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25.06.2003
Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
di libera

Prestate attenzione alla voce della Boccassini. Ma ascoltatela con il cuore, con lo stomaco... solo così, forse, l'amore per la dignità umana riuscirà a farci capire quello che sta succedendo

"Ilda si è incazzata", penserà qualcuno. Io invece sento nelle parole che ha pronunciato la Boccassini questa mattina, al processo Sme, un misto di rabbia, sì sicuramente, ma anche di volontà a far recepire ai suoi concittadini la verità. La rossa sta cercando di dirci qualcos'altro. Sta provando a parlare con lo stomaco, dove risiedono dentro di lei, probabilmente, i sentimenti che la fanno andare avanti per le continue, tristi e crudeli malefatte che deve aver visto nella sua vita professionale.

Ha guardato un mondo che è parallelo a quello in cui viviamo anche noi ogni giorno ma che ai nostri occhi si ciba di piccole angherie quotidiane mentre di fronte a lei è composto dal potere dei più "importanti" uomini del nostro Paese (e non solo). Diamole la possibilità, per una volta, di credere che possa essere vero quello che dice. Ascoltiamo la sua voce con una purezza che da qualche parte abbiamo, coperta da cumuli di sporcizia che abbiamo imparato a incamerare nel cammino della vita.

Rileggo quello che ho scritto e capisco che è la mia coscenza immacolata di diciottenne che esce fuori. Come se la ragazza che ero sia tornata a prendere possesso dei miei pensieri e abbia bisogno di fare almeno su un foglio virtuale quello che faceva ogni giorno. Così se ora non ha più la possibilità di provare a combattere le ingiustizie nella realtà in cui quella che sono oggi perde tempo a lavorare e a far finta di essere "matura e responsabile", l'altra prova a sfondare il muro di indifferenza che mi sono costruita nel corso degli anni.

E' la verità di Ilda che mi spinge oggi ad abbattere "le tonnellate di fango" che anche io ho gettato sulla mia coscienza. Ha ragione lei: l'unico fango che è stato gettato è sulla democrazia di questo paese, sul compito istituzionale di un magistrato di poter fare il suo dovere, sulla parola data dal Presidente del Consiglio di tornare in aula nonostante si sia fatto fare l'ennesima legge su misura e che, ancora una volta, non è stata mantenuta.

Lo so, parlo come una che sembra come minimo un'estremista rossa, ma in realtà non mi sento così. Mi sento solo (e non è poco) una donna, un individuo, che ha visto i diritti più elementari calpestati dal Primo ministro della Repubblica in cui vivo e che ha ritrovato nelle parole del Pm milanese quello che pensa realmente, intimamente dove nessun despota potrà cambiare i suoi ideali di libertà e uguaglianza.
E allora eccole le parole che il Paese dovrebbe ascoltare.

Quelle che hanno un valore, che sono dettate dalla cultura, intesa come esperienza di quello che accade e ricerca della verità. Una verità che da qualsiasi parte uno si ponga nell'osservazione della politica italiana deve avere spazio e dignità di essere almeno ascoltata, allo stesso modo in cui è stata data forza mediatica alle parole del premier Berlusconi.

Sentite queste parole con lo stomaco, con il cuore.

Ascoltate per capire e per amore della libertà.

Libera



 
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Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Der Kaiser - 25.06.2003
Alla Boccassini il Nobel per la pace, a Libera quello per la letteratura. Il soggiorno (vita natural durante) in Svezia lo offre il sottoscritto.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Angelo M. - 25.06.2003
Mi spiace, ma d'ora in avanti i compagni di merende dovranno cavarsela solo con le elezioni.
Lo so è dura, ma basta provarci, forse un giorno ce la faranno anche loro.....


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
age - 25.06.2003
Medialab, non ti preoccupare, ci stiamo allenando (bene). Di bambini ne abbiamo già mangiati parecchi, ma abbiamo sempre fame. Occhio ai piccoli, stiamo per tornare.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
gabibbo - 25.06.2003
Sì, sì…

Io le parole della pasionaria dai capelli rossi le ascolto col cuore…
e mi viene un infarto, al pensare che “la verità” dovrebbe nascere
da un processo fondato sulle dichiarazioni di una finta contessa,
che racconta di conti correnti aperti su una banca che non aveva conti
correnti, di cene con le mazzette sul tavolo (sembra una scena tratta da
miseria e nobiltà di Totò) e altre fesserie…

Io le parole della pasionaria dai capelli rossi le ascolto con lo stomaco…
e mi viene un da star male al ricordo dell’intercettazione al bar Mandara,
persa, forse, la cui unica prova è andata distrutta a
colpi di ginocchio (il CD più fragile della storia)…

Poi penso ai testimoni della difesa respinti dal collegio giudicante,
perché la versione di chi si difende non deve essere sentita in
una pubblica aula…

Poi penso alle udienze condotte in assenza degli imputati perché,
si sa, un tribunale può pure decidere che le riunioni del Parlamento
della Repubblica non sono un impedimento serio…

Poi penso che questa gente, così irremovibile quando si tratta
di chiedere la massima chiarezza SUGLI ALTRI, è quella che
si rifiuta di mostrare il fascicolo istruttorio a chiunque… è quella
che s’inalbera quando – come in qualunque tribunale d’Italia – arrivano
gli istruttori a controllare le spese, perché no, non si può
chiedere a lorsignori come abbiano fatto a spendere così tanti miliardi
in consulenze con la KPMG solo per un processo…

E, a furia di pensarci, a furia usare lo stomaco ed il cuore… mi girano
i coglioni  e penso: ma andatevene! andatevene tutti, sepolcri,
professionisti dello sdegno un tanto al chilo, campioni della moralità
a corrente alternata… andatevene, o almeno tacete, che è meglio.



Ció che Ilda ha detto
Uncle Joe - 25.06.2003
Prima di considerare il valore metafisico, sentimentale o emotivo delle dichiarazioni di Ilda Boccassini, pubblico ministero, oggi a Milano, forse sarebbe il caso di leggere queste dichiarazioni, non con il cuore o lo stomaco ma con gli occhi e, possibilmente, il cervello.
"L'immunitá viola palesemente e totalmente il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge", ha detto Boccassini.
"Chiedo, ha aggiunto, di poter depositare ai sensi della lgge delle memorie esplicative nelle quali la pubblica accusa spiega la conduzione delle indagini e del processo in corso. Nell'ultima udienza, abbiamo assitito a come tonnellate di fango siano state rovescite sul processo, sulla Procura di Milanoe su di me. E' poca cosa che Ilda Boccassini sia coperta di fango, riceva minacce, sia oggetto di campagne di delegittimazione. Ma non é una questione personale. Il punto é che investe il ruolo che rappresento, cioé la pubblica accusa, cioé lo Stato, uno Stato di cui il presidente del Consiglio é il massimo rappresentante. L'unica risposta alle accuse che sono state mosse doveva venire nell'ambito di questa sede istituzionale. Doveva essere il Tribunale a poter valutare tutti gli argomenti e fare su questi le proprie considerazioni, ma questo non potra' oiu' accadere perche' oggi discutiamo di un processo che non si fara' mai, grazie ad una legge che non garantisce l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge".
Ora, fermo restando che queste parole sono e saranno ascoltate con la stessa forza mediatica delle parole di Berlusconi, non riesco a capire l'ondata emotiva del pezzo di Libera, se non per un eccesso di sensibilita' che lei stessa attribuisce alla sua "coscienza immacolata di diciottenne".
Ilda sostiene che la legge sull'immunita' e' ''palesemente e totalmente" anticostituzionale. Bene, dunque non sará molto difficile che la Corte Costituzionale la cassi, e si riprenda il processo, no? O forse questa inconstituzionalitá non é cosí palese e totale? In quanto all'uguaglianza davanti alla legge, é ovvio che ogni norma sull'immunitá discrimina fra il cittadino 'normale' e quello 'immune'.
Significa questo che tutte le norme sull'immunitá di tutti i paesi sono contrarie al principio dell'uguaglianza davanti alla legge?
A cominciare da quella in discussione questa settimana a Parigi, che assicura al Presidente un "blindaggio assoluto", per usare un'espressione usata dal giornale oppositore Liberation?
Un gran bel dibattito, senza dubbio, ma che difficilmente possa andare avanti se i termini in cui si discutono queste questioni giuridiche é, appunto, anzitutto emozionale.
Le "tonellate di fango" a cui si riferisce Boccassini, per esempio, nulla hanno a che fare con i "cumuli di sporcizia" che apparentemente Libera ha imparato a "incamerare nel cammino della vita", né riesco a capire in che cosa lo "sfondare il muro di indifferenza" che apparentemente Libera si é "costruita nel corso degli anni" possa influire su un dibattito a proposito dei differenti regimi di imunitá esistenti al mondo, che poi é di questo che si tratta.
In altre parole: leggiamo le dichiarazioni della Boccassini, discutiamo sul loro valore giuridico o politico, ma per favore, riserviamo al nostro stomaco finalitá puramente digestive. Ci guadagneremo tutti, a cominciare dalla mia gastrite.


Ragione e sentimento
kevin keegan - 25.06.2003
Personalmente ho smesso di provare sentimenti da diversi lustri, chi mi conosce giura di non aver mai avuto dal sottoscritto segnali emotivi. Non posso pertanto che raccogliere l'invito di Uncle Joe a valutare le parole della Boccassini su un piano razionale. In particolare su un punto dissento da UJ, cioè quando afferma:

Ilda sostiene che la legge sull'immunita' e' ''palesemente e totalmente" anticostituzionale. Bene, dunque non sará molto difficile che la Corte Costituzionale la cassi, e si riprenda il processo, no?

Diceva il mio scrittore preferito che "la cosa non istà cosi'", stante la precarietà della posizione del giudice a latere Brambilla, il quale da gennaio sarà trasferito ad altro incarico, come previsto da due anni: la sua posizione attuale è quella di distaccato e non puo' essere ulteriromente prorogata.

Il trasferimento del giudice Brambilla determina lo scioglimento dell'intero collegio giudicante che a sua volta impone la ripresa del processo di primo grado ab initio.

I tempi del processo sono tali che esso non potrà concludersi prima che intervenga la prescrizione.

La cosa cambierebbe se la Consulta pronunciasse un giudizio di incostituzionalità prima di gennaio, ma trattasi di eventualità semplicemente impossibile, essendo i tempi della consulta dell'ordine del biennio.

In altre parole, che il lodo Schifani sia costituzionale o meno, il processo al premier è finito e una nuova prescrizione si accumula nella collezione invidiabile del silvio nazionale.

Dal quale non ci aspettiamo l'atto di rinuncia alle prescrizioni per ottenere soddisfazione assolutoria, non rientra nelle sue abitudini.

