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03.01.2007 La morte bella di Piergiorgio
di Rina Brundu
Ricordando Welby
C’é qualcosa di bello nel modo in cui Piergiorgio Welby ha lasciato questo mondo! C’é qualcosa di molto commovente nel racconto dei suoi ultimi istanti di vita fatto dalla moglie Mina; c’è qualcosa di grande in tutta questa vicenda, qualcosa che scaturisce dalla coscienza che, vincendo le nostre paure e rivestendoci di una ritrovata dignità intellettuale, siamo infine riusciti a guardare la morte direttamente in faccia e a scoprirla persino… bella.
Amo pensare di essere uno spirito libero, per sua natura insofferente ad ogni dogma, sia scientifico che religioso, ma non per questo dimentico del fatto che “ci sono (sicuramente) più cose in cielo e in terra di quante non ne sogni la – nostra – filosofia”. Sarà forse anche per questo che rivendico dunque il valore della vita e la “sacralità” della stessa, così come la sua funzione didattica. Per quanto mi riguarda infatti il nostro è un percorso, reso unico (rispetto all’individuo) dalla diversità e dalla difficoltà degli ostacoli e delle “prove” che occorre superare, ma che è fondamentalmente uguale ad ogni altro quando si tratta di ricondurlo all’imperativo categorico che ne disciplina la sua “ideologia” portante: ovvero, che tali ostacoli e tali prove occorre superarle! Tutte!
Piergiorgio Welby, lo ha fatto! Piergiorgio Welby ha superato tutte le sue prove, inclusa l’ultima e la più difficile. Piergiorgio Welby, in verità, ha fatto molto di più: egli ci ha infatti amorevolmente presi per mano e, aiutandoci a superare le nostre paure conclamate, ci ha dimostrato come può morire un uomo. Non un eroe: un uomo!
Anche per questo, benché non mi stupisca, trovo assolutamente incomprensibile l’atteggiamento della Chiesa Cattolica che, solo pochi mesi fa, con il discorso del Papa-filosofo all’Università di Regensburg (discorso che, per la sua natura di speculazione intellettuale, non si sarebbe mai dovuto mortificare con una offerta di scuse!) aveva giustamente invitato i fratelli di altra confessione ad usare anche la ragione come mezzo e come arma “illuminata” per sconfiggere la violenza.
Ebbene, se è dunque vero che “non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”, allora io ritengo che la Chiesa Cattolica, oltre ad essersi data la zappa sui piedi ed avere commesso un peccato di omissione, abbia perso un’altra occasione per dimostrare che il suo ruolo di “assennata sorella maggiore”, che tanto le sta a cuore, è davvero meritato. Questo perché, altro sforzo intellettuale (ma anche sforzo carico della misericordia che Cristo ha insegnato!) sarebbe stato necessario per valutare il caso di Piergiorgio Welby, mentre la richiesta della moglie per un rito religioso non si sarebbe mai dovuta ignorare!
Detto questo, i problemi posti dalla questione “eutanasia” restano tutti sul tavolo. Basta ricordare, per esempio, il caso di Terry Schiavo, dove l’impossibilità di Terry di pianificare il suo destino, di fatto, “inficiava”, agli occhi dei tanti, sicuramente ai miei, la decisione della Corte a favore di questa o di quell’altra istanza presentata in merito.
Un tema delicatissimo dunque, un tema che tira in ballo la nostra più intima essenza di uomini e di donne, così come la nostra natura di Esseri dotati di anima (qualunque cosa sia), di intelletto e quindi di quella capacità di raziocinio che naturalmente ci porta a volerci, e a vederci, come i soli padroni del nostro fato. Un tema che meglio sarebbe trattare con la discrezione e il tatto che la sua pregnanza richiede, lontano dal clamore delle conferenze stampa, anni luce distante dalle becere strumentalizzazioni politiche che immancabilmente tentano di avvilupparlo.
Un tema che (non è un ossimoro!) dovrebbe vivere nel silenzio: nel silenzio che tanto si addice ad una morte… bella.
Rina Brundu Eustace
Dublin, 24/12/2006
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Re: La morte bella di Piergiorgio Mauro Benedetti - 04.01.2007| Eppure i cattolici dovrebbero ricordare che anche Cristo è morto suicida: sapeva di andare a morire e, scientemente, ci è andato. Ha voluto morire. E' un suicidio o no? | |
Latae sententiae Rina Brundu - 05.01.2007| E' molto interessante ciò che scrivi mab e si presta a molte considerazioni. Inutile dire che risponderei volentieri ma, dopo la giusta censura del bds, e francamente troppo presto per la scomunica... | |
Re: Appello per Riccio tratto da "WELFARE CREMONA" mimmolombezzi - 10.01.2007Il Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica comunica che in data odierna 30/12/2006, presso il presidio in piazza Pace angolo via Monteverdi, sono state raccolte in due ore ben 346 sottoscrizioni all'appello a sostegno del dott. Mario Riccio, che si aggiungono alle oltre 150 arrivate al comitato anche per via telematica.
La raccolta proseguirà, sempre al mercato, allo stesso angolo,
il prossimo mercoledì 3 gennaio dalle 9.30 alle 12.30.
Ringraziando per l'attenzione, vi inviamo i migliori auguri per un ottimo 2007
per il comitato
Annamaria Abbate
PS: Per aderire anche in via telematica inviare email con nome, cognome, indirizzo e dichiarazione di sostegno a: liberacuraliberaricerca@yahoo.it
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346 firme... pinkerton - 10.01.2007| ...raccolte nel sabato (30 dicembre) giorno di mercato proprio nella piazza dove si svolge il mercato (il sabato e il mercoledì) sono un pò pochine, visto e considerato che di lì passaranno almeno qualche migliaio di persone. Valore da riconsiderare, posso assicurarlo, perchè altrimenti la raccolta non è stata apprezzata. Da notare che le scuole erano chiuse e quindi il numero di potenziali firmatari potrebbe essere quasi raddoppiato. | |
346 firme.. pinkerton - 10.01.2007| ...raccolte nel sabato (30 dicembre) giorno di mercato proprio nella piazza dove si svolge il mercato (il sabato e il mercoledì) sono un pò pochine, visto e considerato che di lì passaranno almeno qualche migliaio di persone. Valore da riconsiderare, posso assicurarlo, perchè altrimenti la raccolta non è stata apprezzata. Da notare che le scuole erano chiuse e quindi il numero di potenziali firmatari potrebbe essere quasi raddoppiato. | |
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