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26.11.2006
Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
di althea

CasertaSette si chiede: perché tanta solidarietà per l'autore di Gomorra? Che la Gazzetta di Caserta chiama amabilmente Robertino

Mi sono scocciata. Davvero. Ho respinto un conato di vomito anche stamattina, in edicola. Come tanti altri rigurgiti ho avuto nell’ultimo mese e mezzo. Non c’è nulla da fare: la nostra è una terra condannata all’oblio. La speranza? Sembra un miraggio. E di pochi.

“Gomorra”, come giustamente doveva essere, è stato un successo editoriale. Roberto Saviano, l’autore mio coetaneo, ha attirato tanta attenzione da doversi trasferire per la sua incolumità.

Ha avuto coraggio. Ha tracciato una mappa e ricostruito una storia con date, nomi e cognomi. E qui da noi i nomi non vengono detti, forse sussurrati. Scritti? Da qualche bravo giornalista che segue la nera e la giudiziaria. E il resto è silenzio. Gomorra è stato un atto d’accusa come il pezzo dello stesso autore per la copertina dell'Espresso.

Ma qui, in Terra di Lavoro, la terra di Casal di Principe e Mondragone, c’è una reazione diversa, paradossale.

Nei mesi scorsi le critiche sono piovute addosso a Saviano perché... per i più disparati perché. Che troppo spesso non hanno neanche un senso.

Posto qui il testo di un pezzo del sito web casertasette.it.

I meccanismi mediatici ci sorprendono ogni giorno di più. Il caso Saviano, oramai, ha fatto scatenare una vera e propria emorragia di attestati provenienti da ogni parte: istituzioni, gente comune, addetti ai lavori. Caserta e la Campania aveva bisogno di queste dimostrazioni ma, come sempre, ci sono due pesi e due misure e la solidarietà, anche in questo caso, diventa a doppia velocità. Vediamo perchè.

Perchè, si domandano alcuni lettori, c'è così tanto rumore attorno a delle presunte minacce a Saviano (non ancora accertate dagli organi di polizia) e tanto silenzio attorno alle vittime del racket o di azioni 'concrete' della camorra? Negozi incendiati, vetrine sfondate, testimoni di giustizia che vivono (veramente) nella paura, vittime del pizzo: avete mai sentito qualche notizia da Caserta rimbalzare al Tg1 come, per due volte consecutive è successo per una telefonata muta sul telefono di Saviano?

L'altro giorno al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, il presidente onorario della Fai (associazione antiracket), Tano Grasso (che pure ha solidarizzato con Saviano), ha presentato il presidente della neonata associazione antiracket sammaritana alla stampa. Un imprenditore sotto scorta che ha dovuto cambiare vita.

L'avete visto sui giornali nazionali? L'avete visto al Tg1? E' vero, gli altri non hanno quello stile da trasandato-no-global del giovane Saviano (eppure è figlio di un medico, famiglia benestante) perchè anche l'effetto scenico vuole la sua parte.

Ma tutta questa solidarietà, la vogliamo conservare anche per situazioni un po' più serie?. Il questore di Caserta ci faccia sapere quant'è grave la cosa. Finora, non si è capito.


Cito, ad onor di cronaca, anche quanto ha scritto De Feo sull’Espresso.

Il 23 settembre, a conclusione di quattro giornate di mobilitazione anticamorra aperta dal ministro Clemente Mastella, il giovane scrittore si è presentato sul palco assieme a Fausto Bertinotti. Nella piazza principale, davanti a tanti che non chinano la testa, il presidente della Camera si è lanciato contro le "cosche che non danno nulla ma tolgono e compromettono il futuro".

Saviano invece ha chiamato i padrini per nome: "Iovine, Schiavone, Zagaria non valete nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra”.

Il 'Corriere di Caserta' ha prontamente registrato sia le assenze dei parlamentari eletti in città, sia la presenza del cugino di Sandokan che "inchiodava al muro un signore con uno sguardo feroce e si faceva dire, uno a uno, chi applaudiva troppo forte alle parole sui figli di Schiavone". Titolo: 'Un cugino di Schiavone origlia. Davanti al bar si fa raccontare tutto quello che è stato detto in piazza. E su chi c'era'.

La stessa testata definiva 'spregiudicato' l'intervento dello scrittore e spiegava "che non tutti si sono lasciati impressionare dall'invettiva" di Saviano, descrivendo nei dettagli il dibattito su caldo e traffico che avveniva contemporaneamente nella sede dell'Udeur.

Potrebbero sembrare piccole beghe di campanile, ma a Casal di Principe non ci sono Pepponi mentre l'unico don Camillo è stato assassinato dai killer di camorra e - stando a una sentenza civile - diffamato dopo la morte proprio dal 'Corriere di Caserta'. Si chiamava don Peppino Diana ed è dal suo dramma che nasce il titolo di 'Gomorra'.

Il libro edito da Mondadori ora marcia verso le 100 mila copie senza promozione, spinto dalla forza del tam tam dei lettori e dal lancio coraggioso della giuria che gli ha assegnato il premio Viareggio Repaci. Un risultato con pochi precedenti per l'opera prima di un autore giovanissimo, accolta dal consenso unanime della critica e che verrà stampata in Germania, Francia, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti.


Stamattina, la Gazzetta di Caserta apre con un titolo a sei colonne: “Truffa Con Ginolfi e Morrone indagato il padre di Saviano”.

Il richiamo è questo: Ovviamente sul prossimo numero dell’Espresso non troverete la notizia dell’inchiesta dei magistrati di Santa Maria Capua Vetere sul padre di un inaspettato eroe anti-camorra. Il dramma è che mentre Robertino scriveva di camorra il papà sviluppava, secondo le indagini, un sistema per truffare l’Asl di Caserta con una pila senza fine di ricette mai svolte, così, giusto per incassare soldi e sviluppare il conto in banca per gli eredi”.

Lascio a voi ogni commento. Io sono senza parole e con l’incredulità di vedere questa terra, la mia terra, rivoltarsi contro un suo figlio in pericolo.

Althea

24.11.2006



 
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Toh, rieccoci qua
Astolfo - 26.11.2006
Lo scorso 14 ottobre, infatti, avevamo un altro articolo bidiessico sul caso Saviano/Gomorra, che anch'esso denunciava gli attacchi dei quali era vittima ("un figlio in pericolo!"), e anch'esso citava/linkava lo stesso pezzo di De Feo su l'Espresso, con le stesse dure parole attribuite al sindaco Jervolino, parlando di Saviano.

