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18.12.2006 A Como i giornalisti non collaborano
di Anonimo
Dopo l'ispezione INPGI, nei guai tutti i colleghi che da anni riescono a campare lavorando per le cronache locali delle quattro edizioni del quotidiano. Per i quali l'azienda ha compilato un illuminante regolamento
Per un preciso ordine dell'editore dopo un'ispezione dell'Inpgi alla Provincia di Como è VIETATO far collaborare i giornalisti di professione.
Nei guai tutti i colleghi che da anni riescono a campare lavorando per le cronache locali delle quattro edizioni del quotidiano.
Niente più professionisti del giornalismo nel vastissimo parco collaboratori delle pagine di cronaca provinciale delle quattro edizioni del quotidiano “La Provincia” di Como.
Potranno lavorare solo soggetti che svolgono attività giornalistica a tempo perso, pensionati e dilettanti.
La decisione è stata presa dai vertici del Gruppo editoriale Sesaab di Bergamo, proprietario delle edizioni di Como, Sondrio, Lecco e Varese del quotidiano comasco, dopo che un'ispezione dell'Istituto di previdenza dei giornalisti ha rilevato che una quarantina di collaboratori svolgono chiare mansioni di lavoro subordinato chiedendo all'azienda circa un milione e mezzo di euro per contributi previdenziali evasi negli ultimi cinque anni.
La notizia è stata divulgata lunedì scorso a Roma durante un incontro tra i vertici del sindacato dei giornalisti, il presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti, e altri autorevoli rappresentanti del governo e del Parlamento in occasione della presentazione del “Libro bianco sul lavoro nero” realizzato dalla Fnsi per denunciare alcuni tra gli infiniti esempi di sfruttamento e vessazione ai quali è quotidianamente sottoposta da editori e redazioni la maggioranza dei trentamila e più collaboratori che alimentano l’informazione sui giornali italiani.
Per rendere pubblica questa situazione paradossale era presente all'incontro una delegazione dei trenta e più giornalisti che da anni, pur senza essere inquadrati nel contratto dei giornalisti, lavorano a tempo pieno per assicurare i contenuti delle pagine di cronaca provinciale delle quattro edizioni de “La Provincia” riuscendo, nonostante una retribuzione decisamente modesta, a trarre dalle loro prestazioni il necessario per vivere e che ora, dopo la decisione dei vertici Sesaab, si troveranno totalmente senza lavoro.
Dopo la denuncia fatta ai vertici del Sindacato e della politica italiana, i rappresentanti dei giornalisti che, essendo giornalisti di professione, dovrebbero essere espulsi dai ranghi dei collaboratori dell'azienda, hanno sollecitato un immediato intervento del Comitato di Redazione de "La Provincia” che per ora, pur essendo da tempo a conoscenza dei fatti, non ha preso però nessuna iniziativa per tutelare il loro rapporto di lavoro.
Le intenzioni dell'azienda erano state comunicate nelle scorse settimane ai direttori delle varie testate Sesaab con un molto esplicito documento d'indirizzo allegato che si articola in una lunga serie di norme alle quali dovranno attenersi le redazioni nel gestire il lavoro dei collaboratori.
Tra l'altro, oltre al divieto di impiego di collaboratori giornalisti di professione, è stato ordinato alle redazioni di non utilizzare più l'apporto dei collaboratori per tutto quanto riguarda notizie di una certa rilevanza e per quelle di cronaca nera e giudiziaria. Un indirizzo che, come sottolineano i rappresentanti dei collaboratori, è in atto già da qualche settimana, tanto che, proprio in questi ultimi giorni, i due giornalisti professionisti che da tempo forniscono le cronache dell'Alta Brianza, sono stati totalmente tagliati fuori dalla copertura informativa sulla , notizia che sta tenendo banco su tutti i media nazionali.
“Una indiscutibile prova del nove - dicono ora i collaboratori a tempo pieno - di come non ci siano equivoci sulla determinazione del giornale a mettere diligentemente in atto le direttive dell'editore, ovvero di non farci più lavorare e farci così finire totalmente sul lastrico”.
Il coordinamento dei giornalisti precarizzati de “La Provincia” di Como
ECCO IL “DECALOGO” DELL’EDITORE
Da Direzione Risorse Umane
a Direttori
e p.c. Consigliere Delegato, Direttori di Struttura Quotidiani
Oggetto: PROCEDURA COLLABORATORI GIORNALE
Destinatari: REDAZIONI GRUPPO SESAAB
SCOPO
Disciplinare e regolamentare l’utilizzo dei collaboratori free lance, al fine di ridurre al minimo il rischio di contenzioso.
La presente procedura trova la propria ragion d’essere nella duplice esigenza di consentire al giornale l’utilizzo di personale “esterno” che copra determinate aree del territorio, che altrimenti sarebbe impossibile seguire con i redattori assunti minimizzando, dall’altra parte, i rischi di commistione tra diverse posizioni lavorative (redattore/collaboratore) che potrebbero portare a situazioni di pesante contenzioso.
