Il Barbiere della Sera

| BARBA E CAPELLI | UNA SPIA IN REDAZIONE | DIRITTO DI REPLICA | TRENTARIGHE | DESK POLITICO | TRE PALLE UN COLUMNIST | QUALCOSA CHE VALE |
| SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE? | SCARTOFFIE UTILI | CDR | BACHECA | CURRICULA | SALA STAMPA | MANDA IL TUO PEZZO |
Ultime notizie


RSS


 

 
Si accomodi in poltrona

Login
Login Utente
Password


Brevetta la tua firma! Registrando il tuo pseudonimo potrai scrivere sul Barbiere. Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!

Cerca nel retrobottega

Barber Shop

Finanzia la Bottega

Google

18.12.2006
In memoria di Ioan Petru Culianu, assassinato
di Gerolamo Cardano

Un omicidio ancora irrisolto, simile a quello di Litvinenko

L’assassinio dell’ex colonnello del Kgb Alexander Litvinenko e la contaminazione da Po210 di altre persone, ha riportato alla ribalta le attività illecite dei servizi segreti dell’Est.

Si è riparlato della analogie con il caso del dissidente bulgaro Markov, ucciso a Londra nel 1978 con una microsfera contenente ricina, che gli fu iniettata con la punta di un ombrello.

Ci pare, però, che nessuno abbia ricordato l’esecuzione d’uno studioso rumeno, una sorta di figlio adottivo dell’Italia, avvenuta quindici anni fa.

Si chiamava Ioan Petru Culianu ed era nato nel 1950 a Jassy in Moldavia, in una famiglia della piccola nobiltà. Studiò a Bucarest, sviluppando un profondo interesse per il Rinascimento, con un particolare accento sui suoi risvolti mistici.

Quando fu assassinato aveva solo 41 anni, ma era già considerato uno dei maggiori conoscitori del pensiero di Marsilio Ficino, di Giordano Bruno e di Pico della Mirandola e della storia delle religioni. Scrisse anche dei profondi saggi di filosofia orientale, sui Veda indiani e sui mandala tibetani. Alcuni fra i suoi libri sono ancora in stampa in vari Paesi e in Romania sta diventando una sorta di eroe, perché vi stanno stampato tutte le sue opere, prima proibite, in una edizione di trenta volumi.

Già durante i suoi anni d’università la Securitate (i servizi segreti rumeni) aprì una pratica su di lui, che si ingrossò con il passare degli anni. Lo interrogarono varie volte per forzarlo a diventare un loro informatore, ma senza successo. Nonostante fosse uno dei giovani più promettenti di Romania e avesse già pubblicato dei buoni articoli e un dizionario rumeno-sanscrito, si trovò senza sbocchi professionali, perché non volle piegarsi ai loro ricatti.

Nel 1971 Culianu vinse una borsa di studio offerta dall’Università di Siena, ma le autorità gli negarono il visto d’uscita. L’anno successivo ne vinse un’altra offerta dal ministero degli esteri italiano, ma di nuovo la Securitate lo sgambettò, facendo in modo che andasse a insegnare nella scuola elementare d’un paesino. Non domo, ritentò con l’Università di Perugia e questa volta, forse per una svista o in risposta alle sue preghiere, il visto arrivò e con il batticuore poté salire su un aereo diretto a Fiumicino.

Al termine del suo semestre di studi a Perugia si trovò di fronte al dilemma di dover rientrare per vivere sotto a quel regime, oppure restare in Italia, dove però non aveva alcun mezzo di sostentamento. Preso dalla disperazione tentò di entrare in un monastero e di farsi frate, ma dopo tre settimane rinunciò.

A Roma spinse la porta d’una stazione di polizia e vi chiese asilo politico. In attesa dell’approvazione venne ospitato di varie famiglie italiane, ma fu poi mandato in un campo vicino a Latina dove visse, circondato da criminali jugoslavi e clandestini algerini, giorni miserabili in attesa che la nostra spietata burocrazia facesse il proprio corso.

Alla fine ebbe un crollo psicologico: si tagliò le vene dei polsi mentre stava in branda e lì attese la fine. Svenne e sognò una bella ragazza bionda che lo invitava a seguirla in una foresta lussureggiante, il suo volto gli ricordava la primavera del Botticelli. Non aveva versato acqua calda sulle incisioni e per questo il sangue si rapprese. La bionda fu costretta a pazientare ancora per qualche anno, ma le cicatrici erano così profonde da risultare indelebili.

Alla fine uscì da quel campo di raccolta, iscrivendosi all’Università del Sacro Cuore di Milano. Parlava sei lingue, non prendeva mai note, perché ricordava tutto alla perfezione e impressionò i suoi professori, soprattutto Ugo Bianchi, un’autorità mondiale nel campo dello gnosticismo, che fece di tutto per aiutarlo.

Nell’estate del 1974 andò a Parigi a incontrare Mircea Eliade, il suo celebre connazionale e maestro spirituale. Il grande vecchio lo trattò con fredda cortesia, ma con molto rispetto. Mentre usciva dalla porta Culianu si volse e gli chiese: “Professore, posso venire all’Università di Chicago?”. Eliade rispose: “Certo. Possiamo organizzare”.

Amava l’Italia, ma erano note le sue simpatie per la destra e l’atmosfera che nel 1976 si respirava nel nostro Paese, con il sequestro di Moro, le violenze perpetrate da una sinistra becera, gli scioperi e le dimostrazioni, lo mettevano a disagio.