All'epoca, però, scoprii che le presunte parole della Jervolino citate da De Feo non erano state udite nè da Ottavio Lucarelli di Repubblica, nè da Geppino Fiorenza dell'associazione anti-camorra Libera, che pur erano presenti nello stesso posto e allo stesso momento. Diego Belliazzi, consigliere provinciale dei Ds e membro del coordinamento politico regionale, è andato oltre, sostenendo che "è ai limiti della calunnia e dell'infamia, la ricostruzione de 'L'Espressò di questa settimana quando attribuisce al sindaco di Napoli parole mai proferite di presa di distanza da Saviano"

Cercai allora di stabilire come mai era avvenuta questa clamorosa svista da parte del collega De Feo, ma rimbalzai subito contro un muro di gomma: Bostik menzionò l"Espresso che - secondo qualcuno ispirato da D'Alema - mena fendenti a Bassolino", mentre Terronzio (che al citare le famose parole forse mai dette dalla Jervolino subito lanciò un "vergogna, sindaco, vergogna") prima mi indicò cripticamente che "certa gente viene rieletta ANCHE grazie a una stampa inciuciona. È il serpente (e non il cane) che si morde la coda" -il che potrebbe fare credere che non è l'Espresso che manipola l'informazione, ma qualcun altro- per poi svincolare sostenendo che "se te lo spiego con dovizia di particolari mi becco una querela".

Insomma, continuavo a non saperne di più sulla faccenda, ma mi era chiaro che c'entravano dei protagonisti e delle poste in gioco che avevano ben poco a che fare con la lotta alla camorra, e molto a che fare con la retorica della lotta alla camorra. E anche che, ancora una volta, appena ci si mette a parlare di una questione meridionale le risposte che ricevo (come quelle di Terronzio) mi ricordano il mitico "birra e salsicià" di Totò.
Allusioni. Qui-lo-dico-e-qui-lo-nego. A buon intenditore....

E ora arieccoci: di nuovo il pezzo di De Feo (nel frattempo, nessuno si è premurato di accertare se in esso si raccontano balle con virgolettati abusivi, of course), questa volta condito con un altro pezzo casertasette.it nel quale si parla di Saviano in toni ben meno critici di quelli usati nel dibattito bidiessico citato prima, nel quale tale fabvlous (avendo appreso dell'incarico dato a Saviano dalla regione Campania) disse che "anche lui è rientrato nel magnifico circo degli incarichi inutili, di cui anche la sinistra, ahinoi, è artefice colpevole! Quant'è brutto avere ragione...! Visto? Questo intrepido scrittore-cronista alla fine, gira e rigira, si è preso una scorta e un incarico para-istituzionale".

Bostik, a sua volta, si lamentava anche lui dell'imprecisione assoluta che avvolge ancora la notizia delle minacce contro Saviano: "cacchio, vorrei sapere nello specifico quali sono le minacce! Possibile che conosciamo nel dettaglio gli sms di Falchi e Ricucci, gli inciuci di Fazio e Fiorani e le modalità di intimidazione nei confronti di un 26enne scrittore sotto contratto con Mondadori? Nessuno dei grandi giornalisti dell'Espresso ce lo dice? E perché? Eddai".

Tutti rappresentanti di questa terra che si rivolta paradossalmente contro un suo figlio in pericolo?

Mah...

In quanto al padre dell'autore di Gomorra, ossia Luigi Saviano, è effetivamente fra i medici sotto inchiesta per una serie di irregolarità nei rimborsi, anche se lui sostiene che è stato vittima di una truffa a carico di tale Angelo Luca Capasso, lo pseudomedico (in realtà mai laureato) che lo avrebbe sostituito per un periodo di tre mesi. E il figlio lo difende.

La truffa consisteva nella "richiesta di esami clinici o radiografici, spesso molto costosi ,da effettuare in centri convenzionati compiacenti e prescritti solitamente ad ignari assistiti. Prestazioni per le quali case di cura o centri specializzati chiedevano, poi, il rimborso alle ASL che ottenevano facilmente, talvolta anche con la complicità di funzionari delle stesse ASL" (fonte Ansa).


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
althea - 26.11.2006
No, Astolfo....niente "Toh...rieccoci". Non volevo scrivere di Saviano come di un'icona. Lungi da me l'idea. Semplicemente non riesco a capire (se non giustificandola con una bella e poco sana invidia) l'antipatia della Gazzetta di Caserta e company verso un ragazzo che...è inutile che ce lo nascondiamo: i camorristi di Casal di Principe li ha presi di petto a casa loro, facendo nomi e cognomi nella piazza di mille omicidi. A memoria della 26enne qui presente, nessuno lo aveva mai fatto. E su questo non c'è bisogno di verificare la veridicità di un virgolettato. Che un affiliato abbia chiesto, nel corso della manifestazione suddetta, i nomi e cognomi di chi applaudiva alle parole di Roberto, ci credo. Conosco giusto un po', abitando da sempre in questa provincia, la situazione per "sapere" che è verosimile. Volevo solo aggiungere ai fiumi d'inchiostro versati per Saviano che "nemo profeta in patria" a quanto pare, se Casertasette non ritiene la sua scorta un atto giusto e la Gazzetta usa il suo nome e la sua foto per vendere, forse, tre copie in più. Una di queste, l'ho comprata io nell'intenzione di mandare il richiamo in prima pagina all'Espresso. Magari De Feo se ne occuperà davvero della truffa in cui pare implicato anche Saviano senior. Dai Astolfo...aspettiamo venerdì prossimo e poi vediamo se De Feo ti convince un po' di più.
Con stima.


Ma guarda Althea..
Astolfo - 26.11.2006
...che io non ho nulla contro sto Saviano. Non ho letto il suo libro, dunque non lo posso giudicare per questo, e non mi passa paa capa che la sua denuncia della camorra sia in qualche modo strumentale, ipocrita o falsa. In quanto al padre, mi sono limitato a fornire i particolari di cronaca, e apparentemente tutto indica che veramente il dottore è rimasto in mezzo a una brutta faccenda senza aver fatto niente di male.

Ma non posso non notare tutto questo balletto che circonda il fenomeno Gomorra: il collega De Feo, per esempio, forse si è inventato una frase della Jervolino per usare politicamente Saviano contro Bassolino, e stranamente nessuno si preoccupa di stabilire se veramente lo ha fatto o perchè lo ha fatto, se lo ha fatto.

E se io segnalo questa stranezza, prima mi si indica in modo indiretto che forse l'Espresso è arma impropria di d'Alema contro Bassolino, ma forse certa altra stampa è compiacente con la signora sindaco, ma poi non si sa o forse è meglio non chiedere, aumm aumm ci siamo capiti...

Poi leggo che la regione Campania ha dato a Saviano un incarico ufficiale "sul fronte della Legalità", che non ho veramente capito che cos'è, e mi chiedo se forse non è un comodo espediente per appendersi le medaglie dello scrittore sulla propria bandiera..

