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04.03.2007 Lingue mozzate e occhi chiusi
di Domenico Ciardulli
"Se non stai zitto ti taglio la lingua" avrebbe detto la maestra. E la lingua, alla fine, sanguinò
C'è qualcosa che non quadra in questa brutta storia, soprattutto dal punto di vista della colpevolizzazione all'unisono della maestra indagata, senza approfondimenti ulteriori sull'organizzazione scolastica, sul reclutamento degli insegnanti di sostegno, sul possesso dei requisiti curriculari previsti dalla legge per il conferimento da parte dei Dirigenti Scolastici di incarichi di sostegno su classi con alunni diversamente abili.
Sarebbe troppo semplicistico dire, ad esempio, che i danni a cose e persone causati da un giovane senza patente alla guida di un automobile concessa irresponsabilmente dai genitori, sia interamente del giovane stesso.
ll bambino tunisino di sette anni di una scuola elementare di Milano è stato medicato con alcuni punti di sutura sulla lingua.
Le ultime notizie parlano di iscrizione nel registro degli indagati, in un procedimento per lesioni colpose, dell'insegnante di sostegno di 22 anni, originaria di Messina.
Le ferite sulla lingua del bambino sarebbero state provocate dalle forbici tenute in mano dall'insegnante la quale, secondo la vittima, avrebbe pronunciato la seguente frase: "se non stai zitto ti taglio la lingua".
Dal canto suo, l'insegnante, al momento sospesa dall'incarico, avrebbe parlato di un incidente .
Il Ministro dell'Istruzione è stato durissimo contro l'insegnante responsabile dell'episodio ed ha parlato di licenziamento.
Analogamente, mass media e commentatori si sono abbandonati a tutti i tipi di improperi, pillole scandalistiche, tutte dirette unicamente sull'"insegnante mostro", e per niente sul sistema scolastico che, riguardo all'assistenza ai disabili, soffre di carenze strutturali di vecchia data.
Non ultime la formazione, l'aggiornamento e le verifiche sui titoli di studio e sui progetti finanziati dalle province per favorire la frequenza dei ragazzi svantaggiati.
L'insegnante di sostegno che avrebbe ferito con le forbici il bambino era senza il titolo di studio necessario per insegnare, così come, a Milano, il 30% delle insegnati di sostegno agli alunni diversamente abili è priva del titolo di studio necessario per poter esercitare tale professione (corriere della sera 28 dicembre).
Ricordiamo che oggi la legge prescrive il possesso di una laurea specifica in scienze della formazione primaria per poter accedere ad una cattedra scolastica nella qualità di insegnante di sostegno.
Una nota del MIUR del 24/04/2001 aveva a suo tempo sollecitato gli organi ispettivi del MIUR e delle pubblica amministrazione a verificare la validità dei titoli rilasciati ai sensi del DI 460/98 dalle Università in convenzione con enti esterni.
Pertanto le disposizioni normative prevedono, per i docenti della scuola dell'infanzia (ex materna) e primaria (ex elementare) il conseguimento del titolo di specializzazione attraverso la laurea in scienze della formazione primaria e la frequenza di un corso aggiuntivo di 400 ore per il sostegno.
Ma ritornando sull'argomento di cronaca, ci viene in mente un altro episodio recente accaduto a Roma: i presunti abusi su un bambino down undicenne da parte di un'assistente domiciliare di 22 anni.
In quell'occasione il Sindaco Walter Veltroni e la delegata all'Handicap Ileana Argentin gridarono indignati contro lo scandalo ma nessuno si è preoccupato di andare a "scavare" su quale fosse il piano educativo individuale di quel bambino presso i servizi sociali, di quali verifiche fossero state fatte, su quali figure esternalizzate e precarie ruotassero intorno al bambino e con quale formazione e specializzazione.
Insomma si tende spesso volutamente a buttare un gran fumo su episodi certamente gravi offrendo un facile capro espiatorio al fine di occultare le responsabilità a monte, che sono più gravi ed appartengono, più verosimilmente, al Sistema Scuola oppure all'ente pubblico committente dei servizi di assistenza.
Allora ci chiediamo chi deve rispondere di quanto accade nelle scuole, nei centri diurni, nelle residenze assistite quando non viene garantita un'adeguata copertura dell'organico specializzato?
Chi deve rispondere dal punto di vista etico e giuridico quando disabili, minori e anziani titolari di un diritto costituzionalmente garantito, diventano le galline dalle uova d'oro di enti pubblici e di cooperative e associazioni Onlus?