Per i commenti di gabibbo, invece, non nascondo di provare un sincero fastidio. Trattandosi di fastidio razionale, neanche in questo caso è un sentimento.

Vediamo perché:

"un processo fondato sulle dichiarazioni di una finta contessa".

Questa è una minchiatona. A parte che niente mi frega dei titoli nobiliari, ma il processo è fondato su una storia di bonifici bancari lunga come una casa.

"le udienze condotte in assenza degli imputati perché,
si sa, un tribunale può pure decidere che le riunioni del Parlamento
della Repubblica non sono un impedimento serio"
.

Per una gustosa sinossi della logorrea parlamentare previtiana in coincidenza delle udienze, vedi Barbacetto-Gomez-Travaglio, "Mani Pulite". Grande assente abituale, e comunque grande silente, cesare diventa un genio enciclopedico capace di parlare lo stesso giorno della caccia al cinghiale, della crisi mediorentiale, degli sbarchi di clandestini, dell'assegnazione di onoreficenze...

3. "Poi penso che questa gente, così irremovibile quando si tratta
di chiedere la massima chiarezza SUGLI ALTRI, è quella che
si rifiuta di mostrare il fascicolo istruttorio a chiunque"


Mai sentito parlare, o gabibbo, di segreto istruttorio?

4. "chiedere a lorsignori come abbiano fatto a spendere così tanti miliardi
in consulenze con la KPMG solo per un processo".

La KPMG è la società di conulenza più prestigiosa del mondo e le sue parcelle sono quelle che sono. I miliardi furono, dal punto di vista probatorio, tutt'altro che buttati, in quanto dalla perizia risulto' l'esistenza di una struttura societara parallela a quella ufficiale "Fininvest", invisibile al fisco e utilizzata per accantonare fondi neri che sarebbero serviti, nell'ipotesi accusatoria, per la corruzione.

Mi fa sinceramente e razionalmente vomitare, Gabibbo, che qualcuno provi schifo a causa di Ilda Boccassini, sulle cui qualità di magistrato e di investigatore i giudizi possono essere legittimamente difformi.

Ma nessuno è autorizzato a dimenticare che dopo le stragi mafiosi del 92 la sig.ra Boccassini fece i bagagli e si trasferi' alla procura non facile di Caltanissetta da dove diresse le indagini per la strage di Capaci.

Una delle poche stragi del nostro paese di cui sappiamo molto.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
age - 25.06.2003
Gabibbo occhio che mangiamo anche te. Tanto con tutti quei giudici comunisti sparsi in Italia e in Europa... chi cazzo vuoi che ci arresti?


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Shampoo - 25.06.2003
Kevin scrive che dei titoli nobiliari falsi o veri della teste Omega non gliene po' frega. Ma la signora Ariosto non ha solo raccontato di essere nobile quando non lo è. L'ex compagna di Dotti, oggi laureata in sociologia e vicina a Di Pietro, ha raccontato un sacco di altre panzane. Non capisco perché continui a citare (e invitarmi in altro commento) alla lettura di Travaglio-Barbaccetto e Gomez. Li ho letti. Ne ho anche scritto sul Bds, intervistando tra l'altro il primo. Nulla contro di loro, anche se pubblicano verbali di palazzo. Nulla contro di loro, anche se pluriquerelati per diffamazioni. Nulla contro di loro, anche se quando scrivono spesso commettono errori. Perch* invece non ti fai una bella lettura di altri verbali? Quelli di "Storia di un processo politico" di Lehner che, forse, potrebbe aiutarti a capire meglio qual è la situazione della giustizia italiana, di un paese dove il premier non viene ascoltato a Palazzo Chigi? Ridurre il tutto sostenendo ironicamente che i giudici sono tutti comunisti non mi fa ridere. Mi sembra solo l'ennesimo tentativo di non voler capire. Quindi va bene pure l'Ariosto e le sue verità.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Shampoo - 25.06.2003
Aggiunta. Il segreto istruttorio sul fascicolo che non si trova è davvero una cosa degna di un altro paese. E' giusto che in una sede processuale un imputato possa accedere a quel fascicolo di cui - qualcuno (la procura di Milano) - nega l'esistenza.


Shampoo, mando abbiti?
kevin keegan - 25.06.2003
Shampoo, colgo l'occasione per dirti che nei dibattiti in commenti ho sempre l'impressione che tu viva in un mondo parallelo. Magari molto più piacevole del mio, popolato di frome gentili e di suoni gradevoli, dove l'ambrosia traspira dai pori.

Pero' sempre parallelo è. Siccome immagino che l'impressione sia reciproca, provo a procedere più linearmente possibile.

Intanto IO NON TI HO MAI DETTO DI LEGGERE BGT, mi confondi con John Miles. Un po' di attenzione, per favore.

Secondo IO CITO CHI MI PARE e sbagli a presumere che le citazioni che faccio siano ad uso tuo. Spiace deluderti ma sei tra gli ultimi interlocutori che mi figuro.

Terzo: e falla finita con la storia delle panzane di Travaglio, ci hai già provato citando Facci il 5 febbario scorso e i commenti ricevuti non ti sono bastati, evidentemente. Rileggiti e rileggili.

Sulla polemica contro BGT, che pubblicano sentenze che i cittadini hanno il diritto-dovere di conoscere, non ti seguo, potrei comunque ricordarti la magnifica opera del tuo Lehner "Attentato al Governo Berlusconi, articolo 218 codice penale", distribuita dal generoso Panorama due giorni dopo che Di Pietro aveva annunciato la sua candidatura al collegio senatoriale del Mugello e che ripropone non una sentenza, ma la semplice denuncia di Berlusconi a Brescia contro Di Pietro.

La quale denuncia sarebbe poi stata archiviata (bada bene: su richiesta della Procura) nel 2001: secondo Lehner, e il premier, Di Pietro avrebbe cagionato il ribaltone con il famoso invito a comparire a Berlusconi del 1994.

Senonché la testimonianza di Maroni è tranchante: Di Pietro non aveva fatto il ribaltone per il lapallissiano motivo che l'avviso di garanzia incriminato era successivo di due settimane alla decisione autonoma della Lega di sfiduciare il governo.

Fa male la testa, Shampoo, gira la memoria?

Ma non ti voglio citare altre prodezze del tuo Lehner, passiamo alla Ariosto, mitomane eccetera.

Intanto la Ariosto ha raccontato del famoso viaggio a New York con Craxi e la sua coorte. Tutti smentiscono ma tac, la Ariosto ha le foto.

Fotomontaggi, Shampoo?

La Ariosto ha riferito di dazioni di denaro.

Vedi Shampoo, da sole le dichiarazioni della Ariosto, pure non oggettivamente smentite, non provano una ricca fava, ma purtroppo i bonifici bancari ritrovati concorrono a renderle estremamente credibili.

Tantopiù che la mitomania dell'Ariosto, scusa il bisticcio, è un mito. Vediamolo: dalle denunce per calunnia la signora è uscita assolta, mentre è stato condannato il sig. Contestabile, il quale per dimostrare la mitomania del teste Omega dichiaro': "Racconta di avere avuto tre figli morti, ma non è vero niente".

E invece era tutto vero (i nomi dei figli li puoi trovare sempre su BGT).

E ancora, memorioso Shampoo, ti dice niente il nome di Chiara Beria d'Argentine? E' la giornalista che pubblico' sull'Espresso le foto del viaggio della coorte craxiana, dimostrando che la teste Omega proprio tutto non si era inventato.

Sia detto en passant, perché non c'entra niente, un mese dopo la pubblicazione la casa della Beria a Camaiore viene disintegrata da un incendio doloso.

Il tutto in un clima di linciaggio continuo -e volgarissimo- nei confronti della Ariosto.

Linciaggio al quale vedo quanto volentieri tu ti accodi.

Fai pure, liberissimo. Ma a questo punto mi unisco al consiglio di John Miles: RIleggi Barbacetto-Gomez-Travaglio.


Shampoo, mando abbiti?
kevin keegan - 25.06.2003
Shampoo, colgo l'occasione per dirti che nei dibattiti in commenti ho sempre l'impressione che tu viva in un mondo parallelo. Magari molto più piacevole del mio, popolato di frome gentili e di suoni gradevoli, dove l'ambrosia traspira dai pori.

Pero' sempre parallelo è. Siccome immagino che l'impressione sia reciproca, provo a procedere più linearmente possibile.

Intanto IO NON TI HO MAI DETTO DI LEGGERE BGT, mi confondi con John Miles. Un po' di attenzione, per favore.

Secondo IO CITO CHI MI PARE e sbagli a presumere che le citazioni che faccio siano ad uso tuo. Spiace deluderti ma sei tra gli ultimi interlocutori che mi figuro.

Terzo: e falla finita con la storia delle panzane di Travaglio, ci hai già provato citando
Facci
il 5 febbario scorso e i commenti ricevuti non ti sono bastati, evidentemente. Rileggiti e rileggili.

Sulla polemica contro BGT, che pubblicano sentenze che i cittadini hanno il diritto-dovere di conoscere, non ti seguo, potrei comunque ricordarti la magnifica opera del tuo Lehner "Attentato al Governo Berlusconi, articolo 218 codice penale", distribuita dal generoso Panorama due giorni dopo che Di Pietro aveva annunciato la sua candidatura al collegio senatoriale del Mugello e che ripropone non una sentenza, ma la semplice denuncia di Berlusconi a Brescia contro Di Pietro.

La quale denuncia sarebbe poi stata archiviata (bada bene: su richiesta della Procura) nel 2001: secondo Lehner, e il premier, Di Pietro avrebbe cagionato il ribaltone con il famoso invito a comparire a Berlusconi del 1994.

Senonché la testimonianza di Maroni è tranchante: Di Pietro non aveva fatto il ribaltone per il lapallissiano motivo che l'avviso di garanzia incriminato era successivo di due settimane alla decisione autonoma della Lega di sfiduciare il governo.

Fa male la testa, Shampoo, gira la memoria?

Ma non ti voglio citare altre prodezze del tuo Lehner, passiamo alla Ariosto, mitomane eccetera.

Intanto la Ariosto ha raccontato del famoso viaggio a New York con Craxi e la sua coorte. Tutti smentiscono ma tac, la Ariosto ha le foto.

Fotomontaggi, Shampoo?

La Ariosto ha riferito di dazioni di denaro.

Vedi Shampoo, da sole le dichiarazioni della Ariosto, pure non oggettivamente smentite, non provano una ricca fava, ma purtroppo i bonifici bancari ritrovati concorrono a renderle estremamente credibili.