Credo che chiunque abbia il diritto di dissentire o di essere d'accordo con l'attuale governo municipale di Napoli -ci mancherebbe- e anche a me personalmente la Jervolino non sta un granchè simpatica, se non altro per motivi acustici. Questo non mi autorizza pero' a inventarmi di sana pianta delle sue dichiarazioni per dipingerla come l'avversario dichiarato ed esplicito dell'eroe anticamorra.

Se poi non capisci fino a che punto la Camorra stessa ci campi su questa cultura politica, beh...


Ps altheistico
Astolfo - 26.11.2006
Per non parlare poi dell'aspetto trasandato. La mamma di una mia ex fidanzata defini' mirabilmente il mio look di base decretando, dopo avermi esaminato in dettaglio in vista di portarmi a una festa importante: "Ma tu ti vesti proprio come un ladro!".

E aveva ragione, of course.


No Astolfo...
althea - 26.11.2006
so bene quanto la camorra guadagni sulla cultura politica e soprattutto su quella che non si sa e non si può ribellare...la paura fa novanta. E pare sia un numero che esca di frequente, sulla ruota della città partenopea. Insieme al 13, ovviamente!


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
althea - 29.11.2006
...e invece stamattina mi viene proprio da ridere leggendo casertasette....
non mi voglio impegolare in una discussione sterile e polemica ma essere considerata patetica non mi va proprio. Qui sul barbiere non sempre usiamo nomi e cognomi. E non è un segno di codardia. Ah...non lavoro in una redazione locale ma sono una giornalista e...guardate un po'...Barbagallo è il relatore della mia tesi di laurea.
Ho sbagliato solo a fare una pubblicità gratuita ad un sito che non sa fare altre che sputare sentenze senza cognizione di causa...
contenti loro...
scusa Barbiere ma posto "l'attestato di stima nei mie confronti":

(BS) - Una anonima e patetica Althea - sul 'Barbiere' aumenta la carovana degli indignati a tutti i costi. Vediamo.


Althea dice di avere 26 anni (ancora pochi per ergersi a conoscitrice di fatti, misfatti e retroscena camorristici) e, sul sito del Barbiere, vedi qui citandoci, si mostra indignata perchè qualcuno (cita anche la Gazzetta di Caserta) non si mostra 'allineato' con il libro di Roberto Saviano.

Una premessa: non c'è invidia e tutti siamo contro la camorra ma le critiche ad un libro - come d'altronde si fa sul cd di un cantante - non devono per forza andare tutte nella stessa direzione. Althea, che forse non è una giornalista o probabilmente sta muovendo i primi passi in qualche redazione locale, scrive in modo patetico che si è scocciata e che ha respinto un conato di vomito anche stamattina, in edicola (quando ha letto del padre di Saviano indagato). Come tanti altri rigurgiti ho avuto nell’ultimo mese e mezzo. E ancora, scrive, Saviano ha avuto coraggio. Ha tracciato una mappa e ricostruito una storia con date, nomi e cognomi. E qui da noi i nomi non vengono detti, forse sussurrati. Scritti? Da qualche bravo giornalista che segue la nera e la giudiziaria.

Ma è la stessa Althea a nascondersi a non firmarsi con nome e cognome. Una vigliacca e senza coraggio che si contraddice quando invece predica il verbo di Saviano. Al contrario c'è chi le critiche le fa frimandosi. Casertasette, forse per primo, ha dato una lettura diversa all'operazione Gomorra ma poi sullo stesso Magazine del Corriere della Sera c'è stato chi ha continuato vedi qui.

Scrive ancora Althea: I camorristi di Casal di Principe Saviano li ha presi di petto a casa loro, facendo nomi e cognomi nella piazza di mille omicidi. A memoria della 26enne qui presente, nessuno lo aveva mai fatto..

Cara Althea ma tu, a 26 anni, credi di avere un background giornalistico-culturale tale da sapere chi ha scritto le stesse cose di Saviano o chi ha fatto molto di più di lui? Ma che ne sai. Facciamo la parodia a Saviano: Dove'eri quando i vari Gigi Di Fiore, Giuseppe Garofalo, Isaia Sales presentavano i libri sulla camorra? O ti piacciono solo i libri scritti da giovani già senza capelli a 27 anni dall'aspetto trasandato-no global?

Dicendo ciò oscuri persone come don Diana e Giancarlo Siani.
Tu e la carovana di indignati, però, dimenticate spesso di indignarvi per tanto altro. Indignatevi per quanto racconta Maurizio Costanzo nella sua trasmissione Altrove, indignatevi per i pedofili; indignatevi per i poveri e anche per i figli senza colpe dei detenuti (anche quelli al 41bis); per le nafendezze di alcuni magistrati e per qualche deputato del Casertano imparentato a boss camorristici che non solo si erge a paladino anticamorra ma che si sostituisce addirittura ai giudici dichiarando previsioni su sentenze vedi l'aLtro collage in stile Saviano chiamato 'O Sistema'

Saviano non ha fatto altro che un copia-incolla di tanti articoli (peraltro alcuni oggetto di querele) molti dei quali utilizzati senza citare articolista e testate (le prime rettifiche sono già state pubblicate dalla Mondadori vedi qui, utilizzando materiale fornitogli da alcuni colleghi ai quali non solo non ha regalato nemmeno una copia del libro ma si è volutamente dimenticato di loro. Si può dire che Saviano a fatto un po' il Gomorrista, dimostrandosi razzista quando si trattava di citare qualche testata locale campana.

Nemmeno il suo maestro, il professor Barbagallo (a proposito, Althea, lo consoci?) che forse è anche un po' rimasto male del suo allievo per il successo inaspettato aveva fatto tanto con le pubblicazioni di Einaudi sulla camorra: un collage di ordinanze della Dda pubblicate nemmeno a processi conclusi. Insomma soltanto atti di accusa. Ma, a quanto pare, la camorra è anche business per scrittori e autori di documentari. Il momento è buono e ora arriva anche 'Napoli Criminale' di De Stefano. Di libri sulla camorra e contro la camorra ne abbiamo letti tanti (c'è ne uno anche inglese) e capiamo il desiderio di Althea di ingraziarsi Saviano per qualche futura collaborazione ma per chi ha letto qualcosa in più e per fare sempre un riferimento alla musica preferiamo George Benson a Pupo. Naturalmente il riferimento a Saviano non è Benson. (29 novembre 2006-12:00)






Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
adt - 29.11.2006
Certo che se per combattere la camorra e la sua cultura non sappiamo fare altro che difendere il libro di Saviano (cui pure va la solidarietà per le minacce) siamo alla frutta.
A me il libro non pare altro che la "superfetazione", con un pò di prosa decente, della peggiore tradizione giornalistica nostrana. Sdraiato sugli atti di procura, su presunti scoop e cronache di qualche giornale locale (nemmeno citato!); un pò teoria del complotto ed un pó professionismo dell' indignazione.Una incredibile sequela di luoghi comuni, generalizzazioni, teoremi etc.
Va bene come stimolo ma per comprendere la realtà profonda delle nostre tragedie e delle possibili speranze ci vuole un colpo d´ala che nel libro non si vede e che non puó prescindere da una corretta lettura della nostra realtà sociale e da un ritorno corale al rispetto delle regole e della legge, nonchè da un pó di rispetto per chi continuamente questa reltà la vive, cercando di farlo nel modo piú decente possibile, spesso nella solitudine quotidiana.
Senza blog e senza riflettori, lontani dal business della denuncia...che giustamente passa per narrativa.



