Il Barbiere della Sera

| BARBA E CAPELLI | UNA SPIA IN REDAZIONE | DIRITTO DI REPLICA | TRENTARIGHE | DESK POLITICO | TRE PALLE UN COLUMNIST | QUALCOSA CHE VALE |
| SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE? | SCARTOFFIE UTILI | CDR | BACHECA | CURRICULA | SALA STAMPA | MANDA IL TUO PEZZO |
Ultime notizie


RSS


 

 
Si accomodi in poltrona

Login
Login Utente
Password


Brevetta la tua firma! Registrando il tuo pseudonimo potrai scrivere sul Barbiere. Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!

Cerca nel retrobottega

Barber Shop

Finanzia la Bottega

Google

19.04.2010
L'eruzione del Krakatoa e l' Urlo di Munch
di Federico Bernardini

Riflessioni sulla forza della natura e sulla debolezza dell'Uomo

E' bastata l'eruzione di un vulcano dal nome impronunciabile nel luogo più remoto d'Europa (lasciamo perdere la Groenlandia che, geograficamente, fa parte del continente americano) per mandare in tilt il traffico aereo dalla Scandinavia alle sponde del Mediterraneo e  provocare l'assalto al treno e al pulmino, a prezzi esorbitanti, da parte di innumerevoli viaggiatori, improvvisamente appiedati.

 

La libertà e la rapidità di movimento, vanto della nostra civiltà tecnologica, è stata improvvisamente annullata da un semplice sussulto geologico, neanche lontanamente paragonabile ai grandi sconvolgimenti che hanno segnato la storia dell'Umanità. Uno per tutti, l'eruzione di Santorini, che contribuì alla fine della civiltà minoica  e, secondo i soliti visionari, in base a una mal digerita lettura del Timeo e del Crizia di Platone, avrebbe  addirittura provocato la scomparsa della civiltà atlantidea.

Nel 1883, nello Stretto della Sonda, vi fu la catastrofica eruzione del vulcano Krakatoa, che provocò in tutto il mondo curiosi effetti meteorologici. Secondo alcuni studiosi, gli irreali e inquietanti colori dell'Urlo di Munch, dipinto dieci anni dopo l'eruzione, non sarebbero il riflesso del suo tormentato mondo interiore, ma riprodurrebbero realisticamente il cielo norvegese  sotto l'effetto provocato dalle ceneri del vulcano.

Una chiave di lettura forse discutibile, l'angoscia di Munch viene dal profondo e non ha bisogno di essere stimolata da occasionali fenomeni naturali, ma non priva di fascino e che ci induce a rileggere quella che possiamo considerare l'icona più rappresentativa e sconvolgente della "disperazione", alla luce del rapporto fra la forza della natura e la costituzionale debolezza della creatura umana.

La nostra civiltà e le più ambiziose delle sue conquiste possono essere messe in discussione o addirittura vanificate da un qualunque fenomeno naturale, anche di lieve entità,  di fronte al quale ci riconosciamo come quegli esseri inermi che siamo. La nostra superbia e la nostra illusione di  onnipotenza non reggono neanche al cospetto del minimo sussulto o del minimo rigurgito di quel puntino azzurro, alla deriva nell'universo, che è la nostra casa.

I nostri aerei supersonici, i nostri treni ad alta velocità, i nostri bolidi a quattro ruote, che ci hanno dato l'illusione di annullare le distanze e di dominare lo spazio, possono diventare oggetti inutili, a causa di un evento imponderabile che si verifica a migliaia di chilometri di distanza, come un'eruzione vulcanica, o a causa di una frana o del crollo di un abete che interrompe una linea elettrica o di una qualunque crisi energetica, come quella del '73.

E allora torniamo ad essere quei bipedi lenti e impacciati che, per di più, hanno perso l'abitudine di camminare e, all'occorrenza, non possono ricorrere neanche a un cavallo o a un somaro, come i nostri antenati. 

Ci troviamo paralizzati, impotenti, come mai sarebbe potuto accadere nei tempi passati, in cui il rapporto fra spazio e tempo era  regolato da ritmi naturali e non stravolto da quello della macchina, senza la quale ci troviamo oggi in una condizione che ci fa piombare in  uno stato di inferiorità anche nei confronti di un Sumero o di un Egizio.

Chissà se quelle decine di migliaia di viaggiatori imbestialiti, costretti a bivaccare per giorni negli aeroporti o nelle sale d'aspetto delle stazioni ferroviarie, alle prese coi tempi stravolti delle loro vacanze o dei loro impegni di lavoro, troveranno un attimo per riflettere su queste cose.

Sinceramente, non credo.

Federico Bernardini  

 




 
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare?
E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.
 