Inoltre sapeva di essere nella lista dei bersagli del regime di Ceausescu, per via dei suoi contributi a riviste di dissidenti. Quel che ad altri pareva paranoia, lui sapeva essere realtà: per tutta la vita gli arrivarono lettere e telefonate minatorie, ma non andò mai alla polizia, pensando che fosse inutile.

Nel frattempo aveva ricevuto inviti da varie università: olandesi, indiane e francesi. Su consiglio di Eliade andò in Olanda, dove restò sino al 1983, nonostante l’indignazione dell’ambasciatore di Romania. In Francia gli pubblicarono importanti testi sul Medio Evo e sul rapporto fra eros e magia nel Rinascimento, non solo, ma fu il primo a esplorare i nessi esistenti fra stregoneria, religione e potere.

Non dimenticò l’Italia, dove aveva molti amici: Umberto Eco, Gianpaolo Romanato, Elemire Zolla. Alcuni fra di loro ammisero che la sua presenza provocava strani effetti, dava un senso di: “Presa di coscienza di sé, di euforia leggermente allucinatoria”.

Nel 1986 uscì un suo racconto allegorico, nello stile di Jonathan Swift, che intitolò: “L’intervento degli Zorabi in Jormania” nel quale, con una preveggenza che lascia ancora attoniti, riuscì a divinare la caduta e l’assassinio dei coniugi Ceausescu. Scrisse che sarebbero stati giudicati da una falsa corte di giustizia, come in effetti accadde nel 1989, e che poi si sarebbe insediato un governo di comunisti travestiti da democratici.

Sua sorella, che ancora viveva in Romania, aveva sposato un noto dissidente, Dan Petrescu, che dopo la morte del Conducator divenne brevemente ministro nel governo di Ion Iliescu.

Gli assassini sorpresero Culianu nei bagni dell’Università di Chicago, dove insegnava e lo uccisero con una pallottola di piccolo calibro, sparata da una pistola Beretta, che lo centrò dietro all’orecchio. Era il 21 Maggio 1991, il giorno dell’onomastico di sua madre, da sempre sacro ai rumeni.

Subito cominciò una sottile opera di disinformazione da parte della Securitate: misero in giro voci che fosse stato assassinato da elementi dell’estrema destra, dalla guardia di ferro. Dissero che ce l’avevano con lui perché aveva esposto il passato fascista di Eliade. Il presidente Iliescu annunciò pubblicamente che alti ufficiali americani gli avevano garantito che non era stato un crimine politico, ma barava.

Il mandante fu quasi certamente Gelu Voican, capo della Securitate e vice primo ministro, che aveva lasciato il suo posto solo un anno prima di quell’assassinio.

La sua fine ebbe anche uno strascico paranormale, con degli strani fenomeni che si manifestarono tre giorni dopo la sua esecuzione. Una coppia di giovani, che non sapevano nulla di Culianu e della Romania, ebbero delle inspiegabili esperienze.

David Jedlicka, 26 anni, proprietario d’uno studio di registrazione nell’Illinois cominciò a parlare nel sonno. Era nato nello stesso giorni dello studioso romeno, il 5 gennaio. Sua moglie, Sandy, prendeva nota di quel che il marito mormorava. La voce diceva di chiamarsi Jessie e di dover trovare un nuovo corpo. Lei gli chiese per chi lo stava cercando e lui rispose, per Ian Culianu. Nelle notti seguenti la voce comunicò sempre maggiori dettagli su quanto era successo.

Facendo delle ricerche capirono di chi si trattava e si rivolsero alla polizia. Dapprima gli investigatori li trattarono con incredulità, poi, notando la precisione degli elementi che fornivano, cominciarono a sospettarli dell’assassino. Per loro fortuna avevano un alibi di ferro e passarono il test della macchina della verità.

Gerolamo Cardano



 
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare?
E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.
 
Per inviare un commento devi essere registrato e fare LOGIN
Molto interessante
Persio - 18.12.2006
qui un ricordo di Romanato


Re: In memoria di Ioan Petru Culianu, assassinato
Persio - 18.12.2006
ed un altro tratto dall'Avvenire


Re: In memoria di Ioan Petru Culianu, assassinato
mimmolombezzi - 19.12.2006
L'ho conosciuto. Una testa eccezionale. Un insonne. Era capace di studiare 20 ore al giorno per settimane. Rimasi perplesso quando una sera accenno' alla "nobiltà di intenti" di alcuni aspetti del nazismo , ma lo si poteva capire : la sua famiglia, che si oppose ai tedeschi fu poi perseguitata anche dai comunisti e lui dovette fuggire. Mi disse che alcuni gruppi di resistenza al regime socialista continuarono a combattere Ceausescu sino alla fine degli anni '60. Una grande perdita per la storia delle religioni e per la cultura europea in generale. Lodi a te o Cardano per averlo ricordato.



Re: In memoria di Ioan Petru Culianu, assassinato
Gerolamo Cardano - 19.12.2006
Caro Mimmolombezzi
Grazie a te. Non puoi immaginare quanto ti invidio perche' lo hai conosciuto.


x Gerolamo Cardano su Culianu
Simona Negrea - 23.01.2007
Grazie di averlo ricordato. In Romania si è parlato poco di Culianu quei giorni. Si sa perché...





 

© 2000 - Se copiate, è gradita la citazione della fonte.
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare? E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.


Occhio: Il Barbiere della Sera non assume alcuna responsabilità in relazione ai commenti in calce agli articoli. Ogni responsabilità, civile e penale, ricade sugli autori dei medesimi. E in ogni caso, il Barbiere si riserva di eliminare i commenti giudicati inopportuni per forma o contenuto. Quindi comportatevi bene. Bds

Free software Phpnuke - Credits: Mokadom