Ammazza, Althea
Astolfo - 29.11.2006
Mi sa che li hai proprio fatti incazzare. Ma, dopo tutto, essere l'oggeto di critiche tagliate su misura da parte loro per te dovrebbe essere una medaglia d'onore, no?


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
althea - 29.11.2006
No Astolfo caro...non lo è: le persone che operano nel campo dell'informazione e sparano giudizi senza conoscere di chi parlano per me sono il peggio del peggio, penso che tu ne convenga. Mi fa solo piacere che ogni tanto diano una sbirciatina a qualche sito intelligente come questo.

Ah...e giusto per chiarire. Il mio pezzo non diceva "com'è bello e caro Saviano" ma cercava solo di mettere in luce quanto il suo nome ormai sia utilizzato dappertutto sulla stampa locale e su questi pseudo-siti. Se ci fai caso, su casertasette c'è anche un titolo che recita più o meno: "indagato Deaglio (il direttore di Saviano)".....


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
adt - 29.11.2006
scusa astolfo, ma mi pare che vedere associazioni dove nn ci sono mi pare sia andare un pò troppo più in là, no?
non conosco casertasette nè chi vi lavora, nè da quello che ho visto mi pare eccitante. solo che gli indigrnati fanno un pò..piangere.
vittorini mi pare, descriveva bene il tipo umano..non ne abbiamo bisogno. Quanto al padre di saviamo è sgradevole utilizzarlo come manutengolo nei confronti del figlio, ma credo che anche sulla stampa nazionale già erano filtrate ulteriori informazioni si suoi trascorsi. E poi ancora, credo che vivere in un posto come Casal di Principe sia duro, soprattutto per chi resta, e chi riesce a farlo con dignità ed onestà dimostra più coraggio di un comizio in piazza seguito da tutta la stampa nazionale...


Scusa adt
Astolfo - 29.11.2006
Ma cosa intendi dire con "vedere associazioni dove non ci sono"? Lo dico sinceramente, non come intento polemico. Magari sono anche d'accordo alla fine, ma non ho capito esattamente cosa dici.


A rileggermi bene...
althea - 29.11.2006
...il loro j'accuse nei miei confronti ho notato che difettano un po' anche in grammatica, oltre che in educazione, i gestori di questo simil-sito d'informazione.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
adt - 29.11.2006
"...il loro j'accuse nei miei confronti ho notato che difettano un po' anche in grammatica, oltre che in educazione, i gestori di questo simil-sito d'informazione. "
ps
...in effetti, o c'è un problema di punteggiatura o di accordo tra soggetto e verbo...

ad ogni modo basta così. in fondo il pezzo di althea ha già fatto troppa pubblicità a casertasette.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
althea - 29.11.2006
ohi adt....il post cominciava col titolo!!!
baci!


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
fabvolus - 29.11.2006
...E, soprattutto, ha fatto ancor più pubblicità a Saviano. Il quale, poverello, oggi si ritrova minacciato da chissà chi, nascosto in una località segreta che tutti conoscono, protetto dalla polizia e dall'Arcangelo Gabriele (intelligenti pauca!)... e, come se non bastasse, con un conto in banca che tutti noi che scriviamo qui sopra neanche ce lo sogniamo!!!
Ma poi, torno ad obiettare, fosse almeno un giornalista, 'sto Saviano! Perché mai continuiamo ad occuparcene quasi come a dover difendere un bravo collega??
Un po' di dignità!!!


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Sfogliata - 29.11.2006
Beh a Lilly Althea (scusa ma mi piace chimarti così) vorrei dire che alla redazione di C7 avevo seganalato io il commento sul Barbiere. In una mail mi avevano detto che oramai non lo consultavano da un paio d'anni e poi le cose gliele riferscono in tempo reale chi li segue. Inoltre mi pare che Lilly Althea - presa da qualche abbaglio - abbia confuso sito circa il titolo su Deaglio. Come si può controllare in questo commento di un magistrato di lombardo.

http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=8827

In coerenza a quanto afferma Lilly Althea, anche io non mi firmerò rispettando la regola del Barbiere. Ma non è che sta per crearsi qualche conflitto tra giornalisti che scrivono su una stessa testata?

Sfogliata da Napoli



Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Sfogliata - 29.11.2006
Beh..., a Lilly Althea (scusa ma mi piace chimarti così) vorrei dire che alla redazione di C7 avevo seganalato io il commento sul Barbiere. In una mail mi avevano detto che oramai non lo consultavano da un paio d'anni e poi le cose gliele riferscono in tempo reale quelli che li seguono. Inoltre. mi pare che Lilly Althea - presa da qualche abbaglio - abbia confuso sito circa il titolo su Deaglio. Come si può controllare in questo commento di un magistrato lombardo.

http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=8827

In coerenza con quanto afferma Lilly Althea, anche io non mi firmerò rispettando la regola del Barbiere. Ma non è che sta per crearsi qualche conflitto tra giornalisti che scrivono su una stessa testata?

Sfogliata da Napoli



cara Sfogliata...
althea - 29.11.2006
Questo è il titolo su cui avrei avuto un abbaglio:
DOCUMENTARIO SUI BROGLI ELETTORALI (!?!) DEL DIRETTORE DI SAVIANO*


per il resto nessun conflitto tra giornalisti della stessa testata, non che io sappia, dato che a onor del vero non so chi ci sia (la gerenza è una bella abitudine...diciamo così) al timone di Casertasette. Invece a quanto pare tu, cara Sfogliata, sei informatissima dato che mi chiami per nome.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Sfogliata - 29.11.2006
Cara Lilly, mi spiego meglio: DEAGLIO HA FATTO UN FILm DOCUMENTARIO SUI PRESUNTI BROGLI ELETTORALI (di Berlusconi, che mi pare tu non sopporti). NON E' SCRITTO MICA CHE E' INDAGATO DEAGLIO!?!. DEAGLIO E' IL DIRETTORE DI 'DIARIO' DOVE HA COLLABORATO SAVIANO PERALTRO QUERELATO PER UN ARTICOLO DAL SINDACO DI PIGNATARO MAGGIORE. Mi pareva chiaro titolo e contenuto (mica l'ha scritto l'ultimo arrivato...).


allora mi spiego meglio anche io...
althea - 29.11.2006
è vero: non c'era scritto "Indagato Deaglio" ma il titolo che ho postato nel messaggio di sopra. Ma Deaglio c'entra come i cavoli a merenda dato che il mio intento (che evidentemente ti è sfuggito) era quello di far capire come, anche per l'argomento dei presunti brogli elettorali, Saviano su C7 viene irriducibilmente citato...
sulle mie simpatie politiche poi, ti pregherei di lasciar parlare me. Sempre che ne abbia voglia.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Sfogliata - 29.11.2006
Sì ma stiamo ai fatti: Saviano scrive sul Diario di Deaglio. Mi pare che c'entra.. e dato che è il suo momento, ecco il collegamento. Inoltre leggo che compri l'Espresso e non vedi l'ora che arrivi il venerdi. Che gusti politici puoi mai avere?