Per inviare un commento devi essere registrato e fare LOGIN
The Scream
Rina Brundu - 19.04.2010
Concordo Federico che sia una ipotesi molto discutibile. Questo perché simili considerazioni - indipendentemente dalla loro plausibilità e dalla loro veridicità - spostano completamente il baricentro a livello di significazione e non solo.
Eppure non so decidermi se sia meglio una mera rappresentazione di una visione interna angosciata ed angosciante o piuttosto una immagine del mondo-di-fuori kind-of-re-shaped da quello stesso terrore-che-viene-da-dentro.

Questo dubbio diventa tanto più vero quando si legge: "Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo neroazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.".

Per certo un capolavoro assoluto.
Assolutamente indifferente ai bivacchi secondo me, ma potrei pure sbagliarmi. Non me ne intendo.

PS Dissento invece completamente sul fatto che l'uomo sia tanto piccolo di fronte alla natura (quel tipo di pensiero in genere mi pare sempre più retorico che meditato, oppure troppo religiosamente connotato). Il corpo dell'uomo é piccolo. Non la sua Anima. Tantomeno la capacità della stessa. Non mi stupirebbe infatti se quel vulcano (dentro un possibile grande museo naturale) stesse alla capacità dell'Anima, quanto L'urlo stà alla visione-artistica di Munch.... Ma, ripeto, io non me ne intendo.


Ciao, Rina...
Federico Bernardini - 19.04.2010
permettimi, innanzi tutto, di esprimerti la mia sofferta partecipazione al disagio provocato dalle ceneri vulcaniche che, credo, abbiano investito l'Irlanda in forma imponente... ve la siete beccata in pieno, da quelle parti.
Puntuale, come sempre, il tuo commento e,come sempre, denso anzi densissimo di straordinari spunti di riflessione.
Concordo in pieno sul fatto che l'eruzione del Krakatoa non c'entri nulla col quadro di Munch. Un fenomeno avvenuto dieci anni prima...se l'avesse così colpito perché mai avrebbe atteso tanto prima di metterlo sulla tela. E poi la tua citazione testuale delle parole di Munch credo sgombri il campo da ogni dubbio.
Ma mi è parso ugualmente interessante e funzionale fare quell'accostamento.
Certamente gli scenari di Munch sono una proiezione del suo tormentato mondo interiore anche se non dobbiamo escludere che, come in tutti gli artisti scandinavi,la terribile e sublime forza della natura di quei luoghi, si intrecci in forma complessa e inestricabile con l'interiorità del soggetto, rendendo difficile l'individuazione di netti e precisi rapporti causali.
Almeno nel mio caso, ti prego di credere che il rapporto uomo-natura, cui faccio riferimento, non è retorico e nemmeno così religiosamente connotato come potrebbe sembrare.
Si inquadra in quell'estetica del sublime romantico: Turner, per citare un esempio arcinoto, ma soprattutto Calame, la cui visione mi ha letteralmente sconvolto, provocandomi tutti i sintomi della cosiddetta "Sindrome di Stendhal".
Ne "L'Orage a la Handeck" ho trovato una perfetta corrispondenza al mio modo di sentire e per me,la sala dove è esposto quel quadro, è il centro dell'universo...non la stazione di Perpignan.
E un'altra cosa. Per me, anima e corpo sono indissolubilmente, tragicamente e divinamente legati.
Federico



Di anime, di corpi e di nuvole.
Rina Brundu - 19.04.2010
Carissimo, parto giusto dalle nuvole. In verità, é stato tutto un misunderstanding che ci ha fatto passare pure momenti divertenti leggendo le novità sui giornali... Di fatto, non so ad Ovest, ma qui a Est (Dublino e compagnia cantante) abbiamo avuto un paio di giorni assolutamente straordinari. Un raro sole ed un cielo limpido durante il fine settimana. Se la nuvola é passata non la ho vista. Da dire vi é che io non noterei una carica di elefanti... quindi non stupire se qualcuno ti raccontasse altrimenti.

Molto più interessanti della "nuvola" mi paiono le altre considerazioni. In primis questa associazione con l'esplosione del Krakatoa. Di fatto, sarebbe logico pensare che ci sia del vero... Per certo, l'ammirazione resta incondizionata qualunque sia la verità.

E allora non mi faccio scrupolo di usare proprio l'arte-di-Munch per dimostrare la capacità dell'Anima di cui dicevo. Mentre ci tengo a precisare che non ho mai inteso pensare che la tua fosse retorica-tanto-per-fare. Capisco bene da dove arrivi, ma non mi cambia. Per argomentare tutto questo però avrei bisogno di tempo... quindi magari ci torno.