Tantopiù che la mitomania dell'Ariosto, scusa il bisticcio, è un mito. Vediamolo: dalle denunce per calunnia la signora è uscita assolta, mentre è stato condannato il sig. Contestabile, il quale per dimostrare la mitomania del teste Omega dichiaro': "Racconta di avere avuto tre figli morti, ma non è vero niente".

E invece era tutto vero (i nomi dei figli li puoi trovare sempre su BGT).

E ancora, memorioso Shampoo, ti dice niente il nome di Chiara Beria d'Argentine? E' la giornalista che pubblico' sull'Espresso le foto del viaggio della coorte craxiana, dimostrando che la teste Omega proprio tutto non si era inventato.

Sia detto en passant, perché non c'entra niente, un mese dopo la pubblicazione la casa della Beria a Camaiore viene disintegrata da un incendio doloso.

Il tutto in un clima di linciaggio continuo -e volgarissimo- nei confronti della Ariosto.

Linciaggio al quale vedo quanto volentieri tu ti accodi.

Fai pure, liberissimo. Ma a questo punto mi unisco al consiglio di John Miles: RIleggi Barbacetto-Gomez-Travaglio.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
mago gandalf - 25.06.2003
Ccco appunto, se le ascolto con lo stomaco vomito! Perchè Ilda la rossa non ci spiega per quale motivo ha tanta paura che si venga a conoscenza del contenuto del fascicolo 9520?
Poi ne riparliamo di tutto il processo...


9520
kevin keegan - 25.06.2003
Certo che voi giustizialisti vi attaccate a qualsiasi cosa, anche a quello che ignorate, come il 9520, fascicolo non chiuso e quindi coperto da segreto istruttorio.

E cosi' spunta mago gandalf, il meno temibile dei miei avversari intellettuali. benvenuto.

Nella nota del 9 maggio di quest'anno, il Csm affermava in modo chiaro: "Resta inteso che non possono formare oggetto di ispezione gli atti segretati o comunque coperti da segreto istruttorio, né quelli riguardanti atti prettamente giurisdizionali".

Voi dite che c'è la prova che Perugia è competente. Io dico che c'è la prova che Qualcuno è il mostro di Firenze.

Badate bene che la mia ipotesi è fondata quanto la vostra.

Per il mago basta e avanza.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
gabibbo - 25.06.2003
Mamma mia che puttanaio che ho scatenato :-)…

Sul prestigio di KPMG, beh fatti una passeggiata su Google, troverai
che la società che ha sostituito la Andersen dopo il crac Enron,
è rimasta invischiata nello scandalo Xerox, è stata censurata
della SEC (la Consob USA) per aver speculato investendo nei fondi comuni
di una società di cui era consulente finanziaria ecc. ecc. la società
è così prestigiosa… da aver dovuto cambiare nome: negli Stati
Uniti KPMG Consulting si chiama ora BearingPoint Consulting… piano piano
il nome cambierà ovunque nel mondo…

Sui bonifici… mi spiace ma ci sono troppe cose che non quadrano… la
prima di tutte è: quand’anche la spiegazione dei bonifici fosse
quella della corruzione, ma perché pagare un giudice (uno solo su
un intero collegio e su più corti coinvolte) che ti ha dato torto
in giudizio? Perché?

Sulla credibilità della signora Ariosto beh, vale il solito
discorso: la signora aggiunge a cose reali le proprie curiose deduzioni
(deduzioni, sono parole sue)… e diverse cose “strane” (torniamo a parlare
degli inesistenti conti Efibanca?)… e la lista sarebbe lunga, ma non guadagno
un centesimo a fare il recensore delle “ariostate” perciò dedico
il mio tempo libero a cose più divertenti…

Circa BGT: non me ne frega molto del giudizio del trio sulle attività
parlamentari di Previti, dal mio punto di vista le riunioni del Parlamento
della Repubblica non sono attività sindacabile da parte di nessuno
“Ogni componente del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue
funzioni senza vincolo di mandato” (Art. 85 della Costituzione), punto.

Ma ciò che più mi indigna è la storiella del
fascicolo 9520
: un’inchiesta contro ignoti, che dura da sette anni…
e cosa mai dovranno scoprire ancora su questi ignoti? O forse questi ignoti
sono l’eccellente scusa per secretare atti che riguardano soggetti fin
troppo noti? Ricordo la massima del mio professore di procedura penale
“i fascicoli dei PM bisogna leggerli attentamente, dentro si trovano sempre
cose molto interessanti”, forse anche alcuni PM hanno seguito quel discorso, e hanno deciso di impedire la lettura dei propri fascicoli…
Perché un unico fascicolo deve essere la fonte di più indagini?
Su cosa indagano ancora i nostri amichetti del palazzo di giustizia di Milano?
E allora come mai non c’è neppure un solo avviso di garanzia?

È questa la follia: per credere ai PM di Milano dovremmo credere che è in corso un’indagine che utilizza i materiali contro
Berlusconi & C. ma che NON riguarda i suddetti, bensì altri, anonimi, che non si riesce a identificare da oltre sette anni

a pensar bene dovremmo credere che qualcuno non sia molto abile a fare le indagini… o no?

E ora basta… quel che dovevo dire l’ho scritto, e non faccio il tifoso professionista, né m’appassiono alle telenovele, specialmente se
giudiziarie…

Buon divertimento a tutti.



Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
scab - 25.06.2003
A me, invece, che non sono un elettore di Berlusconi, i giudici come la Boccassini fanno semplicemente paura. Come la corporazione dei magistrati, la loro non punibilita' e il fatto che non debbano rendere conto a nessuno di quello che fanno (Il CSM sono sempre loro).

Insomma, una bella risistemata in chiave europea alla magistratura italiana sarebbe proprio il caso di darla.


Polvere negli occhi
kevin keegan - 25.06.2003
Spiacente, gabibbo, ma non mi convinci:

1. Non capisco il puntiglio sulla KPMG: è considerata la più prestigiosa del mondo dagli esperti, consesso di cui io non faccio parte. Che possa aver fatto cazzate è sempre possibile.

Sta di fatto che la sua perizia su Fininvest è la più autorevole possibile.

2. uand’anche la spiegazione dei bonifici fosse
quella della corruzione, ma perché pagare un giudice (uno solo su
un intero collegio e su più corti coinvolte) che ti ha dato torto
in giudizio? Perché?


Sinceramente stento a capire a cosa ti riferisca; la corruzione sarebbe stata continuata e non mirata ai processi, e sarebbe stata attuata sui vertici del palazzo di giustizia i quali avrebbero poi "brigato" in modo che le volntà dei corrompenti fossero esaudite.

Ci sono tre processi fortemente sospetti e guarda caso ad alcuni passaggi chiave di quei processi corrispondono temporalmente dazioni di danaro importanti.

Sul parlamento la cosa è molto delicata, ma è fuor di dubbio ceh previti abbia creato impedimenti ad arte per sfuggire alle udienze, dopo che era stato stabilito che l'impedimento era legittimo se giustificato da una sua partecipazione attiva.

La sovranità del parlamento si scontra con il diritto al giusto processo, in particolare con la ragionevolezza dei tempi (diritto di previti, Acampora, pacifico, ecc.)

La storiella del fascicolo 9520/85 eccita tutti a quanto vedo. Per regola non parlo di cio' che non so. Mi piacerebbe lo facessero anche gli altri.

Devo chiudere e sparire per un po', ma continuerei volentieri...


Per Scab
kevin keegan - 25.06.2003
Perché non fai una ricerca sulle inchieste di mafia degli anni 90 e poi ne riparliamo, di Ilda Boccassini?

Sai, sempre per il dovere di parlare di cose che si conoscono.


Re: Per Kevin
scab - 25.06.2003
Non saprei che dirti: non muta il mio giudizio su di lei.

Quello che mi fa impressione, oltre a quanto gia' detto, e' la quantita' di persone che potremmo definire orientate a sinistra, anche persone che non stanno con la sinistra istituzionale, un tempo garantiste e giustamente prudenti nel giudicare l'operato della magistratura, come si siano trasformate ora in paladini dei diritti di coloro che un tempo - se non proprio i loro nemici - erano strutture di potere viste con piu' o meno giustificata prudenza.

Sara' che gli italiani sono bastian contrari di natura?

Oppure avvocati delle cause perse?

O dobbiamo attribuire anche questa responsabilita' (a mio avviso pesante) a SB?


Re:Kevin ma ti paga Repubblica?
Shampoo - 25.06.2003
Hai ragione. Ho confuso John Miles e il suo invito a leggere il libro di Travaglio con un tuo commento. Niente di male. Anche perché mi sembra che ti roda dentro qualcosa. Sei di sinistra e vivi male. Che posso fare? Leggi Travaglio e ti va di traverso Facci? Non so che fare. Ho però un solo consiglio: l'educazione dovrebbero insegnartela.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
John Miles - 25.06.2003
Credo che, in questa disputa, le biografie delle persone di cui si parla possano costituire un quadro di riferimento non irrilevante al fine di esprimere valutazioni e giudizi. Giudizi, non pregiudizi. Ho l'impressione che qualcuno ignori chi sia stata e chi sia Ilde Boccassini. A qualcuno non dice niente la città di Caltanissetta?


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Shampoo - 25.06.2003
da Luca Sofri:
"Ilda"? Ilda? Il cuore? Ma Ilda chi? Ma questo era un sito di giornalisti ed è diventato un programma di Alda D'Eusanio?
Beh, lo penso anch'io. Anzi, di più: debbo dire che questo articolo lo trovo davvero incredibile. Forse, Libera, ha 20 anni, crede negli eroi e quindi nella dottoressa Boccassini. Povera Libera. Un magistrato com eroe? Già c'è chi elegge il trio Travaglio Gomez and Barbacetto come Bibbia. Siamo davvero messi male.




Re: Ah se ci fosse stato Falcone...
danny - 25.06.2003
Che dire.....leggendo le parole di Libera mi ero davvero emozionato e commosso così come lo ero ascoltando "l'urlo" della Boccassini. Evito di commentare gli scritti di persone come Gabibbo o Shampoo che si commentano da soli....penso siano un po' frustrati e, come molti, schiavi del pensiero del loro padrone: il Cavaliere. Il motivo della mia commozione è dovuto all'amicizia della rossa con la persona che io ogni giorno rimpiango: GIOVANNI FALCONE, lui stimava la rossa e ciò mi basta per non avere nessun dubbio sulla buona fede della Boccassini. Per molti, quello che ho scritto sarà banale ma vi assicuro che per un siciliano che credeva nell'antimafia e nel fantastico pool formato da Antonino Caponnetto, la giustizia è un bene assoluto e non calpestabile, lui, il grande Giovanni Falcone è morto per dare un senso alla parola giustizia!!! Ripensando a Capaci così come ripensando a via D'Amelio a volte piango e mi commuovo....pensando a Previti e a Berlusconi vomito, mi fanno schifo...ah se ci fosse stato Giovanni!!!


