando ti rendi conto della scarsa efficacità dei messaggi che invii e poi non arrivano a chi dovrebbero, non ti sei mai chiesta se non c'è un problema con il tuo format di trasmissione? Perchè la linea, sai, funziona benissimo.


Tu quoque Astolfo fili mi
Rina Brundu - 06.11.2006
Caro Astolfo,
io invece preferisco Paperone…

Per quanto riguarda il resto, ammetto che c’è del vero in quello che dici. Il BDS ti potrà confermare che io spesso accompagno i miei articoli da una nota, dove chiedo loro di verificare che il pezzo in questione sia adatto al contesto (ovvero ai lettori del Barbiere). Se il pezzo passa il loro giudizio per me tanto basta! La ragione per cui accompagno, di solito, i miei articoli con una nota è perché io non sono una giornalista comunque (non per ora!). Il mio background è senz’altro differente. Inoltre, se fossi una giornalista probabilmente non mi occuperei di cronaca ma sarei piuttosto un columnist (particolare, s’intende!). Credo che concorderai che l’orizzonte d’attesa, e di conseguenza lo stile scritturale, di un columnist e di un autore che si occupa di cronaca sono e debbano essere diversi; anche perché chi scrive guarda ad un pubblico diverso. Tu mi insegni anche che alla cronaca si adatta meglio uno scrittura che denota (per intenderci quella tanto cara ai vecchi direttori del SOGG +VERBO + COMPLEMENTO e se bisogna aggiungere un avverbio, parliamone!), mente un columnist non può proprio definirsi tale se non è capace di connotare (se vuoi, indorare) il suo pensiero allo scopo di dargli altro significato che non sia solo quello visibile immediatamente. A me non interessa che i miei articoli siano leggibili da tutti (eresia!). Particolarmente, questo articolo! Non intendo neppure scrivere un saggio a corredo per dimostrare che ogni frase ha una sua ragion d’essere e una sua logica. Ritengo comunque che, per chiunque sia abbastanza aggiornato sugli ultimi accadimenti (anche quelli minimi, come è scritto nel pezzo!) lo stesso non presenti alcun mistero. Non ho mai pensato che questo articolo sarebbe diventato una hit... avevo però indovinato la scarsa intenzione che avrebbe ricevuto. In altre parole, l’universo di riferimento (lo so, lo so, vedo il fumo, acqua, acqua!) si è fondamentalmente riconfermato per come lo ho descritto. Questo però non mi ha impedito di usare carta penna e calamaio, così come il fatto che il gist dei miei pezzi non arrivi direttamente al tuo pensiero, non mi impedirà di scriverne altri.
Con tutto l’affetto del mondo, con immutata stima, vivissima considerazione etc etc…


Come te pare, Rina
Astolfo - 06.11.2006
Resta che siamo già in due a non carpire affatto il gist del tuo pezzo. Se poi questo è dovuto al fatto che non siamo abbastanza ben informati da comprendere a cosa alludi.... Contenta te, contenti tutti.



Le mie scuse Alfonso
Rina Brundu - 06.11.2006
Molto probabilmente hai ragione tu.
Non parliamone più. E poi ho l'impressione che la specifica questione minima che aveva ispirato questo pezzo sia stata già accortamente imboscata. Mentre il tema più generale della discriminazione tra sessi, come le foglie morte d'autunno, non fa più notizia. With my regards.


Quando si dice la combinazione Astolfo...
Rina Brundu - 06.11.2006
A proposito dell'idea minima che aveva ispirato questo pezzo, ho appena visto un flash di Striscia...
Che te debbo dire, guardala stasera, magari ti illumina!!!

PS
Inutile dire che questo post chiarificativo non me lo perdonerò mai. Mai Mai Mai Mai
E come se un qualcuno determinato a fissare la luna, per un attimo si distraesse, e abbassasse gli occhi per guardare il dito puntato verso quella. Basta!


Materialmente impossibile
Astolfo - 06.11.2006
Per me vedere Striscia, intendo.

E aggiungo: hamdoulillah


Beh questo non è poi un male...
Rina Brundu - 06.11.2006
ripeto l'argomento era fondamentalmente minimo.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/11_Novembre/05/rula.shtml

Sul problema di fondo non rido però.
Ciao

PS Ma stai all'estero anche tu? Non hai satellite?


Sono all'estero e ho al sateliite
Astolfo - 06.11.2006
Solo che per mie strette disposizioni ovviamente guarda dall'altra parte.


E comunque ti segnalo che è da due giorni che in Barberia si discute della "gnocca senza testa", e del resto non potrei ignorarlo, giacchè sono stato io a portare il tema al dibattito (anche se nel disordine crescente dei commenti non è immediatemente visibile).

Solo che senza allusioni mitologiche greche, o Pupe & Secchioni, o Grandi Montagne, o altri artifici narrativi che rendono il tuo pezzo opaco, per non dire totalmente indecifrabile. (Per non infradocumentati, of course)

Cheers.


E si é proprio un problema di denotazione e connotazione
Rina Brundu - 06.11.2006
In altre parole, a me non interessa scrivere un articolo su quella questione minima... a me interessa trarre delle conclusioni e porre in evidenza un fenomeno!
Concordo che il pezzo sia fondamentalmente opaco perché in realtà per sviluppare un simile argomento un articolo non è sufficiente... ma dissento sull'idea di fondo. E, se mi permetti, oltre a puntare la parabola alla sinistra del Domine, dovresti spostare pure il cannocchiale dal dito verso la luna. Aiuta ad allargare la visione dell'universo. Appunto.
All the best.


Materialmente impossibile (again)
Astolfo - 06.11.2006
Non ho un telescopio e, in cambio, ho una miopia galoppante, dunque la luna la vedo sempre sfuocata.

E comunque hai tutto il diritto di scrivere articoli su quello che ti pare e nello stile che ti pare. Semplicemente non ti stupire se poi i tuoi lettori (quelli, dunque, per i quali dovresti scrivere) non capiscono una mazza di quello che dici.

E sopratutto non dire che la colpa è loro, che non sono informati. Subito dopo, scorda il dito, scorda la luna, e concentra dunque il tuo sguardo nello specchio.


M'illumino d'immenso!
Rina Brundu - 06.11.2006


No, Rina
Astolfo - 06.11.2006
Ti ho detto di guardare dall'ALTRA parte..


La citazione di Ungaretti...
Rina Brundu - 06.11.2006
era naturalmente riferita alla visione allo specchio.
Questione d'importanza minima però.
In quanto alle e-mail dei miei lettori... si, ne ho una discreta collezione. Non posso lamentarmi.
Solo una cosa però:non dirmi mai che io non sia capace di fare autocritica... perché non penso che sia questo ciò che i miei post raccontino di me! A si biri a bae cun deusu.


Infatti..
Astolfo - 06.11.2006
...era la possibilità che la citazione di Ungaretti si riferisse all'immagine nello specchio che mi preoccupava veramente. E non sono d'accordo: è della massima importanza.

Ma vedo che non capisci ancora una volta lo stesso misero circoscritto messaggio che ripeto per quarta volta, sicchè desisto. E poi devo andare a vedere un film che prevedo molto interessante.

Dopo tutto, come diceva Bob, you're a big girl now.

Te logo.



It is mainly a communication problem!
Rina Brundu - 06.11.2006
La facezia su m'illumino d'immenso era ovviamente facezia e per tutto il resto mi arrendo.
Propongo al Barbiere un taglio di tutti questi posts.
Rgs


"The Strange Love of Martha Ivers"
Astolfo - 06.11.2006
(1946) di Lewis Milestone, con la grandiosa Barbara Stanwick, il mai deludente Van Heflin, la ingiustamente dimenticata Lizabeth Scott... senza contare il debutto cinemtografico di un giovanotto chiamato Kirk Douglas.

Dai retta a me, è un grande film.


Sergei Eisenstein
Rina Brundu - 06.11.2006
Grazie,
ma preferisco il suddetto. Per quanto riguarda la parte ludica (insomma, dove il cervello può ricevere senza elaborare) amo invece le grandi epiche caricate di effetti speciali (The lord of the rings, Star Wars, etc).
Ma ti ringrazio... perché la tua indicazione mi ha fatto trovare questa bellissima tesi di laurea
http://win.pikasus.com/Tesi%20Anna%20Olmo.htm e mi piacerebbe saperne di più.
Proprio a proposito di analisi del linguaggio...