Domenico Ciardulli
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Mah kevin keegan - 05.03.2007| E' un problema diverso: un conto è la competenza, che ovviamente va sempre valorizzata e valutata, e questo è un problema organizzativo. Un conto è lo stato psichico dell'insegnante, che non dipende dal possesso di titoli e che sfocia, almeno in questo caso, in un problema criminale. Credo che il licenziamento in tronco sia solo il primo passo minimale più che dovuto: poi ci sarà un processo e ci auguriamo che la persona responsabile del gesto sia messa nelle condizioni di non nuocere più. | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi Domenico Ciardulli - 05.03.2007Caro Kevin, forse non mi sono spiegato e quindi ti faccio un altro esempio:
se un direttore sanitario di ospedale assume un infermiere che non ha il relativo titolo di studio e questo infermiere provoca lesioni a un paziente, esiste effettivamente una responsabilità personale dell'infermiere ma esiste anche e sopratutto una responsabilità giuridica ed etica del direttore sanitario che gli ha conferito l'incarico.
ciao
Domenico | |
Appello a farfinta kevin keegan - 05.03.2007D'accordissimo, e ti eri ben spiegato. Ovviamente ciò non esime dalle sue responsabilità l'insegnante evidentemente in stato confusionale e, soprattutto, ciò non toglie che non si è trattato di una mancanza di competenza ("guaribile" con l'apposita laurea) bensì di un gesto criminale.
Oltretutto la cosa è delicata dal punto di vista dei titoli, perché le regole cambiano se invece di una cattedra si tratta di una supplenza, a seconda di da quando risale l'assunzione della persona in questione (nessuno dei vecchi maestri è laureato) e delle deroghe che i presidi possono fare alle regole nel caso di problemi di reperimento del personale. Forse l'unica persona in grado di rispondere qui è l'ottimo Farfinta. | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi farfintadiesseresani - 05.03.2007Ringrazio Kevin per l'appellativo, ma non sono un esperto in fatto di leggi.
Mi sento però di escludere la responsabilità giuridica dello Stato (i supplenti sono nominati in quanto mancano i titolari: se un posto è vacante qualcuno deve coprirlo. In mancanza di persone con i titoli richiesti, si deroga su specifiche titolari inferiori per la sola durata della supplenza) e parlerei solo di responsabilità etica dello Stato. Poi aggiungerei che lo Stato, su casi come questo, ci marcia e ci vive (i supplenti non hanno progressione di carriera, vengono pagati sempre al minimo e la qualità non è poi fondamentale: allo Stato interessa che il "buco" sia coperto.
Nel caso specifico, comunque la si veda, sono d'accordo con Kevin: un episodio del genere mostra una totale inabilità alla professione docente. Quindi bisogna agire di conseguenza.
C'è però un elemento di riflessione che questo episodio suggerisce: la difficoltà, in molti ordini scolastici, di mantenere nella classe un clima che permetta il dialogo e la funzione educativa (vedi anche i casi di Ferrara e di Bari). Questa è una difficoltà sempre crescente, su cui, a livello politico, andrebbe fatta una seria riflessione. La scuola non può essere il primo luogo in cui un bambino (e poi un ragazzo) impara che ci sono delle regole da rispettare e che quelle regole vanno rispettate altrimenti bisogna risponderne. Quella maestra, comunque ingiustificabile, per arrivare ad agire in quel modo doveva essere esasperata. E allora la domanda è: se le famiglie non educano, quali sono gli strumenti che lo Stato mette a disposizione dell'Istituzione scuola per rispondere a situazioni simili?
Attualmente, pochissimi. E spesso inefficaci. | |
Dubbi abigaille - 05.03.2007| D'accordissimo con far finta..certo che una maestra che ferisce un allievo deve essere rimossa dal suo incarico..ma secondo me bisognerebbe guardare oltre. Cosa aveva fatto qeusto bambino, ci sono stati richiami precedenti, come hanno reagito i genitori? che strumenti hanno le maestre - o i professori - per farsi ubbidire? Chiederselo non discolpa, ma spiega quello che è successo: da una parte trovo rassicurante pensare che quel bambino non aveva di fronte una psicopatica, ma una povera ragazza esasperata( lo so, mi tirerò addosso un sacco di critiche,perchè in questo paese i Bambini sono sacri, anche se sono dei piccoli mostri). Dall'altra mi chiedo se chiudere in una stessa aula ragazzini incontrollabili e adulti stressati e aspettare che succeda qualcosa sia una buona idea..Non sarebbe ilcaso di mettere qualche regola,prima che capitino guai peggiori? | |
certo abigaille kevin keegan - 05.03.2007se poi ci ricordiamo che il bambino in questione è anche mezzo negro la contestualizzazione diventa completa.