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Marcel Johnes - 26.06.2003
Con le sue parole la dott.sa Boccassini ha dimostrato che il teorema berlusconiano della persecuzione politica e' reale.
Infatti come si permette costei di parlare di incostituzionalita', di ingiustizia e cosi' via. Come privata cittadina puo' farlo, ma come PM di un processo in cui e' coinvolto il primo ministro italiano non lo puo' fare. Avrebbe fatto una gran figura standosene zitta. Il parlamento, espressione del popolo, fa le leggi e i giudici stanno zitti e le applicano. Invece lei s'e' messa a fare politica.



Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Shampoo - 26.06.2003
"Le ultine parole di Ilda Boccassini sono un urlo alla luna nera". E' l'attacco del pezzo di D'Avanzo su Repubblica di oggi. Che dire? Vuoi vedere che Libera è D'Avanzo. Vuoi vedere che Libera non è la 18enne, ingenua e romantica, che ha eletto per sua eroina Ilda la rossa? O, forse, è D'Avanzo che ancora crede agli eroi che combattono contro il mondo crudele e cattivo? Mah, non lo so. Anzi, una cosa la so: sulle disavventure giudiziarie di De Benedetti è sempre meglio non parlare se sei stipendiato da Repubblica e dall'Espresso. C'est la vie.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Marcel Johnes - 26.06.2003
Caro Shampoo
Certo, Calorendi e' Lupis e Libera e' d'Avanzo.
Ci hanno okkupato il Barbiere.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
mago gandalf - 26.06.2003
Caro Kevin, ti sembra una quisquilia il fatto che nel fascicolo 9520 sia contenuta la prova che il processo è di competenza di Perugia? A me no, anzi ti dirò di più mi stucca e mi fa vomitare il comportamento della Boccassini che si vuole sostituire alle istituzioni ma chi è questa donna che è andata anche contro la volontà del Capo dello Stato? Da italiano mi sono scocciato di vedere l'impunità di una certa casta quando commette sbagli e abusi sulla pelle dei cittadini. E se alla fine di tutto la Boccassini avesse torto cosa succede? Chi è stato perseguitato si deve riabilitare agli occhi della società civile (che non è rappresentata dai girotondini o da una parte della sinistra!) e il magistrato non paga per l'errore commesso, è ora di dire basta a questo schifo se sbagliano devono pagare anche loro e con il carcere se necessario!


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
piero gamela - 26.06.2003
Una semplice parabola per Gabibbo (bel nome e originale – complimenti! – per l’ennesimo avvocato difensore del Cavaliere).
Scopri, su soffiata della cameriera, che il tuo pargolo ha incamerato nel suo salvadanaio taluni biglietti di banca che in precedenza giacevano nel portafogli di tua moglie.
Il piccolo, prima tenta di negare l’evidenza; poi, dice che non sa come quei soldi si trovino proprio lì – forse erano in transito, forse ce li ha messi un alieno.
Di fronte alle tue pesanti accuse e pressanti richieste di spiegazioni, alla fine se ne esce con una memoria difensiva:
1. la mamma, che è la sua principale accusatrice, poiché sostiene che quei soldi stavano nel suo cassetto, non è credibile perché è SOLO una casalinga;
2. la cameriera, che ha segnalato movimenti sospetti intorno al salvadanaio, è extracomunitaria e comunista, quindi la rigetta come teste, in quanto esiste il legittimo sospetto che ce l’abbia col figlio del padrone;
3. il padre, in quanto mangiatore di aglio, ha il fiato che puzza e, di conseguenza, tutta la faccenda puzza; quindi, non può vestire i panni del giudice;
4. il figlio sospetto ladruncolo è stato interrogato a tradimento, senza poter prima prendere visione dell’atto d’accusa;
5. oggi è sabato e tuo figlio, in quanto circonciso, si proclama ebreo e soggetto al rispetto del Sabato;
6. manca il movente, in quanto tu non sei stato in gradi di dimostrare il motivo per il quale tuo figlio avrebbe prelevato i soldi.
Tu insisti nel sostenere che, a fronte di tutto ciò, resta il problema di quei soldi: ti spiegasse come sono finiti lì se non è stato lui a metterceli.
E lui ti ribatte che, proprio a fronte di tutto ciò, non spetta a lui dimostrare alcunché, ma a te accusatore.
Riusciresti a limitarti a due ceffoni ben assestati o andresti oltre?
Fai pure tutta la retorica che ti riesce sull’Ariosto e la Mocassini ecc. ecc. – ma le cifre sono cifre e i conti sono conti.
E se tornano i Savoia, i conti no.
Torna il senso della regalità, ma non quello della legalità.
Però – anche se non si sa per quanto ancora – caro signor Gabibbo qui non siamo a ‘Striscia la giustizia’.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Shampoo - 26.06.2003
dedicato alle anime belle e pure di Gamela, OldNoGlobal, Montalban, Kevin e il suo clone Scheggia. Ma soprattutto a Libera che speriamo cambi eroi.

da il Giornale

Se attacchi la signora Ilda Boccassini sul piano personale ­ la signora, non la dottoressa o il magistrato ­ lei ti risponderà che sul piano personale non puoi attaccarla, perché lei rappresenta la pubblica accusa, rappresenta lo Stato, in teoria rappresenta noi.
Se la cosa non ti convince e torni allora ad attaccarla sul piano personale ­ la signora, il suo carattere, le sue bizze ­ allora lei ti risponderà che sul piano personale non puoi attaccarla, perché in questo modo offri il fianco alle "minacce incredibili" che lei riceve tutti i giorni: complici, probabilmente, i "quintali di fango che sono stati scaricati addosso a questo ufficio".
Se allora attacchi il magistrato Ilda Boccassini per l' esercizio delle sue funzioni ­ non la signora, non la personalità singola ­ lei ti risponderà che in questo modo delegittimi l' indipendenza della magistratura: sempre che il Csm o l' Associazione magistrati, nel puntualizzarlo, non l' abbiano preceduta.
Se allora stai zitto, e ti aspetti che di conseguenza stia zitta anche lei nel limitarsi a recepire una legge dello Stato ­ si chiama Lodo Maccanico, sospende i processi per le cinque più alte cariche dello Stato, è stata controfirmata dal Presidente della Repubblica - lei piuttosto andrà al microfono e dirà così: "Questa legge viola palesemente e totalmente il principio dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge".
Se prosegui a stare zitto, e aspetti mestamente che la sfuriata abbia termine ­ è psicologicamente comprensibile, ti dici ­ lei alzerà il tiro e farà degli apprezzamenti sul capo del Governo: colpevole, a suo dire, di aver criticato il Tribunale di Milano in un luogo diverso dall' unica "sede istituzionale" in cui avrebbe dovuto criticarlo: il Tribunale di Milano.
Se in virtù di questo suo palese straripamento attacchi Ilda Boccassini su qualsiavoglia piano ­ personale, istituzionale, di merito ­ lei ti risponderà che nel caso non puoi farlo perché lei ha parlato "come cittadina", e che in tale veste si aspettava che Berlusconieccetera, giacchè Berlusconi "dovrebbe rappresentare quello Stato che rappresento anch'io". Lo rappresenta da cittadina? Da pubblica accusa? Da qualcosa d' altro? Comunque sia, se ancora farai spallucce, se aspetterai che cali la sera su un processo che meramente è stato sospeso, lei ancora una volta ti sorprenderà perché dirà che "discutiamo di un processo che non si farà mai più".
Pace, dunque? No, perché di lì a poco apprenderai che la medesima Boccassini, la sera prima, ha depositato una memoria d'accusa (nostra personalissima lettura: una requisitoria) che presto e sicuramente, beninteso non per sua volontà, finirà sull' Espresso o in un libro del solito copista di cancelleria.
Se al termine di questo calvario ­ un caldo, tra l'altro ­ decidi infine di soprassedere, perché tanto la legge e legge e se ne riparlerà a fine legislatura, sorpresa finale: Ilda Boccassini dirà che la legge sull' immunità è "palesemente incostituzionale, e in contrasto con i principi cardine della nostra Costituzione" e si rivolgerà al suo Tribunale affinchè verifichi la legittimità costituzionale della legge stessa: meglio non fidarsi di altre istituzioni d' accatto come il Parlamento della Repubblica e il Quirinale.
Nota a margine: resta inteso che qualsivoglia piano sarà stato scelto criticare Ilda Boccassini ­ signora, magistrato, pubblica accusa, istituzione, santino da parabrezza ­ tutti questi piani si accorderanno nel chiederti tre miliardi di risarcimento.
Ci sarebbe da ridere, se ci fosse da ridere. Gli è che dopo una decina d' anni bisognerebbe incominciare ad ammetterlo: i piani personali esistono, e certo l' icona emblematica di Ilda Boccassini riguarda la Magistratura nel suo complesso, sì, e in second' ordine riguarda solo una parte di essa, certo, e in terzo ordine riguarda la parte della Procura di Milano in cui il peggio della sinistra ripone ancor'oggi troppe speranze.
Ma c' è anche un piano personale su cui potrebbero convergere ­ già convergono - esponenti della sinistra migliore e persino loro, persino tanti magistrati che pure Berlusconi non lo stimano per niente, magistrati semplicemente arcistufi d' essere ostaggio di una presunta testimonial ormai prigioniera di sè stessa, e che solo se stessa ormai rappresenta.
C' è una parte della magistratura che non è neppure propriamente schierata politicamente: non cerca partito perché ne fa già parte, il partito è ormai e direttamente la magistratura, un potere che sembra considerare le forze di governo solo come un lubrificante che a seconda dei casi possa renderne scorrevoli o invischiati gli inesorabili ingranaggi.
E' una visione legalitaria dello Stato, ma Ilda Boccassini forse neppure la condivide, questa pur deprecabile visione: lei è oltre, perchè lo Stato ch'ella serve, e che la stipendia, è meramente ipotetico, è sostanzialmente etico, è inesistente, e tuttavia venerato come una fede salvifica di cui pare sentirsi vestale.
Dicono che non rida da undici anni, da quando morì l' intimo amico Giovanni Falcone.
Eppure un certo lutto dell' anima l' aveva come già presa ai la fumosa Duomo connection, inchiesta che affrontò già allora senza sorriso, con seriosissimi occhiali scuri, dura, insofferente, litigiosa con chiunque, carica di "incontenibile soggettivismo e passione, individualismo, non disponibilità al lavoro di gruppo" come disse di lei l' ex procuratore capo Francesco Saverio Borrelli.
Da allora, in definitiva, non è assolutamente chiaro a quali grandi risultati abbiano condotto le sue inchieste: non è chiaro a noi e non è chiaro a tanti suoi colleghi che però ricordano le sue parole spesso vanesie e lamentose, l' atteggiamento solitario ed incompreso, gli appelli, le mozioni d' ordine contro questa o quest' altra legge, contro la sacrosanta smobilitazione dei lager di Pianosa e dell' Asinara, contro l' umanizzazione del 41 bis, contro la riorganizzazione dei nuclei organizzati di investigazione, contro le riforme ipotizzate dalle commissioni bicamerali, contro Maria Concetta Riina figlia di Totò - colpevole di non aver rinnegato pubblicamente la figura del padre - e insomma l'icona della trincea e della scorta, una vita d' inferno e orribile ma così pure inevitabilmente voluta.
Ilda Boccassini ieri, aveva una gonna blu coi pallini bianchi e degli gli occhialoni da sole diversi dal solito. Un' altra volta era tutta ricoperta di gioielli, di strani coralli. Chissà come sarà la prossima volta, chissà che s'inventerà. Intanto parla, declara, litiga, non saluta, si agita, "se credono di spaventarmi", "non mi fermeranno", e Previti è un bambino viziato, e Berlusconi doveva venire qui, e comunque mi minacciano, gettano tonnellate di fango, io magistrato, io pubblica accusa, io istituzione, io.
C'è il problema della magistratura, c'è il problema di Ilda Boccassini e forse ci sono i problemi di Ilda Boccassini. Le facciamo tanti auguri, ma sarebbe ora di cominciare a distinguere.
Filippo Facci - Il Giornale