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
F.Caruso - 30.11.2006
Che straordinario spettacolo mandiamo in onda da Caserta, qui dalla Provincia dell'Impero........ Capisco Althea. La capisco per vari motivi. Non deve capitare tutti i giorni di sapere di essere brava, mentre qualcun altro (sgallettato, iscritto a Rifondazione Defranciscisiana) scrive (quasi) tutti i giorni, talvolta anche in prima pagina. Non deve capitare tutti i giorni di maledire anche le tue idee, quotidianamente calpestate da chi, nel capoluogo regionale, tiene a stecchetto una marea di veri giornalisti (penalizzati a fare i portavoce di questo e quello per pochi euro...). Capisco Althea anche perchè Casertasette ha effettivamente "mal"trattato il giovane scrittore napole-casertano fin dall'avvio della vertigine politico-mediatica che ha trasformato un libro (scritto bene o male, non importa) nel Libro e un giovane scrittore nel "SalvatoreDiTerraDiLavoro". Casertasette ha avuto l'ardire (a modo suo) di gridare "il re è nudo". Chi frequenta ogni giorno le loro pagine può intuire di quanto sudore e lacrime sia fatto il lavoro di chi si attrezza a fare giornalismo nella Provincia dell'Impero. Tornando a noi: Casertasette ha gridato "il re è nudo" per Saviano, come lo ha fatto per altri e lo farà ancora. Ciò che infastidisce di tutta questa storia è anche altro: argomenti, atteggiamenti e questioni la cui principale vittima può diventare alla fine proprio il giovane scrittore. Ma forse il post è diventato troppo lungo...


Sfogliata...
althea - 30.11.2006
...accidenti e che acume giornalistico che hai!
Se quello che citi è un collegamento posso pure dire di non aver capito un acca del giornalismo! E poi...mi sembra leggermente riduttivo pensare di indovinare le tendenze politiche di una persona giudicando ciò che legge...


Althea:
Persio - 30.11.2006
"posso pure dire di non aver capito un acca del giornalismo!"

Dillo pure: è un'opinione condivisa...


Oh Persio...
althea - 30.11.2006
ma da chi è condivisa quest'opinione, da te?
E su quali basi, di grazia?
Bah...


Althea: l'apostrofo...
Persio - 30.11.2006
un'acca...


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
F.Caruso - 30.11.2006
A Persio e Althea Che paradosso! Uno per mestiere scrive e poi subito scatta l'equivoco. Vi capite o c'è bisogno di quei sw tipo Translator? Che brutta cosa questa modazza (moda/andazzo) dei commenti effetto della "sindrome da desk".... "Appunto", viene da rispondere.....


Caro Caruso
althea - 30.11.2006
hai ragione. Finiamola con questa schermaglia (modazza) inutile...


Cara Althea
F.Caruso - 30.11.2006
Troppo "fastidioso" argomentare quanto ho scritto nel mio primo post?


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
adt - 30.11.2006
credo che a questo punto si è un pò irrigidito il dibattito, che pure è stato piacevole.

In fondo tutto ciò dimostra che questa Terra di LAvoro un pò di vitalità ce l'ha, no?
E che quindi lo scenario apocalittico di Roberto è una forzatua narrativa che ha lui stesso come principale beneficiario.

In fondo credo che Terra di Lavoro nella situazione pur difficile goda di una creatività della sua gente rara, un vero tesoro che, fuor di retorica, andrebbe reso più (auto)riconoscibile di quanto non lo sia.

Eppoi una cosa, in fondo a C7 va il mio grazie, devo ammettere che soprattutto per noi expats è un modo per mantenere un legame con le piccole e grandi storie di casa.

ps
forse inizio a capire chi c'è dietro C7, del resto è ben leggibile da chi vuol leggere, e merita rispetto.


Per ADT
F.Caruso - 30.11.2006
(assai brutto quel "dietro"....). Tutti in provincia di Caserta sanno che C7 è fatta principalmente da Biagio Salvati (è sua la sigla BS dei commenti che C7 ospita periodicamente), uno che si spende dietro a nera, giudiziaria, cronaca e politica in misura inversamente proporzionale...alla sua altezza (fisica). Il resto è opera di collaboratori che talvolta si firmano con nome e cognome.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
adt - 30.11.2006
il dietro non aveva alcuna accezione negativa.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Sfogliata - 30.11.2006
Allora avevo ragione su conflitti tra giornalisti di testa: Lilly Viccaro Theo-Vs-BS. La professionalità nel mestiere però non mi pare si misuri dall'altezza fisica o dai capelli in testa. Saviano ha 27 anni ed è quasi calvo, eppure sta vendendo come un dannato...


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Sfogliata - 30.11.2006
Allora avevo ragione su conflitti tra giornalisti di una stessa testata: Lilly Viccaro Theo-Vs-BS. La professionalità nel mestiere però non mi pare si misuri dall'altezza fisica o dai capelli in testa. Saviano ha 27 anni ed è quasi calvo, eppure sta vendendo come un dannato...


Rassicurando Sfogliata...
althea - 30.11.2006
Nessun conflitto tra me e Biagio Salvati. Se c'è lui dietro i continui richiami a Saviano su C7 abbiamo soltanto una differenza di opinione.
Comunque Sfogliata...alla facciaccia della dignità: nessuna remora a citare il mio nome e cognome (nessun problema, sia chiaro) ma molte nel dire il tuo, a quanto vedo.


e a proposito del buon Caruso...
althea - 30.11.2006
non è assolutamente "fastidioso" argomentare il tuo primo post. Per me, semplicemente, non ha bisogno di commenti. In senso positivo, ovvio. Sempre che nelle prime righe non sia nascosta una sottile ironia che non ho voluto cogliere.