Trovo poi molto interessante questo che dici "Per me, anima e corpo sono indissolubilmente, tragicamente e divinamente legati". Lo rispetto. Ma per quanto mi sforzi non riesco a trovarvi alcuna verità (sarà la supposta-nube che mi ottenebra i già ottenebrati neuroni?). Per esempio, non posso pensare che un'anima e un corpo siano indissolubilmente legati. Posso pensare che un'anima abiti mille corpi nel suo eterno percorso e che ciascuna delle storie che ogni precisa combinazione anima-corpo racconta abbia una sua validità. Una sua ragion d'essere. Una sua importanza. Chieda rispetto. Ma questo é davvero quanto. Quando poi quello speciale rapporto viene a morire, immagino che il corpo possa vivere nel ricordo, mentre l'anima possa diventare depositaria dell'esperienza vissuta ma, ripeto, davvero questo è quanto.
Neppure il "tragicamente" mi convince. Non riesco infatti ad immaginare una sola ragione più valida per vivere dell'insostenibile leggerezza dell'Essere. Il tragico mi pare piuttosto una forma di incapacità incarnata. Una sorta di tratto melodrammatico non strettamente necessario se una vera saggezza albergasse in noi.
E per quanto riguarda il divinamente.... Naturalmente escludo qualsiasi elemento religioso. Posso solo accettarlo se quel divinamente si riferisce al Dio-in-noi... ovvero al nostro Essere-tutto-dovunque-comunque. Al nostro essere corpo-anima-nuvola-vulcano-cielo-azzurro-cenere. Tutto. Ad un tempo. Anche tu. E, cribbio, pure io!!!!


Ho letto il tuo secondo commento...
Federico Bernardini - 20.04.2010
ancora più stimolante e impegnativo del primo.
Ci hai messo un carico da undici, come diciamo noi giocatori di Briscola!
Scusa se non ti rispondo subito, le cose a cui rispondere sono tante e non vorrei affrontarle con superficialità...oggi ho avuto una giornata veramente spaventosa e ho le idee confuse. Ti rispondo domani, a mente fresca...spero.
Pensavo che anche a Dublino foste ridotti come spazzacamini ma mi fa piacere che così non sia...io, che sono notoriamente un paranoide, se mi trovassi immerso in un'atmosfera fumosa, darei in numeri.
Credo che tu,anche se vivessi perennemente immersa nelle polveri di tutti i vulcani, vedresti cose che alla maggior parte di noi parrebbero oscure anche alla più limpida luce.
Buona, chiara e limpida notte.
Federico


Re: L'eruzione del Krakatoa e l' Urlo di Munch
Gerolamo Cardano - 20.04.2010
Il Krakatoa esplose, non erutto'.
Questi eventi ci ricordano quanto poco sappiamo. Le nostre conoscenze su cosa sta sotto alla terra che calpestiamo non superano i 30-40 km, per il resto son solo ipotesi.


Tunguska
Gerolamo Cardano - 20.04.2010
Un cielo simile lo si vide per alcuni giorni a partire dal 30 giugno 1908, dopo l'impatto di Tunguska, a 700 km da Irkusk, in Siberia. Nessuna ha saputo spiegare cosa accadde, ma la potenza emessa fu pari a circa 100 bombe di Hiroshima. Forse un meteorite o un micro buco nero o dell'antimateria.
Una esplosione a farfalla, con gli abeti che per un raggio di 25 km furono scortecciati e carbonizzati. Fatto strano: caddero come risucchiati in avanti. La zona era cosi' remota che il fatto venne scoperto solo nel 1929. Testimoni oculari ancora vivi riferirono di un grande bagliore e di un forte spostamento d'aria.



Per la precisione...
Federico Bernardini - 20.04.2010
caro Gerolamo, quella del Krakatoa fu un'eruzione di tipo esplosivo, che ebbe come conseguenza, tra l'altro, la distruzione di gran parte dell'isola e provocò uno tsunami di proporzioni gigantesche. Qualcosa di simile a quanto avvenne a Santorini. Ma in quel caso le conseguenze furono ancor più devastanti e non solo dal punto di vista geologico.
Qualcuno collega l'onda di maremoto di Santorini, oltre che alla scomparsa della civiltà minoica, all'apertura del Mar Rosso di cui si parla nelle Sacre Scritture.
Federico


Re: L'eruzione del Krakatoa e l' Urlo di Munch
Gerolamo Cardano - 20.04.2010
Come a St. Pierre nella Martinique nel 1802.
Credo ci sia stata una mega esplosione in Indonesia, con lo scoppio d'una gigantesca
Caldera, nel XIII Secolo. Cosi' forte che venne registrata in Cina.
Ma dovrei controllare.



