Provate a dire ai giovani che devono pagare per vedere un normalissimo canale televisivo in chiaro
Leggendo che il canone Rai col nuovo anno passa da 107,5 euro a 109 euro l'anno, ripensavo a quante volte anche qui sul Barbiere abbiamo dibattuto, nel merito, sul fatto se sia giusto o meno pagare per vedere la Tv di Stato, e se il servizio reso sia all’altezza, e via di questo passo.
Poi poco dopo, casualmente, mi è capitato di parlare con un gruppo di ragazzini, di quelli tecnologicamente “avanti” (almeno rispetto alla media di quelli della mia generazione), di quelli cioè che smanettano tutto il giorno su Internet, di quelli che non si separano mai dall’I-phone, dall’I-touch o giù di lì. Insomma, quelli che sono sempre “connessi”.
E questi, senza entrare nel merito, mi hanno semplicemente indicato… il re nudo. Ma vi rendete conto - mi hanno fulminato - siamo praticamente nel 2010, accendete la Tv, e senza problemi potete vedere centinaia di canali… accendete un computer con Internet e avete il mondo in tasca… col telefonino viaggiate intorno alla terra… e ancora siamo qui a dover pagare per vedere un normalissimo canale in chiaro? Cioè, nemmeno una tv on demand, o chissà che! Preistoria - mi hanno apostrofato - concettualmente preistoria. Siete ridicoli- hanno concluso.
Hanno ragione. Perché oggi, in questo campo, sono loro, e quello che loro fanno, la “normalità”.
Il canone? Semplicemente ridicola preistoria. A prescindere.
Montecristo