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06.10.2003
Camera dei Deputati. Uno sfratto per due
di Bds

Musi lunghi, facce tirate, porte serrate. Che succede all’Ufficio stampa della Camera dei deputati?

Musi lunghi, facce tirate, porte serrate. Che succede all’Ufficio stampa della Camera dei deputati, uno degli uffici più allegri e “anomali” di palazzo Montecitorio?

Succede che dal 1° ottobre il Segretario generale Ugo Zampetti ha mandato a casa i due giornalisti Francesco Lo Sardo e Cristiano Fantauzzi, i Vice dell’ex Capo Ufficio Marco Palocci (oggi Capo delle relazioni esterne di Unicredit) cui fu affidato, sei anni fa, il compito di rilanciare l’Ufficio stampa della Camera.

Il segretario generale Ugo Zampetti ha scelto di non prorogare i due contratti motivando la decisione con le ristrettezze del bilancio interno di Montecitorio.

Il tam-tam del Transatlantico suggerisce però un’altra interpretazione dei fatti. Giornali e tv (vedi l’inchiesta di “Report” sui privilegi dei parlamentari), denunciano che si spende troppo alla Camera.

I deputati, bersagliati dalle critiche nei collegi elettorali, mugugnano si lamentano con l’Amministrazione. E allora ecco il segnale: via due giornalisti e la Camera risparmia, così i signori della libera stampa imparano la lezione.

Dopo la mossa di Zampetti l’attuale Capo Ufficio stampa della Camera Pier Vincenzo Porcacchia, l’ex direttore Rai richiamato dalla pensione e collocato su una poltrona tra le meno comode e le più operative di tutti gli uffici stampa istituzionali d’Italia rischia di vedere il suo ufficio andare in tilt.

Con l’organico giornalistico ridotto a metà (i superstiti sono Ida Bressa e Roberto Iezzi) l’ufficio arranca ed è in affanno nel fornire aiuto e informazioni ai giornalisti che le richiedono.

A rischio tutti i progetti già annunciati e che stavano per vedere la luce. I “cugini” del Senato, che nella competizione sportiva con l’Ufficio stampa della Camera erano sempre andati a tappeto, ridono sotto i baffi.

Mentre Zampetti si preparerebbe a sostituire i giornalisti dell’Ufficio stampa con dipendenti interni (magari stenografi, in fondo che differenza c’è con un giornalista?) alla faccia della legge 150 sulla comunicazione pubblica (tanto, come si sa, la legge vale per tutti eccetto che per il legislatore!).

E i politici? Stanno a guardare. L’Ufficio di Presidenza della Camera pare non sia stato neppure informato della decisione del Segretario generale, se non a cose fatte. Una roba imbarazzante, che ha suscitato non pochi malumori persino tra i potentissimi deputati questori.

Possibile mai? Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini era comunque al corrente della decisione di non prorogare i contratti a Lo Sardo e Fantauzzi. Lo ha confermato al Barbiere della Sera il portavoce di Casini, Roberto Rao: “E’ chiaro che tra l’amministrazione della Camera e il presidente c’è un canale di comunicazione permanente. Probabilmente non c’è stata una comunicazione formale, ma certo Casini era informato”.

E perché questo ridimensionamento del personale? “Innanzi tutto bisognerà vedere se si tratta di un ridimensionamento o di un avvicendamento. Sono allo studio numerose iniziative, via Tv satellitare e via Internet. E’ possibile che, in base ai progetti in cottura, vengano selezionate delle nuove persone che dovranno realizzarli. Se si deciderà di non prendere nessuno, allora sì, si potrà parlare di ridimensionamento”.

Ma è verosimile che l’Amministrazione riesca effettivamente a rimpiazzare permanentemente i giornalisti dell’Ufficio stampa con dipendenti interni? Qualcuno dei politici interpellati è convinto che si tratti di una pia illusione della burocrazia interna, a sua volta caduta in un trappolone.

E sospetta che, con il tempo, sarà individuato qualche cronista col pedigree giusto (magari tra i numerosi colleghi pensionati che da qualche tempo vanno per la maggiore). Forse qualcuno più sensibile alle corde dell’attuale Amministrazione, che si muove con passo d’altri tempi. E’ questo il senso del possibile avvicendamento prospettato da Roberto Rao?