Non 1802, ma 8 maggio 1902
Gerolamo Cardano - 20.04.2010


Caro Gerolamo...
Federico Bernardini - 20.04.2010
grazie per le informazioni.
Tutto ciò conferma che il nostro è un pianeta "nervoso" e, poiché esso è la nostra casa, mi torna in mente, per una bizzarra associazione di idee, una cosa che, molti anni or sono, vidi nella cucina di un mio carissimo amico...uomo di grande cultura ma, incredibilmente, di gusti piuttosto grossolani.
Su una di quelle piastrelle che si vendono nei mercatini o nelle botteghe dei più squallidi rigattieri, stava scritto: "In questa casa è nervoso anche il gatto".
Ciao, alchimista!
Federico


Di anime, di corpi e di nuvole
Federico Bernardini - 20.04.2010
Nella concezione cristiana anima e corpo sono indissolubilmente legati. Lo saranno anche dopo la morte e la dissoluzione della carne, cui farà seguito la resurrezione dei corpi, che rimarranno uniti all'anima immortale, mondati da ogni difetto e quindi anch'essi, finalmente, perfetti. Ed anche in questa riconquistata armonia consisterà la nostra beatitudine.
Così affermano i teologi e così mi sforzo di credere, trovando in questa visione escatologica, oltre alla risoluzione di ogni contraddizione, un grande conforto.
Che l'Anima, indipendente dal corpo fisico, possa trasmigrare dall'uno all'altro, mi pare concetto avulso dalla nostra tradizione e riconducibile a modelli di pensiero e di spiritualità orientali nei confronti dei quali ho sempre nutrito una irriducibile avversione (non ho mai perdonato a Schopenhauer, filosofo che amo tantissimo, il suo accostamento a tali dottrine).
Quando dico queste cose, intendiamoci, non sono sostenuto da adamantine certezze, ma roso dal dubbio e insidiato dalla disperazione.
Mi sono interessato di ipnosi regressiva e di metempsicosi e mi sono trovato di fronte a fenomeni inquietanti, che hanno reso i miei dubbi ancor più angosciosi ma non mi hanno comunque indotto a mettere in discussione l'impianto fede-ragione cui faccio riferimento.
Rispetto a questi temi ho attuato una sorta di sospensione del giudizio, in attesa...o meglio nella speranza, di poterli chiarire, superando l'apparente contraddizione da essi ingenerata.
Quando affermo che anima e corpo sono tragicamente legati, mi riferisco all'ambiguità e alle contraddizioni di una natura umana che ci porta a un irriducibile conflitto interiore, che possiamo sperare di risolvere solo proiettandoci in una dimensione superiore. Una dimensione cui possiamo solamente aspirare e di cui non possiamo avere quella certezza che sola potrebbe allontanare da noi il rischio della disperazione.
Io non so cosa sia "L'insostenibile leggerezza dell'essere" forse qualcosa che potrebbe essere percepita dal fanciullo che alberga in ciascuno di noi, anche il peggiore, e ci riconduce a quella verginità, a quella purezza originarie, che abbiamo irrimediabilmente perduto.
Quando mi trovo dinnanzi anche al più abbietto egli esseri umani, non posso fare a meno di pensare a quando egli era un fanciullo, puro e indifeso, a quando, piangendo disperatamente, tendeva le braccia alla sua mamma in cerca di conforto e di aiuto e non posso...chiunque egli sia e qualunque sia la sua colpa, non provare per lui una profonda compassione.
Federico




Di calzini da rammendare e di altri massimi sistemi
Rina Brundu - 20.04.2010
Caro Federico, mi metti davvero in difficoltà. Anche alla luce dei troppi interventi di questi giorni. Mi ricorda quella volta che mi impegnai in una lunga diatriba con uno scrittore. I temi erano i più diversi ma, in un modo o nell’altro, riuscivo a far girare l’acqua sempre al mio mulino. Alla fine lui, esacerbato, disperato mi disse: “Ma tu, calzini da rammendare mai, eh?”.

Di fatto, vi era una grande verità in questa cosa! Mi colpì… il “buco” formativo che ne emergeva. Basti pensare che in uno mondo-post-cataclisma-epocale, per i pochi rimasti, sarebbe molto più utile saper rammendare un calzino che dirimere su questioni di giornalismo online, o su tutto ciò di cui ci occupiamo in questi momenti d’ozio e di relax. Ne deriva che, in una scala da uno a dieci, la mia effettiva utilità dopo una esplosione di 10000 Krakatoa, potrebbe essere molto vicina alla zero. Con questi presupposti non mi sento davvero di continuare questa discussione. Non oggi….