ps: grazie, farfinta. | |
scusa kevin abigaille - 05.03.2007| allora sse è "mezzo negro" -nel caso mezzo arabo, visto che è tunisino -può fare casino a tempo pieno,sputare in faccia alla maestra o quant'altro.. non avevo capito che per non essere razzisti fosse obbligatorio accettare qualunque cosa da una persona di un'altra razza - diciamo etnia,razza non vuol dire niente - perchè è straniera... | |
Sono d'accordo, abigaille farfintadiesseresani - 05.03.2007Il problema è proprio quello. Ma quale parte politica (destra o sinistra) si prenderebbe la responsabilità di una giusta e maggiore serietà (severità?) nella scuola? Immediatamente si leverebbe il coro di intellettuali, psicologi e pedagogisti (ahi, i pedagogisti!) a difesa di questi poveri ragazzi sfortunati e incompresi, e si troverebbero mille motivi per bollare come repressiva una tale riforma.
Nel contempo si chiede alla scuola di essere seria e di preparare bene i nostri figli perché la competizione internazionale, il lavoro e bla bla bla bla...
La preparazione assicurata dalla scuola deve però essere ottima, senza troppa fatica e troppo impegno per i nostri figliuoli, che altrimenti si stressano. La promozione deve essere assicurata , il successo scolastico garantito, il ragazzo non deve subire traumi di alcun tipo (leggi: insuccessi).
Fioroni, cui va il merito di un esame di stato più serio, ha dato il via libera a quella norma della finanziaria che dovrebbe rendere più facili le promozioni (a proposito: c'è? E' passata? A noi a scuola non è ancora giunto nulla); nella riforma MOratti c'era la folle ipotesi di una bocciatura possibile solo al termine di ciascun biennio, ergo ogni due anni: quindi un anno si scherza e uno si fa sul serio.
Come si vede la tendenza è bipartisan.
E nel frattempo, in certe facoltà (Matematica, Fisica...) il numero di studenti è in calo e, tra i pochi iscritti, si registra un numero sempre più alto di studenti stranieri (per esempio albanesi, che imparano la lingua con la RAI, vengono qui e hanno ancora fame e voglia di fare...)
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Re: Poveri insegnanti! milo calaferro - 05.03.2007Tempi duri per gli insegnanti in genere.
Maramotti, nella vignetta di oggi sull'Unità, mostra un padre tra l'incazzato e il disperato che dice ad un amico: "Con mio figlio non funzionano nemmeno gli scapaccioni... continuo a picchiargli il preside e lui non impara niente!".
In effetti quello degli insegnanti aggrediti, verbalmente e perfino fisicamente, da genitori incapaci di accettare un rimprovero o una brutta pagella assegnata al proprio figlio, è un fenomeno in preoccupante ascesa. E soprattutto un sintomo del devastante capovolgimento dei valori che, da un po', sta minando la nostra società.
Una volta se riportavi una brutta pagella, tuo padre, gli schiaffi, li dava a te. Oggi invece li dà all'insegnante che ti ha assegnato quella pagella.
Ma come meravigliarsi di questa aberrazione, dopo che la cultura dominante ci ha ormai assuefatti a considerare un Cesare Previti come un Martire della Libertà e i giudici che lo hanno inquisito e condannato (peraltro inutilmente) come dei malfattori, anzi come dei «matti, mentalmente disturbati, antropologicamente diversi dal resto della razza umana»?
Comunque, per tornare agli insegnanti, a parte i genitori e i mass media che li inchiodano alla croce, con i vertici scolastici e politici che, invece di difenderli, gli tengono fermi i polsi, bisogna aggiungere che la figura del professore, negli ultimi anni, è stata (dalla politica e dalla società) degradata, umiliata e ridotta a fanalino di coda nel consorzio umano e civile, senza alcun potere nè voce in capitolo in alcuna questione. E la politica, per compensarli finalmente degli stipendi da fame (nettamente i più bassi d'Europa) percepiti fino ad oggi, ha aggiunto al loro lavoro il requisito della precarietà cronica e irrimediabile.