Insomma, una clamorosa retromarcia rispetto alla novità del 1997. Il “nuovo” ufficio stampa della Camera nacque in quell’anno per diventare l’esperienza-pilota cui si ispirerà Franco Frattini nella stesura di quella che sarà proprio la legge 150 sulla comunicazione pubblica.

L’allora Presidente Luciano Violante e la Segreteria generale della Camera presero una decisione a suo modo clamorosa: inserire giornalisti professionisti al vertice di un ufficio amministrativo che conta decine di dipendenti interni.

L’Ufficio stampa è un centro di potere ambito. Non tutta l’Amministrazione gradì l’operazione: la componente più conservatrice remò contro. Ma l’ esperimento di apertura ebbe ugualmente un buon successo.

Nacque la rassegna stampa elettronica, un nuovo sito, nuovi prodotti informativi sull’attività dei deputati, il canale tv della Camera. Tre anni dopo è arrivato il nuovo Segretario generale della Camera, Zampetti. Palocci è tornato al “Sole 24 Ore” nel 2001.

Nel 2002 alla guida dell’ufficio è stato chiamato Piervincenzo Porcacchia.

Il 1° ottobre 2003, colpo di scena col dimezzamento dell’ufficio stampa.

Si usa dire che se c’è una maniera di rimandare una decisione, la burocrazia sa trovarla. Perciò appare sorprendente lo sbrigativo decisionismo della burocrazia della Camera. Se c’è un disegno, i fatti s’incaricheranno di disvelarlo: tra qualche giorno, settimana o mese.

Bds



 
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Re: Camera dei Deputati. Uno sfratto per due
Holden Caufield - 06.10.2003
Solidarietà ai colleghi licenziati e un sincero augurio di ricollocarsi subito altrove, o magari di essere ripresi all'ufficio stampa della Camera, perché no?


Re: Camera dei Deputati. Uno sfratto per due
tizianasalvati - 06.10.2003
Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Francesco e Cristiano proprio negli anni della rivoluzione all'Ufficio Stampa della Camera, denominata da Palocci "politica di comunicazione attiva", perché caratterizzata dalle tante iniziative di apertura dell'istituzione verso l'esterno.
Proprio all'epoca, anno più anno meno, mi accingevo a scrivere la mia tesi di laurea, Come comunica il Parlamento - Il caso dell'Ufficio del Portavoce alla Camera.
Francesco Lo Sardo e Cristiano Fantauzzi sono stati velidissimi e disponibili a fornirmi tutte le spiegazioni di cui ho avuto bisogno.
Hanno dimostrato la loro squisitezza e disponibilità, come non mi sarei aspettata. Sicuramente, con questa decisione il Segretario Generale perde due collaboratori validi e soprattutto competenti, rari a trovarsi nelle amministrazioni pubbliche.
Un grande in bocca la lupo, Tiziana.


Re: Camera dei Deputati. Uno sfratto per due
Guglielmo di Salop - 09.10.2003
Anni fa, veleggiando i lidi transatlantici, m'imbattei in un solerte e sussiegoso funzionario parlamentare, che mi spiegò in che modo egli - o i suoi Pari - avrebbero saputo meglio di noi Paria espletare funzioni di comunicazione giornalistica. Gelosia? Ambizione? Presunzione? Poco me ne curai, dacché ebbi modo di leggere anche prove scritte di quell'ottimo funzionario: inintellegibili.
Eppure, nel trattamento vergognoso riservato ai due valorosi écrivain del bureau de presse, rileggo quella sorta di peccato originale, la rivincita del funzionario, e della sua proterva e frustrata ambizione. Che colpisce - e me ne duole - due persone che piu' di altri si erano adoperati per lenire le sofferenze dei colleghi, e placare la sete mediatica dei viandanti della notizia, accalcati all'ombra dei lampioni di Montecitorio. Che sia stato l'unico modo con il quale il solerte dottor Zampetti - desinenza a parte - abbia avuto a disposizione per distinguersi dal suo predecessore? Mi auguro di no, mi auguro che venga presto smentito, e contraddetto, l'antico e meschino adagio in ossequio al quale chi men fa, meno rischia, e chi più s'adopra, invece, ha da temere l'invidia degli uomini. Dei piccoli uomini del grande Palazzo.





 

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