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02.09.2002 Il mio nome è 'nessuno'
di Anonimo
In questi giorni su altri siti s'infiamma una piccola polemica sull'anonimato
Tutto nasce nei commenti del blog http://simone.blogs.it/, dove gli animi si sono scaldati quando, nei confronti di un signore che non vede di buon occhio gli anonimi, viene usata l'espressione 'cyber-bigotto'.
Il blogger Tombolini si schiera contro l'anonimato (mi sembra), anche questo blog http://paolo.evectors.it/italian/ segnala la vicenda e, addirittura come esempio (positivo) di anonimato, un commentatore cita Il Barbiere
Penso che la questione sia complessa. Ognuno è libero di proiettare sul web la propria identità esponendosi in prima persona come fanno tanti bloggers o i siti personali ecc.
Secondo me è anche importante poter proiettare in Internet i propri pensieri svincolati dalla propria identità.
Partiamo da un luogo comune:"Internet è un luogo virtuale parallelo al mondo reale". La parola chiave è proprio questa, parallelo.
Credo che a nessuno piacerebbe se mentre sta pensando qualcosa gli si potesse leggere in fronte quello che sta pensando. Mentre per esempio per i blogger il web è un'estensione della propria identità personale, altri vogliono limitarsi a usare internet non come estensione della propria persona ma solo della propria mente.
Queste persone vogliono che i loro pensieri rimangano lì eterei, svincolati da un'identità che li potrebbe snaturare. Un pensiero senza identità corre meno rischi di essere travisato (classificato, sottovalutato, sovravalutato ecc..), è lì e basta, a dire ad altre persone o ad altri pensieri cose che possono 'interessare'.
Il cyber-bigotto è quello che dietro l'anonimato vede necessariamente il male: o qualche psicopatico che dà sfogo alla propria mente contorta o dei talebano-haker-fondamentalisti del web che rivendicano una sorta di diritto all'anonimato per poter magari crackare, scaricare (illegalmente), infettare e compiere scorribande varie senza subire conseguenze.
L'anonimato è anche questo, ma solo in minima parte.
Nessuno
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