Chissà, magari il leggerlo mi illuminerà!
Già mi redimo, già mi sento meglio: abbasso le metafore stile "Gorgone senza testa"!

Ah... LE VENT SE LEVE, IL FAUT TENTER DE VIVRE!


fa un pò te
Astolfo - 06.11.2006
ti perdi un dio di film, comunque


Alla prossima! See ya!
Rina Brundu - 06.11.2006


Il quadro non e' tondo!
Gerolamo Cardano - 07.11.2006
Quando la questione diventa (il cerchio e' quadrato e a volte anche triangolare) arrapata, allora non e' piu' possibile sorvolare sui dettagli di partenza (che erano e restano) fondamentali nella loro interezza paralipomenica.

Lhasa, Tibet

Quarto Oggiaro
Gerolamo Cardano


Re: Satiromachia moderna
Mauro Benedetti - 07.11.2006
E dopo 472 post, continuo a non aver capito una mazza.

Se il tuo scritto era, come dici, rivolto a qualcuno, avresti fatto maglio a mandargli una e-mail.

Magari girandogli anche una delle numerose di stima che ricevi: casomai avesse dubbi che davvero non si capisce una mazza, mentre invece sarà stato lui, poveretto, a brancolare nel buio.


Re: Satiromachia moderna
Gerolamo Cardano - 07.11.2006
E se per disgrazia fosse una gnocca e uno se la porta fuori a cena?

Poi a un certo punto lei se n'esce fuori con uno di sti' pezzi. Ebbene, si passera' la serata in maniera alternativa, chiedendo: che? ma che vuoi dire? scusa non ho capito, puoi tradurti, puoi spiegarmi? con tutta quella buona volonta' che uno mette sempre con le gnocche sconosciute. Cercando di scoprire significati reconditi, conoscenze esoteriche, visioni astrali profondissime.

Stesso potrebbe succedere con Ivanfrance, solo che lui mai piu' lo inviteremo a cena, non essendo certamente una gnocca, ne' tantomeno una gnocca sconosciuta.





Re: Gerolamo, ricordi Nietzsche?
Mauro Benedetti - 07.11.2006
In fondo anche Rina è un po' poeta...


La questione dei ruoli direttivi
LAURA RIPANI - 07.11.2006
Tempo fa, a proposito di quote rosa, discutevo con mio padre. Pensionato, ex 8 livello del Comune. Insomma, non proprio un ignorante. "Se in Parlamento ci sono poche donne - diceva - è perchè sono poche quelle eccellenti". Ora, considerato il livello medio dei nostri politici, ho risposto che, a parità di deficienza, vorrei altrettante donne imbecilli sui banchi.
Il punto è sempre lì. Dobbiamo dimostare di essere due volte più brave di un uomo, per ottenere gli stessi risultati. E, se ce la facciamo, è perchè abbiamo un amante di rilievo, un marito arrivato ecc...Cosa, spesso, indispensabile davvero. Gli dobbiamo stare un passo indietro. Sennò si deprimono.
Noi abbiamo lauree, titoli, master e così via. In redazione comandano ancora i diplomati praticoni. Io sono la prima donna giornalista professionista della mia città. Un po' pochino, direi. A fronte di 10 maschi.
Oggi il problema non sono le pari opportunità. Quelle ci sono. E' nei ruoli direttivi che non ci siamo ancora. Soltanto in Italia nessuna donna fa editoriali sul quotidiano più diffuso, il Corriere della Sera. Soltanto quando accadrà, potremo dirci soddisfatte.


Confesso una cosa
Persio - 07.11.2006
vivo per il giorno in cui Laura potrà finalmente scrivere un editoriale sul Corriere


Gerolamo
Persio - 07.11.2006
Immagino la scena tra te e Rina: una cena a lume di candela... lei, una figa stratosferica (gelere Gardini, che tutt'oggi, nonostante le mistiche politico-religiose, e le topiche, mi intriga anzicheno...), che ti fissa e senza tirare il fiato dice:
"Col passare del tempo mi sono naturalmente resa conto che le cose della Sardegna interna, nel bene e nel male, contavano poco nell’universo abitato, ma questo non ha mutato di tanto la mia impostazione mentale. Così come non l’ha mutata l’apprendere le ragioni forti che hanno portato le donne di tutto il mondo a combattere, persino a morire, per conquistare quella libertà che a noi nate nel sessantotto o giù di lì, ovvero a “cose fatte”, pare oggi condizione imprescindibile.

Assolvendo il mio peccato di omissione (di non partecipazione, di distacco da una crociata comunque importantissima) con l’idea che ognuno può combattere solo le battaglie del suo Tempo e quelle a cui si sente di poter partecipare (inutile dire che i tempi sono quelli che sono e che io stessa dovrei usare le mie energie positive in maniera più proficua!), non ho difficoltà ad ammettere che, più delle grandi battaglie ideali passate, più delle tante questioni di principio, a catturare la mia attenzione sono, spesso e volentieri, le schermaglie, purtroppo insignificanti, e per lo più fine a se stesse (o a scopo pubblicitario, s’intende) che caratterizzano le pseudo-gigantomachie di questi giorni.

Nello specifico, la satiromachia è la battaglia che oppone il moderno satiro italiano, per lo più un professionista di grido (non importa in quale campo), reputato per la sua cultura, alle ninfe più potenti dei nostri giorni, per la maggior parte femmine arrivate, pronipoti delle sessantine impegnate, attentissime a non venire catalogate nella sub-categoria delle veline, ma che, complice il contesto sociale immutato e immutabile, non riescono a liberarsi delle frustrazioni che porta con se quella difficoltà originale, ovvero l’essere nate donne, appunto!"



e guarda che prosegue...



link su Elisabetta
Persio - 07.11.2006
http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9012/901210.htm


in quella foto è particolarmente sexy...
Persio - 07.11.2006


Astolfo, invece, sono certo le risponderebbe...
Persio - 07.11.2006
magari raccontandole con dovizia di dettagli perché le teorie complottistiche sull'11 settembre sono tutte cazzate...

e poi le citerebbe a memoria (ed in lingua originale) una bella poesia di Eliot o di Rilke...

però alla fine, ne sono certo, se la farebbe...

:-)))


Ma guarda Persio
Astolfo - 08.11.2006
Che io sono un fan della Gardini da tempi politicamente non sospetti (e delle sue opinioni politiche me ne scatafrego).

Non potrei ahimè citarle Rilke in versione originale perchè non so il tedesco. Del resto, vedersi proibire l'accesso all'opera dei grandi poeti è una delle conseguenze più terribili del non parlare una lingua (dopo il tedesco, il mio rimpianto più forte è l'arabo).

Ad esempio:

Schließlich zerschlugen sie dich, von der Rache gehetzt,
wahrend dein Klang noch in Löwen und Felsen verweilte
und in den Bäumen und Vögeln. Dort singst du noch jetzt.

O du verlorener Gott! Du unendliche Spur!
Nur weil dich reißend zuletzt die Feindschaft
verteilte, sind wir die Hörenden jetzt und ein Mund der Natur.

(dal sonetto 26 dei "Sonetti a Orfeo", 1922)


foto di Rina
Persio - 08.11.2006
per chi (come me) è più curioso di una scimmia...


è Rina?
http://www.modulazioni.it/Salotto/Recensioni/rina-brundu-eustace_scalia.htm



Caro BDS...
Rina Brundu - 08.11.2006
che ne dici di cancellare tutti i post in calce a questo articolo?
Direi che non sono affatto degni del nostro cenacolo illuminato!

Persio, in quanto alla tua curiosità antropomorfica... non é che hai proprio scoperto l'acqua calda: si, quella sono io, ma non è la mia migliore!
Tuttavia, dato che sei arrivato sul bellissimo sito di Franco e su quello specifico articolo, ti consiglio di concentrarti sullo stesso. E magari di acquistare il libro di Turi Scalia, di leggerlo e di riflettere sui temi che propone. Chissà che tutto il nostro cenacolo non ne tratta vantaggio da questa tua lettura. Con ogni rispetto d'intenti, s'intende!