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 26.06.2003
Io con il cuore posso ascoltare Gershwin o Bach, alle parole di un pubblico ministero sinceramente preferisco l'uva passa che mi dà più calorie.
Detto questo, vorrei capire alcune cose delle molte che non capisco. Nel rifarmi a Gabibbo per tutte le anomalie che caratterizzano questo processo, e che indicano la bulimica bramosia di arrivare «comunque» a una sentenza di condanna da spendersi sul tavolo della politica, vorrei aggiungere una considerazione non di cuore ma di cervello.
E cioé: perché quel che dice la signora Ariosto è oro colato, mentre quel che dice - per esempio - un Igor Marini no? Perché la prima è una Giovanna d'Arco «ipso facto» e il secondo un cialtrone anch'esso «ipso facto»? Oh, ragazzi, il giorno dopo la comparsa di questo Marini sulla scena dell'affare Telekom, quasi nessun giornale o telegiornale ha dato correttamente la notizia. Lo schema, peraltro attenuatissimo e confinato nelle retrovie dei notiziari e delle foliazioni, era pressappoco: «Gentili signore e signori, che tempi! Ci tocca darvi conto del fatto che un cialtrone, truffatore e bugiardo, del tutto inattendibile, è stato ascoltato da una certa commissione parlamentare*, che non lo ha preso per niente sul serio**». E poi, nelle note a piede di pagina, si specificava a volume basso: *che la commissione era la Telekom Sprska; **che Marini aveva tirato in ballo Dini, Prodi e Fassino.
Infine. La dottoressa Boccassini, se non sbaglio, appartiene alla Procura di Milano. Cioé a quello stesso ufficio che nel ‘94 si era reso protagonista di un'incriminazione la più plateale e teatrale possibile, senza però portare a buon fine la doverosa inchiesta per violazione del segreto d'ufficio relativa all'anticipazione del «Corsera»; incriminazione sfociata, tra parentesi, in un proscioglimento per insussistenza del fatto.
Ma soprattutto la Procura di Milano è lo stesso ufficio che, al termine di dodici tormentatissimi gradi di giudizio, alcuni dei quali compiuti “in trasferta”, più la supervisione finale della Corte di Strasburgo dei Diritti dell'Uomo, ha chiesto e ottenuto la condanna per omicidio del più autorevole editorialista di “Repubblica”, “Panorama”, “Foglio” e forse mi sfugge qualche altra testata. Condanna ottenuta sulla parola di un Ariosto coi pantaloni: il quale, però, nella considerazione della pubblicistica che esalta la sedicente contessa, gode dello stesso prestigio del Marini. Prestigio nullo, ovvero.
Il che porta a effetti paradossali, in questo lungo carnasciale che è la sottomissione di una nazione alle mene di una frazione, anzi di una fazione politicizzata di una classe di burocrati statali. Ovvero: la Procura di Milano è una succursale del Sacro Collegio se inquisisce un «nemico», diventa invece un covo di pasticcioni o congiurati se inquisisce un «amico». Corollario: i vari darifo e micromeghi e boati e compagnia bella girotondano in continuazione attorno al palazzo di giustizia di milano, ma con atteggiamento variabile: per solidarizzare coi magistrati se alla sbarra c'è B., per attaccarli se alla sbarra c'è il padre di un noto giornalista, quest'ultimo in carriera per evidenti meriti propri (perdonate questo fiotto di frustrazione di chi ha il naso tumefatto dalle porte prese in faccia!!!).
E allora? Come la mettiamo?
In conclusione. Col cuore ascoltiamo Gershwin e Bach, o chi vuole tutto il resto, dai madrigali di Gesualdo da Venosa agli Eiffel 65. Ma gli atti giudiziari, per piacere, consideriamoli col cervello. Altrimenti si arriva dalle parti del Ministero dell'Amore, quello finto di Orwell. O da quelle del Ministero per la Promozione della Virtù e la Repressione del Vizio, che fino a qualche mese fa in Asia Centrale c'era davvero. E io, sinceramente, con tutti i suoi difetti che sono innumeri (e uno dei più grossi è Berlusconi a Palazzo Chigi!!!) preferisco questa porca Italia allo Stato di 1984 o all'Afghanistan dei Talebani: due posti in cui sia la Boccassini che la sua laudatrice, credo, si sarebbero trovate a meraviglia. Per i primi cinque minuti, non fosse (almeno nel secondo caso) per la loro condizione femminile.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
olmo - 26.06.2003
Vorrei, scusatemi, andare a quello che a mio avviso e' il vizio d'origine di questa questione.
In ogni paese 'normale', ovvero anche in quelli in cui sono in vigore tutele per le maggiori cariche dello stato, hanno la decenza di presentarsi all'elettorato candidati che non hanno carichi pendenti con la giustizia o procedimenti in corso. Questo sia perche' cio' rende possibile una difesa serena dalle accuse (reali o pretestuose che siano), sia perche' i partiti (ma Forza Italia e' unpartito?) si guardano bene dal mettere i suddetti nelle loro liste.
Faro' un esempio per tutti. Previti, il quale tra l'altro per giustificare i suoi conti all'estero (all'epoca non legali) ha detto che si trattava di introiti derivanti dalla sua professione e che ''tuttalpiu''' aveva evaso il fisco. In un paese 'normale' un evasore fiscale confesso si dimette dal parlamento, subito.
E' lo spregio per la legge, per la morale, per quelli che le tasse le pagano, che indigna i cittadini (o li dovrebbe indignare). Ma l'Italia, si sa, e' un'altra cosa.
Cordialita'
Olmo


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
ruggisan - 26.06.2003
Olmo, olmo, ... anche tu con questo moralismo "tanto al chilo"!

Vuoi un chador?

Io credo che mascherarci, forse scomparire sia forse la soluzione migliore per tutti quelli come noi che pensavano e magari continuano a pensare che è brutto anche da un punto di vista estetico, oltre che democratico, che un cittadino condannato per falsa testimonianza data in un pubblico processo aspiri e riesca ad essere un rappresentante, il primo rappresentante, dello Stato che ha offeso.
L'evasione fiscale di Barbanera è già parte dell'era dei ministri per le "Riforme istituzionali" che quasi bruciano Costituzione e Bandiera.

A molti italiani, la maggioranza secondo l'attuale sistema elettorale, pare vade bene.
A noi non resta che scappare.


Ma anche se la Boccassini tacesse....
raosio - 26.06.2003
Sei giovane Libera, ma.. libera e quindi fai bene ad esprimere le tue emozioni. Fa gia' piacere scoprire con stupore che una ragazza di 18 anni si emozioni ascoltando la parole di una requisitoria, piuttosto che ballando con l'ecstasi nello stomaco. Questa, comunque la si pensi, e' prova di coscienza sociale.
Non voglio deluderti, tuttavia, nel dirti che la retorica di un pubblico ministero non basta (e forse non serve) a fare luce sulla verita'. Ilda la rossa e' un pm e come tale HA IL DOVERE prima ancora del diritto di difendere la sua posizione che e' deve restare quella dell'accusa: accusa contro Silvio Berlusconi che e' e resta l'imputato del suo processo.
Il punto allora e' un altro: ci siamo fatti un'opinione su questo uomo, al di la' delle parole di Ilda Boccassini? Si'. Quest'uomo ha semplicemente e banalmente usato il suo ruolo e il suo potere per sottrarsi ad un processo. Se io fossi innocente pretenderei una sentenza, Silvio la sfugge.
E allora la Boccassini puo' anche tacere, come dovra' fare ora che Berlusconi non e' piu' processabile. Ma il nostro giudizio rimane. Non ci resta che aspettare ed esprimerlo nelle urne.
Libera, hai 18 anni, e puoi farlo anche tu!!!


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 26.06.2003
Chiedo scusa all'autore del commento precedente. ma mi scappa da ridere: prima si rimprovera un writer con la paternale «anche tu con questo moralismo "tanto al chilo"!» e poi si somministra al colto e all'inclita la solita chiosa apocalittica «A molti italiani, la maggioranza secondo l'attuale sistema elettorale, pare vade bene. A noi non resta che scappare»?!?! E questo cos'è, moralismo tanto all'oncia?


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
OldNoGlobal - 26.06.2003
Ohè, bamboli, ma perchè Shampoo mi chiama in causa ? Non ho mai polemizzato con lui, inoltre il problema giustizia mi appassiona sì, ma fino ad un certo punto.
Credo poi, senza entrare nel merito delle questioni, che " massacrare " Libera come avete fatto sia come minimo poco elegante. Se ha davvero 18 anni le fa onore partecipare agli altri le proprie pulsioni emotive. Se non altro dimostra di interessarsi a qualcos'altro che non feste e telefonini; se é più avanti negli anni meglio ancora, benvenuta nel Movimento dei movimenti.
Quanto poi che io sia un'anima bella o candida, che dir si voglia, innanzitutto sono citato in buona compagnia ed in secundis sono almeno privo del livore che contraddistigue tanti commenti e, consentitemi, i loro autori.

