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02.11.2002 Bruno Vespa, mi fai venire la nausea
di Vittorio Merlo
Dal Lussemburgo un grido di dolore
Qui in Lussemburgo, non avendo antenne paraboliche, vedo solo raiuno, da qualche settimana anche raidue.
Volevo avere qualche informazione sul terremoto e ho acceso la tv, su raiuno, porta a porta.
Sono rimasto sconcertato, attonito, sgomento.
Dopo aver visto l'intervista "tappetino" di Bruno Vespa a Berlusconi qualche mese prima della campagna elettorale, come reazione al disgusto di fronte a un tale asservimento mentale avevo scritto di getto "Non sopporto i berlusconi", sperando ingenuamente che una canzone potesse aiutare a far ascoltare i sordi che non vogliono sentire.
Poi con le interminabili e morbose serie sull'omicidio di Cogne ho cominciato a domandarmi se Bruno Vespa ci fosse o ci facesse e dentro di me avevo concluso che forse "si faceva" (di audience), come suggerisce l'attuale campagna ministeriale contro la droga.
Oggi, dopo aver visto venti minuti scarsi di "informazione" scabrosa, morbosa, penosa, voluttuosa su un terremoto in cui dei poveri bimbi e le loro famiglie disgraziate sono finiti sotto i riflettori della tv acchiappa-audience, ho cambiato canale.
In due minuti di servizio sul terremoto in Italia il telegiornale tedesco del primo canale pubblico ARD mi ha informato su cosa era successo, cosa stava succedendo e su come si stesse lavorando per salvare chi stava ancora sotto le macerie, in modo giornalistico e professionale.
Tornato su raiuno ti ho rivisto chiedere, avido di audience, al pompiere quante urla di bambini aveva sentito provenire dai resti della scuola, e allora ti ho ucciso con il mio telecomando.
Se Gaber fosse ancora quello di qualche anno fa saprebbe scrivere una canzone acida al punto di farti dissolvere, almeno nei nostri poveri pensieri.
Io non sono piu' in grado di reagire in modo creativo:
sono padre di famiglia, e tremo solo al pensiero di finire sotto i tuoi riflettori tronfi del successo di audience e sensazionalismo che pervadono il tuo modo di fare (ma si puo' ancora chiamare cosi?) "informazione".
Ah gia', l'informazione spettacolo!
Posso dare un giudizio soggettivo, personale, per niente obiettivo e quindi non "querelabile"?
Bruno Vespa, mi fai venire la nausea.
Vittorio Merlo
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