EVABBBEENE… non riesco a mentire. La verità è che (se RTE non fa scherzi) debbo vedere la partita e ho scommesso pure alcuni centesimi con degli amici spagnoli. Rispondo domani punto per punto al tuo interessantissimo commento. Tanto il Krakatoa è già esploso come direbbe Gerolamo. Per non parlare di Tunguska, altro argomento su cui si potrebbe dire tanto (per esempio, su quella esplosione esiste una interessante teoria tutta italiana!). Magari poi, se siamo fortunati, tra te e me riusciamo pure a scoprire perché Cardano si interessa tanto alla Cina. Le ipotesi al vaglio sono tre al momento. 1) E’ cinese. 2) E’ uno studioso di storia cinese. 3) E’ un qualche mandarino (non in senso di frutto) in incognito. Tu che ne pensi? A domani.



Un commento da Premio Pulitzer...
Federico Bernardini - 20.04.2010
che gioca su più piani con uno spirito e un'ironia entusiasmanti.
Io mi troverei perfettamente a mio agio in uno scenario da giorno dopo...a volte quasi me lo auguro, non disponendo dell'alternativa che sarebbe la macchina del tempo. E credo che anche tu te la caveresti egregiamente...anche se non sai rammendare i calzini.
Aborro il calcio, almeno nella sua forma attuale, (la mia coerenza passatista a volte lascia interdetto anche me)ma, in quest'occasione, mi trasformo in tifoso interista e spero proprio che tu riesca a spillare un po' di quattrini a quegli antipatici zapateriani.
A proposito di Gerolamo, una cosa è certa, si interessa di cultura e storia cinese, resta da sapere se a livello professionale. Ed è uno che conosce bene quell'area geografica.
Forza Inter!!! che Dio mi perdoni.
Federico


Salvati dalle farfalle
G.O.D. - 20.04.2010
La farfalla ha nomi diversi in tutte le lingue, e in tutte le lingue molto belle. L'uomo è indifeso face à la natura, ma dove c'è una matrigna c'è un principe azzurro, e nessun uomo può sapere quante volte il battere d'ali di una farfalla a Lama Mocogno abbia evitato un ciclone a Tuxla Gutierrez.
Purtroppo debbo fermarmi qui, non capisco nulla di quadri e domani il prof interroga.


L'effetto farfalla e i conigli di Tuxtla
Federico Bernardini - 21.04.2010
Ricevo una lettera di vibrata protesta da parte del portavoce della comunità dei conigli di Tuxtla, recentemente decimata da uno spaventoso tornado, provocato dall'incessante frullar d'ali delle farfalle di Lama Mocogno.
Nella missiva, il vecchio coniglio, ancora sconvolto dalla immane sciagura che ha colpito la sua comunità, si rivolge a te e alle suddette farfalle in termini decisamente inurbani, che non ripeto per decenza.
Secondo il roditore dovresti documentarti meglio a proposito della teoria del caos e,alle farfalle di Lama Mocogno, augura che Dio faccia cadere le loro maledettissime ali.
Lo so che non capisci niente della teoria del caos, di pittura, di musica, di cinema,di calcio e di tante altre cose e voglio darti una dritta per l'interrogazione di domani (suppongo che sarai vittima del prof di storia dell'arte). Documentati sull'opera di Irina Kowaliow...c'entra, e come se c'entra.

P.S. Senti un po', furbacchione, passi pure Tuxtla, ma perché minchia di ragione sei partito proprio da Lama Mocogno...ci dev'essere una relazione fra te e quel luogo.

Federico



L'eruzione del Krakatoa e l' Urlo di Munch
G.O.D. - 21.04.2010
Naturalmente c'è, ma non capisco perché tu escluda una relazione tra me e Tuxtla. Senza voler entrare in polemica con i conigli locali, dichiaro che non li invidio, trovando io già eccessiva l'umidità di Essaouira.
L'interrogazione ha vertuto (o verso) sull'arte contemporanea, nel senso di cosa accadee quando due o più artisti lavorano nello stesso intervallo di tempo delta t e, pur senza comunicare, eseguono opere correlate. Era infatti un'interrogazione di meccanica quantistica, ed è andata malissimo perché, come non vi ho ancora rivelato, di meccanica quantistica non so assolutamente nulla.


Caro GOD...
Federico Bernardini - 21.04.2010
in realtà un collegamento fra te e il Chiapas mi pare tutt'altro che improbabile.
Toglimi una curiosità, se non sono indiscreto. Fumi la pipa? E hai l'abitudine di andare in giro col passamontagna?
Non darti pena per l'interrogazione. Se ciò può consolarti, ti confesso che neanch'io sono un vile meccanico...e non mi chiamo neanche Lodovico.