Re: Althea, che smacco...
Touchè - 01.12.2006
Che dire...questi di C7 sono dei signori. La nostra Althea è on line con un articolo scelto dalla redazione

http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=8884

Probabilmente, la nostra Althea ha chiamato BS (è qualche anno più piccola, quindi è prevedibile) e c'è stato un chiarimento (nessuno dei due sapeva dell'altro) con un invito a collaborare da parte del responsabile o l'iniziativa è del collega della stessa testata. Non è che ora vedremo anche il nome vero di Althea su C7 fra le collaboratrici ? A questo punto o la giovane giornalista ha avuto un conato di vomito, o è onorata o mortificata. Ma sono tutte supposizioni. L'importante è 'cassare' Saviano.


Nessuno smacco...
althea - 01.12.2006
e nessuna telefonata. Di più...nessuna collaborazione dato che il mio giornale, in teoria, mi pagherebbe l'esclusiva...


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
althea - 01.12.2006
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/page_view.php?Date=20061127&Edition=CASERTA&Section=&Number=22&menu=loc&vis=G

il copincolla funziona bene...non prendendosi neanche la briga di cambiare il titolo. E ovviamente, senza citazione della fonte nè ombra di permesso...


A...tutti
F.Caruso - 01.12.2006
Per favore tiratevi fuori tutti da questa "jacovella". Aumenta il "traffico mail": tempo, energie e braccia rubate all'impegno quotidiano in ogni angolo della Terra in cui siamo.


Re: Citazioni
Touchè - 01.12.2006
Dal link si vede la testa qual'è. Sembra tutto regolare. D'Altronde ci sono firme di direttori nazionali anche in archivio. Ma com'è Althea ora ti preoccupi delle fonti e delle citazioni? Allora hanno fatto come Saviano che non ha mai scritto nome dell'articolista e della testata nel suo 'Gomo'? Piano piano concordi....

PS. Con tanti nick eleganti, abbiamo anche uno che prende quello di F.Caruso. Uagliò ma Supermen nun te piaceva?


Professionisti dell'Antimafia e sociologi della domenica
jmkey - 02.12.2006
Credo che tutti dovremmo riconoscere a Leonardo Sciascia la capacità di aver intuito prima degli altri quali e quante potenzialità si nascondano dietro il professionismo dell’Antimafia. Tanto più dopo gli ultimi avvenimenti che vedono al centro delle cronache letterarie “Gomorra”, il libro edito da Mondadori e scritto da Roberto Saviano.
Non vorrei dilungarmi troppo su giudizi o valutazioni di merito sul testo, perché si entrerebbe nel terreno accidentato dell’estetica e si sa che il bello è soggettivo.
Vorrei, però, invitare a una riflessione che nasce dallo stupore di aver assistito a tante scene grottesche, in cui incauti politici a caccia di titoli sui quotidiani e sociologi della domenica hanno salutato “Gomorra” come il libro che finalmente potrà far svegliare il popolo napoletano dalla pastosa sonnolenza del riscatto civile e il suo autore come il paladino della legalità.
Perdonatemi, ma non posso fare a meno di pensare che il marketing della Mondadori sia stato così ben orchestrato da sviluppare un’atmosfera (fintamente) salvifica attorno a problemi drammatici per soli scopi commerciali. I politici e i sociologi che fanno a gara a recitare a memoria brani del libro e ad organizzare sedute di letture pubbliche – come se, così facendo, un superlatitante come Eduardo Contini esclamasse: “Oh, cazzo: stavolta fanno sul serio la lotta alla camorra. Stanno leggendo il libro di Saviano…” – dovrebbero prestare un po’ più di attenzione nei confronti del giornalismo partenopeo, visto che le cose scritte da Saviano si ritrovano pari pari in numerosi articoli e reportage pubblicati dai quotidiani cittadini e visto che il giornalismo d’inchiesta sulla criminalità organizzata esisteva ben prima della pubblicazione di “Gomorra”.
Perché nessuno dei nuovi professionisti dell’Antimafia – dai consulenti istituzionali ai consiglieri regionali, comunali e provinciali, dai rappresentanti del mondo dell’associazionismo ai mafiologi della prima ora – non ha sentito il dovere di mettere in risalto l’impegno civile di chi, prima di Saviano, ha rischiato a parlare di camorra? Perché i nuovi professionisti dell’Antimafia non ringraziano per il coraggioso lavoro che svolgono, giorno dopo giorno, in silenzio e senza le pagine patinate dell’Espresso, colleghi come Giovanni Virnicchi, che ha pubblicato su “Cronache di Napoli” un’intervista al padrino dei Quartieri Spagnoli poco prima che esplodesse una nuova guerra di camorra, come Maurizio Cerino, che sotto scorta c’è stato davvero quando ha lavorato a un’inchiesta sull’omicidio di Giancarlo Siani, come Gigi Di Fiore, che sul “Mattino” ha pubblicato un’intervista al boss del contrabbando internazionale Gerardo Cuomo quand’era ricercato dalla magistratura italiana, come Leandro Del Gaudio, il primo a intervistare il boss della Sanità Giuseppe Misso in occasione della pubblicazione del suo libro “I leoni di marmo”, come Luigi Sannino, Giovanni Cosmo, Renato Rocco, o ancora come Giuseppe Crimaldi, Elio Scribani, Gianluca Mancuso, Giuseppe Porzio, Conchita Sannino, Enzo Ciaccio, Roberto Paolo, il primo a scrivere dell’indagine sulle presunte amicizie pericolose che vedeva coinvolto il procuratore aggiunto Paolo Mancuso, Dario Del Porto, Antonio Salvati, Giancarlo Palombi, Giovanni Marino, Gianluca Abate, Gennaro Scala, Irene De Arcangelis, Giuseppe Messina, Diana Cataldo e Viviana Lanza, Fabio Postiglione e Silvia Petrella? E chissà quanti ne dimentico, di sicuro. Per ultimo inserisco anche me stesso, visto che il buon Saviano – pur ricopiando un mio vecchio articolo sui punti della pace tra Di Lauro e scissionisti, dopo la faida di Secondigliano, e non solo quello – è stato così sbadato da dimenticare di attribuirmene la paternità.
A tutti questi giornalisti, i nuovi professionisti dell’Antimafia dovrebbero un po’ più di rispetto.