A dirti il vero Rina,
Persio - 08.11.2006
sono assai più incuriosito dal tuo giallo legato al territorio (sono un appassionato del genere), che da Scalia...


spero in ogni caso che le nostre facezie non ti abbiano offesa opltremodo: l'ironia si limitava all'articolo non alla tua persona...


ps

per il poco che si vede dalla foto ti trovo molto carina... hai alluso ad altre che ti valorizzano addirittura meglio: se volessi soddisfare la mia irrefrenabile curiosità, te ne sarei grato....



ps: la mail la trovi sul nick
Persio - 08.11.2006


Caro Persio,
Rina Brundu - 09.11.2006
Ti dirò… ciò che mi preoccupa di più è il fatto che accanto al tuo nick (immagino, si tratti appunto di nick! E’ fondamentalmente quello che fa la differenza!) ci sia scritto, professione: giornalista.
Mi preoccupa! Lo confesso! E, pur concedendo che SATIROMACHIA MODERNA non sia una delle mie creazioni più felici (in quanto si tratta di operazione ibrida incompiuta!), continuo a rimanere perplessa. A preoccuparmi è soprattutto la tua convinzione (la deduco da ciò che scrivi) che offendere un articolo sia meno importante che offendere una persona. In altre parole, tu mi stai dicendo che quando scrivi non è il tuo IO che scrive, ma uno spirito di passaggio che si è temporaneamente impossessato del tuo corpo. Lo ammetto, potrebbe essere una scusa valida da presentare all’occasione ad ogni direttore o capo redattore impigrito, ma ti confesso che mi fa pensare… E mi presenta altri interrogativi che spero di riuscire a definire meglio più avanti. Del resto, è proprio per questo che mi sono avvicinata a questo sito: per rispondere a date domande in merito ad un professione che mi interessa e per cui ritengo di essere naturalmente portata. Chissà perché…più il tempo passa, più resto convinta che giornalisti si nasca, non si diventi.. Cosa diversa sono gli inciucci per ottenere un tesserino! Ora, dico io, se uno NON nasce giornalista, non basteranno 40 anni di inutile carriera in questo o in quell’altro importante quotidiano per farmi pensare che quello sia un giornalista. Per esempio, durante l’ultimo Halloween, io ho volenterosamente tentato di far passare la mia gatta per un asinello sardo, ma quella…sempre gatta sembrava. Immagino, che lo stesso accada con l’asino… D’altro canto, se uno nasce giornalista (e, come direbbe Totò, io lo nacqui!) … non sarà un articolo non riuscito a rovinargli la carriera! Ti posso assicurare, e provare, che i miei pezzi pubblicati sul Barbiere mi hanno procurato diverse offerte di collaborazione con giornali e riviste, anche importanti… offerte che, se non ho rifiutato, non ho mai neppure avuto il tempo di sfruttare al meglio. Dico questo per dire che in verità non potrebbe fregarmene di meno di tutto lo sh*** pubblicato in coda a questo specifico articolo, mi dispiace più che altro che non sia arrivato il messaggio (e faccio mea culpa!). Così come mi dispiace che lo spazio messo a disposizione dal Barbiere venga usato in questo modo (vedi http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16223)! A dirla tutta, penso pure che un autore non dovrebbe mai postare commenti in calce ai pezzi che scrive perché quando la sua creatura (non parlo del suo baby) si stacca da lui/lei dovrebbe significare che è anche abbastanza matura per fronteggiare le insidie del mondo e quindi per prendersi plausi o sberleffi a seconda di quel che viene. Se però ho scelto di intervenire sul Barbiere, senza nick, senza se e senza ma è perché vedo il valore didattico di questa esperienza (in ogni caso non uso mai i nick perché ho già passato il periodo della pubertà e l’odore del latte mi infastidisce!). Allo stesso modo, ho delle idee ben precise sulla natura di Internet come motore divulgativo (non come editore di riferimento, vedi http://www.nonsoloparole.com/paroledicarta/rinabrundu.htm) ed intendo continuare a studiarne le possibilità. In tutto questo, comprendo benissimo che il “cazzeggio” (come direbbe OplitaArmatoallaLeggera:)) è componente impossibile da evitare e a volte, come ho fatto in questa occasione, non vedo perché dovrei tirarmi indietro. Ma, di sicuro, so sempre dopo tracciare la linea di confine, così come so fare il retrieving di un IP address se proprio debbo… Questo solo per chiarire… dato che la mia ironica allusione alle altre foto è stata male interpretata. Mi permetto, con il dovuto rispetto, sia che tu sia più piccolo o più grande di me, di suggerirti di guardare dentro la scorza più o meno “carina” (come dici tu) delle persone, sono sicura che ne trarresti maggiore beneficio… Mentre se cerchi altre esperienze, per carità, perfettamente legittime, dovresti navigare in altre siti… Internet è appunto bello perché è vario. Molto vario. In breve, si, ti sei dannato da solo, ma vedo che ti stai anche autoflaggellando: infatti, non riesco ad immaginare una pena più severa di una eventuale lettura di Tana di Volpe! Direi amici come prima e… voltiamo pagina. E’ meglio.

PS La mail non è necessaria, il discorso è nato qui. Deve morire qui. Anzi, è già morto.

Sedulo curavi humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere.
Benedictus de Spinoza (1632 – 1677)


Le comiche continuano...
Gerolamo Cardano - 09.11.2006


Come non detto Rina...
Persio - 09.11.2006
Ribadisco, mi spiace che tu ti sia offesa, e non è mia intenzione disilluderti in merito alle tue qualità di scrittura.
Ma credimi, se la tua intenzione è quella di fare questo mestiere, penso che dovresti cominciare a modificare il tuo stile: quello giornalistico è assai meno soggettivo del letterario e risponde a poche, ma ferree regole.
Ed è solo per questo che il tuo articolo, che definisci incompiuto, ha suscitato qualche ironia, mia e di altri frequentatori della Barberia. Per esser più chiari ti sconsiglierei di proporre un pezzo scritto in quel modo all'esame da professionista...

ps
lungi da me l'intenzione di rimorchiarti: speravo solo di dare un volto a quella forma di scrittura...


Come al solito si parte a parlare di fiori e si arriva alla geofisica di marte...
pinkerton - 09.11.2006
...ma che succede qui?...noto una certa vena di nervosismo poco salutare per tutti...torniamo a parlare di "noi"...fa bene agli uomini...


Al contrario, Pinkerton esq.
Gerolamo Cardano - 09.11.2006
Il pezzo era sulla geofisica di Marte e si e' finito a parlar di fiori.


per quello, come spesso succede negli ultimi tempi...
pinkerton - 09.11.2006
...nei post non ci ho capito una mazza...


ma dai Pinkerton,
Persio - 09.11.2006
si tratta di consueti omaggi a Pindaro...


ps
Persio - 09.11.2006
in ogni caso, se è solo nei post che non hai capito una mazza, sono io ad omaggiare te...(per la tua capacità di "intelligere")


Più che pindaro...
pinkerton - 09.11.2006
...qui i commenti volano come cavallette impazzite...mah...speriamo bene per il futuro..


Due appunti (che ovviamente non c'entrano niente)
Astolfo - 09.11.2006
Rina: a me quello che mi ha impressionato più della tua foto è che, pur essendo sarda, sembri proprio irlandese. Sarà che l'isola smeralda stinge?

Inoltre: ho dato una rapida lettura alla tesi che avevi scovato (immagino) googleando il titolo del (bellissimo) film che ho (ri) visto l'altra sera, e sinceramente non gli darei troppa importanza.

Qualsiasi analisi tematico e linguistico del "film noir" che non tenga nemmeno in considerazione quello che per molti è la massima espressione del genere (se genere è, se ne puo' anche discutere), ossia "Out Of The Past" di Jacques Tourner (1947, con Robert Mitchum e Jane Greer) e sopratutto che parla per ore di incipit nei film del genere senza menzionare "Kiss Me Deadly" di Robert Aldricht (1955, con Ralph Meeker nel ruolo di Mike Hammer) non puo' che essere considerato incompleto e poco serio.