Sulle orme di Marianne Moore.
Rina Brundu - 21.04.2010
Federico - il calcio è una passione come un'altra. L'ho portata in Irlanda con me e la riporterò indietro presto. In verità non tifo Inter. Ma seguo senz'altro la Nazionale. Come tutti gli Italiani che vivono fuori. Negli anni '90 mi teneva compagnia il Grande Milan. Era l'unica squadra che tutte le televisioni seguivano indipendentemente dal torneo a cui partecipavano. E quindi riuscivo a vedere sport italiano. Ricordo anche un commento di un presentore della BBC che seguiva il Milan in un semisconosciuto torneo orientale. Ad un certo punto disse:"Ladies and gentlemen, this is football!". Non ho mai più avuto occasione di vedere uno spettacolo come quello.

Non vado allo stadio però. Non ho il coraggio e la personalità di Marianne Moore, la grande poetessa modernista statunitense, che comunque non esito a promuovere come esempio brillante in opposizione ad un dato intellettualismo che si chiude al-mondo-intorno perché incapace di vederne la bellezza.

Ti rispondo adesso.... pure sul Pulitzer... ma prima ti rispondo sul discorso interrotto ieri che mi preme di più. Scusa ancora.

Meanwhile... ecco qualcosa della Moore - autrice che imparai a conoscere all'università.


Baseball and Writing

Fanaticism?No.Writing is exciting
and baseball is like writing.
You can never tell with either
how it will go
or what you will do;
generating excitement--
a fever in the victim--
pitcher, catcher, fielder, batter.
Victim in what category?
Owlman watching from the press box?
To whom does it apply?
Who is excited?Might it be I?

It's a pitcher's battle all the way--a duel--
a catcher's, as, with cruel
puma paw, Elston Howard lumbers lightly
back to plate.(His spring
de-winged a bat swing.)
They have that killer instinct;
yet Elston--whose catching
arm has hurt them all with the bat--
when questioned, says, unenviously,
"I'm very satisfied.We won."
Shorn of the batting crown, says, "We";
robbed by a technicality.

When three players on a side play three positions
and modify conditions,
the massive run need not be everything.
"Going, going . . . "Is
it?Roger Maris
has it, running fast.You will
never see a finer catch.Well . . .
"Mickey, leaping like the devil"--why
gild it, although deer sounds better--
snares what was speeding towards its treetop nest,
one-handing the souvenir-to-be
meant to be caught by you or me.

Assign Yogi Berra to Cape Canaveral;
he could handle any missile.
He is no feather."Strike! . . . Strike two!"
Fouled back.A blur.
It's gone.You would infer
that the bat had eyes.
He put the wood to that one.
Praised, Skowron says, "Thanks, Mel.
I think I helped a little bit."
All business, each, and modesty.
Blanchard, Richardson, Kubek, Boyer.
In that galaxy of nine, say which
won the pennant?Each.It was he.

Those two magnificent saves from the knee-throws
by Boyer, finesses in twos--
like Whitey's three kinds of pitch and pre-
diagnosis
with pick-off psychosis.
Pitching is a large subject.
Your arm, too true at first, can learn to
catch your corners--even trouble
Mickey Mantle.("Grazed a Yankee!
My baby pitcher, Montejo!"
With some pedagogy,
you'll be tough, premature prodigy.)

They crowd him and curve him and aim for the knees.Trying
indeed!The secret implying:
"I can stand here, bat held steady."
One may suit him;
none has hit him.
Imponderables smite him.
Muscle kinks, infections, spike wounds
require food, rest, respite from ruffians.(Drat it!
Celebrity costs privacy!)
Cow's milk, "tiger's milk," soy milk, carrot juice,
brewer's yeast (high-potency--
concentrates presage victory

sped by Luis Arroyo, Hector Lopez--
deadly in a pinch.And "Yes,
it's work; I want you to bear down,
but enjoy it
while you're doing it."
Mr. Houk and Mr. Sain,
if you have a rummage sale,
don't sell Roland Sheldon or Tom Tresh.
Studded with stars in belt and crown,
the Stadium is an adastrium.
O flashing Orion,
your stars are muscled like the lion.

