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17.12.2008
Braccia rubate all'agricoltura
di Luigi Irdi

Provate a comprare la Bibliocard in una biblioteca del Comune di Roma

Della serie “braccia rubate all’agricoltura”.Allora. Vado a fare la Bibliocard. Per chi non lo sapesse, e certamente sono tanti, la Bibliocard è una tesserina plastificata che ti garantisce l’accesso a tutte le biblioteche comunali di Roma e in più ti assicura un po’ di sconto in alcuni cinema e librerie.

E’ un regaletto simpatico per Natale e costa solo cinque euro. Tanto è vero che il Comune ti fa il tre per due. Due tessere le paghi e una te la regalano.

Vado dunque alla biblioteca Rispoli, dietro via del Plebiscito, dove abita Berlusconi, per intendersi. Pieno centro di Roma.

Dietro il banco trovo una ragazza piuttosto carina, magari un po’ troppo magra, ma carina e gentile, che mi conferma l’offerta due per tre.

Bene, dico, me ne dia tre. E tiro fuori dieci euro.

Bene, fa lei, a chi le vuole regalare?

Bah, faccio io, ancora non lo so. Sa, sono quelle cianfrusaglie che si comprano come tappabuchi, quanto ti ricordi all’ultimo momento che devi fare un regaletto, un pensierino.

Eh no, fa lei, mi dovrebbe dire chi sarà il destinatario del regalo.

Scusi, dico io, ma cosa glie ne importa?

Il titolare della Bibliocard dovrà venire qui per attivare la card entro la fine di gennaio 2009 e confermare i suoi dati anagrafici, e firmare un modulo per il trattamento dei dati personali, capisce?, dice lei.

Bè, faccio io, quando verrà la persona a cui avro' regalato la card, avrete i suoi dati.

Eh no, continua lei, devo saperli adesso e compilare un modulo. Lei avrà pure in mente a chi vuol fare questo regalo, no?

La ragazza ha dei bellissimi occhi neri, ma comincia lo stesso a darmi su ai nervi, nonostante il sorriso.

Sento puzza di burocrazia e spiego: Vede, io faccio l’allenatore di basket di una società giovanile (non è vero, ma mi piacerebbe un sacco n.d.r) e la società ha circa 200 iscritti. Se volessi regalar loro una Bibliocard a testa, dovrei darle 200 nomi, 200 date di nascita, indirizzi, telefoni eccetera?

Continuo. Ma le pare sensato? Se vado in libreria a comprare un libro, mica la commessa mi chiede a chi voglio regalarlo, le pare? Saranno pure affari miei. E se vado in un negozio di telefonia a comprare una ricarica da 50 euro, mica mi chiedono per chi è. Allora? Me le dà ‘ste Bibliocard  o no?.

Barcolla. Sente che non ho torto. Farfuglia qualcosa a proposito di regolamenti comunali.

Affondo il colpo. Guardi che io lo dico per voi. Senza questa faccenda del modulo ne vendereste un pacco in più. Io, per esempio, se me le da, queste tre, le pago e buonanotte e poi deciderò a chi regalarle. Se no me ne prendo una e basta, per me. Anzi, neanche quella.

Fa lei. Guardi, il suo ragionamento è giusto. Ora le chiamo la persona che ha preparato il pacchetto Bibliocard, se ha qualche minuto.

Come no, dico io che non vedo l’ora di discutere con quel genio comunale.

Ma il genio comunale non c’è. Mi spiace fa lei, ma sottoporrò il suo rilievo.

Mi incazzo e niente Bibliocard.

Provo in un’altra biblioteca comunale. Ci passo davanti andando al lavoro. E’ in via La Spezia, quartiere San Giovanni.

Al banco, una ragazza, carina anche questa e bella cicciottella. Occhi neri anche lei, ma un atteggiamento vagamente strafottente.

Sorrido. Buongiorno, vorrei comprare qualche Bibliocard.

Silenzio. Lei fa. Un attimo, sa, è la prima volta che lo faccio.

Si prenda tutto il tempo che vuole, dico io.

Lei se lo prende e poi mi sventaglia sotto il naso una decina di buste da lettera con su scritto l’indirizzo della biblioteca di Via La Spezia.

E allora?, dico io.

Lei spiega. Ecco, lei mette cinque euro nella busta e regala la busta a chi vuole dicendogli che con quei cinque euro si puo’ comprare la Bibliocard.

Come? Non credo alle mie orecchie. Me le sturo e strabuzzo gli occhi. Scusi io vorrei regalare la Bibliocard, non cinque euro per comprarsi la Bibliocard.

Noi facciamo così, qui.

Scusi, e cerco di stare calmo, se lei vuole regalare una bottiglia di vino al suo fidanzato cosa fa?, gli regala una busta con i soldi dentro? Non siamo mica al matrimonio del Padrino, qui. Questo è il Comune di Roma.