(Sopratutto se include fra i film noir "The Strange Love of Martha Ivers", che è piuttosto un melodramma, o perfino "Secret Beyond de Door" di Fritz Lang, invece di menzionare "The Big Heat" o "The Blue Gardenia", anch'essi del geniale viennese)


Astolfo
Rina Brundu - 09.11.2006
rispondo sempre alle domande poste a modo. Intanto, non capisco davvero tutta questa storia sulla foto dato che ormai io pubblico sul Barbiere da circa due anni. Sarebbe bastato seguire il link al mio magazine online e trovare tutte le informazioni su di me. Non scherzavo neppure sul fatto che c’erano altre foto in giro ma davvero non ci trovo nulla di che (chi è che oggi non mette le sue foto online? Solo chi non esiste praticamente!). Avevo anche un blog che però ho chiuso sia perché si stava trasformando in una sorta di diario, ed io trovo assolutamente ripugnante chiunque parli di sé stesso, sia perché c’erano altre mie foto che avevo messo sù su consiglio di qualche persona, ma che non mi facevano sentire a mio agio. Trovo infatti che una delle grandezze della dimensione virtuale sia il fatto che… tutto ciò che rimane incastrato sulle “maglie” della Rete sia fondamentalmente l’anima… e un’anima bella (non sto parlando della mia!) se ne strafrega di un look all’ultima moda. Sono sciocchezze trash-mediatiche fatte per confondere il cervello non abituato a pensare.

Un’ultima cosa su tutto questo casino e poi rispondo alla tua. Ripeto, scrivo sul Barbiere da circa due anni, ma non ne ho mai approfittato per fare pubblicità ai miei libri, o alle mie attività anche online. L’avrei trovato disgustoso. Tutta questa storia è venuta fuori solo perché ti stavo spiegando le ragioni di un background scritturale differente. In ogni caso, dato che io non mi vergogno di scrivere sul Barbiere, intendo trattare il Barbiere come ogni altro sito dove pubblico i miei articoli, ovvero firmandomi con il mio nome e cognome; e indicando chi sono. Ciò che non toglie che sono abituata al rispetto, il rispetto lo esigo esattamente come lo do.

Paradossalmente, un articolo tanto criticato, ha dimostrato che le mie tesi sull’innato maschilismo discriminante italico erano corrette: anche se parlare di satiri in questo specifico “consesso” mi pare ridicolo.

Beh, vengo alla tua domanda:). Sì, l’Irlanda stinge e fa diventare bianchi come fantasmi. Purtroppo! Ma una cosa non dovresti dimenticarla mai: io sono sarda, sarda della Grande Montagna, sarda di una Sardegna assolutamente estranea agli sbruffoni della Costa Smeralda, ma anche di una Sardegna infinitamente più bella. Una Sardegna dimenticata: nel bene e nel male. Proprio come sta avvenendo in questi giorni, ma queste sono altre storie.

Ad Internet (ecco anche perché gli porto rispetto) debbo anche l’avermi riconciliato culturalmente con la MIA terra.

Ho infatti la fortuna di avere incontrato persone capaci che mi hanno aiutato a riscoprire l’imprint linguistico. Alcuni sono sardisti, scrivono solo in sardo (quasi uno snobismo d’elite): mi hanno fatto apprezzare la mia ignoranza di ritorno! Ho passato anni a studiare inglese (fino al rigetto!), francese, tedesco e via così e poi mi sono accorta che non ero capace di scrivere nella MIA lingua. Beh, ho già cominciato a rimediare! E un giorno può darsi che manderò al Barbiere un pezzo in sardo. Giusto per confondere le carte in tavola ulteriormente.

Lo studio delle qualità tecniche del linguaggio mi interessa molto in generale, comunque. Amo la semantica, la metascrittura. Questo per rispondere anche alla tua seconda questione: in realtà erano le strategie tecniche che Anna stava usando (mi ha già dato il permesso di ripubblicarla:)) che mi interessavano, il tema trattato per me era assolutamente irrilevante.. Non ho infatti tutto questo amore per il cinema, a parte i grandi maestri delle origini o, viceversa, le tecniche avveniristiche dello sci-fi.

Questo è quanto. Much ado about nothing, praticamente!!




Re: Satiromachia moderna
Mauro Benedetti - 09.11.2006
Dal tuo scritto:

Credo che concorderai che l’orizzonte d’attesa, e di conseguenza lo stile scritturale, di un columnist e di un autore che si occupa di cronaca sono e debbano essere diversi; anche perché chi scrive guarda ad un pubblico diverso. Tu mi insegni anche che alla cronaca si adatta meglio uno scrittura che denota (per intenderci quella tanto cara ai vecchi direttori del SOGG +VERBO + COMPLEMENTO e se bisogna aggiungere un avverbio, parliamone!), mente un columnist non può proprio definirsi tale se non è capace di connotare (se vuoi, indorare) il suo pensiero allo scopo di dargli altro significato che non sia solo quello visibile immediatamente.

Qui trovi

un pezzo di tanti, troppi anni fa, che ti dimostra come un cronista e un inviato non abbia bisogno di "indorare" (brutalmente: barare), per esprimere emozioni, per "portare con sè" i lettori in un'intervista, un servizio, un qualsiasi momento di lavoro.


Re: Satiromachia moderna
Mauro Benedetti - 09.11.2006
Mi son perso il link:

http://www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=3&id_notizia=79

Non proprio solo soggetto, verbo, predicato... basta un po' d'anima ed ascoltare. Magari poi non ti escono tirate da 45.000 battute...


E' ovvio...
golda - 10.11.2006
... che, giornalisticamente parlando, al centro di tutto c'è la notizia e che, se notizia non c'è, nulla resta in termini di informazione. Ma, caro mab., ci sono tanti modi diversi di scrivere, al di là di dare una risposta alle famose "W". Che è quello che conta, ma che non è tutto. Sarai d'accordo con me sul fatto che la differenza tra un verbale dei Carabinieri, una notizia "gonfiata" ed Ettore Mo la fa proprio questo modo di avvincere il lettore nel racconto del fatto e di non farlo sbadigliare alla seconda riga. Che, certo, è cosa comunque lontana dalla scrittura letteraria. Ciao!


Confusione, il pezzo..
ivanfrance1 - 10.11.2006
C'ho provato a leggerlo e, con tutto il rispetto per Rina, raccapezzarsi tra le innumerovoli piste semiologiche, mitologiche, sociologiche, escatologiche ecc. che pullulano nei paragrafi, risulta un po difficile.

Insomma oggettivamente non c'ho capito una beneamata...

che l'incompresione sia "scritturale" puo essere....

Cmq, da quello che ho capito, una cosa mi permetto di contestarla: non credo che essere femministe significhi "ammettere una disparità che non ha ragione di esistere".
La disparità, vogliamo chiamarla "discriminazione" esiste eccome, sopra e sotto la Grande Montagna.

Quanto alla Grande Montagna, Rina Fenimoore Cooper mi solletica una domanda agli esperti tra cui (almeno per il cinema) annovero "l'amico Astolfo": western di ambientazione sarda?



Pardon: disparità-diversità e dulcis in fundo "discriminazione".
ivanfrance1 - 10.11.2006


Western Sardinia
Astolfo - 10.11.2006
Nell'epoca d'oro del cosidetto spaghetti western vari furono i film girati in Sardegna, ma il mio pensiero va anzitutto a "Giarrettiera Colt" di Gian Rocco, girato vicino a Cabras e con la splendida Nicoletta Macchiavelli, che è ancora un esempio di attrice sottovalutata ripescata da Tarantino, come ci spiega la sorella.



Grazie....
ivanfrance1 - 10.11.2006
cioè il fratello.


e cmq..
ivanfrance1 - 10.11.2006
citando "anno zero", "bella gnocca".

non me ne voglia Rina.


Certo
Astolfo - 10.11.2006
Ovviamente è il fratello. Pardon.

Vedi come si fa, Ivan? Uno fornula una domanda, e l'altro (se puo') risponde. Sotto il Big Complotto ce ne sono tre-quattro che ti ho posto da giorni, e invece tu nisba.

Asimmetrica come situazione, non trovi?


fuor di soggetto
ivanfrance1 - 10.11.2006
le tre o quattro domande, caro Astolfo, hanno già avuto risposta, non la mia (modestissima), ma quella di tanti altri pazienti interventori che pur accontentandoti non t'hanno smosso d'un millimetro.

