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06.05.2010
La bella addormentata dello sviluppo economico (e i suoi fratelli)
di Caffé Scorretto

La bolla immobiliare comincia a far un po' di prurito

Come sia andata veramente la storia dell'acquisto dell'appartemento di Scajola lo sapremo con certezza - si spera- quando e se la magistratura si pronuncerà in merito.

Al di là, quindi, di presunte o possibili responsabilità penali, resta il fatto che l'ex ministro dello Sviluppo economico ha pubblicamente dichiarato di non sapere una mazza dei valori del mercato immobiliare, il che sarebbe già sufficiente a motivare le sue dimissioni.

Il problema è che oggi Libero ha pubblicato anche quanto hanno pagato gli altri proprietari di appartamenti in quel palazzo, assai prestigioso, non solo per la posizione, ma anche per rifiniture ed ampiezza delle stanze. Lo so perché molti anni fa fui ospite di un precedente proprietario e sarei indotta pensare che nessuno degli acquirenti elencati su Libero sembrerebbe aver dichiarato un prezzo di mercato del tutto credibile. Il più coerente sembra essere stato Raul Bova. Il più fortunato, sulla base della cifra pubblicata, il segretario del PRI Nucara che nel 1979 avrebbe speso per due appartamenti contigui con un totale di 14,5 vani la modicissima somma di 123 milioni di lire, vale a dire circa 60 mila euro.

A questo punto il valore dichiarato da Scajola diventa addirittura esoso perché ne deriverebbe che nel giro di 24 anni il costo delle case a Roma, pur se cresciuto vigorosissimamente e dopato dall'euro, avrebbe fatto un balzo del 200 per cento (Scajola ha acquistato un solo appartamento, diciamo più o meno il 50 per cento dell'acquisto fotunatissimo di Nucara). 

Credo che circa trent'anni fa cominciarono a raccontarci la favolosa storia della informatizzazione del fisco e della pubblica amministrazione, dei controlli incrociati, della lotta all'evasione. Come è risaputo le favole, sulle quali si è recentemente dibattuto in barbieria, si raccontano ai bimbi per farli addormentare. Scajola, evidentemente, se le racconta da solo, ma tutti gli altri le raccontano a noi. Solo che il fisco dorme, mentre noi soffriamo ormai di insonnia cronica. 




 
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Re: La bella addormentata dello sviluppo economico (e i suoi fratelli)
ivanfrance1 - 06.05.2010

Il problema è che tra il 79 ed oggi il mercato immobiliare italiano è diventato completamente inaccessibile a coloro che campano di solo lavoro dipendente, non rubano, non evadono le tasse e non hanno capitali o proprietà pregressi.


Caffé...
Federico Bernardini - 06.05.2010
ormai delle favole ci rimangono solo orchi, streghe e regine cattive!
Le principessine continuano a dormire e non ci sono più cavalieri senza macchia e senza paura...ormai, per svegliarle, ci rimane soltanto un bel ceffone.
Ciao!

Federico


Re: La bella addormentata dello sviluppo economico (e i suoi fratelli)
Gerolamo Cardano - 07.05.2010
Il sottovalutare il valore dell'immobile e' lo sport nazionale degli Italiani. Credo che questo sia dovuto anche alla arretratezza degli estimi catastali. Se questi venissero aggiornati ogni due o tre anni difficilmente sarebbero possibili questi giochi.

La differenza, nel caso specifico, e' che Scajola non solo si e' solo preso casa a un valore inferiore a quello di mercato, ma che qualcuno, parrebbe, ha compensato pagando di tasca sua la differenza. Questa e' la parte piu' inquietante della vicenda. Come dice Caffe' ora la magistratura sta facendo le sue indagini.

Poi dicono che in Italia non c'e' liberta' di stampa. La prova che c'e' e' il fatto che un noto uomo politico da' del "vai a farti fottere, mascalzone e bugiardo" a un vicedirettore d'un giornale in televisione eppure la cosa non ha una grande eco, ovvero molti giornali si sentono liberi di non dar eccessivo peso alla notizia. L'avesse fatto uno del Pdl!
Anzi v'e' chi ha pubblicato falsita', tipo Corriere, che ha scritto che tale uomo politico s'e' scusato, mentre in realta' quella sorta di mummia ha detto "Ho sbagliato ad arrabbiarmi"

Normale che abbia il nervo scoperto, pagava 633 mila al mese in equo canone dal 1990, ma ebbe quella casa superando un centinaio di famiglie che stavano in fila per averla.
Nel caso suo questa e' la parte inquietante, non il fatto che era in equo canone. Vantava il fatto che e' stato uno dei pochi ad andarsene, ma lo fece con il sorcio in bocca.



In effetti Gerolamo
Caffé Scorretto - 07.05.2010
mi chiedo smarrita come mai la FNSI non abbia subito emanato una nota di protesta contro un politico che insulta coram totu populo un giornalista;
come mai non ci siano stati indignati editoriali, almeno pari a quelli che fiorirono quando un non-giornalista fu spintonato fuori, mi sembra da La Russa, da una conferenza stampa nella quale si era infiltrato;
come mai Santoro non abbia citato quest'ultimo caso di stampa oppressa e vilipesa dai potenti nell'ultimo numero di Anno Zero;

come mai il giornalista offeso non si sia appellato all'Ordine dei giornalisti per la tutela della sua onorabilità contro un collega (tale è, tra le tante cose D'Alema) che lo ha pubblicamente insultato e offeso;

ma soprattutto mi chiedo come mai, oltre al sacrosanto punto debole della casa in modicissimo affitto, il vicedirettore del Giornale non abbia ricordato a D'Alema, che accusava l'attuale maggioranza di voler perseguire in ogni modo ina sorta di riedizione dell'immunità, quando lo stesso onorevole ottenne la tutela del Parlamento Europeo in merito alle intercettazioni sul caso Unipol.

Sulla gran parte dei sopraelencati interrogativi non trovo risposta, sull'ultimo o Sallusti è troppo buono o è poco reattivo, nonostante la faccia feroce. Una cosa mi è piaciuta, che per un breve istante, la faccia gonfia e arrossata, le vene del collo pulsanti, abbiano plasticamente dimostrato come l'arroganza sia una prerogativa assolutamente trasversale della nostra eccelsa classe politica.





 

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