Marianne Moore


Di anime, di corpi e di nuvole (3)
Rina Brundu - 21.04.2010
First things first, Federico! Ho un modo assolutamente differente di affrontare le questioni... dell’Anima (in senso lato e tenendo ben presente che l’Anima per me non è un concetto religiosamente connotato. Se dovessi definirla direi che per quanto mi riguarda l’Anima è tutto-ciò-che-sono-io-oltre-la-fisicità-del-corpo. Ne deriva che mi rappresenta per un buon 95%). Però, la modalità con cui guardo alle sue cose (i.e. alle cose dell’Anima) riflette sicuramente la maniera con cui affronto ogni altra questione. Anche la più pratiche. Tutto è dentro di me! Per questo motivo – a maggior ragione quando l’argomento è davvero pregnante come questo sul tavolo - non potrei mai accettare facilmente né quello che mi propone una summa-di-concetti-religiosi-et-teologici occidentali, né quello che mi consiglia una summa-più-o-meno-esotica-di-concetti-religiosi-et-teologici orientali… Non potrei accettarlo a scatola chiusa, ma non potrei accettarlo neppure come portatore di dubbi irrisolti. Questo perché quando un dubbio mi assilla, io tendo ad investigarlo. E a risolverlo. Penso anche che sia un dovere di ogni spirito-che-scrive occuparsi di una simile investigazione e di una simile ricerca. Non certo per illuminare gli altri (che non ne hanno bisogno), quanto piuttosto per tentare di capire davvero le ragioni prime della sua Essenza ed, eventualmente, il valore aggiunto che potrebbe portare al mondo-di-fuori un qualsiasi suo lavoro. Perché la scrittura (era anche questa una delle questioni di cui dibattevo con l’amico-scrittore di cui sopra) per me non ha nulla a che vedere con i libri pubblicati. Ma riguarda l’Anima. L’anima come Ente-che-crea. Ma non solo, naturalmente. Ed ecco perché ti dicevo che “Non mi stupirebbe… se quel vulcano (dentro un possibile grande museo naturale) stesse alla capacità dell'Anima, quanto “L'urlo” stà alla visione-artistica di Munch”. Di fatto, io non ho dubbi che così sia (i.e. per quanto mi riguarda questo dubbio lo ho risolto). Non credo però che sia questo il luogo adatto per elaborare ulteriormente. Certamente spero di poterlo fare in futuro in altri contesti. Spendo solo due parole per dire che il mio concetto di “insostenibile leggerezza dell’Essere” non ha nulla a che vedere con le questioni del fanciullino-dentro poste da poeti come Wordsworth ed altri come-et-differenti da lui. Anche questo elemento (sempre in virtù della sindrome del-tutto-è-dentro) è personalissimo. Ed ancora una volta si linka – nel mio privatissimo universo – agli endevours di una nostra più elevata Coscienza che, andando oltre il limite fisico, riesce a percepire, ad intuire, ad un tempo tutta l’inutilità-dell’affannarsi-quotidiano così come la sua straordinaria-necessità di essere così, soltanto così e in nessun altro modo. E, nel far questo, si esalta di conseguenza. Da questa incredibile possibilità – io penso – deriva pure la nostra “grandezza”. Che è tanto più grande proprio in virtù del suo sembrarci limitata. Di fatto, io sono convinta che si mostri limitata solo ad una analisi di superficie ed è per questo (non certo per una assolutamente ingiustificata superbia intellettuale) che tendo a liquidare come retorico (indipendentemente dalla fonte) ogni tentativo di sminuirla quella grandezza. Sarebbe infatti come se io mi ostinassi a negare la grandezza del Creato a causa della miopia che comporta il mio-esserci-dentro. Il mio farne-parte. Non potrebbe essere. Sarebbe sciocco. Beh spero di avere chiarito. Certo se volessi elaborare sarei felice di sentire qualcosa di più in merito. L’unico problema che potresti avere è che dopo rispondo. E’ più facile infatti per un minuscolo pezzo di ferro resistere all'attrazione di una gigantesca calamita.



Visto che hai vinto la scommessa...
Federico Bernardini - 21.04.2010
dovrei scrivere un'Ode alla vincitrice del pallone...ma credo che qualcosa del genere l'abbia già fatta un certo recanatese,anche se il pallone non era proprio quello.
Non mi piace il baseball e, per quanto riguarda il calcio, devo dire che non ho un atteggiamento snobistico, anzi, credo che sia un gesto atletico bellissimo. Quello che non mi piace è tutto ciò che ruota intorno al calcio...vedi l'articolo di Giacomo.
Anche il nostro Saba ha scritto versi bellissimi su questo sport e lo sport in genere può essere una nobilissima fonte di ispirazione.
Ai vincitori delle Olimpiadi antiche si dedicavano poemi e lo stesso de Coubertin ne scrisse uno per celebrare la prima olimpiade moderna.
Ci sentiamo, ciao.
Federico


Non avevo ancora letto il tuo secondo commento...
Federico Bernardini - 21.04.2010
fra un po' rispondo anche a quello. Ora vado a mangiare il mio Jocca, con olio, sale e pepe.


Non ti chiami Lodovico
G.O.D. - 21.04.2010
Ma sei l'ultimo dei cristofori, almeno qui in Barberia. Tuxtla è una sauna naturale, nessun bisgono di passmontagna. La pipa ben volentieri, ma immancabilmente spenta, sempre per via dell'umidità.


ps
G.O.D. - 21.04.2010
Sempre nella linea del buontempone marchigiano, la bellezza delle cose è inversamente proporzionale alla loro conoscenza, cosicché sul calcio, come su tutto il resto, le cose migliori sono state scritte sa chi non ne capisce nulla.
(Ma io di letteratura non so niente).