Nel tuo caso mi viene da suggerirti, citando Quèlo, "la risposta è dentro di te, e pero è sbagliata".


Quelo?
Astolfo - 10.11.2006
Mica ti chiedevo di rispondere qui (sarebbe fuori tema, infatti) ma di farlo nel dibattito sul mio pezzo. Dibattito nel quale, malgrado i suoi numerosi interventi, ti sei ben guardato (e ti capisco) dal dire come la pensi sulle boiate complottiste, dicendole "documentate" ma non esprimendoti mai al riguardo, in un esercizio di contorsionismo erchiobottista davvero divertente da vedere (da una certa distanza).

Ma ho capito: non ti va proprio di rispondere. Occhei. L'assimetria è dunque confermata in pieno.

Grazie.


Quelo?
ivanfrance1 - 10.11.2006
A domanda risposta:

http://www.corradoguzzanti.it/personaggi.asp

Buon fine settimana


Wow
Astolfo - 10.11.2006
In questo dibattito fai anche i link? O meglio, li copiaincolli (mica ce la fai a fare i link attivi, no?)

Grande! che peccato che altrove invece glissi, insinui e fuggi parlando di altro (astolfobiografia, of course).

Buon week end a te, io lavoro domani e domenica. Sempre in attesa delle tue annunciate querele, Asino Iserico.


s'è inacidito...
ivanfrance1 - 10.11.2006
ma la domenica è il giorno del Signore...chissà che Benedetto o il Grande Karol in sogno lo aiutino nel duro lavoro di fine settimana.

Cosi.. tanto per poi riprendere i consueti lazzi ed insulti a mezza barberia la settimana prossima, scassando la minchia con tutto lo scibile umano o forse googoliano.


Mezza Barberia?
Astolfo - 10.11.2006
Vuoi dire un paio di inebetiti cospirazionisti, e uno che non si sa da che parte sta perchè si caga sotto quando deve dire quello che pensa?

Inacidirmi, Ivan? Rido ogni giorno un po' di più. Ma sempre degli stessi...

Scusa, suonano alla porta, devono essere i gendarmi iserici, venuti ad arrestarmi per il delitto di lesa maestà giuliettistica. Ci vediamo in tribunale, pauv'cloche


Il moscone
ivanfrance1 - 10.11.2006
mio caro,

sia Koldsteel che Banana hanno provato a spiegarti come la questione delle speculazioni in borsa pre 9/11 non era affatto risolta dal tuo linkuccio al sito dell'autorità di Borsa americana.
Banana te l'ha fatto notare gentilmente, salvo prendersi dell'idiota ed altri piacevoli "lazzi" e questo nonostante la competenza del nick riconosciuta da tutti qui in Barberia.

Koldsteel dopo averti fornito quello che chiedevi all'ennesima provocazione ti ha risposto a tono.

Io ho evitato di lanciarmi nelle prove e controprove poichè come hanno dimostrato prima Giulietto poi Banana e poi Koldstel starti dietro è da pazzi.

Ora, con tutta la pazienza del mondo hai un po rotto il cazzo.
Tanto stai andando fuori dal vaso che vieni a rompere i coglioni pure sotto un dibattito che non c'entra una sega con la tua ossessione.
Insultando ad ogni frase da cafone quale sei.

ma perpiacere.


Povero pauv'cloche
Astolfo - 10.11.2006
Malgrado i tuoi patetici tentativi di accomunarti con Banana ("Ivanuccio e bananuccio") Banananews nei sue due post (che ti invito a rileggere) non ha cercato di spiegarmi niente: ha chiesto informazioni e gliele ho fornito, inviandoli via e mail sul suo sito dati supplementari. Se ha altre obiezioni da formulare, sono sicuro che lo farà da solo, senza l'aiuto di un analfabeta sintattico iserico.

Koldsteel è già stato smentito su due delle (classiche, riprese, rifritte) tesi cospirazioniste col botto che ha riproposto (la frase inventata di Silverstein e il sismografo di Bollyn) e sarà nuovamente smentito appena ne proporrà un'altra.

Tu, invece non è che hai "evitato di lanciarmi nelle prove e controprove". Tu non hai detto niente, misurando con prudenza che se dici che Meyssen è un cazzaro, il libro è "documentato" o che se esistono copsirazionisti deliranti ce ne sono di seri, salvo poi mai identificarli. Hai solo baciato la mano a Giulietto en passant. Che, come Banana, ha ignorato del tutto il tuo omaggio.

In altre parole, giunto al dunque non dici nè si' nè no, come hai appena confermato. Dopo tre settimane di dibattito non si è ancora e nemmeno capito (per esempio) se i passeggeri del volo 77 per te esitevano o no, per esempio, il che è sintomo (patetico) della tua (insostenibile) posizione.

Ovvio dunque che ti rompo il cazzo, ricordandotelo. E chi si caga sotto e non risponde di là per farlo di qua sei tu. E rileggiti: sei pieno di insulti anche tu. Con la diffrenza che, oltre agli insulti NON DICI NIENTE IN UN SENSO O L'ALTRO, per i motivi sopracitati.

Nè lo dirai mai. Troppa fifa.


It’s Friday at last!
Rina Brundu - 10.11.2006
Uhm… ma perché litigare di venerdì?

E poi mi preoccupa: Astolfo, chi era alla porta? Dobbiamo avvisare qualcuno? Come la mandiamo la lima? Dentro la solita pagnotta o preferisci una fuga stile 007? Speriamo che almeno in carcere abbiano la banda larga…

Beh, fate voi, a me interessano le mie solite questioni.

Mab.. grazie per il tuo intervento. Come detto questa esperienza per me ha valore didattico ed ogni suggerimento va bene. Non sono così naive però. Ripeto, non solo non ho mai avuto difficoltà a far pubblicare i miei pezzi anche su carta, ma, se diventassi un giornalista professionista io non potrei MAI essere un cronista… Non potrei esserlo perché sono troppo opinionated (che da queste parti è tutt’altro che un complimento!). E da qui anche le mie lunghe tirate! Sarei un columnist, non ho dubbi su questo.

E basta anche parlare di questo articolo! Lo so bene che non ha un anima! Ma non ha un’anima perché è un ibrido… Non ho voglia di fare la maestrina e di stare a spiegare quali erano le mie intenzioni, ovvero che usavo la mitologia per universalizzare, per costruire un exempla, etc etc… Mi rendo perfettamente conto che non c’entra niente col giornalismo tout court. E, di nuovo, che il tutto non ha funzionato.

Io resto senz’altro una scrittrice. Speriamo soprattutto una futura grande scrittrice. In questo percorso mi serve comunque procurarmi un linguaggio. Più il tempo passa, per esempio, più mi accorgo che il curioso melting pot linguistico che mi caratterizza anche nel parlare (si Persio, parlo pure così!!) possa diventare un vero e proprio stile di scrittura che, tra l’altro, racconta i suoi tempi. Ho dato una scorsa al linguaggio usato nel Barbiere e mi sono resa conto che in realtà non sono solo io in preda alla Sindrome di Salvatore (da Salvatore de Il Nome della Rosa:))… ma che il tutto fa parte di una vera e propria evoluzione del linguaggio come è giusto che sia nel villaggio globale.

Comunque, va bene tutto, l’importante è che nel Barbiere non veda più il verbo “attovagliare”. Ne approfitto per lanciare una campagna di sensibilizzazione contro l’uso di questo verbo nella speranza che il BDS non pubblichi mai più altri pezzi che lo contengono. Se è vero che le parole non sono belle né brutte, questa è una degenerazione linguistica assolutamente schifiltosa, sa di provincialismo, di inciuccio, dei tempi peggiori della storia della Repubblica, insomma, se la conosci la eviti!.