Ciao

OldNoGlobal


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
John Miles - 26.06.2003
E' la seconda volta che mi capita di imbattermi in Alviero. La prima fu quando, basandosi sulla "teoria lineare" della distribuzione dei corpi, calcolando la distanza partenza-arrivo di una manifestazione in KM e lo spazio occupato da una fila di persone, confutava il numero dei partecipanti alla stessa. Vorrei ora contestargli una sua seconda affermazione, su tema diverso, ma presentata con altrettanta sicurezza. Che differenza c'è, chiede, tra Stefania Ariosto e Igor Marini e perchè credere alla prima e non al secondo?. In fase di partenza non esiste differenza alcuna. Oggi ne esistono almeno due, molto rilevanti. Alviero probabilmente ignora che la "testimonianza in sè" della Ariosto ha avuto un valore uguale a zero. Quando però sulla base delle sue dichiarazioni, sono saltate fuori fotografie, documenti, intercettazioni e conti bancari, vale a dire "riscontri oggettivi", questi ultimi e non la testimonianza della signora sono entrati a far parte di un processo congelato in dirittura d' arrivo. Igor Marini ( e tralascio aggettivazioni di faccendiere, sedicente numero due dello Ior et similia, che fanno il paio con quelle della"falsa contessa") ha fatto delle dichiarazioni alla commissione parlamentare Telekom Serbia, caso del quale, per inciso, si sta occupando da molto tempo la magistratura di Torino. Spero non comunista nè golpista. Ha detto il vero o il falso? Io e nessun altro, ad oggi, possiamo saperlo. Neppure il prode Alviero. E' stato fatto un tentativo, da parte di membri della commissione parlamentare e dello stesso Marini di impossessarsi, senza alcuna autorizzazione delle autorità elvetiche, di documenti riservati, in quanto parte dell'archivio di un notaio deceduto. E gli svizzeri non hanno gradito, richiamando gli interessati a seguire una procedura legalmente più ortodossa. Come avrebbero fatto, in caso analogo, le autorità italiane verso parlamentari elvetici. Prima di pronunciarsi sulla verità di Marini, è opportuno entrare in possesso dei "riscontri oggettivi". O no?
Seconda differenza: la commissione Telekom Serbia è agli inizi dei lavori, non in dirittura d' arrivo. E, allo stato, la Magistratura di Torino, che è in fase più avanzata sul piano delle indagini, non ha per il momento ravvisato alcuna ipotesi di reato. E questo dopo aver già interrogato e prosciolto il vecchio Management di Telecom Italia. Per il processo Sme-Ariosto ci sono voluti anni, con dibattiti, cavilli, ricusazioni, atti di accusa, e difesa ad oltranza. Vogliamo concedere, caro Alviero che probabilmente ti definisci garantista, qualche mese alla commissione ed al tribunale? Oppure hai già condannato Mortadella, Ranocchio e Cicogna? Da parte mia ritengo, d'accordo anche con Trantino, presidente della commissione ,che non ci siano ancora elementi non dico per condannare, ma per inquisire,i due animaletti ed il salume con pistacchio.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 26.06.2003
caro John Miles (quello di “Music” anni 70?),
la signora Ariosto aveva anche detto che i soldi delle tangenti erano depositati su un c/c presso un certo istituto, che era in realtà una banca d'affari estranea all'esercizio del credito allo sportello. Disse di aver visto Previti e Berlusconi discutere di intrallazzi assortiti in tribuna d'onore, a San Siro, nel corso di Milan-Lazio del tale anno: anno in cui il Milan era in A e la Lazio in B. Ricordo queste due circostanze di mendacio perché marchiane, ma ce n'erano delle altre.
Quanto alle «fotografie», se ti riferisci a quelle sulla barca a vela con le magliette a righe, sono folklore ma non provano nulla se non il gusto Kitsch di Previti, Berlusconi & C. (oltre che lo squallore morale di una persona che, fino a che nella mangiatoia ce n'era anche per lei, vedeva tutte le brutture però continuava a mangiare, eccome; poi o l'hanno mollata per qualcuna più giovane, o l'hanno comunque esclusa dal desco, e allora si è scoperta moralista...). Le documentazioni bancarie non hanno causale esplicita e quindi sul punto la parola del pm vale tanto quella dell'imputato. Non basta dire «secondo me erano tangenti perché lei mi sta antipatico», bisogna provarlo e in questo la Procura non è riuscita. Le «intercettazioni» sono in realtà (ed è questo il punto più controverso di tutta la faccenda) le trascrizioni di un nastro che non esiste più e che era stato riversato sul famoso CD, che si sarebbe rotto cascando tra le ginocchia di un militare GdF (ti sfido a provare a rompere un CD in quel modo, se ce la fai è qui pronto un assegno in bianco). E comunque anche rotto avrebbe potuto essere incollato e rimasterizzato, al massimo si rompe in due pezzi. Come fa la Boccassini a cercare di smerciare questa incredibile panzana del Cd, senza che le venga da ridere, a lei per prima? Tu, caro John Miles che ricordi con acribia le mie intraprese di agrimensore, te ne staresti di una condanna pronunciata perché eri al bar Mandara con me a parlare della campagna acquisti della Sampdoria, eri intercettato e il disco «disgraziatamente» si è rotto e dalla trascrizione «fedele» risulta che io e te stavamo progettando di far saltare un'autobomba in via Del Corso?
Io non ho detto che la Ariosto è una contaballe integrale mentre Marini è la bocca della verità. Noto semplicemente che la stampa e le tv italiane, a parte le solite sparute eccezioni, hanno imboccato fin dall'inizio questa strada.
Capitolo magistrati svizzeri. Anche qui vorrei che quelli come te si mettessero d'accordo con se stessi. Quando passa una legge che impone che le rogatorie avvengano in originale e non tramite fotocopia, insomma quando si accentua la regolarità di una procedura giudiziaria, per voi casca il mondo girogirotondo, e tutti a darsi la mano in cerchio attorno ai tribunali. E poi, insomma, a starvi a sentire la Svizzera è sempre stata quella Malebolge dei libri di Jean Ziegler. Quando invece ci sono da cercare a Lugano dei documenti che potrebbero risultare scomodi per qualcuno dei «vostri» (semplifico, s'intende), allora si plaude alla ferrea volontà degli svizzeri di tener nascoste quelle carte il più a lungo possibile. Tacendo magari il fatto che dall'Italia, il giorno prima, era partito un sollecito “togato” a fare il possibile per nasconderle bene, quelle carte.
Mi disarma, davvero, la spaventosa doppia morale di quelli che ragionano in una certa maniera. Ovvero: le cose non sono come sono, ma sono secondo l'utilità che possono avere per la nostra causa. Cossiga prima col “K” e poi colonna del governo D'Alema, la Lega prima orchi poi «costola della sinistra» e adesso di nuovo trogloditi ma tra qualche giorno chissà. Berlusconi un porco capitalista che si fa i cazzi suoi alle nostre spalle succhiandoci il sangue, De Benedetti e Agnelli (leggiti oggi Biagi sul “7” del Corsera) mecenati illuminati alla Peggy Guggenheim. La Ariosto un'eroina «a prescindere» (stando alle rassegne stampa), Marini un mestatore ancor prima che cominciasse a parlare davvero, ancor prima di capire se bluffasse davvero. Tutti i ladri di Tangentopoli erano dei ladri, salvo il «compagno G» che invece era un eroe perché non aveva parlato.

Solo questo volevo dire. Che il rispetto per la magistratura deve esserci sempre. Non quando fa comodo. E la sinistra mi sembra che rispetti la magistratura solo se coerente con le sue strategie politiche. Altrimenti: «porto delle nebbie» e così via. In ultimo: io non «mi definisco garantista». Piuttosto amo studiare e ristudiare il diritto e il linguaggio, entrambi sulla base della logica classica. E' per quello che la destra italiana mi fa schifo, ma gli altri per me sono peggio.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 26.06.2003
ERRATA CORRIGE
scusate. quando scrivo «Io non ho detto che la Ariosto è una contaballe integrale mentre Marini è la bocca della verità. Noto semplicemente che la stampa e le tv italiane, a parte le solite sparute eccezioni, hanno imboccato fin dall'inizio questa strada», naturalmente intendevo «la strada opposta».


Per Libera
La ragazza del bar - 26.06.2003
Li hai risvegliati dai loro torpori. Te ne saranno grati. Urlan e imprecano, ma sono innocui. Maschietti in fondo. E poi è colpa tua se hai rimesso la palla in campo...non lo sai che, quando vedono un pallone, vanno nel pallone?
Hi, hi, hi


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Marcel Johnes - 27.06.2003
Il punto e' che uno che e' stato industriale a Milano negli anni '70 e '80 puo' aver tagliato qualche angolo.
Ora che e' primo ministro, se non e' l'immagine della Virtu' va messo in galera? anche se e' da dimostrare che non sia l'immagine della virtu'.
Preferisco un primo ministro che taglia qualche angolo perche' spero che ora lo fara' per il bene del Paese. Garibaldi se la fece con una donna sposata e fece bastonare il marito che protestava; Cavour speculava sui terreni agricoli; George Washington andava a letto con una schiavetta nera minorenne. Nessuno e' perfetto, un uomo va giudicato nel suo complesso.
Poi, come diceva il Gabibbo che sia stato anche cosi' cretino da pagare un giudice che giudichera' a suo sfavore, non ce lo vedo.
Quel che voglio dire e' che se non si mette un freno al protagonismo di certi giudici (chi li ha votati poi i giudici?), nessuno sara' al sicuro.
Ora la Boccassini che fara'? entrera' in politica "cosi' potra' continuare la sua lotta contro il male dai banchi di Monecitorio" come hanno fatto Violante, Scalfaro, Di Pietro e tanti altri? scommettiamo che glielo chiedono? perche' comunque trovera' tanta gente, tipo "Libera d'Avanzo" che la voteranno.
Direi questo anche se D'Alema fosse Primo Ministro, vuoi che scavando scavando non salti fuori una ipotesi di reato anche per lui? non dico la prova del reato, ma una semplice ipotesi e che qualcuno cominci a indagare.





Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
John Miles - 27.06.2003
Per Marcel Johnes: non credo che la Boccassini entrerà in politica , anche se ho imparato a non meravigliarmi di stravaganze varie ed eventuali. Così come non ci sono entrati Davigo (al quale Berlusconi 1 aveva offerto il ministero della giustizia) nè, in qualità di ministro dei lavori pubblici nel medesimo governo, Antonio Di Pietro. Dopo mani pulite, o se preferisci tangentopoli, so per certo che sono "scesi in politica", nella casa delle libertà, Tiziana Parenti ( già componente del pool di Milano) ed Umberto Nordio, sostituto procuratore di Venezia. Comune titolo di merito: aver svolto lunghe indagini sulla corruzione di esponenti dell' ex PC, ma senza essere riusciti a portare in aula uno straccio di imputato, nemmeno un Peppone di periferia. Della brava Parenti si sono perse le tracce. Il buon Nordio, incaricato di riformare i codici penali, non disdegna di farsi "due spaghi ed una ombreta", di tanto in tanto, con l' amico Previti, imputato e condannato da suoi ex colleghi.Ma devo darti atto che i due non rientrano nel novero dei magistrati politicizzati. E su questo argomento passo e chiudo, per sopravvenuto deperimento organico.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Marcel Johnes - 27.06.2003
Dear John

So, what?
E' proprio quello che dicevo io, si fanno il pubblico in tribunale e poi navigano verso Montecitorio: magistrati politicizzati. Ne ho citati di sinistra e non di destra, perche' quelli di sinistra sono pezzi da novanta, Violante coi suoi golpe bianchi ha mandato in galera uno dei pochi eroi che l'Italia ha espresso, ed e' diventato presidente della camera. L'altro coprendo i seni alle donne scollacciate e' diventato the president of Italy.
La Parenti e Nordio non contano molto.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
kane - 27.06.2003
L'aspetto più inquietante della Bocassini non è tanto il completo stravolgimento del concetto di "stato" e la totale sovrapposizione del giacobinismo sulla legittimità. Il problema è l'aspetto. Wilde diceva che chi chiama una vanga "vanga" dovrebbe essere costretto ad usarne una. Avete mai analizzato l'aspetto della Bocassini ? E' talmente ricercata nella trasandatezza che rappresenta la quintessenza dello snobismo intellettuale di chi ostenta una vita tutta "altrove" dall'apparenza ma così concentrata da fare dell'apparenza un'appendice del proprio profilo professionale. Che decadenza. L'arringa finale della Bocassini ha qualcosa della Quinta di Mahler.
Idea chiara e distinta: prego Dio di non essere mai giudicato da questi pedagoghi del popolo.


Re: Scusa, Alviero, parli sul serio?
John Miles - 27.06.2003
In genere cerco di essere di parola. Mi ero autoescluso da questa ridda di commenti, ma ho trovato tra le altre, per usare un eufemismo, una chicca in un commento di Alviero. Scusami, Alviero, non ce l'ho con te, ma sarebbe iniquo nei tuoi confronti se non segnalassi una tua battuta degna del miglior Guzzanti ( Corrado o Paolo, a scelta, essendo il secondo sempre piu prossimo alla comicità del primo). Riepiloghiamo: da un conto cifrato del Sig. B escono 443.000(?) dollari e finiscono su un conto cifrato del Sig. P, il quale lo stesso giorno li trasferisce su un conto, cifrato, del sig. S. Tutto provato e documentato, A domanda P. non sa fornire una spiegazione decente ed ipotizza un errore della banca. Tu non contesti le documentazioni bancarie, anzi, le ammetti. Ma. affermi testualmente (riga 17): " Le documentazioni bancarie non hanno causale esplicita e quindi sul punto la parola del pm vale tanto quanto quella dell'imputato. Non basta dire "secondo me erano tangenti perchè lei mi sta antipatico", bisogna provarlo"

Dunque, seguendo il tuo ragionamento, perchè si possa provare che il sig. B ricompensasse il sig. S di "qualcosa" ( cosa?), attraverso il sig. P era necessario che quest'ultimo scrivesse sulla causale del bonifico: " Ricompensa del sig. B al giudice S a seguito di corruzione relativa ad una sentenza giudiziaria emessa a suo favore" Seguono i codici fiscali di B, P ed S. Caro Alviero ti rendi conto di quanto scrivi?


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 30.06.2003
Apprezzerei il sarcasmo di John Miles, non si risolvesse in un sinistro «ti rendi conto di quanto scrivi?»: cioé il solito argomento in base al quale per chi dissente dall'ortodossia, la spiegazione è solo psichiatrica. Un modo di ragionare che tradisce una bieca intolleranza.

Comunque il senso del mio ragionamento, perché continuo a credere fosse un ragionamento, non dava luogo a una difesa di chi per certi versi è indifendibile. Voleva semplicemente prender atto di una situazione che ormai non è più un processo, ma una lotta tra Bene e Male nella valle di Armageddon.

Capitolo bonifici. Scendo allora sul tuo terreno e faccio un esempio. Non mi risulta che nella primavera di trentun anni fa il professor Sofri Adriano e il dottor Pietrostefani Giorgio abbiano convocato davanti al dottor Tizio Semproni, notaio della Repubblica in Pisa, i signori Bompressi Ovidio e Marino Leonardo, per ordinar loro - sempre con il notaio che trascriveva e registrava -di fare una certa cosa a Milano ai danni di un certo funzionario di polizia. Non è infatti che quando si commissiona un omicidio, lo si fa davanti al notaio. Però allora, in quel caso, sembrava che, in mancanza di atto notarile, ogni diversa costruzione indiziaria o probatoria (come le telefonate affannose tra l'utenza di casa Sofri e la cerchia di amici-giornalisti delle ore successive all'arresto, con un telegiornalista ora a Mediaset che diceva alla moglie di Sofri «Cazzo, e dire che Adriano lo diceva sempre che prima o poi Marino avrebbe parlato!») fosse nulla.

E allora, per piacere, basta con questa doppia morale: forcaioli coi nemici e ipergarantisti con gli amici. Io non ho nessun motivo, credimi, per difendere il Cavaliere e i suoi compagni. Siccome però da tempo immemorabile, da quando ero alle elementari, cambiano i bersagli ma il modo di far politica della sinistra italiana è sempre lo stesso, io mi sarei anche tediato di questa interpretazione per cui non ci sarebbero due coalizioni che si fronteggiano, ma il Bene contro il Male.
Vatti a leggere, per dire la prima cosa che mi viene in mente, il libro su Leone della Cederna, tuttora santificata malgrado la condanna per quel libro riconosciuto come diffamatorio: anche in quella ricostruzione - tuttora presa a esempio da chi oggi esecra il berlusconismo - tutto quello che non è sinistra è corruzione, vizio, depravazione, ruberia. E in quel caso, con una odiosa punta di razzismo antimeridionale al confronto del quale i Borghezio e i Gentilini sono delle mammolette.

Infine: tu sottilizzi sui bonifici. E allora sottilizza anche sul cd rotto tra le ginocchia del finanziere, se ci riesci. Ti ripeto la domanda: è possibile rompere un cd in mille pezzi tra le ginocchia? L'assegno in bianco è sempre qui.


Dibattito barbaro
kevin keegan - 30.06.2003
Ad Alviero: ti sfido a trovare una mia parola in difesa di Sofri.

A Kane: quello che scrivi e' di una volgarita' tale che non merita risposta. E pensa che io sono uno che risponde anche al Mago Gandalf.

A tutti quelli che usano parole da massimi sistemi come: giacobinismo, giustizialismo e garantismo; a parte il fatto che mostrato di non saper cosa significano, vi ricordo che il problema del processo Sme e' molto piu' semplice: si chiede di sapere se una certa sentenza sia stata comprata. Il sottoscritto, John Miles, Piero Gamela e altri che non ricordo hanno riportato fatti.

Voi avete risposto con sillogismi miserabili quando non addirittura slogan. La stessa dialettica sbilanciata si ritrova nel tribunale. Ah, gia', dimenticavo che voi non avete tempo da perdere a leggere i verbali.

A un signore di cui non ricordo il nick: non ho inteso chi fosse l'unico vero eroe italiano fatto arrestare da Violante con un golpe bianco. Ho un sospetto ma non ci devo pensare perche' sono in un luogo dove non si puo' ridere a squarciagola. E' lui?


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 30.06.2003
per kkk (king kevin keegan, tu ometti una kappa per evitare sgradevoli omonimie e ti capisco...): il caso sofri d'ora in poi lasciamolo perdere, è già un casino di suo. io l'ho citato solo come esempio di quello stucchevole e intollerabile moralismo ad assetto variabile di certi amabili signori che sono forcaioli coi «nemici» e ipergarantisti con gli «amici».
adesso va di moda dire che il falso in bilancio e la corruzione in atti giudiziari sono «reati gravissimi». e allora io dico: meno delle attività terroristiche? pare di sì, perché l'intransigenza ipergiustizialista che insegue il cavaliere e i suoi sodali sfuma in una fabiofaziana indulgenza se si tratta di terroristi. cito a caso: persichetti è un galantuomo perché per lui garantisce erri de luca... quel programmatore di PC con il caso d'antona non c'entra nulla di nulla, parola di non so più quale assessore comunale di roma... curcio merita di fare il conferenziere e l'editore perché «non si è mai macchiato di reati di sangue» (la più intollerabile fandonia di certa pubblicistica: manco Hitler ha mai spintonato personalmente un ebreo sotto la doccia...)... la baraldini merita uno stipendio pubblico perché il comune di roma aveva assolutamente bisogno della sua consulenza, garantisce veltroni che per quel posto ci voleva soltanto lei... Insomma, il terrorismo fu una specie di festa ginnasiale, con le tapparelle abbassate e il gioco della bottiglia, solo un pochino più violento e se qualcuno ci rimise le penne pazienza, generalmente era uno sbirro o un fascista. Invece il falso in bilancio, cazzo, è roba da processo di Norimberga. Aver marmellato sulla villa di Macherio, roba da corte marziale. La gherminella sui diritti dei film? Si avanzi il plotone d'esecuzione. Però una certa terrorista che faceva parte del commando che uccise un generale dei CC oggi fa il capo della cultura in un importante quotidiano senza che nessuno dica nulla. E allora: gli assassini vanno perdonati, gli evasori no? E' solo un problema di appartenenze?
Ma torniamo alle gabole finanziarie. Possibile che nessuna Procura, a suo tempo, abbia sentito il bisogno di aprire un fascicolo sul caso di eventuali influenze politiche sull'acquisizione di Olivetti-Telecom da parte di Colaninno? Faccio questo esempio perché, il giorno prima dell'annuncio dell'OPA, Colaninno venne ricevuto a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio (inutile dire chi fosse, non era Berlusconi però), visita di cui le agenzie dettero ampia notizia. Come tutti sanno, quell'operazione si risolse in una formidabile inculata per i risparmiatori. E allora io mi chiedo: visto che a Palazzo Chigi quel giorno c'era l'uomo che voleva un «paese normale», è roba da «paese normale» la visita di un raider al capo del governo alla vigilia di un'operazione puramente speculativa? che cosa si erano detti? avevano parlato di vela? o della Ferilli? e perché nessuno dei moralisti di oggi ritenne quella visita assolutamente scandalosa?


FORZA MAGGICO KEVIN
Ivan Denisovic - 30.06.2003
Aloha Keegan, Sommo, Massimo, Ottimo. Sono tornato dalle mie prigioni e rieccomi. E cosa accade? Ti vedo menare fendenti! E quali! E quanti! E contro chi? Contro i filippifacci e i giulianiferrara e i maurizibelpietro. O Sommo! O Ottimo! O Massimo! Annientali, fanne strame, poni i nemici della Giustizia e della Verità a sgabello dei nostri piedi!