Simone Di Meo
simonedimeo@gmail.com


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Antonio Diana - 03.12.2006
Sono originario di Casal di Principe e anche io vedo ogni tanto questo situncolo contro Saviano. Se c'è dietro Biagio Salvati sarebbe vergognoso visto che dalle poche volte che ho parlato con Saviano a qualche presentazine sui giornalisti casertani, di questo Salvati lui non me ne ha parlato male, anzi. E poi quegli articoli mai firmati, insulti alla sua persona. A sto fatto che è pelato. Sarà pelato ma secondo me (dal fatto che lo fotografano ovunque e dal successo che ha verso le donne..) vi ha ciulato la moglie per essere arrabbiati così con lui. Comunque a me che vivo da anni a bologna la stampa locale, sopratutto casertana fa schifo, scrivono male e sono quasi tutti venduti. l'invidia fa schifo. Saviano non è un giornalista lo dice lui stesso in ogni sua intervista. E' uno scrittore che usa la cronaca. Punto. Le stesse cose che i cronisti campani dicono da anni non arrivano ad un cristo di nessuno, se scritte in un romanzo arrivano. Tutto qui. In ogni caso al nord la stampa e i siti sono molto più seri. a sud ci facciamo le pippe. Ah e tanto per non essere confuso con i comunistardi. Io sono da sempre vicino a Forza Nuova. Quindi tutto potete dirmi tranne che sono un comunistardo filo don bassolino.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Touchè - 04.12.2006
Diana, se così ti chiami, ma che scuole hai fatto? Vorrei aver capito qualcosa. In ogni caso, hai perso la sfida. Sei un altro che se ne è andato dalla Terra nativa. Al posto di migliorarla, l'hai abbandonata.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
joanna - 04.12.2006
Inserendo “Gomorra” non in una collana di saggistica, che avrebbe presupposto rigore nei documenti e precisione nelle citazioni di testi e articoli di riferimento, ma nella narrativa, l’editore Mondadori, così abile nella strategia promozionale, ha definito il libro: un intrigante romanzo pulp, soggetto pronto per un film dagli accattivanti ingredienti di cassetta, violenza, sangue e – perché no – sesso.
Ma, su Saviano, meglio delle valutazioni soggettive parlano, per chi di mestiere fa il cronista, i fatti. E i fatti, nella vicenda dell’ “eroe” (figura deleteria in Campania come altrove, perché all’eroe si delega ogni impegno, spogliandosi tutti di qualsiasi responsabilità civile), sono rappresentati dall’inchiesta conoscitiva della Dda di Napoli. Ebbene, il fascicolo sta per essere archiviato, con firma del procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore dell’antimafia napoletana, in quanto non sono emersi elementi “penalmente rilevanti”. E quegli elementi avrebbe dovuto fornirgli, con precise indicazioni, proprio Saviano che però, nell’interrogatorio reso al pm della Dda, Antonio Ardituro, è stato vago e generico. Sul famoso salumiere che non avrebbe voluto fornirgli merce (vedi il noto articolo dell’Espresso, a firma Gianluca De Feo), Saviano ha detto di non ricordarne il nome. Su fogli e biglietti di minacce, di averli smarriti o distrutti. Sulle telefonate minacciose, che erano chiamate mute ma ricevute non sul cellulare (che poteva essere controllato attraverso tabulati e ponti radio), bensì su utenze fisse. Da qui l’assenza totale di dati concreti, necessari ad un’inchiesta. A Saviano, il pm Ardituro (che, pur lavorando nella Dda, è privo di scorta) ha consigliato un po’ di assenza dai riflettori mediatici, ma lo scrittore ha resistito poco: dopo alcuni giorni, ha concesso subito l’intervista a Gianni Riotta su Rai uno. Scrittore di blog, segnalato da Marcello Staiano per collaborazioni con l’inserto Articolo 21 de l’Unità, Saviano ha fatto il botto, grazie ad una scrittura moderna che reinterpreta vicende notissime già scritte, analizzate e denunciate da altri. L’eroe? Basta leggere la relazione della Squadra mobile fornita alla Prefettura di Napoli, per farsi un’idea sull’argomento. Il resto sono solo chiacchiere e valutazioni soggettive.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
fabvolus - 04.12.2006
Finalmente una buona notizia! Dunque, è ufficiale: Saviano NON è giornalista, a suo stesso dire, nè vuol farlo. Ci sentiamo molto sollevati, per quell'istinto di autoconservazione corporativo-professionale che ancora ci anima.
Però poi non si presenti, santo Saviano vescovo e martire, con un bel praticantato, magari d'ufficio, agli uffici dell'Ordine per iscriversi all'Albo...! Ci sarebbe ancor più da vomitare!!!
P.S. L'inserto dell'Unità si chiamava "L'articolo". Un nome assai ridicolo, ma da non confondere con "Articolo 21".


Re: La bufala delle minacce, scorta a vuoto
Touchè - 04.12.2006
Joanna, grazie per averci tolto un peso dallo stomaco. Allora le minacce erano tutte una bufala. E la scorta, ce l'ha ancora? Scusa, ma sembri informata anche della relazione della Mobile. A questo punto trascrivicela, come certificare che ciò che scrivi risulti vero? Dacci qualche segnale per capire meglio.


Da tesi di laurea....
C/Oppure/zS - 05.12.2006
Interessante assai il Barbiere della Sera, interessante davvero. Già c'è il libro con i coltelli in copertina. Poi viene il primo post su un giovanotto che ha del mistero stampato in faccia. Poi viene l'infinita sfilza di commenti, quasi tutti scritti da chi, come me, si è appena iscritto alla Barberia. C'è chi brama dalla voglia di sapere i dettagli delle cose. C'è chi commenta + o - stancamente, assai stancamente, oggi Saviano, domani il futuro nipotino di Deaglio. Poi Joanna, poi di nuovo pseudonimi freschi di giornata. Intanto Saviano porta all'incasso, un po' dovunque, almeno il prezzo delle rogne, vere o presunte, capitategli addosso. Aspettiamo la trascrizione della relazione della Mobile, tanto il segreto d'ufficio non esiste da almeno 37 anni. Aspettiamo di sapere dove dorme Saviano. Lo raggiungerà Geo Nocchetti? Aspettiamo, aspettiamo. Non c'è limite ai post. Interessante assai il Barbiere della Sera.................