In quanto al maschilismo IVAN… quello è imperante nel Barbiere! Non ho più dubbi su questo! Mentre per parlarti della MIA Montagna dovrei fare un discorso serio e qui non c’è il tempo per farlo… per il momento immagina la sua rena come fosse il mio sangue.. ma, già, lo so, tu abborri (altro termine da non usare) le immagini (nel senso di imagery, similitudini, metafore etc)!


l'avevo detto:
Persio - 10.11.2006
visto? sempre più feeling tra Astolfo e Rina: il mio fiuto (scorpionico) non sbaglia mai... :)


ps

Rina, ti rinnovo le scuse se ti sei sentita offesa dall'ironia dei miei post precedenti


Sei perdonato Persio...
Rina Brundu - 10.11.2006
ma non puoi mettere il piede in due scarpe: da un lato chiedi venia e dall'altro reiteri(?) il peccato. Inoltre, se fossi il BDS censurerei anche le referenze di tipo astrologico... che vuol dire che sei scorpionico? Mi preoccupo, mi preoccupo sempre di più: ma non è che si può sapere per quale giornale scrivi?


Cara Rina
Astolfo - 10.11.2006
Anzitutto ti ringrazio per esserti preoccupata delle mie demelèes con le autorità giudiziarie, ma non ti preoccupare: alla porta era solo il postino con un pezzo di carta che dice che devo andare a cercare un pacco Amazon, my kind of good news. E poi nel peggiore dei casi immaginabili avrei dovuto affrontare solamente due gendarmi iserici, gullible e facilmente raggirabili.

Poi guarda, non so come dirtelo: che c'era un ovvio intento da parte tua di usare la mitologia classica come metafora nella quale diventa leggibile una notizia minima di cronaca era facilmente intuibile dal titolo stesso anche dal lettore più distratto -purchè avesse la pazienza di finire il tuo pezzo, il che, permettimi di dirtelo, non è dato a tutti- solo che a) non era immediatamente percepibile quale era la vignetta televisiva che avevi scelto per illustrae la tua metafora, anzi era percepibile (e successivamente lo hai confermato) che della notizia non te ne fregava niente, e b) lo svolgimento stesso della metafora neoclassica, per chiamarla in qualche modo, era disturbato costantemente da mille piccoli digressioni e tocchi stilistici pseudoludici bilingui (o multi) che dunque rendevano ancora più farraginoso il semplice avanzare, parola dopo parola, fisicamente nella lettura del tuo testo.

Non so se rendo l'idea.

E, come se non bastasse, l'opacità del testo ai più nuoce anche alla causa che pretende difendere. Che esiste una chiara discriminazione contro le donne in base a stereotipi che ogni essere umano dotato di buon senso dovrebbe considerare barbari ed inacettabili, non fa una piega. Che la battutina della "gnocca senza testa" li perpetui, e la risatina di Santoro li condoni, e il patetico gioco del fiammifero fra gli astanti che è venuto dopo (ultimo colpevole probabile sarebbe Sapelli, ma forse parlando alla Borromeo) illustrino in modo chiarissimo questo problema, siamo d'accordissimo.

(Per non parlare di attovagliamenti: se c'è una campagna ufficiale trasversale per promuovere il banning, sono pronto a firmare ora)

Infine permettimi di citarti una mitica battuta di un non meno mitico capo servizio della mia gioventù: "il cronista scrive, il giornalista taglia". O perchè credi che lo chiamano editing?


"reiteri il peccato"...
Persio - 10.11.2006
si scherza, dai... senza ironia il mondo che fine farebbe?

ps

non lavoro per Astra, se è questo che intendi... :)

ho diverse collaborazioni fisse, tra cui quella con uno dei primi cinque quotidiani nazionali.
ma per guadagnare un cifra ragionevole a fine mese scrivo anche per un quotidiano a diffusione regionale, per un paio di mensili e per un settimanale... Per lo più di economia, ma non solo...
Il mio nome - se è quello che intendi non è affatto famoso - anche se qualche soddisfazione l'ho avuta: un paio di volte la "copertina di economia" (ovvero il pezzo che apre la pagina di economia italiana del suddetto quotidiano), ed altrettanti titoli in prima...



San Giovanni Decollato
Rina Brundu - 10.11.2006
Astolfo,
che dire? A questo punto non mi resta che assumermi le mie responsabilità come il grande Agostino Miciacio..

Seguendo questo link arriva fine fino a fine pagina, foto a destra...
http://www.antoniodecurtis.com/decoll.htm

Basta o debbo disperdere anche le mie ceneri al vento?


dimenticavo lo scorpione:
Persio - 10.11.2006
l'intuito, a quanto si dice, è una delle caratteristiche peculiari del mio segno...

tuttavia, a scanso di equivoci, ci tengo a precisare che il mio riferimento sull'argomento è Jung è non Linda Wolf...

il grande psicanalista svizzero riteneva infatti la conoscenza delle caratteristiche comuni dei nati in uno stesso segno, un discreto aiuto nello sforzo di comprensione degli individui...

per il resto "credo" poco in tutto, anche in altri ambiti...
alla fede (in qualunque cosa), preferisco il dubbio. Ed il primato della ragione...


oh, santa Madonna!
BananaNews - 10.11.2006
devastato da una settimana (fosse solo quella!) di lavoro, ed ormai rifugiatomi solo nel mio blogghetto che mi occupa per 1 minuto al giorno, mi ritrovo messo in mezzo sulla questione put, di cui tutti parlano senza sapere un cazzo. Allora, cerco di chiarire, prima, cos' è una speculazione finanziaria basata sulle opzioni put. Prendiamo la Fiat di oggi, che quota (mirabile visu se si confronta con un recentissimo passato) circa 15 euro. Dunque, io voglio speculare al ribasso sul titolo. Cosa faccio? Acquisto un put con una certa base (strike) ed una certa scadenza (le opzioni-tali sono i put- vengono regolate il terzo venerdì di ogni mese). Mettiamo che oggi, 10 novembre, acquisto un put strike 14, scadenza novembre(il 17, poiché le opzioni scadono il terzo venerdì di ogni mese) Quanto lo pagherò? Un' inezia, diciamo 0,001 euro, perché probabilmente perderò tutto. Infatti, chi acquista un put ha il diritto a vendere alla scadenza il titolo allo strike prefissato (in questo caso 14). Ma quante sono le probabilità che un titolo che oggi quota 15 euro, alla scadenza, e cioè tra 7 giorni, quoti meno di 14? Praticamente zero probabilità (sto parlando delle cosiddette put out "of the money"). Però, però...., mettiamo che intervenga un fatto eccezionale e che il titolo tracolli, per esempio a 13, 80 euro. Allora, a fronte di un costo sostenuto di 0,001 euro, ho un ricavo di 0,20 euro. Fate voi la percentuale di guadagno provocato dallo spaventoso effetto leva che si crea quando si verificano circostanze eccezionali. E l' 11 settembre, per quanto riguarda il limitato aspetto finanziario (il discorso affrontato sui put riguarda nel particolare le compagnie aeree, ma anche il listino, e cioè l' indice generale, per non parlare delle compagnie di assicurazioni, che crollò anche se in misura percentualmente inferiore a quello delle compagnie aeree. Questo significa che anche l' acquisto di un put sull' indice generale, come anche le vendite allo scoperto, altra ooperazione ribassista, davano luogo a guadagni mostruosi).
E dunque, l' ondata ribassista, non solo delle compagnie aeree, provocò guadagni enormi ai ribassisti. Ed ora veniamo alle varie notizie desunte dai vari link : effettivamente nella settimana prima dell' 11 settembre ci fu un' anomala apertura di poisizioni al ribasso per le compagnie aeree (la percentuale delle posizioni aperte al ribasso varia, in maniera inspiegabile, dalle 60 alle 400 volte l' usuale). Però, stando ad alcune conclusioni, non ci sarebbe stato nulla di strano, considerate le brutte attese sui risultati di bilancio delle compagnie aeree. Infatti, l' acquisto di put è giusticato anche a protezione di un' azione posseduta. Cioè, se non voglio vendere un' azione che poissiedo, ma mi voglio proteggere dal possibile ribasso, acquisto un put con il quale guadagno. Cioè perdo sulla quotazione dell' azione, ma mi bilancio con il guadagno del put.
Va bene, il discorso è lunghissimo e non è facile essere chiari su una materia molto complessa, ma, premesso questo, dico quello che penso, perché per dire, al di là dei link sui quali spesso si legge quello che si desidera, ci vuole una conoscenza tecnica di base che permetta di giudicare anche l' esaustività delle notizie contenute nei link:
1) i mercati non sono solo quelli di Wall street, ma tutti, Tokyo, Hong kong, Londra, etc, etc.. Quindi, l' esame delle posizioni al ribasso aperto non può essere limitata alla sola piazza americana. Solo nell' Italietta, quanto guadagnava un put sull' Alitalia o sull' indice?
2) la spiegazione che l' anomala apertura di put conseguente alle non buone notizie di bilancio delle compagnie aeree americane non mi convince pienamente. Operazione plausibile, ma non perfettamente esaustiva:
3 ) spiega tutto questo una complottarda cospirazione? No, spiega solamente, se si accetta che l' anomalia dei put non è giustificata solo dalle non rosee previsioni delle compagnie aeree, che qualcuno sapeva. Probabilmente sapeva solo Al Qaida che si è arricchita sui mercati internazionali sfruttando, qual contrappasso dantesco, proprio il sistema capitalistico da cui ha drenato ricchezze. O forse sapeva qualcun altro. Non lo so, fatto sta che, forse, alla luce di quello che appariva dai mercati finanziari, forse, qualcosa poteva intuirsi. Allora, era possibile, alla luce di tante non seguite precedenti informazioni su probabili attività terroristiche, seguire con più attenzione quello che i mercati finanziari sembravano suggerire? Pecunia non olet, "ma rilucet".
In definitiva, l' idea che mi sono fatto è che quanto successo sui mercati finanziari non offra una risposta certa, ma un punto interrogativo che, forse, non sarebbe dovuto esistere.
Ed ora basta, questo è il mio ultimo, e palloso, intervento per lungo tempo, qualsiasi cosa si commenti o si dica e ridica. Buon natale. Ci risentiamo a Pasqua.
PS. Se uno fa un intervento, e poi questo intevento viene "addomesticato", non è che si è necessariamente d' accordo con il "domatore". Più probabilmente è che uno ha altri cazzi, per esempio quelli della vita, da fare.


