Provate a comprare la Bibliocard in una biblioteca del Comune di Roma
Della serie “braccia rubate all’agricoltura”.Allora. Vado a fare la Bibliocard. Per chi non lo sapesse, e certamente sono tanti, la Bibliocard è una tesserina plastificata che ti garantisce l’accesso a tutte le biblioteche comunali di Roma e in più ti assicura un po’ di sconto in alcuni cinema e librerie.
E’ un regaletto simpatico per Natale e costa solo cinque euro. Tanto è vero che il Comune ti fa il tre per due. Due tessere le paghi e una te la regalano.
Vado dunque alla biblioteca Rispoli, dietro via del Plebiscito, dove abita Berlusconi, per intendersi. Pieno centro di Roma.
Dietro il banco trovo una ragazza piuttosto carina, magari un po’ troppo magra, ma carina e gentile, che mi conferma l’offerta due per tre.
Bene, dico, me ne dia tre. E tiro fuori dieci euro.
Bene, fa lei, a chi le vuole regalare?
Bah, faccio io, ancora non lo so. Sa, sono quelle cianfrusaglie che si comprano come tappabuchi, quanto ti ricordi all’ultimo momento che devi fare un regaletto, un pensierino.
Eh no, fa lei, mi dovrebbe dire chi sarà il destinatario del regalo.
Scusi, dico io, ma cosa glie ne importa?
Il titolare della Bibliocard dovrà venire qui per attivare la card entro la fine di gennaio 2009 e confermare i suoi dati anagrafici, e firmare un modulo per il trattamento dei dati personali, capisce?, dice lei.
Bè, faccio io, quando verrà la persona a cui avro' regalato la card, avrete i suoi dati.
Eh no, continua lei, devo saperli adesso e compilare un modulo. Lei avrà pure in mente a chi vuol fare questo regalo, no?
La ragazza ha dei bellissimi occhi neri, ma comincia lo stesso a darmi su ai nervi, nonostante il sorriso.
Sento puzza di burocrazia e spiego: Vede, io faccio l’allenatore di basket di una società giovanile (non è vero, ma mi piacerebbe un sacco n.d.r) e la società ha circa 200 iscritti. Se volessi regalar loro una Bibliocard a testa, dovrei darle 200 nomi, 200 date di nascita, indirizzi, telefoni eccetera?
Continuo. Ma le pare sensato? Se vado in libreria a comprare un libro, mica la commessa mi chiede a chi voglio regalarlo, le pare? Saranno pure affari miei. E se vado in un negozio di telefonia a comprare una ricarica da 50 euro, mica mi chiedono per chi è. Allora? Me le dà ‘ste Bibliocard o no?.
Barcolla. Sente che non ho torto. Farfuglia qualcosa a proposito di regolamenti comunali.
Affondo il colpo. Guardi che io lo dico per voi. Senza questa faccenda del modulo ne vendereste un pacco in più. Io, per esempio, se me le da, queste tre, le pago e buonanotte e poi deciderò a chi regalarle. Se no me ne prendo una e basta, per me. Anzi, neanche quella.
Fa lei. Guardi, il suo ragionamento è giusto. Ora le chiamo la persona che ha preparato il pacchetto Bibliocard, se ha qualche minuto.
Come no, dico io che non vedo l’ora di discutere con quel genio comunale.
Ma il genio comunale non c’è. Mi spiace fa lei, ma sottoporrò il suo rilievo.
Mi incazzo e niente Bibliocard.
Provo in un’altra biblioteca comunale. Ci passo davanti andando al lavoro. E’ in via La Spezia, quartiere San Giovanni.
Al banco, una ragazza, carina anche questa e bella cicciottella. Occhi neri anche lei, ma un atteggiamento vagamente strafottente.
Sorrido. Buongiorno, vorrei comprare qualche Bibliocard.
Silenzio. Lei fa. Un attimo, sa, è la prima volta che lo faccio.
Si prenda tutto il tempo che vuole, dico io.
Lei se lo prende e poi mi sventaglia sotto il naso una decina di buste da lettera con su scritto l’indirizzo della biblioteca di Via La Spezia.
E allora?, dico io.
Lei spiega. Ecco, lei mette cinque euro nella busta e regala la busta a chi vuole dicendogli che con quei cinque euro si puo’ comprare la Bibliocard.
Come? Non credo alle mie orecchie. Me le sturo e strabuzzo gli occhi. Scusi io vorrei regalare la Bibliocard, non cinque euro per comprarsi la Bibliocard.
Noi facciamo così, qui.
Scusi, e cerco di stare calmo, se lei vuole regalare una bottiglia di vino al suo fidanzato cosa fa?, gli regala una busta con i soldi dentro? Non siamo mica al matrimonio del Padrino, qui. Questo è il Comune di Roma.
Noi facciamo così, qui. Ripete.
Fanculo la Bibliocard. Alemanno, è vero che non ti ho votato, ma fa' qualcosa.
Luigi Irdi