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Touchè - 05.12.2006
Qualcuno ha fatto tanto per evitare un nuovo regime Berlusconi e ora che siamo nel democratico paese di Prodi, libero, c'è qualcuno (dedicato al post precedente) a cui non vanno giù pensieri, commenti e informazioni in libertà. Very strange.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
tanderod - 05.12.2006
Che tristezza, ma ci siamo ridotti a tanto livore? Riflettiamo, senza litigare, per favore. Senza insulti. E’ a Simone Di Meo, che stimo, che mi va di rispondere. A me il libro di Saviano è piaciuto moltissimo. Credo che sia nato uno scrittore. Non un giornalista, Simone. Roberto Saviano ha avuto la costanza, il rigore e la forza di scrivere un libro, partendo dal lavoro che ogni giorno fanno i cronisti. Ha alzato il culo dalla sedia, ha annusato l’aria, ha fatto uscire fuori la rabbia che ha dentro e ha trasformato la camorra in un libro – inchiesta. Nessuno ci avrebbe creduto, ma c’è riuscito.
La sua scrittura è superiore a tutti i libri che ho letto su quest’argomento. Colleghi (bravissimi) hanno scritto di questa materia, ma si sono fermati all’inchiesta, al manuale storico, all’intervista. Lavori pregevoli, da leggere, ma nient’altro. E le case editrici sono state ugualmente importanti, li hanno promossi e premiati (con merito), ma non erano Gomorra.
A Saviano lo scoop non interessa. Saviano non conosce il brivido di avere una notizia in esclusiva. Saviano non sa che cos’è una scarica di adrenalina quando devi riscrivere un pezzo,dovendo riaprire una pagina all’ultim’ora. Saviano è uno scrittore. E scrittori si nasce. Il nostro è un altro mestiere. E’ come se un fotografo si incazzasse a vedere una foto di Andy Warhol, pensando che la Marilyn Monroe l’ha fotografata anche lui. Caro Simone hai citato colleghi bravissimi, autori di interviste ed esclusive, ma che c’entra con l’essere scrittori?
Saviano lo dice chiaramente, quando parla di un fatto di cronaca: «Arrivavo lì, con il motorino, per farmi investire da un flusso di sensazioni. I pori ostruiti, lo stomaco che si contrae. Della camorra ho dato una lettura che è anche fisiologica perché non mi interessava tanto riportare la realtà, quanto esprimerla, mantenendo uno sguardo diverso rispetto ai media. Mi viene in mente la frase di una canzone di Bob Marley: ”Quello che ci raccontano non è quello che sappiamo”. Io ho cercato di raccontare quello che sappiamo, con la rabbia di voler modificare quello che ci raccontano».
Non è questo il manifesto di un cronista.
E poi, per favore, non mi venite a dire che magari fa il praticantato d’ufficio. Ma che cazzo se ne fotte di diventare un giornalista professionista uno che ha sognato ed è riuscito a fare lo scrittore, vendendo in meno di un anno 600mila copie?
Saviano ha alzato la testa. Ha trasformato la rabbia in scrittura e ha “usato” la camorra per la letteratura. Punto. Che Gomorra serva a risvegliare le coscienze non lo so. So che mi sembra un miracolo che 600mila persone siano interessati a capire i meccanismi del clan e non alzino le spalle, dicendo: “mi faccio i fatti miei”.
Riguardo alla scorta, vi chiedo quanti di voi, avendo una notizia in esclusiva, sullo scrittore che vive sotto scorta non avrebbero sparato un titolone? Nessuno.
Perché allora tanti insulti? A me che Saviano sia pelato che abbia donne, soldi e successo, che si scopi tre brasiliane insieme o che sia casto, non mi interessa. Mi interessa che abbia alzato la testa e vinto. Come forse dovremmo fare molti di noi, calpestati non da Saviano, ma da giornali (come Cronache, Simone) che ci fanno lavorare a nero, che ci fanno firmare assunzioni e dimissioni per televisioni dove siamo giornalisti fantasma, e tutto per una manciata di euro e per un certificato, quello per il praticantato che ci spetterebbe di diritto. Dovremo alzare la testa ogni volta che arrivano le ispezioni e siamo costretti a mentire, dicendo di essere collaboratori, mentre lavoriamo da capiservizio. La camorra è anche questa e passa per l’omertà. I giornalisti napoletani lo sanno, forse i più giovani, quelli dell’età di Saviano, lo sanno di più. E i casertani dovrebbero essere fieri di avere tra loro uno come Robertino, trasandato no – global, con la faccia da duro e la scrittura sublime.


Re: Il piccolo Saviano, stile trasandato no-global
Touchè - 05.12.2006
Ma ve lo ha ordinato il dottore di fare i giornalisti a tutti i costi? Quindi quando l'editore vi fa mentire, vi chiede di dimettervi etc, etc, potete anche cambiare mestiere. Idraulico: 70 euro subito. Oppure fate un libro sulla Gomorra degli editori.


Touché, Joanna etc.
C/Oppure/zS - 05.12.2006
Meno male che papà e mamma mi hanno fatto studiare l'entomologia! Non conosco tanto bene la Barberia da sapere le statistiche relative al numeri dei commenti per ogni articolo, ma questo post dedicato allo scrittore napoletano mi dà l'idea che può diventare un vero e proprio, SANO, tormentone. Quasi da Guinnes della Barberia. Se Endemol & Co. non avessero messo tutti i loro migliori cervelli a studiare reality con Luxuria piuttosto che con Zequila, se ne potrebbe ricavare un bel programma. Di nicchia, certo. Una cosa da proporre a Cult Tv oppure ai tanti figlioletti di Fox Tv. Tutto nasce da un giovanotto con l'aria misteriosa che scrive un libro. Oltre a metterci di suo qualcosa sicuramente di buono, materia che appartiene alla valutazione di altra "barberia" (quella di Orrico & Co. ........, il nostro utilizza una messe infinita di materiali frutto del lavoro di decine di giornalisti, a contratto e non, noti e non, pagati bene e non, che hanno passato i loro giorni degli ultimi venti anni tra lenzuoli stesi a terra sui cadaveri e stanze umide di commissariati e Procure (il mio post sta pericolosamente scivolando nella retorica......). Che fa Saviano? Alcuni li cita ed altri no. Anche se li avesse citati tutti, forse sarebbe scoppiata lo stesso la canea. Una canea che nasce e si alimenta tutta all'ombra di quell'aria "sole-pizza-mandolini" che di solito genera tante energie ma anche una naturale predisposizione a qualcosa di indefinito. Non è invidia, non è nemmeno piagnisteo, ma qualcosa alla fine deve essere. Si comincia a spigolare sulle residenze misteriose, sulle scorte, sugli incarichi in Regione Campania (chi non ce l'ha?). E sul "Barbiere"? La canea tracima nella "barberia", tirandosi dietro tutto. Chi si allontana un poco dalle "quotidiane pene" del "giornalismo militante" per fare commenti diversi, alla maniera degli impegnativi dibattiti che affollano i dopopranzo e i pomeriggi di Rai 2, Canale 5, etc., viene subito tacciato di "attentato alla libertà". Faccio una proposta: tutti quelli che si sentono lesi dalla "rappresentazione di Saviano" (Uno che, detto tra noi, mi sta parecchio sul.....)fondino una sezione Campania di Reporter sans frontières, tutta dedicata all'analisi della soglia giornalismo serio/Savianeide. Sarò il primo a chiedere la tessera onoraria e sicuramente qualcuno mi seguirà: un entomologo e qualche idraulico possono sempre servire. La sezione dovrà lavorare parecchio: innanzitutto decidere se un tesserato, non appena guadagna qualcosina e viene intervistato dai Riotta boys, deve essere o no cacciato a calci nel sedere. Il resto sarà tutto in discesa.