Non sarà dovuto anche a questa situazione l'odierna penuria di personale qualificato che costringe i Dirigenti Scolastici a rivolgersi a chi capita? | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi Domenico Ciardulli - 05.03.2007Bla Bla la maestra .. la maestra.. ma se un primario chirurgo ottiene un posto di responsabilità soltanto per meriti mafio-partitici e non professionali, quando poi fa morire una ragazza per una semplice appendicite la responsabilità è soltanto del medico?
La scuola azienda che ormai cerca solo di far quadrare i bilanci e lascia marcire la sicurezza degli ambienti, le barriere architettoniche i corsi di formazione del personale, la supervisione di chi lavora con l'handicap.. non è questo il terreno colpevole? No sta a monte l'origine del degrado? | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi farfintadiesseresani - 05.03.2007Ciao Domenico,
è la prima volta che mi trovo a discutere con te.
Non so se risponderò alla tua domanda, metterò assieme delle riflessioni:
1) Non si può parlare della scuola in generale (anche semplicemente a livello di strutture). La scuola italiana, a parità di grado e d'indirizzo (prendiamo per esempio le medie inferiori), presenta situazioni profondamente diverse per area geografica e all'interno della stessa area geografica.
2) Lo stesso si può dire a livello di personale e in particolare di insegnanti. Quello che posso dirti (mia esperienza diretta) è che -in generale- chi è passato attraverso il Concorso Ordinario è preparato. Più variegata la situazione per chi è passato per Concorso Riservato.
3) Sull'importanza delle conoscenze per "entrare" (visto che parli di questo nella prima parte del tuo post). Ti parlo della mia esperienza (in Veneto, quindi) Io non conoscevo nessuno. I miei amici, entrati con lo stesso concorso, non conoscevano nessuno (nota bene: alcuni, molto bravi non sono passati). Di qualcuno entrato (bada, ti parlo di qualcuno) si vociferava che potesse avere qualche conoscenza. Ma, percentualmente, sono numeri irrilevanti.
Il problema delle "conoscenze", più che nelle immissioni in ruolo per concorso, lo vedo nelle supplenze (dove il ruolo delle segreterie delle scuole, che chiamano nominativamente, può essere decisivo).
4) Di nessuno di noi è stato verificata l'attitudine "comportamentale" (non volevo dire la... sanità mentale!!!) all'insegnamento. L'anno di prova, al termine del quale dovresti essere confermato o meno idoneo all'insegnamento, è un pro forma. E non comprova assolutamente nulla.
5) Non darei questa enorme importanza alle strutture. Per carità, sono importanti. Ma più importante è la qualità dei docenti. Un buon docente può fare molto con poco. Un pessimo docente può fare poco con molto. Questo naturalmente non esime lo stato dall'obbligo di fornire strutture migliori (che, infatti, in molti casi sono carenti).
6) Se consideriamo la scuola come parte integrante della società (era questo il senso del mio intervento) alloraq forse emerge con più chiarezza che le difficoltà della scuola sono le difficoltà di una società che ha abdicato alla propria funzione educativa: in nome di un malinteso concetto di libertà (come dice il medievista Cardini "la libertà senza responsabilità non è libertà ma prevaricazione") ai ragazzi viene insegnato che possono fare quello che vogliono (Tasso: "s'ei piace ei lice") e non ci sono limiti di sorta. Il patto educativo (qui ha ragione Calaferro) che legava genitori e docenti è stato rotto, e gli insegnanti spesso non sono più considerati dai genitori degli alleati nell'educazione dei figli, ma degli avversari che causano problemi ai figli. Gli stessi discorsi li sento dai Vigili Municipali che ci dicono che quando devono sequestrare il motorino a un ragazzino che ha fatto una pericolosa bravata, 1 volta su due sono costretti a litigare col genitore che invece di ringraziarli parla di sanzioni troppo severe o di una applicazione delle legge troppo puntuale.
Nel contempo però si chiede alla scuola di farsi supplente di tutte le carenze educative possibili (e allora se si drogano la colpa è della scuola, se sono grassi e si alimentano male la colpa è della scuola, se guidano male la colpa è della scuola, se non usano il preservativo la colpa è della scuola, e via dicendo) sicché a scuola si moltiplicano tutti questi (spesso) inutili corsi e corsetti ad usum discipulorum.
Sempre in quest'ottica la scuola deve preparare ma senza fatica; non deve essere selettiva (perché altrimenti è classista); non deve portare via troppo tempo ai ragazzi che hanno già mille impegni (il calcio, la danza, lo strumento musicale, ecc. ecc. ecc.)