PREMESSA
La premessa da cui partire è che la figura del collaboratore è tipica, ai sensi della recente e meno recente normativa, di un rapporto di lavoro autonomo, caratterizzato da assoluta indipendenza operativa e da totale mancanza di ogni vincolo di subordinazione nei confronti dell’azienda.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
1.Ogni collaboratore dovrà di norma avere un’attività principale; l’attività di collaboratore sarà quindi secondaria;
2.Ogni collaboratore svolgerà la propria attività senza alcun obbligo di presenza, di orario e/o di gerarchia nei confronti di alcun altra persona all’interno della redazione;
3.In relazione ai pezzi inviati dal collaboratore non vi sarà alcun obbligo da parte dell’Azienda di pubblicare gli stessi;
4.Ad ogni collaboratore non potranno essere pubblicati, e di conseguenza pagati, più di 100 pezzi al mese; nel caso il collaboratore non abbia una attività principale non potranno essergli pubblicati più di 20 pezzi al mese;
5.Il collaboratore non dovrà assolutamente tenersi a disposizione del proprio referente all’interno della redazione, né giustificare l’eventuale mancato invio di articoli e/o ogni eventuale assenza;
6.Il Direttore potrà in qualsiasi momento, ad assoluta sua discrezione e senza necessità alcuna di preavviso, inviare altri redattori sul territorio “coperto” dal collaboratore; costoro potranno scrivere articoli relativi alla zona in oggetto, o alla materia trattata in via principale ma non esclusiva dal collaboratore;
7.Al collaboratore è fatto divieto assoluto di soggiornare nei locali aziendali, specialmente quelli relativi alla redazione; l’ingresso in azienda sarà consentito esclusivamente per motivi assolutamente necessari (ad esempio per la consegna di un articolo) e solamente per il tempo strettamente necessario; in tutti i casi tali accessi dovranno essere preventivamente comunicati e concordati con il Direttore, o persona da lui designata;
8.Il collaboratore, in linea di massima, non potrà trattare argomenti caratterizzanti la linea editoriale del giornale, né altri argomenti particolarmente “pesanti”, come ad esempio la cronaca nera; su quest’ultima tipologia di servizi è opportuno dedicare personale in forza;
9.A nessun collaboratore dovrà essere fornito alcun accredito da parte del giornale, in qualità di inviato;
10.Non potrà più essere adibito alcun locale ad uso dei collaboratori; di conseguenza agli stessi dovrà essere impedito l’utilizzo di qualsiasi apparecchio aziendale (fax, telefono, pc, fotocopiatrice, ecc.);
11.Ai collaboratori non potranno più essere assegnati contratti di lavoro a tempo determinato; questi dovranno invece essere assegnati a personale di diversa tipologia contrattuale (giornalisti disoccupati);
12.In tutti i casi nei quali si preveda l’avvio di un nuovo contratto di collaborazione la Direzione Risorse Umane dovrà essere preventivamente informata, attraverso le segreterie di redazione, al fine di predisporre la documentazione necessaria al corretto inizio del contratto;
13.Nessun compenso e nessun rimborso spese saranno dovuti per gli articoli inviati ma non pubblicati;
14.Tutte le spese affrontate dal collaboratore nello svolgimento della sua attività non potranno più essere (ove lo siano state) rimborsate dall’Azienda;
15.Durante il periodo di collaborazione il collaboratore potrà in qualsiasi momento accettare altri incarichi da qualsiasi altra azienda del settore, ovvero svolgere qualsiasi altro tipo di attività, senza bisogno alcuno di concordare la cosa con l’Azienda.
Si raccomanda al Direttore di attivarsi al fine di rendere tutta la redazione edotta della presente procedura, al fine di evitare che vengano messi in atto, a livello individuale, comportamenti che possano nuocere all’Azienda.
Direzione Risorse Umane
Gruppo SESAAB
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Re: A Como i giornalisti non collaborano pre-cariata - 20.12.2006da lunedì scorso cosa è successo?
Il sindacato si è mosso?
E l'Ordine?
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Re: A Como i giornalisti non collaborano Uno dei tanti - 21.12.2006Una considerazione,
se un giorno, tutti quanti, tutti insieme, i collaboratori di un giornale locale non lavorassero, quel giornale uscirebbe con le pagine bianche.
uno spot alla realtà della collaborazione, vera colonna di un mondo editoriale impegnato in un conflitto anacronistico. | |
Re: A Como i giornalisti non collaborano Uno dei tanti - 21.12.2006Una considerazione,
se un giorno, tutti quanti, tutti insieme, i collaboratori di un giornale locale non lavorassero, quel giornale uscirebbe con le pagine bianche.
uno spot alla realtà della collaborazione, vera colonna di un mondo editoriale impegnato in un conflitto anacronistico. | |
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