Sono assolutamente d'accordo con te, Persio!
Rina Brundu - 10.11.2006
Non solo è importante ridere ma, soprattutto, è importante saper ridere di se stessi! L'importante è farlo dentro il giusto contesto e non esagerare mai, specie in presenza di persone che non si conoscono. Occorre trovare anche il momento adatto; per esempio, di venerdì sera, dopo una dura giornata di lavoro, non è peccato scherzare... Vabbè lasciamo perdere...
No, ti sbagli, i miei ragionamenti non sono di solito così scontati. Non ti ho chiesto per quale giornale scrivevi (a parte il fatto che la domanda era ironica...) per sapere se tu eri un giornalista di nome. Non me ne potrebbe fregare di meno! Io lo chiedevo perché da certi tuoi interventi ho notato una... come dire... una sorta di giovinezza d'intenti e di cuore... che, per carità, è cosa buona e sana, ma denota una mancanza di introspezione che immediatamente va a cozzare con la mia anima vecchia di secoli.
E, con quest'ultima, immagino che la mia polvere già sparsa al vento, verrà, adesso, atomizzata...


Per BananaNews
Rina Brundu - 10.11.2006
Scusami se ne approfitto... ma dato il tuo financial knowhow che mi dici del reverse split di Nortel? Immagino avrai seguito la saga delle telefoniche... l'inciuccio con i books etc... pensi quindi che un reverse split opererà il miracolo e magari rivedrò qualcuno degli spiccoli investiti?
Sempre sei hai tempo:)


Rina ed Astolfo
Persio - 10.11.2006
Rina:
ho effettivamente meno di 40 anni (ma alcuni organi, come il cuore, continuano ad avvertirne non più di 25).

Tuttavia un'analoga impressione - me lo consentirai - mi suscitano il tuo stile di scrittura (tutt'altro che in linea con la ta "polvere già sparsa al vento") e quel demone letterario che invochi un post sì ed uno no...

ma non vorrei, con questo, incontrare nuovamente la tua ira...

e non vorrei nemmeno aprire una discussione che partisse dal grande Ferdinad de Saussure e dal suo mirabile saggio vocalismo indoeuropeo che segna la nascita della moderna semiologia.

Tuttavia a me pare che il problema essenziale per ogni autore, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, sia quello di riuscire a comunicare, a stabilire cioè un codice comune con il fruitore per fare in modo che il messaggio arrivi.

Nel tuo caso - almeno quello in questione - mi pare inopinalbile che ciò non avvenga. Ed i tuoi tentativi di chiarimento finiscono per riprodurre la stessa oscurità. Te lo dice persino Astolfo, nella sua analisi dal linguaggio forbito (ed un po' fumoso).

E qui mi ricollego a lui: ... "anche dal lettore più distratto -purchè avesse la pazienza di finire il tuo pezzo, il che, permettimi di dirtelo, non è dato a tutti..."
Astolfo, indulgente, sottolinea che "lo svolgimento stesso della metafora neoclassica, per chiamarla in qualche modo, era disturbato costantemente da mille piccoli digressioni e tocchi stilistici pseudoludici bilingui (o multi) che dunque rendevano ancora più farraginoso il semplice avanzare, parola dopo parola, fisicamente nella lettura del tuo testo".


In realtà se non fosse momentaneamente obnubilato dal corteggiamento ( si scherza, dai!!!!!), ti direbbe tout court che è pressochè impossibile capire...
E te lo dice uno che adora Tommaso Landolfi, il quale per esplicita ammissione scriveva per i suoi 12 lettori e mezzo, e che non è esattamente una lettura da spiaggia... Oltre che il mio omonimo latino, altrettanto articolato nella scrittura...

La conclusione? E' probabile, a mio, avviso che tu riproduca nella scrittura il caos (vogliamo definirlo creativo?) che c'è nella tua testa: le tante buone letture, le sensazioni e le emozioni che ti hanno lasciato, e forse qualche ferita ancora aperta della vita

In una parola, senti, prepotente il bisogno di esprimere ed hai probabilmente le qualità per farlo. Solo, prima dovresti mettere un po' d'ordine...

ps
mi pare che anche Croce, nella sua Estetica, evidenziasse la necessità di superare e razionalizzare il "sentimento", prima di rappresentarlo (solo dopo può nascereil rapporto empatico)



Che dirti Persio?
Rina Brundu - 10.11.2006
E' molto probabile che tu abbia ragione.


Grazie Banana
Astolfo - 10.11.2006
Preciso, to the point, e del tutto didattico per gli ignoranti (come me). Quando ti ho passato quell'informazione era appunto perchè io non se so un cazzo di finanza, e mi risulta che tu invece si'. Ed è buona norma, quando si valuta una questione, chiedere l'opinione di chi sai più esperto.
Buon Natale e auguri col blog.


Rina, dall'avvertimento del contrario al sentimento del contrario
Persio - 10.11.2006
Torna Pirandello... Non trovi anche tu che il tuo articolo abbia finito per offrire ai clienti della Barberia un esempio concreto per spiegare il suo Saggio sull'umorismo? Dalla facile ironia ai tentativi di ermeneutica...

e cmq siamo a 80 post: hai fatto discutere parecchio...


Rina, pps
Persio - 10.11.2006
Ti consiglio la lettura di Cancroregina del sunnominato Landolfi: mi pare assai congruo rispetto al tuo attuale stato d'animo (io lo lessi una decina d'anni fa, e mi cambiò la maniera di vedere le cose)



Caro Persio...
Rina Brundu - 10.11.2006
ho come l'impressione che sia tu ad essere obnubilato... Non confondere la mia stanchezza del venerdì sera per un tirare i remi in barca. Penso che qui il tuo sesto senso scorpionico (come dici tu) non ti sia di grande aiuto... Ti assicuro che ho combattuto altre battaglie. Il mio attuale stato d'animo è quello di una che muore dal sonno... ma, al risveglio, sarò più viva che pria. E mi riservo di guardare "dentro" i tuoi pezzi per apprendere l'arte del giornalismo d'elite... Se hai scritto libri inoltre puoi mandarmeli su (lo fanno in tanti)... perché l'analisi testuale mi affascina. Inutile dire che avrò un occhio di riguardo per le tue creazioni....