Ti chiedo scusa, ho buttato giù di getto e alla rinfusa un po' di osservazioni. NOn so, quindi, se ti ho risposto. Fammi sapere. | |
Sociologismo d'accatto kevin keegan - 05.03.2007| Grazie per aver chiarito ulteriormente il tuo pensiero, Domenico, perché ora sono certo di essere totalmente in disaccordo con le tue posizioni: le aule fatiscenti, lo stipendio basso, il male di vivere, la cognizione del dolore, non giustificano nemmeno un po' una maestra che procura una lesione fisica ad un alunno, chiaro? Sarà stato un raptus, un momentaccio, una distrazione, a momentary lapse of reason, ma quella donna non è adatta a fare quel mestiere, petanto a) va cacciata a calci, come è stato giustamente fatto, e b) va processata penalmente: in quella sede saranno valutate le attenuanti, così Abigaille sarà contenta, e modulata la condanna. Il risalire "a monte" mi ricorda, anche nel linguaggio stereotipato, le minchiate del sessantotto: come dice Old No Global, senza offesa. | |
Re: Caro Domenico, milo calaferro - 06.03.2007non faccio fatica a credere che la situazione del sistema scolastico (e non solo per quanto riguarda l'assistenza ai disabili) sia proprio quella che tu descrivi. Ma che c'entra il degrado in cui versa la scuola italiana con un gesto da codice penale? E che c'entra con eventuali turbe psichiche il possesso o meno dei requisiti curriculari previsti dalla legge per insegnare? Occorre forse una laurea per sapere che il taglio della lingua non è contemplato tra i mezzi pedagogici a disposizione di una maestra? O è stato mai richiesto agli aspiranti maestri, prima d'ora, un certificato di sanità mentale o equilibrio psichico?
In realtà neanche i controlli più accurati avrebbero permesso di prevedere o prevenire un gesto come quello della maestra di Milano.
In sintesi, Domenico, il tuo ragionamento credo che sia corretto, ma temo che sia sbagliato l'esempio. | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi Domenico Ciardulli - 06.03.2007Milo Kevin Farfinta.. mi fa piacere dialogare con voi. Non siamo su punti di vista lontanissimi. Penso semplicemente che non si può gaurdare quello che accade con la superficialità degli spettatori televisivi (non lo dico di voi badate bene).
Platinette nella trasmissione di Maria De Filippi assiste e dice: questo è bello questo è brutto questo va cacciato questo no.
Siamo su una dimenzione diversa. Non basta secondo me dire il preside di Bari menato ha ragione, l'insegnante con il perizoma che si fa tastare ha torto, gli studenti che hanno malmenato il down vanno puniti, i genitori che hanno menato il prof. di educazione fisica hanno sbagliato ecc... Io direi che il sistema genera mostri ma lo stesso sistema sta diventando mostro.. Allora se non si introducono pillole di innovazione nel sistema ahi voglia di dibattiti che faremo noi quattro dentro la barberia sulla cronaca quotidiana delle scuole ....
Grazie dei commenti che apprezzo molto.. | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi Domenico Ciardulli - 06.03.2007| dimensione... grazie anche ad Abigaille ovviamente | |
Re: Lingue mozzate e occhi chiusi Domenico Ciardulli - 06.03.2007ah dimenticavo.. sul mio sito www.ciardullidomenico.it ho messo un interessante articolo di un prof. di lunga esperienza.
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate.
Buona Giornata! | |
Per Domenico farfintadiesseresani - 06.03.2007Se ti interessa, i migliori articoli sulla scuola italiana li ho trovati sul sito della "Voce" di Tito Boeri.
I "mostri" crescono in un humus che è quello della società nostra. L'unico filtro, l'unica difesa possibile è un decente livello culturale e un minimo di spirito critico. Le famiglie con basso reddito e scolarità bassa sono quelle che maggiormente espongono in modo acritico se stesse e i figli ai modelli mediatici. Chissà cosa avrebbe scritto Pasolini su questo: molto meglio, per lui, essere morto.
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Re: Domenico, milo calaferro - 06.03.2007complimenti per il bel sito, ma tra tutti quegli articoli non sono riuscito a capire qual è quello che ci inviti a leggere. Puoi dare delle indicazioni più precise?
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Re: Lingue mozzate e occhi chiusi Domenico Ciardulli - 06.03.2007| Milo scusa ma è il primo articolo eviedenziato in rosso corpo 18 formato garamond parla di scuola | |
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