Mi poni una serie di questioni...
Federico Bernardini - 21.04.2010
cui non è facile rispondere in poche righe. Occorrerebbe molto più tempo e molto più spazio.
Mi soffermerò brevemente solo su alcuni punti.
In primo luogo, devo dire che, leggendo il tuo commento, ho meglio compreso il significato di certe tue affermazioni ricorrenti come, ad esempio: "Io sono uno spirito che scrive".
Tu, mi pare...correggimi se sbaglio, consideri il corpo e l'anima, come due entità a sé stanti, arrivando addirittura, in modo che a me pare estremamente bizzarro, a quantificare il loro peso: un 5% rappresentato da un mucchietto d'ossa e il restante 95% rappresentato da una immensa entità immateriale. Ma come si fa?
Io ho un'immagine unitaria della persona umana, nella quale corpo, istinto, ereditarietà, esperienza ed anima si compenetrano e interagiscono, componendosi in una unità conflittuale e in continua evoluzione.
Per quanto riguarda le certezze, religiose o meno, i dubbi e la costante ricerca della loro soluzione, ognuno ha il suo metodo e la sua ricetta e, per quanto mi riguarda, non credo che questa vita mi basterà, pur cimentandomi nella ricerca della verità, ad avvicinarmi ad essa a tal punto da liberarmi dei miei dubbi e delle mie angosce né come uomo né come "Uomo che scrive".
Per quanto riguarda il limite e la grandezza, io direi che proprio nella nostra grandezza sta il nostro limite. Nella nostra autocoscienza, che ci rende superiori rispetto a tutte le altre creature c'è la consapevolezza del nostro limite, della nostra finitezza della nostra debolezza di fronte alle inesorabili forze della natura e l'origine nostra angoscia, che l'Urlo di Munch esprime con insuperabile intensità.
E' per questo che io non riesco a immaginare una "soluzione" al di fuori di una visione religiosa ed escatologica.
Io lo so che i miei Tartari non li vedrò mai e che forse, non solo non riuscirò a vincere la guerra ma non vincerò neanche una battaglia, vorrei solo riuscire, prima di morire, a sorridere...benché nessuno mi veda, come il maggiore Drogo.
Federico



Per GOD
Federico Bernardini - 21.04.2010
E allora chissà come suda il "Subcomandante".
Ma per lo meno ora una cosa mi è chiara, non sei tu.
Nelle Marche si gioca ancora alla pallacorda e ci sono bellissimi sferisteri.
Ciao
Federico


Seduta… ad ascoltare.
Rina Brundu - 21.04.2010
Caro Federico, se ti dicessi che non mi piacerebbe aggiungere qualcosa, o spiegare meglio alcune affermazioni che io-stessa-faccio-in-maniera-ricorrente come giustamente scrivi tu beh… tu lo sai che mentirei. Non sarei io. Non l’errebì che conosci. Però ti dico che sono davvero-felice-di-non-volerlo-fare. Di-non-volere-avere-altro-da-dire. Ci sono momenti in cui la qualità di un’anima si misura non tanto dalla sua capacità di conoscere, di imparare, di investigare, … quanto piuttosto nel suo saper leggere i tratti che maggiormente ammira... negli altri. E render loro festa come fossero i suoi. Soprattutto quando quei tratti sono il dono della gentilezza, della cortesia, di una innata signorilità nei modi.

Doni che tu possiedi in quantità. Per cui – per una volta – non darti cura di starmi a sopportare. Immaginami semplicemente lì. Seduta sul pavimento. Intenta... ad ascoltare.



El "Sub"
G.O.D. - 21.04.2010
sta più in alto, tra Oventic, Morelia, La Realidad. O almeno stava da quelle parti quando andai a trovarlo. Non si sudava per niente, si dormiva nelle amache, e nelle amache si dorme benissimo. Si beveva molto caffé ammericano, si parlava e si parlava e io non capivo nulla, e forse proprio per questo erano i giorni più belli di tutti i tempi.





 

© 2000 - Se copiate, è gradita la citazione della fonte.
Ti è piaciuto questo articolo? Ti ha fatto pensare? E allora sostieni il Barbiere della Sera con una piccola donazione.


Occhio: Il Barbiere della Sera non assume alcuna responsabilità in relazione ai commenti in calce agli articoli. Ogni responsabilità, civile e penale, ricade sugli autori dei medesimi. E in ogni caso, il Barbiere si riserva di eliminare i commenti giudicati inopportuni per forma o contenuto. Quindi comportatevi bene. Bds

Free software Phpnuke - Credits: Mokadom