Noi facciamo così, qui. Ripete.

Fanculo la Bibliocard. Alemanno, è vero che non ti ho votato, ma fa' qualcosa.

Luigi Irdi

 

 




 
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Chi è l'assessore, piuttosto?
Leone svicolone - 17.12.2008
Chi è l'assessore da cui dipendono le biblioteche? Quello alla cultura immagino. Quindi Umberto Croppi. Per chi non lo conosce, ecco l'intervista che diede a Claudio Sabelli Fioretti quando era ancora direttore editoriale della Vallecchi:
http://www.melba.it/csf/articolo.asp?articolo=97

Cosa c'entra questo con la Bibliocard? Poco o nulla, lo so.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
RitaGuma - 17.12.2008
A parte l'interpretazione schizofrenica dello stesso regolamento, al primo sportello chiedono quindi i dati personali di terzi senza che questi firmino contestualmente la liberatoria per il trattamento.
Giusto invece (al di la' della praticita' di poter decidere all'ultimo momento a chi destinare il simpatico dono), che sia l'intestatario stesso a comunicare i dati in uno alla firma della liberatoria.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Bruno Stucchi - 17.12.2008
Siete schizofrenici. Se le tessere sono nominative, mi sembra normale fornire i dati dell'intestatario. Ma vi divertite così tanto a complicarvi l'esistenza? Le vostre sì sono braccia rubate all'agricoltura.
P. S. Siete anche pidocchi: cinque euro di regalo?


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Rina Brundu - 17.12.2008
Mi ricorda Guareschi nel suo ristorante:
“Quando facevo il giornalismo, gli esperti del giornalismo mi hanno consigliato parecchie volte di darmi all’agricoltura; ho seguito il loro consiglio. Purtroppo gli esperti di agricoltura mi hanno consigliato di ritornare al giornalismo; allora ho scelto quest’attività che non danneggia né il giornalismo né l’agricoltura. E poi così posso coltivare il mio hobby, che è quello dello scrivere, perché posso scrivere qualcosa di veramente sostanzioso: il menu”. (1965)


Re: Re: Braccia rubate all'agricoltura
RitaGuma - 17.12.2008
Non credo che il valore di un regalo coincida con il suo prezzo, soprattutto oggi che vendono una striscia di plastica griffata per varie centinaia di euro, mentre una buona lettura ha per me un valore inestimabile e tanti libri messi assieme come avviene in una biblioteca mi fanno ancora effetto.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Luigi Irdi - 18.12.2008
Stucchi, non hai capito un tubo.


Seguite il consiglio
Lapis - 18.12.2008
Comunque seguite il consiglio di Leone, e leggete qua:
http://www.melba.it/csf/articolo.asp?articolo=97
Bella biografia personale, sì.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Bruno Stucchi - 18.12.2008
Ho capito benissimo. Confondete la praivasi con l'omerta'. Comunque, chi ha bisogno di un "regalo" (da 5 euro! poi siete tra quelli che criticano la "soscialcard"!) per andare in biblioteca, probabilmente non e' un appassionato di letture e quindi per lui la vostra tesserina e' inutile. Ma quante menate per una tessera nominativa. Nulla di piu' costruttivo a cui pensare, vedo. Troppo tempo libero da sprecare.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Luigi Irdi - 18.12.2008
Stucchi, sei proprio sempre tu. E' bello riconoscere le vecchie abitudini del prossimo.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Bhagmati - 19.12.2008
Caro Irdi,
finchè economizzi sui regali di Natale posso pure capire: c'è crisi e sta certo che se Bruno Stucchi ti critica vuol dire che sotto sotto lui invece ricicla e non lo vuole far sapere.

Ma siamo al 3X2 anche per i titoli del Bds? No, sai com'è, non lo avrei neppure notato se non fosse stato per via di un mio omonimo vecchio pezzullo.

E non lo avrei perfidamente scritto se non fossi stata turbata dall'affresco delle due pulzelle, la grassa e la secca, alle difficili prese con la tua Bibliocard. Impietoso ritratto di parannanze rubate ai fornelli,non c'è che dire.

Fossero state almeno gnocche magari Alemanno avrebbe anche potuto trovare qualcosa da fare, dati i fatti non ti resta che fornire le generalità del sindaco e omaggiarlo di una Bibliocard.


Re: Braccia rubate all'agricoltura
Bruno Stucchi - 20.12.2008
Indiano, come ti permetti di insinuare, visto che non mi conosci? Io -a differenza di certi giornalisti- non riciclo nulla. Ma forse nel giornalismo di qualità (Biagi ecc) non si dice riciclare, ma copia-e-incolla. (Cut and paste, fa più fygo).





 

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