Detto da uno, io/me, che non è un fan del giustizialismo né di Di Pietro né delle manette o dei cappi sventolati in Parlamento (dalla Lega e da An, a suo tempo! memento!), è una acclamazione, una consacrazione, un'elevazione, l'epifania!

O voi tutti filippifacci, maurizibelpietro e giulianiferrara, siate maledetti! Sarete scacciati nella Geenna (che non è la Geena Davis!), là dove sarà pianto e stridore di denti e rowena!

Forza Kevin. Non mollare, te lo chiedo (ripanianamente) in nome dell'Amore. Della Verità. Della Giustizia.

Perché solo la Verità rende liberi. Non il lavoro, non il denaro e nemmeno i lodi, siano essi Schifani o Maccanico!


Per Alviero
Ivan Denisovic - 30.06.2003
Chi è la terrorista che prese parte all'omicidio di un generale dei Carabinieri e che oggi fa il capo della cultura in un importante quotidiano?
I NOMI, PLEASE.

E se oggi ha scontato la sua pena e fa il capo della cultura in un importante quotidiano, che male c'è? Non è mica candidata a diventare la presidentessa del Consiglio!



Alviero, tranquillo
kevin keegan - 30.06.2003
Noto che fai un po' di confusione. Tralascio i singoli punti, ti dico solo che personalmente ritengo i terroristi di destra e di sinistra degli assassini e se li estradano penso che sia un atto di giustizia.

Di De Benedetti non ho una grande opinione; se l'accordo tra lui e Prodi per la cessione di Sme era illegale ben vengano le indagini. Purtroppo pero' nessuno ha mai esibito una prova in tal senso.

Io penso che tu, e tutti quelli che come te sono intervenuti in questo deprimente dibattito, rivelino il seguente atteggiamento mentale:

Kevin (e quelli che sono d'accordo con lui) difende la Boccassini quindi pensa che berlusconi sia colpevole quindi e' comunista quindi gli piace Sofri quindi gli piace Persichetti quindi negli anni 70 sparava.

Sbagliata la premessa, sbagliate le conclusioni, ma sbagliati anche i nessi causali.

Kevin difende la Boccassini si', ma solo dagli attiacchi volgari che le sono stati rivolti. Volgari e ignoranti, in senso tecnico, perche' ignorano la storia professionale di Ilda Boccassini. Una storia professionale che fa esclamere "ce ne fossero". A meno di non voler sostenere l'innocenza di Riina.

Io non penso che Berlusconi sia colpevole, vorrei tanto pero' che le istituzioni demandate a stabilirlo fossero messe nelle condizioni di esprimersi. Il fatto che Berlusconi fugga dal processo e il fatto che ai documenti della pubblica accusa le difese non sappiano rispondere sicuramente non depongono a favore di Berlusca.

Terzo: non sono comunista, non so nemmeno se sono di sinistra, sappi anzi che in Italia sono considerato di sinistra e in Francia di destra.

Quarto: non sono un grande ammiratore di Sofri e non ho mai preso posizione per la sua innocenza.

Quinto: tanto meno sono ammiratore di Persichetti e trovo del tutto disdicevole la dottrina Mitterand sui fuoriusciti italiani degli anni di piombo.

Sesto: nutro totale riprovazione per Erri De Luca, ma mi piacerebbe arrampicare come lui. Se ti capita vai a vederlo a Sperlonga.

Settimo: negli anni settanta mi facevo i cazzi miei, non immagini quanto.

E ora, se hai le prove che i 434404 dollari rapidissimamente passati da Finivest a Previti e da Previti a Squillante servivano per organizzare la partita di calcetto, fatti avanti.


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 30.06.2003
minacce, benaltrismi, scherno. ora basta, io da questa discussione mi chiamo fuori. godetevi la boccassini, fatela studiare ai vostri figli, perché ne resti memoria imperitura fatevene un dvd. purché non vi cada tra le ginocchia.


ALVIERO KAPUTT? KKK IMPERAT!
Ivan Denisovic - 30.06.2003
Alvié, te chiami fuori perché nun ciai un cazzo da dì! KKK t'ha affondato settazero!

Benaltrismi? Ginocchia? ahò in ginocchio ce vai te e dietro a lavagna!

La verità VI fa male, 'o sappiamo deggià!


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 30.06.2003
Sette a uno, semmai. Me lo lasci il gol della bandiera del cd rotto tra le ginocchia del finanziere, che ripropongo nella frustrata speranza che qualcuno di voi ammetta che sì, che almeno su questo punto la Boccassini del tutto giusta non la conta?
E no che non me lo lasci, e no che questo tasto vi guardate bene dal toccarlo. Perché quello non è il gol della bandiera: logicamente è la dimostrazione di quanta percentuale di argilla si trovi nella composizione del vostro idolo. Perché se si ammette, come si DEVE ammettere, che almeno su questa faccenda la Diva Ilda non la conta giusta, allora vuol dire che la Diva Ilda non solo non è infallibile,ma è anche un po' sparaballe. Anzi, «bagaluna d'luster» come dite voi. E se lo è una volta, perché non può esserlo due? E magari tre?
Cari saluti e complimenti per lo stile, I.D., ce ne fossero come te. il prossimo messaggio ripescalo direttamente da “Pierino il fichissimo”, forse Veltroni ha già sdoganato anche quello. Saluti, ancora.


Caro Alviero, non Veltroni ma l'Unto in persona...
Ivan Denisovic - 30.06.2003
L'Unto ha già sdoganato i postfascisti di An, ha già sdoganato i neoxenofobi della Lega, ha sdoganato il falso in bilancio, sta sdoganando la corruzione, ha ricostruito una verginità politica per sé e per un migliaio di piduisti, troverà il tempo per sdoganare cento altre cose, dall'Onorata Società a tutti i lati in fondo folkloristici e connaturati allo spirito familista e amorale dell'Italiota medio, naturaliter parafascista.

Caro Alviero, le mie boutades in similromanesco d'accatto e da coatto non sono altro che la reazione dell'apparato gastrointestinale troppo a lungo compresso, sono flatulenze, sono borborigmi che promanano da un fegato grosso così, pronto all'esplosione e alla successiva implosione, vengono da succhi gastrici che corrodono lentamente l'epitelio del duodeno, sono le promanazioni di un pancreas che si contorce.

Perché tutto ciò? Perché vedo il volto servile del mio Paese che torna in superficie, perché vedo voglia di manganello e di olio di ricino, perché credevo che la mia Italia fosse cresciuta.

Invece no. Invece mi sveglio come da un sogno e mi accorgo di vivere in un incubo, dove si ripesca Drive In vent'anni dopo e si grida al miracolo, al successo, alla "provocazione intelligente", al "come eravamo".

Perché di tutte le schifezze che addebito a questo Governo canaglia e ai suoi scherani, ai suoi servi, ai suoi nani e alle sue ballerine, non ce n'è alcuna peggiore di quella lenta contaminazione dello spirito, di quella dissacrazione, di quel sovvertimento del vero e del giusto che quotidianamente, soavemente, ormai palpabilmente ci viene propinato.

Siamo un popolo di deboli. A volte mi chiedo se avesse ragione Montanelli - che non ho amato - ad augurarsi per gl'Italiani una buona dose di questa mitridatizzazione, di questa intossicazione.

A volte penso che sì, ce lo meritiamo, ce lo siamo meritati, in fondo l'Unto non è altro che l'Arcitaliano, la quintessenza dello schifo che ogni tanto fa capolino in ciascuno di noi.

Spero che la sua fiaba si concluda come tutte le fiabe, con una catastrofe, un ribaltamento.

Vae victis!


Re: Le parole di Ilda ascoltatele con il cuore
Alviero - 30.06.2003
Caro Ivan,
complimenti per l'accorata orazione in morte della civiltà italica, che - scherzi a parte - condivido nello spirito ma naturalmente non nel sottotesto. Trenta righe molto belle - lo dico senza ironia, credimi - e scritte anche assai bene, come io non saprei. Ma anche in queste trenta righe mi deludi, perché nemmeno stavolta osi affrontare il tabù del dischetto spezzato. Preferisci saltare un caso così minimo, per dedicarti alla metafisica dei costumi.
E allora ti chiedo cosa ti costa dire quel che dico io. Cioé: premesso che Berlusconi è entrato in politica per salvare le sue aziende, cosa che egli stesso ha ammesso, è pur vero che se ci fosse entrato dalla porta “giusta” certa magistratura lo avrebbe lasciato stare, mentre entrandoci dalla porta sbagliata si è trovato la muta dei cani della caccia alla volpe a scannerizzargli ogni sospiro. Come dimostra, appunto, un processo costruito sulle trascrizioni arbitrarie da una registrazione riprodotta su un Cd che si pretenderebbe rotto nella maniera che mi sono ormai stancato di ripetere.
Corollario quasi ovvio: se Berlusconi fosse entrato in politica «a sinistra», sono strasicuro che non avrebbe avuto tutti i guai giudiziari che ha. Almeno da parte di magistrati come la Boccassini, che scambiano un lavoro (sì, quello del giudice è un lavoro come un altro) per una missione purificatrice. E la funzione giudiziaria per uno strumento di lotta politica, come d'altronde teorizzato dagli scritti di alcuni suoi stretti colleghi della stessa Procura di Milano.

PS. tu descrivi con sdegno il quadro di un'Italia in disfacimento morale. A tale quadro mi permetto di aggiungere gli assassini in cattedra, fenomeno forse non meno grave dei barattieri al governo; e che per te, stando a quel che dici, non è problema. Per me lo è. Pazienza.


Alviero, te lo ri-chiedo
Ivan Denisovic - 30.06.2003
CHI è costei che citi senza nominare? Eddai, mica sei Alesmanzo Sandroni, autore dell'immortale "I promessi paperi"... Insomma chi è l'assassina?

Ah. Dimenticavo. Anche a me gli assassini in cattedra fanno una certa ripugnanza. Ma se hanno scontato la pena prevista dalla legge vigente, onestamente credo abbiano saldato il proprio conto.

Purtroppo, lo stesso non può dirsi di un miliardario (in euro) che ben conosciamo.

Quanto di CdRom distrutti, quanto alle intercettazioni scomparse, quanto al resto, ai fascicoli aperti su ignoti eccetera eccetera, se ne può disquisire fino al giorno del Giudizio. Si sa, nel diritto la forma è sostanza.

Ma ormai l'Unto ha dimostrato, a colpi di maggioranza, che la forma politica può essere anamorfizzata quanto si vuole, in questo Paese...