Per Rina, passo e chiudo
BananaNews - 10.11.2006
Io non lavoro in Borsa, nè lavoro come intermediario finanaziario, ma, conosco i mercati ed i suoi meccanismi in virtù del mia specializzazione di studio e, perché no, della possibilità che questa mi offre di guadagnare operando da solo. Ciò premesso, ti dico che l' operazione di reverse, in sé, non ti garantisce niente. Reverse significa raggruppamento, e ti faccio il caso, uno come tanti, di raggruppamento operato in Italia. Scoppiò, tra la fine degli anni 90 e l' inizio del nuovo secolo, l' innamoramento della new economy, innamoramento che coinvolse, ovviamente, i titoli telefonici. Tiscali, dimenticandosi tutti dei fondamentali della società, arrivò, all' apice della bolla speculativa, a quotare 1200 euro ad azione. Poi fu fatto un raggruppamento, e cioè per ogni dieci azioni fu data 1 azione. Quindi, il valore di 1200 sarebbe diventato 120 euro. Peccato che, oggi, smaltita la sbornia della new economy, Tiscali quoti circa 2,60 euro. Quanto ha perso, anche col raggruppamento? fai un po' tu. In proporzioni molto minori, e senza il discorso dell' operazione di reverse, il discorso ha riguardato Telecom, Infineon in Germania e tante altre società telefoniche. Non conosco, in particolare, facendo un altro lavoro di economia e non di finanza, quello che è successo alla Nortel, ma attribuire possibiltà di rilancio ad un' operazione di raggruppamento azionario è quasi come sperare che un cammello passi dalla cruna di un ago. E' un peccato che tu abbia scelto questo investimento perché la Borsa ultimamente ha offerto formidabili occasioni di guadagno. In Italia le banche, ed anche la Fiat, con mia sorpresa, docent. Non ti fidare mai di quello che ti viene suggerito a livello di acquisti sul mercato azionario (ed anche obbligazionario. I fondi abbligazionari scendono quando è atteso un rialzo dei tassi). Buona notte e buona pasqua.


Ok, ti chiamerò Rin(ghi)a....(e non più Eraclita)
Persio - 10.11.2006
e pagherò i diritti ai giocatori del Milan che hanno coniato il nickname per Gattuso



buon we



Rin(ghi)a - ps
Persio - 10.11.2006
Mi sa che il parallelismo con la vecchia imbellettatata di Pirandello t'ha fatto incazzare...

Absit iniuria verbis... ;-)


Per Banana
Rina Brundu - 10.11.2006
No, non uso broker per i miei investimenti. Ma c'era un periodo in cui seguivo molto le attività del Nasdaq (tra l'altro partecipavo in una sorta di blog simile a questo, ma un attimo più internazionale!)... Inutile dire che a volte ci ho preso, ma altre volte ci ho rimesso. Di brutto. Ricordo ancora quando investii in una pink sheet, ovvero in una delle società declassate dall'organismo di controllo. Naturalmente il titolo si muoveva solo grazie alle news speculative e noi weak hands (che pure sapevamo di questo e quindi stavamo al gioco) fummo... come si dice in italiano... insomma, accade come quando scuoti una pianta e cadono tutte le foglie. Beh, mi ritrovai proprio così (anche se non era chissà quale grosso investimento, s'intende!). Il caso di Nortel è diverso, nel senso che ho creduto davvero di fare un affare. Nortel continuava ad avere una ottima crescita, rispetto a Lucent per esempio, e rispetto al settore telefonico (telefonia fissa) che era già in crisi. Come spesso succede prima del tonfo, soprattutto in mercati altamente speculativi, il titolo subì un forte incremento e il volume aumentava giorno dopo giorno... Questo avrebbe dovuto dare da pensare (e ovviamente gli interni sapevano), invece da perfetta idiota ho acquistato... Credo sia stato il giorno dopo che è venuta fuori la storia dei conti truccati etc etc. Naturalmente il vertice è stato defenestrato (vari CEO si sono succeduti da allora in poi), ci sono state varie denunce che hanno portato la società a pagare e a nulla sono valsi i pur validissimi accordi commerciali conclusi dopo di allora. La notizia del reverse split è di due giorni fa... il titolo ormai è poco sopra i due dollari americani (immagino circa tre canadesi)... ma la vedo nera. In ogni caso non vendo più ormai perché la società comunque ha un nome e una data solidità che potrà portare qualcosa quando rientra il liquido... Anche se penso ci vorrà un bel pò. Peggio per me.. perché ho agito senza pensare troppo, ma naturalmente non è una scusante perché si sono fottuti i risparmi di moltissime persone. Sempre la solita storia, insomma.


http://finance.yahoo.com/q?s=NT&d=t
Rina Brundu - 10.11.2006
Banana quello sopra è il link... ma immagino conoscerai i servizi che yahoo offre.. non ricordo però più quale sia il delaying dalla quotazione... forse 15 minuti... meglio avere lo schermo di Bloomberg vicino comunque...


Be, Rina,
BananaNews - 10.11.2006
mi sembra allora che tu abbia una propensione ad investimenti ad alto rischio, insomma sul "chi non risica, non rosica". Può andare anche bene, come a chi acquistò le obbligazioni russe, a rischio default nel 97 a 18 e che sono arrivate, ultima quotazione di cui ho notizia, a 180. Ma può andare anche male anche senza considerare casi di vere e proprie truffe alla Enron, o, per stare nel casalingo, alla Parmalat, alla Cirio, o altre. Però ci sono casi anche di guadagni quasi sicuri, come quello ultimo sulle banche popolari italiane. Ciao


Si, ma era complice tutta la situazione...
Rina Brundu - 10.11.2006
Periodo del boom.. etc
In ogni caso me lo sono fatto passare e ora il mio portfolio è molto ridotto.
A parte quella per la Grande Montagna, le mie passioni durano poco infatti.
Comunque sogno come dovessi vivere per sempre, anche se non riesco a vivere come se dovessi morire oggi.
E a proposito di sogni... goodnight to all.



Per Laura Ripani
Rina Brundu - 12.11.2006
Cara Laura, spero davvero che non sia troppo tardi e che tu possa leggere questo messaggio.
Rileggendo a posteriori i commenti a questo articolo (commenti che mi avevano fatto anche incavolare) mi sono infatti resa conto che il tuo era l’unico, tra i tanti, a toccare i temi che avevo voluto trattare.

Sono d’accordo con te che a parità di deficienza occorrerebbero altrettante donne imbecilli sui banchi.
A differenza di tuo padre però, io non penso che ci sia tutta questa carenza, il problema per quanto mi riguarda è un problema di background culturale fortemente maschilista.

Io non ho mai lavorato in Italia, alle dirette dipendenze di una società italiana (per fortuna!), ma ho lavorato in Italia per conto del datore di lavoro irlandese. L’esperienza è stata fulminante (e bada bene non mi trovavo nel cuore di un sud imbruttito dalle sue croniche carenze, ma nella civile Milano, nel cuore della city operosa). Per dirne una, minima, molto minima , mi sono resa conto che ci sono ancora dei boss italiani che si aspettano che le donne che lavorano alle loro dipendenze portino loro il caffè (altro che ruoli direttivi!!)!!

Posso solo immaginare che quella sia la puntina dell’iceberg!! E poi ricordo il silenzio in presenza del capo! L’impossibilità di esprimere liberamente il pensiero…

La visione che si ha qui dell’Italia risponde, purtroppo, a questo genere di input. E, nonostante il mio forte nazionalismo, mi porti spesso a battere e ribattere per dipingere un Bel Paese diverso, a volte mi è davvero difficile, se non impossibile, guadagnare qualche punto a favore di una causa persa in partenza. Non per questo mi arrendo.

Così come non ho intenzione di arrendermi tra le pagine di questo forum dove, pure, i satiri abbondano, e, di contro, le Ninfe scarseggiano o tacciono perché dubitano delle loro possibilità. Sono certa infatti che non vi è un imprint editoriale che determini lo status quo, ma che lo stesso si riproponga a specchio e immagine delle cose del Paese.
Si potrebbe tentare anche una sorta di sillogismo.

Il Barbierere è un sito maschilista
Il Barbiere è schierato a sinistra
La sinistra è maschilista

Nulla di nuovo, dato che tutto il sistema è maschilista.
Ma, mentre la destra è maschilista per una data incoscienza, la sinistra lo è in-coscienza

Che è molto peggio!

Questo era quanto, spero davvero un tu possa leggere questo post sooner or later. Grazie.






 

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